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AGRICOLTURA DA SALVARE |
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le pagine di Vittorio Del Duca mail: agridelduca@libero.it sito: Azienda agricola Del Duca |
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Salviamo la nostra risorsa principale Roma 20 aprile 1948 - Sezze 13 febbraio 2024 Indice delle pagine di Vittorio Del Duca |
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>Agricoltura |
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>Le Manifestazioni |
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>Le Pubblicazioni |
2018 La Confraternita del Sacro Cuore di Gesù di Sezze detta dei Sacconi 2019 Il Carciofo di Sezze, usi, costumi e tradizioni 2023 Sezze, dalle orme dei dinosauri all'avvento del cristianesimo |
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BIOGRAFIA DI VITTORIO DEL
DUCA Vittorio
Del Duca nasce
nell’aprile del 1948 da Vincenzo e Crocefissa Piccaro. La sua è una
famiglia di agricoltori di antica data, il bisnonno Giuseppe ed il nonno
Alessandro erano campéri e mercanti di campagna: i campéri erano
proprietari di campi più o meno estesi mentre i mercanti di campagna
erano affittuari di vasti latifondi appartenenti alla nobiltà romana. L’azienda
Del Duca nasce a inizio ‘800 nello Stato Pontificio, in seguito alla
bonifica della Palude Pontina di Pio VI. Prevenienti dalla città di
Aquino, durante il Regno Borbonico, iniziarono l’attività agricola
nel 1842, come testimonia un documento scritto. I fratelli Del Duca
svilupparono ben presto rapporti di lavoro con l’Ing. Gaetano Rappini
ed in seguito con i conti Zannelli di Roma e con i conti Pecci di
Carpineto Romano. Per
tutto il 1800 fino al 1925, l’Azienda ha dato stabilmente lavoro a
circa 500 persone del luogo fra braccianti e ùtteri (garzoni addetti
alla custodia del bestiame brado) senza contare la manodopera
proveniente dal frusinate e dall’Abruzzo durante la mietitura.
L’Azienda è stata la prima in assoluto a introdurre la
meccanizzazione nel Comune di Sezze ed è annoverata fra quelle che
hanno fondato la Federazione Provinciale Coltivatori Diretti di Latina. Vittorio
trascorse l’infanzia nella vigna che il padre possedeva nella Migliara
47, a contatto diretto con la natura di cui, come egli ricordava,
assaporava indimenticabili odori e sapori. I
suoi giochi avvenivano fra i campi di grano, granturco, carciofi ed
ortaggi vari. Da qui sviluppò l’amore per la terra, per i raccolti e
per le rane che egli pescava in abbondava quando ancora le acque nei
canali erano limpide e ricche di vita; la mamma gliele cucinava nel
forno a legna, “alla stagnarola”, con il pomodoro e un po’ di
aglio…. gli piacevano tantissimo. Arrivò
il tempo delle scelte di vita e così si iscrisse alla Facoltà di
Scienze Naturali presso l’Università “La Sapienza” di Roma.
Studiava con interesse e buoni esiti ma la morte del padre, avvenuta
quando aveva 19 anni, lo costrinse a lasciare gli studi e a gettarsi a
capo fitto nell’impresa agricola. Si trattava di entrare nelle
responsabilità della gestione e, pur essendo giovane, non si scoraggiò:
sveglia alle 4 del mattino per prelevare le operaie di Roccagorga,
Maenza, Ceriara di Priverno e Sezze, talvolta anche di Sonnino. Molti
erano gli operai provenienti dalla conca di Suso, a tutti dava “la
giusta mercede”, come aveva scritto papa Leone XIII di Carpineto,
nella sua “Rerum Novarum”. Nel
1970 partecipò con l’azienda di famiglia alla prima Sagra del
Carciofo di Sezze, risultando vincitore del primo premio come miglior
stand espositivo di carciofi. Nel
1986 fu nominato Presidente della Coldiretti, sezione di Sezze, e
consigliere provinciale della Federazione Coldiretti di Latina, incarico
che mantenne fino al 2016, per “fare largo ai giovani” come amava
dire. Da qui inizia a fare sindacato, indice riunioni, ascolta i bisogni
di tutti, uomini e donne. Sapeva che l’attività sindacale richiedeva
responsabilità nelle azioni e coraggio di scelte; scelse la promozione
del Made in Italy e la sovranità alimentare contro le fameliche
multinazionali e la globalizzazione, sapendosi confrontare con i giganti
dell’economia. Membro nel 1975 della Commissione della Camera di
Commercio, industria, artigianato ed agricoltura di Latina, si è
battuto per l’istituzione del disciplinare di produzione dell’IGP
del Carciofo Romanesco del Lazio. Dal
1975 al 1985 è stato Consigliere del Comune di Sezze, in rappresentanza
di Coldiretti. Di
fronte agli sconvolgimenti delle multinazionali non si è mai arreso ed
ai pochi giovani che ancora lavoravano nel campo di Sezze ricordava di
quanto fosse stata fiorente la nostra agricoltura, poiché essi ci
credevano e portavano avanti il proprio lavoro con tenacia e rispetto
per la loro produzione. Vincitore
del Premio Spiga D’oro 2012, conferito dall’Assessorato
all’agricoltura della provincia di Latina. Autore
di articoli di agricoltura, territorio ed ambiente, su riviste
specializzate di settore e in rete sul Portale fotografico Setino (www.setino.it). Dal
2004 è entrato a far parte del Gruppo in Difesa dei Beni Archeologici
di Sezze. Un suo grande obiettivo fu quello di rivalutare un vino amato
dagli imperatori romani, il Cecubo, proveniente dalla vitis setina,
di cui si è trovata traccia nel territorio di Udine; per questa
ragione, iniziò una profusa collaborazione con un gruppo di ricercatori
dell’Università di Udine, dalla quale scaturirono ottimi risultati. Negli
ultimi anni della sua vita ha dedicato alla “memoria storica” di
quanto appreso la realizzazione di tre pubblicazioni: -
“La confraternita del Sacro Cuore di Gesù di
Sezze, detta dei Sacconi” (2018) -
“Il carciofo di Sezze – usi, costumi e
tradizioni” (2019) -
“Sezze dalle orme dei dinosauri all’avvento del
cristianesimo” (2023) Stava
preparando un altro libro riguardante gli usi e costumi della piccola
civiltà contadina, al quale aveva già dato il titolo ma ci ha lasciati
nel dolore, il 13 febbraio 2024. La
moglie, Patrizia Ricci Del Duca
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