Valorizzazione dei Beni Culturali di Sezze

tra le pagine più importanti della preistoria

Sezze, 3 dicembre 2017                                                                                 

a cura di Ignazio Romano

"Uomo a phi" il simbolo più antico di Sezze

il gruppo "In Difesa dei Beni Archeologici" di Sezze

presenta

Concerto del Coro InCantu all'Arnalo dei Bufali

con gli archeologi Michelangelo La Rosa , Vittorio Mironti e il maestro Carlo Marchionne

Appuntamento domenica 3 dicembre con partenza alle ore 9,00 e ritorno alle ore 12,30.

Distanza da percorrere circa 4 Km di sterrato, andata e ritorno compreso.

Sono necessari scarpe antiscivolo, abbigliamento adeguato e acqua al seguito.

Luogo dell’appuntamento in località Ponte Ferraioli (via Migliara 47) presso il parcheggio del ristorante "Da Angeluccio" (per chi è intenzionato a pranzare prenotazioni allo 0773 899146)

Lungo il percorso e nei pressi del sito preistorico gli archeologi Michelangelo La Rosa e Vittorio Mironti illustreranno gli aspetti culturali e scientifici dei luoghi, mentre all'Arnalo dei Bufali il Coro InCantu diretto Maestro Carlo Marchionne eseguirà alcuni brani.

Al termine della passeggiata di domenica 3 dicembre, di ritorno dall'Arnalo dei Bufali, nello spazio esterno del ristorante “Da Angeluccio” verrà servito un pranzo al buffet che comprenderà: carne mista alla brace, contorno di verdure di stagione, crostini, vino e acqua al costo di 15 euro.

È una occasione per scambiare idee e pareri selle nostre passeggiate, sul territorio attraversato e sulle sue caratteristiche, ma soprattutto sul valore che la frequentazione di questi luoghi e la conoscenza della storia possono avere per migliorare la qualità della nostra vita.

Per partecipare al pranzo, previsto per le ore 13,00, è necessaria la prenotazione che può essere data entro e non oltre le ore 17,00 di venerdì 1 dicembre.

In caso di previsioni meteorologiche sfavorevoli (pioggia nella mattinata di domenica) sempre in data 1 dicembre, sia la passeggiata che il pranzo verranno annullati e comunicati per mail e sulla pagina di www.setino.it

La prenotazione del pranzo a buffet è possibile telefonando allo 0773 899146 e specificando "Buffet passeggiata Archeologica".

La passeggiata Uomo a phi, il simbolo più antico di Sezze rappresenta un tuffo nel passato alla scoperta delle prime tracce lasciate dall'uomo sul nostro territorio.

Nel tentativo di salvare un habitat naturalistico unico, arricchito da un patrimonio archeologico inestimabile, le forze del volontariato con il sostegno di esperti paleontologi e archeologi tornano a visitare Il riparo preistorico dell'Arnalo dei Bufali, dove nella primavera del 1936 Alberto Carlo Blanc, paletnologo italiano (Chambéry 1906 - Roma 1960) professore di paletnologia all'Università di Roma, presidente dell'Unione internazionale delle scienze preistoriche, ha scoperto il dipinto rupestre dell'Uomo a Phi in un complesso naturale vicino al tracciato della vecchia linea ferroviaria Toppitto, immerso in un paesaggio carsico caratterizzato da numerose grotte e ripari. 

La manifestazione ha il patrocinio dell'Ente Comunale e cosa molto importante gode del benestare della Soprintendenza ai Beni Archeologici e Paesaggistici del Lazio, nonché il permesso dei proprietari dei luoghi interessati.  La partecipazione alla passeggiata, come ogni altra iniziativa del gruppo, è gratuita ed aperta a tutti.

Un ambiente unico, ricco di storia che si trova tra Il fiume Ufente e le ultime formazioni rocciose dei Lepini

Dove il vitigno Setinum si abbraccia al fico nano ed il riparo preistorico aspetta il ritorno dell'Uomo a phi.

Tratto della relazione originale di Balnc edita 1939, qui sotto alcune fasi della scoperta

Nella foto sopra il Prof. A. C. Blanc durante l'esplorazione della grotta Guattari nel febbraio del 1939   

Nel quadro "L'alba dell'umanità", del pittore Franco De Franchis, è ben riprodotta una scena a cui avrebbe potuto assistere il "Setino del Mesolitico". 

E nonostante l'accanimento del "setino moderno", la zona ha mantenuto il fascino primitivo che caratterizza tutti i tracciati da noi riscoperti, con la capacità di riportare il visitatore in una epoca del passato, non meglio precisata, in cui l'uomo viveva ancora rispettando la natura. In questa grotta i paleontologi Blanc, Breuil di Parigi, Pei di Pechino e l'italiano Cardini, nel 1936 fecero la scoperta dell’uomo a phi quì a fianco riprodotto. 

Riconosciuto confrontandolo con i numerosi ritrovamenti fatti in Spagna appartenenti al Mesolitico, il dipinto di Sezze ha circa 12.000 anni. La figura, ritrovata all'Arnalo dei Bufali in Sezze, è alta 28,5 cm e larga 22,0 e si trova attualmente a Roma presso il museo "Preistorico-Protostorico del Lazio".

 

Ecco il perché del nome "Arnalo dei Bufali"

a cura di Vittorio Del Duca

Le mandrie di bufali, presenti da sempre nel territorio delle paludi Pontine e citate già nel 1600 da G. Ciammarucone così come vengono rappresentate nell'incisione di C. Coleman del 1849, (sotto) - aiutavano l'uomo a mantenere pulito dalle erbe acquatiche l'alveo dei fiumi e dei canali, semplicemente nuotando oppure guadandoli. Il riparo preistorico, abbandonato dall'uomo, diventò presto la dimora preferita dai bufali e anche dai bovini che ancora oggi stazionano in zona.
Il termine dialettale “Arnalo” o “Arnaro” è di etimologia incerta. Con ogni probabilità deriva da “arn”, termine celtico che sta ad indicare una o più incavature ai piedi di un costone roccioso, ospitante nella Preistoria uomini e animali, in seguito soltanto animali. Nel nostro caso, l’Arnalo dei Bufali, viene utilizzato dapprima ad indicare un riparo per bufali, utilizzati in passato per la loro mole nello spurgo di fiumi e canali, ma anche per intorbidire le acque e facilitare la pesca con le reti nel vicino Ufente, più tardi anche ad indicare un riparo per greggi o buoi.
Nel basso Medio Evo è presente nella lingua italiana anche il termine “arna”, poi diventato “arnia”, ad indicare il ricovero naturale o artificiale delle api domestiche.
Da Arnalo o Arnaro, derivano i diminutivi dialettali riscontrabili nella toponomastica locale, Arnarello e Arnariglio, quale si riscontra presso la località Archi S. Lidano (Stradone dell’Arnarello) e nella conca di Suso a ridosso della contrada Zoccolanti (Arnariglio).
“Arnereglio” è invece un termine dialettale di uso agricolo: specie di piolo che nell’aratro serve da raccordo per le “recchie” (orecchie), manovrando le quali si può conferire al solco una larghezza maggiore o minore.

visite precedenti  Alla scoperta dell'Uomo a Phi 2016Le vie dell'acqua - L'Ufente 2013

Visita all'Arnalo dei Bufali 2013 Arnalo dei Bufali 2001