Comune di Sezze

 Medaglia d'oro al merito 

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Mercoledì 20 maggio 2026 - ore 11,00                  Auditorium Comunale San Michele Arcangelo

Conferimento medaglia d'oro alla città di Sezze

a cura di Ignazio Romano

Il Comune di Sezze è stato insignito della Medaglia d'Oro al Merito Civile dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con decreto del 12 luglio 2022. Il riconoscimento onora i sacrifici, le violenze e le vittime subite dalla popolazione durante la Seconda Guerra Mondiale, con particolare riferimento ai rastrellamenti nazisti e ai bombardamenti alleati.

comunicato stampa del Comune di Sezze

Si terrà mercoledì 20 maggio 2026, alle ore 11:00, presso l'Auditorium Comunale San Michele Arcangelo, la cerimonia ufficiale di consegna della Medaglia d'Oro al Merito Civile alla Città di Sezze.
L'onorificenza riconosce il valore e il sacrificio della comunità setina durante il secondo conflitto mondiale, quando la città, occupata dalle truppe tedesche e bombardata dagli alleati, fu colpita da rastrellamenti, razzie, violenze, distruzioni e numerose vittime civili. Nonostante il terrore e il costante pericolo di finire uccisi, gli abitanti di Sezze si distinsero per coraggio, solidarietà e altissime virtù civiche, proteggendo ebrei, aiutando chi si ribellava ai soprusi e difendendo le donne dalle violenze.
La cerimonia prevede l'accoglienza delle autorità alle ore 10.30 presso il Palazzo Comunale e l'inizio ufficiale alle ore 11.00. Dopo l'ingresso delle autorità e del Gonfalone, sarà proiettato un breve video introduttivo. Seguiranno la lettura della motivazione, l'apposizione della Medaglia sul Gonfalone della Città e la consegna della pergamena alla presenza, tra gli altri, di Sua Eccellenza il Prefetto Vittoria Ciaramella.
"Questa Medaglia non è soltanto un riconoscimento istituzionale - dichiara il sindaco Lidano Lucidi - ma un tributo profondo alla memoria, al coraggio e alla dignità del nostro popolo. Sezze ha saputo resistere al dolore della guerra custodendo valori di umanità, solidarietà e giustizia. Oggi consegniamo idealmente questa onorificenza a tutte le donne e gli uomini che, in quei mesi drammatici, seppero difendere la vita e la libertà".
La cittadinanza è invitata a partecipare.


Storia di una medaglia d'oro al merito civile

articolo di Alessandro Mattei del 20-11-2022

Al gonfalone della Città di Sezze è stata riconosciuta dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la medaglia al merito civile per onorare il comportamento nobile e dignitoso tenuto dalla comunità di Sezze nell'affrontare i disastri ed il terrore della seconda guerra. Fu il Sindaco Andrea Campoli nel 2016 a prendere l'iniziativa, il cui iter amministrativo venne seguito dal dirigente Piero Formicuccia il quale curò tutti gli atti relativi alla deliberazione di giunta e l'invio agli organi competenti. La “Relazione illustrativa delle motivazioni legittimanti l'istanza per il conferimento di una medaglia al merito civile in favore del gonfalone del Comune di Sezze” venne redatta invece da Francesco Petrianni, Presidente dell'Associazione “Le decarcie”, con la consulenza storica di Luigi Zaccheo. Gli atti furono trasmessi alla Prefettura di Latina affinché inoltrasse l'istanza di conferimento al Ministero dell'Interno. Infatti le medaglie al merito civile sono conferite con decreto presidenziale su proposta del Ministero dell'interno, sentita la Commissione competente per la concessione delle ricompense al valore civile. Proprio il 17 novembre il Prefetto di Latina ha comunicato al Comune di Sezze l'avvenuto conferimento della Medaglia d'oro al valore civile alla nostra comunità per le tante ferite e vittime della seconda guerra mondiale. 
L'ex Sindaco Andrea Campoli scrive: " Un giusto riconoscimento per i sacrifici umani e materiali che la nostra Comunità subì durante la seconda guerra mondiale. Ricordo che durante le cerimonie ufficiali il nostro gonfalone entrava tra gli ultimi perché nessuno aveva mai riconosciuto il valore e l'eroismo delle nostre genti, nel momento del dolore e della ricerca della libertà dal nazifascismo. Il nostro gonfalone può fregiarsi ora di una medaglia d'oro ad imperitura memoria della nostra Storia. Sarò apparentemente lontano dalla vita civile della mia amata Sezze, ma queste cose continuano a farmi scoppiare il cuore di orgoglio".
Attingendo a fonti storiche ed orali di studiosi locali, la relazione allegata alla deliberazione ricostruisce un periodo storico, breve ma carico di lutti, con l'alto tributo pagato alla guerra dalla comunità sezzese in termini di vite umane, di feriti e mutilati nonché l'ampia portata delle distruzioni sul territorio. Ma soprattutto testimonia e rievoca il grande sacrificio sofferto dalla popolazione per sfuggire ai bombardamenti, ai rastrellamenti ed alle persecuzioni.

"In soli cinque mesi, da gennaio a maggio del 44 - ricorda Piero Formicuccia - sono oltre quaranta gli eventi bellici accertati che colpiscono la popolazione e il territorio di Sezze. Non episodi occasionali, ma ripetute e frequenti azioni di guerra fanno di Sezze un teatro in cui la guerra si combatte ovunque. Il campo inferiore, il centro storico e la conca di Suso sono tutti obiettivi perché diffusa nel territorio è la presenza dei tedeschi. Nessun luogo è logicamente sicuro. Si muore dentro le case, nelle chiese, nelle grotte, lungo le strade, nel centro abitato e in aperta campagna e si continua a morire e a rimanere feriti per l'esplosione di mine disseminate ovunque. Le cannonate colpiscono i rifugi di fortuna. Gli ordini di guerra arrivano ovunque. Il volto della guerra è terribile e si rivela nelle forme più diverse e nei modi più sconvolgenti. Enormi uccelli meccanici fanno tremare la terra come eventi sismici a comando. Arrivano i bombardamenti e con essi le morti, le distruzioni, gli sfollamenti e gli ordini di evacuazione. La popolazione sezzese, nelle circostanze tragiche, ha saputo assumere orgogliosamente comportamenti solidali e civili, per non dire eroici, a differenza di chi, pur tenuto a prodigarsi per le cariche che ricopriva, ha preferito darsi alla fuga. Il clima di terrore e l'atmosfera di morte spaventano la popolazione, lasciando segni indelebili. Due sono i bombardamenti che mietono il maggior numero di vittime. Quello del 25 gennaio si abbatte nella zona di Santa Maria e una ventina di persone (dicono i testimoni) resta sotto le macerie. In quello del 21 maggio, che colpisce l'area della chiesa di Sant'Andrea, le vittime sono molte di più, una settantina. Il numero stimato dei morti nel periodo supera le 120 unità e non tutte le vittime hanno ancora avuto un nome. Sappiamo che sono stati tanti i bambini a morire perché la loro ingegnosità li ha resi più indifesi e più esposti. La distruzione di edifici pubblici e religiosi, delle abitazioni, delle piazze, delle strade e dei ponti, le razzie e le richieste colpiscono il patrimonio materiale dei cittadini, delle istituzioni e degli istituti. Enormi sono i danni all'agricoltura e agli allevamenti di bestiame. Ma, pur vivendo sotto i bombardamenti, i sezzesi riescono comunque a proteggere gli ebrei e ad aiutare i compaesani dai soprusi, a ribellarsi a rischio della morte e a morire per difendere le donne. Le donne si fanno uccidere per non cedere alla violenza. Si sopravvive e si muore per vivere. Nessuno si sottrae al dovere della solidarietà". 
Diversi sono gli episodi bellici e diverse le persone che suscitano un sentimento di riconoscenza e meritano di essere additate per l'esempio dato. Tra quelli particolarmente significativi ricordiamo:
- Margherita Bondì, morta nelle camere a gas di Auschwitz;
- Elide Rosella, morta per resistere alla violenza dei soldati del CEF;
- Spaziani Oliva, incinta al settimo mese di gravidanza, morta per ferita da armi da fuoco ricevuta da soldati del CEF;
- Aldo Bottoni, partigiano fucilato dai nazisti;
- Giuseppe Lombardo, carabiniere, morto per portare soccorso durante il bombardamento;
- Andrea Novelli, morto insieme a Salvatori Crocefissa, donna disabile, nel tentativo di salvarla.
Ma non possiamo dimenticare quelle decine e decine di cittadini morti per le azioni belliche, coloro che, senza nome, rischiarono la vita per proteggere e salvare vite umane e quanti affrontarono la fame, lo stremo, gli stenti ei sacrifici, le rappresaglie, le deportazioni e le barbarie, con dignità, fierezza e solidarietà.


Frammenti di Memoria, per non dimenticare

Marchionne Angela e Cardarello Santina testimoni sopravvissute al bombardamento

Nel 2014, in occasione del 70° anniversario dei bombardamenti di Sezze, la Comunità di Sant’Egidio, la Compagnia Parsifal, la Caritas e le Associazioni parrocchiali della Cattedrale di Santa Maria hanno realizzato un evento con testimonianze dirette dei sopravvissuti, mentre le Classi I E II A CL coordinate dalle docenti Rosella Elide Cristina e Spirito Maria Elisa dell'ISISS “Pacifici e De Magistris” di Sezze hanno presentato una ricerca per ricostruire la memoria del passato, componendo un elenco dettagliato delle vittime di quei giorni funesti. 

Lavoro denomionato FRAMMENTI DI MEMORIA.

Nel 2024 la cerimonia di commemorazione del 80° anniversario è stata promossa dal Comune di Sezze e dall'Associazione Nazionale Carabinieri che ha voluto ricordare in particolarmodo la settantunesima vittima, l'appuntato Lombardo Giuseppe.

Nel lontano 1975 il Comune di Sezze, per la prima volta dagli eventi bellici, decise di apporre due lapidi sui muri della chiesa ricostruita in ricordo del bombardamento del 21 maggio 1944. 

La foto quì sotto è stata eseguita il 21 maggio 1975 a trent'anni dal bombardamento americano di Porta Sant'Andrea. In quella occasione tutto il paese si bloccò ed una folla di persone accorse all'inaugurazione delle due lapidi commemorative dove ogni anno, il 21 di maggio, viene apposta una corona in memoria dei 71 morti dei bombardamenti americani.

Sopra un fermo immagine estratto dal filmato dell'Istituto Luce girato il 26 maggio 1944

Sopra una foto di repertorio di un B-24 in dotazione all'esercito americano dal 1941

Sottolineo che a partire dal 1942 non vi fu città italiana del centro-sud che non “incontrò” i B-24.

Sotto una mia ricostruzione di quei tragici momenti impressi nella memoria di mia madre (all'epoca una bambina di 12 anni) che si trovava nella chiesa del cimitero, e che udito il rombo degli aerei è fuggita fuori terrorizzata, ma in tempo per vedere le bombe cadere su Sezze.

E sottolineo che ancora oggi mia madre si spaventa al sentire il rombo degli aerei in cielo.

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