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Sezze,
28 dicembre 2008
Intervista
al Sindaco di Sezze, Andrea Campoli
Il
2009 è l’anno del Prg e delle
grandi opere
Andrea
Campoli è tranquillo, nella sala del sindaco parla del futuro della città
che guida dal maggio del 2007. Non vede crisi all’orizzonte ma solo
traguardi da raggiungere a breve, grandi opere che stanno per vedere luce, e i
frutti di una attività amministrativa intensa
svolta da una squadra di governo che ha dovuto rimboccarsi le maniche e
ripartire dopo un anno di commissariamento dell’ente.
A diciannove mesi dal suo
insediamento quali sono gli obiettivi amministrativi raggiunti dalla sua
maggioranza consigliare?
«Il
lavoro svolto in questi mesi è stato duro ed incessante, poiché abbiamo
dovuto affrontare, in un quadro di crisi generale, numerose problematiche
derivanti dal passato. Se dovessi illustrare gli obiettivi raggiunti,
onestamente non basterebbe questa intervista, ma cercherò di farlo nella
conferenza stampa di fine anno. Per fare alcuni esempi, tra i più importanti,
voglio citare la difesa ed il rilancio dell’Ospedale di Sezze (apertura del
nuovo reparto di chirurgia giornaliera e, è notizia di questi giorni,
l’avvio delle attività chirurgica oculistica) e l’approvazione del
progetto definitivo del nuovo Depuratore».
Quali sono invece i
traguardi da raggiungere nell’immediato futuro e quelli previsti nell’arco
dell’anno 2009.
«Gli
obiettivi futuri sono legati da una parte alla realizzazione di quanto
programmato in questi mesi, parliamo di circa 10 milioni di euro per opere ed
investimenti e, dall’altra alla apertura di una nuova fase di progettazione
di interventi e di strategie di rilancio della nostra città».
Siamo in attesa della
pubblicazione della sentenza sul Lodo arbitrale tra il Comune e la
concessionaria Dondi. Da indiscrezioni e da sue comunicazioni in Consiglio è
emerso che il Comune è stato condannato a pagare una cifra intorno ai 2, 4
milioni di euro. Come si comporterà l’Ente adesso?
«Alla
luce di quanto stabilito dalla sentenza del Collegio Arbitrale, dopo aver
avuto modo di conoscere e valutare attentamente le motivazioni, attiveremo
tutte le iniziative atte a tutelare l’interesse pubblico, in primo luogo
inviando alla Corte dei Conti tutti gli elementi necessari, affinché vengano
individuate eventuali responsabilità».
Sulla
depurazione, a fronte della sentenza 335, è possibile diffidare la Dondi e
chiedere i rimborsi per i cittadini?
«Abbiamo
già diffidato la Dondi dall’emettere bollette con la voce “depurazione”
per quegli utenti che non hanno usufruito di tale servizio, poiché le fogne
di cui si servono non sono convogliate verso il depuratore. Per questi
cittadini è già possibile esigere i rimborsi di quanto pagato e non dovuto».
Il
PRG resterà un solo capitolo del suo programma elettorale? O ci saranno novità
nel 2009?
«
Il 2009 sarà l’anno del nuovo PRG. La maggioranza sta già discutendo, in
questi giorni, la delibera di indirizzo e presto attiveremo il percorso di
confronto e di elaborazione del nuovo strumento urbanistico».
L’ex sindaco Zarra si
vanta di aver realizzato opere pubbliche in breve tempo e buona parte
dell’opposizione parla ora di immobilismo amministrativo rispetto alla
dinamicità che ha caratterizzato la passata Giunta. Lei di cosa vorrebbe
andare fiero? E cosa risponde alle minoranze?
«L’Amministrazione
Zarra quando si insediò trovò nei cassetti di questo Comune progetti e
relativi milioni di euro da spendere. Quando ci siamo insediati noi quei
cassetti li abbiamo trovati vuoti e, di conseguenza, siamo partiti da zero.
Sono certo che i cittadini di Sezze potranno verificare i frutti di questo
lavoro. Una cosa di cui vado già fiero, per esempio, è aver speso centinaia
di migliaia di euro per mettere in sicurezza e rendere decorosi i nostri
edifici scolastici, in molti dei quali le pareti non venivano tinteggiate da
quando erano stati inaugurati».
L’eterogeneità della sua
maggioranza le ha dato dei piccoli grattacapi. C’è da stare in allerta?
Sono previsti rimpasti di Giunta?
«Io
ritengo che, per raggiungere obiettivi di lungo termine, la stabilità di
governo sia un elemento essenziale. La dialettica, anche aspra, in una
coalizione come la nostra la ritengo fisiologica e persino utile quando è
votata all’interesse generale».
La rotazione delle
dirigenze, secondo lei, andava fatta in questa maniera? Qualcuno dietro la
vostra scelta ha intravisto un diktat da parte dell’ala dell’ex
margherita. E’ proprio così?
«Non
c’è stato nessun diktat. Questa decisione, tra l’altro maturata con una
discussione approfondita, rappresenta il preludio di una rivisitazione
generale della dotazione organica dell’Ente, che dovrà diventare più
snella e funzionale».
Il rilancio della cultura -
attraverso molte iniziative - è stata una delle vostre priorità e su cui i
cittadini hanno visto un repentino cambiamento rispetto al passato.
Secondo lei, adesso, cosa si aspettano? Qual è l’intervento che
l’amministrazione deve operare per entrare realmente nello “stomaco” dei
nostri concittadini?
«Non
credo esista, conoscendo l’articolazione del nostro territorio, un’opera
che possa da sola risolvere i problemi dei nostri concittadini. L’obiettivo,
quindi, è quello di costruire un sistema organico e coerente di interventi
che siano veri e volti al miglioramento della qualità della vita, a
cominciare dal tema della viabilità, dei parcheggi, degli impianti sportivi,
dei luoghi di aggregazione e di molto altro».
Sezze,
17 dicembre 2008
2009,
l'anno delle stesse problematiche di sempre
L’ultima
settimana del 2008 non porterà di certo cambiamenti amministrativi
repentini. Gli argomenti che hanno dettato l’agenda
dell’amministrazione comunale di Sezze nel 2008 sono e saranno gli
stessi che immancabilmente si ripresenteranno il 1 gennaio del 2009. I
temi, d’altronde, sono sempre gli stessi che da anni riempiono le
pagine dei giornali e accendono discussioni di piazza e di Municipio.
Anche per l’anno venturo si riparlerà, quindi, del fenomeno
immigrazione, di Piano Regolatore Generale (con la variante del Piano
Regolatore Sociale), di ambiente, di depurazione e di rilancio economico
e agricolo, tutti settori in crisi e fortemente sentiti dalla
popolazione. Viste le indiscrezioni sulla sentenza del Lodo Dondi, il
2009, inoltre, sarà inevitabilmente l’anno dei tagli: se saranno
ufficializzate le indiscrezioni circa la sentenza emessa dal Collegio
arbitrale per il contenzioso esistente tra Concessionari Dondi e Comune,
la maggioranza consigliare dovrà fare i conti sino agli spiccioli per
liquidare il debito di 2, 4 milioni di euro con la società che gestisce
il servizio idrico della città.
Fiduciose
speranze, invece, potrebbero esserci per quella che orami è stata
definita l’opera delle opere da realizzare, ossia il nuovo depuratore.
E’ prevedibile e auspicabile che il sindaco Andrea Campoli possa
posare la prima pietra proprio nel 2009 e questo sarebbe indubbiamente
un grande risultato amministrativo vista l’urgenza dell’impianto
depurativo e l’inutilità dei discorsi senza riscontro fatti nel corso
degli anni dalle passate amministrazioni locali. Sappiamo, infatti, che
per il depuratore che sarà nascerà a Sezze scalo la Regione ha già
stanziato 4 milioni di euro e il progetto è stato abbozzato a grandi
linee. Sempre sul tema dell’ambiente potrebbero esserci novità
riguardanti anche la nascita dell’annunciato Ecocentro per la
lavorazione dei rifiuti differenziati, sito che dovrebbe sorgere nei
locali dell’ex fabbrica Sogeni. La nascita dell’Ecocentro –
secondo la tesi dell’amministrazione – arrecherebbe dei vantaggi
anche per l’Ente che abbatterebbe così ad abbattere i costi per i
rifiuti con l’obiettivo di raggiungere il 47 % della raccolta
differenziata in città.
Sezze,
30 novembre 2008
Contenzioso
Dondi, bastonata per il Comune
Ente
condannato a pagare 2,3 milioni di euro
Un
nuovo colpo di scena nel contenzioso esistente tra il Comune di Sezze e
la società di Rovigo Dondi. Anche se la sentenza non è stata ancora
depositata ieri, in tarda serata, sono emerse le prime indiscrezioni sul
verdetto. Sappiamo che le memorie conclusionali erano già state
depositate e si era in attesa della sentenza, emessa appunto ieri. In
termini calcistici si potrebbe parlare di un pareggio amaro per l’Ente
comunale e dolce per la Dondi, perché l’amministrazione comunale
proprio nei giorni scorsi, nel corso di un consiglio comunale, si era
dimostrata speranzosa per un finale tutto positivo per il Comune.
E
invece il bicchiere mezzo pieno lo vedrà, ancora una volta, la
concessionaria del servizio idrico della città, che incassa una somma
che sfiora di poco quella della transazione, abbandonata
dall’amministrazione Campoli per arrivare al Lodo finale. In sostanza,
se la Dondi è stata condannata a pagare circa 958 mila euro per
forniture idriche per la Cassa del Mezzogiorno, la somma più pesante
toccherà all’Ente. Il Comune, infatti, è stato condannato a pagare
1, 4 milioni di euro per forniture idriche erogate dalla società al
Comune e altri 950 mila euro per altri progetti e lavori eseguiti,
sempre nel periodo successivo alla stipula della Convenzione.
Per
l’avvocato Maurizio Mansutti, difensore della concessionaria idrica,
si tratta di una «sentenza equilibrata» che in pratica non si
allontana di molto dall’accordo tra le parti che stava per essere
raggiunto e poi abbandonato dal Comune. Anche sotto il commissariamento
l’accordo esso era andato avanti e si parlava allora di una
transazione di circa 2, 5 milioni di euro che il Comune avrebbe dovuto
versare alle casse delle Dondi a fronte, oggi, dei 2,3 milioni che il
Comune complessivamente dovrà ora sborsare. Ricordiamo che il Lodo
arbitrale era stato iniziato dall’ex sindaco Lidano Zarra nel 2005
sulla base di un credito di 980 mila euro che il Comune vantava di avere
verso la Dondi la quale, sull’altro piatto della bilancia, aveva messo
circa 8 milioni di euro per lavori eseguiti e per fornitura idrica
erogata al Comune.
La
transazione, proseguita dal commissario prefettizio, Leopoldo Falco, e
per un breve tempo anche dall’attuale sindaco, Andrea Campoli, è
stata abbandonata quindi per un lodo arbitrale simile a quella
transazione della discordia. «Nell’accordo avevamo richiesto circa 2,
5 milioni di euro – spiega Mansutti – siamo arrivati ad ottenere
circa 2,3 milioni, direi che possiamo dichiararci più che soddisfatti».
Sezze,
28 novembre 2008
378
mila euro per ristrutturare Palazzo Roma
Soddisfatto
Titta Giorgi per il nuovo finanziamento regionale
Finanziamenti
a pioggia per Sezze. La Regione Lazio ha stanziato un’altra
considerevole somma per la riqualificazione del centro storico setino.
Questa volta la Giunta regionale presieduta dal governatore del Lazio,
Piero Marrazzo, con delibera n° 824 del 18 novembre 2008, ha approvato
un finanziamento di 378 mila euro per il rifacimento dell’antico
Palazzo Roma, in via Roma, attualmente sede dell’ufficio del commercio
comunale, la struttura che molti anni fa ospitava i locali dell’ex
esattoria. L’impegno totale di spesa è pari a 540 mila, la somma
restante del finanziamento quindi sarà stanziata dal Comune di Sezze. Dà
comunicazione dell’importante somma destinata al centro storico di
Sezze, l’onorevole Titta Giorgi, consigliere anziano di Sezze che si
è interessato presso la Regione per ottenere i fondi necessari per
ristrutturare la bella struttura situata nel cuore del paese. Il
consigliere comunale del Partito Democratico esprime soddisfazione per
l’interessamento da parte della Regione e in modo particolare
dell’assessore ai lavori pubblici, on. Bruno Astorre, che sta
dimostrando particolare attenzione per i beni architettonici setini. «La
Giunta regionale - afferma Titta Giorgi - a meno di un mese ha destinato
per la nostra città un altro finanziamento che va ad aggiungersi
all’ultimo stanziato per il completamento di Palazzo De Magistris.
L’attenzione che la Giunta Marrazzo sta dando per il recupero
architettonico dei paesi della Provincia di Latina dimostra – se ce ne
sia ancora bisogno – quanto sia importante l’impegno della Regione a
favore della rivalutazione delle bellezze esistenti. Anche per il nuovo
finanziamento ci tengo a ringraziare l’assessore Astorre e il
presidente Marrazzo per la sensibilità dimostrata». Titta Giorgi, a
cui sta molto a cuore il medioevale centro storico setino, sottolinea
l’importanza delle grandi opere finanziate dall’ente regionale,
fondi che a breve daranno lustro alla vetustà di quei Palazzi che nel
corso degli anni hanno subìto danni a causa delle intemperie e del
tempo. Il finanziamento approvato si va ad aggiungere a quello già
ricordato di Palazzo De Magistris e a quei soldi messi a disposizione
per il Palazzo Rappini di via Umberto.
Sezze,
20 novembre 2008
Depuratore,
missione fallita
Bocciato
dalla regione lo sdoppiamento dei fondi
Richiesta
bocciata. Il progetto presentato dall’Ente comunale per la
realizzazione del nuovo depuratore e per il quale la Regione Lazio ha
stanziato già 4 milioni di euro non può subire varianti, pena la
perdita del finanziamento stesso.
La delegazione comunale - composta dai membri della Commissione Assetto
del Territorio, guidata dalla Presidente Sonia Ricci insieme
all’Assessore all’Urbanistica Antonio Maurizi, all’Assessore ai
Lavori Pubblici Pietro Bernabei ed al Dirigente dei Servizi Tecnici Ing.
Mauro Vona - ha fatto un tentativo martedì scorso presso gli uffici
regionali, tentativo fallito; all’incontro era presente anche il
consigliere Regionale del Pd Domenico Di Resta.
Il Dirigente del Settore Ambiente della Pisana, Dott. Raniero De
Filippis, ed il Direttore Regionale Ambiente e Cooperazione tra i
Popoli, l’architetto Giovanna Bargagna, hanno accolto la delegazione
setina promotrice del vertice per verificare la possibilità di
utilizzare il finanziamento di quattro milioni di euro al fine di
realizzare non un unico depuratore bensì due, uno destinato a servire
la parte alta del paese e l’altro lo Scalo (proposta questa avanzata
dal consigliere del Md Serafino Di Palma a nome della delegazione
richiedente). L’obiettivo però non è stato raggiunto.
La Dott.ssa Bargagna, in rappresentanza dell’Ente Regionale, ha
spiegato che la richiesta avanzata non può essere accolta poiché Sezze
ha avuto il finanziamento sulla base dell’accordo di un programma
quadro per la tutela delle acque e la gestione integrata delle risorse
idriche stipulato tra i Ministeri dell’Economie e delle Finanze, il
Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio, il Ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero delle Politiche Agricole e
Forestali e la Regione Lazio. Diverse le ragioni per le quali la
richiesta è stata respinta: modificare il finanziamento, ovvero pensare
di sdoppiare il finanziamento per far fronte ad altri progetti, porrebbe
Sezze in modo irrevocabile ed irreversibile fuori dal programma quadro e
dalla possibilità di ottenere altre risorse finanziarie per la
realizzazione del depuratore. Dalla Pisana segnali comunque di
interessamento nei confronti delle problematiche ambientali setine.
Il Dirigente De Felippis, accogliendo le preoccupazione sollevate da
diversi consiglieri, ha assicurato che la Regione, oltre al
finanziamento già assegnato al Comune di Sezze, ha mostrato sensibilità
a sostenere l’amministrazione comunale nella realizzazione
dell’opera sia in termini economici che tecnologici, affinché la
nuova struttura possa funzionare al meglio.
Scartato lo sdoppiamento del
finanziamento ai nostri amministratori tutti non resta altro che voltare
pagina e avviare le pratiche per assegnare la gara di appalto per la
costruzione del nuovo impianto, considerato urgente visto il cattivo
funzionamento degli impianti di depurazione comunali ubicati nelle
località Casali e Sezze Scalo, il sottodimensionamento degli stessi
rispetto all’effettiva portata di ingresso, e la completa assenza di
alcune fasi di trattamento dei reflui. Secondo il progetto presentato
dall’amministrazione il nuovo depuratore dovrebbe sorgere dietro il
sito della ex Sogeni. Oltre al finanziamento regionale la Giunta Campoli
ha stanziato per la realizzazione dell’opera un’ulteriore somma di
un milione e quattrocento mila euro, poiché la spesa complessiva
prevista è di cinque milioni e quattrocento mila euro.
Sezze,
19 novembre 2008
Prg
e depuratore, confronto aperto con tutti
Intervista
al presidente del consiglio setino Zeppieri
Il
presidente del consiglio comunale di Sezze, Giovanni Zeppieri, fa il
punto della situazione dopo una serie di episodi politici e
amministrativi che hanno caratterizzato e contraddistinto l’assise
cittadina. Lancia dei messaggi distensivi agli alleati, parla degli
impegni futuri ai quali nessuno può e deve sottrarsi. E accenna alle
elezioni provinciali. Presidente, cosa ne pensa dell’atteggiamento di alcuni consiglieri in
aula e delle diatribe all’interno dei partiti di maggioranza e
opposizione? «Non è mai facile gestire una seduta consigliare,
soprattutto se si è alla prima esperienza. Credo che la sensibilità e
il buon senso di tutti debbano prevalere su ogni altra cosa, stiamo tra
persone adulte e ognuno deve prendersi le proprie responsabilità.
Ci sono delle regole che mi sforzo sempre di fare rispettare, cerco il
più possibile di far mantenere un comportamento educato e rispettoso.
Debbo dire che come prima esperienza avrei voluto che qualcuno mi avesse
aiutato e invece, purtroppo, qualche consigliere è andato oltre il
proprio ruolo. Così non diamo un buon esempio, la città perde stima
nella classe politica e si allontana da essa. In realtà, però,
nell’ultimo periodo le cose sono migliorate, i consiglieri hanno
capito che occorre cambiare passo, ci siamo confrontati su questo e
spero che l’atteggiamento migliori ancora». All’interno del Pd come
deve essere vista la polemica nata sulle dirigenze comunali? «C’è
stata una presa di posizione del Pd, ex Margherita ma non è una
polemica con il resto del partito.
Forse vi è stato un errore di troppo
nella gestione della questione. Avremmo dovuto assumere un atteggiamento diverso nei confronti del
Sindaco. Ci siamo già confrontati sul problema delle dirigenze e ci
saranno altri incontri». La salute della maggioranza insomma qual è?
«La salute è buona, tutto sommato non è una maggioranza agonizzante
come qualcuno sostiene. Non dimentichiamo che abbiamo un consigliere con
problemi personali e che quindi non può essere presente in aula.
Nonostante ciò la maggioranza va avanti e lo fa sempre con le proprie
forze. Bisogna comunque riconoscere che la minoranza sui temi importanti
non si è sottratta al confronto per il bene dl paese, è stata molto
responsabile e sono stato io ad invocare un confronto corale sulle
grandi tematiche da risolvere». Come coalizione state rispettando il
programma elettorale?
Siete soddisfatti, qualcuno ha già parlato di
immobilismo amministrativo. «Problemi ce ne stanno, problemi legati
alla gestione politica. Abbiamo una maggioranza eterogenea e questo implica un ingranaggio molto
macchinoso. Non siamo soddisfatti affatto, si poteva e si deve fare di
più, è positivo fare autocritica per fare sempre meglio. Sbaglio però
se dico che siamo stati con le mani in mano, abbiamo fatto molto, tanto».
Quali sono gli impegni più grandi sui quali auspica collaborazione? «Il
Prg e il nuovo depuratore.
Su quest’ultimo tema il confronto già c’è,
oggi c’è stata una delegazione che è andata a Roma per capire se
possono essere apportate delle varianti ai progetti finanziati. E’ giusto che ognuno si tolga qualche piccolo dubbio sull’opera da
realizzare, ma alla fine non si può aspettare troppo. C’è poi il Prg,
i tempi sono stretti, entro la fine dell’anno i primi passaggi e poi
finalmente possiamo lavorare sul piano regolatore generale. Auspico
confronto sano tra le parti, come del resto sta avvenendo per tutti i
grandi temi»
Sezze,
17 novembre 2008
La
politica dei divorzi e delle separazioni forzate
Quante
volte abbiamo sentito parlare di crisi dei partiti? Di scissioni interne e
rappacificazioni di circostanza? Sempre. Forse il sale della politica sta
proprio in questo, sta nel farsi spazio e sgomitare il più possibile per
essere tra coloro che hanno peso nelle segreterie e nei direttivi locali, di
Provincia, Regionali e Nazionali. Nell’ultimo decennio però la politica del
bisticcio pare interessare in modo particolare i partiti minori, quelli che la
torta debbono dividersela bene e con il lanternino. Il fatto è che nemmeno
questa prerogativa rientra più nei piccoli, perché i Big stessi sono
costituiti dalle varie correnti e fazioni che altro non rappresentano che veri
partiti. Le logiche striscianti che da sempre dominano «l’arte del
compromesso» si rispecchiano anche nelle varie sedi locali e Sezze – anche
in questa povera stagione politica – ne rappresenta uno spaccato
autentico.
La
maggioranza consigliare guidata dal sindaco Andrea Campoli, infatti, ha al suo
attivo due divorzi ufficiali e una separazione forzata in casa, mentre
all’interno dell’opposizione domina incontrastata la querelle tra Forza
Italia rappresentata in consiglio comunale da Roberto Reginaldi e il resto del
costituendo Popolo delle Libertà. Fresca fresca invece è la diatriba esplosa
in casa socialista. Il segretario locale, Enzo Ricci, ha deciso di abbandonare
la nave senza considerare i veri rappresentanti popolari del partito, ossia il
consigliere comunale Salvatore Leggeri e l’assessore all’ambiente Antonio
Maurizi. In un documento molto aspro nei contenuti e determinato in quello che
si sostiene, il segretario dei garofanini ha bollato la maggioranza Campoli «immobile»
e priva di slancio politico e amministrativo per affrontare i vari problemi
che attanagliano la città. Diversamente invece la pensano i rappresentati
comunali Leggeri e Maurizi che hanno mandato a dire al loro (forse ex)
segretario che i panni sporchi si lavano in casa, senza «buttare il bambino
nell’acqua sporca».
La
polemica, infine, è stata alimentata dalla parole del segretario provinciale
Lidano Lucidi che pare abbia condiviso in pieno il documento di Enzo Ricci. Se
dai Socialisti passiamo ad analizzare la salute dell’Italia dei Valori di
Sezze, la storia si ripete. Intanto per cominciare, nel giorno del congresso
locale indetto per rilanciare il partito, l’unico consigliere comunale
eletto nelle fila dell’Idv, e cioè Ernesto Carlo Di Pastina, ha
ufficialmente dichiarato le sue
dimissioni dal partito assieme all’assessore Bruno Cardarello per «incompatibilità
politica e amministrativa» con le new entry nell’Idv. Gli ex uderini se
hanno portato in dote 290 iscritti, con due consiglieri comunali (Enzo
Polidoro e Luciana Lombardi) e il vice sindaco (Umberto Marchionne) non hanno
fatto bene i conti con la vecchia guardia rappresentata proprio dell’ala
ernestiana. Il tira e molla, alla fine, ha portato alla completa modificazione
del partito, trasmigrato tutto dall’Udeur e da altre aree di centro non ben
definite. Nel centro-sinistra alti e bassi ci sono anche nel partito maggiore
di maggioranza, nel Partito Democratico. Qui la separazione è in casa in
quanto Ds e Margherita non riescono a trovare un punto di contatto su
nulla.
Esemplare
la polemica legata alle dirigenze comunali, partita dal Pd, area margherita. I
diessini della sortita dei consiglieri comunali Giovanni Zeppieni e Paolo
Rizzo non ne sapevano nulla, come se nel Pd non ci sia un segretario e non si
facciano da mesi delle riunioni. Sarà così? Per la minoranza, altresì,
basta ripercorrere la storia degli ultimi mesi dentro la Pdl. Qui si è
passati addirittura alle carte bollate, con la vicenda di Reginaldi, delle
vergognose lettere anonime e degli attacchi personali che nulla hanno a che
fare con la politica e il gestire la cosa pubblica. Qui c’è stata veemenza,
arroganza e malizia. Episodi che hanno macchiato l’assise cittadina.
Sezze,
10 novembre 2008
Contenzioso
Ente-Dondi, pronta la mozione
Il
contenzioso esistente tra il Comune di Sezze e la società Dondi torna
in aula
Se ne riparlerà
in un consiglio straordinario richiesto da tutti i gruppi consiliari di
opposizione che hanno protocollato ieri una mozione riguardante lo «Stato
dell’arte del procedimento arbitrale tra il Comune di Sezze e la
Costruzione Dondi SPA». La richiesta di convocazione dell’assise ad
hoc è stata indirizzata al sindaco di Sezze Andrea Campoli, al
Presidente del Consiglio, Giovanni Zeppieri, alla commissione di
Vigilanza sulla Dondi e a tutti i gruppi consiliari.
Nella mozione si ripercorre la storia della convenzione stipulata tra
Ente e società per l’affidamento in concessione della gestione dei
servizi relativi al ciclo idrico nel territorio comunale, così come si
ricorda che la convenzione in concessione prevede clausole con
particolari obblighi della concessionaria sulle quali l’opposizione si
appellerebbe per chiedere la rescissione del contratto e un risarcimento
danni.
In calce la firma dei consiglieri comunali Rinaldo Ceccano, Antonio
Vitelli, Antonio Piccolo, Serafino Di Palma, Claudio Casalini, Lidano
Zarra e Lino Cerroni che chiedono, oltre alla presenza della commissione
di vigilanza, anche quella del consulente tecnico d’ufficio
dell’ing. A Tozzi, nominato CTU dal Collegio Arbitrale nel lodo tra il
Comune di Sezze e la Costruzione Dondi S.p.A. Al segretario del
costituendo Popolo delle Libertà di Sezze il commento sulla mozione
presentata e sull’intera vicenda. «I gruppi consiliari del PdL, MD,
Centro Democratico e Area Democratica hanno presentato congiuntamente
questa Mozione per riproporre un tema su cui la maggioranza continua a
tacere – afferma Ceccano - La convergenza di tutte le opposizioni
moderate, equilibrate e costruttive, è un grande risultato raggiunto
grazie ad una azione comune svolta insieme ai candidati sindaci Zarra e
Di Palma, per rilanciare la prospettiva di un governo diverso della
nostra città. Dopo la Dondi – chiude la nota del Pdl - affronteremo
il nodo della SPL, dell’Ecocentro e del PRG, dove il Popolo della
Libertà insieme a tutti i propri alleati presenterà le proprie
soluzioni per incalzare una maggioranza asfittica ed inconcludente»
Sezze,
6 novembre 2008
Arrivano
i fondi per il restauro di Palazzo De Magistris
540
mila euro dalla Regione Lazio, la soddisfazione di Titta Giorgi
Un
altro importante finanziamento arriva a Sezze da parte della Regione
Lazio. La Giunta regionale presieduta dal governatore del Lazio Piero
Marrazzo, con delibera n° 766 del 24 ottobre 2008, ha approvato
l’importante somma di 540 mila euro per la ristrutturazione
dell’antico Palazzo De Magistris, ubicato nel cuore della città
lepina.
L’importante
finanziamento è stato ottenuto grazie all’interessamento dell’on.
Titta Giorgi, consigliere anziano di Sezze che, per l’importante
opera, era riuscito a far stanziare nel 1998 (con l’allora Giunta
Badaloni) ben 700 milioni delle vecchie lire, già appaltati per
riqualificare l’intera facciata di quello che viene considerato uno
dei Palazzi cinquecenteschi più importanti della città.
Esprime soddisfazione e ringrazia l’assessore ai lavori pubblici della
Regione Lazio, on. Bruno Astorre, per il finanziamento ottenuto,
l’esponente del Pd Titta Giorgi. «Ancora una volta la Regione Lazio
ha dimostrato particolare attenzione per il recupero dei beni storici
del Comune di Sezze e per quelli dell’intera provincia di Latina. Il
nuovo finanziamento per la ristrutturazione di Palazzo De Magistris –
ha affermato l’on. Giorgi - dimostra la volontà della Regione Lazio
di procedere alla riqualificazione degli antichi edifici che danno
valore e prestigio alle bellezze storiche di ogni città.
Ci tengo a ringraziare personalmente l’assessore Astorre e il
presidente Marrazzo per la sensibilità dimostrata per la valorizzazione
dei centri storici e nella fattispecie nei confronti del nostro Comune».
Il consigliere anziano del Partito Democratico di Sezze, infatti,
intende sottolineare come il finanziamento di 540 mila euro si vada ad
aggiungersi ad altri importanti fondi stanziati dall’ente regionale
per altre grandi e importanti opere di carattere architettonico e
storico, per ultimo - ad esempio - quelli messi a disposizione per il
Palazzo Rappini di via Umberto, sede un tempo dell’antica famiglia “Rappini”.
«Grazie al nuovo finanziamento regionale il bellissimo palazzo De
Magistris potrà tornare agli antichi splendori e ospitare nuovi locali
comunali, con annessi nuovi servizi per l’intera comunità. Quando
l’impegno della politica si traduce in atti concreti - ha chiuso
Giorgi – è importante darle il giusto riconoscimento».
E’ da circa una decina di anni che Palazzo De Magistris non ospita più
locali comunali o sedi di enti derivati.
Oltre al teatro, per molti anni, esso è stato anche la sede
dell’istituto Magistrale di Sezze e luogo messo a disposizione dalle
passate amministrazioni comunali per la Sacra Rappresentazione della
Passione di Cristo.

Sezze,
3 novembre 2008
I
Bastian contrario e... le anime chete
E
l'interesse comune va... a farsi benedire
Ma è mai
possibile che quando si arriva al dunque di una questione c’è sempre
qualcosa che non va? Ma è mai possibile che esistano sempre i vari “bastian
contrario” che impediscono il normale flusso di una discussione? Il
consiglio comunale di Sezze anche in questo insegna, e la polemica fresca
legata alla realizzazione del nuovo depuratore che l’amministrazione
comunale intende realizzare a Sezze scalo lo sta a dimostrare. Proprio adesso
che esiste un progetto definitivo
e che il finanziamento di 4 milioni di euro da parte della Regione Lazio è
stato decretato. Quando tutto sembra filar liscio ecco che le cose si
complicano e si torna a parlare di bufera. Quella bufera prodotta ovviamente
dalle varie correnti politiche che tirano in aula consigliare e che dietro
nascondono interessi non del tutto decifrabili e poco individuabili. La
realizzazione del nuovo depuratore, di cui se ne parla del lontano 1998 (dieci
anni fa), ha fatto esplodere l’ennesimo caso di bullismo politico.
Maggioranza contro opposizione, opposizione contro se stessa e partiti divisi
a loro volta su una o più linee da prendere.
Dentro l’Italia
dei Valori ad esempio sono sorte due fazioni, una più propensa alla
realizzazione di un solo impianto a Sezze scalo e l’altra incline ad una
soluzione il più condivisibile possibile, e quindi a metà strada tra
l’opposizione (che in parte vorrebbe più impianti dislocati in zone diverse
del territorio) e la maggioranza, decisa e determinata a favore
dell’impianto unico.
In aula poi ci sono le cosiddette voci bianche del
coro, quelle anime chete, apparentemente neutre, che non aprono bocca mai se
non per chiedere qualcosa all’ultimo momento. Si tratta di quei consiglieri
comunali che non prendono mai posizione e si limitano ad alzare la mano solo
in segno di assenso o dissenso. Sembra che tutto gli scorra dentro o meglio
che gli scivoli addosso sino al punto in cui bisogna chiedere per ottenere.
Atteggiamento che vale per il depuratore o per qualsiasi altra opera o
faccenda di cui si parla. Solo per citarne un’altra opera, se
parliamo dell’Ecocentro… Idem con patate: ci sono i contrari, i favorevoli
e appunto gli attendisti, sempre pronti ad alzare la mano al momento giusto o
ad eclissarsi nei momenti dove occorre palesarsi o prendere posizione. Sono
coloro i quali che nel silenzio e nell’indifferenza più completa contano più
di quanto si creda. Tanto alla fine si va sempre alla conta e se non ci sono i
numeri per far passare il provvedimento loro contano. Eccome se contano!
Sezze,
19 ottobre 2008
«Che l’aula ritorni ad
essere luogo sano di confronto politico»
Viaggio tra le
opinioni dei setini, dopo gli ultimi accadimenti
Quando
è la stessa comunità a chiedere dignità e rispetto delle regole
allora è il caso di fermarsi e capire quello che sta accadendo. Non occorre
essere politici navigati per capire che le ultime vergognose vicende che hanno
contraddistinto la politica setina impongono una seria riflessione da parte di
chi governa e di chi fa opposizione in città. Le lettere anonime, le
ingiurie, le azioni indegne e le allusioni ironiche-dispregiative che hanno
scandito le ultime assise comunali hanno spinto i cittadini-elettori ad avere
un rifiuto della politica che, inevitabilmente, crea così un maggior
scollamento socio-istituzionale mai registrato negli anni. Mondo Re@le è
scesa in campo e ha cercato di dare un volto a quelle che oggi appaiono le
paure e i timori dei cittadini di fronte a tante bassezze che certo non fanno
onore ad un aula che in altre epoche aveva rappresentato una scuola per molte
generazioni di politici e partiti dell’intera
Provincia di Latina. Tra la gente si respira un malcontento generale
per quello a cui ci stiamo abituando a chiamare il «teatro comunale», quasi
a configurare un modello di politica che solo nei copioni delle commedie
dell’assurdo è possibile leggere. Tutti i cittadini intervistati sono
convinti però che quello che sta andando in scena non rappresenta la vera
faccia della politica di oggi e che non rispecchia la cosiddetta
rappresentanza popolare così come è uscita dalle elezioni amministrative
dello scorso maggio del 2007. In
molti sostengono che si tratti di un «brutto momento» che per forza di cose
deve essere superato. E tocca ai protagonista dell’attuale politica fare
questo sforzo per andare avanti e ridare decoro e moralità
all’intera aula consigliare. I cittadini elettori, siano essi di
centro, di destra e di sinistra chiedono agli attuali amministratori di
cambiare passo e di ripristinare serietà e dignità all’assemblea
consigliare prima che sia troppo tardi. Si chiede di mettere da parte rancori
e vicende personali in nome di una politica genuina e pura che tanto ha
incantato e affascinato tutti. La gente di Sezze vuole sentirsi garantita
dall’attuale classe politica, vuole delle risposte immediate e chiede di
ripartire da zero per affrontare le tante questioni che stanno stravolgendo i
caratteri distintivi dell’intera comunità. Esistono dei problemi reali che
non possono essere messi da parte per delle beghe interne; esistono problemi
di ordine e di sicurezza pubblica. Esistono problemi di natura ambientale che
potrebbero compromettere l’intero ecosistema setino che vanno affrontati.
Esiste una questione socio-culturali e di integrazione che non può essere
accantona e esistono altre problematica di carattere prettamente pratico che
sono lì pronte ad esplodere. «Non
mi intendo di politica ma sono sbigottito e mi vergogno di essere
rappresentato in consiglio da persone che si gettano fango addosso in un luogo
deputato a rappresentare le istituzioni – ci dice un giovane laureato di 30
anni di Sezze». Una dura critica e presa di distanza dagli attuali
comportamenti in aula che non fa distinzione di età e grado di istruzione. «Era mia abitudine assistere ai consigli comunali ma quello
che ho visto di recente mi basta per dire che Sezze non merita tanti veleni
– così un operaio in pensione vicino ai Settanta». Eppure tra la gente
c’è la speranza che si sia trattato solo di un «periodaccio» e che un «bagno
di umiltà» possa bastare per smacchiare l’assise da tanto odio e
scadimento. «Credo ancora in un miracolo, se c’è la volontà il consiglio
comunale può tornare ad essere un luogo deputato al confronto e alla sana
discussione». Questa è la speranza di tutti noi.
Sezze,
8 ottobre 2008
Il
Comune individua 9 siti archeologici da recuperare
Forse
il parco archeologico setino non rimarrà solo un sogno
In
occasione dell’inserimento dell’ex cava Petrianni in quei progetti
di sviluppo territoriale che meglio corrispondono alle strategie della Comunità
Europea e della Regione Lazio per il periodo 2007-2013 il
Comune di Sezze ha individuato, per ora, nove siti archeologici che
potrebbero costituire una rete di testimonianze a difesa dei beni
storici della città capaci di rilanciare il turismo setino.
Dal punto di vista ambientale e storico culturale si creerebbero le basi
per un più vasto parco archeologico in un’area territoriale ricca di
tesori abbandonati da anni e in pieno stato di degrado. In Comune si sta
valutando la possibilità di creare un percorso archeologico integrato
nell’area dell’ex cava interessata dai ritrovamenti di oltre 200
tracce di dinosauro da parte del Dipartimento di Scienze della Terra
dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e della
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio.
Nel raggio di un chilometro, infatti, vi sono testimonianze
archeologiche di epoche diverse che costituiscono uno straordinario
paesaggio unico in tutto l’agro pontino. Il primo sito individuato
dopo l’ex cava è quello della vecchia strada romana con la
presenza di resti di strutture difensive (pirgos): IV e III secolo A.C:
(Torri di Difesa: Madonna dell'Appoggio, S.Sozio, Fortezza Romana sulla
Via Pedemontana.
La grotta Jolanda, altro sito di insediamenti preistorici (resti
di animali e manufatti vari) rinvenuta nel novembre del 1953 dal Prof.
Zei. La grotta Arnalo dei bufali, anch'essa sito preistorico del
XIII secolo A.C scoperta nel 1939 dal Prof. Blanc, Prof. Breuil di
Parigi, Prof. Pei di Pechino e Prof. Cardini di Roma, con il
rinvenimento del famoso uomo a phi. I resti di ville romane
denominate Le Grotte - I secolo A.C. ; Villa Romana in località
Capannaccio - tra il I secolo A.C. e I secolo D. C.; Villa Romana in
località Madonna dell'Appoggio - I secolo A.C. ; Terme di una Villa
Romana presso S. Isidoro a Sezze Scalo - I Secolo A. C.; Villa Romana in
località Muraccia (Sezze Scalo) - I secolo D. C., Villa Romana in
località Valle Iavone - I secolo A. C..
E ancora la cinta muraria di Sezze, IV sec A. C.; le Mole Muti,
antico impianto di sollevamento dell'acquedotto risalente agli inizi del
'900; le sorgenti del fiume Ufente e del fiume Cavata e, infine, la
vecchia linea ferroviaria Velletri-Terracina, dei primi anni del
'900.
Sezze,
4 ottobre 2008
A.A.A.
L'Udc cerca rappresentanti politici
Alle
ultime elezioni provinciali a Sezze aveva sbancato portando a casa un ottimo
risultato con 2100 preferenze pari ad una percentuale di voti del 16,9 per
cento. L’ex sindaco Lidano Zarra (nella
foto) era riuscito a
conquistare un seggio in via Costa e in aula consigliare la maggior parte dei
consiglieri comunali che lo sostenevano erano passati con lui e con la Vela di
Michele Forte. Dopo il commissariamento dell’Ente le prime avvisaglie di una
crisi rappresentativa, diventata poi politica e di sostegno negato con la
nascita del Popolo delle Libertà e l’adesione in massa verso il nuovo
partito di Berlusconi. I 553 voti raggiunti alle elezioni comunali del 2007
però erano stati compensati dalla formazione del gruppo Udc in aula e dal
congresso comunale che aveva eletto Rinaldo Ceccano segretario. Poi qualcosa
non è andato per il verso giusto e tutti i consiglieri comunali dell’Udc
setino hanno aderito al Pdl, lasciando l’Unione dei Cristiani senza
segretario, direttivo e rappresentanti in Consiglio comunale. Della vecchia
guardia sarebbe rimasto solo Pino Ciarlo, ex commissario di circolo e
capolista alle comunali. Per il resto l’Udc a Sezze ancora cerca casa e pare
essersi eclissato improvvisamente in ogni dove. E’ proprio vero che i
partiti sono fatti di uomini e le ideologie e l’appartenenza ad una bandiera
non esistono più. Di questo grande contenitore vuoto che si chiama Udc a
Sezze non se ne parla più e nessuno degli ex democristiani convinti ha deciso
di ripulire qualche cantina per farvi una sede e riprendere in mano il timone
di un partito che in città potrebbe ancora avere sostenitori convinti e
decisi a riportare il partito nella stanza dei bottoni. Vedremo se le prossime
elezioni provinciali siano un richiamo per i fedeli dell’ex balena bianca.
Molti politologi setini sono pronti a scommettere che l’Udc sarà di nuovo
tra le liste delle provinciali e a Sezze potrebbe essere l’ancora di
salvataggio per qualche consigliere comunale smarrito nei meandri della locale
politica.
Sezze,
2 ottobre 2008
Elezioni
provinciali, partono le strategie
Tutti
i possibili duelli tra le segreterie locali
E’
iniziato con l’ultimo consiglio comunale l’autunno caldo della
locale politica. Ogni mossa dei consiglieri comunale di Sezze, d’ora
in avanti, sarà finalizzata all’appuntamento delle elezioni
provinciali che, molto probabilmente, si terranno nel mese di giugno
prossimo assieme a quelle del parlamento europeo. Gli ingranaggi delle
segreterie locali stanno per essere ingrassati dai tanti appuntamenti
che si stanno avendo e che si avranno nel corso dei prossimi mesi. Ogni
riunione però, alla fine, si sofferma sulle strategie da mettere in
campo e sulle forze da presentare per conquistare più seggi possibili
in via Costa. E’ sicuramente prematuro stilare una rosa di papabili ma
non c’è molto da scegliere. Sia nel centro-destra che nel
centro-sinistra i nominativi, bene o male, si conoscono o, più
verosimilmente, si immaginano. Una cosa, comunque, sembra abbastanza
certa. La rosa dei papabili alla carica di consigliere provinciale verrà
individuata tra chi già svolge attività politica in aula Alessandro Di
Trapano.
L’unica eccezione potrebbe essere rappresentata dai due giovanissimi
segretari provinciali di partito, Lidano Lucidi per i Socialisti e
Patrizio Lisi per Rifondazione comunista.
Il resto è facilmente individuabile dentro i partiti che a Sezze sono
rappresentati in consiglio comunale.
Partendo dal Partito Democratico, partito di maggioranza in città, è
ufficialmente risaputo che il sindaco di Sezze, Andrea Campoli, già
consigliere provinciale dei Ds non si ricandiderà. Due sono i nomi che
potrebbero concorrere al suo posto: l’attuale segretario del Pd,
Cristian Santia e il presidente del consiglio comunale Giovanni Zeppieri,
che ha sfiorato l’elezione nel 2004 per un pugno di voti. Vedremo chi
la spunterà anche se in molti puntano su Santia, politico navigato
nonostante la giovane età. Sempre negli ambienti del centrosinistra,
viste come stanno andando le cose, potrebbe esserci una contesa in casa
Italia dei Valori.
Il consigliere comunale Ernesto Di Pastina potrebbe vedersela con il
collega di partito Enzo Polidoro.
Troppi mal di pancia, infatti, stanno caratterizzando l’evoluzione del
neo partito e gli equilibri dello stesso.
Passando al Popolo delle Libertà di Sezze, non del tutto sicura appare
la riconferma della candidatura dell’ex sindaco Lidano Zarra, ex Udc
oggi esponente del partito di Berlusconi. Se Zarra non dovesse
ricandidarsi potrebbe spuntarla il consigliere comunale Antonio Vitelli,
che si è distinto in questi mesi per una opposizione rigorosa e
puntigliosa.
Sarebbe l’unico candidabile nel Pdl poiché pare che il segretario
pro-tempore, Rinaldo Ceccano, non sia interessato ad un seggio in via
Costa. Outsider tra i papabili ci sarebbero, invece, Serafino Di Palma
legato ad un rapporto di stima e collaborazione con il presidente
Armando Cusani per via del ruolo che svolge nella protezione civile e
Roberto Reginaldi, consigliere di Fi in rotta ormai con gli ex colleghi
del Pdl. Carne in brace ce n’è davvero tanta, ma nove mesi sono
lunghi e speriamo che nessuno si bruci prima del tempo.
Sezze,
1 ottobre 2008
Nuove
speranze per la riqualificazione della Via Setina
Sopralluogo
degli assessori per verificare la fattibilità del progetto
Il
progetto di riqualificazione giace dal 2007 nei cassetti del Comune di
Sezze. Dal lontano 2004, invece, è stato presentato alla XIII Comunità
Montana ma solo oggi si sta intravedendo qualche spiraglio per la sua
realizzazione.
Parliamo del progetto di rifacimento architettonico dell’antichissima
Via Setina, il tracciato dell’antica via romana che collega la città
di Sezze con la Pedemontana. L’interessante progetto nasce dalla
collaborazione di archeologi e partecipanti ai corsi finanziati dalla
Regione Lazio che si sono tenuti a Sezze presso l’ISISS Pacifici De
Magistris. Il tutto con il prezioso contributo del Circolo Culturale
Setina Civitas e del Circolo dei Monti Lepini di Legambiente, fusi nel
Gruppo di Cooperazione “In difesa dei Beni Archeologici”.
Ebbene...
la riqualificazione della Via Setina, che non prevede altro che la
valorizzazione delle ricchezze archeologiche, naturalistiche e
paesaggistiche dell’antica mulattiera, è stata di recentemente
oggetto di interesse da parte dell’amministrazione comunale guidata
dal sindaco Andrea Campoli.
Giovedì 18 settembre scorso, infatti, vi è stato il sopralluogo degli
assessori Marcello Coccia, Bruno Cardarello e Remo Grenga, insieme al
Presidente della Consulta delle Associazioni Ignazio Romano.
Una «visita» lungo il tracciato che dalla Madonna della Pace, passando
per la Madonna dell'Appoggio, arriva sino alla moderna Via Ninfina.
«E’ stato un sopralluogo molto interessante - così Ignazio Romano -
che ha messo in luce diversi aspetti da valorizzare ai fini di un
percorso pedonale e ciclabile (come nelle intenzioni degli assessori) ma
anche quelli paesaggistici, storici, archeologici, ambientali e
naturalistici».
La via d’accesso all’antica Setia versa però in uno stato di
abbandono totale che sta purtroppo danneggiando il sito ancora oggi
ricco di resti archeologici interessanti. L’incuria, aggiunta alla
sconvolgente forza della natura, sta causando infine problemi ancora più
seri e di carattere idrogeologico, dai quali bisogna mettere al riparo
l’antica strada utilizzata dai setini fino ai primi anni del
Novecento.
Da parte dell’Ente, le associazioni che si sono interessate al
progetto hanno strappato una promessa: l'assessore al Patrimonio, Bruno
Cardarello, dopo aver accertato la proprietà del Comune dell'intero
tracciato, insieme all'assessore al Turismo Marcello Ciocca e
all’assessore alla Cultura Remo Grenga si sono impegnati a verificare
presso l’Ufficio Tecnico del Comune la fattibilità del progetto, così
come redatto dalle associazioni di volontariato.
Ma cosa prevede il piano di lavoro?
Tra
gli altri interventi la bonifica della strada nel tratto compreso tra la
Chiesa della Madonna della Pace fino a Sezze Scalo, il drenaggio del
tracciato con raccolta di acque meteoriche e il ripristino dell’antica
pavimentazione.
Speriamo, quindi, che oltre l’interessamento – che già si configura
come un notevole passo in avanti rispetto al passato – ci sia
realmente la volontà di riqualificare la strada, assieme ad altri siti
archeologici dimenticati.
Sarebbe la soluzione migliore e più naturale contro quei progetti di
turismo ideati sulla carta e che non considerano le bellezze del nostro
territorio.
Proposte rimaste carta straccia.
Sezze,
28 settembre 2008
Blitz
della Polizia Provinciale al depuratore
Controlli
a tappeto per verificare il funzionamento
Nuovo
intervento della Polizia Provinciale in territorio setino. Stavolta gli
uomini del colonnello Attilio Novelli hanno effettuato un sopralluogo
presso il depuratore di località Casali. Giovedì scorso in mattinata
gli agenti della provinciale si sono recati in loco in compagnia
dell’assessore ai lavori pubblici del Comune di Sezze, Pietro Bernabei,
per verificare lo stato dei luoghi dell’impianto depurativo già al
centro di inchieste e numerose polemiche a causa della sospetta e
malfunzionante depurazione dei liquami setini.
Come era successo per il lago delle Mole Muti pochi giorni fa, la
Polizia Provinciale ha effettuato dei controlli a campione delle acque
nere depurate e ha visionato gli impianti idrici di Casali. Sulla
vicenda è stato aperto un fascicolo e adesso – come per il bacino
idrico delle Mole Muti – si attendono gli esiti dei prelievi, per
constatare la presenza o meno di agenti batteriologici nelle acque e
disfunzioni nell’impiantistica. Il blitz della Provinciale negli
ambienti di depurazione si inserisce in una serie di controlli che sono
stati decisi a tavolino a seguito di segnalazioni e interventi sulla
stampa da parte dei autorevoli esponenti setini. L’argomento è serio
come confermato dal Decreto della Repubblica di Latina del maggio 2003
quando, a seguito di un sopralluogo, venne accertato dalla Procura un
sistema di by-pass nell’impianto dei Casali.
In sostanza, parte della depurazione, allora non sarebbe stata
effettuata e i reflui non depurati sarebbero stati incanalati nella
valle del Brivolco sino nella pianura setina per mezzo del canale
omonimo. Questo accadeva nel 2003 ma adesso occorrerà capire se la
Polizia Provinciale abbia riscontrato nuove anomalie in merito alla
depurazione o se i controlli di ieri daranno esito negativo sulla
gestione del depuratore. L’impianto di Casali, assieme a quello delle
Mole Mute e a quello di Sezze scalo, è gestito dalla concessionaria del
servizio idrico della città, la Dondi, legata al Comune di Sezze da un
contratto trentennale stipulato nel 1993.
Sezze,
17 settembre 2008
Verso
il digitale terrestre
Digitale
Terrestre? Forse ci siamo, stavolta i presupposti ci sono tutti
Il 23 settembre prossimo il Ministero dello Sviluppo Economico e
Comunicazioni ha predisposto una serie di controlli tecnici preliminari
da effettuare sul territorio setino congiuntamente al delegato tecnico
del Comune di Sezze per accertare la disponibilità dei richiesti canali
40,47 e 61 UHF. La comunicazione è giunta a seguito dell’istanza
presentata dal Comune di Sezze per ottenere l’autorizzazione per
l’attivazione dei canali DAB-T 40-47-61 UHF da Monte Trevi per la
ripetizione integrale e simultanea dei programmi televisivi “Mediaset
1 e Mediaset 2 sul canale 40”, “D Free sul canale 47” e” Rai sul
canale 61”.
Parla della svolta e dei problemi intercorsi l’assessore
all’ambiente Antonio Maurizi: «Lo scorso gennaio il Ministero delle Comunicazioni
ha
comunicato all’Ente Comunale che la delega rilasciata dalla precedente
Amministrazione alla società Ellecom s.r.l. per l’espletamento delle pratiche presso l’Ispettorato Territoriale
Lazio non era ritenuta valida, in quanto l’interlocutore responsabile
per qualsiasi problematica rimaneva comunque l’Amministrazione
Comunale. Inoltre, i canali richiesti per la ripetizione dei programmi
televisivi di Mediaset 1, Mediaset 2 e D Free erano già utilizzati da
altre emittenti nella zona della pianura Pontina. Da uno studio teorico
delle aree di servizio di alcuni di essi, era emerso anche che potevano
presentarsi problematiche interferenziali tra questi e i canali
richiesti dal Comune di Sezze». Il Ministero aveva invitato l’Amministrazione Comunale a consultare i
propri tecnici per ricercare eventuali canali liberi o confermare quelli
già richiesti. Detto fatto. L’amministrazione comunale ha quindi nominato un nuovo referente
tecnico per la ricerca di canali liberi e per verificare che la
diffusione dei segnali senza interferenze alle emittenti che attualmente
esercitano. Inoltre, l’ente comunale, ha presentato nuovamente al Ministero delle
Telecomunicazioni la richiesta di autorizzazione per l’attivazione dei
canali televisivi integrandola con il versamento di euro 600,00. «Sono molto soddisfatto –
dichiara Maurizi - per questo
primo risultato ottenuto, anche se è bene aspettare l’esito dei
controlli preliminari. Ci sono tutti i presupposti affinché sia
possibile avere, sul nostro territorio, i programmi trasmessi in
digitale. Da parte dei cittadini c’è giustamente una grande
aspettativa, soprattutto per il forte interesse suscitato dagli eventi
sportivi. E’ doveroso rilevare l’impegno dell’Amministrazione
Comunale e dell’Ufficio Tecnico che ha seguito tutto l’iter
burocratico della questione. Attendiamo fiduciosi gli esiti delle prove
che inizieranno a breve». A breve, dunque, si spera arriverà anche a Sezze il digitale terrestre,
un’altra buona notizia come quella del gennaio 2006 quando arrivò l'ADSL.
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Sezze,
9 settembre 2008
Una galleria dedicata a
"Bufalotto"
Una
galleria viaria dedicata a «Bufalotto», l'ex sindaco di Sezze. La
proposta parte dal presidente dell'Astral (Azienda Strade Lazio) Titta
Giorgi e verrà discussa nel prossimo consiglio di amministrazione della
società regionale del 10 settembre. Il presidente dell'Azienda che
gestisce buona parte delle strade del Lazio si riferisce alla nuova
galleria della variante dell'ex 156 dei Monti Lepini inaugurata lo
scorso mese di luglio dal presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo.
Il presidente dell'Astral, Titta Giorgi, ha inviato una lettera a tutti
gli amministratori e sindaci della zona, annunciando proprio che nel
prossimo Cda è intenzione della società intitolare la galleria,
denominata provvisoriamente «Colle Staffaro», ad Alessandro Di
Trapano, bracciante agricolo e sindaco di Sezze per oltre un ventennio.
La galleria si trova nei pressi dello svincolo per Prossedi in località
Ceriara di Sezze come spiega il presidente Giorgi. «La strada, la cui
gestione è stata affidata all'Astral - scrive Titta Giorgi nella
missiva indirizzata ai sindaci - si sviluppa per 9+600 chilometri dallo
svincolo per Prossedi allo svincolo per la Consolare II in località
Ceriara di Sezze e comprende diverse opere d'arte tra cui una galleria,
denominata provvisoriamente "Colle Staffaro" delle lunghezza
di 840 metri circa.
Nell'ottica di sostanziare la valenza territoriale
dell'opera e la sua importanza nell'ambito dello sviluppo del
comprensorio - continua l'on. Giorgi - abbiamo inteso intitolare la
galleria ad Alessandro Di Trapano, detto Bufalotto, sindaco del comune
di Sezze per più di Venti anni che, oltre a rappresentare una figura
emblematica del territorio per l'impegno politico e sociale nelle
istituzioni, è stato un'espressione significativa delle attività
agricole tipiche della zona». L'intitolazione della galleria all'ex
sindaco di Sezze si configura, quindi, non solo come un omaggio ad una
rappresentante delle istituzioni locali ma si inserisce a pieno titolo
nel ricordo profondo di una classe di contadini che, a partire dal
dopoguerra, lavorando le colture territoriali hanno fatto dell'Agro
Pontino una terra di rilancio economico e successivamente industriale,
caratterizzandolo come modello di riferimento agricolo a livello
nazionale. Il pensiero e la sensibilità del presidente Giorgi, quindi,
va anche a tutti i braccianti agricoli della zona che, per lungo tempo,
hanno fatto dei Comuni dei Monti Lepini e dell'intera Provincia un
territorio a vocazione prettamente agricolo, rimasto nella memoria
storica dell'intera Penisola.
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Sezze,
26 agosto 2008
Centro
storico abbandonato
Strutture
fatiscenti, necessaria una riqualificazione

Il
centro storico di Sezze sta cadendo a pezzi. Siano esse grandi o
piccole strutture. L'antichità degli edifici del centro storico è
certo affascinante ma sicuramente pericolosa se gli immobili non vengono
ristrutturati o quanto meno messi a norma. In giro per le viuzze setine
è facile vedere vecchie abitazioni del tutto pericolanti e totalmente
abbandonate a se stesse da decenni.
Si va da grandi strutture a piccoli appartamenti che un tempo erano la
dimora di antiche famiglie setine.
Lungo via San Carlo, via Corradini e via Umberto i vicoli pullulano di
queste bellissime ma fatiscenti residenze che, ad oggi, rappresentano un
pericolo serio per i passanti e per i residenti del cuore della vecchia
città. Della pericolosità del grande e vecchio palazzo di via Roma,
che un tempo ha ospitato l'Ufficio registro, si è interessato di
recente il movimento di Iniziativa Sociale ma sono tante altre le
strutture che necessitano di interventi urgenti e di messa in sicurezza
prima dell'arrivo della stagione piovosa.
Un altro esempio di vecchio edificio in rovina, forse veramente emblema
del vergognoso stato di abbandono di belle strutture, è sicuramente
l'ex monastero di Santa Chiara, ristrutturato solo in parte molti anni
fa, mentre la restante parte è del tutto crollata. Tegola dopo tegola,
mattone dopo mattone, la copertura dell'ala che si affaccia sulla
Cattedrale Santa Maria è crollata e anche le mura portanti hanno subito
danni irreparabili. Dopo i lavori di ristrutturazione realizzati con
finanziamenti regionali del grande Giubileo del 2000, lo stato di
cedimento del monastero delle Clarisse è stato pressoché totale.
Della seicentesca struttura resta un cumulo di macerie e il rilancio
dell'edificio e il completamento dei lavori solo una chimera e un
capitolo da inserire nei prossimi proclami elettorali. L'imponente
monastero delle Clarisse, da oltre Venti anni di proprietà
dell'amministrazione provinciale di Latina, è stato individuato come
una possibile sede universitaria.
Detto questo però non si fa nulla per salvare l'edificio, salvo
ripescarlo in campagna elettorale. Il tempo passa e la struttura crolla
sotto la più totale indifferenza della classe politica. Tutta.
Il monastero delle Clarisse, il grande edificio in via Roma, e tanti
altri palazzi del centro storico rappresentano la memoria storica della
città che, anche dal punto di vista architettonico, sta scomparendo. Si
spera che l'amministrazione comunale guidata dal sindaco di Sezze,
Andrea Campoli, si distingua rispetto alle passate amministrazioni
comunali e che si attivi affinché la Provincia e la Regione si
impegnino a considerare seriamente lo stato di abbandono di queste
strutture e a rivalutarle una volta per tutte.
Magari una alla volta.
Di
questo tema, come punto nevralgico su cui insistere, si è occupata
spesso Setina Civitas
che a più riprese ha ribadito la necessità di ridare decoro ed un
futuro al centro storico di Sezze.
Riqualificazione
della Via Setina Difesa dei beni archeologici
Rinascita di Sezze > Centro
storico
Sezze,
31 luglio 2008
Inquinamento
acustico allo Scalo
Raramente
ci sono Vigili Urbani per controllare il traffico
L’inquinamento
acustico a Sezze scalo torna alla ribalta e con esso le polemiche. I
residenti del quartiere della pianura non sanno più a chi rivolgersi
per parlare dell’annoso problema che attanaglia la zona da sempre ma
che, negli ultimi anni, è del tutto degenerato.
Nemmeno nelle ore notturne i cittadini dello Scalo possono dormire sonni
tranquilli visto e considerato che la strada regionale 156 Dei Monti
Lepini viene attraversata - di nuovo - da mezzi pesanti superiori a 3,5
tonnellate, dopo la sospensione dell’ordinanza prefettizia del divieto
di transito ai camion.
In Corso della Repubblica è un via vai di Tir e mezzi articolati, un
accumulo di rumori e smog spaventoso.
Raramente nelle ore diurne ci sono i Vigili Urbani e questo dà adito a
molte proteste da parte dei residenti.
«Abbiamo più volte sollecitato il sindaco di Sezze, Andrea Campoli, e
il comandante della Polizia Locale Lidano Caldarozzi per avere allo
Scalo più controlli. Nessuno – ci hanno detto i residenti - ha mai
dato spiegazione del fatto che in pianura gli agenti della Pm non ci
sono, mentre a Sezze centro se ne trovano in gruppi di tre o quattro
agenti in Piazza Ferro di Cavallo e a Porta Sant’Andrea, a distanza
l’uno dall’altro di pochi metri».
La polemica dell’inquinamento acustico, ovviamente, si unisce a quella
dell’inquinamento atmosferico che allo Scalo fa registrare dati e
punte massime di polveri sottili vergognosi.
La situazione già critica durante l’anno si acuisce poi nel periodo
estivo.
I cittadini dello Scalo denunciano il transito di tir con rimorchio a
tutte le ore e con una velocità a di poco sostenuta.
All’assessore alla viabilità, Marcello Ciocca, viene chiesto di
effettuare un sopralluogo con il Comandante dei Vigili Urbani, Lidano
Caldarozzi, per capire lo stato dei residenti e i disagi a cui vanno
incontro sempre, con tutti i rischi per la salute immaginabili.
Non è escluso che nei prossimi giorni possa essere costituito un
comitato spontaneo che raccolga le firme per bloccare i Tir che vengono
fatti passare per Corso della Repubblica e per chiedere
all’amministrazione comunale di distinguersi della passate Giunte
comunali che poco o nulla hanno fatto per Sezze scalo e per i suoi
abitanti.
Sezze,
23 luglio 2008
Il
nuovo asfalto della Ninfina favorisce l'alta velocità
Chiesta
l'istallazione di tutor elettronici
I
lavori sulla strada provinciale Ninfina sono stati completati. Le
"Coste" di Sezze, mai come oggi, si presentano in una
condizione ottimale. E' stata impiantata una nuova bitumatura drenante,
sono state realizzate le scoline in banchina, sono stati fissati nuovi
guard-rail e realizzate strisce stradali con tanto di catarifrangenti
nei tornanti pericolosi. Nessun paese dei Monti Lepini ha un ingresso
simile, una strada di accesso in completa messa in sicurezza.
L'asfaltatura completa della strada però ha inevitabilmente aumentato i
rischi sulla stessa in quanto, come volevasi dimostrare, i soliti
automobilisti e motociclisti indisciplinati non hanno perso tempo per
utilizzare la Ninfina come pista da corsa o autodromo. L'allarme parte
direttamente da alcuni residenti setini i quali denunciano sorpassi
svolti da automobilisti che corrono a folle velocità. Se durante la
giornata non è difficile assistere a sorpassi azzardati la notte poi la
strada diventa un circuito per testare gomme e motori. Non dimentichiamo
che la scorsa settimana l'assessore provinciale ai Lavori Pubblici,
Salvatore De Monaco, aveva parlato dello stesso problema dopo che le
forze dell'ordine della città avevano bloccato due automobilisti setini
che - guarda caso - viaggiavano ad una velocità sostenuta e che al
momento del fermo hanno dichiarato sarcasticamente che "stavano
solo testando il nuovo asfalto".
I cittadini - ancora una volta - si rivolgono al primo cittadino Andrea
Campoli chiedendo all'amministrazione comunale di Sezze di rispettare
gli impegni presi con i cittadini e provvedere quindi all'istallazione
di "tutor" e rilevatori di velocità per ogni tornante e di
sollecitare le forze dell'ordine ad effettuare più controlli sulla
strada.
Adesso che le carreggiate sono state messe in sicurezza è necessario
impedire, a chi non ha senso civico e chi non conosce il codice della
strada, di correre mettendo in pericolo l'incolumità dei cittadini che
rispettano i limiti di velocità. Proprio sui limiti fissati sulla
strada appare del tutto strano che il limite resti ancora di 70 Km/h
dopo quanto accaduto in passato per l'alta velocità. "Invitiamo
l'assessore alla viabilità Marcello Ciocca e il sindaco Andrea Campoli
a verificare il pericolo che si corre per l'alta velocità transitando
sulla via Ninfina.
Adesso che dopo anni è stata finalmente messa in sicurezza esigiamo che
i trasgressori vengano puniti severamente. Non è possibile - ci hanno
detto - che sia stata asfaltata la strada per favorire chi ama la
velocità a tutte le ore del giorno. Le forze dell'ordine della città
dovrebbero effettuare posti di blocco per evitare che la strada torni ad
essere teatro di incidenti".
Sezze,
2 luglio 2008
Via
Ninfina chiusa per lavori dal 3 al 9 luglio
Come
annunciato nei giorni scorsi dall’assessore alla viabilità del Comune
di Sezze, Marcello Ciocca, la Via Ninfina sarà interdetta al traffico
per l’inizio della bitumatura, lavori che interesseranno tutti i
tornanti delle Coste.
A seguito di un incontro con l’amministrazione provinciale, l’Ente
comunale comunica che, al fine di arrecare minor disagio possibile alla
popolazione, i lavori di sistemazione della strada provinciale
inizieranno giovedì 3 luglio e prevedranno la chiusura della strada dalle
ore 9 alle ore 18 nei giorni 3, 4, 5, 6, 7, 8 e 9 luglio prossimi.
Al fine della sicurezza e della tutela della incolumità pubblica gli
amministratori locali chiedono massima collaborazione degli
automobilisti.
Per salire e scendere in città ci sono diverse strade alternative, tra
cui via Sorana e via Pedemontana.
Gli interventi che interesseranno la Via Ninfina prevedono
l’asfaltatura completa della strada che sarà effettuata con nuova e
idonea bitumatura drenante.
A tal proposito è necessario interdire al traffico viario la strada
perché, il nuovo manto bituminoso, prevede un periodo di asciugatura
piuttosto lungo rispetto ad un normale e comune asfalto.
Si ricorda, inoltre, che i lavori sono realizzati dall’amministrazione
provinciale dopo numerosi incontri e sollecitazioni da parte del sindaco
di Sezze Andrea Campoli, richieste scaturite a seguito dei terribili
incidenti stradali che nella principale via di collegamento della città
si sono susseguiti negli ultimi anni.
La ditta incaricata ad eseguire i lavori, dopo aver fresato il vecchio
asfalto al centro di aspre polemiche per la sua scivolosità, ha
realizzato la risagomatura delle cunette e ora provvederà a impiantare
il nuovo bitume.
Successivamente, l’amministrazione comunale setina, dovrà pensare
seriamente a risolvere il problema della velocità.
E’ già stato comunicato che è intenzione dell’Ente installare dei
rilevatori di velocità fissi e rivedere i limiti di velocità.
Si spera, quindi, che la strada provinciale Ninfina finisca di essere
tristemente nota per l’alta pericolosità e per la scia di sangue, e
che ci sia da parte di tutti buon senso e rispetto dei limiti e del
codice stradale.
Non è nemmeno escluso che nella strada possano essere installate bande
rumorose o dossi artificiali nei tratti più pericolosi.
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