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articoli di Christian Capuani |
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archivio >>> anno 2006 anno 2007 anno 2009 anno 2010 anno 2011-12 Sezze, 30 dicembre 2008
Sezze, 21 dicembre 2008
I
consiglieri regionali si punzecchiano sulle responsabilità di Governo e
Regione Fioccano le reazioni dopo che giovedì la commissione del ministero dell'Ambiente ha espresso parere positivo sulla richiesta di autorizzazione integrata ambientale (Aia) avanzata dall'Acea Electrabel per la realizzazione di una centrale turbogas nell'area industriale di Mazzocchio, a Pontinia. Un coro trasversale di critiche che, da differenti punti di vista, mette insieme le istituzioni locali. E ora si guarda alla posizione che intenderà assumere la Regione Lazio nell'iter che porta al definitivo via libera all'impianto. Il primo ad essere interessato dall'ok del ministero alla centrale è ovviamente il sindaco Eligio Tombolillo. “L'istruttoria è stata condotta con un po' di superficialità” sostiene il primo cittadino di Pontinia, che evidenzia come “Provincia e Comune hanno comunque espresso parere negativo sul progetto”. Per Tombolillo la battaglia continua: “Ci sono da valutare le autorizzazioni a costruire. Abbiamo le nostre ottime ragioni che intendiamo far prevalere”. Sullo sfondo del procedimento che porta all'autorizzazione dell'impianto dell'Acea Electrabel, la polemica politica si consuma soprattutto a livello regionale. Con il centrosinistra che punta il dito contro il Governo e l'opposizione che attacca il prolungato silenzio del presidente della Regione sulla questione. “E’ incredibile che al ministero dell’Ambiente interpretino la legge sblocca centrali come un assalto selvaggio al territorio, per cui qualunque progetto dei grandi gruppi industriali va realizzato mortificando cittadini e territori” afferma Claudio Moscardelli, capogruppo del Pd alla Pisana, che chiede a Marrazzo di concordare con l'amministrazione di Pontinia una linea d’azione comune. Identica richiesta arriva da Enrico Fontana (Verdi). Congiunta
la presa di posizione dei consiglieri regionali d'opposizione Fabrizio
Cirilli (gruppo misto) e Aldo Forte (Udc): “Sulla centrale di Pontinia
si sta ripetendo la stessa situazione di Aprilia. E’ strumentale
nascondersi dietro la foglia di fico del decreto salva centrali, ciò
che serve sono atti politico amministrativi chiari che affermino,
documentandola, la posizione della Regione Lazio a riguardo”. Fuori
dalle righe La centrale si farà. Semplicemente perché il Governo è interessato a sbloccare i progetti giacenti sui tavoli del ministero dell'Ambiente. E alla Regione, della turbogas, non frega un granché. O
forse no... Quando la centrale sarà cosa fatta, dovremo continuare a sorbirci il Pdl che accusa la Regione e Marrazzo (non a torto) e il Pd che se la prende con il Governo Berlusconi (e anche qui...). Nel mezzo resteranno la deregulation del settore energetico-ambientale e l'incapacità della politica locale – ancora una volta – di influenzare le scelte dei palazzi romani. Sezze, 15 dicembre 2008
Reazioni
negative del resto della maggioranza Brutta grana per l'amministrazione di centrosinistra guidata da Andrea Campoli. I consiglieri dell'Italia dei Valori (Enzo Polidoro e Luciana Lombardi) e dell'Italia di mezzo (Lino De Angelis) annunciano di voler rinunciare ai propri incarichi dopo le decisioni assunte dal sindaco sul quadro degli incarichi dirigenziali del Comune. Ma la posizione dell'esponente dell'Italia di mezzo non è in realtà condivisa dall'assessore di riferimento (Bernabei) e dal resto del partito. Pesantissima la presa di posizione dei tre consiglieri, secondo cui l'atto sindacale “è finalizzato solamente a sottrarre i servizi sociali da un settore per trasferirli ad altro dirigente, forse più compiacente”. La competenza dei servizi sociali è stata scorporata dal settore sport e scuola (diretto da Piero Formicuccia) e inserita in quello della cultura e dei settori produttivi (il cui caposettore è Francesco Petrianni). “Italia dei Valori e Italia di mezzo - si legge in una nota congiunta - si domandano se dietro tale provvedimento, che nulla ha del criterio di rotazione dei dirigenti, non si mascheri la volontà politica di colpire qualcuno o qualche parte politica. Dobbiamo forse pensare che tutto si muova nel contenuto delle dichiarazioni della lettera aperta di tre esponenti della maggioranza riguardo alle ingerenze dei dirigenti comunali?”. Italia dei Valori e Italia di mezzo ricordano di aver espresso la volontà di azzerare tutte le dirigenze o di ridurle (con l'eventuale rotazione degli incarichi) ed esprimono “un profondo e netto disaccordo” con la scelta fatta, sulla quale chiedono a Campoli un ripensamento. “I consiglieri dell'Idv e dell'Idm - conclude il comunicato - rammentano di aver sempre operato con lealtà e coerenza a sostegno di questa amministrazione, ma se il sindaco ritiene non più utile la loro presenza, fin da subito sono disponibili a rimettere tutti gli incarichi ricevuti”. E le dichiarazioni dei consiglieri dell'Italia dei Valori e dell'Italia di Mezzo sono arrivate come un fulmine a ciel sereno per la maggioranza di centrosinistra, che sulla questione aveva pure tenuto un vertice interno nel quale non erano emersi strappi. “Con questo provvedimento - spiega il capogruppo consiliare del Partito democratico Enzo Eramo - è stato ripreso un discorso fissato un anno fa sulla rotazione dei dirigenti. In questa fase preferisco non rilasciare commenti: per domani (oggi per il lettore, ndr) è stata convocata una riunione di partito e parleremo anche di questo”. Malgrado l'assenza di una risposta ufficiale, le prime reazioni della maggioranza non sembrano però accondiscendenti. L'ultimatum posto dai consiglieri di Idv e Idm, che minacciano la rinuncia a tutti gli incarichi ricevuti e spalancano le porte a una crisi di coalizione, non piace al Pd e agli alleati minori, che non sembrano intenzionati a tornare indietro sulla decisione di modificare il quadro delle dirigenze. Sezze, 13 dicembre 2008
Sul
conto per la mancata depurazione ci sono 55mila euro Ma
per Iniziativa sociale dovrebbero essere 4,5 milioni In attesa dell'ufficializzazione della sentenza sull'arbitrato che vede coinvolti il Comune e la concessionaria dell'acquedotto, la Dondi, a Sezze si discute del fondo vincolato. Con questo termine si indica quel fondo previsto dalla legge “Galli” (la 36/1994) e destinato a raccogliere la tassa di depurazione di quelle utenze non servite, anche temporaneamente, dagli impianti di trattamento delle acquee reflue. Oggi che la Corte costituzionale, con la sentenza 335/2008, ha dichiarato illegittima parte di quella legge, torna d'attualità l'esistenza di quel fondo che ogni comune non in grado di garantire la depurazione, come il caso di Sezze, dovrebbe aver accantonato. Quella del fondo vincolato è una questione già trattata di sfuggita dal Consiglio comunale setino. In una delle ultime sedute è emerso che il fondo fa riferimento alle utenze di quei cittadini (quantificati in circa 330) allacciati a quel tratto del sistema fognario cittadino che non si collega ai depuratori, ma sversa a cielo aperto. Secondo le cifre comunicate da Dondi ed emerse durante il dibattito consiliare il fondo vincolato avrebbe accumulato fino allo scorso anno 55mila euro (ora saliti a circa 70mila). Per il movimento civico “Iniziativa sociale” i numeri dovrebbero però essere ben altri: la depurazione inesistente o insufficiente su tutte le utenze di Sezze, visto il malfunzionamento dei due depuratori, avrebbe dovuto portare a un accantonamento - secondo le cifre offerte da Is - di circa 4 milioni e mezzo di euro, ovvero il 20% (la quota prevista per la tessa di depurazione) delle bollette incassate dalla Dondi fino ad oggi. “Perché non viene pubblicizzato e reso noto ai cittadini i soldi che hanno sborsato, il relativo rendiconto storico?” chiede Iniziativa sociale. Sezze, 7 dicembre 2008
Fa discutere la situazione del centro anziani di Sezze, soprattutto dopo il mancato svolgimento delle elezioni per il rinnovo del comitato di gestione. A sollevare la questione è Isaia Vitelli, che parla a nome del gruppo dei soci che sollecitano le nuove elezioni: «Il centro anziani, gestito dall’amministrazione comunale, vive da diversi anni una situazione di disagio notevole dovuto alla noncuranza quasi totale degli organi preposti al suo funzionamento». Vitelli sottolinea che da anni non vengono convocate le assemblee annuali dei soci per l’approvazione del rendiconto economico dell’anno precedente e di previsione dell’anno futuro, che nessuno dei soci è a conoscenza della situazione contabile del centro. «L’amministrazione comunale - ricorda - forse in un momento di rara lucidità, ha tenuto un’assemblea ad aprile 2008 riconoscendo la situazione gestionale come non consona e sollecitando i soci a presentare le candidature per eleggere il nuovo Comitato di Gestione che si sarebbero dovute svolgere entro quindici giorni. Siamo a dicembre 2008 e nulla si è mosso». La situazione d'impasse nella gestione del centro avrebbe reso impossibile l'utilizzo delle specifiche risorse economiche stanziate dalla Regione per il miglioramento dell'offerta di servizi dei centri anziani. Sezze, 1 dicembre 2008
Gli
arbitri avrebbero già deciso, ma l'assessore Bernabei smentisce Tra indiscrezioni e smentite si consuma l'attesa per la sentenza dell'arbitrato tra il Comune di Sezze e la concessionaria dell'acquedotto comunale Dondi, una partita a sei zeri che l'amministrazione e la cittadinanza seguono con comprensibile interesse. Nei giorni scorsi, dopo il consiglio comunale che ha riacceso i riflettori sulla fase finale del contenzioso, sono circolate sull'esito della controversia anticipazioni fatte filtrare - cifre alla mano - da fonti interne alla maggioranza e confermate dal legale della Dondi, l'avvocato Mansutti. Indiscrezioni che hanno gelato l'ottimismo dell'amministrazione Campoli e del centrosinistra sulla risoluzione dell'arbitrato: stando alle voci ufficiose, il Comune dovrebbe versare alla società di Rovigo circa 2 milioni e trecentomila euro per la fornitura idrica e i lavori eseguiti sull'acquedotto, mentre la concessionaria dovrebbe pagare 958mila euro per due fatture del 2004. Dall'amministrazione non giungono però conferme della chiusura dell'arbitrato. Arrivano, anzi, le categoriche smentite: “Non c’è alcun lodo - precisa l'assessore ai lavori pubblici Pietro Bernabei, rendendo nota l'informazione pervenuta ieri mattina a Palazzo De Magistris - il nostro avvocato, il professor Pietro Sandulli, stamane ha comunicato all’amministrazione comunale che non c’è ancora alcun lodo. Gli arbitri non hanno firmato e quindi emesso alcuna sentenza”. Secondo quanto affermato da Bernabei la camera arbitrale sta ancora continuando a riunirsi per ultimare una sentenza che non dovrebbe essere ufficialmente emessa prima di dieci giorni. “Pur in possesso di queste informazioni - ha aggiunto l'assessore - non ho voluto alimentare chiacchericci. Ho preferito rivolgermi all’avvocato Sandulli per saper come stessero veramente le cose. Il nostro legale, fin da sabato, ha detto di non essere a conoscenza di notizia alcuna che riguardasse la sentenza, dandomene poi conferma anche nella mattinata di oggi”. Il
contenzioso tra Comune di Sezze e Dondi nasce dalle somme dovute alla
Regione per il servizio idrico fino al 2005 e quantificate in circa 2,7
milioni di euro. Da parte sua la concessionaria ha richiesto 8,9 milioni
per i lavori svolti sull'acquedotto, scesi a 2,3 in fase di transazione,
poi fallita. Sezze, 29 novembre 2008
E
intanto qualcuno pensa già alla revoca della convenzione Sarà la sentenza del collegio arbitrale, a meno di possibili ricorsi, a chiudere il contenzioso tra il Comune di Sezze e la concessionaria dell’acquedotto cittadino, la Dondi. Fallito ogni tentativo di transazione, si attende entro il 31 dicembre il parere degli arbitri, che hanno già richiesto alla società di Rovigo di versare circa 14mila euro per il deposito della sentenza. Ad informare il Consiglio comunale della prossima risoluzione dell’arbitrato è stato il sindaco di Sezze Andrea Campoli, intervenuto giovedì sera per rispondere a una mozione presentata dalle minoranze. Il primo cittadino ha ripercorso tutta la vicenda del lodo Dondi. “Il peccato originale - spiega Campoli - va ricercato in una convenzione (quella che nel 1993 affidò la gestione dell’acquedotto cittadino alla Dondi, ndr) che contiene zone grigie in grado di produrre controversie”. A ricorrere all’arbitrato fu, nel 2005, l’amministrazione Zarra, che intendeva recuperare i 980mila richiesti per il servizio idrico dalla Regione (che rimane proprietaria degli impianti) e la somma pregressa di un milione e 560mila euro, che una sentenza del Tar di Latina obbligò la Dondi a versare nelle casse comunali. La società di Rovigo, da parte sua, sostenne di vantare crediti per 8 milioni e 900mila euro. Neppure il ridimensiomento delle pretese della Dondi, scese a due milioni e mezzo nel tentativo di transazione, ha trovato d’accordo il Comune che, valutata la perizia del consulente tecnico d’ufficio (nella quale vengono ricostruite le inadempienze della concessionaria), ha deciso di arrivare a sentenza chiedendo alla controparte, oltre ai 2.700.000 euro dovuti alla Regione, anche 500mila euro di danni ambientali e legali. “Riteniamo di essere nelle condizioni - dichiara Campoli - per poter uscire in maniera favorevole dal giudizio dell'arbitrato. “Noi abbiamo sempre osteggiato i tentativi di transazione di questa amministrazione” ha sottolineato invece, dai banchi dell’opposizione, l’ex sindaco Lidano Zarra. “A spingere il Comune in un irrigidimento della sua posizione - rincara la dose Rinaldo Ceccano (Pdl) - è stato solo l'atteggiamento della concessionaria. Quello che ci distingue da importanti esponenti dalla maggioranza che suggerirono al commissario prefettizio Falco di transare è il fatto che noi siamo sempre stati contrari alla trattativa”. Il dibattito ha anche affrontato le possibili conseguenze di una sentenza dell'arbitrato favorevole al Comune. “Fin dall'insediamento - precisa Campoli - l'obiettivo dell'amministrazione è stato quello di rendere fisiologico il rapporto con la concessionaria. Non escludiamo comunque nulla: se la sentenza dovesse delineare inadempienze tali da motivare una risoluzione della convenzione, il Comune agirà di conseguenza”. Serafino Di Palma (Md) sostiene che la Dondi deve capire di dover “tornare a casa”. Sulla stessa linea d'onda Zarra, che parla apertamente di revoca della convenzione: “Non condivido le posizioni del sindaco Campoli - spiega l'ex primo cittadino - perché il lodo non può essere il presupposto per ricostruire un rapporto con la Dondi, ma, se come speriamo il collegio arbitrale ci darà ragione, questo servirà alla risoluzione per giusta causa della convenzione”. Sezze, 21 novembre 2008
«La legislazione si deve adeguare a un nuovo contesto: il flusso immigratorio verso l’Italia ha preso alla sprovvista anche noi. Per questo avvieremo progetti di collaborazione». L’ex segretario di Stato romeno Viorel Badea ha incontrato ieri la comunità dei suoi connazionali a Sezze. Ad accoglierlo il consigliere comunale Roberto Reginaldi, con il quale il diplomatico ha affrontato il tema dell’immigrazione. «Tutti i cittadini devono essere protetti, maggioranze e minoranze» afferma il rappresentante del Governo di Bucarest. Per spiegare gli episodi di cronaca che hanno visto protagonisti romeni il senator Badea si affida a una metafora: «Ci avete accolto nella vostra casa ma alcuni di noi hanno sparso immondizia in giro. Per fortuna il 95% dei romeni fa il suo dovere di buon cittadino. Il motivo della folta comunità romena a Sezze? Qui i miei connazionali hanno trovato una calda accoglienza, poi ci sono sicuramente motivi di lavoro». Le preoccupazioni maggiori sono proprio legate al lavoro: «Molti romeni lavorano ancora in nero, con tutte le conseguenze legate poi al problema degli incidenti». Sezze, 18 novembre 2008
L'amministrazione Campoli, dopo il complesso dibattito in Consiglio comunale e in commissione Assetto del territorio, studia l'ipotesi di una modifica al progetto del nuovo depuratore che dovrebbe sorgere a Sezze scalo. Tutto è però vincolato alla disponibilità della Regione, che per la realizzazione del nuovo impianto di depurazione ha già impegnato un finanziamento di circa 5 milioni di euro. Ed è proprio per valutare l'esistenza della possibilità di modificare il progetto senza perdere il contributo regionale che l'assessore comunale all'Ambiente e all'urbanistica Antonio Maurizi incontrerà dirigenti e tecnici della Pisana.La realizzazione del nuovo depuratore, dato lo stato di degrado e di malfunzionamento dell'impianto dei Casali, è vista concordemente da maggioranza e opposizione come una priorità del paese. Ma sulla sua progettazione emergono differenti visioni. Serafino Di Palma (Movimento democratico), si dice contrario alla creazione di un depuratore a Sezze scalo Il Pd, per bocca della presidente della commissione Assetto del territorio, Sonia Ricci, si è detto favorevole alla discussione su proposte alternative ma senza perdere tempo per non rischiare il ritiro del finanziamento regionale. L'amministrazione punta a chiudere nel più breve tempo possibile la partita della progettazione dell'impianto per riattivare un servizio - quello della depurazione - pagato, e non fruito, dai cittadini di Sezze. E intanto si cerca di capire se la Corte Costituzionale, che ha giudicato incostituzionale la norma sul pagamento della depurazione in mancanza del servizio, porterà conseguenze (quali rimborsi agli utenti) anche a Sezze. Sezze, 11 novembre 2008
Sezze, 2 novembre 2008
Per consentire una revisione del progetto il Comune di Sezze sarebbe pronto, oltre a cedere il terreno, anche a dare il proprio apporto economico e a permettere l’intervento di privati cittadini per realizzare “una struttura sportiva moderna e pienamente efficiente”. «La realizzazione di questo centro – sottolinea Eramo – permetterebbe di liberare l’area di via Lombardia dove ora sorge il campo sportivo, un'area divenuta ormai troppo stretta e limitata. Al suo posto si potrebbe realizzare una zona verde, uno spazio che effettivamente manca nello Scalo». Nell'ottica del Pd la realizzazione del centro sportivo creerebbe un centro di aggregazione valido per i ragazzi di Sezze scalo e della pianura. «Nei prossimi giorni – promette Eramo – chiederò di avviare un confronto con l’opposizione su queste idee per arrivare prima possibile a un tavolo di confronto con l’amministrazione provinciale». Sezze, 22 ottobre 2008
Ciocca: vogliamo realizzare una struttura polivalente e un campo di calcio Due contributi per la ristrutturazione degli impianti sportivi delle Fontanelle e di via Cappuccini. Li ha richiesti alla Regione l'amministrazione di Sezze, facendo leva sulla legge regionale 15/2002. La giunta di centrosinistra guidata da Andrea Campoli punta a ottenere un finanziamento dell'80% per l'adeguamento delle due strutture. I lavori di ristrutturazione dei due impianti sportivi richiederebbero da parte della Regione un impegno di spesa di oltre 650mila euro, 402.500 destinati al campo di calcio delle Fontanelle e 252.500 per il polivalente (aperto al basket e alla pallavolo) di via dei Cappuccini. Per il Comune, che si impegna a finanziare il restante 20% dei lavori, si profilerebbe una spesa totale di 177.600 euro. I progetti prevedono la realizzazione di un nuovo corpo spogliatoio al servizio delle due strutture, affidate all'utilizzo di diverse società sportive cittadine. In particolar modo si punta all'adeguamento dei due impianti per l'accesso dei disabili. Per lo stadio delle Fontanelle si prevede poi la realizzazione di un parcheggio e di un nuovo manto da gioco in erba sintetica. Per il campo di via Cappuccini, invece, si punta alla costruzione di una nuova superficie in cemento anti-impatto. Altri lavori riguardano l'adeguamento e la messa in sicurezza degli impianti idrico-sanitario ed elettrico e degli spazi destinati al pubblico. «L’amministrazione – spiega l'assessore allo sport Marcello Ciocca – si propone di coinvolgere in attività motorie un numero di cittadini sempre più elevato, creare un calendario di iniziative e manifestazioni sportive in diversi periodi dell’anno, aumentare la cultura dello sport, incrementare la presenza femminile, realizzare programmi di associazionismo sportivo che coinvolgano i portatori di handicap e creare un miglior coordinamento della globalità degli interventi in ambito sportivo». Sezze, 21 ottobre 2008
Bagarre sulla Commissione. Accolti due emendamenti del Pdl A Sezze la maggioranza si fa trovare impreparata sull'affrancazione dei canoni livellari, una questione che riguarda quei terreni ancora gravati da canoni d'utilizzo e che il Comune dovrebbe finalmente dismettere a favore dei possessori che ne faranno richiesta. Mercoledì sera le difficoltà del centrosinistra si sono palesate dopo le rimostranze dell'opposizione per il mancato passaggio in commissione – convocata per la mattinata e saltata per la mancanza del numero legale – della delibera messa a punto dalla Giunta. Per uscire dall'impasse la maggioranza ha prima chiesto una sospensione dei lavori e ha poi accolto la proposta del capogruppo Pdl Rinaldo Ceccano di invertire l'ordine del giorno. La discussione sui canoni livellari ha trovato quindi spazio solo nell'ultima parte dell'assise, dopo il voto unanime sui piani d'utilizzo aziendale riguardanti le aziende Botticelli e Agroama e dopo lo scontro sui criteri di riorganizzazione del personale dell'ente (respinta la mozione dell'opposizione). La maggioranza ha accolto solo due delle tre proposte di emendamento della delibera sui canoni livellari, ovvero la scelta di un valore minimo non inferiore a un euro al metro quadrato per la cessione di tutti i terreni comunali coinvolti e il criterio di proporzionalità sui valori di cessione dei diversi terreni in base alla destinazione urbanistica. Rigettata, invece, l'ipotesi di un affidamento all'Agenzia del territorio (e non all'ufficio tecnico comunale) della ricognizione delle proprietà che dovranno essere dismesse. I consiglieri del Popolo delle Libertà, che non hanno gradito il “no” del centrosinistra su quest'ultima proposta, sono usciti dall'aula al momento del voto, un atteggiamento stigmatizzato dalla Giunta e dalla maggioranza. Sezze, 9 ottobre 2008
«Viene da domandarsi il perché, ora che posso provare la mia estraneità e innocenza, il presidente del Consiglio applica il regolamento». Roberto Reginaldi non ci sta. Il consigliere comunale eletto nelle file di Forza Italia torna sulla vicenda della lettera diffamatoria nei confronti di molti politici locali diffusa nei mesi scorsi con la sua firma. Reginaldi ha sempre sostenuto che quel documento è stato diffuso attraverso la violazione della suo indirizzo di posta elettronica; oggi è certo di provare la sua innocenza. E critica la scelta del presidente del Consiglio comunale Zeppieri di non riaprire la discussione in merito nella seduta consiliare svolta ieri sera. «La firma in calce alla famosa lettera diffamatoria e quella riportata sulla mozione, scritta a mano, con cui fu richiesta la convocazione del Consiglio sul tema dell'ecocentro nello scorso maggio – spiega Reginaldi mostrando i documenti – combaciano perfettamente. Nessun essere umano riuscirebbe a fare due firme così identiche. E’ stata violata la password che mio padre aveva da dieci anni e che più di qualcuno conosceva». Sezze, 28 settembre 2008
L'attesa
maggiore era per Marrazzo. Da lui ci si aspettava (e ci si aspetta
ancora) un impegno della Regione per evitare che il progetto della
centrale termoelettrica di Mazzocchio diventi una problematica realtà.
Ma il governatore, impegnato a Viterbo per affrontare il tema del
deficit della sanità, ha promesso che la prossima settimana comunicherà
la data della sua visita a Pontinia per discutere della turbogas. Al
teatro Fellini, dove cittadini e istituzioni si sono ritrovati venerdì
sera per lo stesso motivo, i sindaci di Pontinia Eligio Tombolillo e di
Sezze Andrea Campoli, hanno potuto raccogliere solo l'impegno della
Provincia, per bocca del presidente della commissione Ambiente Roberto
Migliori. Sezze, 22 settembre 2008
Al teatro Fellini attesa per la possibile presenza del governatore Marrazzo Ferve
il confronto sul progetto della centrale turbogas da realizzare
nell'area industriale di Mazzocchio. In attesa di una risposta
all'invito rivolto al presidente della Regione Piero Marrazzo, va avanti
l'organizzazione dell'assemblea pubblica promossa dalle amministrazioni
comunali di Pontinia e Sezze e convocata per venerdì prossimo alle 20
presso il teatro Fellini di Pontinia. Una data non casuale: venerdì 26
è infatti l'ultimo giorno a disposizione del Comune di Pontinia e dei
proprietari dei terreni dove dovranno passare le opere accessorie della
turbogas (l'elettrodotto e il metanodotto) per presentare le
osservazioni relative agli espropri. Sezze, 18 settembre 2008
In Consiglio botta e risposta tra Reginaldi e l'assessore Maurizi Non cala l'attenzione del comitato di via Ascoli e via Ancona Il consigliere Roberto Reginaldi contesta la validità della delibera dell'ex commissario prefettizio Leopoldo Falco sulla pubblicizzazione di alcune strade di Sezze scalo ma la Giunta difende la correttezza dell'atto. E' stata l'urbanistica ad accendere il dibattito nel Consiglio comunale setino durante l'ultimo question-time di mercoledì sera. Reginaldi sostiene la nullità e l'annullabilità della delibera 34 approvata nel marzo 2007 dall'allora commissario Falco: per il consigliere eletto nelle file di Forza Italia l'atto con cui vengono rese pubbliche alcune strade di Sezze scalo è nullo per indeterminatezza dell'oggetto (non è possibile l'esatta individuazione delle proprietà interessate) e annullabile per difetto di competenza, erronea valutazione dei fatti e contraddittorietà dell'atto. "L'oggetto della delibera – risponde l'assessore all'urbanistica Antonio Maurizi – è sufficientemente documentato. E' un refuso, invece, il fatto che sull'intestazione il commissario assuma i poteri della Giunta e nel dispositivo quelli del Consiglio. E comunque l'atto oggi non sarebbe annullabile perché consolidato". Reginaldi ha sollevato anche il caso della concessione edilizia di via Ascoli e via Ancona (la numero 10 del 2003), contestata da un nutrito gruppo di abitanti presente martedì nell'aula consiliare. Un caso arrivato fino al giudizio del Consiglio di Stato, che lo scorso luglio ha dato ragione al Comune di Sezze (e all'Eurodomus srl, titolare della concessione). Ma l'opposizione dei cittadini della zona, che si appellano al rispetto delle prescrizioni del Piano regolatore, non sembra venir meno. Sezze, 14 settembre 2008
Stop
momentaneo al procedimento autorizzativo. La scelta del ministro Prestigiacomo per accelerare le istruttorie. Tombolillo,
sindaco di Pontinia: “Cosa vuole fare la Regione?” Fa
felice il fronte anti-turbogas l'arrivo a Pontinia della notizia
dello scioglimento della commissione nazionale Aia-Ippc, deciso
nelle scorse settimane dal ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo.
L'azzeramento del collegio ministeriale blocca l'istruttoria
dell'autorizzazione integrata ambientale per la centrale termoelettrica
da realizzare a Mazzocchio e per altri 78 progetti industriali sul
territorio nazionale. La decisione della Prestigiacomo è legata alle
lentezze della commissione Aia-Ippc che, insediatasi nell'ottobre
scorso, non ha ancora rilasciato alcuna autorizzazione (in realtà pare
che 70 istruttorie fossero destinate a conclusione entro il mese di
settembre). Questo
stop, in attesa che il ministero dell'Ambiente nomini i nuovi componenti
della commissione, concede ulteriore tempo agli sforzi delle
amministrazioni locali (Pontinia in primis, ma anche Sezze e altre
municipalità limitrofe si dicono contrarie) e del movimento “No
Turbogas” per evitare la realizzazione della centrale progettata dall'Acea
Electrabel. “Per noi è un fatto positivo – commenta il sindaco di
Pontinia Eligio Tombolillo – avremo più tempo per fare i nostri
passi”. L'autorizzazione integrata ambientale (Aia), assieme alla
valutazione d'impatto ambientale (la “Via”, già
ottenuta dall'Acea nel dicembre 2005) e all'accordo tra il ministero
delle attività produttive e la Regione, è uno degli elementi necessari
al varo dell'impianto. “Siamo soddisfatti di questa notizia – afferma Paolo Cima, presidente della rete civica “No turbogas” di Pontinia – ma non molliamo la presa. Ora la scadenza principale riguarda la presentazione delle osservazioni degli espropri contro la realizzazione dell'elettrodotto e del metanodotto che servono alla centrale”. Ma l'azzeramento e la nuova nomina della commissione Aia, in realtà, potrebbe non giovare al fronte contrario alla turbogas: la decisione assunta dal ministro Prestigiacomo, che in una recente audizione alla Camera ha sottolineato come “gli interventi strategici per lo sviluppo del nostro Paese siano fermi al ministero dell'ambiente”, sembra tesa a sbloccare l'impasse delle istruttorie in corso. Il
Comune di Pontinia gioca la sua partita contro la turbogas
“pressando” la Regione Lazio, che potrà opporsi al procedimento di
realizzazione. “Abbiamo nuovamente sollecitato Marrazzo – sottolinea
il sindaco Tombolillo – a incontrare la popolazione. Vogliamo capire
cosa intende fare la Regione”. La
scheda “Aia”
e “Via”, due autorizzazioni per l'ok alla centrale Con la sua decisione il ministro Prestigiacomo ha azzerato i lavori della commissione Aia-Ippc. Ma a cosa serve l'autorizzazione integrata ambientale e in cosa differisce dalla valutazione d'impatto ambientale, la cosiddetta "Via"? L'autorizzazione integrata ambientale (Aia), istituita con il decreto legge 59/2005, autorizza l'esercizio di un impianto (nuovo o già esistente) analizzando il ciclo tecnologico dei complessi industriali e stabilendo misure per la riduzione delle emissioni nell'aria, nell'acqua e nel suolo. Sono soggetti all'Aia le attività energetiche, quelle relative alla gestione dei rifiuti, le industrie minerali e dei metalli e altre attività specifiche. La valutazione d'impatto ambientale (Via), disciplinata a partire dalla direttiva Cee 337 del 1985, valuta gli effetti a breve e lungo termine sui fattori ambientali (uomo, flora, fauna, clima) di un'estesa lista di impianti e centrali. Secondo le disposizioni dell'ultimo decreto legislativo 4/2008 la "Via" sostituisce tutte le autorizzazioni (compresa l'Aia) e le concessioni previste per i progetti soggetti all'autorizzazione statale. Ma i procedimenti già avviati, come nel caso della turbogas di Mazzocchio, saranno portati a termine con la vecchia normativa, che prevede la doppia autorizzazione oltre all'intesa tra Governo e Regione. Sezze, 10 settembre 2008
“La
nostra è una regione virtuosa dal punto di vista energetico e non si
comprende l’accanimento nei confronti di questo territorio che ha
altre risorse quali l’agricoltura, il turismo ed energie naturali e
rinnovabili tutte incompatibili con le emissioni, l’inquinamento della
turbogas e la devastazione del territorio”. Così il sindaco di
Sezze Andrea Campoli si rivolge al presidente della Regione Piero
Marrazzo nella lettera inviatagli nella giornata di lunedì. Al
governatore, già invitato dal sindaco di Pontinia Eligio Tombolillo a
partecipare a un'assemblea pubblica entro il 18 settembre, il primo
cittadino lepino chiede di definire una strategia comune per bloccare
l’iter della centrale termoelettrica che l'Acea Electrabel intende
realizzare a Mazzocchio. Sezze, 7 settembre 2008
Sulla questione espropri interviene l’Acea Electrabel. Mentre le amministrazioni di Pontinia e Sezze portano avanti un tavolo tecnico comune per contrastare il progetto della turbogas di Mazzocchio, la società che propone l’opera si fa avanti per dare delucidazioni su alcuni aspetti della procedura di realizzazione del metanodotto e dell’elettrodotto che dovranno collegare la centrale alle reti esistenti. «Riteniamo necessario fare chiarezza su questo tema – afferma Acea Electrabel – che, se mal interpretato, fa insorgere ingiustificate preoccupazioni alle amministrazioni e alla popolazione». L’azienda, frutto di una joint venture tra Acea spa ed Electrabel SA (uno degli operatori più importanti nel mercato energetico europeo), spiega che tutta la documentazione relativa alle opere connesse alla turbogas «è nota alle amministrazioni locali interessate da oltre tre anni, in quanto fa parte degli elementi necessari per la Valutazione d’impatto ambientale» (Via), concessa favorevolmente dal ministero dell’Ambiente già nel dicembre 2005. «Per evitare che il problema venga drammatizzato con gridi di allarme di dissesto territoriale» l’Acea Electrabel fa ulteriori precisazioni sui progetti delle opere connesse. In particolare, «per l’elettrodotto l’acquisizione dei terreni lungo tutto il percorso è limitata all’area necessaria per la realizzazione della cabina elettrica e dei 21 tralicci, per una superficie di 150 metri quadri a traliccio»; il vincolo di servitù - «che non comporta impedimenti per la coltivazione dei terreni» precisa la società – esiste invece per una fascia di terreno più ampia, sulla quale si snoderanno i lavori ed eventuali interventi di manutenzione. Per l’interramento del metanodotto, invece, «non sarà necessaria l’acquisizione dei terreni», ferma restando la stessa fascia di servitù. Intanto le amministrazioni di Pontinia e Sezze continuano il loro confronto sul progetto. Nell’ultimo tavolo tecnico il sindaco di Sezze ha annunciato che rivolgerà al governatore Marrazzo l’invito già fatto dal suo omologo Eligio Tombolillo per svolgere un incontro pubblico a Pontinia entro il 18 settembre. Un nuovo tavolo tecnico è stato convocato per mercoledì mattina. Sezze, 2 settembre 2008
Le
amministrazioni comunali di Pontinia e Sezze sono a lavoro per
costituire un comitato tecnico comune che valuti il progetto presentato
dall’Acea Electrabel per l’installazione di una centrale turbogas
nell’area industriale di Mazzocchio e delle opere accessorie. Tra
queste ultime preoccupa l’impatto dei tracciati del metanodotto e
dell’elettrodotto da realizzare per collegare l’impianto alle reti
già esistenti, due opere che richiederanno l'esproprio di circa 18
chilometri di terreni nei territori di Sezze e Pontinia.
Sezze, 26 agosto 2008
Una
gravissima crisi idrica colpisce molte zone di Sezze. L'estate
intensifica gli annosi problemi dell'acquedotto cittadino e presenta il
conto delle falle di una rete che disperde nel suo percorso circa il
65-70% del flusso d'acqua pompato dal bacino delle “Sardellane”.
Suso, Ceriara, Sezze scalo: dalla penuria idrica non si salva quasi
nessuno. Unica soluzione è la dotazione di un serbatoio d'accumulo e di
autoclave, sui quali sempre più cittadini sono costretti a fare
affidamento per fare una doccia o semplicemente cucinare. Sezze, 20 luglio 2008
L'obiettivo minimo del comitato anti-turbogas, dell'amministrazione di Pontinia e dell'assessorato regionale all'Ambiente è stato centrato. L'auspicato rinvio a data da destinarsi del decisivo incontro della commissione Aia-Ippc, a cui è affidato il compito di valutare la compatibilità ambientale della centrale termoelettrica progettata dall'Acea Electrabel e che potrebbe sorgere a Mazzocchio, è infatti arrivato. Non andrà in scena domani, quindi, quello che era stato presentato come l'ultimo atto dell'iter per il rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale. A chiedere il rinvio dei lavori della commissione Aia-Ippc era stato il Comune di Pontinia, che aveva notare alcune incongruenze nella procedura portata avanti dal giurì del ministero dell'Ambiente. Incongruenze come il mancato invio dei documenti integrativi richiesti all'Acea Electrabel nella seduta dello scorso 3 aprile: in un primo tempo il ministero dell'ambiente aveva confermato la seduta affermando che i documenti erano presenti in un apposito sito web, ma una successiva verifica aveva dimostrato questi non erano stati pubblicati. L'allungamento dei tempi dell'iter autorizzativo rientra negli auspici del fronte locale contro l'installazione dell'impianto turbogas a Mazzocchio, nonché in quelli dell'amministrazione comunale e della Regione Lazio che, carte alla mano, stanno valutando la possibilità di chiedere l'annullamento della procedura Aia-Ippc. In preparazione anche le osservazioni al progetto del metanodotto e dell'elettrodotto che dovrebbe collegare la centrale alla reti già esistenti. Sezze, 8 luglio 2008 Il 17 luglio incontro decisivo al ministero dell'Ambiente per l'Aia
Arrivate
anche a Sezze le richieste d'esproprio per realizzare il metanodotto Il progetto di realizzazione della centrale turbogas di Mazzocchio arriva al termine dell'iter autorizzativo. Il prossimo 17 luglio il ministero dell'Ambiente ospiterà la riunione conclusiva della commissione Aia-Ippc per il rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale, il documento che accerta la compatibilità dell'opera con il territorio. Un passaggio chiave per l'ok alla centrale, accompagnato in questi giorni dall'arrivo presso le amministrazioni comunali di Pontinia e Sezze delle richieste di esproprio dei terreni che serviranno alla realizzazione delle opere accessorie, ossia il collettamento del metanodotto e della linea elettrica dalla zona di Mazzocchio a Ponte Ferraioli. Il possibile rilascio dell'autorizzazione di compatibilità dell'impianto all'Acea Electrabel, la società che ha progettato la centrale, fa riaccendere la preoccupazione dell'amministrazione di Pontinia e del locale comitato “No turbogas”. “Ho parlato con il presidente Marrazzo – rivela il sindaco Eligio Tombolillo – lui conviene che non bisogna perdere tempo: non vorremmo affrontare il problema troppo tardi, così come successo per Aprilia. Siamo fortemente contrari all'installazione di questo tipo di opere e solleciteremo la Regione su questo fronte”. Sul piede di guerra la Rete dei cittadini di Pontinia: “Noi insistiamo – afferma Paolo Cima, presidente del comitato civico – affinché il sindaco – emetta prescrizioni che consentano di bloccare la costruzione di questo impianto incompatibile con la salute pubblica. E chiediamo di allargare il tavolo di confronto alle amministrazioni limitrofe”. In vista della decisione riunione ministeriale del 17 luglio il sindaco Tombolillo incontrerà in settimana il professor Alimonti, l'esperto di ingegneria ambientale scelto per rappresentare il Comune di Pontinia come tecnico di parte nella commissione Ippc-Aia. Oltre alla turbogas progettata dall'Acea Electrabel la zona industriale di Mazzocchio potrebbe ospitare anche la centrale a biomasse per la quale la Pontinia Rinnovabili ha chiesto l'autorizzazione. Sezze, 21 giugno 2008
Una
mozione per chiedere la revoca della convenzione per la realizzazione
del parcheggio di Vallicella, i cui lavori furono bloccati lo scorso 27
dicembre dopo un sopralluogo dell'ufficio tecnico comunale, che accertò
una difformità nella cubatura effettiva dell'opera e una violazione del
vincolo paesaggistico. A proporla è il segretario e consigliere
comunale del Popolo delle Libertà di Sezze Rinaldo Ceccano. Sezze, 20 giugno 2008
Il
progetto dell'Ecocentro torna a dividere il Consiglio comunale a Sezze.
Opposizione di nuovo all'attacco della giunta Campoli e della
maggioranza di centrosinistra nel corso dell'ultimo dibattito di
mercoledì sera. Dura la presa di posizione del Pdl, attraverso
un'apposita mozione, sul piano presentato dall'assessore all'ambiente
Maurizi, che prevede l'apertura di un ecocentro – legata però
all'approvazione del piano regionale dei rifiuti, che il governatore
Marrazzo presenterà il 24 giugno – a Sezze scalo, al servizio di
undici comuni del comprensorio lepino. «E' impensabile – attacca
Ceccano del Popolo delle Libertà – diventi la discarica del Lazio o
di Latina. Il piano deve pensare alla quota parte di rifiuti che la città
produce». Dal Pdl critiche anche per la scelta di non portare in
discussione il progetto in Consiglio comunale prima della sua
formalizzazione. Sezze, 15 giugno 2008
Le
ricorrenti voci sul riequilibrio della maggioranza e su un conseguente
rimpasto della giunta Campoli per ora restano tali. Né il ventilato
cambio di casacca dei consiglieri Udeur (tutto interno al centrosinistra
di Sezze: da tempo è dato come prossimo il passaggio di Polidoro e
Lombardi all'Idv) né l'arrivo dall'opposizione di uno o più
consiglieri (al possibilista Cerrone qualcuno aggiunge Di Palma, lontano
dal Pdl ma sempre fedele a Cusani) trovano ufficialità. Sezze, 12 giugno 2008
Per
la sua inaugurazione ufficiale si erano mossi il direttore sanitario
dell’Asl pontina Ilde Coiro e addirittura l’assessore regionale alla
sanità Augusto Battaglia, ma a due mesi dal taglio del nastro il nuovo
reparto di chirurgia giornaliera dell’ospedale San Carlo di Sezze
resta fermo al palo. Sembrerà paradossale, eppure a bloccare
l’apertura del day-surgery è l’assenza di mobilia e di alcune
apparecchiature secondarie. Sezze, 5 giugno 2008
A Sezze nascono lo sportello del consumatore e il centro d’accesso e diffusione dell’innovazione tecnologica. La doppia novità, risultato del lavoro dell’assessorato alla tutela dei consumatori (affidato a Enza Berti), sarà attiva da oggi, quando presso la biblioteca comunale sarà inaugurato il centro Cadit. Alla cerimonia – fissata per le 10,30 – prenderanno parte il sindaco, l’assessore regionale alla tutela dei consumatori Mario Michelangeli e l’omologo provinciale Silvio D’Arco. Nella biblioteca si potranno trovare postazioni informatiche collegate a internet e altri servizi gratuiti per avvicinare la popolazione alle nuove tecnologie. Accanto al Cadit nascerà lo Sportello del consumatore, un servizio di consulenza che offrirà ai cittadini assistenza tecnico-giuridica sui problemi quotidiani. «Considerata la rilevanza acquistata dell’informatica nella vita di tutti i giorni – sottolinea Enza Berti – è di fondamentale importanza dare a tutti la possibilità di vivere da protagonista la rivoluzione digitale. Molti hanno già provveduto per proprio conto, ma non tutti hanno questa possibilità». Sezze, 3 giugno 2008
Il
centro di compostaggio legato al piano regionale dei rifiuti Un
dato fa riflettere: Sezze produce immondizia come un paese da 30mila
anime Una
società in attivo, in attesa di sviluppare la raccolta differenziata e
di sapere se la Regione Lazio accoglierà la l'autocandidatura di Sezze
ad ospitare un ecocentro che faccia da punto di riferimento per il
comprensorio lepino. La Servizi pubblici locali, l'azienda
municipalizzata trasformata nel 2005 (dopo l'uscita del Comune dalla
Gea) in azienda controllata
dall'amministrazione, gode di buona salute. Lo dicono i dati mostrati in
commissione Assetto del territorio dal presidente della Spl
Giovanbattista Rosella: la chiusura dell'esercizio 2007, che verrà
ratificata il prossimo 23 giugno dal consiglio d'amministrazione, fa
segnare un +23.043 euro, un attivo superiore a quello messo in
preventivo (17.388). Ma
i numeri che interessano di più il Comune sono quelli relativi alla
raccolta differenziata, che la Spl non riesce a schiodare dalla quota
del 10%. “Per un piano di sviluppo della differenziata – sottolinea
Rosella – occorre la certezza di sapere dove confluire i rifiuti”.
Gli impianti esistenti per lo smaltimento dell'umido, che costituisce il
65% della massa dei rifiuti, non danno garanzie (travagliata è la
storia dell'impianto della Sep, che a Pontinia smaltisce l'immondizia di
21 comuni della provincia: contestata dalla gente di Mazzocchio per la
produzione di miasmi e perché ritenuta inquinante, più volte è stata
bloccata da procedimenti amministrativi) oppure richiedono alte spese di
trasporto per il conferimento (l'altro impianto di compostaggio
operativo in Regione è quello di Maccarese, ma prevede costi aggiuntivi
per i comuni fuori dal bacino dell'Ama ed è attualmente semibloccato
per permetterne l'ampliamento). “In
questo senso l'ecocentro – riconosce il presidente della Spl – può
essere un'opportunità”. Il progetto è però ancora legato all'ok
della Regione e non è detto che l'ecocentro sarà ospitato nel sito
dell'ex Sogeni. In commissione qualcuno (il consigliere Casalini di Area
Democratica) ha avanzato l'alternativa dell'ex Monte Amiata, la cui
gestione sembrerebbe economicamente più vantaggiosa rispetto
all'affitto degli spazi dell'ex Sogeni. Qualcun altro (Reginaldi del Pdl)
fa notare invece l'impatto paesaggistico della realizzazione dell'ecocentro
in uno dei due siti indicati: un centro di compostaggio all'entrata di
Sezze scalo non sarebbe certo un bel biglietto da visita per la città. Sezze, 29 maggio 2008
Le
opportunità da sfruttare e i progetti accantonati Presto
anagrafe e adsl, ma il vero problema resta l'urbanistica Fino
a oggi è stata una frazione trascurata, povera di opere di
urbanizzazione ma fin troppo ricca di insediamenti abitativi (e
cementificazioni annesse), con la stazione della ferrovia e il tracciato
dell'ex statale 156 a farne quasi esclusivamente un luogo di transito.
Ma la sfida di un vera crescita sembra attendere ora Sezze scalo,
popoloso borgo che con i residenti della campagna arriva a 6mila anime.
Del resto tutti i candidati delle amministrative 2007 mettevano in cima
ai propri pensieri il governo dello sviluppo dello Scalo, orfano delle
maggiori attività produttive del paese dopo la chiusura della Cirio e
delle altre poche imprese presenti. A
dire il vero le principali possibilità per Sezze scalo arrivano
dall'alto (leggasi Regione) con la realizzazione dal raddoppio della
156, sul cui nuovo tracciato verrà dirottato il traffico che viaggia
sulla direttiva Roma-Latina-Frosinone. Ed è la nascita di questa nuova
infrastruttura – che come la vecchia statale, oggi declassata a strada
regionale, sarà collegata all'autostrada A1 – a spianare il percorso
per una crescita degli insediamenti produttivi. L'impegno delle
istituzioni locali si muove intorno a questa prospettiva, come dimostra
l'intesa raggiunta dall'amministrazione comunale e i vertici del
Consorzio Asi sul completamento infrastrutturale dell’area artigianale
di Sezze scalo e Sezze-Sermoneta. Il comune lepino potrebbe recuperare
così parte delle molte attività produttive che negli ultimi tempi si
sono spostate sui territori di Sermoneta e Latina scalo: a favorire
questo processo sarà peraltro l'arrivo della banda larga a Sezze scalo,
promesso da tempo e programmato finalmente da Telecom per il prossimo
mese di agosto. Intanto
la giunta Campoli si appresta a realizzare la dislocazione di parte dei
servizi anagrafici nei locali concessi dalle Ferrovie dello Stato; allo
studio anche la nascita di un distaccamento della Polizia locale. Già
attivo il centro Coi della Protezione civile, che ospita anche il
presidio dei Vigili del fuoco dopo il loro trasferimento da Priverno. Ma
nel “formicaio” di Sezze scalo la soluzione principale dovrà
arrivare dal nuovo Piano regolatore, che la giunta vorrebbe pronto per
il 2009. Molte le risposte che il Prg dovrà dare sul tema di uno
sviluppo urbanistico portato avanti finora senza un criterio. Sezze
scalo attende anche questo, nella speranza diffidente di chi non crede
più alle promesse. Sezze, 28 maggio 2008
Il sindaco Campoli non ha mai nascosto che la risoluzione del lodo Dondi, ossia il contenzioso che lega il Comune di Sezze alla concessionaria dell'acquedotto comunale per una serie di pendenze economiche riferite al periodo 1994-2005, costituisce uno degli impegni fondamentali per il lavoro della sua giunta. A quasi un anno dalla vittoria del centrosinistra alle amministrative il pesante fardello dell'affare Dondi continua però a pesare sul futuro dell'ente. Il contenzioso, la cui procedura di arbitrato fu aperta nel 2006 dall'ex sindaco Zarra, continua a trascinarsi senza lasciare intravedere una conclusione. Ultima puntata di questa telenovela è la morte del presidente del collegio arbitrale, una situazione che apre una nuova fase di stallo nel contenzioso. La surroga del presidente (che richiede l'intesa tra le parti in causa) fa così slittare ulteriormente la chiusura della vicenda, che dovrebbe trovare una soluzione – salvo nuovi colpi di scena – solo nel prossimo autunno. Le cifre per chiudere la mediazione restano quelle note (il Comune dovrebbe sborsare circa 2 milioni e mezzo di euro), così come non cambia in maggioranza il parere negativo della lista civica Tutti per Sezze. Sezze, 27 maggio 2008
L'amministrazione
locale aveva già scelto il sito dell'ex Sogeni per trasferire il centro
di recupero dei rifiuti ingombranti, liberando così l'area utilizzata
presso la Polizia municipale. Ora il dismesso stabilimento industriale
di Sezze scalo si appresta a diventare un ecocentro al servizio del
comprensorio dei Lepini. La nascita dell'impianto per lo smaltimento
della differenziata è legata alla prossima approvazione del piano
regionale dei rifiuti e nasce dalla candidatura avanzata alla Regione da
parte dell'amministrazione Campoli e dalla Spl Sezze, la società
controllata dal Comune che gestisce in città il ciclo dei rifiuti. Sezze, 21 maggio 2008
I
nomi si rincorrono, la situazione è così complicata da alimentare le
voci di un rimpasto nella giunta Campoli Si
avvicina il rinnovo del consiglio d’amministrazione della Spl Sezze,
l’ex municipalizzata trasformata in braccio operativo del Comune
lepino nel settore dei rifiuti e di altri servizi minori. E il confronto
sul nuovo cda, già ridotto da cinque a tre membri per i tagli previsti
dalla Finanziaria 2008, tiene in stand-by buona parte dell’azione
amministrativa. Per Campoli è arrivato il momento non più rinviabile
di far quadrare il cerchio sul nuovo assetto della Servizi pubblici
locali, un’operazione che richiede più della semplice applicazione
del classico “Cencelli”. Perché se da una parte l’accordo di
massima sul nuovo vertice aziendale è stato fissato già prima delle
vittoriose elezioni comunali 2007 (nel consiglio d’amministrazione
della Spl si prevedeva un posto per ognuno dei partiti più votati), il
quadro politico fluido della maggioranza continua a mettere in difficoltà
il sindaco. Sezze, 1 maggio 2008
Passa
il preventivo 2008. Ceccano: “Una città sotto lo scacco
dell'assistenzialismo” Al secondo tentativo la maggioranza approva il preventivo dei conti 2008 presentato dalla giunta Campoli, alla guida di Sezze dal maggio dello scorso anno e attesa ieri dal varo del suo primo bilancio. Stavolta il centrosinistra non lascia l'aula (nell'ultima assise la maggioranza, alle prese con due assenze per malattia, avrebbe dovuto fare affidamento sull'opposizione per il numero legale) e porta a casa il via libera alla manovra respingendo le critiche del Popolo delle libertà. L'ok incassato da Campoli sul documento finanziario annuale dirada i dubbi alimentati dopo il rinvio del primo esame. Respinto invece l'emendamento del Pdl che prevedeva la riduzione delle spese interne all'amministrazione (per 600mila euro) e aumenti negli stanziamenti a favore della Polizia locale, del nuovo piano regolatore e del potenziamento delle politiche sociali. La Giunta è soddisfatta del lavoro svolto sul preventivo 2008, che ha una portata di 22 milioni e mezzo di euro. “E' un bilancio equilibrato sotto tutti i punti di vista – commenta l'assessore al bilancio e alle attività produttive Sergio Di Raimo – si intende dare una prima risposta alle esigenze del territorio, all'inserimento al lavoro dei giovani, agli imprenditori”. “Nel bilancio abbiamo tradotto in azione le linee strategiche del nostro programma elettorale” assicura il sindaco Andrea Campoli (Pd). Fortemente negativo, invece, il parere del centrodestra. “E' un bilancio povero di idee e di progetti – sostiene Ceccano (Pdl) – noi abbiamo una concezione molto diversa da quella di questa giunta: l'amministrazione vuole una città messa sotto lo scacco dell'assistenzialismo, noi pensiamo ad una città che va aiutata a crescere”. “Ad un anno dalle elezioni Sezze non vede niente di realizzato da parte di questa amministrazione. La città ha visto cambiamenti solo nel breve periodo del governo Zarra” attacca il capogruppo Pdl Reginaldi. Sezze, 23 aprile 2008 "Consiglieri assenti per malattia, nessuna furbata"
«Non
è stato un atto di furberia, ma una correttezza nei confronti dei
consiglieri assenti per malattia». A Sezze la maggioranza getta acqua
sulle fiamme aizzate dall'opposizione dopo il contestato rinvio
dell'approvazione dello schema di bilancio 2008, che la giunta Campoli
aveva portato all'ordine del giorno del Consiglio comunale di martedì
pomeriggio. In quell'occasione l'assenza forzata di Lombardi (Udeur) e
De Angelis (Italia di mezzo) ha messo in difficoltà il centrosinistra,
che non poteva più contare sulle proprie forze per garantire il numero
legale in aula. Il regolamento consiliare prevede infatti che in prima
convocazione la presenza del sindaco non sia utile al raggiungimento del
quorum strutturale; la maggioranza, con dieci elementi, si è trovata
così a dipendere dai numeri dell'opposizione (che avrebbe potuto far
mancare il numero legale in sede di votazione). «Eravamo in presenza di
due certificati medici – spiega il portavoce del Pd Enzo Eramo – e
nella maggioranza mancava la sussistenza del numero legale, che del
resto la minoranza, in altre circostanze, non ci ha garantito. Per
correttezza abbiamo ritenuto di doverci presentare comunque in Consiglio
e di comunicare come stessero le cose, ma a quel punto era inutile
aprire qualsiasi discussione». Sezze, 23 aprile 2008 Due assenti, il centrosinistra lascia l'aula. Zarra: "Fuga dalla rersponsabilità"
La
giunta Campoli va in difficoltà sul bilancio. La maggioranza di
centrosinistra che appoggia l'amministrazione di Sezze, in carica da
meno di un anno, ha rimandato l'esame dello schema di previsione 2008
che ieri pomeriggio era all'ordine del giorno del consiglio comunale.
Nonostante la presenza del numero legale (solo tre gli scranni vuoti al
momento dello scioglimento dell'assise: nella maggioranza Lombardi dell'Udeur
e De Angelis dell'Italia di mezzo erano assenti per malattia,
nell'opposizione Ceccano è arrivato in un secondo momento) i
consiglieri dell'ex Unione hanno abbandonato l'aula prima della
discussione sul bilancio. Secondo il regolamento consiliare il
centrosinistra, rimasto in 11, avrebbe dovuto fare affidamento sulle
minoranze per garantire il numero legale, perché in prima convocazione
la presenza del sindaco non è utile al raggiungimento del quorum
strutturale che rende valida la seduta. Ad avanzare la richiesta di
rinvio è stato allora il capogruppo del Partito democratico Enzo Eramo,
che ha motivato la scelta della coalizione con la volontà di approvare
un documento importante come quello contabile alla presenza di tutta la
maggioranza. Il dietrofront del centrosinistra ha scaldato gli umori dell'opposizione. “Evidentemente
la maggioranza non poteva contare sugli 11 voti presenti in aula –
commenta Zarra del Popolo delle Libertà – è probabile che ci siano
distonie o fughe di responsabilità. Il dubbio è legittimo”. Secondo
le minoranze la giunta Campoli non ha voluto affrontare le critiche sul
proprio operato: il centrodestra punta il dito sull'aumento delle
indennità di carica e lamenta l'immobilismo del sindaco e della sua
squadra sul lodo Dondi, sul piano antenne e sulla situazione
dell'ospedale. “Il dato politico – sottolinea il capogruppo del Pdl
Reginaldi – è chiaro: sono fuggiti dal confronto con un'opposizione
preparata e pronta a contestare le vergogne dell'amministrazione”. In
serata i consiglieri di maggioranza hanno tenuto un vertice con il
sindaco Campoli. Sezze, 8 aprile 2008 Turisti in aumento malgrado la crisi della produzione agricola
L'evento
della Sagra tiene, anzi cresce. Nonostante le difficoltà attraversate
dalla produzione locale del carciofo romanesco, la fiera enogastronomica
di Sezze appare in forma. L'edizione numero 39, andata in archivio con
il clou della giornata di domenica, ha fatto registrare un ottimo
riscontro in termini di presenze di visitatori, quantificabili in
diverse migliaia. Piace la formula dell'accostamento tra la cucina e le
tradizioni culturali, un cocktail apprezzato dai turisti anche da fuori
provincia. E sulla bontà della scelta organizzativa si basa il giudizio
– ovviamente positivo – del sindaco di Sezze Andrea Campoli: «La
Sagra – afferma il primo cittadino – è stata l’occasione per
mettere in mostra l’intero patrimonio della cittadina, ma anche il
momento giusto per far conoscere l’antica cultura e la tradizione
agricola del paese». Sezze, 25 marzo 2008
Sezze, 2 marzo 2008
Il
Tribunale amministrativo regionale (Tar) ha rigettato i ricorsi contro
l'annullamento della gara d'appalto per la costruzione di una residenza
sanitaria per anziani a Sezze scalo. Sezze, 16 febbraio 2008
Sezze si scopre terra di dinosauri, che oggi potrebbero rivivere nella ricostruzione di un parco archeologico. Le duecento tracce appartenenti ad un sauropode e vari teropodi, due fra le più conosciute specie di dinosauro dell’era mesozoica, che sono state rinvenute presso il sito della Cava Petrianni rappresentano infatti l’indiscutibile impronta lasciata dai rettili preistorici sulla terra lepina. La scoperta è frutto di un’analisi realizzata da un docente del dipartimento di Scienze della terra dell’università La Sapienza di Roma (il professor Umberto Nicosia) e dal soprintendente per i beni archeologici del Lazio (Annalisa Zarattini), recentemente pubblicato dalla rivista scientifica internazionale “Ichnos”. L’articolo ha pubblicizzato le ricerche svolte negli ultimi anni nei siti archeologici del Lazio, tra cui quello della Cava Petrianni, a Sezze. Secondo le ricostruzioni degli esperti nella zona lepina era probabilmente presente un insieme di isole o penisole collegate tra loro. In questo habitat avrebbero messo piede un sauropode, grande erbivoro quadrupede che poteva raggiungere i 10 metri di lunghezza ed un peso tra le otto e le dieci tonnellate, e vari teropodi, carnivori di dimensioni più piccole (100 chilogrammi il loro peso massimo, per una lunghezza di circa tre metri). Ora la Sovraintendenza, il Genio civile di Latina e l’amministrazione comunale studiano la creazione di un sito culturale che promuova questa ricchezza storica. «La ripresa degli studi da parte del dipartimento di Scienze della terra dell’università La Sapienza, nonché la prospettiva della nascita di un parco archeologico - ha dichiarato il sindaco di Sezze Andrea Campoli - contribuirebbe a fare di Sezze un polo d’attrazione turistica». Si pensa ad un pool di diversi soggetti per progettare le modalità strategiche con le quali accrescere l’interesse nazionale ed internazionale del nascente sito. articoli > Parco geopalontologico dei Lepini > Dinosauri a Sezze > La Via Setina > Storia dei dinosauri Sezze, 14 febbraio 2008
Una
mozione sottoscritta da trecento cittadini di Sezze per evidenziare lo
stato d’insicurezza «dettato da un’immigrazione clandestina
incontrollata e diffusa» e la piccata risposta della comunità rumena a
stretto giro di posta. Il botta e risposta si consuma nel contorno del
consiglio comunale a cui ha preso parte giovedì scorso il prefetto di
Latina, intervenuto per rassicurare la popolazione dopo l'escalation di
furti in città. A Frattasi è stata consegnata la raccolta firme che ha
aperto la polemica. «La situazione d'emergenza – si legge nella
sottoscrizione rivolta al prefetto e al sindaco Campoli – sembra
sfuggire alle autorità. Oggi nelle strade, nelle piazze del nostro
paese, si parla solo dell’ultimo furto dell'ultima vittima, con un
atteggiamento ormai remissivo». I trecento cittadini se la prendono con
la classe politica da cui si sentono traditi e chiedono
all'amministrazione di ristabilire l'ordine pubblico «in una realtà
dove ognuno è costretto a farsi giustizia da solo». Sezze, 12 febbraio 2008
Asfalto drenante e limiti di velocità rivisti al ribasso. Saranno realizzati a partire da marzo gli interventi urgenti sul tracciato delle “Coste” messi in cantiere dal Comune di Sezze e dalla Provincia all'indomani della morte di Franca Ciotti, deceduta l'11 gennaio scorso in un incidente stradale. Lo fa sapere Marcello Ciocca, delegato alla viabilità della giunta Campoli. «La Provincia di Latina – spiega l'assessore - ha indetto un bando, che scadrà il 28 febbraio, per individuare la ditta a cui verranno affidati il ripristino e la messa in sicurezza del manto stradale di via Ninfina». Per limitare la pericolosità della strada si provvederà alla bitumatura completa dell’arteria stradale con asfalto drenante e alla risagomatura delle cunette laterali. Per contrastare, invece, l’alta velocità il Comune di Sezze ha chiesto alla Provincia la messa a punto di un tutor. «Gli attuali limiti di velocità, pari a 70 km/h - afferma Ciocca - sono stati considerati troppo alti». Sezze, 9 gennaio 2008
Sezze, 8 gennaio 2008
foto
Vincenzo Serra-
Campoli, Zeppieri e
il prefetto Frattasi durante l'incontro al "Mario Costa" Sezze, 31 gennaio 2008
Sezze, 28 gennaio 2008
Udc
e FI: “Accordo sacrificato per logiche politiche” Orlandi:
“Dal centrodestra solo demagogia” La questione della sicurezza a Sezze diventa nuovamente terreno di scontro politico. All'opposizione di centrodestra non è andato giù l'affossamento della mozione presentata durante l'ultimo consiglio, in cui si prevedevano maggiori controlli e sanzioni contro lo sfruttamento abitativo che ha per vittime gli immigrati e l'immediata istituzione di una consulta per gli immigrati. “Ancora una volta, alla prova dei fatti – attacca Antonio Vitelli (Udc), primo firmatario della proposta - l’amministrazione Campoli si è appiattita e nascosta dietro la solita logica politica degli schieramenti, sacrificando le esigenze dei cittadini di sicurezza e la lotta allo sfruttamento, per evitare di mettersi contro una parte della città”. Il consigliere centrista teme che l'ordine del giorno sull'immigrazione faccia la stessa fine del regolamento comunale sulle antenne, che la maggioranza si era impegnata a discutere ed approvare entro la fine di dicembre. Intanto Forza Italia si scaglia contro quei settori del centrosinistra che avrebbero bloccato l'accordo sulla “mozione sicurezza”. “In un Consiglio infuocato – lamenta l'azzurro Reginaldi - si è tentato di trovare un accordo, ma il diktat di Orlandi (rappresentante della civica “Tutti per Sezze”, ndr) ha piegato Campoli e la sua maggioranza, mettendo in estrema difficoltà i consiglieri Eramo e Ricci (entrambi del Pd) che hanno tentano di mediare”. Per l'esponente forzista il voto contrario dei gruppi maggiori dell'Unione alla mozione delle minoranze è il frutto della volontà di evitare spaccature nella coalizione. “Auspichiamo che i consiglieri Eramo e Ricci – conclude Reginaldi - tornino sui propri passi e riprendano il lavori di mediazione con questa minoranza su un argomento delicato. Con la speranza che Orlandi ce lo permetta”. La piccata replica del diretto interessato non s'è fatta attendere: “Nessun diktat al sindaco e alla maggioranza, perché tutti eravamo d'accordo. E la mozione dell'opposizione era già stata bocciata dai dirigenti”. Il rappresentante della civica Tutti per Sezze in Consiglio comunale contesta Udc e Forza Italia e respinge le accuse. “Nel corso dell'ultimo consiglio il sindaco Campoli – rammenta Orlandi – ha affermato che la proposta del centrodestra poteva essere condivisa per certi aspetti, ma non poteva essere accolta nel modo in cui era stata presentata, visti i tre pareri negativi espressi dai responsabili di settore”. Il consigliere di Tutti per Sezze nega di aver contraddetto i colleghi del Pd: “Tutta la maggioranza – ricorda Orlandi – era disposta a convocare subito una commissione capigruppo dopo il ritiro della mozione. La minoranza ha respinto questa proposta; io ho detto “no” ad una sottocommissione perché avremmo dovuto fare un passaggio interno alla maggioranza per decidere i nostri componenti, ma al tempo stesso mi sono impegnato l'impegno a portare il problema all'interno della commissione Affari sociali”. Una controproposta mai decollata. “Arrivati alle 23.35, dopo sei ore di discussione – spiega Orlandi – qualcuno cercava di traccheggiare per un accordo impossibile sulla mozione, forse perché avrebbe voluto ottenere il permesso dal lavoro per il giorno successivo”. Di qui la scelta di mettere a votazione il documento del centrodestra. “Non hanno voluto discutere la nostra proposta – attacca Orlandi – da loro arriva solo demagogia. Il sindaco Campoli, le forze dell'ordine e gli uffici finanziari si sono già mossi sul problema con controlli incrociati che solo in gennaio hanno prodotto 14 multe. Mentre di Zarra si può solo ricordare la “bella” figura fatta con il famoso articolo di Panorama”. Sezze, 4 gennaio 2008
Il
calderone dello sfruttamento abitativo. Ma nel 2007 +141% delle
regolarizzazioni I regolari pagamenti dell'affitto non bastavano. L'inquilino rumeno e sua moglie avrebbero dovuto cominciare a pagare in anticipo il canone del modesto bilocale che occupavano da diversi mesi. E allora, per riscuotere anticipatamente i 250 euro mensili, l'insospettabile professionista di Sezze che affittava la piccola abitazione di via Bassiano, nei pressi della frazione di Crocemoschitto, ha pensato bene di “armarsi” di una pistola giocattolo e di far visita – tutt'altro che gradita – al suo inquilino, in compagnia di un pregiudicato locale. Ma al cittadino rumeno il trattamento intimidatorio non è certo piaciuto e non ha dubitato nell'allertare i carabinieri di Sezze, informandoli dell'accaduto. Le forze dell'ordine si sono presto messe sulle tracce del distinto professionista setino, S.F., 55 anni, e del suo compagno di spedizione, A.F., 44 anni, dal curriculum vitae certamente meno onorevole. E con il ritrovamento e il conseguente sequestro delle armi giocattolo è scattata in automatico la denuncia a piede libero per minaccia aggravata. Per il rumeno e la sua consorte, che già da otto mesi abitavano l'appartamento versando la quota mensile di affitto, solo molta paura: nell'incontro poco amichevole avuto nella giornata di mercoledì non c'è stata alcuna colluttazione con i due italiani denunciati. Secondo la prima ricostruzione i due cittadini stranieri non avevano subito precedenti minacce. I carabinieri della stazione di Sezze stanno effettuando ulteriori verifiche sul ruolo del pregiudicato nella vicenda e sul rapporto d'affitto del bilocale di via Bassiano, che versava – a detta dei miliari – in condizioni discrete. La vicenda getta un'ulteriore ombra sulla piaga dello sfruttamento abitativo nei confronti degli immigrati, un fenomeno che nell'opinione comune è sempre più diffuso a Sezze e nasconde storie di profondo degrado. L'impossibilità di verificare questo tipo di eventi, data dall'assenza di denunce specifiche (quella della coppia di via Bassiano è un'isolata eccezione), alimenta lo sfruttamento. Ma arrivano segnali incoraggianti: nel 2007 la Polizia municipale di Sezze ha registrato un aumento della regolarizzazione degli affitti, con un +141% nelle dichiarazioni di cessione di fabbricato. |