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articoli di Christian Capuani |
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lo show che ci ha accompagnato verso le amministrative di primavera
I concorrenti finali alle amministrative 2007 sono
22
422 possibili candidati al consiglio comunale. ZERO NELL'URNA Un po' come il gioco dei fagioli della Carrà
“Grande
Politiko”
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archivio >>> anno 2006 anno 2008 anno 2009 anno 2010 anno 2011-12 27
dicembre
2007
Cittadini
senz'acqua. Intanto è guerra di cifre sul Lodo Dondi Che l'acquedotto cittadino sia ridotto a un colabrodo non è un fatto nuovo. La prolungata siccità patita dal centro storico di Sezze nella torrida estate 2006 rappresenta solo il caso più eclatante di un servizio spesso a singhiozzo in molte zone. Ma i disservizi per l'approvvigionamento idrico persistono e creano disagi per l'utenza di molte zone della città. Le ultime lamentele in ordine di tempo sono quelle arrivate da molti cittadini di Sezze scalo, rimasti senz'acqua a ridosso delle festività del natale. Decine le telefonate arrivate tra il 22 e il 23 dicembre al centralino della Dondi, la società di Rovigo a cui è affidata - fino al 2023 - la gestione dell'acquedotto comunale, per segnalare l'improvvisa carenza del flusso idrico nel centro urbano. I rubinetti sono tornati in funzione dopo molte ore, al termine dei lavori che gli addetti della concessionaria stavano svolgendo sulla rete idrica. I disservizi che hanno riguardato Sezze scalo seguono a distanza di poche settimane quelli lamentati dagli utenti della frazione di Ceriara, per diverso tempo rimasti senz'acqua nelle ore cruciali della giornata, ovvero in serata e durante la notte. Ma altre zone del centro lepino scontano l'insufficiente resa di una rete idrica vecchia e fatiscente, progettata per un paese le cui dimensioni – in termini di urbanizzazione e di livello della popolazione – sono cresciute notevolmente (e forse senza un criterio) negli ultimi decenni. Alle perdite maggiori dell'acquedotto, che si snoda per 210 chilometri, la Dondi ha provato a mettere qualche pezza, ma oggi è difficile disegnare lo stato delle condutture setine, le cui perdite furono quantificate dall'amministrazione provinciale nel 1999 in una percentuale superiore al 50% (ma i Verdi hanno parlato di una soglia molto più alta, attorno al 70%). Gli interventi operati dagli ultimi anni dalla concessionaria dell'acquedotto, peraltro al centro del contenzioso ancora in atto con il Comune (i loro costi ammonterebbero, secondo le cifre ipotizzate dal consigliere Udc Vitelli nel corso dell'ultimo Consiglio, a circa 2 milioni e mezzo di euro), non hanno evidentemente risolto i problemi strutturali della rete idrica. Una rete alimentata dal più grande bacino idrico dell'Ato4, l'impianto delle Sardellane, a cui attingono molti comuni del comprensorio pontino, ma paradossalmente insufficiente a garantire lo scorrimento dell'acqua nei rubinetti setini. 17
dicembre
2007
Sentenza
procrastinata al 20 marzo 2008. Il ballo delle cifre Rinviato al 20 marzo 2008 il termine della sentenza del Collegio arbitrale sul contenzioso tra Comune di Sezze e Dondi. Si allontana ancora una volta la parola fine nel braccio di ferro che da anni si protrae sui rapporti economici insanati tra amministrazione e la concessionaria dell'acquedotto cittadino. La risoluzione della complessa controversia è ancora affidata ai legali delle due parti, che studiano un eventuale accordo. “L'oggetto della discussione è coperto da segreto istruttorio – ha fatto sapere durante l'ultimo Consiglio comunale l'assessore ai lavori pubblici Bernabei – il problema che l'amministrazione deve affrontare è legata alla scelta tra la transazione o il ricorso al Lodo”. Impossibile però anticipare il ragionamento che l'ente sta facendo sulla risoluzione del contenzioso, come fa capire chiaramente Andrea Campoli: “Sviscerare oggi la posizione del Comune in quello che è un vero e proprio procedimento giudiziario – è la notazione del sindaco di Sezze – potrebbe comportare nocumento alla tenuta delle argomentazioni che ci apprestiamo a depositare come memoria conclusionale”. Logico, quindi, che la maggioranza nell'ultimo consiglio abbia respinto la mozione dell'opposizione sul tema. “La questione è sotto gli occhi di tutti e per questo può essere affrontata” è stata la risposta di Vitelli (Udc), che ha attaccato la Giunta per aver utilizzato nel riassestamento di bilancio parte delle somme messe da parte per il Lodo Dondi. Intanto impazza il valzer delle cifre: la minoranza teme che il contenzioso costerà al Comune da 4,9 (secondo Vitelli) a 8,3 milioni di euro (secondo Piccolo della Nuova Dc). Valori enormi se si pensa che l'ex commissario prefettizio Falco avrebbe offerto alla Dondi una transazione attorno ai 2,2 milioni. “Dalla risoluzione positiva di questa controversia – osserva il sindaco Campoli - dipendono la salute finanziaria dell'ente e la possibilità di programmare un tema così fondamentale come il ciclo delle acque”. 15
dicembre
2007
Respinta
la mozione preventiva delle minoranze 14
dicembre
2007
Dal
taglio salvi Petrianni, Perciballe e il presidente Rosella I
tre resteranno in carica fino alla chiusura del bilancio 2007 Fuori Egidi e Baccari, restano Petrianni, Perciballe e il presidente Rosella. Confermando tre quinti dell'attuale vertice Campoli ha dato seguito alla delibera consiliare con la quale, il 19 novembre scorso, si disponeva la riduzione dei membri del cda della Spl Sezze spa. Con il decreto 124 del 4 dicembre il sindaco, in qualità di rappresentante dell'unico azionista (il Comune) della partecipata a cui è affidato il servizio di raccolta rifiuti nel comune lepino, ha accolto le indicazioni della Finanziaria 2007 e della circolare del Consiglio dei Ministri del luglio scorso, che prevedono tagli alle spese degli enti locali e alle società collegate. Sulla base delle modifiche allo Statuto e su invito pressante del Collegio dei revisori, Campoli ha ritenuto necessario “procedere alla revoca di due componenti del cda”. Tra i membri nominati dalle liste dell'era Zarra, il taglio “ope legis” è toccato a Flavio Egidi (era in quota An) e Vittorio Baccari (legato alla civica “Sezze diverso”, oggi è coordinatore dei giovani socialisti). Al loro posto rimangono il presidente Giovan Battista Rosella, Fausto Perciballe (anch'egli socialista) e Valentina Petrianni (vicina al consigliere di minoranza Cerrone, accusato dal centrodestra di aver fatto da “stampella” alla maggioranza, garantendo il numero legale per alcune deliberazioni, come quella del 19 novembre sulla Spl). Il termine della rinomina “è strettamente collegato all'approvazione del bilancio d'esercizio 2007”, che avverrà nella primavera 2008. Il cda così ridimensionato arriverà praticamente al termine del proprio mandato. Campoli e l'Unione dovranno frattanto disegnare il prossimo consiglio d'amministrazione, superando l'impasse dei Ds sul nome del nuovo presidente (Santia, Grassucci o Bernasconi?) e i malumori dei partiti che ambiscono alle altre due poltrone. 12
dicembre
2007
Niente luminarie per le feste Anche
se il Comune non è ancora a basso consumo Luminarie
natalizie? No, grazie. In nome del risparmio energetico. Il Comune di
Sezze rinuncia ad abbellire le vie della città con le tradizionali
illuminazioni e decide di destinare i fondi previsti per questa spesa
all'acquisto di una trentina di alberi natalizi che, dopo le festività,
verranno reimpiantati e dislocati su tutto il territorio.
“L’iniziativa proposta dall’amministrazione – spiega l'assessore
alla cultura Remo Grenga - è finalizzata a migliorare la salute, ma
soprattutto il futuro delle nuove generazioni. L’obiettivo che ci
siamo prefissati per i prossimi mesi del 2008 è quello di piantare un
albero per ogni bambino che nascerà nel nostro Comune”. Quindi niente
luminarie e spazio agli abeti, al fine di ridare un po' di verde al
centro cittadino (un modo, forse, per “vendicare” le decine di
piante secolari abbattute dalla precedente amministrazione per
ammodernare il parco della Rimembranza?): una scelta che piacerà
sicuramente a quelli di Caterpillar, il programma radiofonico che ha
lanciato “M'illumino di meno”, l'iniziativa di risparmio energetico
– il 15 febbraio 2008 si celebrerà la quarta edizione – alla quale
aderirà anche il Comune di Sezze. “Diminuire i consumi in eccesso e
utilizzare in modo più accorto l’energia” è l'invito che
l'assessore Grenga fa proprio. Ma chissà se Cirri e Solibello, le due
voci del programma “cult” di Radio2, sarebbero contenti di sapere
che, ad esempio, nell'aula consiliare di palazzo De Magistris restano
ancora al loro posto diverse decine di vecchie lampade ad incandescenza. 17
novembre
2007
Ceccano proporrà agli alleati una mozione per sfiduciare Di Raimo e Bernabei “La maggioranza è allo sbando. Al prossimo vertice dell'opposizione chiederemo di porre sul tavolo una mozione unitaria per la richiesta di dimissioni degli assessori Bernabei e Di Raimo, che sembrano pesci fuor d'acqua”. L'Udc di Sezze, da mesi col fiato sul collo della giunta Campoli, torna all'attacco. Il capogruppo Ceccano giudica una nuova vittoria del suo partito le modifiche al piano triennale delle opere pubbliche: “In sei mesi la maggioranza è stata costretta a darci ragione sul regolamento antenne, sulla sanità e sulla Spl – afferma – con la delibera 71 la giunta Campoli si è però superata, facendo proprie le nostre osservazioni sul piano delle opere pubbliche. Questo riconoscimento ci porta la massima soddisfazione politica, ma siamo preoccupati perché questo di fatto rende nullo il riequilibrio di bilancio approvato a settembre dalla maggioranza”. L'Udc apre così una questione politica sulla tenuta della maggioranza sui poteri forti che condizionerebbero la rotta della Giunta: “Siamo preoccupati per le questione che verranno affrontate a breve, come la Rsa e il Lodo Dondi”. Ceccano chiederà agli alleati – Forza Italia, Nuova Dc e Area democratica – di “sfiduciare” gli assessori al bilancio (Di Raimo) e ai lavori pubblici (Bernabei). 7
novembre
2007
Boom di cittadini romeni: in paese i regolari sono 1240 Il cartello “Sezze Romano”, che anni fa qualcuno aveva corretto, bomboletta alla mano, in “Sezze Rumeno”, non campeggia più all'entrata del paese. Già da tempo lo sostituisce un più accogliente “Benvenuti a Sezze”, declinato nelle principali lingue della comunità europea. Accanto a queste traduzioni qualcuno potrebbe proporre oggi, con la Romania ormai nell'Ue, un messaggio di benvenuto nella lingua di Dracula. Perché se è vero che già da dieci anni il centro lepino rappresenta una meta privilegiata per gli immigrati romeni, è con il passaggio di status da extracomunitari a comunitari che è mutata realmente la loro percezione sul territorio. Nel 2007, accanto all'emersione dalla clandestinità di molti stranieri già stanziatisi ai piedi dei Lepini, un secondo flusso migratorio – dopo quello già avvertito nel 2000 – ha avuto come centro di gravità il territorio di Sezze. Un fenomeno che appare strettamente legato a due fattori: la presenza di un importante collegamento ferroviario e una persistente richiesta di manodopera a basso costo nelle campagne setine. Il contatto diretto tra la comunità già stanziatasi in Italia e gli aspiranti immigranti ha così agevolato un nuovo massiccio arrivo di romeni in cerca di una vita più dignitosa. Che non tutti hanno in realtà trovato. «Sono molti quelli che vivono e lavorano in campagna – racconta Antonella, tra i responsabili della Caritas a Sezze scalo - si danno da fare e cercano di non chiederci aiuto se non quando c'è veramente bisogno». Una grande comunità abita ormai stabilmente il centro storico. E all'arrivo di molti stranieri, fa da contrappeso il fenomeno inverso della fuga di molti setini che hanno lasciato il centro per trasferirsi in campagna o in provincia. Con affidamenti di alloggi quasi mai legali e spesso indecorosi. «C'è la necessità di rendere fisiologica la regolamentazione della presenza degli stranieri – sostiene il sindaco Campoli – a fronte delle segnalazioni sempre più frequenti di situazioni irregolari, che alimentano il degrado, brodo di cultura della delinquenza e della devianza sociale». L'amministrazione ha annunciato da tempo di voler puntare sul binomio «integrazione-evasione dello sfruttamento». «Già prima dei più recenti fatti – sottolinea il primo cittadino – abbiamo chiesto la convocazione del comitato per l'ordine pubblico. Questo, assieme al nuovo decreto legge del Governo, ci consentirà di colpire tutte le forme di illegalità diffuse». Intanto Sezze continua a dover capire come poter assorbire un flusso d'immigrazione alimentato dall'entrata in Europa della Romania. «Nell'ultimo anno c'è stato un boom delle iscrizioni anagrafiche – spiega il dirigente di settore De Rocchis – l'eliminazione della carta di soggiorno e delle lungaggini per il permesso da richiedere alla Questura ha spinto molti a mettersi in regole». In dieci mesi negli uffici dell'anagrafe sono arrivate qualcosa come novecento richieste di regolarizzazione (circa la metà sono multiple, riguardano cioè interi nuclei familiari), che hanno fatto salire il numero dei cittadini romeni censiti a 1.240. Ossia il 60% degli stranieri residenti a Sezze e il 5% della popolazione ufficiale di Sezze, che ammonta a 23.729 unità. Ma il grosso fenomeno della clandestinità fa sicuramente lievitare questa percentuale. Corsi di lingua e cultura italiana In attesa di capire quali cambiamenti produrrà il nuovo decreto governativo nella lotta ai fenomeni illegali legati all'immigrazione, il Comune di Sezze rilancia lo sforzo d'inclusione. «Un progetto dedicato a facilitare l’integrazione della popolazione straniera con il tessuto sociale del paese», così il vicesindaco Umberto Marchionne con delega ai servizi sociali definisce «l'interculturalità come risorsa», il progetto proposto dall’amministrazione in collaborazione con la Cooperativa Sociale Karibu. L’iniziativa, giunta alla seconda edizione, mira alla realizzazione di un corso di lingua e cultura italiana per i cittadini stranieri e alla creazione di un doposcuola, offrendo un sostegno didattico ai bambini e ai ragazzi sia italiani che stranieri. Una risposta all'aumento sensibile di scolari di altra nazionalità presenti nelle scuole setine. Secondo i servizi sociali «i progetti attuati finora si sono dimostrati uno strumento utile di comunicazione e soprattutto di integrazione dei diversi background culturali, favorendo la creazione di un’identità di gruppo». I corsi, completamente gratuiti, inizieranno il 12 novembre. Per le informazioni del caso è a disposizione l'ufficio Informagiovani di Piazza Margherita (telefono 0773803935 – 0773889170) e quello della Cooperativa Sociale Karibu di via Umberto (telefono 0773889654). 3
novembre
2007
Se
ne parla già da settembre, quando le prime piogge di stagione hanno
portato con sé le prime avvisaglie del rischio frane, concreto come mai
dopo un'estate in cui a Sezze sono andati bruciati sessanta ettari di
macchia mediterranea, per mano quasi sempre dolosa. Oggi la vegetazione
riprende a crescere sulle colline lepine, ma l'evidente stato di
dissesto idrogeologico non mette a riparo la sicurezza di cittadini e,
soprattutto, automobilisti. Se l'autunno è stato avaro di piogge, le
precipitazioni degli ultimi giorni riaprono la ferita aperta delle zone
da mettere in sicurezza per il pericolo di caduta dei massi. L'impegno
dei volontari della protezione civile e della vigilanza ambientale e le
sollecitazioni di almeno un'interrogazione consiliare non hanno smosso
le amministrazioni locali. La provinciale via Ninfina – i cui tornanti
sono meglio conosciuti come “le coste” - e via Sorana, che scorrono
accanto alle colline più attaccate e distrutte dai roghi estivi,
restano pericolosamente prive di interventi di sicurezza e di
contenimento delle rocce. Sulla collina di via Sorana, in particolar
modo, restano in piedi i resti di una palizzata arsa dal fuoco e tenuta
insieme dal filo spinato. Una protezione effimera contro i detriti che
si staccano dalla parete rocciosa e si accumulano pericolosamente
copiosi ai margini – quando non al centro – della carreggiata. Una
situazione simile si registra sulla più trafficata via Ninfina, già
chiusa in alcune occasioni, quando fu
necessario liberare da imponenti massi la sede stradale. Il
rischio frane richiama la situazione di dissesto idrogeologico che
colpisce diverse zone di Sezze, inserito dalla Regione Lazio nella mappa
dei centri più a rischio. La frazione dei Casali e la valle di Sezze
sarebbero i luoghi più soggetti al fenomeno. Per affrontare la
situazione l'amministrazione provinciale avrebbe messo in cantiere un
programma di interventi. Un impegno che per ora resta solo sulla carta e
che arriverà forse fuori tempo massimo per evitare inconvenienti e
pericoli per gli insediamenti abitativi e per la circolazione
automobilistica. 27
ottobre
2007
Il Tar del Lazio ha rinviato l'esame del ricorso presentato da Lidano Zarra contro l'esito delle elezioni del sindaco di Sezze, tenute il 27 e 28 maggio scorsi e vinte al primo turno col 50.7% dal candidato dell'Unione Andrea Campoli. Il presidente della sezione di Latina del tribunale amministrativo Franco Bianchi ha dato mandato per l'acquisizione dalla Prefettura dei registri e dei verbali delle 22 sezioni e ha chiesto un contraddittorio con gli altri candidati a sindaco (oltre a Campoli e Zarra erano in corsa Di Palma per la Cdl e Coluzzi e Lucidi con due liste civiche). La nuova udienza sarà convocata nell'arco di un mese. 21
ottobre
2007
Dal
piano aziendale Asl in via di perfezionamento l’ospedale San Carlo da
Sezze ottiene l’attesa valorizzazione. Il nosocomio setino, che negli
ultimi anni s’era visto portar via reparti e servizi, torna ad
ampliarsi. E sarà il direttore generale Ilde Coiro ad illustrare martedì
prossimo, alle 17, i cambiamenti al Consiglio comunale setino.
Soddisfazione è già stata espressa dalle forze politiche: l'impegno
bipatisan in Consiglio è fruttato l’apertura presso il San Carlo
dell'area di riabilitazione e post-acuzie, di una chirurgia di media
intensità - un daysurgery universitario - e del servizio di senologia. 16
ottobre
2007
Gente sconcertata: "Qui non si vive più tranquilli" “Da
quando ci sono loro questo posto non è più tranquillo”. 6
ottobre
2007
Spaccatura in Consiglio tra l'ex candidato Cdl e il resto dell'opposizione. Accuse alla maggioranza Va in scena l'epilogo dell'idillio tra Serafino Di Palma e il resto dell'opposizione. Teatro della rottura il Consiglio comunale di Sezze – riunitosi ieri mattina -, occasione la richiesta di annullare la nomina dell'ex candidato a sindaco della Cdl alla presidenza della commissione trasparenza. Per le minoranze la votazione in cui l'esponente di FI fu eletto con i voti del centrosinistra è un problema politico e tecnico. “Di Palma si è imposto – va giù duro Casalini (Area democratica) – con l'avvallo della maggioranza, a cui è andato ad elemosinare il consenso”. La risposta del diretto interessato non si fa attendere: “La politica è un'arte nobile e io non ho mai elemosinato nulla”. L'azzurro ripercorre la vicenda fin dall'intesa post-elettorale con Zarra per coordinare le forze d'opposizione e se la prende con l'Udc, per non aver rispettato gli accordi iniziali, e con il suo capogruppo Reginaldi, reo di aver criticato gli alleati salvo poi firmare la mozione per annullare la nomina in seno alla commissione. “Di Palma è un arrogante che non rispetta le indicazioni del partito – gli risponde quest'ultimo - e non accetta che sia io il capogruppo”. Anche il portavoce dell'Udc Ceccano rispedisce indietro le accuse, ricordando che Di Palma contestò gli accordi dopo la mancata intesa interna a FI per il capogruppo: “Non capisco perché tirarci dentro un affare interno a Forza Italia, che farebbe bene a tenere un congresso per decidere quale linea politica tenere”. La polemica si riverbera sul centrosinistra, accusato da Vitelli (Udc) di non aver preso in considerazione la volontà espressa dalla maggioranza dei voti dell'opposizione. L'Unione si dice disponibile a tornare in commissione e votare scheda bianca qualora non ci fosse un'intesa nel centrodestra; la minoranza accoglie la proposta e la mozione viene ritirata. 3
ottobre
2007
Passa
al termine di una seduta fiume, ma dai toni insolitamente pacati, il
primo riassestamento di bilancio presentato al Consiglio comunale di
Sezze dalla giunta Campoli. Passa col voto compatto della maggioranza e
con il sì aggiuntivo di Cerrone l'atto di salvaguardia degli equilibri
di bilancio per il 2007, per il quale si è dovuto far ricorso a parte
dell'avanzo di amministrazione. 27
settembre
2007
La residenza sanitaria per anziani che Sezze attende da diciassette anni torna a far discutere. A dieci mesi dall'annullamento della gara d'appalto – nel novembre scorso l'ufficio tecnico del Comune, durante il commissariamento, ravvisò irregolarità nell'apertura delle buste – qualcuno rimette in discussione il progetto. L'Italia dei Valori propone infatti una nuova collocazione rispetto a quella decisa dalla giunta Zarra, che bocciò i precedenti piani operativi scegliendo Sezze scalo. «Occorre accelerare la realizzazione della Residenza sanitaria assistenziale per anziani e soggetti non autosufficienti – sostengono il consigliere Di Pastina, l'assessore Cardarello e il segretario Di Capua - la sua localizzazione, a nostro modo di vedere, va ripensata in località Cappuccini, nei locali dell’ex day-hospital, laddove basterebbe provvedere ad un ulteriore sviluppo della struttura esistente, per garantire la realizzazione di tutti e sessanta i posti previsti e dove esistevano già tutti i pareri favorevoli sul progetto originario». Si tratterebbe quindi di tornare all'antico, ripescando una delle opzioni messe in campo durante gli anni '90. «Il sito limitrofo al bosco dei Cappuccini – sottolinea Idv - ben si presta alla realizzazione di questo tipo di struttura, il cui progetto era già cantierabile e andrebbe a recuperare una struttura ormai fatiscente. La localizzazione in località Acquaviva, al contrario, è sicuramente avulsa alla Città, infelice per la posizione lontana dall’ospedale e ampiamente isolata dal resto della comunità setina. Siamo ovviamente disponibili a valutare altre possibili soluzioni, escluso Acquaviva – concludono Di Pastina, Cardello e DI Capua - che le altre forze politiche vorranno proporre». La presa di posizione dell'Italia dei Valori ha preso in contropiede e infastidito alcuni alleati del centrosinistra. 24
settembre
2007
Il Comune di Sezze studia la messa in sicurezza delle strutture sportive. Ne ha discusso in settimana la commissione consiliare competente, che ha affrontato in prima battuta la situazione dei campi di calcio. Dei tre impianti comunali l'unico in regola per l'omologazione è il Tornesi di Sezze scalo, recentemente ristrutturato. Le attenzioni dell'assessore allo sport Ciocca si concentrano quindi sullo stato del Tasciotti e del "Fontanelle". La prima delle due strutture - lo stadio principale, dove giocano Fc Sezze (campionato di Promozione) e Ucf (serie B femminile) - è utilizzata quotidianamente da calciatori e podisti: per venir incontro alle esigenze del gran numero di sportivi che la utilizzano si pensa alla creazione di docce “a gettone” e di uno spogliatoio all'interno dei locali presenti sotto le nuove tribune. A loro volta le gradinate saranno oggetto dei lavori per la messa in sicurezza (entro l'estate 2008 è previsto il completamento del secondo e terzo stralcio). Il Comune intende poi metter mano anche al campo del quartiere Fontanelle, sede del calcio giovanile setino. Di tennis e basket si parlerà, in una nuova riunione della commissione sport, giovedì prossimo. Previsti lavori di adeguamento per il palazzetto di via Roccagorga (che verrà chiuso almeno un mese), mentre qualche difficoltà si presenta per i campi da tennis di via Piagge marine: non è più sicuro il finanziamento regionale di 250mila euro e il Comune prepara soluzioni alternative. 18
agosto 2007
Fiore
(Idv): <<Ridurre il numero dei caposettore e verificare il loro
operato>> Italia dei Valori e Udc contro la gestione delle dirigenze operata dall’amministrazione Campoli. La tregua balneare del Consiglio comunale non ferma l’attività dei partiti a Sezze, alle prese con l’analisi dei primi due mesi di lavoro della nuova giunta di centrosinistra. <<Due gli avvenimenti emblematici di questi primi sessanta giorni – osserva il commissario di Idv di Sezze, Elisa Fiore – la nomina dei Dirigenti Comunali e l’approvazione delle variazioni di bilancio>>. E a scaldare l’umore del partito che si ritrova con il consigliere di riferimento (Di Pastina) a difendere l’operato della maggioranza e la segreteria che si dichiara all’opposizione è la questione dei capisettore. <<Il rinnovo dei dirigenti di due mesi con proroga di ulteriori due mesi, per quanto poco seguito dai cittadini – sottolinea Fiore – è in realtà uno dei momenti decisivi di un’amministrazione, che può condizionare tutta la vita amministrativa del Comune di Sezze. C’è da registrare come, in controtendenza con il resto d’Italia, nel Comune di Sezze continui a farsi strada la riedizione del gigantismo burocratico>>. Per l’Italia dei Valori, <<nella consapevolezza che troppi dirigenti sono spesso solo soldi gettati al vento e soprattutto causa di conflitti e sovrapposizione di competenze>>, la fine del “balletto delle attribuzioni” dovrebbe passare per la diminuzione delle dirigenze da sei a tre e per il <<maggior rigore del nucleo di valutazione interno per verificare l’operato dei dirigenti>>. Il commissario Fiore prende di mira la nomina di Francesco Petrianni a vicesegretario generale, <<esempio di giochi di promozione di personaggi fedeli>>, nomina già al centro di alcune interrogazioni dell’Udc. I centristi hanno chiesto lumi sulla scelta dell’amministrazione, che solo a nomina effettuata avrebbe richiesto un parere legale sulla possibilità di investire di tale funzione un vicesegretario che non possiede i requisiti richiesti. 11
agosto 2007
L’Udc pronta alla “campagna d’ottobre”:
<<La giunta naviga a vista>> E’ severo il bilancio che l’Udc di Sezze
traccia dei primi settanta giorni della giunta Campoli. Una critica che
parte dalla dubbia tenuta della maggioranza, che fin dall’inizio ha
dovuto incassare la spaccatura dell’Italia dei Valori. <<Il
centrosinistra non ha più una maggioranza in termini elettorali –
evidenzia il capogruppo Rinaldo Ceccano – ma soltanto nel numero dei
consiglieri. Ancora più evidente è il fatto che le forze di centro al
governo che volevano stemperare i toni dei Ds non ci stanno riuscendo.
Lo dimostra l’appoggio ai rilievi che noi dell’Udc abbiamo sollevato
in Consiglio, per esempio sulle nomine dei dirigenti e del
vicesegretario, che invece Campoli sta ignorando>>. Per l’ex sindaco Zarra l’avvio del matrimonio tra l’Unione e la città non è felice come quello della precedente amministrazione da lui guidata: <<Durante la luna di miele col mio elettorato, cioè i settanta primi settanta giorni del mio mandato, affrontammo l’emergenza della messa a norma delle “Coste”, riportammo in Consiglio dopo quindici anni il progetto del parcheggio a Sant’Andrea, delocalizzammo la Rsa e assumemmo altri importanti impegni. Quella di Campoli, invece, più che a una luna di miele, assomiglia ad un coitus interruptus>>. Secondo l’Udc il neosindaco non ha dovuto <<impelagarsi>> in ricognizioni particolari per il bilancio, che ha trovato solido <<grazie all’avanzo di gestione del 2005>>. E il frutto del lavoro del centrosinistra è racchiuso in sole quattro delibere, a fronte di <<ventitrè patrocini e contumelie varie>>. I centristi ricordano il ritiro della maggior parte delle delibere presentate dalla maggioranza in consiglio e lo stallo sulle mozioni riguardanti la crisi agricola e la sanità, delle quali sono state investite le commissioni. <<La giunta naviga a vista. E noi non faremo sconti a nessuno>> promette Zarra. 4
agosto 2007
An
e Udc ai ferri corti con Forza Italia, la maggioranza con le “grane”
Idv e della
sinistra radicale. La
torrida estate porta a Sezze il disgelo tra i poli, sempre più
attraversati però da piccole o grandi crepe interne. Succede
nell’Unione come nel centrodestra. Nonostante i tentativi di
cooperazione sui temi più caldi in agenda – crisi dell’agricoltura
e rilancio dell’ospedale San Carlo – si registrano spaccature tra i
due fronti. Sezze, 28 luglio 2007
L'opposizione prova a pungere la Giunta, ma su sanità e agricoltura c'è intesa L’opposizione prova a pungere la Giunta, ma su
sanità e agricoltura c’è intesa L'accesa
campagna elettorale sembra un ricordo. A Sezze maggioranza opposizione
sperimentano accordi bipartisan, almeno sul tema del rilancio
dell'ospedale san Carlo e sulla grave crisi del comparto agricolo. Le
mozioni presentate in Consiglio dalle due coalizioni per il sostegno
della sanità locale si sono tramutate in un documento comune di
indirizzo in cui si invitano <<il sindaco e la giunta a mettere in
campo tutte le iniziative volte alla difesa degli attuali servizi
territoriali ed ospedalieri>>. La politica setina, come emerso già
in sede di commissione dei capigruppo, teme che il nuovo atto aziendale
della Asl vada ad impoverire ulteriormente le strutture del centro
lepino. I partiti chiedono all'azienda sanitaria il mantenimento a Sezze
<<della sede del distretto dei Monti Lepini e delle strutture
complesse di medicina e geriatria, razionalizzando>>, auspicando
l’apertura presso il san Carlo del reparto di chirurgia 2
universitaria e di un day-surgery. Anche sulla crisi dell’agricoltura centrodestra e centrosinistra trovano un’intesa, ma di metodo. Il Consiglio ha investito la commissione dei capigruppo del compito di tracciare i tempi di discussione del problema, sul quale le coalizioni sembrano intenzionate ad accordarsi su una nuova mozione comune partendo dal documento già sottoscritto dalle minoranze. Sulla crisi agricola si mantiene invece distinta la posizione del capogruppo di Forza Italia Roberto Reginaldi. Nominati intanto i presidenti delle commissioni consiliari permanenti e i rappresentanti nella tredicesima comunità montana. Nell’ente di zona Sezze avrà Armando Uscimenti (Ds) e Paolo Rizzo (Margherita) per la maggioranza e Rinaldo Ceccano (Udc) per l’opposizione. Sezze, 29 giugno 2007
Campoli
consegna le deleghe. "Pacchetto cultura" al diessino Grenga Gli assessori della primo “governo” Campoli entreranno in possesso delle loro funzioni da stamattina, quando il neosindaco di Sezze consegnerà formalmente le deleghe a ciascuno di loro. I sette membri di giunta conoscono comunque già da ieri la divisione degli incarichi, comunicati nel corso della riunione dell’esecutivo di ieri mattina. Campoli ha così composto in maniera definitiva il quadro degli assessorati, per l’assemblamento dei quali c’è stata qualche minimo aggiustamento rispetto all’organizzazione tradizionale e a quanto previsto negli ultimi giorni. Al vicesindaco Umberto Marchionne, che rappresenta l’Udeur, toccherà quindi gestire i servizi sociali e il personale. Per gli altri ruoli chiave della squadra di governo il sindaco si è affidato alle competenze degli uomini messi a disposizione dai partiti maggiori: bilancio e settori produttivi finiscono nelle mani di Sergio Di Raimo (Margherita), lavori pubblici a Pietro Bernabei dell’Italia di mezzo, Urbanistica e ambiente all’ex sindaco Antonio Maurizi (Sdi). Un pacchetto consistente di deleghe Campoli l’ha riservato per il giovane che rappresenta in giunta il suo partito – i democratici di sinistra –, ossia Remo Grenga, al quale spetteranno gli incarichi riguardanti cultura, scuola, politiche giovanili, rapporto con le associazioni, spettacolo e grandi eventi. Sport, turismo, viabilità e rapporti istituzionali saranno di competenza di Marcello Ciocca, in rappresentanza della lista civica Tutti per Sezze. All’assessore dell’Italia dei Valori Bruno Cardarello (che il segretario provinciale Martella e il neocommissario locale Fiore continuano a disconoscere) finiscono le deleghe degli affari generali, del patrimonio e dei servizi cimiteriali. La sanità e la polizia locale rimarranno invece di competenza di Campoli. Complessivamente il quadro degli incarichi
assegnati risulta molto ampio, ma altre deleghe specifiche potrebbero in
seguito esser assegnate ad alcuni consiglieri di maggioranza. Ieri la
giunta ha anche approvato l’adesione del Comune ad un piano integrato
per collaborare con le cooperative che gestiscono i rifugiati politici. Sezze, 23 giugno 2007
La
“grana” Idv. Intanto l’opposizione si sfalda Le deleghe per ora possono attendere. Il passo più importante Andrea
Campoli l’ha fatto, chiudendo le trattative sulla giunta in tempo per
il consiglio d’insediamento, andato in scena giovedì sera. Il sindaco
di Sezze ha evitato un passo falso nell’esordio e ha trovato forse il
modo di rafforzare la sua leadership sulla coalizione. Nella complessa
trama tessuta per comporre la giunta si rintraccia il difficile
compromesso tra le richieste delle segreterie e la volontà di Campoli
di dar spessore alla sua squadra. Se il confronto elettorale tra il
sindaco e i partiti aveva visto prevalere i secondi, quello tutto
politico sugli assessori fa pendere la bilancia dalla parte del primo
cittadino. Campoli ha ottenuto quello che voleva dai partiti maggiori.
Il suo, i Ds, gli ha dato “carta bianca” e il compito di mantenere
gli equilibri interni. E il sindaco ha premiato Grenga, proveniente
dalle prolifiche fila della Sinistra giovanile, permettendo il
“ripescaggio” in Consiglio di Armando Uscimenti (dato tra gli
assessori “papabili”). Dalla Margherita, dopo lungo corteggiamento,
ha ottenuto il sì di Di Raimo, che ha sbloccato il varo della giunta e
ha lasciato a Paolo Rizzo il suo posto da consigliere. Sdi e Italia di
mezzo hanno assecondato Campoli con l’esperienza dell’ex sindaco
Maurizi e dell’ex assessore Bernabei (surrogato in Consiglio da Lino
De Angelis). Le altre nomine, invece, seguono maggiormente gli umori dei
partiti, tanto da ricalcare senza grosse sorprese le indicazioni
trapelate nei giorni scorsi. Così il vicesindaco dell’Udeur sarà
Umberto Marchionne e gli assessori di Tutti per Sezze e Italia dei
Valori saranno Ciocca e Cardarello. Una nomina, quest’ultima,
contestata da Paride Martella, che accusa Campoli di aver ignorato le
indicazioni della segreteria e di aver seguito invece quelle –
differenti – del consigliere di Idv Di Pastina (che probabilmente si
dichiarerà indipendente). Sezze, 22 giugno 2007
Sì
di Di Raimo, Marchionne vicesindaco. L’Italia dei Valori contesta il
sindaco La
giunta a Sezze arriva in extremis. Le due caselle vuote della squadra di
Campoli sono state riempite nella mattinata di ieri, quando il rinvio
del primo consiglio comunale della legislatura, convocato per il
pomeriggio, era più di un semplice timore. <<Senza giunta non si
va in consiglio>> aveva detto a chiare lettere il sindaco nella
riunione di mercoledì, alla presenza dei segretari di partito
dell’Unione. Sul suo schema mancavano ancora due nomi, quelli legati
alla Margherita e all’Italia dei Valori. Due questioni diverse, sulle
quali Campoli poneva la possibilità di scegliere autonomamente, così
come previsto da accordi preelettorali. Nel primo caso, dopo aver
bocciato la quaterna “diellina”, ha ottenuto la disponibilità di
Sergio Di Raimo, voluta con forza e convinzione dal sindaco. Nel secondo
caso, la rottura in casa tra il consigliere comunale dell’Italia dei
valori Ernesto Di Pastina e il segretario provinciale Paride Martella,
si è conclusa con la nomina ad assessore di Bruno Cardarello. Una
scelta che ha soddisfatto Di Pastina ma non l’ex presidente della
Provincia, che ha parlato di <<fatti inquietanti per la tenuta
democratica delle istituzioni>> e ha immediatamente
commissariato il partito a Sezze, affindandolo ad Elisa Fiore.
<<Il sindaco – spiega il direttivo locale di Idv – pur avendo
avuto la richiesta di attenersi alle indicazioni provenienti dalla
maggioranza del partito, ha formalizzato l’incarico assessorile ad un
soggetto estraneo alla competizione elettorale, proposto dal neo
consigliere Ernesto Di Pastina>>. Il resto della giunta ricalca i
nomi vociferati nelle ultime ore. Vicesindaco sarà Umberto Marchionne,
in quota Udeur; con lui entrano nella squadra di governo come previsto,
Antonio Maurizi (Sdi), Pietro Bernabei (Italia di mezzo) e Marcello
Ciocca (Tutti per Sezze). I Ds, che avevano dato “carta bianca” a
Campoli, saranno rappresentati dal giovane Remo Grenga. Le deleghe
specifiche non sono state ancora comunicate. Intanto il primo consiglio
ha eletto all’unanimità Nino Zeppieri (Margherita) come presidente
dell’assise. <<Lavoreremo con forza per attuare il programma a
cui gli elettori hanno espresso consenso>> è la promessa del
neosindaco Campoli. Sezze, 21 giugno 2007
Forse slitta il primo
Consiglio. Per la giunta mancano i nomi di Margherita e Idv Ventiquattro giorni non bastano al centrosinistra
di Sezze, che non trova l’accordo per la nuova giunta e rischia di
mandare a vuoto il primo consiglio della nuova legislatura, in programma
per stasera alle 18. Parte con il piede storto l’amministrazione
Campoli, che dopo giorni di febbrili trattative resta al punto di
partenza. Non bastasse l’impasse politica della maggioranza, il
neosindaco deve incassare la richiesta di riconteggio dei voti, avanzata
formalmente ieri dai suoi sfidanti Coluzzi, Di Palma e Zarra. Ma partiamo dallo stallo dell’Unione: nemmeno l’ultimo vertice dei partiti dell’alleanza, il “preconsiglio” tenuto ieri, ha placato le acque. Restano i forti dubbi di Campoli sulle indicazioni di scarso profilo arrivategli nelle consultazioni. Il sindaco aveva messo in allarme i suoi alleati già martedì sera. Non una vera e propria strigliata, ma la concreta minaccia di provvedere da sé alla composizione della squadra di governo, così come garantito dagli accordi sanciti prima delle primarie, secondo i quali l’ultima parola spetterebbe a Campoli. In suo soccorso era comunque arrivato il via libera del suo partito. <<Il direttivo del Democratici di sinistra – aveva scritto in una nota ufficiale il segretario Cristian Santia – ha deciso di lasciare al sindaco Andrea Campoli “carta bianca” nella scelta della composizione della squadra di governo>>. Sciolto il nodo della Quercia, resta la “grana” della Margherita. Campoli non gradisce affatto la rosa diellina, in cui primeggia il nome di Paolo Rizzo, per il ruolo di assessore e ha chiesto alternative, che non sembrano venire fuori. Irrisolta anche la rottura sull’assessore in quota all’Italia dei valori tra il coordinatore Martella e il consigliere comunale Di Pastina. Oggi alle 12 ultimo disperato tentativo dei segretari dell’Unione di trovare una mediazione e di evitare il rinvio del consiglio a lunedì prossimo. Ieri intanto Coluzzi (Iniziativa sociale), Di Palma (Cdl) e Zarra (Sezze che cambia) hanno chiesto il riconteggio delle schede. <<Da un esame delle operazioni di voto risultano palesi irregolarità>> fanno notare i candidati sconfitti, che fanno riferimento all’episodio dello straniero sorpreso a fotografare la scheda nel seggio 1, al verbale non compilato nel seggio 3, alla contestazione dei rappresentanti del seggio 11 e così via. <<Se 108 voti di scarto sono sufficiente a chiudere la partita a livello elettorale, non altrettanto si può dire a livello politico: non è sufficiente che ci siano le regole, ma che le stesse siano fatte rispettare. Il nostro appello – concludono i tre – è rivolto a Sezze, ai suoi cittadini, agli eletti in consiglio ma soprattutto a lei, affinché per non dare adito a dubbi, sia lei stesso, con un atto di coraggio, a chiedere il riesame del voto per una nuova etica politica>>. Sezze, 19 giugno 2007
Dovrebbe essere il vertice di coalizione di stasera a delineare in modo definitivo la formazione della giunta Campoli. Il neosindaco di Sezze, concluse le consultazioni preliminari con le segreterie dei partiti dell’Unione, ha cercato di ridiscutere le indicazioni emerse dal primo giro di incontri. Sul tavolo Campoli ha trovato una rosa di nomi molto povera, costituita per lo più sulla base dei risultati elettorali. Stando alle proposte avanzate dalle forze politiche del centrosinistra ci si troverebbe davanti ad una «giunta dei primi dei non eletti»: così sembrano avere ragionato quasi tutti i partiti. La Margherita ha avanzato una lista di papabili guidata da Paolo Rizzo; l’Italia di mezzo ha proposto Lino De Angelis; lo Sdi ha pensato ad Enzo Ricci, ma potrebbe alla fine propendere per l’ex sindaco Antonio Maurizi; nell’Udeur si fa invece il nome del secondo dei non eletti, Umberto Marchionne, anche se il candidato più gettonato per il posto di vicesindaco (che andrà al “campanile”) è Agostino Perugini; Paride Martella vorrebbe Patrizio Salvati come assessore in quota all’Italia dei Valori, ma c’è da superare il “niet” del suo consigliere comunale Di Pastina, che minaccia di traslocare altrove; Tutti per Sezze sembra invece aver scelto Marcello Ciocca. Discorso simile poteva esser fatto per i Ds, dove Armando Uscimenti – fuori dal consiglio per una manciata di voti – era dato in un primo tempo come sicuro assessore. Ma le divisioni fra le varie correnti interne hanno messo in discussione la sua nomina. A metter pace alle faide della Quercia potrebbe essere allora l’entrata in giunta del segretario Cristian Santia. A spingere per questa soluzione sarebbe lo stesso Campoli, che vorrebbe maggiore responsabilità dei partiti nei criteri di scelta degli uomini di giunta. Si attende di capire se il sindaco chiederà un passo indietro a tutte le segreterie di partito. Sezze, 11 giugno 2007
Zeppieri verso la presidenza del Consiglio. Vicesindaco all'Udeur o allo Sdi Domenica di lavoro per il neosindaco Andrea Campoli, che in settimana scioglierà il nodo della composizione della sua giunta: l’esponente dell’Unione ha incontrato in mattinata i vertici locali de La Margherita. Oggi gli ultimi confronti bilaterali tra Campoli e i partiti dell’Unione, prima dell’incontro di coalizione fissato per domani, in cui si farà il punto della situazione. Poi, tra mercoledì e giovedì, l’ufficializzazione degli incarichi e la convocazione del primo consiglio comunale della nuova legislatura, che si dovrebbe tenere mercoledì 20 o, al più tardi, il giorno seguente. La poltrona più ambita sembra essere quella della presidenza del consiglio, desiderata da Margherita ed Udeur. I diellini sono avvantaggiati dal miglior risultato ottenuto alle urne, che gli ha consegnato il secondo posto di coalizione dietro ai Ds. La Margherita “candiderebbe” alla presidenza Nino Zeppieri, il consigliere più votato di maggioranza. Per la stesso posto l’Udeur, terzo partito dell’Unione, vedrebbe bene Enzo Polidoro, anch’egli forte di un grosso consenso elettorale. Anche Titta Giorgi, consigliere anziano e primo eletto tra i Ds, potrebbe esser un papabile per dirigere l’assise dell’aula Di Trapano, ma appare difficile che la Quercia, già rappresentata dal sindaco, possa ottenere una seconda carica di rilievo. Il vicesindaco potrebbe toccare ad Udeur o Sdi, mentre sembra esserci poco interesse per la presidenza della Spl: il mandato degli attuali vertice scade a giugno 2008 e fino ad allora ogni nomina verrebbe congelata. Intanto prende piede l’ipotesi di un passaggio del consigliere di minoranza Lino Cerrone, eletto con Zarra, nelle file della maggioranza: destinazione Udeur. Sezze, 1 giugno 2007
Di Palma: “Opposizione vigile ma leale”. Coluzzi
e Lucidi soddisfatti dei propri risultati La vittoria del centrosinistra al primo turno ha sorpreso i protagonisti
della scena politica a Sezze, specialmente nelle fila della Cdl e della
coalizione di Zarra. Se l’ex sindaco ha scelto il silenzio, le
valutazioni toccano allora a Giuseppe Ciarlo (Udc): <<Non
è stata una campagna elettorale pulita, ma abbiamo comunque sbagliato
qualcosa. Prendiamo atto della sconfitta e ci apprestiamo a fare
l’opposizione che serve al paese, in modo fermo e ragionevole. E
andiamo avanti nella ricostruzione del nostro partito>>.
In quest’ottica il segretario provinciale Michele Forte ha voluto
respingere le dimissioni di Ciarlo da commissario locale del partito,
presentate dopo il responso non esaltante delle urne. Delusione anche
nella Casa delle Libertà. <<L’elettore è sovrano – dichiara Di Palma – accettiamo il
risultato delle urne e ci prepariamo per un’opposizione come si
conviene, leale e dura. Saremo vigili e attenti nell’interesse della
città ma non faremo sconti: per la prima volta a Sezze l’opposizione
potrà far crescere la maggioranza>>.
Il candidato della Cdl si dice pronto a valutare positivamente i
provvedimenti della nuova giunta che abbiano impatti positivi sulla città.
<<Se governeranno
bene – annuncia – avranno il nostro contributo>>. Un confronto collaborativo lo annuncia anche Iniziativa sociale, che
pure non è riuscita ad entrare in Consiglio. <<Porteremo avanti il nostro progetto attraverso un’opposizione non
aprioristica – spiega Lanfranco Coluzzi – siamo soddisfatti del
nostro risultato. Trecento voti sono molti per la nostra prima volta e
rappresentano un punto di partenza. Prendiamo la metà dei voti di An e
non ci sorprende il fallimento della Cdl, che perde il 5% perché non
rappresenta la destra>>.
Ottimo bilancio anche per l’esordio d’Identità setina, che per meno
di cinquanta voti ha perso il diritto ad avere un seggio. <<C’è
un piccolo rammarico – ammette Lidano Lucidi – ma il nostro è senza
dubbio un buon risultato. Ora dobbiamo rispondere a quei 700 elettori
che ci hanno dato fiducia: ci organizzeremo e faremo proposte anche
dall’esterno del Consiglio comunale>>. Sezze, 29 maggio 2007
Centrosinistra ok al primo turno. Il flop dell’Udc e del centrodestra Il centrosinistra riunificato torna a governare Sezze. Il 50.7% delle preferenze, 7871 in termini assoluti, fa del diessino Andrea Campoli il nuovo sindaco e cancella la sconfitta di quattro anni fa, quando la diaspora di una parte della sinistra consentì a Lidano Zarra di espugnare la roccaforte rossa. Il consigliere provinciale dell’Udc non ripete il sorprendente risultato del 2003 (38%) e si inchioda il 25.1%, frutto di 3897 voti. Scendono di oltre quattro punti i consensi della Casa delle Libertà, che si attestano al 17.7%, raccolti con le 2749 preferenze di Serafino Di Palma. Buone le prove degli outsider, che rimangono comunque fuori dal Consiglio comunale: tocca il 4.5% dei voti Lidano Lucidi di Identità setina, capace di convincere 697 elettori, mentre Lanfranco Coluzzi riporta 302 voti, pari al 1.9% del totale. Lo scrutinio delle preferenze per il Consiglio conferma le prime impressioni: l’Unione “fa la forza”. Il ricompattamento premia il centrosinistra, che ottiene un consenso (il 55.5%) più ampio di quello riscosso dal suo candidato. Se Campoli si ferma a 7871 voti, la sua coalizione arriva a 8335. Il voto disgiunto favorisce invece gli altri aspiranti sindaco, con Zarra e Lucidi che superano di oltre due punti le loro liste. Le amministrative ridanno il sorriso ai Ds, primo partito in città con il 18%, un risultato che vale i quattro seggi assegnati a Titta Giorgi, Enzo Eramo, Remo Grenga e Sonia Ricci. Tra le fila della maggioranza due i seggi per la Margherita (Nino Zeppieri e Sergio Di Raimo) e per l'Udeur (Enzo Polidoro e Luciana Lombardi); uno a testa per Italia dei Valori (Carlo Ernesto Di Pastina), Sdi (Salvatore Leggeri), Italia di mezzo (Pietro Bernabei) e Tutti per Sezze (Giovanni Orlandi). L’ultimo posto è messo però in discussione dai conteggi che la commissione elettorale non ha ancora chiuso: ci vorranno alcuni giorni per valutare l'attribuzione di 87 schede in una delle sezioni di Collemeso. Se nel conteggio finale dovesse rafforzarsi la percentuale dei Ds, alla Quercia toccherebbero cinque seggi, a scapito dell'unico assegnato, per ora, alla civica Tutti per Sezze. Degli otto posti spettanti alla minoranza, la coalizione di Zarra se ne accaparra cinque. Oltre all’ex sindaco passano Rinaldo Ceccano e Antonio Vitelli (Partito democratico), Claudio Casalini (Area democratica) e Lino Cerrone (Centro moderato). Flop dell’Udc, che oltre al primo cittadino perde la rappresentanza in Consiglio. Nella Cdl un consigliere per An (Antonio Piccolo) e Forza Italia (Roberto Reginaldi), ai quali si aggiunge il posto spettante al candidato sindaco Serafino Di Palma. Tra le esclusioni eccellenti si segnalano quelle dell’ex vicesindaco Giuseppe Ciarlo (Udc) e dell’ultimo presidente del consiglio comunale Senibaldo Roscioli (Fi). Nel complesso il nuovo emiciclo sarà composto da diciannove uomini e solo due donne; otto i consiglieri confermati, mentre sono ben tredici le new entry. Sezze, 26 maggio 2007
Termina una campagna elettorale estenuante. Matita
in mano a 18.943 elettori Quattrocentododici giorni dopo le dimissioni di massa, Sezze torna al
voto. Lo fa tra domani e lunedì e si trova davanti un panorama politico
ampio e frastagliato come non mai: cinque aspiranti sindaco, 422
iscritti nelle 22 liste presentate per il consiglio. Si vota in un clima
di fibrillazione, per un’elezione che assomiglia ad una resa dei
conti. E’ la sfida di Lidano Zarra al passato, al governo della
sinistra interrotto nel 2003 dopo cinquant'anni di giunte rosse. Sfida
che il sindaco sfiduciato affronta al motto di “Sezze che cambia”,
il nome dato all’alleanza nata tra l’Udc e il cartello di cinque
liste civiche. Zarra fa leva su quello che definisce il <<dinamismo
amministrativo>>
della sua azione politica e presenta agli elettori il conto dei suoi <<fatti>>.
<<Per non tornare indietro>> è lo slogan
della sua campagna elettorale. Per l’Unione e per Andrea Campoli il ritorno alle urne è invece la sfida del riscatto e del rinnovamento, dopo la bocciatura di quattro anni fa. Il centrosinistra, forte di nove liste e del ricompattamento della coalizione (molti avevano seguito il progetto di Zarra), culla la speranza di una vittoria al primo turno. Obiettivo complicato, che richiederebbe circa 7500 voti (considerando che i votanti si attestano in genere sui 15.000). Di vittoria immediata parla apertamente, dall’altra parte, anche Serafino Di Palma che, persa l’Udc, ha ricompattato l’asse An-Forza Italia e ha aggregato su sé cinque liste. <<Al loro interno – afferma il candidato del centrodestra – c’è il vero cambiamento e il reale rinnovamento. Giovani e donne saranno il fulcro della nuova politica della città. A guadagnarci – aggiunge – sarà il governo di Sezze, composto da persone che non sono ‘viziate’ dai soliti standard politici e sono pronte a mettersi in discussione, per permettere a Sezze di tornare ad emergere, pronti a lavorare duramente ‘a tempo pieno’ come il loro sindaco>>. Il ruolo di outsider tocca invece ad altre due liste, in corsa con un proprio candidato a sindaco. A destra e tra gli scontenti del sistema tripolare setino – Cdl, Sezze che cambia, Unione – cercano consensi Lanfranco Coluzzi e la sua <<Iniziativa sociale>>. Con l’obiettivo di <<ricercare un’effettiva governabilità e di una crescita d'insieme>> si propone Identità setina, che candida a sindaco il giovane Lidano Lucidi.
Sezze, 18 maggio 2007
Botta
e risposta tra Di Palma (Cdl) e Coluzzi (Iniziativa sociale) Sezze invasa dai manifesti selvaggi. Come e forse più del resto degli altri comuni chiamati alle urne per le amministrative. Il record di liste (22) e di candidati consiglieri (422) rischia di diventare, a voto chiuso, anche record di immondizia prodotta. E così scoppia anche la polemica politica. Il caso lo solleva Serafino Di Palma, aspirante sindaco della CdL. << A Sezze alcune notizie sembrano arrivare a scoppio ritardato. Non più di cinque giorni fa – afferma il candidato del centrodestra – invitavo gli altri esponenti delle forze politiche e i candidati sindaco ad un confronto per stabilire indicazioni per regolare le affissioni selvagge, che hanno trasformato la nostra bella città in un gigantesco immondezzaio tra colla e carta utilizzate per la propaganda elettorale. Ma solo ora – continua – dai giornali arrivano crociate di esponenti politici che condannano le affissioni selvagge. Si riesce anche a fare demagogia su situazioni così delicate che danneggiano il nostro territorio e ci fanno una pubblicità tutt’altro che incoraggiante. Ribadisco la mia intenzione di confrontarmi con altre realtà politiche di Sezze per evitare il prosieguo di questo scempio>>. Ma
qualcuno non ci sta e tiene a distinguersi. <<Noi non imbrattiamo
– dichiara Lanfranco Coluzzi - abbiamo fatto scelte precise:
rispettiamo le regole e la città che amiamo>>. Il candidato
sindaco di Iniziativa sociale rispedisce le accuse al mittente.
<<Non è tollerabile – attacca – che qualche candidato a
sindaco pensi di dare lezioni agli altri quando è il primo a non
rispettare le regole. Sono mesi che questi signori vanno avanti così,
hanno deturpato il paese invadendolo di cartacce, Chi non rispetta le
regole oggi come pensa di amministrare nella legalità?>>. Sezze, 10 maggio 2007
<<Questo metodo è un
contentino. Meglio sorteggio per tutti>> Casa
delle Libertà polemica contro la scelta degli scrutatori operata dalla
commissione elettorale di Sezze. <<Si sbandierano
trasparenza e imparzialità e poi si va oltre le più elementari norme
della democrazia e della civiltà>> lamenta il candidato a sindaco
del centrodestra Serafino Di Palma. I fatti: la commissione è
presieduta dal commissario Leopoldo Falco e formata da tre esponenti
dello sciolto consiglio comunale che rappresentano, dopo gli ultimi
sconvolgimenti politici, solo l’Unione (Titta Giorgi e Franco Zocca) e
la coalizione di Zarra (Lino Cerrone). Su 90 scrutatori da selezionare
in un elenco di 1200 candidati, la commissione ha scelto, secondo una
legge che per la Cdl <<sa di beffa e dovrebbe essere rivista>>
di nominarne 50 e di affidare solo i restanti 40 (e le trenta riserve)
al sorteggio. <<E’la motivazione addotta per tale scelta che ci
sconcerta – precisa Di Palma – la massima imparzialità si ottiene
con il sorteggio su tutti gli scrutatori, non con una manovra che
somiglia ad un contentino. Sarebbe stato preferibile che avessero deciso
che la commissione doveva nominarli tutti. E’ una presa in giro>>. Sezze, 3 maggio 2007
La
commissione elettorale rigetta i reclami dei partiti Nessuno scossone alle liste per le comunali di
Sezze. La commissione elettorale ha respinto tutti i ricorsi inoltrati
dopo la presentazione dei simboli e degli elenchi dei candidati. Chiuso
senza strascichi il "caso Roscioli”, per il quale è stato
confermato il parere informale già emerso dagli ambienti della
prefettura: anche per la commissione elettorale prevale la volontà del
candidato consigliere, che avendo presentato puntuale rinuncia
all'accettazione di candidatura con l’Udc può concorrere con Forza
Italia. Rigettato dunque il ricorso dei centristi. <<Ora ci
concentriamo sulla campagna elettorale>> minimizzano dall'Udc, che
nel frattempo sembra aver ricucito i rapporti con gli ex alleati della
Casa delle libertà, incrinati dalla clamorosa querelle. Non ha buon
esito nemmeno il reclamo dei Democratici di sinistra contro il simbolo
presentato dal Partito democratico per Zarra: secondo la commissione il
logo - a sfondo giallo e contenente il nome dell'ex sindaco - non crea
confusione con quello del nascente partito riformista. Nessun pronunciamento, invece, sul ricorso
presentato dall’Udc ed altri contro la lista dell'Italia dei valori,
che conterrebbe tre candidati ineleggibili per varie incompatibilità
con la carica di consigliere. La commissione elettorale si è dichiarata
non competente sulla questione. Tali casi potranno essere affrontati
solamente dal nuovo consiglio durante la prima occasione utile dopo
l'insediamento. Tutte le 22 liste presentate, superato il vaglio
dell'ufficio elettorale, hanno via libera per la campagna elettorale. Sezze, 29 aprile 2007
Ventidue
liste, cinque candidati sindaco. Le curiosità La politica, grande amore dei setini. Lo confermano i dati della presentazione delle liste elettorali, che hanno mobilitato un terzo dell’elettorato. In quasi 4800 hanno sottoscritto gli elenchi dei candidati al consiglio comunale, che saranno invece 427, tra cui quattro stranieri. In pratica ambiscono ad uno degli scranni di palazzo de Magistris quasi quattro elettori su dieci. I numeri più importanti riguardano invece gli aspiranti sindaco, cinque, e le liste, ben ventidue. La truppa più numerosa tra queste sosterrà Andrea Campoli, candidato dell’Unione. Capofila dei Ds il sempiterno Titta Giorgi (da più di trent’anni in Consiglio); dietro di lui ambiscono ad un seggio Eramo, Ricci e Truini. La Margherita punta su Di Raimo e Zeppieri, mentre i Comunisti italiani sono guidati da Vincenza Berti, già in corsa per le primarie. Presente il simbolo dello Sdi, a cui hanno dato vita i socialisti che avevano sostenuto le prime giunte Zarra con la civica “Paese nuovo”: concorreranno Leggeri e Ricci. Tra gli “zarriani” finiti nell’Unione Polidoro (Udeur), gli ex assessori Agostini e De Santis (Italia dei Valori). Stesso spostamento per i folliniani, che hanno lasciato l’Udc in rotta con Michele Forte: in lista con l’Italia di mezzo Bernabei e Zocca. Lista unica per Verdi e Rifondazione, che candidano come indipendente l’alpinista Daniele Nardi. Con Campoli anche Tutti per Sezze. Sei le liste in appoggio di Zarra, ma un solo partito: l’Udc, con l’ex vicesindaco Giuseppe Ciarlo che ha lasciato Forza Italia. In lista anche l’allenatore Pino Salino. Ritrovo di molti ex diessini è il Partito democratico, che ha in Rinaldo Ceccano (già Prc) il maggior esponente. Altre quattro sono le civiche di “Sezze che cambia”: Area democratica, centro moderato, Setini indipendenti e Forza Sezze. A sostenere Serafino Di Palma e il centrodestra sono in cinque. Con Forza Italia ci sono Senibaldo Roscioli (arrivato dall’Udc), Riccardo Quadrozzi e un omonimo del candidato dell’Unione Andrea Campoli. An punta alla rielezione di Evelina Del Monte. E Di Palma conta sull’apporto di Azione sociale, Md e Giovani per Sezze. Una lista a testa, infine, per i candidati sindaco Coluzzi (Iniziativa sociale) e Lucidi (Identità setina). Sezze, 24 aprile 2007
Presentato il programma dell’Unione. No ad
accordi per il ballottaggio L’Unione definisce la sua composizione e presenta il progetto con il quale ambisce a tornare a governare Sezze. Il centrosinistra dà i suoi numeri: nove, come le liste che si presenteranno alle urne; quattro, come le priorità del programma; uno, come il candidato unico scelto con le primarie. Ed è proprio l’aspirante sindaco Andrea Campoli ad annunciare che al fianco dei partiti dell’Unione ci sarà anche l’Italia di mezzo: i folliniani, pur ribadendo di non essere affatto organici alla coalizione, hanno siglato un’intesa sul programma e hanno espresso il loro sostegno al consigliere provinciale diessino. <<Mentre gli altri sono divisi e in preda a discussioni provinciali e regionali – sottolinea Campoli – noi siamo riusciti a trovare un accordo dal basso>>. Lo schieramento presenterà dunque nove simboli sulla scheda elettorale, quelli di Ds, La Margherita, Sdi, Italia dei Valori, Udeur, Italia di mezzo, Comunisti italiani, Tutti per Sezze e il “tandem” Verdi-Rifondazione. L’obiettivo (arduo) è la vittoria già dal primo turno. Ma di questo Campoli non parla: <<Abbiamo chiuso la base programmatica ed elaborato le linee guida della coalizione, fondate su un nuovo piano regolatore, sulla trasparenza amministrativa, sullo sviluppo economico e sui servizi alla persona. E su questo ultimo punto pensiamo al rilancio dell’ospedale San Carlo e all’elaborazione di una politica di inclusione e integrazione degli stranieri, facendo al tempo stesso emergere i fenomeni di sfruttamento e clandestinità>>. L’ultimo pensiero va agli sfidanti: <<Meglio stendere un velo pietoso sulle ultime evoluzioni – afferma ironico il candidato dell’Unione – è un derby tutto interno al centrodestra, che col paese ha poco a che vedere, per chi dovesse andare all’eventuale ballottaggio. E in questo caso state sicuri: noi non dialogheremmo con Zarra né con Di Palma. Non siamo abituati a fare commistioni con il centrodestra>>.
Sezze, 21 aprile 2007
Il leader
Cdl: <<Ciarlo-Zarra? E’ Alternanza Amministrativa-2>> <<Gli elettori devono capirlo bene: a Sezze c’è un solo centrodestra, con i partiti che hanno sempre fatto parte della Casa delle libertà e che hanno portato aventi un percorso di condivisione di valori. Dall’altra parte ci sono invece il centrosinistra dell’Unione e un altro centrosinistra ibrido, una specie di “Alternanza amministrativa 2”>>. Serafino Di Palma usa un tono forte e parole nette per descrivere i suoi avversari e affondare un attacco al rinato asse tra Ciarlo e Zarra. <<I partiti della Cdl non sono svuotati – puntualizza il candidato sindaco – come qualcuno, che è abituato ad usarli per fini personali, vorrebbe far credere. Qualcuno pensa di essere Forza Italia – afferma Di Palma riferendosi all’ex vicesindaco – ma non sa che Forza Italia è della città e della gente>>. <<Solo Fi rappresenta se stessa – precisa a ruota il coordinatore degli azzurri Del Duca – Ciarlo e Antonia Cerilli volevano far credere che la loro lista (battezzata “Forza Sezze”, ndr) rappresentasse il partito a Sezze. Ma era solo il modo con cui un’anima in pena cercava una collocazione che gli desse visibilità. Sono perciò contento che l’abbia trovata e che sia tranquillo>>. Gli ex sindaco e vicesindaco finiscono sotto il mirino di Di Palma, che sottolinea il carattere alternativo della sua coalizione: <<Come può Ciarlo unirsi con Zarra per un interesse comune di Sezze e “per non tornare indietro” – si chiede – se il nefasto passato è rappresentato proprio dagli stessi personaggi con le stesse liste civiche?>>. Questi distinguo sembrano segnare un solco tra la Cdl e il progetto che comprende l’Udc e alcune liste autonome. Il centrodestra si augura (e pensa) di poter vincere al primo turno e non dover ricorrere ad eventuali complessi accordi. <<Quanto all’eventuale ipotesi del ballottaggio – conclude Di Palma – siamo senz’altro disposti ad instaurare qualsiasi tavolo di discussione solo e qualora potrà essere condiviso un programma politico senza personalismi e interessi>>. Porta aperta, dunque, all’allargamento al centro. Che vorrebbe dire fare i conti con Ciarlo e Zarra. Sezze, 20 aprile 2007
Il
senatore M. Forte sigilla le “nuove nozze” tra Zarra e l’ex
vicesindaco di Fi Rivoluzione Udc a Sezze. Terminato il lavoro di commissario locale del partito, Pasquale Fusco rimette nelle mani di Forte il suo mandato, mentre Ciarlo e Zarra perfezionano l’accordo elettorale che lì vedrà insieme già dal primo turno delle amministrative. L’assessore provinciale, catapultato a Sezze dopo la spaccatura interna all’Udc tra Zarra e gli ex membri del direttivo (nel frattempo approdati nella folliniana “Italia di mezzo”), si fa da parte con garbo e in poche righe: <<Caro senatore – ha scritto Fusco in una lettera indirizzata a Michele Forte – nel ringraziarti per la nomina a commissario del partito di Sezze, e dopo aver fatto quanto mi è stato possibile, con la speranza di aver dato un positivo contributo, con la presente rassegno le dimissioni da tale incarico perché impegnato nella campagna elettorale per le elezioni amministrative del mio comune. Con la certezza – conclude – che altri amici sapranno più di me svolgere questo importante compito>>. La vacanza della direzione dell’Udc a Sezze dovrebbe durare molto poco, giusto il tempo del congresso nazionale del partito, in programma fino a domenica a Roma. Già lunedì Forte sarà a lavoro per completare l’accordo con Giuseppe Ciarlo, che passerà dalle file di Forza Italia a quelle dei centristi: a lui spetterà guidare il partito a Sezze, in qualità di commissario, dopo le dimissioni di Fusco. L’ex vicesindaco porterà nel bouquet elettorale di Zarra, già ricco dell’Udc e di quattro civiche, il simbolo di Forza Sezze, la lista che aveva già preparato per una corsa solitaria alle comunali. Si ritrovano così i protagonisti principali del tormentato governo dell’ultima legislatura, culminato con la rottura tra Forza Italia e il sindaco e le elezioni anticipate. E intanto c’è chi già pensa all’intesa tra Zarra e Di Palma, qualora uno dei due non riuscisse ad accedere all’eventuale ballottaggio, che nel centrodestra – nonostante l’Unione compatta su Campoli – danno per certo.
Sezze, 7 aprile 2007
No a Zarra e Ciarlo (che ripiega sulle civiche)
Dopo
Latina, anche a Sezze è pace tra Forza Italia e Alleanza nazionale. Sarà
l’arrivo della pasqua, o più probabilmente la definizione degli
equilibri nel capoluogo, eppure la “passione” della Casa delle
libertà si avvia a conclusione nel centro lepino, dove toccherà agli
uomini di Moffa convergere sulla candidatura di un azzurro. E così
Serafino Di Palma sarà il candidato unico del centrodestra. Rientra
l’esitazione di An, che qualche settimana fa aveva frenato sul nome
del delegato provinciale alla Protezione civile, in attesa della
definizione del quadro provinciale e di un accordo in extremis con l’Udc.
Il veto è caduto quando giovedì sera i militanti di Alleanza
nazionale, tra i tavoli da pranzo di “Angeluccio”, noto ristorante
di Sezze scalo, hanno espresso all’unanimità la volontà di
ricompattare la coalizione su Di Palma (già sostenuto da Fi, Azione
sociale, Movimento democratico, Nuovo Psi e Giovani per Sezze). La
mediazione del commissario Donato La Morte, che assieme ad Evelina Del
Monte ed Antonio Piccolo aveva incontrato nei giorni precedenti Di Palma
e Zarra, ha fatto anche rientrare il proposito di una corsa solitaria,
che Moffa aveva alimentato durante gli infruttuosi vertici provinciali. Tra
un accordo con il progetto centrista dell’Udc, che avrebbe comportato
l’incomprensibile alleanza con il Partito democratico, e il
ricompattamento della Casa delle Libertà An ha scelto la via più
naturale per uscire dall’impasse. Senza complicare i rapporti con
Forte e Zarra, al quale gli alleanzini hanno promesso il sostegno nel
caso di un ballottaggio che lo opponesse al candidato dell’Unione, il
diessino Andrea Campoli. Alleanza nazionale ha invece chiuso le
porte all’ex vicesindaco Ciarlo, che si candiderà con due liste
civiche. Quello che fino ad un anno fa era l’uomo forte degli azzurri, nonché
vicesindaco del comune lepino, si trova a correre per palazzo De
Magistris sostenuto solo da due liste civiche. Il nome di una di queste,
“Forza Sezze”, la dice tutta su quanto l’ex vice di Zarra si senta
fuori dal partito che il 27 e 28 maggio chiederà agli elettori il
sostegno per Di Palma. <<L’esperienza a cui stiamo dando vita
– esordisce Ciarlo – si pone in continuità politica con quella di
Forza Italia. Ho scelto di salvare il patrimonio di voti di quegli amici
di Fi che non sceglierebbero mai Di Palma. Con tutti i limiti che questa
scelta di “testimonianza” può avere>>. A parole, e guardando
ai voti, Ciarlo non ne fa un duello con chi oggi rappresenta il suo
partito. <<Non è una sfida – chiarisce – contro alcuno. Non
m’illudo, come fa qualcun altro, di poter vincere al primo turno. Sono
realista, ma c’è la necessità di salvaguardare le nostre posizioni,
a discapito anche degli interessi provinciali>>. La linea di Fazzone, che prima ha deciso il
commissariamento della sezione Fi di Sezze (con la nomina di Del Duca,
che ha portato all’uscita dal partito della corrente Ciarlo) e poi ha
avvallato la candidatura di Di Palma, non fa scomporre l’ex
vicesindaco. <<Riconosco le capacità della sua linea politica –
ammette Ciarlo – ma, come lui ha tenuto duro a Latina su Zaccheo, così
io farò a Sezze. D’altronde non mi sono state poste alternative>>.
Più duro è l’attacco ad An: <<Alleanza nazionale si è
accollata una grande responsabilità sostenendo un candidato che
virtualmente farà l’uomo-ombra del centrosinistra, visto che durante
l’ultima legislatura è stato sempre contro la nostra maggioranza>>.
E poi l’ultima provocazione: <<Di Palma vuole avere le mani
libere in caso di sconfitta. Dica, quindi, che è pronto a fare il
capogruppo di Fi in minoranza. Allora potrei tirarmi indietro e
votarlo>>. Sezze, 2 aprile 2007
Tre candidati sindaco e lo spettro di un quarto La
mancata intesa provinciale nel centrodestra lascia la politica setina
nel pantano. I segretari di Forza Italia, An e Udc, sciolto il nodo
principale (la conferma di Zaccheo a Latina), hanno optato – per ora
– per la scelta più semplice nel resto della provincia: di fronte al
bivio di candidature multiple ognuno andrà per la sua strada. Succede
così anche a Sezze, dove l’incrocio politico assume le forme di un
trivio, con tre diverse direzioni che portano a Zarra, Di Palma e
Ciarlo. Ad un mese dalla presentazione delle liste la riappacificazione
sembra un’eventualità più che remota, visto che tutti i tre i
contendenti hanno già avviato le rispettive macchine organizzative.
Probabile che la resa dei conti, complice il pilatesco atteggiamento dei
vertici provinciali, sia rinviata al 29 maggio, quando l’urna – se
non avrà premiato Campoli al primo turno – esprimerà un giudizio
sulla leadership dei moderati. Nel
frattempo i partiti della Cdl setina si guardano all’interno. Forza
Italia conferma l’impegno di Cusani e Zappalà nei confronti di
Serafino Di Palma, ad oggi sostenuto anche da Nuovo Psi, Azione sociale
e dalle civiche Movimento democratico e Giovani per Sezze. Zarra,
invece, nonostante il pressing del senatore Forte sugli alleati, tiene
ancora in mano l’Udc e le solite civiche (che saranno quattro e non
cinque: sulla scheda non ci sarà il simbolo di “Città condivisa”,
i cui candidati finiranno nella lista della Vela). All’ex primo
cittadino dice “no” anche la Democrazia Cristiana: <<Non lo
appoggeremo mai – fa sapere il coordinatore Tortorelli – è stato
deludente. Faremo un accordo di programma, ma non con Zarra>>. Capitolo
An. Gli uomini di Moffa – che ha sottolineato più volte questo fatto
– si sentono a questo punto liberi da particolari vincoli di scelta,
dato il mancato ricompattamento della coalizione su un nome unico.
<<Sul tavolo ci sono tre o quattro opzioni – ammette Donato La
Morte, commissario del circolo “Fabrizio Quattrocchi” – tutte
disposte allo stesso modo, senza che ci siano preferenze per l’una o
per l’altra>>. La quarta carta di Alleanza nazionale è quella
costituita da una candidatura interna e rappresenta ad oggi la soluzione
meno quotata, visto che comporterebbe la discesa in campo del quarto
candidato a sindaco del centrodestra: una situazione imbarazzante per
una Casa delle libertà in disfacimento o quantomeno in
ristrutturazione. Ecco
perché nelle dichiarazioni dei dirigenti del partito la via autonoma
viene citata con poca convinzione. Bisognerà allora scegliere tra
Zarra, Ciarlo e Di Palma. I dirigenti e gli elettori di An sembrano
preferire i primi due, che hanno guidato come sindaco e vicesindaco
l’ultima giunta di centrodestra. Con l’ex azzurro il coordinatore
Moffa ha già avuto qualche contatto, mentre un accordo con Zarra
metterebbe in difficoltà le forze riformiste e di sinistra della
coalizione “Sezze che cambia”. I tesserati di Sezze scalo, che per rappresentanza territoriale sono più vicini a Di Palma, guardano così con sospetto agli scenari futuribili e ricordano come fosse già stato siglato un accordo nel merito: <<C'è un protocollo di intesa – spiegano Davide Sagnelli, Lidano Caiola e Giuseppe Anitori in una nota – firmato con gli storici alleati della Casa delle Libertà di Sezze, datato 3 gennaio 2007, nel quale Alleanza nazionale, per bocca del suo commissario Antonio Piccolo (oggi sostituito da Moffa con La Morte, ndr), a sua volta autorizzato dall'ex commissario provinciale Riccardo Pedrizzi, sceglie quale sia il sindaco da candidare per le imminenti elezioni amministrative>>. <<Non è stato deciso nulla>> risponde da parte sua il coordinatore La Morte. L’ultima parola spetterà comunque a Moffa. Sezze, 26 marzo 2007
Tempi brevi per il preventivo 2007: la
manovra sarà di 18 milioni di euro Sarà
approvato entro la fine di marzo il bilancio preventivo 2007 del comune
di Sezze. La delibera sui conti passerà con la firma di Leopoldo Falco,
arrivato quasi al termine del suo lavoro di commissario dopo più di un
anno passato a palazzo De Magistris. Nei prossimi giorni il collegio dei
revisori dei conti restituirà al viceprefetto lo schema di bilancio, la
cui portata dovrebbe aggirarsi sui 18 milioni di euro. <<Abbiamo
cercato di predisporre una previsione di spesa che fosse la più reale
possibile – dichiara il commissario prefettizio – è una
“manovra” tranquilla, che non contiene grandi investimenti nelle
opere pubbliche, anfiteatro a parte, ma verso le quali sono stati
raddoppiati i fondi destinati alla manutenzione>>. Lo spirito del
bilancio, e non poteva esser diversamente per una gestione commissariata,
non è quello delle ultime giunte Zarra, impegnate nel finanziare i
lavori di Ferro di cavallo e dintorni. <<Unica novità è la
creazione di bilancio sulla cultura, che prima non c’è mai stato –
spiega Falco – a fronte di una spesa storica di 45mila euro in questo
settore, i precedenti bilanci stimavano una spesa di soli 3mila e in
genere si andava avanti con ulteriori assestamenti. Ora abbiamo inserito
questa cifra nel bilancio raddoppiandola: sono convinto che questo sia
un investimento che la città si troverà a disposizione>>. Per le
manifestazioni e le strutture culturali il Comune dovrebbe quindi
mettere a disposizioni circa 70mila euro in più del solito. Sullo
schema di bilancio peseranno i contenziosi da affrontare. Su questo
versante la spesa aumenterà da 70mila a 75mila euro. <<Ma già il
dato del 2006 era un record storico per l’ente – precisa Falco –
serve perciò un iniziativa forte: la creazione di un ufficio legale in
comune>>. Intanto attende i finanziamenti per il nuovo depuratore
di Sezze scalo, il cui arrivo forse slitterà all’insediamento della
nuova giunta. <<Sul depuratore e sul contenzioso con la Dondi (in
via di definizione, ndr) ci giochiamo la serenità futura del
bilancio>> chiosa il commissario. Sezze, 14 marzo 2007
Forte
chiede la convergenza su Zarra. Di Palma non molla e Ciarlo attrae An Centrodestra
diviso e trino a Sezze in attesa che i vertici della Casa delle Libertà
partoriscano l’atteso accordo sulle amministrative o decidano
diversamente. All’interno dei partiti le segreterie provinciali
sembrano aver fatto chiarezza: Alleanza nazionale ha ricucito lo strappo
tra Piccolo e Del Monte, Forza Italia ha confermato il commissario Del
Duca (Fazzone e Cusani hanno per ora respinto le richieste dell’ex
vicesindaco Ciarlo) e la scatola vuota dell’Udc, abbandonata dai
dirigenti passati all’Italia di mezzo, resta nelle mani di Zarra. Lo slittamento del vertice provinciale sulle amministrative in programma a Latina e in provincia lascia in standby la CdL setina e i suoi possibili candidati a sindaco. Fanno quadrato attorno a Serafino Di Palma i partiti minori come Azione sociale, che punta il dito contro l’Udc: <<Sarebbe un grosso sbaglio – afferma il segretario provinciale di As, Giuseppe Mazzocchi – assecondare il diktat di Michele Forte e sostenere la candidatura di Zarra. Zarra e Forte stanno incassando, attraverso la figura del primo, il frutto della minaccia di non sostenere Zaccheo a Latina, dopo l’uscita di Fabrizio Cirilli da An. Una maniera discutibile per ottenere qualcosa>>. Nel frattempo Alleanza nazionale si è messa alla finestra, auspicando una ricomposizione della CdL e minacciando soluzioni alternative qualora ognuno decidesse di andare per la sua strada. Nel documento sottoscritto da Piccolo e Del Monte si fa riferimento ad un candidato che potrebbe unire i favori di An e di alcune civiche. Che si tratti di Giuseppe Ciarlo, sostenuto da liste “ad hoc” (Forza Sezze e Solidarietà setina i possibili nomi) e avvicinato dalla Dc? Nello schieramento di Zarra permane invece il silenzio. Continua però il pressing su alcuni fedelissimi del sindaco uscente: Forza Italia corteggia invano Senibaldo Roscioli. Sezze, 7 marzo 2007
Il subcommissario Talani: “Per ora Sezze
potrà partecipare da osservatore” Nasce
un tavolo di lavoro tra le municipalità interessate alla realizzazione
della turbogas di Mazzocchio. Un incontro ufficiale ospitato lo scorso
28 febbario dal consiglio comunale di Pontinia ha definito lo
schieramento delle amministrazioni contrarie al progetto. Al fianco del
comune guidato da Eligio Tombolillo si pongono Sonnino, Priverno,
Sermoneta e Sabaudia, con Sezze attento osservatore. <<Destra e
sinistra devono trovarsi d’accordo su una volontà politica che tuteli
la vocazione agroalimentare di questo territorio>> è l’appello
Novelli (Fi Pontinia). E a questo richiamo sembrano rispondere tutti i
comuni limitrofi. Lo fa Migliori, vicesindaco di Sonnino e consigliere
provinciale di An, e lo fa D’Arcangeli, che in Provincia sta con i Ds:
con Tombolillo si lavora alla stesura delle linee guida di un piano
energetico locale che favorisca le fonti rinnovabili e ribadisca
l’autosufficienza energetica della regione. <<Il comune di
Sonnino, che già l’8 febbraio scorso si è detto contrario alla
turbogas, impugnerà il decreto di valutazione d’impatto ambientale
non appena gli sarà notificato>> comunica Migliori. <<Non
si può parlare di città limitrofe interessate – afferma Nardocci per
l’amministrazione di Sermoneta – poiché l’impatto negativo di una
centrale si ripercuote sull’intera provincia ed oltre, basti pensare
all’approvvigionamento idrico>>. Costretto al ruolo di
osservatore, per ora, il comune di Sezze: <<L’amministrazione
straordinaria parteciperà al tavolo con attenzione – assicura il
subcommissario Talani – non si può togliere alla futura
amministrazione la possibilità di esprimere una scelta politica in
merito>>. La delibera di bocciatura del progetto turbogas non sarà
quindi emessa dalla gestione commissaria di Falco. La
Rete civica di Pontinia, presente all’incontro, continua la sua
battaglia e solidarizza con il comitato di Aprilia: <<L’agro
pontino ha bisogno di altro dalle centrali – ribadisce il portavoce
Paolo Cima – le istituzioni si muovano per tutelare questo
territorio>>. Sezze, 1 marzo 2007
Moffa mette d'accordo Piccolo e Del Monte. Reginaldi saluta il Pd Lo stallo nel dialogo tra i vertici provinciali della Casa delle Libertà tiene in fermento la campagna elettorale a Sezze. Se l’Unione ha scelto Campoli e ha quasi definito il novero delle liste che lo appoggeranno (a quelle già note si dovrebbero unire a giorni gli ex Udc approdati a “L’Italia di Mezzo”), grandi movimenti si avvertono nelle coalizioni di Zarra e di Di Palma. La CdL si avvia a riassorbire le fratture interne che hanno animato le scorse settimane. L’intervento di Moffa ha placato gli animi in Alleanza nazionale e ha sedato lo scontro tra Antonio Piccolo ed Evelina Del Monte, tanto che i due hanno sottoscritto un documento unitario: <<Il primo obiettivo di An a Sezze è quello di ricomporre la CdL per l’individuazione di un candidato. Ma se purtroppo, come si sta verificando, non di determineranno le condizioni politiche idonee a farci raggiungere questo risultato, il partito valuterà anche la possibilità di fornire una propria indicazione a sindaco, forte della capacità di aggregare a tale scelta anche alcuni raggruppamenti civici>>. Alleanza nazionale sposta quindi il tiro, finora puntato sull’uomo da proporre per palazzo De Magistris. Su questa scelta resta invece il gelo tra l’Udc e Forza Italia. Il senatore Forte, per mantenere in vita la CdL, chiede il sostegno degli alleati a Zarra; Cusani e Fazzone non intendono però tornare indietro su Di Palma, rinunciando così a ricucire lo strappo con Giuseppe Ciarlo. L’ex vicesindaco, che ha incontrato anche Zarra, dovrebbe presentarsi alle urne sostenuto da due civiche. Molti problemi, invece, per il sindaco uscente, che comincia a perdere pezzi. Il primo di questi è Roberto Reginaldi, che in una lettera al presidente Rinaldo Ceccano ha comunicato la sua scelta di abbandonare il “Partito democratico per Zarra”. <<Premesso che non ho nulla da rimproverarti sul lato personale – afferma Reginaldi – in questi giorni ho riscontrato nell'elettorato un forte consenso sulla mia persona ma non altrettanto sulla mia collocazione politica. Il popolo non vuole più sentir parlare di liste civiche, ma vuole fortemente trovare collocazione in partiti solidi e rappresentativi, vuole cambiare ma non con nuove liste civiche condotte da vecchi personaggi, fantasmi che si aggirano nel palazzo comunale e colpevoli della cattive gestioni passate>>. Sezze, 21 febbraio 2007
An assente alla convention CdL. Sullo
sfondo le trattative in provincia Convention
in grande stile per Serafino Di Palma, che sabato sera ha presentato
alla città la sua candidatura a sindaco di Sezze. Auditorium Costa
strapieno per l'attesa apertura della campagna elettorale del
centrodestra: tra gli oltre quattrocento partecipanti alla serata si son
fatti notare, più o meno interessati, diversi volti noti di altre
coalizioni politiche. Sul palco, a sostenere il delegato provinciale
alla Protezione civile i rappresentanti locali dei partiti che lo
sostengono (Forza Italia, Md, Azione sociale, Nuovo Psi, Giovani per
Sezze), gli assessori provinciali Tiero e D'Arco
e l'europarlamentare Zappala. Unica palese assenza quella dei
vertici di Alleanza nazionale, alle prese con scontri interni che hanno
congelato le scelte politiche del partito. Di
Palma, visibilmente emozionato, ha lanciato la sua sfida di “sindaco a tempo pieno”: <<Sezze deve tornare ad
essere la capitale dei Monti Lepini, deve recuperare il ruolo che
merita. Per far questo c'è bisogno di rappresentanti che lottino per
difendere la dignità del paese oltre i suoi confini: in Regione, in
Provincia, al parlamento. Io sono pronto a farlo>>. <<Questa
città soffre già da molto tempo, soprattutto a causa del disastroso
ricorso alle liste civiche – sostiene Zappalà - ora Sezze deve
scegliere un futuro concreto, consegnarlo in mani affidabili che abbiano
riferimenti con il territorio>>. L'europarlamentare ha teso una
mano ai fuoriusciti di Forza Italia (<<rivogliamo a casa
tutti coloro che hanno fatto un percorso con noi>>), senza
discutere la leadership della coalizione: <<E' noto che ci siano
discussioni in atto nel centrodestra sugli accordi per le
amministrative. L'esperienza mi insegna che le trattative si chiuderanno
solo al momento della consegna delle liste, ma sulle scelte fatte non si
torna indietro. Ritengo che quella di Di Palma sia la miglior scelta
possibile>>. Intanto in settimana anche il presidente della provincia Cusani è sceso in campo al fianco di Di Palma: <<Noi abbiamo scelto senza “se” e senza “ma” un uomo che è espressione del territorio e siamo convinti che anche i nostri alleati lo sosterranno. Ci sono persone in grado di trasmettere quella passione civile e quel rigore morale che serve a chi si impegna per gli altri. Da Sezze vogliamo lanciare un segnale importante>>. L’assenza di rappresentanti di Alleanza nazionale all’apertura della campagna elettorale della coalizione e la difficile trama degli accordi nel centrodestra, da giocarsi sul tavolo delle candidature dei vari comuni al voto, lascia qualche incognita. Le fibrillazioni sull’asse provinciale della CdL, così come le trattative locali degli scontenti, continuano. Sezze, 13 febbraio 2007
Primarie, triplicata la partecipazione L’elettorato del centrosinistra consegna una leadership forte ad Andrea Campoli, che da domenica sera è il candidato a sindaco di Sezze dell’Unione. Le palesi difficoltà dei mesi scorsi, che hanno percorso all’interno i Ds setini e si sono riverberate sul rapporto con gli alleati (il tentativo di una candidatura congiunta con La Margherita non è mai decollato), sembrano d’un tratto spazzate da un mandato pesante, consegnato al trentatreenne consigliere provinciale dai 3303 elettori recatisi alle urne per le elezioni primarie. In 1996 hanno indicato Campoli quale pretendente del centrosinistra alla poltrona di palazzo De Magistris, sfiorando il 61% dei consensi. Quasi doppiato il diellino Giovanni Zeppieri, arrivato al 31.5% con 1044 preferenze, mentre Enza Berti, candidata dai Comunisti italiani, ha raccolto 177 voti (poco più del 5%). Più del largo successo dell’esponente Ds, salta all’occhio la massiccia partecipazione alla consultazione. <<Il fatto che tremilatrecento persone, nonostante il poco tempo avuto per la campagna elettorale, abbiano percepito l’importanza della partecipazione a questo evento è qualcosa di straordinario – commenta soddisfatto Campoli – a fronte della frattura che si è venuta a creare negli ultimi anni tra elettori ed eletti, i cittadini hanno percepito qualcosa di nuovo e di diverso che possa essere impresso alla politica locale con questa partecipazione attiva>>. La mobilitazione del popolo dell’Unione è stata quasi tre volte superiori all’unico precedente di questo tipo, le primarie per la scelta del premier Prodi, alle quali parteciparono circa 1200 elettori di Sezze. Un fenomeno in controtendenza rispetto a quello che è avvenuto, per esempio, in dicembre a Latina. <<Mi auguro ci sia una campagna elettorale legata alle scelte che riguardano il futuro di Sezze. Non parteciperemo ad altre diatribe>> promette Campoli. Il diessino commenta con ironia le voci sulla partecipazione di appartenenti alle altre coalizioni, o di loro consanguinei, alle votazioni: <<Sono profondamente contento del fatto che quelli che noi sapevamo esponenti di alcune liste civiche abbiano sottoscritto il progetto politico dell’Unione. Si saranno ravveduti>>. L’alta affluenza attribuisce grande valore anche al risultato del candidato de La Margherita, che ha superato le mille preferenze. <<E’ un grandissimo risultato per il partito e per la coalizione – afferma Zeppieri – numericamente è un grosso passo in avanti. Onore ad Andrea che è riuscito ad aggregare più partiti, ma va sottolineato che questi mille voti sono tutti de La Margherita. Possiamo vincere, ora lavoriamo insieme e chiediamo a Campoli impegni per una trasparenza amministrativa e per una politica partecipata>>. Sezze, 3 febbraio 2007
La
casa delle Libertà e le beghe nei partiti Volano gli stracci e le reciproche “scomuniche” all’interno di Alleanza nazionale a Sezze. Anzi, sarebbe meglio dire “volano all’esterno”, visto che la querelle tra l’ex consigliere comunale Evelina Del Monte e il commissario di circolo Antonio Piccolo viaggia per mezzo stampa. L’ultimo diretto affondo è della donna che da tre legislature rappresenta An a Palazzo de Magistris, la quale mette in discussione la candidatura di Serafino Di Palma per il centrodestra. <<Alleanza nazionale non ha ancora scelto il suo candidato – afferma a chiare lettere la Del Monte – e non sono solo io a dirlo, ma è quanto si legge nella nota che il coordinatore De Monaco ha inviato in data 29 gennaio ai responsabili locali del partito>>. E’ una dichiarazione di guerra a Piccolo, accusato di non aver reso pubblica, forse per proprio tornaconto, tale nota. <<Così vengono disattese le direttive di partito – denuncia la Del Monte – ma io non ho intenzione di alimentare una polemica che di politico non ha nulla. Sull’argomento ci torneremo in sede congressuale, quando gli iscritti di An potranno sviscerare tutte le brutture che si sono accumulate>>. Le brutture sarebbero le “farneticazioni” di Piccolo, che aveva accusato l’ex consigliere di aver gestito la sua carica <<in maniera del tutto personale ed autoreferenziale>>. Elogiando la nascita del gruppo “Donne di An per il cambiamento”, il commissario aveva affermato che il partito, <<finalmente libero e democratico>>, non avrebbe più protetto <<gli interessi di chi ha ancora intenzione di poter gestire il partito come cosa sua>>. La Del Monte riapre ora gli scenari politici setini, ricordando che il progetto tracciato dal coordinatore provinciale parla di <<ricompattamento della Cdl>>. Una riunificazione, anche se non viene detto, che passa per il dialogo con l’Udc, oggi rappresentato a Sezze da Lidano Zarra. Intanto i partiti della Casa delle Libertà si adoperano per conquistare un elettorato che ha abbandonato la sinistra senza buttarsi dall’altra parte. Per lanciare la sfida a Zarra e all’Unione la CdL, che parte dal poco incoraggiante 19.4% del 2003 – quando contava sull’apporto dell’Udc ma non racchiudeva in sé la civica Md – punta a chiarire la compattezza dei propri gruppi dirigenti. Per Forza Italia, altro partito commissariato, mette le cose in chiaro Gianni Del Duca: <<Dire oggi, come ho letto da più parti, che Fi a Sezze è spaccata è solo un mezzo strumentale. Gli uomini possono avere anche un consenso all’interno del partito, ma nessuno può pensare che esso esista esclusivamente per merito della persona che in quel momento lo rappresenta>>. Il riferimento all’ex vicesindaco Ciarlo, fuoriuscito con clamore da Forza Italia, è chiaramente voluto. Sezze, 27 gennaio 2007
Enza Berti, Andrea Campoli e Giovanni Zeppieri -nella foto-
sviluppo che tenesse conto di queste nuove esigenze». «La vicenda di tre anni fa – gli fa eco il consigliere regionale Domenico Di Resta –ha dimostrato uno scollamento della realtà politica tradizionale dal paese. Quell’esigenza che stava nella società ha trovato una soluzione amministrativa non all’altezza delle aspettative». Alle primarie Campoli avrà sicuramente il sostegno di Sdi, Italia dei Valori e della civica Tutti per Sezze. Agli altri alleati propone, invece, i capisaldi del suo progetto: «Prioritario è il rispetto delle regole. Poi occorrerà pensare allo sviluppo e alla crescita economica, partendo dall’agricoltura e dalla produzione. Ma il tratto comune a tutti i partiti dell’Unione è comunque l’ansia di rispondere ai problemi strutturali del paese». In quest’ottica Di Resta predica unità: «Il rinnovamento richiede l’impegno di tutti. Ed oggi è necessario aprire una fase politica nuova, un confronto serio sulle prospettive di un comune troppo importante per rimanere fuori dallo scenario provinciale». «Abbiamo un obbligo verso Sezze – conferma il segretario locale Ds Cristian Santia – quello di dare la garanzia di un governo stabile al paese». Sezze, 20 gennaio 2007
fatica. Ma la volontà di riproporsi come forza di governo <<al servizio dei cittadini>> sembra aver spinto i Ds ad approvare <<all’unanimità>> il nome del candidato alle primarie e a guardare oltre. <<Dopo gli ultimi anni di stagnazione morale determinata dalla coalizione guidata da Zarra, che si è distinta per i continui rimpasti di giunta senza aver mai reso noti i motivi – scrivono i Ds – poniamo in primo piano il coinvolgimento della cittadinanza nelle sue articolazioni sociali, economiche e culturali. La trasparenza nel governo della città è prioritaria per rinnovare l’amministrazione e ristabilire certezze e regole>>. Nessun accordo, dunque, con La Margherita, che nel suo congresso comunale – in programma sabato – ufficializzerà la candidatura di Nino Zeppieri. A sostegno di Campoli, consigliere provinciale, si schierano Rifondazione comunista e la civica Tutti per Sezze. I Comunisti italiani hanno invece annunciato che per loro correrà Enza Berti. Al tavolo di coalizione i partiti si sono impegnati a non presentare nuove candidature. Qualche resistenza a questo accordo, ad ore di distanza, è arrivata dalle file dell’Udeur, che avrebbe voluto aggiungere alla lista un quarto nome. Ma “fatta la legge, trovato l’inganno”: una candidatura, secondo il regolamento scritto per le primarie, potrebbe esser presentata dal mondo delle associazioni. C’è tempo fino al 27 gennaio. E il nome di Pietro De Angelis non sembra ancora tagliato fuori. Sezze, 15 gennaio 2007
I
Comunisti italiani sosterranno Enza Berti
<<Dopo avere a lungo assistito a continui rinvii, a rilanci a mezzo stampa di candidature effimere, a giochi e giocherelli inconcludenti – afferma il PdCI – dovevamo uscire fuori da questa situazione di stallo, per non restare bloccati su discussioni che ritardavano la definizione di quel programma politico e amministrativo serio, che noi auspicavamo di elaborare ed approvare già nei mesi scorsi>>. La sfida dei comunisti è comunque a Zarra: <<Il PdCI intende concludere il suo percorso con la più ampia vittoria dell’Unione per Sezze, per traghettare il nostro paese fuori dalle secche e dalla stagnazione di una crisi politica e amministrativa generata dall’esperienza fallimentare delle liste civiche>>. Nel resto dell’Unione le trattative proseguono intanto su due distinti tavoli. La Margherita, che non gradisce il candidato dei Ds – il consigliere provinciale Andrea Campoli – ha provato a sondare senza fortuna gli umori degli altri centristi (Udeur, Italia di mezzo e Tutti Per Sezze). Resta in ballo il nome dell’ex assessore Pietro De Angelis, esterno ai partiti e vicino a Titta Giorgi, ma le sue quotazioni sembrano in ribasso. Sezze, 9 gennaio 2007
Ovvero: fenomenologia di Lidano Zarra
Poi tanto chiassoso silenzio e frenetiche
trattative tra Sezze e la provincia. Alla
convention di autoproclamazione non mancava proprio nulla, dallo
speaker alle signorine “buonasera” (le ragazze impiegate per
l’accoglienza, da annoverare tra le trovate più tristi di questo
natale, quasi quanto i babbi natali appiccicati ai comignoli). E se la
scenografia era nettamente più sobria dell’originale versione a
stelle e strisce, dove palloncini e cotillon la fanno da padroni, la
retorica del leader non aveva nulla da invidiarvi. L’inedito Zarra è
apparso ipercomunicativo, adottando a meraviglia il registro linguistico
berlusconiano (che il Cavaliere, a sua volta, ha un po’ sottratto al
formato d’oltreoceano e ha un po’ modellato per una “certa
smania degli italiani”). Per
quanto spudorata, la parodia dell’homo novus di Arcore non è apparsa
affatto stonata. Anzi. Per scaldar le gelide mani del pubblico del San
Michele arcangelo, alquanto tiepido nei confronti degli oratori che
l’hanno preceduto, è servito l’intervento dell’epigono nostrano.
Dal paese “che cambia” alla “politica del fare”, dagli avversari
“che sanno dire solo no” all’appello alla Sezze “fiera e
attiva”, tutte le parole di Zarra erano intrise di una dialettica
familiare. Persino il gesto del programma siglato in pubblico dagli
alleati ricordava qualcosa
di già visto, pur nelle
differenze di sorta. Uno stile comunicativo, dunque, talmente uniformato
al suo modello da non risultare parodistico. Ne è testimone quel
sorprendente “siamo una massa di coglioni”, per nulla accostabile all’uso
berlusconiano dello stesso epiteto,
che nessuna risata ha suscitato nella platea. Linguaggio
e simbologia a parte, quello che in questa fase accomuna
l’immagine dell’ex sindaco a quella del Cavaliere è la pretesa
lotta contro un sistema. Ovvero la lotta al sistema partitocratico,
spazzato via nel Belpaese dalla caduta di un muro, dalla città delle
tangenti, dalla videocrazia e, ancor prima, dalla morte dei veri
statisti. Un sistema che Zarra rintraccia ancora nella Sezze odierna e
che a suo dire si oppone al cambiamento, ad una nuova primavera, tanto
da far crollare la sua giunta con una manovra trasversale. Un sistema
scardinato già una volta dall’escamotage delle liste civiche – era
un “mezzo”, ha ammesso egli stesso – e oggi attaccato frontalmente
da una diversa (?) classe politica. Zarra
fa comunque qualche errore palese. Nella grande intuizione di
rivolgersi ai giovani, ad esempio. Se è meritorio aver compreso quanto
il loro voto peserà nelle prossime elezioni (le due liste “vietate ai
maggiori”, quella di Identità setina e quella legata a Pino Ciarlo,
lo dimostrano), dire alle nuove leve <<cessate di essere oggetti
passivi di interessi concupiscenti>> significa dimenticare che
l’uso dei “candidati usa e getta” sia stato una delle armi
vincenti della stagione delle civiche. Stessa caduta è l’appello
riservato al mondo della cultura e delle associazioni, mai ascoltato dal
capo delle ultime quattro giunte (vero Ignazio?). Eppure
l’ex sindaco convince stavolta anche noi, amanti della buona
comunicazione. Nel dinamismo elettorale più che in quello
amministrativo, è ovvio. Mentre i Ds si perdono in anacronistici
direttivi senza cavare un ragno dal buco, Zarra attende fiducioso col
fucile spianato. Pronto ad impallinare, al solito, la vecchia guardia,
“quella che – dice - ha rovinato Sezze e che non vuole cambiare”.
Il suo refrain è scritto: attende solo di esser suonato nella noia
mortale della campagna elettorale che viene. P.s.: A.A.A. Unione cercansi: cari amici (o compagni, se preferite), con il permesso dei signori del Ministero, stiamo organizzando un’incoronazione ufficiale per il nostro Lidano il prossimo aprile o, al più tardi, a maggio. Vorremmo sapere se verrete, in quanti e chi vi accompagna. Affrettatevi a farci sapere! Sezze, 2 gennaio 2007
<<Quando finisce un amore così come è finita la mia esperienza amministrativa è difficile trovare la forza morale e le ragioni per ricominciare, eppure eccoci ancora qui>>. Parafrasa Cocciante il nuovo Lidano Zarra, che venerdì sera a Sezze ha aperto la sua campagna elettorale illustrando il progetto politico “Sezze che cambia”, col quale si presenterà alle amministrative di primavera. Un cartello di liste che accomuna quattro civiche all’Udc, appena commissariata nelle mani dell’assessore provinciale Pasquale Fusco, e al nascente Partito democratico setino. <<Vi diranno che passando da “Alternanza amministrativa” a “Sezze che cambia” – attacca l’ex sindaco – in realtà nulla muterà. Queste persone non hanno capito cosa è successo nel 2003 e non immaginano cosa accadrà nel 2007>>. Zarra illustra ad una platea folta e attenta, ma non particolarmente calda, il passaggio tra la prima e la seconda fase del suo progetto. <<Alternanza amministrativa è stata il mezzo – spiega – “Sezze che cambia” è il fine. Le liste civiche erano lo strumento per affrontare una classe politica troppo logorata da guerre fratricide e dai detentori di pacchetti di tessere sempre pronti a chiudere le porte ad ogni cambiamento. E serviva a mantenere provvisoriamente alcuni equilibri politici provinciali>>. La difesa di quanto fatto fino alla sfiducia e l’invettiva diventano un richiamo per la classe politica all’unità. <<Se facessimo una riflessione sui risultati delle elezioni amministrative degli ultimi anni – lamenta Zarra –scopriremmo che siamo una massa di coglioni, visti i tanti candidati di Sezze non eletti per pochi voti. Non riusciamo a fare sistema, come il sud pontino>>. Il candidato del centrosinistra “moderato e progressista sprona i giovani ad attivarsi per il <<cambiamento>> del paese, cessando di <<essere soggetti passivi di interessi concupiscenti, legati alle scadenze elettorali>>. Un cambiamento che passa nei princìpi dell’azione politica di Zarra, che nella serata da convention diventano un tormentone: il dinamismo amministrativo e la politica del fare. Tra qualche stoccata agli ex vertici dell’Udc e il rinnovo dell’impegno per un nuovo Prg e i piani per le infrastrutture e la viabilità, Zarra si scaglia contro un centrosinistra <<che è riuscito a dire solo “no” e che ha preferito il muro contro muro alla concertazione>>. L’ultima stoccata è per il commissario Falco, <<capace di ascoltare input da una arte sola>>: <<come candidato sindaco sono pronto già da stasera ad un incontro ufficiale per mettere sul tavolo tante “cartoccelle” che non mi sconfinferano. Un commissario non può fare in modo che oggi siano coloro che hanno perso le elezioni nel 2003 a determinare certe scelte amministrative>>. |