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Conoscere Amare Conservare |
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| Prima parte | Seconda parte | |
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Liceo Classico "Pacifici & De Magistris" Sezze dal XV al XIX sec. |
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Associazioni culturali e religiose |
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Conoscere Amare Conservare terza parte
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L'
ACCADEMIA DEGLI ABBOZZATI La
lunga storia dell'Accademia degli Abbozzati principia sul finire del
XVII sec., quando essa nasce col nome di Accademia degli Addormentati. L.Fioretti
è vaga nell'attribuire la data esatta di fondazione, fissandola nel
corso del secolo diciassettesimo; più delimitato è invece l'arco di
tempo entro cui, a giudizio di M. Maylander, andrebbe ascritta la
fondazione dell'istituzione setina: essa sarebbe nata. secondo le
ricerche dello studioso, tra il 1641 ed il 1690. Per una datazione meno
approssimativa è V.Venditti che, prodigo di dettagli, fissa la
fondazione dell'Accademia al decennio precedente il 1690, restringendo
ulteriormente il campo. In
quell'anno, a Roma, nasceva l'Arcadia. Tra i suoi fondatori figura anche
un prelato, Pietro Marcellino Corradini, originario di Sezze, il quale
si era già distinto in un'intensa opera di accrescimento dell'attività
dell'Accademia degli Addormentati: da allora, rileva Venditti, il
Corradini lavorerà in vista di un'affiliazione della Accademia setina
all'Arcadia. Per
molto tempo è stata convinzione comune, anche presso gli studiosi, che
l'Accademia degli Addormentati sia stata la prima a sorgere in Italia se
non, addirittura, in Europa. La
circostanza, gia smentita dalla copiosa documentazione apportata dal
Maylander, viene ulteriormente resa improbabile dalla datazione che
Vendetti fissa per la fondazione dell'Istituzione setina. In
particolare presso il Ginnasio venivano impartiti insegnamenti di
"umanità, retorica. fisica scienza", ai quali si aggiungevano
quelli di filosofia e di teologia al Liceo. A
lungo l'Accademia sarà notevolmente beneficata dell'opera dei Gesuiti
setini che, in collaborazione con il loro Collegio romano,
contribuiranno decisamente allo sviluppo dell'istituzione. L'Accademia
diviene ben presto, per ragioni fin troppo evidenti, un'istituzione di
primo piano nella realtà sociale e culturale di Sezze, come testimonia
efficacemente G. Ciammarucone nella sua Descrizione di Sezze del 1641. La
sua attività è costretta ad una lunga pausa a partire dal 1656, anno
in cui a Sezze scoppia una grave epidemia di peste che impone altre
priorità alla comunità civile. Solo nel 1690 l'Accademia riprende la
propria attività. Non
è noto esattamente in che forme, dopo la peste prima citata, l'attività
dell'Accademia abbia continuato ad essere curata dal locale Collegio dei
Gesuiti. In vista di un ridimensionamento del loro ruolo, sembrerebbe
muovere una circostanza del 1744, anno in cui l'Accademia degli
Addormentati diventa, sotto il cardinale Pietro Marcellino Corradini,
Accademia degli Abbozzati, rinvigorendo la propria opera culturale. E'
di
quell'anno l'adozione del celebre motto " Informia
formo donec perfecta". Nella
medesima occasione si dà luogo alla ridefinizione delle cariche interne
all'Istituzione: il nuovo Statuto prevede un console, un segretario, un
archivista, un bibliotecario (con mandato di durata biennale) e quattro
censori (con mandato vitalizio). La
nuova attività promossa dal Corradini porta, in capo all'anno, alla
edificazione di un teatro, sovente menzionato nel corso del secolo
diciottesimo. In
particolare, secondo alcune fonti, la struttura fu utilizzata per le
rappresentazioni dell'Accademia Filarmonica Setina, creata dalla
nobildonna Giacinta Pacifici De Magistris. |
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Sotto il suo impulso furono rappresentati nell'ormai
teatro comunale la "Lucia" di Donizetti ed il melodramma
" Antonio il masnadier " del conte Cesare Cerroni, drammaturgo
setino. Le nuove attività promosse
dall'Accademia portano, nel 1747, alla pubblicazione, a Roma, di una
sintassi latina curata dall'abate Stefano Zucchini, membro
dell'istituzione setina. Sempre nel 1747, per le
benemerenze conseguite ed a seguito della notevole opera svolta dal
cardinal Corradini, che moriva proprio in quell'anno, poco prima che il
suo "sogno" (Venditti) si realizzasse, l'Accademia degli
Abbozzati venne affiliata all'ormai prestigiosa Arcadia. Da allora vi operarono studiosi
quali Zurla, Lambruschini, Vizzardelli, Brunelli. L' invasione francese
(1810-1815) causò un'ulteriore interruzione dell'attività
dell'Accademia. Essa tornò a fiorire, dopo la
cacciata dei Francesi, sotto il consolato del capitano Giuseppe Cerroni.
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Suoi successori furono: l'arciprete Giuseppe De
Angelis; il maggiore Giuseppe Carnebianca: il dottor Luigi Marcotulli,
medico condotto; l'arciprete Domenico Persi; don Gaetano Ulgiati; mons.
Gregorio Villa, arcidiacono della cattedrale, "camerier
segreto" di papa Pio IX e pro‑vicario generale di Sezze;
Niccola Passerini, proposto del bollo e registro; don Giuseppe Di Bella,
canonico della cattedrale; don Salvatore Turchi, canonico; mons.
Giovanni La Galla, vicario generale di Sezze e vicario apostolico di
Segni, "camerier segreto" di Pio IX.
LE
CONFRATERNITE Le
Confraternite sono associazioni di fedeli, rette da uno statuto
approvato dalle autorità ecclesiastiche, per l'esercizio in comune di
atti di pietà e di carità e l'incremento del culto. Si
distinguono dalle congregazioni perché i loro membri sono laici, non
fanno voti ne vivono in comune. La
Confraternita del Sacramento, nacque intorno al XVI secolo e si,
occupava dell'assistenza ai malati e ai pellegrini. Aveva sede
nell'ospedale del SS Spirito, attualmente scomparso, ma che
presumibilmente doveva essere ubicato presso le Scalelle della Piazza. La
Confraternita di Gesù e Maria, nata intorno al XVIII secolo, aveva sede
nell'oratorio di Gesù e Maria anch'esso presso le Scalelle della
Piazza; i confratelli erano vestiti come quelli del Rosario, solo che la
mantellina era rossa. Suo compito era di provvedere al mantenimento dell'ospedale per i poveri che vi erano ricoverati. LA
CONFRATERNITA DELLA BUONA MORTE La confraternita dell'orazione e morte di Gesù, una
delle più antiche di Sezze, riguardo l'origine forse va ricollegata
all'omonima associazione nata a Roma nel 1538 per la sepoltura dei
morti abbandonati nelle campagne romane. Non si conosce la data
dell'istituzione a Sezze, dove la confraternita è più conosciuta come
"della buona morte". E' attestata nella RELATIO AD LIMINA del
vescovo diocesano mons. Cardino nel 1590. Lo studioso Luigi Zaccheo
afferma che essa fu istituita intorno al 1300 con la venuta dei
francescani a Sezze, ma questa notizia non risulta altrimenti attestata. La confraternita era regolata
da norme contenute negli Statuti che erano conservati in un unico
manoscritto, che nel 1944 andò perduto tra le macerie della chiesa di
San Rocco che in quell'anno fu bombardata. Oltre ad aiutare persone, bisognose, essa si occupava
di seppellire i morti fuori città, oltre che dei riti per i defunti e
diede vita alla processione del Cristo morto, molto partecipata gia da
tempi più lontani. A testimoniare quanto fosse intensa la
partecipazione alla processione del Cristo morto a Sezze, V. Venditti
ricorda che in una lettera del XVII sec. inviata all'arciprete di S.
Rocco dall'abate cistercense di Valvisciolo, questi: "chiedeva
scuse ... per non poter mandare alla processione tradizionale del Venerdì
Santo che solo duecento persone, tra monaci, famiglie e dipendenti del
convento"! La confraternita era governata
da un priore, eletto dai confratelli ed era amministrata dagli
officiali, quattro procuratori e un depositario (cassiere), che venivano
eletti il giorno dell'Epifania a scrutinio segreto alla presenza del
vescovo o del vicario generale, che nel XVIII sec. diventa governatore
della confraternita. Gli officiali al termine del loro mandato annuale,
dovevano render conto dell'amministrazione. Gli incontri, generalmente, avevano luogo ogni primo
lunedi del mese per la celebrazione dei defunti e l'esposizione del
Sacramento. Nel tempo il lunedì resta riservato all'esposizione del
Sacramento, l'ufficio dei defunti viene spostato al martedì. Il sabato presso la cappella
della Madonna dei Monti (chiesa di S. Rocco), loro patrona, il
cappellano della confraternita provvedeva a recitare il rosario. Ogni
anno per la commemorazione dei morti, nei tre giorni precedenti il 2
Novembre, essa curava l'esposizione solenne del SS.mo Sacramento, e si
celebravano molte messe. Grande festa si faceva il 26
Aprile per la Madonna dei Monti, che veniva portata in processione per
le strade del paese; vi partecipava il Capitolo dei canonici della
cattedrale. La confraternita faceva anche celebrare le feste dei
santi cui erano dedicate le cappelle laterali della chiesa: S. Giovanni
Battista, S. Carlo Borromeo e S. Nicola di Mira. Nel pavimento della cappella
della Madonna dei Monti, lungo le pareti di destra e di sinistra. si
aprivano le tombe in cui venivano sepolti i confratelli della
confraternita. L'abito proprio della
confraternita era ed è costituito da un saio completamente nero con
cappuccio. I confratelli lo indossavano
nelle varie azioni liturgiche e durante le processioni, nelle quali la
confraternita era preceduta dalla propria croce e il priore portava in
mano un bastone processionale. LA
CONFRATERNITA DEI SACCONI La
Confraternita dei Sacconi fu creata nel 1763 ed aggregata alla primaria
di Roma. Ne facevano parte solo i cittadini dì elevato prestigio
sociale, di buona condotta morale e di un cospicuo reddito. L'ammissione
di un confratello era festeggiata con un rinfresco o con un pranzo
offerto dal neoadepto ai vecchi confratelli. Il
compito della Confraternita era innanzi tutto quello di dare sepoltura
ai poveri e di fare opere di misericordia e penitenza. Ora questi atti
di pietà e di carità non vengono più esercitati, in quanto non più
richiesti. Attualmente
partecipano solo alla Processione del venerdì Santo. Vestono una tunica
bianca di tessuto rozzo trattenuta in vita da un grosso rosario, coprono
il volto con un cappuccio bianco che lascia scoperti gli occhi, in mano
portano delle ossa umane che simboleggiano il fondamentale dovere. La
Confraternita ha sede nella chiesa di san Pietro. LA
CONFRATERNITA DEL ROSAIO La
confraternita del Rosario ha la funzione di incrementare il culto da cui
prende il nome; si differenzia dalle altre perché non ha il compito di
pratiche di pietà e di misericordia. Nel
tempo andato possedeva fabbricati e terreni dati in lascito dai
benefattori. Questi
beni erano divisi tra i confratelli, alla loro morte ritornavano alla
comunità. Indossano
una lunga tunica bianca stretta da un cordone azzurro e bianco
terminante in due fiocchi, portano una mantellina azzurra bordata di
bianco; nelle processioni tengono in mano un leggero candeliere dipinto,
con cero acceso. Solo
il Giovedì Santo, durante la visita dei Sepolcri, i confratelli in
segno di lutto non indossano la mantellina e infilano il cappuccio
bianco lasciando scoperto il volto; si riuniscono in un locale adiacente
alla canonica della cattedrale. Si
riportano le norme da osservare durante le processioni. -
FALDONE N. 231 DELL'ARCHIVIO DI TERRACINA - 1) Sono proibite tutte le processioni nelle ore pomeridiane;. 2)
Ogni Confraternita che volesse fare le sue processioni deve presentare
in iscritto la domanda alla Commissione Vescovile residente in questa
curia ecclesiastica, almeno 10 giorni prima ed ottenerne il permesso in
iscritto; 3)
Sono assolutamente proibite le gare per chi deve portare le statue,
immagini, stendardi ed altro soliti 4)
Prima di fare la domanda di cui nel N. 2, si faccia il sorteggio tra i
Fratelli per istabilire chi deve portare le statue, immagini, stendardi
ed altro si porti nelle processioni. I nomi delle persone favorite dalla
sorte debbono essere comunicati alla Commissione nella stessa domanda di
cui sopra; 5)
Le vesti delle Confraternite debbono essere decenti, cioè pulite, non
isdrucite, ne scolorite e proporzionate all'altezza delle persone che le
indossano; 6)
Ogni Confraternita deve avere il suo Mazziere, il quale deve
sovrintendere perché la sua Confraternita inceda ordinatamente e
devotamente in processione, proibisca di parlare, di fermarsi
inopportunamente, rivolgersi a destra e sinistra, di fare introdurre tra
le file dei Confratelli persone estranee. Si eccettuano i soli,
cosiddetti, Angeletti, i quali debbono essere decentemente vestiti e in
grado di seguire la processione e debbono essere portati a mano dai
Confratelli stessi; 7)
La domanda che le Confraternite presentano all'Autorità Pubblica
Sicurezza per ottenere il permesso di fare la Processione deve essere
vistata da questa Commissione Vescovile; -
FALDONE N 231 DELL'ARCHIVIO DI
TERRACINA
- OGGETTO: CONFRATERNITA "GESU' E MARIA" - REGESTO La
Confraternita "Gesù e Maria" cercava i derelitti e i poveri,
li conduceva nella Confraternita, in un luogo chiamato
"ospedale" e qui provvedeva ai loro bisogni. Poiché
ad un certo momento l'elemosina dei cittadini venne meno, fu stabilito
che due "peterelli" stessero permanentemente al mulino a
chiedere la carità di farina in modo da provvedere al denaro per
l'esposizione delle immagini e per soccorrere i poveri. Il
proprietario del mulino, Muti, incuranti delle Bolle Pontificie, tentò
di togliere questo diritto alla Confraternita, ma alla fine, nel 1805,
dovette ammettere i peterelli. Nel
1871 tale diritto fu tolto alla Confraternita e arrogato al Municipio,
il quale mutò luogo all'ospedale e usò le farine solo per gli infermi. Essendo
la Confraternita di "Gesù e Maria" stata annessa al Capitolo
di S. Rocco, i documenti circa la causa intentata contro il Muti sono
conservati nell'Archivio della Collegiata di S. Rocco. CONFRATERNITA
DEL SANTISSIMO SACRAMENTO Congregati
di Fratelli della Veneranda Compagnia del Santissimo Sacramento di
questa città di Sezze sotto il dì 25 del corrente marzo hanno di
unanime sentimento risoluto, che il Signor Evangelista Tuccimei Prone
(?) ad Lites nella causa contro del Signor Avvocato Biasucci non debba
fare, ed accettare alcuna trattativa di accomodamento in detta causa, ma
Censi abbia ad agire con il massimo impegno per ultimarla. E' però con il .... da valere inculcano al predetto Signor Evangelista sta con tutte le facoltà necessarie, ed opportune di non dare alcun quartiere al Sign. Avvocato, ma di costringerlo giudizialmente ad ogni costo al pagamento della somma dovuta per soccorrere ai bisogni della predetta Confraternita per stroncare una volta le confirme fallaci promesse del debitore Biasucci su scritto.
Sezze questo Marzo 1819
In fede
Priore della Veneranda
Arciprete Silvio Franci Confraternita
del S.S. Sacramento |
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