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Conoscere Amare Conservare |
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Liceo Classico "Pacifici & De Magistris" Notizie storiche dal X al XIV sec. |
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Edifici pubblici e privati |
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Conoscere Amare Conservare seconda parte
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PALAZZO
COMUNALE A
Sezze, nel periodo precedente la costruzione del palazzo comunale, molte
funzioni pubbliche venivano svolte nella piazza della Incastellatura. Il
palazzo del comune e la sua piazza, costruiti fra il 1278 e il 1292,
vengono ubicati nell'area dell'antico foro romano, nel baricentro del
triangolo delle chiese di San Nicolai ( poi S. Pietro), Santa Maria e
San Paolo. L'edificio,
circondato da "sedimina" e "orti", di proprietà dei
fratelli Landolfo e Ottaviano Parola, "cives et milites setini",
si trovava nella decarcia San Pietro e confinava "A PRIMO LATERE
VIA PUBLICA, QUE DICITUR PLATEA MAIOR, A SECUNDO VIA PUBLICA ET DOMUS
HERED (UM) IOHANNIS LAMBARDI, A TERTIO DOMUS IACOBI PAFASII ET DOMUS
IUDICIS SAXONIS, A QUARTO DOMUS 10HANNIS CORESE ET DEODATI
PAPPAGALLI" Non sono note l'ampiezza dell'edificio e le misure
della piazza vicina, ma sicuramente la superficie non doveva bastare ad
una residenza conveniente, in quanto il complesso era stato integrato
con stabili, sicuramente vicini, di Angela e Albadiana Parola, sorelle
di Landolfo, espressamente donati "pro palatio Communis". Il documento di donazione non è rimasto: nell'inventario dei documenti spettanti al comune di Sezze, redatto il 17 agosto 1295 durante il podestariato di Nicola Boccamazza si legge però: "
ITEM UNUM INSTRUMENTUM CONFECTUM MANU IOHANNIS NIGRI NOTARII QUOI)
LOQUITUR SUPER DONATIONE FACTA PER ALBADIANAM ET ANGELAM SORORES
LANDULFI PAROLE DE PALATIO COMMUNIS SETIE''. Quali
siano stati gli interventi e i lavori edilizi eseguiti per migliorare
l'assetto degli edifici e predisporre la piazza non è testimoniato,
neppure si riesce ad ipotizzare i tempi di realizzazione e le maestranze
che vi avevano lavorato, ma dalla menzione del "Palatium. Comunis",
che compare nelI`"Actum" di tanti documenti successivi a
questa data, si desume la progressiva definizione degli edifici e il
completamentQ del complesso edilizio. Dalla
semplice indicazione della sede sono poi, via via, indicate le parti che
andavano a costituire il complesso municipale: la piazza (oggi Piazza IV
Novembre), delle scale costruite in seguito e, come elemento decorativo
e simbolico contrapposto alle case munite di torri che si trovavano
nello stesso quartiere, (come la casa con torre che fu di Alegretto e le
case con torri di Giordano di Norma), vi era stata, infine, l'aggiunta
di una torre merlata, per segnalare in modo evidente la sede del potere
civile. "SUB
PINNALI PALATII COMMUNIS SETIE" fu scritto un atto nel 1294. Nel
1296 si registra un atto fatto nella sede comunale, precisamente nella
Piazza comunale, luogo di riunione del popolo setino. Al
palazzo e alla piazza del Comune si accedeva da Porta Nova (oggi Porta
Gioberti) asse viario molto importante perché portava verso la parte più
alta del centro urbano, e che divenne il vettore Per
migliorare l'entrata al paese era stato eliminato anche il banco del
macello che guastava, con i resti e l'odore. delle carni, l'accesso al
centro urbano. Questa
strada divideva le due decarcie Strumili e Codarda, continuava poi in
decarcia S. Pietro, dove, oltre al palazzo del Comune e al centro della
vita sociale e civile, si trovava il nucleo più compatto dei complessi
edilizi delle famiglie eminenti di Sezze, per poi raggiungere la
"PLATEA DE INCASTELLATURA". Il
palazzo, attualmente restaurato e sede del locale Antiquarium, presenta
nel prospetto principale e nel cortile interno i segni della antica
struttura medievale; archi a tutto sesto in pietra calcare individuano
le originali aperture. PALAZZO
NORMISINI Entrando
a Sezze da Porta Romana, che anticamente era l'ingresso più importante,
immediatamente si è attratti da una costruzione in calcare locale a
scapoli sagomati messi in opera secondo fila di posa orizzontali
ingrigiti dal tempo, con eleganti finestre bifore, con archetti a sesto
acuto, fatti di blocchetti bianchi, separati da esili colonnine senza
scanalatura e con piccoli capitelli: è il 'TALAZZO NORMISINI", di
epoca medievale, appartenuto alla omonima nobile famiglia setina,
signora anche del castello di Monte Trevi. Di
essa se ne ha notizia fin dal 1296; infatti in atti di acquisto e di
locazione di quell'epoca e del 1298 è nominato " Nob. vir lordanus
De Normisinis". Nello stesso modo lo vediamo notato in un atto del
130 1, col quale il Comune gli cede un corso di acque per costruire un
mulino; questo fu sempre posseduto dalla famiglia, come abbiamo notizia
dal testamento di Ettore Normisini del 1520 "relinquit quinque
salmas grani de grano fructuum molendinanum de Normisinis, quae dicitur
le mole de plano sitae in territorio Setia .........". Nel
secolo XIV questa famiglia ebbe il dominio del castello di Trevi, quando
Tuzio Nonnisini sposò Tancia, ultima superstite dei signori di Trevi. Una
figlia di Bernardino andò sposa di Alessandro Caetani, che,
immaturamente morto, lasciava all'unica figlia Porfiria il dominio del
castello di Sgurgola. "Nobilis
mulier et adulescentula D. Porphiria, filia quondam magnifici D.
Alexandri Caj etani, cum praesentia et auctoritate D. Bernardini
Normisini sui avunculi ... ipsa D. Porphiria habet omne id et totum quod
ad eam in futurum spectabitur super castrum Scurculi" si legge in
un atto del 13 gennaio 1348. Accanto
al citato palazzo si nota un'imponente torre che è tutt'uno con esso ed
era uno dei lati della porta: elemento caratteristico di essa una lunga
feritoia. |
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