Analisi del 21°Anniversario

Buon compleanno Portale

28 /11 /2021

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Il Portale fotografico Setino nasce il 28 novembre del 2000 e oggi compie ventuno anni

Ventuno anni e una missione da compiere

Salvare l'identità culturale di Sezze

Un patrimonio da Riscoprire e Riqualificare
Ignazio Romano

Dall'amore per le proprie origini alla passione per la fotografia, dalla voglia di stare insieme e incontrarsi a quella di condividere esperienze attravesro la multimedialità, dalla curiosità di conoscere il propiro territorio alla necessità di promuovere i valori e i tesori in esso contenuti.

Nasce così il desiderio di Riscoprire tutti i segreti di una terra antica, per poi Riqualificare ogni perla della sua collana identaria e dare inizio così ad una nuova stagione, culturale, storica ma soprattutto legata al benessere e allo sviluppo economico sostenibile.

La scoperta del Riparo Roberto e della vicina Grotta Iolanda avvenuta nel 1953 ad opera del Professor Marcello Zei (paletnologo, Firenze 1920 - San Felice Circeo 2000) che è stato ricercatore a Firenze presso l’Istituto di Antropologia e ha svolto ricerche in varie località italiane e straniere. Allievo di Alberto Carlo Blanc (geologo, paletnologo e antropologo italiano (Chambéry 1906 - Roma 1960) professore di paletnologia all'Università di Roma, presidente dell'Unione internazionale delle scienze preistoriche) e di Paolo Graziosi, lo studioso fiorentino ha messo in luce alcuni dei più importanti insediamenti preistorici di Sezze dandogli rispettivamente il nome del figlio e della moglie.

Infatti nel1953 Marcello Zei, continuando il lavoro iniziato nel 1936 dal suo maestro, Professore Blanc, ha rinvenuto nelle vicinanze di Sezze, e più precisamente sul versante sud-ovest della valle del torrente Brivolco, un riparo lungo trenta metri frequentato dall’uomo in epoca pre-protostorica e una grotta poco profonda abitata dalle genti preistoriche circa 12.000-11.000 anni fa.  

Nella foto soppra, scattata nella primavera del 1936 molto probabilmente da Vincenzo Cardini, collaboratore del professore Alberto Carlo Blanc, si riconoscono Elena Aguet, futura moglie di Blanc (si sposarono il 20 febbraio del 1939, pochi giorni prima della scoperta di Grotta Guattari al Circeo), e suo fratello James Aguet, immortalati con il profesore  probabilmente il giorno della prima visita al riparo preistorico.   Elaborazione grafica I. Romano

Nella foto sotto la torre di difesa in opera poligonale che si trova lungo la via di accesso alla colonia latina di Setia fondata nel 382 a.C.

La storia di SEZZE
di E. Bruckner, L. Crescenzi
SEZZE (v. vol. Vil, p. 230)

La colonia latina di Setia fu fondata, secondo la tradizione riportata da Velleio Patercolo (1,14), nel 382 a.C.; non è tuttavia da escludere l'esistenza di un abitato sin dagli inizi del V sec. a.C., testimoniata da un passo di Dionigi di Alicarnasso (v, 61, 3). S. partecipò alla seconda guerra punica (Sil., VIII, 375-381 e X, 31-38), ma nel 209 a.C. rifiutò di fornire ulteriori contingenti (Liv., XXVII, 9), comportamento, questo, che le costò, nel 204 a.C., la perdita della propria sovranità di città-stato alleata (Liv., XXIX, 15). Nel 198 a.C. gli schiavi e gli ostaggi cartaginesi relegati a S. tentarono, senza successo, una rivolta (Liv., XXXII, 26). Durante la guerra civile fu espugnata da Siila (App., Bell, civ., I, 87; ma cfr. Plut., Sull., 28,7). Secondo il Liber coloniarum (p. 237, Lachmann), i triumviri vi istituirono una colonia di veterani. S. è ancora ricordata in fonti relativamente tarde (Ptol., Geog., in, 1,63 e Steph. Byz., s.v.).
La più alta magistratura della colonia latina era la pretura (CIL, X, 6466 = CIL, I, 2,1517), mentre con l'istituzione del municipio fu introdotto il quattuorvirato (CIL, X, 6463, 6467; Supplemento Italica, n.s., VI, Roma 1990, p. 26, nn. 8-9).
Il territorio di S. doveva estendersi oltre che sul pianoro settentrionale anche sulla sottostante pianura pontina (Strab., v, 3,5; Plut., Caes., 58; Mart., X, 74 e XIII, 112).
Le più antiche testimonianze umane attestate nell'agro setino sono quelle relative alla c.d. Grotta della cava di calcare, dove sono stati scoperti manufatti litici musteriani di facies pontiniana accanto a focolari e frammenti ossei di grandi mammiferi risalenti al Paleolitico Medio, periodo a cui vanno riferiti anche i resti di elephas antiquus rinvenuti presso la stazione ferroviaria. Alla fase terminale del Paleolitico Superiore e al Mesolitico appartengono i manufatti litici gravettiani della Grotta Iolanda. Il dipinto schematico («uomo a φ») dell'«Arnalo dei Bufali» è collocabile nel Neolitico o Eneolitico, mentre le raffigurazioni schematiche di animali disegnate con carboncino sulla parete di fondo del «Riparo Roberto» sono collocabili in un più ampio arco cronologico che va dal Neolitico fino all'età protostorica o addirittura all'età storica.
Un sepolcreto risalente alla media Età del Bronzo (XVI- XIV a.C.) di facies protoappenninica e appenninica con manufatti ceramici, ossei e bronzei è stato scoperto nella Grotta Vittorio Vecchi (Monte Fulcino). Allo stesso periodo risale l'insediamento di pianura individuato e parzialmente scavato in località Tratturo Canio. Il sito di Tratturo Canio è di grande interesse anche per la storia arcaica della pianura pontina, avendo restituito materiale pertinente a un'area sacra frequentata dalla fine del VI- inizî V sec. a.C. fino alla fine dell'età repubblicana.
In località Fontanelle (c.a 1 km a Ν di S.) è stato fortuitamente rinvenuto un corredo tombale inquadrabile nella IV fase laziale.
Inizialmente la colonia latina di S. era collegata a Roma attraverso la Via Pedemontana, dalla quale si diramava una ripida strada (opus durum, Ludi., frg. no, Marx) con muri di terrazzamento e bastioni difensivi in poligonale; a questa diramazione si riferisce probabilmente la notizia di una lastricatura da parte di un quattuorvir del municipio (CIL, X, 6467). Poco prima di entrare nella città la via era affiancata da una necropoli (CIL, X, 6464- 6465, 6469); un'altra si trovava in contrada Piagge Marine (CIL, X, 6471; Supplementa Italica, n.s., VI, cit., pp. 27, n. 10, 30-31, nn. 16-17), da dove, probabilmente, una strada si dirigeva verso Priverno.
Le mura urbane realizzate in opera poligonale rivelano integrazioni in opera incerta. All'estremità SO del suo circuito si trova un ampio avancorpo in opera poligonale bugnata, che ha un fronte di circa 30 m e a cui si addossano varie strutture in opera incerta: a SE una serie di sette cisterne solo parzialmente conservate; lungo la parete O due corridoi sovrapposti e sul terrazzamento superiore tre corridoi disposti a U. L'area urbana, caratterizzata da notevoli dislivelli, è in parte regolarizzata da muri di terrazzamento in opera poligonale (Via Cavour, Via Corradini). Si ha notizia dell'esistenza di una basilica, probabilmente eretta da M. Aemilius Scaurus (CIL, X, 6462) tra il 54 e il 52 a.C. La presenza di altri edifici è documentata da un mosaico policromo tardo-repubblicano a cubi prospettici (Porta Romana) e da vari resti di pavimentazioni antiche (Via Dante, Scalelle del Duomo).
Numerose sono le testimonianze cultuali. Epigraficamente è attestata l'esistenza di un tempio di Apollo (CIL, X, 6463), il culto imperiale associato (almeno inizialmente) a quello di Mercurio (CIL, X, 6461, 6464, 6469; Supplemento. Italica, VI, cit., p. 27, n. 10), e la presenza di un'area consacrata (Via della Fanfara, ibid., pp. 23-24, nn. 5-6). In contrada Crocevecchia si trova il basamento di un tempio in opera poligonale di calcare, adiacente al quale è stata rinvenuta una stipe votiva di III-II sec. a.C. Nell'area sacra di Tratturo Canio, ove un cippo tufaceo iscritto rivela l'esistenza del culto di Giunone Regina (ibid., p. 20, n. 2), un Postumio Albino console (ibid., n. 3) eresse, entro la metà del II a.C., un tempio ionico in tufo, che fu poi restaurato da un praetor (ibid., pp. 22-23, n. 4)·
Numerose le villae: quelle disposte lungo le pendici dei colli setini sono prevalentemente realizzate in opera poligonale con aggiunte in opera incerta e reticolata (Madonna dell'Appoggio, Cassone), mentre quelle situate in connessione con la Via Pedemontana (Antonina, Capannaccio, Le Grotte) e nella pianura (Muraccia, Fosso Venereo) sono realizzate in opera incerta e reticolata.
In contrada S. Isidoro (S. Scalo) sono stati messi in luce i resti di un impianto termale realizzato con muri in opera laterizia, mista e listata. Vi sono state inoltre rinvenute due statue marmoree femminili di età tardo-repubblicana conservate l'una al Museo Nazionale Romano e l'altra presso la Biblioteca Comunale di Latina.
Bibl.: In generale: L. Zaccheo, Sezze: ricerca bibliografica, Sezze 1983, pp. 103-126 (con bibl. prec.).
Età preistorica: A. G. Segre, I. Bidittu, Giacimenti quaternari e preistorici dei monti Lepini, in BLazioMerid, XI, 1982, p. 9; M. Rubini, L. Andreini, A. Coppa, Gli inumati della grotta Vittorio Vecchi di Monte Fulcino, in Rivista di Antropologia, LXVIII, 1990, pp. 141-163; L. Zaccheo, La Preistoria nei Monti Lepini, in Dall'Astura al Garigliano, un antico itinerario. Atti del 1 convegno di studi storici sul territorio della provincia, Latina 1991, s.l. 1992, pp. 11-22; A. Priuli, G. C. Sgabussi, I disegni a carboncino nel Riparo Roberto a Sezze Romano (LT), in L'arte in Italia dal Paleolitico all'età del Bronzo. Atti della XXVIII riunione scientifica, Firenze 1989, Firenze 1992, pp. 525-536.
Età romana: F. Coarelli, Lazio (Guide Archeologiche Laterza, 5), Roma 1982, in part. pp. 273-278; G. Bevilacqua, Una dedica a Diana proveniente da Sezze, mArchCl, XXXIII, 1983, pp. 216-218; L. Zaccheo, Edilizia romana a Sezze e la villa «Le Grotte», in Lunario Romano, 1983, pp. 437-449; M. Pagano, Nuovi cippi anepigrafi della centuriazione romana di Allifae, Capua, Puteoli e Setta, in RendAccNapoli, LIX, 1984, pp. 173-188; L. Zaccheo, Scoperto il tempio di Giunone, in II Comune oggi, VII, 11, 1985, pp. 6-10; id., I monti Lepini, Roma 1985, pp. 50, 54, 64-69; id., Presenze archeologiche a Sezze, in Territorio Pontino e danno ambientale (Quaderni dei Cepig 8-9), Latina 1986, pp. 59-78; R. Volpe, Selia, in Supplemento Italica, VI, Roma 1990, pp. 19-31; ead., in Epigrafia. Actes du Colloque International d'épigraphie latine en mémoire de Attilio Degrassi, Rome 1988, Roma 1991, pp. 382-383, tavv. XXXVII-XXXVIII

Nella foto sopra il blocco di calcare risparmiato dalle attività di cava dove sono state rinvenute le più antiche testimonianze umane attestate nell'agro setino. Sono quelle relative alla c.d. Grotta della cava di calcare, dove sono stati scoperti manufatti litici musteriani di facies pontiniana accanto a focolari e frammenti ossei di grandi mammiferi risalenti al Paleolitico Medio, periodo a cui vanno riferiti anche i resti di elephas antiquus rinvenuti presso la stazione ferroviaria.

Nella foto sotto le orme di dinasauro, scoperte nel 2003 nella cava di calcare a Sezze, completano il tesoro culturale che aspettano progetti di messa in sicurezza e riqualificazione.

Oggi, 28 novembre 2021, il numero dei visitatori del Portale fotografico Setino ha raggiunto quota 1.442.000  così distribuiti negli anni:

Nel 2001 il Portale ha ricevuto 2.900 visite con una media di circa  10 accessi al giorno 

Nel 2002 il Portale ha ricevuto 5.000 visite con una media di circa  15 accessi al giorno

Nel 2003 il Portale ha ricevuto 8.600 visite con una media di circa  20 accessi al giorno

Nel 2004 il Portale ha ricevuto 9.100 visite con una media di circa  25 accessi al giorno  

Nel 2005 il Portale ha ricevuto 19.800 visite con una media di circa 50 accessi al giorno

Nel 2006 il Portale ha ricevuto 32.400 visite con una media di circa 90 accessi al giorno

Nel 2007 il Portale ha ricevuto 82.300 visite con una media di circa 225 accessi al giorno

Nel 2008 il Portale ha ricevuto 95.000 visite con una media di circa 260 accessi al giorno

Nel 2009 il Portale ha ricevuto 115.000 visite con una media di circa 315 accessi al giorno

Nel 2010 il Portale ha ricevuto 138.700 visite con una media di circa 380 accessi al giorno

Nel 2011 il Portale ha ricevuto 121.600 visite con una media di circa 333 accessi al giorno

Nel 2012 il Portale ha ricevuto 152.900 visite con una media di circa 419 accessi al giorno

Nel 2013 il Portale ha ricevuto 142.300 visite con una media di circa 390 accessi al giorno

Nel 2014 il Portale ha ricevuto 125.000 visite con una media di circa 342 accessi al giorno

Nel 2015 il Portale ha ricevuto 104.500 visite con una media di circa 286 accessi al giorno

Nel 2016 il Portale ha ricevuto 75.000 visite con una media di circa 205 accessi al giorno

Nel 2017 il Portale ha ricevuto 62.000 visite con una media di circa 170 accessi al giorno

Nel 2018 il Portale ha ricevuto 48.000 visite con una media di circa 130 accessi al giorno

Nel 2019 il Portale ha ricevuto 37.000 visite con una media di circa 100 accessi al giorno

Nel 2020 il Portale ha ricevuto 30.000 visite con una media di circa 82 accessi al giorno

Nel 2021 il Portale ha ricevuto 35.000 visite con una media di circa 95 accessi al giorno

Auguri Portale

                                          Ignazio Romano

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28 /11 /2021