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Una
tradizione così importante va promossa adeguatamente
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La
tradizione millenaria del nostro paese ha bisogno di misure
concrete, e la produzione del pane, se adeguatamente
incentivata, è tra le risorse più importanti su cui Sezze deve
scommettere. |

Forno a legna
di Sezze negli anni '60
nella foto ci sono da destra: Crocifissa la cariatora, Dora Borza, Rosina
Nazzò, La Papea
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Arriva
con "Il Caffè"
il
Pane di Sezze
alcuni
commenti....
“Era ora che qualcuno si ricordasse del pane di Sezze.”
“Un
profumo unico quasi dimenticato; è proprio vero!”
“Nessuno
parla mai del nostro pane, ma chi è questo Caffè?”
“Noi
sezzesi non riusciamo a promuovere adeguatamente le nostre
tradizioni.”
“Alla
sagra del carciofo molti si sono ricordati della tradizione del
pane;
(
- Colli tutto l’anno- -Scuola
Piagge Marine- ) ma i forni a legna, quelli dove si fa il pane di
Sezze, stanno scomparendo.”
“Nessuno
fa nulla per incentivare la produzione del pane tradizionale”
“Il
forno di Onelia è una delle ultime realtà che segue la
tradizione setina” |


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Questi
alcuni dei commenti a caldo, nei bar e nelle vie di Sezze,
che ho potuto raccogliere durante la distribuzione del
quindicinale “Il Caffè” di maggio. All’interno un
servizio di tre pagine, di cui sono in parte autore, sulla
panificazione tradizionale a Sezze. Tutto è nato l’anno
scorso quando ho preso contato con la redazione de “Il Caffè”
di Aprilia, subito dopo l’uscita del numero zero. “Ancora
non siamo pronti per estendere al territorio di Sezze la
distribuzione del giornale, ma terremo presente la Sua
disponibilità”. Così mi rispose il caporedattore Francesco
Buda. Ci siamo risentiti a marzo 2003, Francesco mi ha chiamato
proponendomi, per l’appunto, un servizio sulla panificazione
tradizionale a Sezze. “Santo cielo -ho risposto- non so nulla
sull’argomento!” Ma pur di promuovere il mio paese ho
promesso a Buda che avrei iniziato una ricerca.

Ho
cercato sui libri e sulle pubblicazioni che possiedo, ho
chiesto agli amici ed infine sono andato da Luigi Fusco. Qui ho
trovato tanta disponibilità e ho preso accordi per realizzare
un servizio fotografico sull’intero ciclo della panificazione
nei locali del forno di via Villa Petrara. Da piccolo andavo lì,
da Onelia, a comperare il pane fresco, per questo mi sono
trovato subito a mio agio e tra gente familiare. Gli addetti al
forno sono stati tutti molto simpatici e disponibili nel
collaborare alla realizzazione delle foto. Per me
un’esperienza nuova e tutto un mondo da scoprire, quello del
forno, ma soprattutto un mondo da valorizzare e difendere. Con
queste motivazioni ho trovato le energie e le convinzioni per
fare un buon lavoro.

Fatte
le foto mi mancava un’intervista che narrasse come le
nostre nonne facevano il pane tanti anni fa. Avevo individuato
alcune signore che hanno panificato per anni, ma non trovavo il
tempo per ascoltarle. Poi, improvvisamente, mi sono tornati in
mente i racconti di mia madre e della nonna Stella. A 12 anni
mia madre rimane orfana e dalla nonna Stella Fattorini apprende
l’arte della panificazione. Ma non solo; Stella è colta ed
insegna a sua nipote i versi della Divina Commedia e delle
maggiori opere liriche. Di lì l’intervista e l’articolo
di tre pagine pubblicato da “Il Caffè” con mia grande
soddisfazione.

Perché,
si chiederanno in molti, in giorni in cui tutti distribuiscono
“santini” per avere la possibilità di amministrare Sezze,
tutto questo lavoro per un articolo sul pane?
Dopo
aver ringraziato doverosamente la redazione de “Il Caffè”
ed il suo direttore Stefano Carugno, posso rispondere anche a
questa domanda:
“Che
ci crediate o no ho voluto solo ricordare che, a Sezze, anche la
panificazione, intesa come valore della cultura locale, sta
facendo la fine dell’agricoltura, dell’archeologia, delle
usanze e della storia dei nostri luoghi, ovvero, sta
scomparendo con la complicità di noi sezzesi”.

In
questi giorni (24-25-26 maggio) a Roma, 40 sindaci delle
città più importanti del mondo, 70 mini-delegati
rappresentanti del Parlamento dei Giovani e tante personalità
illustri stanno tenendo una conferenza sulla Glocalizzazione,
per ricordare che sono i valori locali ad esaltare la comunità
mondiale. La via indicata dal The Glocal Forum è quella
da seguire dai nostri amministratori. “Sezze”
rappresenta una vera anomalia, dove numerosi tesori vengono
trascurati senza che nessuno alzi un dito. Denuncia sostenuta da
tutte le persone che mi hanno aiutato a pubblicare il servizio e
che hanno mostrato la mia stessa sensibilità su questi temi.

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Voglio
anche ricordare che alla 34a Sagra del Carciofo la
scuola elementare Piagge Marine ha allestito una accurata ricerca degli
oggetti tipici della panificazione tradizionale, e nelle foto ne possiamo
vedere alcuni: dalla “rasora” strumento con cui si divideva la massa,
alla “panara” lunga pala con cui si infornava il pane, ai panni usati
per avvolgere il pane.
Sempre
alla 34a Sagra del Carciofo l’associazione “Colli tutto
l’anno” guidata dal Presidente Lino De Angelis ha portato in scena la
commedia dialettale di Alberto Ottaviani “La Panicotana, la Cariatora e
il Lupinaro” tutta incentrata sulla lavorazione del pane. Lo stesso
Ottaviani, autore di numerose opere in vernacolo, ci ha spiegato che spesso
la panificazione avveniva in piena notte quando è facile che nascono
leggende. Due donne nel buio del paese (all’epoca non c’era
l’illuminazione pubblica) buttano via il pane e scappano impaurite per
aver scambiando un ubriaco per un “Lupinaro” in italiano un lupo
mannaro, in seguito rivelatosi marito della “Panicocana” la
massaia.

Come
in tutti i miei servizi è di fondamentale importanza trovare la
disponibilità e la cortesia della gente. In questa occasione ho
conosciuto tanta persone simpatiche e pronte a collaborare con me. Si
tratta degli addetti al forno di “Onelia” che mi hanno
cortesemente accolto e pazientemente sopportato per tutta la lavorazione
del pane che ho ripreso. Un grazie particolare va a Luigi Fusco,
proprietario dell’attività, che con i suoi suggerimenti mi ha
consentito di realizzare il lavoro mettendomi subito sulla strada giusta.
Tutto questo rende il servizio più ricco e vicino alla realtà, prendendo
il carattere e l’importanza di un documento.


(
Servizio lavorato tra marzo ed aprile 2003, in rete dal 24 maggio )
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