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Nando
Gazzolo - Pietro Longhi
- Lorenza Guerrieri
Servo
di scena
di
Ronald Harwood
Traduzione
di Masolino D'Amico
regia
di Silvio Giordani

Nando
Gazzolo e Pietro Longhi
al "Mario Costa" di Sezze il 18 gennaio alle ore 21,00
Personaggi
ed interpreti
Sir
Ronald:
NANDO GAZOLO
Norman:
PIETRO LONGHI
Milady:
LORENZA GUERRIERI
Madge:
ANNA CUGINI
Irene:
ALESSANDRA BELLINI
Geoffrey
Thornton:
EMANUELE MAGNONI
Mr
Oxenby:
CARLO ETTORE
scene
di Francesco
Margutti Costumi
di Lia Aiello
La
stagione teatrale setina riprende con “Servo
di scena”, la più nota commedia di Ronald
Harwood. Un classico
d'autore, uno struggente dipinto della vita di teatro così diversa da
quella reale. Il ritratto amaro di un attore,
grande interprete di Shakespeare in scena, e
uomo capriccioso e malato dietro il sipario, costantemente accompagnato
e assecondato dal suo servo di scena. Il background è un teatro di
Londra, nel 1942, dove va in scena un Re Lear
accompagnato dalle sirene d'allarme dei bombardamenti. La regia è di
Silvio Giordani.
La
commedia racconta la giornata “finale” di un attore. Uno di quei geni
della mimesi istrionica, potente interprete di Re Lear,
ma nella vita seduttore invecchiato, grande
narciso ripiegato malinconicamente su se stesso, tutto egoismo e languore,
fascino e miseria, immagine degli ultimi mostri sacri. L’attore è Nando
Gazzolo, ideale interprete di
“quel grande avvenire dietro le spalle” caro a Vittorio Gassman.
Nando Gazzolo, nella sua maturità di
interprete per i colori e lo spessore della sua recitazione, è
capace di cogliere con la stessa qualità il comico e il drammatico. Gazzolo
è oggi un “sir Ronald”
perfetto.

Lo
stesso Harwood
in una intervista diceva “ …voglio che la
gente senta che la vita è terribilmente buffa e terribilmente triste”.
Ecco Nando Gazzolo può farci sentire questa
grande intuizione dell’autore e raccontare la fine di un mattatore con
tenerezza e ironia. Splendori e miserie. L’attore muore quasi insieme a
quel tipo di teatro che rappresenta il repertorio, le compagnie girovaghe
che “battevano” la provincia, le crisi di memoria, gli smarrimenti. C’e’
un altro elemento che affascina nella commedia di Harwood
ed è l’irrazionalità dell’amore, della gelosia, della tenacia, della
servitù.

Perché
un servo di scena dovrebbe servire il suo padrone
mentre stanno cadendo le bombe? Già, le bombe. La guerra è
intorno al teatro dove si recita e le bombe sono quelle tedesche del
’42. La commedia è tutta lì, nel backstage di un teatro durante un
bombardamento. Ed è un irrinunciabile legame
tra teatro, civiltà e storia! E’ una cantata, un inno al sogno e
all’illusione di spazzare via con la civiltà le
forze oscure della guerra che incombe tutto
intorno… oggi come ieri.

















Il
Presidente Stefano Baratta con il cast degli attori a fine spettacolo
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