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Conoscere Amare Conservare |
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Liceo Classico "Pacifici & De Magistris" Notizie storiche dal X al XIV sec. |
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Cinte murarie, porte e torri |
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Conoscere Amare Conservare seconda parte
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LE
PORTE DI SEZZE PORTA
ROMANA: Posta
a sud‑ovest della città, anticamente doveva essere l'ingresso più
importante di Sezze, in quanto dava l'accesso alla città dalla strada
che proveniva dal piano (p.ta di Piano) e da Roma (da cui l'appellativo
di porta Romana) e che passava attraverso importanti edifici monumentali
extraurbani. La piazzetta di porta Romana si presentava all'incirca
uguale a quella attuale. Un importante disegno del pittore Carmignani ci
ripropone l'antica Porta Romana: esso rappresenta l'ultima e unica
testimonianza che abbiamo della porta, prima che andasse distrutta;
parti delle strutture sono ancora quelle di età romana, così l'ampio
arco a tutto sesto a grossi conci di calcare locale, sormontato da una
trabeazione in opera quadrata, coronata a sua volta da una cornice
aggettante, che all'epoca del disegno rimaneva ancora per una parte
insita sul lato sinistro. Non è possibile dire il sistema di chiusura
della porta che, però, per analogia con altre di simili sistemi
difensivi, doveva essere a saracinesca, di cui rimanevano le guide nelle
pareti interne dell'arcata. Sul lato della Porta si trova in buono stato
di conservazione l'edificio medioevale appartenuto alla nobile famiglia
dei Normesini, signori del castello di Monte Trevi. Sotto
la pavimentazione dell'attuale largo che si apre davanti Porta Romana,
ancora si conserva "in situ" la vecchia strada romana formata
da robusti basoli di calcare. Vicino la porta è stato rinvenuto nel
1960 un magnifico mosaico policromo geometrico risalente al I sec. a.
C.. All'estremità sud‑ovest del piazzale antistante Porta Romana
ancora sono visibili i ruderi di una torre medievale PORTA
PAOLINA: Questa
porta nel tempo ha visto cambiare spesso il suo nome. In un documento
del 6 marzo 1296 è detta Porta Rea (è l'unico documento in cui viene
nominata così);in esso si legge che il Comune di Sezze nomina
CRISTOFORO MARRACONI procuratore per stipulare con MAGISTRO GREGORIO
medico di Sezze il contratto di affitto del macello per due anni. Poi è
diventata porta Nova, quindi porta Paolina o Gioberti. Non
molto ampia, ha un'arco a tutto sesto che poggia su piedritti formati da
blocchi squadrati di calcare. La parte esterna dellaporta è abbellita
dauna decorazione geometrica, ottenuta incidendo gli intonaci in modo da
ripartire gli spazi. La parte superiore è completata da tre merli
ghibellini, che danno maggiore slancio alla struttura. Fino all'inizio
di questo secolo esisteva un robusto portone di legno a due battenti,
che veniva chiuso la sera; rimangono ancora i fori degli stipiti. PORTA
PASCIBELLA: Era
l'ingresso orientale di Sezze. Da essa i Setini passavano per andare,
tramite la scorciatoia delle Mole e del Rosacco, ai campi, che si
trovavano nei pressi del fiume Ufente. A tal proposito ci piace
ricordare che anche due illustri personaggi, il Papa Sisto V e San
Luigi, giunsero a Sezze a dorso di mulo attraverso la scorciatoia
("costa" in gergo locale) delle Mole. La
porta fu ubicata in questo punto già in età romana, nella cinta di
mura di mura in opera poligonale del IV sec. a. C.. Inserita nelle mura,
la porta, ma nel rifacimento medioevale, ci appare nel disegno
lasciatoci dal Corradini nel 1705; essa è vista dall'esterno e ha sullo
sfondo la chiesa di Santa Parasceve. La porta di "gotico modo"
(così la chiama il Marocco) si presentava di imponenti dimensioni, con
l'arcata fortemente
ogivale che insisteva su robusti piedrittif ormati
da
conci di
calcare locale. Essa doveva avere PORTA
SANT'ANDREA: E'
l'ingresso a nord di Sezze. Oggi di essa è rimasto solamente il nome,
non esiste né la porta né alcuna documentazione grafica che la
rappresenti. Le uniche sue tracce sono strutture appartenenti alla porta
di età romana, distanti dall'attuale ingresso, e ciò dimostra che in
origine la porta aveva una diversa ubicazione. Si tratta dei resti dei
piedritti della porta, che doveva essere ad arco a tutto sesto,
costruiti secondo la tecnica dell'opera poligonale, risalenti al IV sec.
a. C.. In età romana questa porta fu chiusa e sostituita da un'altra,
che probabilmente si trovava nello stesso punto dell'attuale ingresso. |
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Conoscere Amare Conservare seconda parte
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