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Conoscere Amare Conservare |
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| Seconda parte | Terza parte | |
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Liceo Classico "Pacifici & De Magistris" Dalla preistoria all'epoca romana |
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Siti ed epigrafi rinvenute sul territorio |
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Conoscere Amare Conservare prima parte
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Paese
di antica e nobile origine, Setia vanta un patrimonio artistico monumentale di
altissimo pregio, potendo esso offrire testimonianze di meravigliosa
vitalità dall'età preistorica, attraverso il periodo romano e
medievale, fino al recupero e alla conservazione delle rarissime
testimonianze del nostro secolo. Il nostro paese, abitato fin dalla
preistoria, come dimostrano i diversi reperti di varia natura custoditi
nel locale Antiquarium, è dunque un'area di insediamento antichissimo.
La parte più antica è testimoniata da ampi tratti delle robuste mura
poligonali, che corrono lungo tutto il perimetro urbano. In esse
possiamo individuare, dove più e dove meno, le quattro maniere
costruttive. Altri tratti emergono nella parte più alta ed interna del
paese, dove un tempo sorgeva l'acropoli. Si tratta di muri di
terrazzamento ( Via Cavour e Via Corradini ). Il tratto più esteso si
può percorrere al di sotto della chiesa di Santa Parasceve, presso la
Porta Pascibella, da dove parte una strada esterna che costeggia
l'edificato poligonale; qui si possono ammirare i resti delle antiche
mura difensive della città, con blocchi bugnati, un ampio e perfetto
tratto di mura alto circa 10 metri, con massi enormi, la posterula e i
resti della curia setina, di cui troviamo traccia anche nelle stampe del
Corradini Non
si conservano, invece, i resti delle antiche porte di accesso alla città
tranne Porta S. Andrea, che è ancora in parte individuabile. E'
doveroso menzionare anche le interessanti ville rustiche di età romana,
situate soprattutto sulle pendici della collina lungo il percorso
dell'antica via Pedemontana, che precedette la via Appia nei
collegamenti tra Roma e il sud del Lazio. Degna di particolare interesse
è la villa chiamata " Grotte " che fu abitata per molti
secoli, come si può desumere dalle varie fasi costruttive che si
estendono dalla la
età Repubblicana al Il'
sec. d. C. La villa si presenta ai nostri occhi ben conservata ( dato un
recente restauro ). La parte inferiore era adibita a cantine e
successivamente a cisterne per la raccolta delle acque. Il piano
superiore era invece abitato. Anche se, come detto, numerosissime sono
le testimonianze del periodo protostorico, se non paleostorico, il
momento In
ordine sparso proporremo le epigrafi ancora oggi visibili nell'area
dell'urbe setina. EPIGRAFI
ORIGINALI 6462:
SCAVRVS
PR PRO COS BAS
PROCO(N)S(UL)
BAS[ILICAM] Parte
di epistilio composta da due blocchi di calcare locale, di cui il primo
mancante nella parte sinistra; i lati superiori ed inferiori sono
lavorati, il retro è grezzo. [ dim.44x98x26 ( primo blocco), 44x197x34
(secondo blocco)]. Il personaggio viene generalmente identificato con M.
Aemilius Scaurus, pretore nel 56 a.C e proconsole in Sardegna nel 55;
l'iscrizione andrebbe datata, quindi, fra il 55 e il 52 a.C., anno in
cui Scauro fu costretto all'esilio, dopo che fu condannato per
corruzione.
6466:
L. PACONIOS T. F. PR
DEDICAVIT
F(ILIUS) PR(AETOR) DEDICAVIT. Blocco
di calcare di cui si conserva solo la parte inferiore; è stato
riutilizzato, insieme con un altro blocco, per ricavare una mensa
ponderaria. Questa epigrafe viene considerata di carattere funerario
(62x62x63) Circa la datazione di questa iscrizione discordanti sono le opinioni di Zaccheo e Coarelli. Infatti il primo suggerisce una datazione intorno all'inizio del I' sec. a C., mentre il secondo sostiene, vìsti i caratteri paleografici, la tesi di una datazione più alta, risalente al 111 sec. a.C.
6469:
[
]
L
SALVIA FECIT SIBI ET
La ricostruzione del testo
di questa epigrafe [
]
LIO P L PHILOCENI PATRONO SVO
ET
non è possìbile, in quanto
l'originale
QVINCTIO
THEOXENO MEDICO SEXVIR AVG
è mutilo della parte
iniziale. L
QVINCTIO SOTERICO
Frammento
di lastra di calcare locale, mancante a sinistra, e con il retro grezzo.
(57x 1 80x26) Dall'analisi del testo si può dedurre che presente era in
Sezze la "gens" Salvia, che contava fra i suoi esponenti
alcuni dei medici più
insigni dell'epoca 6471:
C. LICINIVS
CAIUS LICINIUS
ASCLEPIAS
ASCLEPIAS
MEDICVS
MEDICUS Iscrizione
incisa su una roccia dì calcare( specchio epigrafico ribassato e
riquadrato da una comice) sulla sinistra del sentiero che dalle Piagge
Marine scende lungo il versante SE del Monte Trevi; si trova a ca. 4,5
metri sopra l'attuale livello stradale. Il contenuto riconferma quanto
scritto nell'epigrafe precedente, per la memoria della tradizione medica
setina. 6480:
IN 2° blocco di calcare locale in cui sono state successivamente ricavate le vaschette per una mensa ponderaria, insieme con la 6466; mancante a destra. Si pensa che fosse un " TERMINUS SEPOLCRORUM le lettere IN che vi sono incise costituiscono un chiaro riferimento ai limiti di un'area sepolcrale in lunghezza piedi... ). 6472:
TREBIANVS
TREBIANUS
PRAECO
PRAECO L'epigrafe,
ritenuta irreperibile fino al 1985, è stata rinvenuta dai proprietari
all'angolo del Palazzo dei Vescovado (proprietà privata) scendendo da
Via Della Speranza e identificata nel 1997 dalla Dott.ssa Bruckner.
NOTA: Vicino
a Terracina sono state rinvenute anfore con bolli recanti il nome della
GENS VEVEIA, produttori di vino, a Sezze testimoniata dall'epigrafe
sopra descritta, che riporta il nome di A
carattere religioso è stata rinvenuta nel territorio una basetta
parallelepipeda di marmo bianco, con cornice modanata che riquadra il
campo epigrafico sul lato frontale, corrosa in più punti; fu rinvenuta
nelle vicinanze della città e più precisamente presso la via Appia.
Alla
fine di ogni rigo c'è un piccolo tratto obliquo che segna la fine dei
verso. L'iscrizione è formata da esametri piuttosto scadenti e
costituisce un ex‑voto per la guarigione effettuata da Diana ( qui
chiamata con l'epiteto potnia). Bevilacqua, riflettendo su questa iscrizione, ha sostenuto che ci sia un rapporto con una stipe votiva, in cui era una statuetta di Diana, rinvenuta presso la località Ponte della Valle, dove ci sarebbe stato un tempio della dea. La datazione di questa iscrizione risale, probabilmente, ad età imperiale avanzata, forse Il secolo d.C. Cippo
di tufo litoide, scheggiato nell'angolo superiore sinistro; presenta
sulla faccia superiore due vaschette circolari; la superficie è
abbastanza scabra; questo cippo fu rinvenuto nel 1976 presso Via
Fanfara. Probabilmente si tratta di cippi posti presso un'area
consacrata; questo fa pensare ad un uso libatorio per le vaschette.
Forse risale all'età repubblicana, data la C molto tondeggiante e la
forma particolare della R. SACR(UM) Cippo
di tufo litoide, abbastanza consunto negli angoli superiori; esso
presenta nella faccia superiore due vaschette circolari. Fu rinvenuto
nel 1976 presso via Fanfara insieme con il precedente e presenta le
stesse caratteristiche. SACR(UM) Frammento
di calcare mutilo da ogni lato. Fu visto per la prima volta dal Tufo
murato in una torretta medievale, poco distante dalla zona
dell'Anfiteatro. ---------- [ - - - ] IIIIvir [ - - - ] [- - - ]ori [ - - -] [ - - - ] patr [ - - - ] [ - - - ] hic [ - - - ] [ - - - ]circ [ - - - ] [ - - - ]dedit [ - - - ] Secondo
Armstrong questo frammento sarebbe datato, per il tipo di lettere,
intorno al III secolo. E' indubbia l'interpretazione di Armstrong per la
seconda linea [praet]ori, visto che la pretura è una magistratura
attestata a Sezze solo per l'età repubblicana; si potrebbe invece
pensare a [curat]ori, mentre non fa difficoltà l'integrazione patr[ono]
alla terza linea; sulla base del l'integrazione della quinta linea circ[enses],
proposta anche da Armstrong, il Tufo ritiene che il cosidetto Anfiteatro
sia in realtà un circo ( anche se in realtà non ne è mai stata
confermata l'esistenza). Blocco
di calcare rotto obliquamente sull'angolo superiore destro; i margini
sinistro e Inferiore sono irregolari. Questo frammento fu rinvenuto nel
1953, durante i lavori di sistemazione della strada delle Piagge Marine. C. BARBIO CLEONTI, MEDICO, SEVIRO AUGUST(ALI), QUI VIX(IT) ANN(IS) LXXVII, ULPIA CRESTE CONIUG(I) ET BARBIUS VALENS
PATRI FECER(UNT). Al
sesto rigo di questa iscrizione, la A di patri è eseguita con il
tratto orizzontale spezzato. Oltre a questo medico Cleonte, ce ne furono
altri a Sezze, di cui uno anche seviro augustale. E' di datazione
piuttosto tarda, poiché manca il prenome del figlio e il generale
aspetto dell'iscrizione è paleografico. Frammento
di lastra di calcare locale, di cui si conserva solo un piccolo tratto
del lato superiore. Il campo epigrafico è riquadrato da una cornice a
rozza gola rovesciata. Il luogo e la data del ritrovamento sono incerti. In feci [ - - - ] D. Aemilius [ - - - ] D. Aemilius [ - - - ] [
D. ]Ae[ - - - ] ---------- L'esatto
incolonnamento delle lettere fa pensare che si abbia alla quarta riga lo
stesso gentilizio, e che si tratti forse dell'iscrizione di un sepolcro
di famiglia. L'iscrizione sembra della tarda età repubblicana o degli
inizi dell'età imperiale. Blocco
di calcare integro solo sul lato sinistro. Fu ritrovato nel 1907 in
contrada Piagge Marine. ---------- L.
Anni L.I. Erophil [ i- - - ] Clodia
A.I. Salv[ ia- - - ] L.
Anni Erophilí I. N. [
- - - ] ---------- Al
primo rigo, Paribeni mette una specie di nesso tra A e N alla fine di
Erophil-. La formula onomastica della terza riga serve a far notare che
si tratta di un N[ - - - ], liberto del primo personaggio citato, già a
sua volta liberto; rimane ignoto il motivo del genitívo alla prima
riga. La variante Erophilus per Herophilus è piuttosto rara e mai
attestata a Roma. Frammento
di lastra di marmo bianco, di cui si conserva integro solo il lato
inferiore, lisciato come il retro. Fu rinvenuto prima del 1908 presso la
Crocevecchia; fu vista nel 1915 da Armstrong nel giardino Maselli e poi
dal Zaccheo nel 1970 nello sterro della via dei Templi. ---------- [
- - - ]ia[ e- - - ] [ - - - ] lius Eudem[ us- - - ] [
- - - ]via
Secura [
- - - ] [
- - -
infe]licissimi [
- - - ] E'
probabile che sia una dedica sepolcrale ad una figlia morta da parte di
genitori infelicissimi. Frammento
in blocco di calcare locale, di cui si conserva l'angolo superiore
destro; fu rinvenuto nel 1969 in un terreno adiacente la Strada Vecchia
presso la Madonna della Pace. [
- - - ]tius
Q. E [
- - - ] f.
Minor ---------- I punti divisori sono costituiti da barrette orizzontali. Il generale aspetto paleografico dell'iscrizione, con lettere tonde piuttosto larghe, M a tratti divaricati, ecc., oltre la mancanza del cognome del primo personaggio, la fa attribuire al IIII - Il sec. a.C. E' probabile che Minor non sia un vero e proprio cognome, ma un appellativo. Frammento
di blocco calcareo, mutilo da ogni lato e con lettere molto corrose. Fu
visto nel 1907 in una macera sulla via che va Alla Mola, in contrada
Piagge Marine. ---------- [
- - - ]MEL
[
- - - ] [
- - - Ni]
candri M[
- - - ] ---------- Armstrong
si limita a dire che la lettura della prima riga è molto dubbia.
Paribeni propone la pertinenza all'iscrizione già citata prima, vista
l'eguale altezza delle lettere. Blocco
di calcare locale rotto in due pezzi, con retro e lato inferiore grezzi,
rinvenuto in strada Piagge Marine. in
f(ronte) p(edes)XII Blocco
di calcare locale con lato inferiore grezzo. Fu rinvenuto nel 1953
presso la strada delle Piagge Marine. in
a(gro) p(edes) XVI Questa
iscrizione va collegata con la precedente, insieme alla quale si
stabiliscono i termini di un sepolcro. |
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