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Sezze,
13 dicembre 2011
Riaperto
l'ufficio postale dei Colli di Suso
L’ufficio
postale dei Colli di Suso di Sezze nei giorni scorsi è stato riaperto
all’utenza dopo due settimane di inattività. Quei problemi
strutturali riscontrati a seguito di un sopralluogo tecnico, tali da
aver spinto i responsabili delle Poste Italiane a chiudere l’immobile,
sono stati risolti grazie all’intervento del privato, proprietario
della struttura. Le crepe all’interno e all’esterno del locale sono
state assestate grazie a lavori di risanamento delle pareti, intervento
sufficiente per rendere di nuovo agibile la struttura, metterla in
sicurezza e per riaprire quindi lo sportello di Colli di Suso. Ad
interessarsi del problema anche Fausto Perciballe, presidente
dell’associazione “La Compagnia”, sodalizio setino che in passato
ha già eseguito dei lavori di riqualificazione dell’intero stabile
grazie alle somme ricavate dalla manifestazione “Sagra della
Panzanella”, giunta ormai alla quinta edizione. L’Ufficio postale
dei Colli è considerato dalla comunità dei Colli un servizio
fondamentale, esso raccoglie un bacino di utenza molto consistente e in
molti casi funge da soluzione alternativa all’ufficio centrale di
Piazza De Magistris di Sezze. Proprio per tale ragione c’è stato un
interessamento immediato affinché la struttura fosse riaperta agli
utenti nel più breve tempo possibile.
Sezze,
7 dicembre 2011
Pd
e Idv, è di nuovo amore
Continuano
gli incontri tra i partiti in vista del voto
Prove
di riavvicinamento tra il Partito democratico e l’Italia dei Valori di
Sezze in vista del voto amministrativo che si terrà il prossimo maggio.
Quando distanti anni luce sembravano le due posizioni, considerando
anche le dichiarazioni al vetriolo che ci sono state in passato, ecco
che le distanze si sono improvvisamente accorciate, al punto che i due
partiti sarebbero in procinto di sottoscrivere un accordo che li vedrà
nuovamente fianco a fianco nella corsa al voto. L’accordo non ancora
siglato, ma praticamente certo, è scaturito da una serie di incontri
fiume avvenuti tra i due segretari, Salvatore La Penna e Patrizio
Salvati, nell’ottica di un rilancio di quella compagine che nel 2007
aveva portato Andrea Campoli ad essere eletto al primo turno. Dietro
questo patto ci sarebbe l’accoglimento parziale da parte del Pd di
richieste provenienti dai dipietristi setini e tra queste quelle
relative al riassetto dell’organigramma della SPL Sezze.
È
probabile, infatti, che un esponente de l’Idv, forse lo stesso
segretario Salvati, entri nel Cda della società partecipata dal Comune,
spa che gestisce la raccolta dei rifiuti solidi urbani e altri servizi
comunali. Questo passaggio dovrebbe avvenire entro la fine dell’anno,
cosa che confermerebbe l’alleanza tra i due partiti per le prossime
elezioni comunali. Sulla riconferma di Andrea Campoli alla guida della
coalizione, invece, non dovrebbero esserci problemi. L’attuale sindaco
è considerato il rappresentante naturale per proseguire un percorso
politico e amministrativo intrapreso dal centro sinistra nel 2007.
Campoli, oltre al Pd e all’Idv, troverebbe sostegno anche da altre
liste. Sicuro infatti l’appoggio della lista civica Md di Sezze Scalo,
guidata dal consigliere Serafino Di Palma, quello di una lista collegata
direttamente al Sindaco ed è probabile la nascita di una lista di
indipendenti. Sul tavolo degli incontri anche un ragionamento con l’Udc.
Il partito, guidato dal neo segretario Pio Tacconi, al momento si
troverebbe nel guado, vigile e attento a valutare il migliore offerente
per future alleanze.
Sezze,
5 dicembre 2011
23
estetisti e acconciatori contro gli abusivi
Nasce
il comitato, una battaglia per la legalità
Ventitré
estetisti ed acconciatori setini la scorsa primavera si sono costituiti
in un comitato per combattere l’illegalità e l'esercizio abusivo di
queste attività. Da subito il Comitato ha cercato un contatto e un
sostegno dell’amministrazione comunale, la quale ha mostrato
disponibilità ma non è bastata a contrastare il fenomeno in città. «L'amministrazione
- leggiamo nella nota diramata dal comitato - ha messo a disposizione
delle risorse per sostenere le attività: dal 12 al 22 luglio il Comune
di Sezze ha infatti rimborsato il 50% della spesa ai cittadini che hanno
usufruito dei servizi presso le attività di estetisti ed acconciatori.
Purtroppo questa iniziativa meritevole non è stata sufficiente a porre
un freno all’abusivismo. Per tali motivi nel corso dell’incontro del
3 novembre scorso i componenti del Comitato hanno deciso di promuovere
una campagna di sensibilizzazione nei confronti di tutta la
cittadinanza. Il messaggio che vorremmo venisse colto con chiarezza è
che quanti esercitano la professione di estetista e acconciatore
abusivamente provocano danni non solo alla nostra categoria, ma
soprattutto all’economia della nostra città e di conseguenza a tutti
i cittadini».
Per
il Comitato, nel momento di crisi che si sta attraversando, tutti
debbono essere chiamati alla responsabilità dimostrando senso civico.
«Coloro che operano in nero non pagano le tasse – afferma ancora il
Comitato - e provocano un danno economico generalizzato che va
combattuto. Bisogna che la coscienza civica dei nostri concittadini si
svegli dal torpore e dall’assuefazione all’illegalità. Il comitato
è determinato a portare avanti e fino in fondo questa battaglia per la
legalità. Noi vogliamo tutelare le nostre attività, frutto di
investimenti economici e professionali importanti. Abbiamo investito il
nostro tempo, le nostre energie, consistenti risorse economiche e ci
siamo conquistati quello cha abbiamo fin qui costruito. Non possiamo
permettere che i nostri sforzi e i nostri sacrifici vengano vanificati».
A Sezze è dai primi anni Novanta che non viene richiesta una nuova
licenza per aprire una attività di acconciatore. «Solo questo dato è
sufficiente a concludere che di conseguenza l’abusivismo ha una
fortissima incidenza. Noi - aggiungono i ventitré -vogliamo e dobbiamo
difendere la nostra categoria professionale in nome di una qualità che
altrimenti andrebbe persa. Chi esercita abusivamente lo fa senza
rispettare alcune norme fondamentali, svilendo la nostra professionalità».
Il Comitato, oltre a chiedere agli abusivi di regolarizzare la loro
posizione (sarebbero una ventina, ndr), si rivolge ai cittadini che
usufruiscono di tali attività. A loro si chiede di non essere complici
dell’illegalità.
Sezze,
30 novembre 2011
Rischio
chiusura del centro dialisi
Ci
sarebbero problemi di infiltrazioni di acqua nei locali
Adesso
si vuole chiudere anche il centro dialisi di Sezze. In barba al piano di
riconversione dell’ospedale San Carlo che prevedeva il suo
mantenimento e che già tanto ha tolto alla sanità setina. Infatti,
dopo la chiusura dei reparti di medicina e geriatria, parzialmente
trasformati in 15 posti di degenza infermieristica, il direttore
generale della Asl Latina Renato Sponzilli ieri si è incontrato con il
sindaco di Sezze Andrea Campoli per sollevargli delle problematiche che
potrebbero rendere inagibili i locali che ospitano il centro dialisi di
Sezze. Nell’incontro Sponzilli ha parlato di infiltrazioni di acqua
nei locali, problema che potrebbe fare chiudere il centro stesso. Si
tratta di una decisione che causerebbe il trasferimento dei dieci
dializzati nella struttura dell’ospedale di Priverno, con inevitabili
disagi per i pazienti. Il sindaco Campoli nel vertice di ieri è
riuscito a “strappare” un sopralluogo congiunto che si terrà
mercoledì prossimo, al seguito del quale saranno prese delle decisioni.
Il sindaco ha ribadito al direttore generale l’importanza del centro
dialisi di Sezze e il suo mantenimento, così come da decreto sul
riordino della sanità regionale. L’ospedale di Sezze è già stato
depauperato di ogni sua attività e non si può permettere che possa
essere penalizzato ulteriormente.
Campoli
ha sottolineato l’importanza del centro che permette a dieci
dializzati di svolgere la terapia di dialisi senza troppi disagi, al
contrario di quanti ce ne sarebbero se i pazienti dovessero effettuare
la dialisi a Priverno. A esprimere preoccupazione per quello che
potrebbero subire i dieci dializzati e per l’ulteriore depauperamento
del San Carlo di Sezze è anche il consigliere comunale Ernesto Di
Pastina che per scongiurare la chiusura del centro ha lavorato al fianco
del sindaco. «Come amministrazione - ha detto Di Pastina - stiamo
facendo del tutto per salvaguardare il servizio di dialisi. I malati
sono tutti anziani, con problemi di deambulazione e non potrebbero
sopportare di essere trasferiti due volte la settimana a Priverno. A
Sezze abbiamo del personale valido e una struttura che si presta anche
ad altre attività, penso alla Rsa e non vedo perchè si debba chiudere
il centro dialisi». Per il momento, comunque, ogni decisione è stata
congelata. I problemi di infiltrazione, se ci sono, potrebbero essere
risolti o eliminati, anche perchè il nosocomio setino resta una
struttura che potenzialmente potrebbe ospitare il centro dialisi e altri
servizi nei tanti locali che oggi sono vuoti. In arrivo nuovi venti di
guerra? Speriamo di no.
Sezze,
14 novembre 2011
Variante
Prg, alle battute finali l'iter tecnico amministrativo
Intervento
dell'assessore Antonio Maurizi
«Il
lavoro per la redazione della variante al PRG è arrivato sotto
l’aspetto tecnico ed amministrativo alle battute finali. Nei prossimi
mesi la parola passerà alla politica per arrivare prima della fine
della consiliatura all’adozione del nuovo PRG». Parola di Antonio
Maurizi, assessore all’Urbanistica del Comune di Sezze. «A
completamento della fase di studio e di elaborazione del nuovo strumento
urbanistico nei giorni scorsi dallo studio Fuksas – comunica - è
stata consegnata all’Amministrazione e dalla stessa pubblicata sul
sito web istituzionale (www.comune.sezze.lt.it) la perimetrazione dei
nuclei abusivi. Tale perimetrazione, al di là della sua importanza
urbanistica, rappresenta un elemento fondamentale e indispensabile alla
variante generale del PRG».
Da
via Diaz fanno sapere che la perimetrazione dei nuclei abusivi consentirà,
attraverso dei Piani Esecutivi di Riqualificazione, il recupero del
patrimonio edilizio esistente. «I nuclei abusi – spiega ancora
l’Assessore Maurizi - saranno inseriti nel nuovo strumento urbanistico
che, attraverso un Programma di Recupero e Riqualificazione Urbana,
prevede un insieme sistematico di opere finalizzate all’ammodernamento
delle urbanizzazioni primarie e secondarie, all’edificazione di
completamento e di integrazione dei complessi urbanistici esistenti,
all’inserimento di elementi di arredo urbano, alla manutenzione,
restauro, risanamento e ristrutturazione del patrimonio edilizio,
compreso quello residenziale pubblico». Il piano di recupero
urbanistico delle ventiquattro zone, così come individuate nella
perimetrazione, ha come oggetto la ridefinizione del tessuto urbanistico
di un complesso di aree anche in relazione agli spazi e alle opere
pubbliche esistenti o da programmare per le esigenze della collettività.
E’ uno strumento complesso volto a valutare la compatibilità del
tessuto preesistente con le nuove esigenze urbanistiche, dando atto
delle scelte operate rispetto al futuro sviluppo delle ventiquattro zone
del territorio.
Novità
comunque anche per le zone sismiche della città. «A giorni - annuncia
- sarà consegnato all’Amministrazione Comunale lo studio di
microzonazione sismica di Livello 1, con il quale verranno definite le
caratteristiche di pericolosità sismica di base del territorio. Con
tale strumento diventerà possibile predisporre una zonizzazione sismica
dell’intera area comunale finalizzata alla pianificazione
territoriale, urbanistica e/o dell’emergenza e di conseguenza alla
programmazione dell’attività di prevenzione. Questo atto,
obbligatorio e propedeutico per la predisposizione di nuovi strumenti
urbanistici e/o loro varianti generali, rappresenta l’ultimo degli
elementi tecnici indispensabili alla redazione del nuovo PRG».
Sezze,
8 novembre 2011
Discariche
a cielo aperto a Longara
Siti
abusivi per il deposito di calcinacci
Località
Longara a Sezze, nel tempo, è diventata una discarica a cielo aperto.
Numerose infatti sono le segnalazioni di rifiuti abbandonati lungo la
strada o nei pressi di piazzole di sosta esistenti. La vasta area, ai
confini del territorio comunale di Bassiano, si presenta in diversi
punti piena di rifiuti inquinanti ed ingombranti, molti dei quali
rischiano di contaminare l’ambiente circostante. Alcune zone sono
diventate dei siti abusivi per il deposito di calcinacci, altre ospitano
vecchi materassi, televisori, abbigliamento usato, divani e altri
suppellettili. Il Corpo della Polizia Locale di Sezze, in passato, è già
intervenuto laddove erano stati individuati rifiuti del genere e in
alcuni casi sono state emesse e poi eseguite ordinanze di bonifica delle
zone interessate. Nella documentazione fotografica inviata da Felice
Agostini del Pdl di Sezze si conferma la gravità di alcuni siti per
tipo di rifiuti abbandonati e per quantità. E la Longara ne è un
triste esempio. Il fenomeno delle discariche a cielo aperto riguarda un
po’ tutto il territorio comunale di Sezze. Sia in periferia alta che
in pianura sono molte le aree dove viene lasciata immondizia di ogni
tipo che nel corso degli anni diventa una discarica abusiva. Anche se
diverse arterie comunali sono già state segnalate ai vertici della SPL
Sezze, la società del Comune di Sezze, addetta anche alla bonifica dei
terreni, ad oggi manca un report dettagliato di tutte le strade e
terreni diventati immondezzai.
Sezze,
27 ottobre 2011
Incontro
tra Comune e Dondi
Con
la riconsegna degli impianti la società impugna il ricorso
La
risoluzione contrattuale nei confronti della Dondi prende sempre più
corpo. Dopo la deliberazione del consiglio comunale del 26 settembre
scorso (delibera n. 42/2011), ieri è stato compiuto un altro passo che
porterà alla rescissione del contratto. Ieri mattina, infatti, presso
la sala comunale su invito del sindaco si è tenuto l’incontro tra il
legale rappresentante della Società Costruzioni Dondi S.p.A. Alberto
Dondi e il Dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale Mauro Vona. Motivo?
Il Comune di Sezze intende procedere alla ricognizione delle opere, dei
beni e delle infrastrutture di proprietà del Comune di Sezze e
attualmente gestite e in detenzione della Dondi. Da via Diaz comunicano
che il vertice era stato fissato per venerdì 21 ottobre ma, a seguito
della richiesta della Concessionaria del Servizio Idrico Integrato, è
stato posticipato a ieri.
Nel
faccia a faccia l’Amministrazione comunale ha invitato Dondi a
presentare la documentazione relativa all’elenco degli impianti e
delle opere inerenti la gestione dei servizi relativi al ciclo idrico
nel territorio comunale, con particolare riferimento alle planimetrie
delle reti. Richiesto anche l’elenco dei beni mobili ed immobili,
strumentali alla gestione e all’esercizio del servizio idrico;
l’elenco e prezzi di acquisto dei beni, dei materiali e delle
provviste che il Comune acquisisce, in quanto considerate e ammortizzate
nella tariffa; l’elenco di tutte le posizioni di eventuali mutui in
ammortamento realtivi alle opere del servizio idrico, con il valore
capitale, la situazione dei ratei maturandi; i data base di tutti gli
utenti, con eventuali situazioni debitorie, i contratti di utenze da
valutare a favore del Comune, la documentazione relativa alla tariffa
applicata agli utenti e eventuali contratti di affidamento di attività
inerenti la gestione del servizio idrico. Reclamato anche l’elenco dei
dipendenti e dei collaboratori stabili in forza alla data del 24 ottobre
2011. La Concessionaria Dondi ha prodotto in parte la documentazione
suddetta, riservandosi di completare tale consegna e di impugnare nelle
sedi opportune la delibera di decadenza approvata il 26 settembre 2011
dal Consiglio Comunale. Insomma il passaggio di consegne è iniziato e
le porte dei tribunali stanno per essere aperte.
Sezze,
20 ottobre 2011
Una
facoltà di Agraria al Monastero delle Clarisse
Enzo
Eramo rilancia l'idea dopo la proposta del Rettore
Nell’ambito
dell’inaugurazione dell’anno accademico 2011/2012 della Facoltà di
Medicina dell’ateneo pontino, il Rettore dell’Università Sapienza,
Luigi Frati, ha annunciato che sono in corso incontri per portare nel
capoluogo nuove facoltà adatte al territorio e tra queste quelle di
Veterinaria, Dams e Agraria. L’annuncio non è sfuggito al capogruppo
del Pd in Provincia, Enzo Eramo, che alla parola «agraria» non vede
altra associazione con «Sezze ed ex Monastero delle Clarisse». Il
consigliere provinciale, infatti, presenterà a giorni una nuova
interrogazione affinché Sezze e l’imponente struttura “Ex Monastero
delle Calrisse” possano essere considerate per ospitare la Facoltà di
Agraria. «Non posso che accogliere con favore l’annuncio del rettore
prof. Luigi Frati. Credo che Sezze con l’ex Monastero delle Clarisse -
afferma Eramo - sia una delle poche, se non l’unica struttura in tutto
il territorio provinciale idonea ad ospitare la Facoltà di Agraria.
Con
i suoi 3000 mq e grazie alla sua ubicazione strategica nel territorio,
la bella struttura (al centro di un concorso di idee in dirittura di
arrivo) credo che abbia tutti gli elementi per essere il luogo adatto ad
ospitare questa Facoltà». Il democratico Eramo ci tiene a sottolineare
la posizione dell’immobile di proprietà della Provincia: al centro
tra Latina e Fondi, città del più grande centro europeo
ortofrutticolo, a due passi dai terreni della pianura pontina e dello
stesso comune e nelle immediate vicinanze della stazione ferroviaria. «In
provincia - aggiunge Eramo -non credo che esista una struttura più
idonea, il territorio a grande vocazione agricola, i collegamenti
esistenti. Tutto ci dice che l’ex Monastero delle Clarisse può
candidarsi per ospitare la Facoltà di Agraria. Per Sezze sarebbe un
volano di sviluppo, non solo didattico formativo ma socio-economico. Il
turismo poi ne gioverebbe e la Provincia avrebbe veramente un ruolo
attivo nello sviluppo del territorio». Insomma la Facoltà di Agraria
sarebbe un centro propulsore dirompente per tutta l’economia della
Provincia e in modo particolare per Sezze.
Sezze,
19 ottobre 2011
Titta
Giorgi fa il punto sulla Spl Sezze
Struttura
organizzativa efficiente
Il
capogruppo del Pd di Sezze, Titta Giorgi, interviene per parlare della
SPL Sezze, la società per azioni a capitale pubblico del Comune di
Sezze che svolge la propria attività nell'ambito dei servizi pubblici
assegnati dall' Amministrazione Comunale. Il democratico espone la linea
del partito setino facendo il punto della situazione, e lo fa per fugare
sospetti su voci che vedrebbero la Spl poco producente e in crisi. «Con
l'impulso dato dal Sindaco Andrea Campoli – afferma - oggi la Società
è completamente trasformata con una struttura organizzativa efficiente
e capace di rispondere alle esigenze dell'utenza sul nostro territorio.
A vario titolo e mansioni gli operatori che svolgono i servizi per la
Società SPL sono circa 100 addetti.
La
Società economicamente è sana (contratti che consentono la copertura
dei costi di gestione) ma presenta delle difficoltà finanziarie dovute
al ritardo dei pagamenti dei servizi da parte dell'utenza e dei farmaci
da parte della Regione Lazio (solo il credito vantato dalla Società nei
confronti dei contribuenti ammonta per il solo ruolo TARSU a circa €.
3.500.000,00)». In merito al servizio porta a porta, Giorgi ricorda che
la raccolta differenziata è stata avviata con un progetto del
Commissario Straordinario a partire dal dicembre 2006 con una fase
sperimentale per le tipologie di rifiuto carta e multi materiale (vetro,
alluminio e plastica) nel centro storico e nella zona Colli di Suso e
alla fine del 2008 la percentuale della raccolta differenziata era
intorno al 5%. «Con l'estensione del servizio della raccolta
differenziata (porta a porta sei giorni su sette) in località Sezze
Scalo, Via Piagge Marine, zona Monte Trevi e zona Colli - sostiene il
piddino - la percentuale di raccolta è intorno al 25%. La risposta
della cittadinanza è stata soddisfacente, con livelli buoni di adesione
in tutte le zone.
Sul
territorio sono state realizzate due isole ecologiche una in Via Valle
Pazza (bacino del centro storico e Suso) l'altra in zona industriale ex
Sogeni (bacino di Sezze Scalo e la campagna)». Importanti anche i
servizi offerti ai soggetti in situazione di disagio. «Da maggio 2009
la società SPL – dice ancora Giorgi - ha la gestione del Centro
Diurno "C. Tamantini" in zona Colli. Una struttura
semi-residenziale che accoglie soggetti in situazione di disagio sia
sociale che di grave e medio livello di handicap intellettivo. Il centro
diurno è organizzato per accogliere ed offrire servizi con attività
terapeutiche, di socializzazione ed aggregazione, percorsi di
riabilitazione e recupero, servizi formativi e ludici con attività di
musicoterapia, ippoterapia, colonie estive; il tutto ha favorito
l'integrazione dei soggetti deboli e migliorata la qualità della vita
anche delle famiglie. Con grande soddisfazione si è sperimentato con
"l'Associazione il Giardino dei Sogni" un percorso anche se
breve di inserimento lavorativo consistente nell'occupare i ragazzi a
svuotare i cestini nel parco della Rimembranza e dei Cappuccini. Questa
esperienza lavorativa ha dato ai ragazzi una possibilità per allargare
i loro».
Sezze,
14 ottobre 2011
Partito
democratico di nuovo spaccato
La
corrente di Zeppieri considera fallito il progetto
Tornano
a vacillare gli equilibri in casa Pd. Dopo un piccolo break i dissidi
sono tornati a galla. L’area ex Margherita, infatti, in un documento
prende nuovamente le distanze dagli ex Ds e lo fa in un momento in cui
il sindaco Andrea Campoli incassa il sostegno del gruppo dei
responsabili Vitelli e Di Palma e del consigliere Reginaldi, tutti
entrati a far parte della maggioranza. Il presidente del consiglio
comunale Giovanni Zeppieri, il consigliere Giovanni Bernasconi e
l’assessore Sergio Di Raimo sollecitano il sindaco «affinché si
realizzi in modo urgente un'inversione nell'attività
politico-amministrativa di questa maggioranza di cui ci sentiamo parte
integrante e fondamentale – affermano - visto che abbiamo concorso in
modo determinante alla vittoria elettorale del 2007». Secondo gli ex
margheritini, oggi corrente Franceschini, «negli ultimi mesi si è
perso quello spirito politico amministrativo di buongoverno che aveva
contraddistinto l'attività rinnovatrice messa in essere all'indomani
della vittoria elettorale della coalizione di centro-sinistra».
Ma
di centro sinistra si può ancora parlare? Secondo Zeppieri no. «Il
progetto originario - sostiene il presidente del consiglio - è cambiato
con l’ingresso in maggioranza di consiglieri eletti nel centrodestra,
oggi c’è una maggioranza non più corrispondente a quella votata
dagli elettori di centrosinistra, il progetto è fallito». E sulle
aspettative, e quindi sul mandato di governo, i tre esponenti piddini
sottolineano: «Oggi, a nostro avviso, non riusciamo a soddisfare le
aspettative della popolazione setina e a dare seguito a quel
rinnovamento avviato ma portato avanti in maniera lenta e confusa».
Sempre Zeppieri ricorda opere e processi amministrativi in attesa di
essere iniziati o conclusi: Prg, depuratore, messa in sicurezza delle
strade di campagna in pianura, condutture idriche in alcune zone dello
scalo (vedi via del Pesce), la realizzazione del marciapiede in via dei
Cappuccini e la pista benessere in località Zoccolanti, così come
interventi volti a rendere decoroso l’accesso del paese o quello di
Via Collemeso. Nonostante tutto questo Zeppieri, Bernasconi e Di Raimo
ritengono che Campoli «sia dal punto di vista umano e politico la
persona adatta a concretizzare quelle aspettative dei cittadini e ad
attuare in modo fattivo e trasparente quell'esigenza di rinnovamento che
ci ha accomunato in questa esperienza amministrativa».
L’elenco
delle cose da fare è lungo, non senza dimenticare quei provvedimenti
amministrativi «diretti a rafforzare la stabilità economico
finanziaria dell'Ente». Nello specifico per i tre dissidenti del Pd
occorre: «Ridurre le spese; incrementare le Entrate; impegnare solo le
somme necessarie alla copertura di spese fisse contrattualizzate;
attivare azioni di recupero crediti, azioni di risarcimento danno e
azioni di ripetizione dell'indebito a favore dell'Ente; essere prudenti
con le entrate derivanti dall'autovelox; rivolgere particolare
attenzione ai conti di bilancio della Società Partecipata». Nonostante
tutto il voto favorevole al riequilibrio di bilancio è arrivato.
Sezze,
10 ottobre 2011
Prove
di riavvicinamento in vista del voto tra Pd e Idv
Ma
l'Idv vuole subito la presidenza della SPL
Nella
mattinata di sabato scorso tra il Partito Democratico di Sezze e quello
dell’Italia dei Valori c’è stato un incontro a porte chiuse, quasi
segreto. Il vertice, richiesto dal segretario democratico Salvatore La
Penna e voluto dalla segreteria setina, è stata l’occasione per un
primo confronto tra forze politiche che hanno condiviso un passato
insieme ma che da anni non fanno altro che prendersi per i capelli e
criticarsi a vicenda. Quello di oggi potrebbe essere considerato un
primo riavvicinamento in vista delle elezioni comunali di maggio 2012,
una ripresa di rapporti logorati negli ultimi 4 anni.
Con
molta probabilità è stato il sindaco di Sezze a spingere affinché i
due partiti si incontrassero per valutare lo stato d’animo in cui si
trovano i dipietristi setini. Se la matematica non è una opinione,
infatti, i conti parlano chiaro: se il sindaco di Sezze Andrea Campoli
non effettua una operazione di ricucitura con i partiti di
centrosinistra, come abbiamo già scritto, rischia di correre da solo
alle amministrative. A sostenerlo, ad oggi, ci sarebbe solo il suo
partito, il Pd, e un paio di liste civiche d’appoggio con personaggi
politiche che alle ultime amministrative sono stati eletti
all’opposizione. Per il resto tutti, tutti i partiti, compreso l’Idv,
hanno intrapreso percorsi alternativi a quelli dell’attuale
amministrazione comunale.
L’Idv
in merito ha già più volte detto che con il Pd e con il sindaco non
intende avere legami politico-amministrativi a patto però che ci sia
uno stravolgimento degli assetti politici all’intero della futura
coalizione di governo. In primis, all’Idv, preme avere la guida della
SPL Sezze e subito, considerando che il mandato del presidente Vincenzo
Rosella (in quota Pd) è ben scaduto. Lo scacchiere, secondo la
segreteria di Patrizio Salvati, andrebbe rivisto anche in merito al
rimpasto di Giunta e alla definizione del programma elettorale. Per La
Penna, insomma, le condizioni per strappare un accordo sono difficili ma
non impossibili. Mancano sette mesi all’appuntamento elettorale e la
strada per futuri incontri finalizzati a rimettere in ordine il quadro
politico non mancherebbe. Forse il tracciato è stato definito sabato.
Sezze,
7 ottobre 2011
Dondi,
era meglio l'arbitrato, ma restiano con Campoli
Le
motivazioni di Zeppieri e Bernasconi sulla risoluzione contrattuale
Perché
una parte del Pd di Sezze ha volutamente disertato la seduta consigliare
che ha approvato l’atto di risoluzione della convenzione Dondi? A
spiegarlo sono i diretti interessati. Il presidente del consiglio
comunale Giovanni Zeppieri e il consigliere Giovanni Bernasconi in una
nota intendono dare spiegazione del loro no alla risoluzione
contrattuale. «Pur essendo favorevoli politicamente a interrompere la
convenzione sulla gestione del servizio idrico con la concessionaria,
alla luce delle inadempienze riscontrate dagli uffici tecnici del Comune
– così nella nota - non abbiamo ritenuto corretto il percorso
amministrativo intrapreso.
Nello
specifico, nell’ultima seduta del Consiglio Comunale, si è deciso di
dichiarare decaduta la convenzione con un atto unilaterale da parte
dell’organo preposto. Noi ritenevamo invece più corretto il percorso
di giungere alla risoluzione del contratto utilizzando lo strumento
dell’arbitrato, previsto dalla convenzione stessa e richiamato come
quello più corretto in caso di controversie tra le parti ultimamente
anche dal Tribunale di Latina». Zeppieri e Bernasconi, sostenuti nella
linea anche dall’assessore Sergio Di Raimo, spiegano la differenza
entrando nel merito del percorso che avrebbero voluto si
intraprendesse.
«La
differenza tra i due metodi se da una parte può sembrare di natura
esclusivamente dottrinale è invece molto importante poiché il primo
percorso potrebbe esporre l’Ente comunale a probabili azioni legali da
parte della Dondi che possono passare da un’impugnazione della
delibera fino ad arrivare ad un eventuale richiesta di risarcimento del
danno provocato. Il secondo, cioè lo strumento arbitrale, che altro non
è che un Collegio formato da tre membri di cui due nominati dalle parti
e uno dal Tribunale, permette che un organo terzo decida se ci siano o
meno le condizioni giuridiche per dichiarare decaduta la
convenzione.
Di
conseguenza, nel caso ciò fosse stato ritenuto corretto - aggiunge la
nota - l’ente avrebbe potuto procedere in tal senso al riparo da
contestazioni e impugnazioni, se invece non fosse stato ritenuto
possibile non ci si sarebbe esposti a eventuali cause di risarcimento
che di solito in passato non hanno visto l’Ente uscirne vincitore con
la conseguenza di aver dovuto sborsare milioni di euro con ricadute
dirette sui cittadini di Sezze». Anche da un punto di vista di tempi
non ci sarebbero state notevoli differenze dato che sia nel primo caso
che nel secondo passeranno mesi prima che si arrivi ad una
determinazione definitiva. Infine Zeppieri, Bernabei e Di Raimo
chiariscono la loro posizione che è e resta in maggioranza, a sostengo
del sindaco Campoli.
«Ritenendoci
parte integrante di questa maggioranza nonostante la diversità di
vedute che abbiamo avuto sul punto Dondi cercheremo di dare il nostro
contributo alle scelte conseguenti future che dovranno necessariamente
avere come obiettivo primario il miglioramento del servizio,l a
riduzione del costo e il soddisfacimento complessivo dei bisogni dei
cittadini di Sezze, tenendo anche presente il risultato referendario e
la volontà collettiva di avere una gestione pubblica del servizio
idrico».
Sezze,
4 ottobre 2011
Vogliamo
una gestione virtuosa del nostro acquedotto
La
squadra del sindaco Campoli al lavoro per una svolta del servizio
«Stiamo
lavorando per una futura gestione virtuosa del nostro sistema idrico
fognario. Per raggiungere tale obiettivo ci siamo rivolti ad esperti di
livello nazionale, anche per avere dei suggerimenti. Abbiamo avviato un
processo storico e lo abbiamo fatto con argomenti solidi, vissuti per
anni sulla pelle dei cittadini. Quello approvato è un atto che si basa
su dati certi, su un decremento del servizio idrico della città rimasto
in piedi solo grazie a pochi eroici operai. Ci siamo assunti l’onore
di controllare le numerose inadempienze fino ad arrivare all’atto di
rescissione votato dalla maggioranza consigliare». Il primo cittadino,
Andrea Campoli, con queste parole in aula Alessandro di Trapano, ha
avviato una fase nuova per la futura gestione dell’acquedotto
comunale.
Allontanando
«il mal altruismo» ha chiarito che il passaggio ad un altro gestore
non sarà breve ma ci sarà. Nessuna «accelerazione verso Acqualatina»
c’è stata e non è escluso che il Comune di Sezze possa gestire in
house il servizio idrico integrato della città. Insomma il processo di
risoluzione della convenzione, che sarà con molta probabilità
ostacolato «da azioni legali», è stato comunque azionato. Intanto dai
banchi dell’opposizione fa ancora discutere il documento letto in
apertura dei lavori, documento firmato dal gruppo del Pdl, dell’Udc e
dalla lista Centro Moderato.
Secondo
i consiglieri Casalini, Ceccano, Cerrone, Piccolo, Polidoro e Zarra, il
sindaco dovrebbe dimettersi dato che quelle «inopinate assenze» si
sono ripresentate e perché Campoli «riteneva che un atto
amministrativo di tale portata non potesse essere approvato a
maggioranza in assenza di personaggi di spicco della stessa maggioranza,
anche perché se così fosse stato avrebbe dovuto prendere in
considerazione il fallimento del percorso politico e avrebbe dovuto
dimettersi». Detto altrimenti, considerato che Zeppieri e Bernasconi
del Pd hanno disertato la seduta per la seconda volta, Campoli dovrebbe
lasciare e rimettere il mandato in mano agli elettori.
Sezze,
27 settembre 2011
Ciao
Dondi ciao
Una
nuova maggioranza approva la rescissione del contratto
La
maggioranza consigliare ieri, alle ore 18, 20, in una seduta
straordinaria, ha dato mandato al sindaco di Sezze Andrea Campoli e alla
Giunta comunale di rescindere il contratto che lega il Comune di Sezze e
la Dondi Spa, concessionaria del servizio idrico integrato della città.
Il primo cittadino, con il sostegno dei consiglieri responsabili Antonio
Vitelli e Serafino Di Palma, e dei consiglieri Roberto Reginaldi e Paolo
Casadei (13 voti favorevoli e 8 assenti) ha strappato i voti necessari
per avviare l’iter che porterà la società di Rovigo a non essere più
il gestore del sistema idrico e fognario setino.
Non
è escluso, anzi è plausibile, che il percorso però non sarà
immediato, come è molto probabile che la Concessionaria andrà per vie
legali facendo ricorso. E comunque la maggioranza, o meglio la nuova
maggioranza, ha avuto la forza politica (i numeri) per approvare
l’ordine del giorno ma non senza strappi. Il presidente del consiglio
comunale Giovanni Zeppieri e il consigliere del Pd Giovanni Bernasconi,
infatti, hanno disertato nuovamente la seduta mettendo in evidenza (pur
senza dichiarare nulla alla stampa) la loro netta e opposta posizione
rispetto alla maggioranza che ha votato la risoluzione del contratto
firmato nel lontano 1993.
Sezze,
6 settembre 2011
Movida
setina fino a notte fonda
Lamentele
per schiamazzi e bar aperti fino al mattino
Movida
setina. La denuncia parte dai residenti del centro storico della città
che lamentano la chiusura dei locali sino a tarda notte e il chiasso che
spesso segue per i vicoli e le vie maggiormente frequentate del paese.
Secondo quanto si riferisce pare che diversi locali resterebbero aperti
oltre gli orari consentiti casa che disturberebbe quei residenti che
vorrebbero riposare per affrontare la giornata lavorativa. Sempre dalle
lamentele pare che le nottate setine non finiscano mai, dato che sovente
il centro storico della città è attraversato da motorini e macchine
che di rumore ne fanno già abbastanza di giorno, figurarsi di notte. «Nel
centro storico della città la giornata sembra non finire mai – ci ha
detto un residente del centro stanco del chiasso prodotto durante la
notte – gruppi di ragazzi, anche con macchini e motorini frequentano
bar e altri locali aperti fino al mattino facendo chiasso e baccano. Non
si tratta di essere intolleranti ma ad una certa ora dovrebbero esserci
le condizioni per riposare e questo spesso non avviene». Stesse
lamentele arrivano anche dalla pianura. A Sezze scalo, lungo corso della
Repubblica e via Bari si gira sui mezzi ad alta velocità sino a notte
fonda. Il rombo dei motorini e il clacson delle macchine anche qui sono
accompagnati da stereo a tutto volume e schiamazzi notturni sino
all’alba. «Non è possibile che nessuno intervenga per punire chi
disturba la quiete pubblica e mette a repentaglio l’incolumità dei
pedoni. In piena notte via Sicilia, Corso della Repubblica e via Bari -
ci hanno detto dei residenti di Sezze Scalo - diventano una pista di
lancio per moto e motorini, rendendo queste strade comunali ancora più
pericolose». Il fenomeno della movida setina si ripresenta ogni estate.
Anche lo scorso anno ci furono le stesse lamentele, che coincisero con
l’ultima settimana di vacanze.
Sezze,
5 agosto 2011
Dondi
e non solo, PD spaccato in aula
Difficile
intesa nel gruppo democratico, presto un consiglio ad hoc
Il
caso Dondi potrebbe tornare in aula presto. E’ probabile che la
convocazione dell’assise cittadina arrivi per il 5 di agosto o slitti
nei primi giorni della prossima settima. Il sindaco di Sezze Andrea
Campoli vuole chiudere la vicenda prima della fine dei lavori, per poi
riprendere a settembre la discussione per una nuova eventuale
convenzione con Acqualatina o con un altro soggetto in grado di gestire
l’acquedotto comunale. Certo è che il prossimo consiglio comunale sarà
decisivo per la maggioranza e la coalizione di governo. Raggiunto
telefonicamente il primo cittadino è stato lapidario: «Sulla
risoluzione della convenzione della Dondi ne vale il destino politico
della coalizione». Detto altrimenti, per il sindaco Campoli la vicenda
Dondi sarà la cartina di tornasole della maggioranza, con conseguenti
rimpasti di Giunta nel caso in cui ci saranno nuove defezioni.
L’incognita maggiore riguarda proprio il partito del sindaco. Il
gruppo consigliare del Pd è tuttora diviso sulla futura gestione del
servizio idrico integrato e da quanto emerso sembra che le posizioni si
siano ancora di più irrigidite. Il presidente del consiglio comunale
Giovanni Zeppieri ha già dichiarato di non essere favorevole ad un
passaggio scontato tra il gestore Dondi e Acqualatina. Raggiunto
anch’egli telefonicamente è stato altrettanto determinato, dicendo
che la Dondi è solo uno dei problemi che vanno affrontati. «Ad oggi
nessuno mi ha ancora contattato, non ci sono state riunioni e non si è
affrontato nessuno dei quesiti posti. Il problema è politico, la Dondi
è solo un aspetto di questa vicenda.
Torno
a dire che voglio essere l’asse portante di questa maggioranza, non
voglio essere un burattino che alza la mano al momento della votazione.
I problemi vanno affrontati a priori. Non condivido il modo con cui
viene gestita l’amministrazione comunale: l’ospedale, la Spl, la
Dondi e altre questioni vanno messe sul tavolo e poi si vedrà». La
risoluzione della convenzione della Dondi, quindi, è solo la punta di
un iceberg. I nodi da sciogliere per Zeppieri sono tanti e non è
escluso che si arrivi ad una frattura definitiva. Diversa, invece, la
posizione dell’Udc. Il consigliere comunale Enzo Polidoro, anche per
conto del consigliere Claudio Casalini, ha dichiarato che stavolta non
metteranno in difficoltà la maggioranza e nel prossimo consiglio
comunale non faranno mancare il loro voto. La diatriba dunque è tutta
in seno ai democratici setini. Con Zeppieri, anche Rizzo e Bernasconi
che, a partire dalla Dondi, hanno chiesto chiarimenti che ancora non
sono arrivati.
Sezze,
13 luglio 2011
Rimpasto
di Giunta, Polidoro probabile vice sindaco
A
giorni un incontro con la maggioranza per ridefinire gli equilibri
Senza
troppo pensarci (forse era l’unica soluzione) è stato lo stesso
Umberto Marchionne a togliere il sindaco Andrea Campoli da una
situazione che lo avrebbe sicuramente messo in difficoltà. Ieri mattina
l’ex vice sindaco e assessore ai servizi sociali del Comune di Sezze
(come annunciato dal nostro quotidiano, ndr) ha protocollato le
dimissioni, evitando quindi al sindaco di revocargli l’incarico che
aveva avuto nel maggio del 2007. Marchionne, espressione dell’Udc, si
è tirato fuori dalla Giunta comunale senza dare alcuna motivazione. Il
tutto fa pensare quindi che politicamente o amministrativamente qualcosa
di serio in questi giorni sia accaduto. Voci insistenti parlano di
problemi sorti sull’accoglienza data a rifugiati politici provenienti
dalla Libia e per la quale il Comune di Sezze sarebbe entrato in
collisione con il Comune di Bassiano, essendo i profughi residenti in
questo Comune. Dal punto di vista politico, invece, potrebbe essere che
Marchionne sia stato scaricato dal consigliere comunale Enzo Polidoro,
per farsi spazio quest’ultimo in Giunta e ambire ad essere forse il
naturale antagonista di Campoli in eventuali primarie nel centro
sinistra per il rinnovo del consiglio comunale nel maggio 2012.
Per
il sindaco Andrea Campoli, comunque, adesso si apre una fase di
consultazioni. Il tutto però fa pensare proprio ad un ingresso in
Giunta dell’attuale consigliere dell’Udc Polidoro che lascerebbe il
suo posto in aula all’attuale membro del Cda della SPL Sezze Enrico
Porcelli, primo dei non eletti. E proprio l’incarico all’interno
dell’ex municipalizzata sarà decisivo per capire come si comporterà
l’altro consigliere comunale dell’Udc, Claudio Casalini,
recentemente in rotta con il resto del partito e con la stessa
maggioranza Campoli. Non è escluso che Casalini abbandoni la
maggioranza, a meno che quel posto vacante nella Spl sia ricoperto da un
uomo di sua fiducia. Un posto nel Cda nella SPL però fa gola anche ad
altri che reclamano una maggiore visibilità. Infine, non è escluso
neanche che Campoli ne approfitti per riaprire i giochi considerando le
richieste dell’Italia dei Valori e del Sel. Insomma la scelta è tra
un nuovo accordo con l’Udc o il ritorno alla coalizione che lo ha
fatto eleggere. Tornando alle dimissioni di Marchionne il Sindaco,
accettandole, lo ha ringraziato per l’impegno e la dedizione «con i
quali in questi anni ha contribuito a raggiungere importanti risultati
per la città di Sezze e per i suoi cittadini».
Sezze,
6 luglio 2011
Prostituzione,
fenomeno in aumento in pianura
La
segnalazione dei residenti. SR 156 la strada con più lucciole
Lucciole
in aumento nella campagna di Sezze Scalo. Nonostante il sindaco di Sezze
abbia emesso, un anno fa, un’ordinanza di divieto della prostituzione,
in alcune zone della città – soprattutto della pianura- il fenomeno
è in forte crescita. Diversi cittadini, infatti, ci hanno segnalato la
presenza di prostitute in numerose arterie comunali. In alcune strade la
prostituzione viene esercitata sia di giorno che di notte, in luoghi non
del tutto appartati, con conseguenti rischi igienico sanitari e con
situazioni di intralcio alla circolazione viaria. Dalle segnalazioni, la
strada con maggior numero di prostitute è la vecchia 156 Dei Monti
Lepini, soprattutto il tratto di strada chiuso parzialmente al traffico.
La presenza di prostitute a bordo strada è stata segnalata anche nei
pressi di località Ponte Ferraioli, nelle vicinanze del lago delle Mole
Muti e in diverse Migliara.
Automobilisti
hanno evidenziato nei pressi di queste località aree adibite a
prestazioni sessuali, con profilattici gettati a terra, carta igienica
sporca, rifiuti ed i residui organici, materassi e vecchie poltrone. Il
decoro urbano e la tutela dell’igiene pubblica è, a dir poco, a
rischio, così come la pericolosità della strada in alcuni tratti è
aumentata dato che sovente – su queste vie di periferia –
l’avvicinamento alla prostitute per contattare una prestazione
sessuale avviene per arresto immediato dell’automobile, per non
parlare poi delle soste auto. I residenti chiedono al primo cittadino
Andrea Campoli di far incrementare i controlli da parte delle forze
dell’ordine e di punire i trasgressori con sanzioni amministrative
come deciso nell’ordinanza sindacale emessa nel settembre del 2010. «In
molte strade della pianura la prostituzione è diventata un fenomeno in
aumento – ci hanno detto alcuni residenti – lungo la 156 dei Monti
Lepini, ad esempio, è facile incontrare prostitute a distanza di poche
centinaia di metri e le aree dove esercitano sono diventati zone
pericolose per l’igiene pubblica. Chiediamo un intervento immediato e
maggiori controlli».
Sezze,
24 giugno 2011
Elezioni
comunali, a rischio l'accordo tra Pd e Udc
Fibrilazione
tra i partiti in vista della amministrative del 2010
Se
il centrodestra di Sezze è alla ricerca di un equilibrio politico che
possa portare ad una candidatura unanimemente riconosciuta per le
amministrative del 2012, la coalizione guidata dal sindaco di Sezze
Andrea Campoli, in questi giorni, sta discutendo sul futuro delle
alleanze. Infatti, se l’accordo con l’Udc – Partito della Nazione
sino a qualche mese fa pareva scontato, cosa fatta, oggi non è più così.
Il Partito Democratico, infatti, sta facendo i conti con quell’anima
dissidente del partito che vuole vederci chiaro, che vuole capire i
confini dell’accordo politico-programmatico. Simili posizioni, del
resto, si registrano in casa Udc, diviso tra possibilisti e scettici. La
discussione in questi giorni quindi pare si sia arenata, proprio per
diverse vedute, e l’Udc sembrerebbe indeciso, scettico a siglare un
patto elettorale in anticipo e resta in attesa, forse, di sviluppi a
livello provinciale e regionale. Da indiscrezioni, non confermate dai
vertici dell’Udc di Sezze, pare che addirittura ci siano stati
contatti anche con la coalizione di centrodestra. L’Udc, insomma, pur
rimanendo in maggioranza e in giunta, starebbe lasciando più canali
aperti per sondare il terreno più fertile per le prossime elezioni
comunali. Eppure, nel gennaio scorso, l’accordo con l’Udc locale fu
la condicio sine qua non per portare a termine la legislatura e
fondare le basi politiche e amministrative per le comunali del 2012.
Quel patto sottoscritto oggi però pare carta straccia, dato che voci
parlano di allontanamenti di posizioni e prese di distanza tra i due
partiti su ciò che sarà il futuro della coalizione. In tutto questo,
il primo cittadino si trova sospeso tra due fuochi, tra chi tira da una
parte e chi tira dall’altra, non potendo nemmeno alzare troppo la voce
(come fece dimettendosi, ndr), per evitare fratture che potrebbero
compromettere del tutto un quadro politicamente precario. In questo
gioco della sospensione, chi può, cura il proprio orticello, porta
l’acqua al proprio mulino e se ne infischia del lavoro di squadra. La
macchina amministrativa però ne risente e arranca. Più che in bilico
l’accordo, dunque, rischia di saltare. Ma senza l’Udc, e con la
sinistra che si sta organizzando con l’Idv per portare un proprio
sindaco, Campoli con chi si alleerà?
Sezze,
15 giugno 2011
Nuova
ordinanza contro la Dondi
Liquami
in Via Valle Pazza, impianto di sollevamento non funzionante
Una
nuova ordinanza sindacale per mettere in guardia la Dondi. Un nuovo atto
che delinea sempre più chiaramente quanto oramai siano incrinati i
rapporti tra il Comune di Sezze e la Concessionaria del Servizio idrico
della città. Il primo cittadino Andrea Campoli nei giorni scorsi è
stato obbligato, infatti, a firmare un’ordinanza contingibile ed
urgente in materia di igiene e sanità pubblica ai fini del ripristino
delle condizioni minime di funzionamento dell'impianto di sollevamento
fognario di località Valle Pazza. Dall’ultimo sopralluogo dei tecnici
incaricati del Comune, quello del 23 maggio scorso, l’impianto di
sollevamento che a regime dovrebbe essere dotato di due pompe, era
addirittura sprovvisto di alimentazione elettrica, in quanto «il quadro
di comando risultava spento e una delle due pompe era addirittura
mancante».
La
conseguenza del non funzionamento della pompa di sollevamento è la
fuoriuscita di liquami sulla strada, problema che oramai perdura da
mesi. Per congiurare pericoli di igiene alla salute pubblica il sindaco,
quindi, ha dovuto ordinare alla società Concessionaria Costruzioni
Dondi di provvedere con urgenza ad intervenire tecnicamente per
garantire il minimo indispensabile per eliminare la fuoriuscita delle
acque nere. Nella stessa ordinanza il sindaco avverte la Dondi che, se
la stessa non dovesse provvedere entro il termine assegnato a risolvere
il problema, l’amministrazione comunale provvederà ad intervenite
addebitandone però i costi alla Concessionaria. Ad oggi risulta che non
ci sia stato ancora nessun intervento da parte del gestore del servizio
idrico, cosa che non solo non risolve la problematica ed evita rischi,
ma che traccia in maniera evidente un braccio di ferro fatto di
inadempienze da una parte e richieste dall’altra, come se si trattasse
di un gioco. Dal punto di vista legale, comunque, sempre più vicina la
rescissione del contratto. Si ricorda che dallo scorso 1 giugno la
Giunta comunale ha dato incarico all’avvocato Alberto Costantini di
procedere all’avvio del procedimento di decadenza e/o risoluzione
della concessione del Servizio Idrico Integrato. L’ordinanza
contingibile è solo l’ultimo tassello aggiunto di questo scontro.
Sezze,
6 giugno 2011
Vicina
la recessione del contratto con la Dondi
Il
Comune ha avviato il procedimento di decadenza del servizio
Sempre
più vicina la rescissione del contratto con la Dondi. Lo scorso 1
giugno la Giunta comunale ha dato incarico all’avvocato Alberto
Costantini di procedere all’avvio del procedimento di decadenza e/o
risoluzione della concessione del Servizio Idrico Integrato. La Giunta,
in sostanza, ha incarico al al Sindaco di Sezze di sottoscrivere e
notificare alla Costruzioni Dondi S.p.A., a mezzo Ufficiale Giudiziario,
un atto stragiudiziale di intimazione e diffida con cui si contestino
alla detta Concessionaria diversi inadempimenti contrattuali. Si è
proceduto dunque all’avvio degli atti che potrebbero portare alla
risoluzione immediata della concessione stipulata nel lontano dicembre
del 1993. Molte le motivazioni che hanno spinto l’amministrazione
comunale ad accelerare i tempi. Nel testo della delibera si parla di «plurimi
inadempimenti della Concessionaria alle obbligazioni sulla stessa
gravanti, nonostante i reiterati ed oramai vani solleciti, contestazioni
e diffide, ivi compresa quella del 19 aprile 2010, tutti rimasti privi
di concreto ed effettivo riscontro».
Non
trascurato il cattivo funzionamento delle pompe di captazione di località
“Fonte La Penna” «che risulta fuori esercizio dal mese di luglio
2010 e che non è stata ancora riparata o sostituita nonostante il tempo
trascorso ed i ripetuti solleciti di questa Amministrazione».
Considerato anche e soprattutto il rischio di totale mancanza di acqua a
carico di diverse migliaia di persone, vista «la omessa riparazione
delle pompe di riserva dell’impianto di sollevamento idrico in località
Monte Nero, che spinge l’acqua nel sovrastante serbatoio di Monte Nero
a servizio delle zone alte della “Conca di Suso”, interessate
durante il periodo estivo, come tutto il territorio comunale, da una
maggiore domanda di acqua per uso domestico». Nella delibera si parla
anche delle carenze dell’impianto di rilancio verso Sezze alta in
Località Mole Muti di Sezze Scalo e del mancato adeguamento
dell’impianto di depurazione in località “Casali” «le cui acque
reflue risultano a tutt’oggi sprovviste dell’autorizzazione
provinciale allo scarico proprio in ragione dell’inadeguatezza
dell’impianto» come riportato nell’interrogazione firmata dai
consiglieri Di Palma e Vitelli. Infine, è stata considerata l’omessa
manutenzione dell’impianto di sollevamento fognario di Valle Pazza, le
cui carenze determinano la fuoriuscita di liquami e il loro sversamento
nel canalone. Insomma un contratto che ad oggi già appare carta
straccia.
Sezze,
30 maggio 2011
Bilancio
magro per il Comune di Sezze
L'Ente
dovrà fare i conti con i tagli del governo
Tempo
di bilancio anche per Sezze. La giunta comunale nei giorni scorsi ha
approvato lo schema di bilancio pluriennale di previsione 2011/2013 e,
entro il 30 giugno prossimo l’assise cittadina dovrà votarlo dopo il
visto dei revisori dei conti. Il bilancio del Comune di Sezze “pesa”
22 milioni 969 mila euro e dovrà fare i conti con i minori
trasferimenti da parte dello Stato che per quest’anno sfiorano i 630
mila euro. Per fronteggiare le scarse entrate, l’Ente comunale setino,
come altri Comuni, ha dovuto raschiare il fondo del barile e
razionalizzare le spese e implementare l’efficacia della macchina
amministrativa. Tra i consigli che arrivano dall’ufficio finanziario
c’è quello di introdurre efficaci sistemi di gestione dei
procedimenti di approvvigionamento dei beni, o quello ad esempio di
procedere alla revisione dei profitti in attivo o, ancora, quello della
revisione del patrimonio comunale per vendere i beni in affitto. Insomma
un bilancio magro, risicato, che vedrà il Comune di Sezze fare sempre i
conti della serva prima di prendere decisioni. Per aggiunta, come è
stato già fatto notare, l’amministrazione comunale dovrà fare a meno
delle entrate degli autovelox, toccasana per le casse comunali per il
bilancio 2010. Le ristrettezze economiche influiranno molto dal punto di
vista politico. Campoli si appresta ad iniziare l’ultimo anno della
sua prima legislatura e vorrà tirare le somme del programma di governo
per ripresentarsi agli elettori per le elezioni del maggio 2012.
Sezze,
23 maggio 2011
Amministrative
2012, spuntano i primi nomi
Se
a Latina e nelle altre città della Provincia le elezioni
amministrative sono appena terminate, a Sezze invece ci si avvia alla
tornata elettorale del maggio 2012. Per il centrosinistra al governo
scontata è la ricandidatura del sindaco uscente Andrea Campoli,
mentre per gli altri schieramenti ancora non ci sono nomi ufficiali ma
plausibili indiscrezioni. Non considerando le altre liste della
sinistra che probabilmente andranno da sole, e tra queste il Sel e
l’Idv, per la coalizione del primo cittadino l’avversario più
temuto proviene dal centrodestra che in questi anni si è
riorganizzato e proprio in questi giorni sta intraprendendo iniziative
e incontri per valutare le personalità che potrebbero essere più
competitive e lanciare la sfida elettorale alla squadra di Campoli.
Ipotesi ce ne sono, nominativi già ne circolano ma senza alcun tipo
di ufficialità. Per il centrodestra, valutando che l’attuale
segretario e consigliere pidiellino Rinaldo Ceccano mantiene la
posizione di non candidarsi in quanto ha già espressamente detto che
non ritiene che i tempi siano maturi, visto il suo ingresso nel Pdl da
pochi anni,di personalità da spendere la coalizione pare ne abbia e
più di una.
E
tra queste in questi giorni è uscito il nome del professor Luigi
Mantuano che potrebbe permettere alla coalizione di conquistare
anche il mondo cattolico, oppure dell’avvocato Giovanni Rosella,
ex presidente della SPL Sezze o anche quello di Pino Ciarlo, ex
vice sindaco di Sezze e candidato sindaco della Casa delle Libertà
nel
2003, in
procinto di entrare nel Pdl provenendo dall’ex FI. Ma le difficoltà
maggiori della coalizione sembrano essere rappresentate dalla fusione
di tutte queste anime e soprattutto dai personalismi che compongono la
compagine alternativa all’attuale amministrazione. Trovare un
equilibrio interno e un nome spendibile che sappia mettere d’accordo
tutti oggi è l’imperativo di tutti i soggetti che intendono creare
una alternativa a Campoli, senza creare però altre scissioni. La
coalizione di centrodestra vorrebbe presentare il candidato ufficiale
a settembre, con la ripresa dell’attività politica, o almeno
sembrano essere queste le intenzioni. Si vuole fare presto e bene, in
modo tale da presentarsi agli elettori preparati e con tutto il tempo
necessario per stilare il programma di governo. La quadratura del
cerchio va trovata senza danneggiare il lavoro di ricomposizione che
in questi anni il Cantiere
delle Idee ha fatto, e al quale hanno aderito il PSI,
il Nuovo Polo, il Pdl, l’Altra Faccia della Politica, il MAS e Udeur.
Vedremo.
Sezze,
18 maggio 2011
Una
rotonda dedicata a San Carlo
La
nuova rotatoria viaria in fase di completamento sulla SR 156 dei Monti
Lepini, incrocio ex sito Cirio sarà intitolata a San Carlo da Sezze,
patrono della città. Lo ha deliberato il Consiglio di Amministrazione
di Astral Spa nei giorni scorsi, su richiesta del Presidente Giov.
Battista Giorgi. In una nota, il presidente della società della Regione
Lazio che ha in gestione la rete viaria regionale, ha comunicato al
sindaco di Sezze Andrea Campoli il provvedimento preso, a dimostrazione
della sensibilità espressa dal Presidente Giorgi per le istanze della
comunità e del territorio fortemente legati alla figura del
Santo.
Gratitudine
per l’intitolazione della rotatoria a San Carlo è stata espressa dal
centro studi San Carlo da Sezze, nella persona del presidente Antonella
Bruschi. Il pensiero avuto da Giorgi, infatti, si sposa pienamente con
gli obiettivi del centro studi San Carlo che dal 1995 cura la conoscenza
e diffusione del messaggio spirituale di San Carlo e si propone di
recuperare la personalità ed il messaggio del più illustre
concittadino di Sezze mediante una serie di iniziative. Antonella
Bruschi, a nome di tutto il Cda del centro studi, ringrazia quindi il
presidente e consigliere anziano Giorgi per la sensibilità avuta per
questa ed altre iniziative passate. La nuova rotonda, al punto di vista
della viabilità, invece, andrà a risolvere le criticità e la
pericolosità dell'incrocio.
Sezze,
30 marzo 2011
L'Avis
di Sezze incontra il Presidente Gianfranco Fini
Un
incontro particolare, dal quale è nata una amicizia vera per una causa
comune: donare il sangue e diffondere la cultura di un gesto così
nobile e importante per salvare vite umane. Una delegazione dell’Avis
di Sezze lunedì scorso è stata ricevuta niente poco di meno che dal
presidente della Camera Gianfranco Fini. L’incontro è avvenuto
direttamente nell’ufficio di Presidenza a Montecitorio. Il presidente
dell’Avis di Sezze, Ubaldo Brandolini, accompagnato dalle volontarie
dell’Avis di Sezze Laura De Angelis e Annalisa Casalini, hanno fatto
visita alla terza carica istituzionale, in quanto egli stesso donatore e
persona vicina da anni alle attività del circolo setino. «Da anni il
presidente della Camera on. Gianfranco Fini, a titolo personale, ci
aiuta con dei contributi per sostenere la causa dell’Avis – ha detto
Brandolini – lui stesso è un donatore, non manca occasione per
esprimere vicinanza a tutti i volontari dell’Avis.
Con
il presidente Fini è nata una amicizia e ci rincontreremo in futuro. Ci
ha espresso viva soddisfazione per le attività di volontariato che
stiamo portando avanti con tanta serietà e ci ha spronato a proseguire
su questa strada». Brandolini, con la delegazione dell’Avis di Sezze,
ha incontrato il Presidente Fini in occasione della presentazione
dell’ultimo libro del Presidente della Camera. Per l’Avis di Sezze
è stata l’occasione invece per donare all’onorevole il libro
realizzato dalla sezione Avis “La Cornucopia” e per parlare delle
diverse attività promosse su tutto il territorio e dei progetti futuri.
Anche le ragazze dell’Avis sono rimaste colpite dall’incontro. «Il
Presidente Fini - ci hanno detto - ci ha accolto con gentilezza e ci ha
espresso tutta la sua gratitudine per quello che facciamo ogni giorno
per le persone bisognose di cure. E’ stata una esperienza molto
importante, che ci dà la forza per continuare a fare volontariato».Sezze,
28 marzo 2011
Sezze,
27 marzo 2011
Il
maltempo mette in ginocchio l'agricoltura
Le
piogge incessanti dei giorni scorsi hanno causato notevoli danni anche
alle colture setine e agli impianti agricoli. Molte aziende hanno dovuto
fare la conta dei danni dato che ad essere compromessi sono stati molte
produzioni (carciofi e meloni in primis) e le stesse serre, molte delle
quali sono state scoperchiate dalle raffiche di vento subendo danni
anche alle strutture di ferro. Se agli investimenti sfumati si
aggiungono le probabili sanzioni per il mancato conferimento del
prodotto nelle cooperative, le quale hanno sottoscritto con le aziende
dei contratti per la consegna dei prodotti, ecco che la situazione
diventa alquanto critica e scoraggia ancora di più chi, in questi anni,
ha voluto comunque rischiare, continuando a fare il contadino in una
zona che sta perdendo la sua vocazione agricola. Non poteva mancare
comunque la polemica. I titolari di diverse aziende se la prendono con
il consorzio di Bonifica che, secondo gli agricoltori danneggiati,
avrebbe dovuto mantenere i canali di scolo all’interno dell’area
agricola in buono stato, cosa che avrebbe evitato l’allagamento degli
appezzamenti di terreno e altri danni. «Paghiamo il cannone annuo con
puntualità e pretendiamo che ci sia un minimo di attenzione per quelle
situazioni più critiche. Circa due settimane fa – aggiungono -
abbiamo contattato l’Ente per metterlo al corrente della situazione,
dato che a causa del maltempo erano già stati creati seri danni alle
colture per via dei canali che non riuscivano più a drenare
l’afflusso delle acque piovane. Ci avevano parlato di un intervento e
di una tempestiva pulizia dei canali ma nessuno è intervenuto ed ecco
che siamo qui a contare i danni: parliamo di centinaia di migliaia di
euro, danni che nessuno ci rimborserà». Gli imprenditori non escludono
azioni legali nei confronti del Consorzio di Bonifica.
Sezze,
20 marzo 2011
Sezze
festeggia i centocinquant'anni dell'Unità d'Italia
La
città di Sezze ha festeggiato il 150° anniversario dell’Unità d’Italia
con diverse iniziative. Oltre al concerto “Notte Tricolore per la Festa
Nazionale dell’Unità d’Italia” tenutosi presso l’auditorio Mario Cosa
nella serata di mercoledì 16 marzo, ieri ha assunto particolare rilevanza il
consiglio comunale straordinario, al quale è seguita la cerimonia di
inaugurazione della scultura in bronzo, realizzata dal Maestro Giuseppe
Cherubini posta in “Largo dei Donatori” a ridosso del
Palazzo comunale. L’opera è un dono alla città e all’Avis da
parte del Presidente di Astral e consigliere comunale anziano Titta Giorgi,
che proprio ieri ha festeggiato in aula consigliare i suoi 36 anni
ininterrotti di attività politica e amministrativa in Comune.
L’assise
cittadina ha visto la partecipazione di illustri rappresentanti politici e
istituzionali. Presenti i consiglieri regionali Astorre, Carella, il deputato
Amici e l’eurodeputato De Angelis. Hanno preso parte ai lavori ex
amministratori della città, assessori e consiglieri che con Titta Giorgi
hanno governato la città per oltre 20 anni. Hanno mandato i loro saluti
l’onorevole Zanda, Moscardelli, l’assessore regionale Malcotti e il
presidente della Provincia Cusani. Per Titta è giunto in città anche il
comico Martufello e ha mandato un messaggio anche l’attrice Sabrina Ferilli.
Ma tra tutti l’ospite che ha dato sicuramente più lustro alla seduta
consigliare è stato il Cardinale S.E. Sergio Sebastiani,
Prefetto Emerito della Congregazione degli Affari Economici della S.
Sede.
La
seduta si è aperta con una riflessione del presidente del consiglio Giovanni
Zeppieri sull’importanza dell’unità della nazione, sul senso di
appartenenza e sul simbolo che oggi deve ricoprire il Tricolore. E’ stata
poi la volta del sindaco di Sezze Andrea Campoli che, in un intervento che ha
suscitato molta partecipazione, ha spiegato il perché dei festeggiamenti. «Il
150° anniversario dell’Unità di Italia – ha detto Campoli – ci
racconta un momento nel quale un popolo si è ritrovato ad essere una Nazione.
Questa è una consapevolezza che dobbiamo tenere viva, in un periodo storico
dove la memoria sembra essere diventata aleatoria. Occorre trasmettere alle
nuove generazioni il ricordo del sacrificio che i tanti cittadini hanno
compiuto, affinché l’esercizio della libertà venga sempre difeso». Il
sindaco di Sezze ha poi spiegato ai tanti cittadini presenti il motivo per cui
l’assise cittadina ha voluto unire il festeggiamento del Tricolore
all’omaggio a Titta Giorgi, decano del consiglio comunale e personaggio più
rappresentativo della città. «Titta è un esempio di buona politica – così
Campoli – di dedizione alla sua città e di onestà. Titta ha rappresentato
e rappresenta per tutti un modello, per la forza del dialogo che ha saputo
trasmettere e per le proprie idee che
lo hanno sempre contraddistinto».
Tra
gli interventi anche quello del consigliere Reginaldi «Titta è un esempio di
unità» e dei consiglieri Ricci e Polidoro. Tra i vecchi amministratori che
hanno condiviso con Giorgi un lungo periodo di governo della città, molto
sentito l’intervento del professor Vincenzo Mattei che ha voluto parlare
della «generosità», della «religiosità popolare» e dello «spirito di
innovazione» che ha fatto di Giorgi un antesignano della politica provinciale
e poi regionale. «Titta - ha
detto Mattei -ha saputo cogliere la ragione politica con umanità, due virtù
per natura antitetiche ma che con Titta si sono fuse in una grande generosità».
Dopo l’assise cittadina, il Cardinale S.E. Sergio Sebastiani ha benedetto la
scultura in bronzo del Maestro Cherubini.
Sezze,
18 marzo 2011
Nuova
ondata di furti in appartamento. Si chiedono maggiori controlli
Una
nuova ondata di furti ha colpito il territorio comunale di Sezze. Nei
giorni scorsi ad essere presa di mira e in pieno giorno località Monte
Trevi, quartiere della città ad alta densità abitativa. Da quanto
emerso diversi appartamenti sono stati “ripuliti” di ogni oggetto di
valore. Ad avere la peggio alcune famiglie che abitano nelle cooperative
di appartamenti situati nella zona più alta della città. Dalle
testimonianze raccolte pare che i malviventi si siano introdotti negli
appartamenti di giorno forzando finestre o portoni quando i proprietari
degli immobili si trovavano fuori casa. Al rientro, evidenti segni di
scasso, il mobilio disordinato e i beni di valore trafugati. I cittadini
svaligiati dai topi d’appartamento hanno denunciato i fatti presso la
caserma dei Carabinieri di Sezze. Quello dei furti in casa purtroppo è
diventato nel corso degli anni un fenomeno sempre più frequente. A
macchia di leopardo e in tempi diversi molti quartieri della città
hanno dovuto fare i conti con simili episodi. Eclatante quanto accaduto
la scorsa estate nella frazione di Crocemoschitto e Colli di Suso, ma
anche zone di pianura come Ceriara di Sezze e la campagna setina. Per
quanto successo nuovamente i cittadini tornano a chiedere maggiore
sicurezza e un rafforzamento dell’organico delle Forze dell’Ordine
della città. Si torna a chiedere alle massime autorità istituzionali
di intervenire con piani di sorveglianza straordinaria, magari con
l’ausilio di volontari come avvenuto in altri Comuni della nostra
Provincia. I cittadini scongiurano che non si debba arrivare un’altra
volta alla organizzazione di ronde notturne cittadine, come purtroppo
accaduto a più riprese nei centri abitati colpiti dai furti.
Sezze,
15 marzo 2011
Speranze
per il San Carlo, battaglia contro la Dondi
Intervista
fiume al sindaco Andrea Campoli sulle due vicende più
critiche di Sezze
Ospedale
e Dondi. Questi i temi trattati dal sindaco di Sezze Andrea Campoli
in una conferenza stampa fiume. Per la prima possibili speranza
all’orizzonte, per la seconda è guerra aperta. Per la delicata
vicenda del nosocomio setino e le voci insistenti di una chiusura
imminente, il sindaco ha reso noto che è stato avviato un confronto con
la direzione della ASL la quale in questi giorni sta producendo delle
ipotesi. «Attendiamo la prova dei fatti - così Campoli -che dovrà
comunque definirsi a breve termine, perchè la ASL sta redigendo un atto
aziendale, come previsto dal decreto regionale». Il sindaco ha poi
ripercorso tutte le tappe che il Comune di Sezze ha percorso a seguito
del decreto della Presidente Polverini con il quale si disponeva la
riconversione dell’ospedale di Sezze. «Abbiamo messo in campo –
puntalizza Campoli - una serie di iniziative sia di mobilitazione che di
contatti istituzionali, sfociati successivamente in un incontro che ho
avuto con la Presidente e Commissario alla Sanità della Regione Lazio.
In quella circostanza la Polverini, accogliendo queste argomentazioni e
motivando la natura del suo provvedimento con il deficit strutturale
della sanità regionale, ha sostanzialmente rimandato ad una successiva
fase di confronto con la dirigenza della ASL, per cui il termine
premesso del 01 gennaio del 2011 per l’attuazione dei provvedimenti
sarebbe stato allungato nel tempo fino ad arrivare alla fine di
giugno.
Ad
oggi c’è l’impegno ad ascoltare le argomentazioni delle istituzioni
locali circa le modalità di attuazione dei decreti. Ci tengo a ribadire
che nessuno sta vivendo questa vicenda in maniera inerte o passiva, ma
stiamo seguendo quei canali che riteniamo siano gli unici giusti per
definire nel dettaglio una ipotesi di caratterizzazione di rilancio del
nostro ospedale». In atto anche un lavoro sinergico con la Provincia di
Latina. Per il secondo punto all’ordine del giorno, la Dondi, è di
questi giorni la notizia che la Giunta ha dato mandato al Sindaco di
resistere nel giudizio promosso con la domanda di arbitrato notificata
su istanza della Costruzioni Dondi S.p.A. La Concessionaria del Servizio
ha reclamato il pagamento di 11.803.165,91 euro per i lavori svolti e
per le utenze pubbliche del periodo 2005-2010. L’Ente si costituirà
nell’arbitrato nominando l’Avvocato Alberico Marracino del Foro di
Roma. «Avendo preso atto di questo giudizio arbitrale nel quale sono
contenute richieste assurde, già bocciate nel precedente lodo
arbitrale, abbiamo precisato la nostra posizione. Siamo convinti –
spiega Campoli - che sia inammissibile la clausula compromissoria
contenuta nell’atto aggiuntivo atrraverso la quale c’è la
possibilità dei contraenti di addivenire ad un giudizio arbitrale che
dirima in via amichevole le questioni inerenti la gestioni. Questa
procedura, come già precedentemente contestato, è contra legem. Il
primo elemento, quindi, che il nostro legale sottoporrà al giudizio
arbitrale sarà la convinzione che la clausda compromissoria sia nulla.
Qualora questa rimostranza non dovesse essere accolta, crediamo di avere
le argomentazioni per confutare le richieste della concessionaria. In
via ricompensionale, dato che siamo stati chiamati in giudizio,
chiameremo la Concessionaria a pagare le penali per le sue inadempienze
che i cittadini di Sezze vivono tutti i giorni sulle proprie spalle».
Sezze,
9 marzo 2011
Ritorna
l'idea dell'ecocentro
Oltre
215 mila euro per potenziare ed incentivare la raccolta differenziata
dei rifiuti solidi urbani in città. La Giunta comunale di Sezze nei
giorni scorsi ha accettato il finanziamento regionale avente per oggetto
la programmazione delle risorse finanziarie per gli anni 2009-
2011destinate al potenziamento della Raccolta Differenziata, un piano
della racconta differenziata per il periodo 2009/2011 che assegna alla
Provincia di Latina un importo totale complessivo di 11.236.634 euro. Il
Comune di Sezze, deliberando, ha approvato lo schema di convenzione tra
la Provincia di Latina e il Comune di Sezze e ha dato atto che il
finanziamento sarà destinato per l’acquisto di diverse attrezzature
utili per incrementare il servizio di raccolta dei rifiuti. Con i 215
mila euro il Comune acquisterà, infatti, un minicompattatore, un porter
con vasca a cielo aperto, un Eurocargo con attrezzatura di compattazione
e 2400 pattumiere di frazione organica, oltre a 220.000 buste annue per
frazione organica e 430.000 buste colorate annue per il multimateriale.
Il servizio di raccolta differenziato, svolto dalla società partecipata
SPL Sezze resta quindi una delle priorità dell’azione di governo
della Giunta presieduta dal sindaco Andrea Campoli. Da diversi anni il
Porta a Porta è entrato in attività e in diversi quartieri periferici
della città e dopo i primi tentennamenti lo smaltimento dei rifiuti sta
dando anche a Sezze buoni risultati. Altra notizia relativa alla
gestione dei rifiuti è quella del progetto Ecocentro.
L’amministrazione comunale di Sezze, proprio in questi giorni, ha
visitato dei siti per farsi una idea del centro e si sta proprio
rivalutando l’ipotesi di realizzare un ecocentro, un sito nel quale
possono essere conferiti i vari prodotti raccolti dalla differenziata,
che vengono poi lavorati e composti in eco-balle con costi per il Comune
pari a zero. L’eco centro – è stato già detto - non è un luogo in
cui si manifestano emissioni di fumi, vapori o altro e non è nemmeno un
inceneritore né un termovalorizzatore. Tra i siti che potrebbero
ospitar l’eco centro, l’ex area dismessa della ex Sogeni, anche se a
tal proposito molti sono stati i distinguo, anche all’interno della
stessa maggioranza.
Sezze,
5 marzo 2011
In
fumo la chiesa di San Lorenzo a Crocemoschitto
La
comunità setina ieri si è svegliata con una di quelle notizie che
gettano nello sconforto e che fanno riflettere: un incendio di vaste
proporzioni è divampato all’interno della Chiesa di San Lorenzo
Martire in località Crocemoschitto, molto probabilmente a seguito di un
furto sul quale grava anche l’ombra e il mistero delle messe nere. Ma
procediamo per gradi. L’allarme parte alle ore 8,10 quando una signora
del luogo sente un forte odore acre e nota del fumo denso provenire
dalla sacrestia della Chiesa. La parrocchiana avverte subito i Vigili
del Fuoco e sul posto con tempestività si portano i Carabinieri di
Latina, i militari della stazione di Sezze e la Polizia Locale. Nel
frattempo però la notizia dell’incendio si allarga ai parrocchiani e
al vicinato che arrivano anch’essi sul luogo dell’incendio, anzi da
indiscrezioni pare che proprio alcuni di loro siano stati i primi a
verificare quanto accaduto. All’arrivo delle forze dell’ordine e dei
Vigili del Fuoco la chiesa ancora brucia in parte, le fiamme hanno già
distrutto del tutto i locali della sacrestia ed è ancora in fumo la
piccola navata della chiesa.
I
Vigili del Fuoco con duro lavoro e con l’ausilio di bombole di
ossigeno sono riusciti, comunque, ad evitare che il fuoco si propagasse
negli altri locali. Dai primi rilievi eseguiti è stato appurato che il
tutto sia partito da un furto avvenuto in piena notte, intorno alle ore
3. Secondo gli inquirenti i ladri, dopo essersi introdotti nella chiesa
sfondando una porta finestra, si sono portati nei locali della sacrestia
in cerca di beni di valori e, molto probabilmente, nel momento della
fuga involontariamente hanno innescato la miccia che ha provocato poi
l’incendio: forse con una candela utilizzata per farsi luce. Gli
inquirenti infatti hanno escluso categoricamente una connessione diretta
tra il furto e l’incendio e considerano quest’ultimo un atto
involontario da parte dei delinquenti che si sono introdotti nella
chiesa, dimostrato poi con dei rilevatori di incendio. Ingenti i danni
alla struttura, ridotti in cenere i documenti e l’archivio dei fedeli,
gli abiti talari e altri paramenti. Se sul furto e sul conseguente
incendio è stato aperto un fascicolo (nella chiesa sono stati apposti i
sigilli da parte della Scientifica) ancora avvolto nel mistero
l’episodio collegato alla profanazione del tabernacolo e delle ostie,
al ritrovamento - da parte dei primi fedeli accorsi - del bambinello Gesù
utilizzato per il natale posto al centro della sacrestia e della
scomparsa – sembra – di due calici di ottone. Se su questo episodio
gli inquirenti mantengono il riserbo, sono i fedeli a sospettare che
l’incendio sia stato appiccato dopo la celebrazione di una messa nera.
Su quanto avvenuto a dir poco sconvolto è il parroco polacco Padre
Gregorio Pelczar che ieri addolorato non ha voluto rilasciare interviste.
Sezze,
1 marzo 2011
Caso
Dondi, intervista al sindaco Campoli
Dopo
il ricorso al Consiglio di Stato, si pensa al futuro
Doccia
fredda in Comune per la sentenza emessa del Consiglio di Stato in merito
agli aumenti tariffari praticati dalla Dondi a partire dal 1997, notizia
pubblicata ieir sulle colonne del nostro giornale. Il Consiglio di
Stato, infatti, ha accolto le richieste dell’appellante (dondi) che
chiedeva che la base di calcolo doveva essere individuata nella delibera
della Giunta comunale di Sezze n. 1196 del 17 dicembre 1997 e non
appellandosi alla base di calcolo individuata nella deliberazione del
Comitato provinciale prezzi di Latina n. 18 del 24 luglio 1991. Il
sindaco di Sezze Andrea Campoli, alla lettura della sentenza, alza le
mani e ne prende atto. Amareggiato per un’altra sconfitta contro la
Dondi non si dà però per vinto, anche perchè ci sono altre vicende
che a breve l’amministrazione comunale dovrà impugnare sempre contro
la Concessionaria del servizio idrico integrato. Sindaco Campoli, alla
luce della sentenza del consiglio di stato che ha accolto il ricorso
presentato dalla Dondi, come si comporterà adesso il Comune? «Non
possiamo non prenderne atto». E’ ancora da ritenersi possibile la
class action che l’Ente intendeva mettere in atto? «E’ ovvio che
non ci sono più le condizioni. Eravamo in attesa della sentenza e se
avessimo avuto ragione l’avremmo intrapresa come comunicato ai
cittadini.
Oggi,
ovviamente, cadono tutti i presupposti». Con la Concessionaria del
servizio idrico integrato le cose però si complicano sempre di più.
Fresca anche la notizia dell’arbitrato richiesto dalla Concessionaria
per i lavori già eseguiti? Si parla di 10 milioni e seicento mila. E
così? «Il rapporto conflittuale con la Dondi è testimoniato anche da
questa nuova richiesta a dir poco spropositata dato che mi dicono si
parli addirittura di 12 milioni di euro. Come amministrazione comunale
abbiamo già fissato per la prossima settimana, martedì, un incontro
con il nostro legale e analizzati tutti i documenti torneremo a
pronunciarci facendo valere in ogni sede le nostre ragioni che poi sono
le stesse dei cittadini». Insomma la Dondi le vince tutte le battaglie.
E’ così difficile rescindere il con la Dondi? «Dico solo che è
molto difficile mantenere un rapporto sereno e tranquillo con la
Concessionaria». Immaginiamo comunque un dopo Dondi. Andrea Campoli
vede bene Acqualatina o la gestione diretta del Comune per mezzo della
SPL? «La legge Galli impone dei modelli di gestione del servizio
idrico. Inevitabilmente entreremo nella gestione dell’Ato 4 ( Ambito
Territoriale ottimale) e quindi con Acqualatina che lo gestisce».
Sezze,
26 febbraio 2011
Il
Consiglio di Stato accoglie il ricorso della Dondi
Aumenti
tariffari dal 1997 ad oggi legittimi
«L’impostazione
seguita dall’Amministrazione e condivisa dal primo giudice non trova
adeguata fondamento nell’enunciato dell’invocata clausola della
convenzione e non collima con i principi della legislazione in materia
di determinazione delle tariffe per il servizio idrico. L’appello
deve, di conseguenza, essere accolto e, in riforma della sentenza
gravata, accolto il ricorso di primo grado, per l’effetto annullando
il provvedimento impugnato. In considerazione della complessità della
controversia le spese devono essere integralmente compensate». Con
queste parole il Consiglio di Stato mette la parola fine alla
controversa e delicata vicenda legata agli aumenti tariffari praticati
dalla Concessionaria del servizio idrico integrato Dondi a partire dal
1997. Aumenti, si ricorda, che su ricorso dell’UPICA di Latina, erano
stati oggetto di un attento esame da parte del TAR del Lazio, che, a
distanza di 10 anni, li aveva considerati illegittimi, decisione poi
impugnata anche dal Comune di Sezze intenzionato anche a promuovere una
class action.
A
quella sentenza però la Dondi aveva risposto con un appello al
Consiglio di Stato. Lo stesso Ufficio provinciale dell’industria e
commercio di Latina aveva poi diffidato la società venveta a
rettificare il modulario delle tariffe idriche per l’anno 1997 per «azione
di legge ed eccesso di potere. Nella sentenza, comunque, si chiarisce un
passaggio che poi ha di fatto portato il collegio ad accogliere le
istanze presentate dalla Dondi. «Il regime tariffario per
l’erogazione del servizio idrico è stato stabilito nella convenzione
sottoscritta il 23 dicembre 1993 fra la Dondi ed il Comune di Sezze. In
particolare, per quanto ora rileva, l’appellante con la convenzione
citata - si legge nella sentenza -si è impegnata a non praticare
maggiorazioni tariffarie fino al 31 dicembre 1996. Invero, non vi è
dubbio sul fatto che il suddetto impegno sia stato rispettato.Le parti
controvertono, invece, sulla base di calcolo per la determinazione delle
tariffe da applicare successivamente a tale data. Secondo
l’appellante, la base di calcolo deve essere individuata nella
delibera della Giunta comunale di Sezze n. 1196 del 17 dicembre 1997.
Secondo l’Amministrazione appellata la base di calcolo, ai sensi della
convenzione stipulata, deve essere individuata nella deliberazione del
Comitato provinciale prezzi di Latina n. 18 del 24 luglio 1991.
Il
Collegio condivide l’opinione dell’appellante». Le richieste della
Dondi quindi sono state accolte definitivamente. La società rodigina,
infine, ha ritenuto giustificati gli aumenti anche seguito dei costi
impiegati per la copertura integrale dei servizi e per i vari interventi
migliorativi apportati alla condotta comunale. Oltre il comune di Sezze,
ad essere sconfitto, anche il Comitato Difesa Acqua pubblica che proprio
sulla sentenza del Consiglio di Stato aveva riposto le sue ultime
speranze e aveva addirittura invitato i cittadini a non pagare le
bollette contenenti importi di fatture antecedenti l’anno 2000, ovvero
1997-98-99, seguiti quindi all’aumento delle tariffe. Nulla da fare.
Sezze,
24 febbraio 2011
Ospedale
San Carlo, chiuso anche il centro antidiabetico
Situazione
al collasso, oltre 800 pazienti senza assistenza
Anche
il Centro antidiabetico presso l’ospedale setino San Carlo da martedì
scorso ha chiuso i battenti nell’ambito di quello che appare a tutti
un processo di smantellamento generale del nosocomio setino. Dopo
l’intervento di area democratica del Pd di Sezze interviene sulla
delicata situazione anche il consigliere provinciale del Pd, Enzo Eramo,
che si farà portavoce presso i responsabili sanitari per chiedere che
il servizio venga immediatamente ripristinato. «Il Centro Antidiabetico
dell’ospedale San Carlo di Sezze - dice - coinvolge circa 800 pazienti
di tutto il distretto dei Monti Lepini e con il trasferimento della
dottoressa Talani sono subito emerse delle difficoltà tali da far
chiudere lo stesso centro. Scriverò al direttore generale della Asl e
al direttore sanitario per chiedere che il servizio ambulatoriale venga
subito riattivato in quanto svolge per moltissimi utenti un servizio
centrale che non possiamo permetterci di perdere». Eramo, in continuità
anche con le richieste della corrente Area Democratica del Pd, crede che
vadano messe in campo tutte le forze necessarie per impedire che la
struttura sanitaria di Sezze venga definitivamente smantellata e privata
di una offerta sanitaria che copre un bacino di utenza molto vasto. Il
decreto della Polverini, da quanto si evince, però, pare che stia
iniziando ad avere i suoi primi effetti, se si considera che a Sezze già
non si accettano più visite mediche dopo il mese di aprile, se si pensa
che è iniziato lo smontaggio delle apparecchiature del Day Surgery
(unica vera novità di rilancio sanitario per Sezze) e che sono iniziati
i primi trasferimenti dei dirigenti della Asl.
Sezze,
17 febbraio 2011
Sabato
19 febbraio manifestazione Acqua Pubblica
Il
Comitato Difesa Acqua Pubblica di Sezze rende noto che alla
manifestazione pubblica indetta per sabato 19 febbraio a sostegno del
referendum per la ripubblicizzazione dell'acqua (quesiti ammessi dalla
Corte Costituzionale), hanno aderito partiti, movimenti, associazioni,
sindacati, comitati locali e provinciali acqua pubblica, singoli
consiglieri comunali e provinciali. Il Comitato ricorda che la
manifestazione è anche a favore e per la tutela degli utenti di Sezze,
in merito al servizio idrico e alla depurazione, rispetto all'operato
della Concessionaria Dondi nei confronti degli utenti. Ecco chi prenderà
parte all'iniziativa pubblica: IDV, SEL, PDL, PSI, R.C., UDEUR, VERDI,
FdS. Oltre ai partiti elencati parteciperanno i movimenti di Nuova Area,
Nuovo Polo, MLIS e MAS L'altra faccia della politica. Hanno
pubblicamente aderito anche le associazioni Setina Civitas, Cinque
Stelle, Federconsumatori, i sindacati CGIL e UIL e i Comitati Difesa
Acqua Pubblica di Sezze, Aprilia, Bassiano, Maenza assieme a quello
provinciale. Poi anche esponenti del Forum Difesa Acqua Pubblica e il
Consiglio dei Giovani di Sezze. Il Comitato, quindi, invita tutte le
forze politiche, sociali, sindacali, i movimenti e le associazioni che
hanno aderito, a partecipare alla manifestazione senza alcun simbolo e,
se lo ritengono opportuno, a portare con proprio intervento un
contributo a sostegno del Referendum per la ripubblicizzazione
dell'acqua e delle altre questioni all'oggetto dell'iniziativa.
Sezze,
9 febbraio 2011
Il
San Carlo in chiusura
Non
si accettano più visite specialistiche dopo aprile
Ma
che fine farà l’ospedale di Sezze. Dal novembre scorso, mese in cui
il sindaco di Sezze Andrea Campoli è stato ricevuto dalla presidente
della Regione Lazio Renata Polverini, non se ne sa più nulla. Ci sono
novità? Il decreto di riordino della sanità in che misura ha investito
il nosocomio setino San Carlo? Ci saranno quei tagli alla sanità tanto
temuti? Perché non se ne parla più? Ci sarà la riconversione? Queste
ed altre domande iniziano a circolare per la città, considerando che
dopo manifestazioni pubbliche, blocchi ferroviari e tante dichiarazioni
di guerra, ad oggi non ci sono stati sviluppi e la situazione sembra in
fase di stallo. L’ultima, e inquietante se fosse confermata, la
notizia della chiusura dell’ospedale prevista per il mese di maggio.
Numerosi pazienti, giunti negli sportelli della struttura di via San
Bartolomeo per prenotare visite specialistiche, infatti, pare che
abbiano appreso da medici e infermieri che proprio a maggio
l'ospedale chiuderà i battenti.
Notizia
che ha gettato nello sconforto in molti e che se non è stata confermata
da nessuno ma nemmeno smentita. Inoltre, il diniego delle prenotazioni
per le visite specialistiche, starebbe a dimostrare che a chiudere i
battenti non saranno solo i diversi reparti ma anche gli ambulatori
specialistici che, stando a quanto ci hanno detto i pazienti, già da un
paio di settimane non stanno più registrando appuntamenti oltre il mese
di aprile. «Presso gli sportelli ambulatoriali - ci ha detto un
paziente del nosocomio setino -non prendono più appuntamenti per visite
specialistiche oltre il mese di aprile. Questo andrebbe a confermare
quanto detto in camera caritatis da alcuni medici che operano presso il
San Carlo, ossia che a maggio il nostro ospedale chiuderà. Tra i
servizi sanitari che dovrebbero rimanere in piedi solo il Pronto
Soccorso, o meglio punto di primo soccorso. Per il resto gira voce di
una chiusura di tutta la struttura». La città allora chiede smentite o
conferme, e un aggiornamento della situazione del San Carlo
Sezze,
1 febbraio 2011
La
croce spenta e le luminarie ancora accese
A
chi spetta spegnere le luminarie? E la croce che fine farà?
Mentre
la grande croce in ferro situata sul colle dell’Anfiteatro è spenta
ormai da settimane, le luminarie natalizie continuano a lampeggiare come
se fosse ancora Natale. Diversi cittadini segnalano l’anomalia
considerato che le luci natalizie accese sono uno spreco inutile di
energia elettrica, quando invece diversi quartiere di periferia, ad
oggi, non sono stati raggiunti dalla pubblica illuminazione nelle
strade.
Per
quel che riguarda la croce dell’Anfiteatro, alta
54 metri
ed eretta nel 1956 per volontà dell’avvocato Filiberto Gigli, e
facente parte
del complesso del Teatro Sacro Italiano (o quel che resta di esso dopo i
lavori iniziati e abbandonati a se stessi) è stata per Sezze una novità
gradita dalla comunità setina, in quanto elemento simbolo della
cristianità e della nostra tradizione. L’amministrazione comunale,
guidata dal sindaco Andrea Campoli, infatti dopo oltre 30 anni di
inattività ha voluto ristrutturare nelle sue componenti elettriche la
grande croce, non solo per rievocare
la Passione
di Cristo ma per fare di essa una caratteristica della città, un
simbolo appunto che identificasse Sezze come città Passione di Cristo
non solo il giorno del Venerdì Santo.
E
così è stato per oltre un anno e mezzo, ma ora
la Croce
è tornata nel buio e tutte le belle intenzioni sembrano essere state
dimenticate. Quale è il motivo dello spegnimento della croce setina? Un
guasto all’impianto? O ci si è accorti che il consumo di energia dei
7200 led è abnorme? Il progetto originario di ripristino
dell’impianto, infatti, avrebbe dovuto realizzarsi mediante
l’installazione di pannelli fotovoltaici ma, al momento della
realizzazione, ci si è scontrati con delle difficoltà logistiche.
Resta, comunque, una dispendiosa contraddizione: la croce è spenta
mentre le luminarie continuano a luccicare per le vie della città. A
chi spetta spegnerle? E la croce che fine farà?
Sezze,
31 gennaio 2011
Sicurezza
questa sconosciuta
Il
duro intervento del consigliere Casadei
Le
rapine, i furti e gli arresti per droga in città (ultimo in ordine di
tempo quello del tunisino) spingono il consigliere comunale di
opposizione, Paolo Casadei, a chiedere interventi volti a ripristinare
sicurezza e legalità a Sezze. «Quando mi sono insediato in Consiglio
comunale – afferma Casadei – si parlava di misure da adottare per
combattere quei fenomeni che potevano mettere a rischio la sicurezza dei
cittadini. Si parlava di controlli periodici, di potenziamento delle
forze dell’ordine, di contrasto ai fenomeni di immigrazione
clandestina. Ad oggi però di tutti questi propositi si è persa ogni
traccia e nessuna sa che fine abbaino fatto. Si è cominciato realmente
ad agire – si chiede il consigliere – o quel documento presentato in
Consiglio è rimasto solo lettera morta?». L’esponente del Nuovo Polo
setino ricorda che già un anno fa il movimento politico che lo sostiene
aveva affrontato la questione sicurezza cercando di attirare
l’attenzione dell’Amministrazione comunale di Sezze. A distanza di
tempo, però, tutti i buoni propositi sono finiti nel dimenticatoio. «Nulla
è cambiato – sostiene ancora il consigliere comunale -. Chiedevamo
anche attraverso una petizione popolare maggiori controlli e vigilanza
del territorio, il potenziamento delle forze dell’ordine, un
monitoraggio e un censimento degli immigrati e delle abitazioni
affittate. Queste richieste fatte quasi un anno fa sono le stesse che
torno a riproporre all’Amministrazione setina». Paolo Casasei sulla
sicurezza non transige, occorre il pugno di ferro, cosa che non riesce
ad intravedere nell’azione della Giunta Campoli. «E oramai palese –
conclude - l’inefficienza di chi governa il paese nel mettere in campo
quanto deciso in un Consiglio comunale convocato proprio per discutere
della questione sicurezza». Casadei, eletto nelle file della
maggioranza, al momento della surroga del compianto Lino De Angelis ha
deciso di lasciare la maggioranza, sedendosi tra i banchi
dell’opposizione perché non convinto dell’operato della Giunta
Campoli.
Sezze,
27 gennaio 2011
Un
bando per le opere pubbliche
Avviata
una politica di investimento nell'ambito del Prg
La
Giunta comunale di Sezze, lo scorso 21 gennaio, ha deliberato di indire
un importante Bando Pubblico per la «per la definizione e la
realizzazione di programmi d’intervento o di opere pubbliche di
iniziativa privata di rilevante interesse pubblico».
L’amministrazione comunale, infatti, intende portare avanti la
Variante al PRG (proprio
oggi alle ore 12,30 è prevista una conferenza stampa del sindaco), come
già confermato negli anni passati (nel 1997 l’incarico affidato
all’architetto Fuksas). Ora però ritiene «necessaria ed urgente una
politica del territorio che guardi a nuove forme di investimento nei
vari settori e che sia il frutto - leggiamo nella delibera - di una
valutazione delle attuali condizioni economiche, sociali e culturali che
permettano al nostro Comune di essere centro di aggregazione per tutti e
volano dell’economia non solo del nostro territorio ma anche dei
Comuni limitrofi». La decisione delle Giunta comunale scaturisce dalla
considerazione che sul territorio comunale insistono insediamenti
industriali dismessi ormai da anni, attività commerciali, artigianali
ed agricole che necessitano di uno sviluppo ai fini concorrenziali e di
investimenti sia strutturali che occupazionali senza emigrare in altri
Comuni.
Da
via Diaz sottolineano, inoltre, che la progettualità su cui si vuole
far leva riguarda in modo particolare alcune aree della Pianura la quale
«necessità di essere rivalutata quale elemento del territorio di
rilevante importanza e snodo degli investimenti in campo commerciale,
terziario e turistico ricettivo». Del territorio comunale, comunque,
sono state già individuate delle aree ben precise quali Sezze Scalo,
Zona di Ceriara, Zona Migliara 47, Zona Ponte Corradini e la Zona di
Suso, dove sono presenti non solo siti abbandonati ma immobili destinati
ad attività commerciali, artigianali e terziario e per attività
commerciali, ricettive e terziarie. Il Bando, dunque, rivolto a soggetti
privati, viene considerato dall’Ente «un modo per dare risposte
concrete e immediate a soggetti che intendono credere ancora al
territorio ed al suo sviluppo realizzando gli interessi della
collettività attraverso una procedura partecipativa nella nuova visione
e funzione del territorio stesso».
Sezze,
3 gennaio 2011
Gestione
rifiuti, avanza l'ipotesi di un consorzio
Primi
contatti tra i Comuni di Sezze, Roccagorga e Pontinia
L’amministrazione
comunale di Sezze ha prorogato per tutto il 2011 l’incarico di
gestione dei rifiuti solidi urbani alla SPL Sezze (mentre il rinnovo del
Cda è previsto per la prossima primavera). Per il nuovo anno la società
interamente partecipata dell’Ente comunale continuerà, quindi, ad
occuparsi anche del trasporto, della gestione e della riscossione della
tassa per lo smaltimento dei rifiuti. Alla scadenza del 2011 la gestione
dell’immondizia per i Comuni sotto i 30 mila abitanti, però, dovrà
essere messa a Bando, e Sezze figura tra questi enti comunali. Ecco
quindi che va trovata una soluzione, un modo alternativo che possa
permettere di gestire i rifiuti e soprattutto il Porta a Porta e il
sistema di raccolta differenziata senza rimanere con il cerino in mano.
Pare che proprio in tal senso si stia pensando ad un consorzio di
smaltimento dei rifiuti tra diversi Comuni dell’area Lepini.
Sembrano
interessati a tale proposta, e per questo ci sono stati dei primi
contatti, il Comune di Sezze, il Comune di Roccagorga e il Comune di
Pontina, amministrazioni comunali toccate in maniera diversa dalla
stessa problematica. L’idea è quella di costituire un grande
consorzio che possa riunire in un’unica gestione dei rifiuti urbani i
tre Comuni che oggi sono guidati da amministrazioni di centrosinistra,
considerando che il Comune di Roccagora ha prorogato per soli sei mesi
all’Ama la gestisce dei i rifiuti in attesa di un nuovo appalto (se ne
occuperà successivamente la SPL o la Trasco?), mentre a Pontinia la
multiservizi Trasco si trova nelle medesime condizioni di Sezze: ha un
anno di tempo. L’operazione di un nuovo Consorzio che possa occuparsi
della gestione dei rifiuti in più Comuni sembra aver già messo
d’accordo le amministrazioni interessate che, sul tema, stanno
dialogando per non rimanere con le mani in mano alla fine del 2011. Il
Consorzio dovrebbe essere costituito solo per la gestione dei rifiuti
mentre le municipalizzate, tra cui la SPL Sezze e la Tresco,
continuerebbero a gestire gli altri servizi comunali come tuttora fanno:
dalla gestione dei trasporti scolastici, alla mensa, illuminazione
pubblica ed altro ancora. Vedremo
Sezze,
31 dicembre 2010
Nasce
il gruppo di responsabilità
Di
Palma, Vitelli, Cerrone e Reginaldi a sostegno della maggioranza
Si
sono autodefiniti “gruppo di responsabilità”. I consiglieri
comunali di opposizione Serafino Di Palma, Antonio Vitelli, Lino
Cerrone e Roberto Reginaldi in consiglio hanno già assunto
posizioni di sostegno all'operato amministrativo del sindaco Andrea
Campoli e continueranno a dialogare con la maggioranza e a sostenerla
per quei progetti di sviluppo che ritengono prioritari per la città. «Le
dimissioni del sindaco, sin dall'inizio, sono sembrate più una
questione legata a chiarimenti politici interni al P.D. e alla
maggioranza di centro-sinistra, per cui essendo noi minoranze, non ci è
sembrato opportuno dare alcun giudizio di merito. Tuttavia – leggiamo
nella nota del gruppo - abbiamo apprezzato che il PD abbia voluto
discutere della questione relativa al programma amministrativo e agli
assetti istituzionali col nostro gruppo, riconoscendo la validità delle
nostre battaglie e il coraggio delle nostre scelte, fatte alla luce del
sole e in trasparenza. Nessuna richiesta di alcuna poltrona (né
assessorati né membri nel cda della SPL spa), perchè pensiamo che
l'onere e l'onore di governare spetti esclusivamente al sindaco ed ai
consiglieri di maggioranza eletti, stabiliti dalle urne».
Per
il Gdr tre comunque sono le priorità: «Sezze Scalo, Ceriara e la
Pianura - dicono - devono diventare il perno dell'azione amministrativa
del prossimo anno e mezzo, con i grandi interventi legati
all'acquisizione dei terreni dell'area dell'ex Aeroporto e con l'inizio,
entro giugno, dei lavori per la realizzazione della nuova Piscina
Comunale. A ciò, vanno aggiunti gli interventi ormai divenuti non più
rinviabili, e già finanziati nell'Assestamento, sul sistema stradale
della pianura setina, come pure l'apertura del distaccamento comunale
presso lo Scalo, che faciliterà molti cittadini relativamente
all'accesso degli atti e delle certificazioni pubbliche». Altro nodo
centrale il rapporto di discontinuità con la Dondi. «Continuare nella
strada intrapresa – affermano i consiglieri - dell'elevazione delle
penalità alla concessionaria (già notificate per quasi 1,1 milioni di
euro), affinchè sia messa, quanto prima nelle condizioni di andarsene e
liberarci dalla sua gestione del servizio idrico». Importante anche il
nuovo assetto istituzionale della Regione delle Province. «Un nuovo
assetto istituzionale che ci liberi dal peso insopportabile dei centri
di potere romani che hanno fatto solo male a questo territorio. Essa
rappresenta la più alta mission politica del Presidente Cusani, che
continua sempre a dimostrare vicinanza alle esigenza del territorio
setino, indipendentemente dal diverso colore politico
dell'amministrazione comunale».