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Calvani & C. , fare chiarezza
Il
“sistema” sceglie anche i suoi “nemici” (nemici?) ,
concedendo loro il massimo dello spazio sui media più
importanti, distorcendo la realtà dei fatti al fine di tenere
sotto controllo la volontà di tantissimi italiani giustamente
incazzati. Movimento libero Iniziativa sociale intende iniziare
a fare chiarezza. Siamo attivi da anni in particolare a Sezze,
con battaglie contro gli sprechi della politica (dagli 80milioni
di euro bruciati per la SR 156 al plurimilionario
ecomostro-anfiteatro) e contro la “consorteria” che
controlla capillarmente il territorio. Un’area che confina con
quella di Pontinia, il comune di Danilo Calvani, la cui azienda
agricola si espandeva anche a Sezze. Qui è consigliere comunale
uno dei
bracci destri, o sinistri, dell’uomo con la Jaguar:
Roberto Reginaldi. Nella foto che alleghiamo, Reginaldi è il
primo da sinistra. Nel fermo immagine sta inaugurando proprio la
SR 156 insieme ad esponenti di spicco della sua area politica di
quel periodo, il centrosinistra. Nel taglio del nastro è
impegnato, insieme all'ex presidente Astral Titta Giorgi, l'ex
assessore regionale Vincenzo Maruccio di Italia dei Valori,
qualche tempo dopo arrestato per lo scandalo Regione Lazio.
Presente anche il sindaco di Sezze del PD Andrea Campoli, eletto
con maggioranza bulgara di oltre il 72%. Naturalmente alla sua
elezione ha contribuito Reginaldi, che concorreva con l’API di
Rutelli e di Lusi a lui collegata. L'opera inaugurata in quella
occasione rappresenta, come già denunciato, uno spreco di circa
80milioni di euro. Mai ultimata, si è bloccata in un “cul de
sac” tra la ferrovia Roma- Napoli, il lago Mole Muti, il monte
delle Quartara e le Sorgenti Sardellane, che forniscono
l’acqua a mezza provincia di Latina. Roberto Reginaldi è lo
stesso personaggio immortalato al fianco di Calvani nella
manifestazione di Piazza del Popolo a Roma, mentre coordinava il
suo servizio d'ordine. Consigliere comunale di Sezze che non si
oppone al bilancio comunale presentato dal suo sindaco del PD,
è ora approdato in Forza Nuova. Questo cambio di casacca, che
non è il primo, è avvenuto qualche mese fa, con la
sponsorizzazione del segretario nazionale Roberto Fiore,
presente in aula consiliare al suo passaggio nel gruppo di
estrema destra. Si tratta di manovre su cui riflettere, dai
retroscena poco chiari, se non occulti. Anche perché da anni
Reginaldi "collaborava" con Calvani, il quale lo ha
anche sostenuto nelle diverse campagne elettorali
amministrative, sempre nell'area dei partiti del sistema, che
oggi vogliono far credere di volere abbattere. Non solo con il
centrosinistra, ma anche con Forza Italia. Improvvisamente, in
prossimità di questo autunno caldo, si verifica l’adesione al
gruppo di Roberto Fiore. Si tratta di copioni già visti.
Sono questi solo alcuni dei personaggi a nostro parere
utilizzati per controllare e fare perdere forza ad una
ribellione che è sacrosanta. Prima inaugurano opere da milioni
di euro che sono un monumento all'Italia degli sprechi e poi
urlano contro una classe politica di "ladri", con cui
non esitano a condividere tagli di nastri. Sbraitano contro le
tasse e fanno passare bilanci comunali affamatori del popolo,
come avvenuto nel Comune di Sezze.

Nella foto da sinistra a destra: Roberto Reginaldi, sen. PD
Claudio Moscardelli, Titta Giorgi, Vincenzo Maruccio, Andrea
Campoli con fascia tricolore.
Italiani
in marcia, senza caporali
13
dicembre
2013
La mobilitazione degli Italiani di questi giorni ci
vede solidali. E’ positivo che, dopo anni di torpore, un
popolo che ha finora subito passivamente da parte di una classe
politica di delinquenti ( come ampiamente provato anche da
diverse Procure) ruberie e soprusi di ogni genere, un popolo
violentato e depredato, condotto in una crisi che ha generato
disoccupazione e povertà, fallimenti a catena dei piccoli
imprenditori e commercianti, distruzione sistematica di settori
una volta trainanti come quello dell’agricoltura o
dell’autotrasporto, che ha fatto raschiare il fondo del barile
ai tanti piccoli risparmiatori, che ha distrutto le famiglie e
lasciato senza speranza le nuove generazioni, finalmente prenda
coscienza del disastro e si mobiliti, unito soltanto dal
Tricolore, contro partiti e sindacati, banche e agenzie delle
entrate, contro gli strozzini di Equitalia e l’Europa
dell’alta finanza, contro l’euro, moneta affamatrice dei
popoli. Positivo che si torni nelle piazze e nelle strade della
nostra Nazione ad urlare tutto il proprio risentimento contro i
politici di centro, sinistra, destra, contro un Parlamento
occupato abusivamente ed impegnato solo a legiferare in favore
dei propri componenti.
Risulta comunque evidente che gli organi preposti, a cominciare
dal Ministero degli Interni, data la situazione pregressa
altamente esplosiva, non potevano non avere intuito con anticipo
che l’autunno sarebbe stato alquanto “caldo”. Il fuoco
covava sotto la cenere. E’ per questo motivo che non ci
meravigliamo se, in un mare di spontaneismo e di buona fede e
valide intenzioni, qualcosa sia apparsa se non provocatoria,
quasi a ridicolizzare l’onda d’urto, almeno fuori luogo.
Certi atteggiamenti assunti da certi personaggi hanno rischiato
di “bruciare” tutte le buone intenzioni che animano le
piazze. E’ veramente tutto casuale? In un paese in cui a
distanza di anni non si riesce ancora a fare piena luce su
vicende come il “caso Moro”, la trattativa Stato – Mafia,
la P2, i cosiddetti anni di piombo, le stragi, le morti di
Falcone e Borsellino, come non si può essere portati a pensare
che le mobilitazioni siano attenzionate se non infiltrate da
provocatori ed “osservatori”? Non solo le mobilitazioni,
perché a nostro parere l’azione di infiltrazione per il
controllo è iniziata tempo fa all’interno di quei gruppi, più
o meno organizzati, che ad esse avrebbero dato vita. E’ in
questa ottica che dal nostro osservatorio “privilegiato”
della provincia di Latina (Danilo Calvani risiede a pochi
chilometri da noi) abbiamo analizzato alcune vicende
“anomale” che hanno interessato personaggi ora assurti a
leader della protesta. Sempre convinti che le idee camminano
sulle gambe della gente, ci auguriamo che la marcia per il
cambiamento continui senza “caporali”non proprio
improvvisati.
Forza
Nuova, si palesano manovre occulte
3
dicembre
2013
L'astensione di Forza Nuova sul bilancio preventivo
del Comune di Sezze (LT), guidato da ex comunisti del Partito
Democratico, la dice lunga su una operazione oscura per i più,
non certo per noi, che ha visto passare un consigliere locale
del centrosinistra nelle file del partito di estrema destra, il
cui segretario nazionale è Roberto Fiore. Così, mentre i
forzanovisti si sono esibiti in quel di "Littoria" in
un comizio contro lo ius soli, nella Stalingrado dei Monti
Lepini (qui il sindaco Andrea Campoli è stato eletto con oltre
il 70% dei voti) hanno contribuito a mettere le pezze ad una
manovra economica che fa acqua da tutte le parti, vede
l'amministrazione in grosse difficoltà e fa cadere il proprio
peso tutto sulle spalle dei cittadini contribuenti. Due pesi e
due misure.
Ma quando il padrone ordina, il servo deve
ubbidire. Facile impegnarsi su temi generali, per poi defilarsi
di fronte a responsabilità amministrative concrete, con azioni
che palesano una assenza totale di autonomia d'azione, perché
eterodirette. D'altronde il copione è stato già scritto altrove da un
regista che, non sappiamo ancora per quanto, riesce a muovere le
sue pedine a proprio piacimento. FN sarebbe un movimento
alternativo e rivoluzionario? Questa sarebbe, sui territori, una
forza che dovrebbe creare l'alternativa all'euro ed alle
politiche dettate dall'alta finanza e dai banchieri? Vada,
Roberto Fiore, a controllare qualche archivio fotografico, dove
potrà trovare "l'unico consigliere comunale di Forza Nuova
nel Lazio" impegnato insieme a galantuomini
del tipo di Vincenzo Maruccio, ex assessore regionale del
Lazio arrestato per lo scandalo che ha travolto l'ente insieme a
Fiorito, a tagliare il nastro per l'ennesima inaugurazione della
SR 156, l'ormai famigerata incompiuta costata al contribuente
circa 80milioni di euro.
Un invito retorico il nostro, perché Movimento
libero Iniziativa sociale ben sa che Fiore è informato di
tutto. Così, in attesa delle mobilitazioni preannunciate per il
9 dicembre anche da questo movimento a tutela degli Italiani, a
Sezze si contribuisce alla spremitura del cittadino, anch'esso
italiano, vessato da una amministrazione che ha saputo creare
solo debiti.
Patrimonio,
Comune di Sezze alle strette
28
novembre
2013
Da
mesi Movimento libero Iniziativa sociale sta pressando
l'Amministrazione di Sezze affinché venga reso noto l'intero
asse patrimoniale di cui è proprietario il Comune.
Nelle ultime settimane siamo nuovamente intervenuti perché,
alla luce di una sentenza di Cassazione relativamente recente,
anche il patrimonio della fondazione Conservatorio Corradini è
stato dichiarato pubblico. MLIS, anche in questo caso, visto che
il cda dello stesso viene designato dall'ente comunale, ha
chiesto delucidazioni per conoscerne l'entità. Sia nell'uno che
nell'altro caso il sindaco Andrea Campoli, l'intera
amministrazione, il cda del Conservatorio, hanno mantenuto il più
stretto riserbo.
Da
tenere presente che si tratta di assi patrimoniali di cui non si
è tenuto minimamente conto in occasione della discussione dei
diversi bilanci annuali e tanto meno in fase di redazione del
cosiddetto "nuovo" PRG, quello ormai famigerato dello
studio Fuksas. Ora, messi in un angolo dalla nostra azione,
stranamente portano all'ordine del giorno del prossimo consiglio
comunale, quello del 30 novembre, ben due punti riferibili in
qualche modo alle problematiche da noi sollevate.
In
particolare un punto prevede la verifica delle quantità di aree
fabbricabili da destinarsi a residenze e attività produttive e
terziarie che potranno essere cedute in proprietà o diritto di
superficie ed un altro che prevede l'approvazione del Piano di
valorizzazione ed alienazione del Patrimonio.
A questo punto il mistero si infittisce, perché delle due
l'una: o l'asse patrimoniale pur essendo ben conosciuto non è
stato mai allegato agli atti in fase di discussione di bilanci e
di approvazione del PRG, o qualcuno nasconde qualcosa. Oppure si
sta millantando e fuorviando? Come vanno interpretati i silenzi
dei diversi protagonisti della vicenda non solo sull'entità dei
patrimoni, ma soprattutto sulla loro gestione nel corso dei
decenni? Evidentemente qualcosa deve essersi inceppato in
certi meccanismi.
SR 156, aggressione programmata al territorio
26
novembre
2013
La vergognosa vicenda della Strada Regionale 156, che avrebbe dovuto collegare le province di Latina e
Frosinone, bloccata da anni nel territorio comunale di Sezze,
parte dalle Leggi di finanziamento: L.R. 4/5/85 n. 60 e L.R. 26.02.87 n. 22 e da una convenzione Regione Lazio - ANAS approvata con Deliberazione di G.R. 31.7.97 n. 5278, per cofinanziamento di opere previste nel piano triennale 1997/1999, con l'impegno per la Regione della produzione della progettazione relativa all' "Ammodernamento della S.S. 156
(Frosinone-Latina)".
Il progetto "definitivo" viene aggiudicato all'ing. Francesco Maria La Camera, sulla base di un progetto preliminare redatto dalla Stazione Appaltante.
Esso viene fatto oggetto di una Conferenza dei Servizi, con la partecipazione del Comune di Sezze, conclusa il 30.07.1999
Il progetto viene rielaborato per la tratta Latina-Prossedi sulle indicazioni e prescrizioni della Conferenza dei Servizi, "perfezionandone" la localizzazione e realizzazione delle opere.
L'aggressione al territorio che ne scaturirà, quindi, è stata programmata a tavolino!
I problemi idrogeologici rilevati in sede di progettazione definitiva erano già ben noti dalla documentazione di letteratura del settore.
Quindi il progetto approvato dal CIPE di oltre 60 milioni euro conteneva in sé un grado di aleatorietà molto forte se gli accertamenti dovevano essere ancora eseguiti.
In sede definitiva si potevano approfondire puntualmente ma non "rilevarli" come se se ne ignorasse l'esistenza.
Il 30.07.2004 La Camera attesta la mancanza di pericolosità da un punto di vista geologico ed esprime parere favorevole
all'eseguibilità dell'opera.
Il tutto sarà contraddetto dai fatti.
L'errore progettuale che ne consegue non può configurarsi, quindi, come sopravvenuto e imprevedibile.
Pertanto all'evidente errore di programmazione da parte della Stazione Appaltante, che aveva ben noto il delicato equilibrio idrogeologico del sito, trascurando il sicuro impatto ambientale, va ad aggiungersi un errore progettuale basato su indagini carenti.
Malgrado ciò la Regione attiva un mutuo quindicennale di 60 milioni di euro presso la Cassa
DD.PP., con oneri di ammortamento a carico del Ministero delle Infrastrutture.
Ai 60 milioni si aggiungono altri 5.954.201,55 (!) con atto integrativo all'Accordo di programma del Min.
Infr. e Trasp., Min. Economia e Fin. e Regione Lazio.
In data 05.08.2004 si approva il progetto ai fini della dichiarazione di pubblica utilità
L'11.05.2005 il Responsabile del procedimento, in contraddittorio con l'Impresa che ha assunto l'appalto, dà atto dell'immediata esecutività dei lavori.
Quando il RUP dichiara l'immediata esecutività significa che nessun impedimento futuro, se non imprevedibile, ostacolerà la realizzazione dell'opera! Ma come può classificarsi fra le cose imprevedibili l'esistenza di risorgive, di un fiume, del complesso di captazione delle Sardellane che dà acqua a mezza provincia?
La Direzione Lavori consegna i lavori con verbali del 26.05.2005 e 30.06.2005.
Durante l'esecuzione dei lavori si ravvisa l'opportunità di predisporre una 1^ perizia di variante a seguito di indagine archeologica nella zona dello svincolo di Sezze ed al cavalcavia al km 15.339.,
Le preesistenze archeologiche, rilevate solo in fase di esecuzione dei lavori, non avrebbero dovuto essere già state indagate, come sopra osservato, già in fase di studio di fattibilità e di progettazione preliminare, vista la probabilità molto alta di trovare resti nella zona?
La perizia prevede importanti variazioni al progetto, con la realizzazione di due rotatorie sullo svincolo e la traslazione verso Frosinone del viadotto previsto in Via Fontana
Acquaviva.
Tale traslazione ha interessato direttamente il preesistente metanodotto di cui si è dovuto prevedere lo spostamento con ulteriori aggiunte di costi.
RFI (Rete Ferroviaria Italiana) interviene prescrivendo all'Impresa di ridurre i carichi al piede del rilevato ferroviario, utilizzando materiali più leggeri nella zona di rilevato stradale prossima alla sede ferroviaria. Come mai non se ne era tenuto conto in fase di progettazione e in sede di approvazione da parte della Conferenza di Servizi? Non era presente anche la
RFI?
Costituisce ulteriore aggravante la constatazione che "non risultava ancora possibile procedere alla chiusura dei pozzi dell'Acquedotto
Sardellane, come previsto dal progetto definitivo in appalto, per procedere alla realizzazione delle gallerie artificiali nel tratto in adiacenza a dette Sorgenti"
Questo passaggio dimostra la "follia" del progetto già in sede di programmazione! La Stazione Appaltante ha scelto di andarsi ad infilare in un'area di delicatissimo equilibrio, con le Sardellane e le relative opere di captazione, le sorgenti
dell'Ufente, la compresenza in una fascia di neanche cento metri della ferrovia
Roma-Napoli, della vecchia SS Monte Lepini, di un casello della ferrovia dismessa Terracina Velletri ... Pur avendo a disposizione una pianura larga 20 km perché si è scelto di andarsi ad infognare nel punto più incredibile? La Conferenza dei Servizi come ha potuto approvare questo scempio? Come è stato possibile procedere nella progettazione di quest'opera folle assumendosi la responsabilità di asseverarne la mancanza di pericolosità da un punto di vista geologico?
Per i lavori ancora da eseguire "sopravvengono" una serie di complicazioni che richiedono una 2^ perizia di variante! In realtà si tratta di ostacoli già noti ancora prima di partire.
Era prevista la realizzazione del Viadotto sul Fiume Ufente con un impalcato in c.a.p. a cinque campate e con la costruzione di due delle quattro pile in interferenza con l'attuale corso d'acqua, con modifiche sostanziali e definitive all'alveo attivo, oltre a lavori accessori di salvaguardia!
La previsione di deviare l'alveo del fiume, assentita a suo tempo dalla Conferenza dei Servizi, contrasta con le previsioni del Piano d'Ambito divenuto cogente, con conseguente richiesta di revisione del progetto.
Il Piano d'Ambito era in fase di elaborazione almeno al momento della variante n° 1; come mai non se ne è tenuto conto?
Interviene l'ATO: in fase di verifica della proposta di messa in esercizio del nuovo campo pozzi
"Sardellane" per consentire poi la sostituzione dei tre pozzi esistenti da dismettere per la costruzione della nuova SR 156, manifesta perplessità sui rischi che i pali di fondazione possano inquinare la falda interessata
dall'emungimento idrico.
Questa dei pozzi da spostare per fare posto alla strada è la più grave e assurda delle forzature di un tracciato che non si poteva scegliere in una situazione più complessa.
Interviene ancora RFI, che osserva cedimenti differenziali dei binari ferroviari provocati dalle operazioni di scavo delle fondazioni delle spalle e delle pile del Viadotto, trovandosi costretta a ridurre precauzionalmente la velocità dei convogli.
Si procede a indagini geologiche supplementari per riscontrare valori geotecnici e di altezza della falda tali da far prevedere ulteriori insostenibili cedimenti del rilevato ferroviario a causa dei lavori per la realizzazione del rilevato stradale. La gravissima scelta iniziale di aver previsto il tracciato sulle risorgive pedemontane è stata seguita da queste indagini "a puntate" per accertare ciò che un qualunque studente di geologia avrebbe potuto conoscere.
Ovviamente la D.L. ha redatto una 2^ perizia di variante.
Intanto, a seguito di un mancato raggiungimento di accordo bonario, è in corso una procedura arbitrale di risoluzione di riserve per 60 milioni di euro (una sciocchezzuola)!
Qui entra in gioco l'ASTRAL, alla cui presidenza è il setino Giovan Battista
Giorgi. Nel gennaio 2010 la competenza dell'appalto è trasferita dalla Regione Lazio all' ASTRAL SpA .
Non si capisce come venga fuori la proposta di una 3^ perizia che porta l'impegno di spesa da 65.954.201,55 a 78.962.417,61 e che è interessante leggere nel confronto delle singole voci.
Specialmente nelle spese tecniche si propongono aumenti ingiustificati: da 540.000,00 euro a 2.100.000,00 euro.
Questa 3a perizia di variante fra l'altro prevede l'ampliamento delle sede stradale nell'Area
Sardellane" con contemporanea realizzazione della viabilità in quota.
La progettata realizzazione della viabilità in quota, che vede sovrapporsi la vecchia SS 156 con una struttura a sbalzo sulla nuova SR 156, è una violenza alla morfologia dei luoghi con ulteriore inevitabile aggravio per le opere di fondazione e della relativa interferenza con le risorgive.
La perizia viene trasmessa ai vari Enti per recepirne i pareri di competenza.
La Soc. Acqualatina S.p.A. esprime parere favorevole ma pone tre condizioni:
- Realizzazione di un dearsenificatore;
- Realizzazione di apposita viabilità di accesso all'area Sardellane
II;
- Opportuna recinzione dei luoghi.
Viste tali prescrizioni di elevato impatto economico e complicazione di competenze di realizzazione e gestione, che gli Enti "preposti" non hanno comunicato la disponibilità dell'area Sardellane e che un manufatto, di proprietà della
RFI, che si prevede di demolire è ancora occupato, l'ASTRAL decide di stralciare dalla perizia n° 3 quanto può essere realizzato, in attesa della definizione dell'iter in cui verranno coinvolti tutti gli Uffici Regionali e gi Enti "all'uopo preposti".
Ne risulta un quadro economico che lascia invariati gli importi per lavori e per la sicurezza rispetto alla 2^ perizia, ma aumenta di ben 1.980.280,90 euro le somme a disposizione dell'amministrazione, in particolare lievitando le spese tecniche da € 540.000,00 a € 1.000.000,00.
Il Comitato Regionale per i Lavori Pubblici, nella seduta del 20.12.2012,prende atto ed esprime parere favorevole. In una 1^ fase approva l'impegno di spesa di euro 67.934.482,42
prevedendo un nuovo finanziamento di euro 1.980.280,91, rimanendo inteso che l'intera opera costerà € 78.962.417,61, con un aggravio di € 13.008.216,07.
Conclusioni:
Nell'atto di esprimere il parere, il Comitato Regionale per i Lavori Pubblici, ripercorrendo tutta la storia dell'opera, condivide l'attestazione del Responsabile del Procedimento nella quale si richiamano le motivazioni che hanno indotto la redazione di varianti, riconducendole alla fattispecie di cui all'art. 132 comma 1 lettera b) e al comma 3 del D. Lgs 163/2006, che attribuisce le varianti a "cause impreviste e imprevedibili" e al comma 3 del D. Lgs 163/2006, considerandole "interventi disposti dal direttore dei lavori per risolvere aspetti di dettaglio";non ne imputa la causa alla Stazione Appaltante ai sensi dell'art. 124 comma 8 del DM 554/99, motivandole con la "non prevedibilità al momento della redazione del progetto o della consegna dei lavori "
Dopo aver ripercorso tutto l'iter della vicenda, appare chiaro come l'attestazione del RUP sia un evidente tentativo di giustificare un pasticcio che ha generato un ecomostro a spese della comunità. E non sanno come uscirne!
Ma è opportuno perseverare in questo progetto sbagliato? Perché non analizzare soluzioni alternative, compreso il ripensamento del tracciato al di qua della ferrovia, riducendo al minimo le interferenze con le strutture di servizio esistenti e con l'ambiente?
Fermo restando che i responsabili dello sperpero di denaro pubblico debbono essere chiamati a risponderne.
Conservatorio
Corradini, ancora silenzi
12
novembre
2013
A distanza di oltre tre settimane dalla richiesta
pubblica di fare chiarezza sull'entità del patrimonio del
Conservatorio Corradini, tutto continua a tacere. Il cda dello
stesso, nelle figure dei componenti Ernesto Di Pastina, Titta
Giorgi e Vittorio Carlesimo, sembra essersi trincerato in un
mutismo che finisce per accrescere i dubbi sulla gestione dei
beni della fondazione nel corso degli anni. Restano
completamente immobili il sindaco Andrea Campoli e tutti gli
amministratori, i quali non solo hanno affrontato la discussione
del nuovo piano regolatore senza avere la minima idea di quello
che è l'asse dei beni pubblici, siano essi del Comune o di
altri enti territoriali, siano essi dello Stato, ma sembrano
disinteressarsi, stranamente, di una questione che è
fondamentale.
Movimento libero Iniziativa sociale inchioda tutti
costoro alle proprie responsabilità: hanno il dovere di
pubblicizzare in maniera adeguata l'intero patrimonio e
rendicontare puntualmente nel merito di quella che è stata la
gestione dello stesso e su eventuali transazioni o cambi di
destinazione d'uso. Non si riesce a capire come e perché un
consiglio di amministrazione, quello del Corradini, che è
formato da due consiglieri comunali di lungo corso come Di
Pastina e Giorgi, nonché dall'ex responsabile dell'Ufficio
tecnico del Comune di Sezze, ing. Carlesimo, trovi difficoltà
non solo a comunicare con il proprio primo cittadino e con
l'assemblea consiliare di appartenenza, ma soprattutto con la
città.
Quali sono i problemi che impediscono di rendere
pubblica la documentazione richiesta da Mlis, dopo che è stata
ampiamente diffusa la notizia relativa alla sentenza della
Cassazione, che ha chiarito una volta per tutte che questi beni
sono pubblici? Ma il cda, che tra l'altro viene costituito su
indicazione del consiglio comunale, non deve rendere conto a
nessuno della gestione dell'ingente patrimonio? Nemmeno al
Ministero della Pubblica Istruzione? Se qualcuno pensa di far
passare tutta la vicenda nel dimenticatoio, sta sbagliando di
grosso. Anche perché il tentativo di cementificare con
ulteriori 800mila metri cubi il già martoriato territorio di
Sezze tramite il nuovo prg, avrebbe obbligato tutti ad una
attenta valutazione di tali questioni.
Nuovo
Prg, da Corradini a Fuksas
21
ottobre
2013
La cappa di silenzio calata sul patrimonio,
"ingente" stando alle dichiarazioni dei legali che ne
hanno curato gli interessi in Tribunale, del Conservatorio
Corradini, comincia ad essere preoccupante: il Consiglio di
amministrazione della fondazione (ne sono componenti Ernesto Di
Pastina, Giovan Battista Giorgi, Vittorio Carlesimo) non ne
dettaglia l'ammontare. Dopo ben tre gradi di giudizio, che hanno
visto impegnati gli interessati nel tentativo, riuscito, di
acquisire il diritto di proprietà da parte del Comune di Sezze,
sono in molti a chiedersi quale è questo capitale di cui si
sarebbe arricchita la città. Se da una parte viene strombazzato
ai quattro venti l'esito favorevole della sentenza, dall'altra
ancora non si predispone un inventario preciso dei beni
acquisiti. Non
sarebbe il caso di elencare ai cittadini la loro natura? Perché
il sindaco Andrea Campoli o chi per lui, non agisce sul cda del
Corradini, al fine di pretendere pubblicamente chiarezza? Perché
queste delicate questioni vengono dibattute soltanto da noi ,
esterni rispetto al Consiglio comunale, e non vengono raccolte
da uno straccio di consigliere? Movimento libero Iniziativa
sociale ritiene che, in una fase amministrativa in cui si stanno
ancora dibattendo le questioni legate ad un nuovo piano
regolatore e quindi particolarmente delicata per il futuro di
tutto il territorio, sia obbligatorio conoscere l'esatta entità
del patrimonio immobiliare comunale, dai terreni ai fabbricati.
Quindi non solo quelli del Conservatorio, ma anche tutti gli
altri, a tutt'oggi sconosciuti e mai allegati ai bilanci. Come
è stato possibile disegnare il nuovo prg senza tenere conto di
una stima precisa di ciò su cui il
pubblico può contare? Sulla base di quali dati è stato
allora progettato questo nuovo strumento? Sarebbe anche
interessante, anzi fondamentale, riuscire a capire se l'asse
patrimoniale comunale e quello del Corradini siano stati oggetto
nel corso degli anni di transazioni e se gli immobili
eventualmente interessati da esse, siano entrati in qualche modo
nel contesto del nuovo prg, anche e soprattutto in termini di
cambi di destinazione d'uso. Sono queste le questioni che vanno
chiarite a proposito dell'adozione del nuovo strumento
urbanistico, non le chiacchiere che si continuano a fare al solo
scopo di deviare altrove l'attenzione. Altro che osservazioni!
Si tratta di domande cui il sindaco, gli amministratori,
l'ufficio tecnico ed i progettisti di Fuksas, non possono
sottrarsi.
Sezze,
ma quale trasparenza!
15
ottobre
2013
Stando
ad un dossier recentemente diffuso da Rinascita Civile, il
comune di Sezze sarebbe il più "trasparente" tra
tutti quelli della provincia di Latina. Non riusciamo a capire,
aldilà delle cifre fornite relativamente ai siti ufficiali
degli enti locali, come si sia potuti arrivare a tale
conclusione. Giusto per fare chiarezza, occorre informare gli
estensori dello "studio" e l'opinione pubblica che
potrebbe essere erroneamente indotta a credere veramente ad un
"palazzo" di vetro, che la Commissione trasparenza del
comune setino è attualmente senza presidente. Per un motivo
molto semplice: non riuscendo ad entrare in possesso di atti
ufficiali, l’ex presidente trovò necessario non solo
rassegnare le dimissioni, ma addirittura, stando a notizie
giornalistiche, a presentare nel merito un esposto agli organi
competenti, il cui esito è ancora sconosciuto. Parliamo quindi,
di un comune talmente trasparente da mettere in condizione il
presidente della Commissione trasparenza di dimettersi. Un
assurdo!
Tanto per limitarci a questioni fondamentali da noi recentemente
sollevate, il comune di Sezze è così
trasparente che presenta i propri bilanci senza il minimo
accenno all'asse patrimoniale dei propri beni immobili. E fa così
da anni. Non solo, ma incalzati anche su questo argomento,
sindaco ed amministratori tutti, tacciono. Come il più stretto
riserbo continuano a mantenere sull'entità dei beni
patrimoniali del Conservatorio Corradini, fondazione costituita
nei primi anni del '700 dall'omonimo cardinale, ora di proprietà
del Comune e dello Stato, alla luce di una sentenza della
Cassazione. Non viene pubblicizzato l'inventario dell'ingente
patrimonio e tanto meno viene fatta luce su come esso sia stato
gestito, da chi, ed in forza di quali titoli esclusivi, nel
corso dei decenni. Ai cittadini non è dato neanche sapere se
tali patrimoni abbiano subito, negli anni, variazioni. Parliamo
di proprietà ingenti e di questioni fondamentali, perché in un
periodo come questo, di magra per tutti gli enti locali, non è
possibile continuare a chiedere sacrifici agli amministrati
nascondendo loro eventuali "tesoretti".
Novità
sul caso Astral
7
ottobre
2013
Diciassette milioni di euro di passivo nel bilancio
2013. Ma "non sappiamo con certezza quali siano con
esattezza i debiti reali, intorno ai 50milioni di euro. Abbiamo
i conti pignorati dai creditori": a dichiararlo è stato
Antonio Mallamo, commissario straordinario dell'Azienda Strade
Lazio, nel corso di un suo intervento in Commissione Lavori
Pubblici della Regione. Più stagioni di "cattiva
amministrazione", ha continuato, hanno creato questa
situazione.
Se in tanti hanno fatto finta di cadere dalle
nuvole, non è stato certamente questo il caso di Movimento
libero Iniziativa sociale, da anni impegnato in una azione
finalizzata a fare trasparenza sulla gestione di questo
carrozzone regionale, fin dai tempi della giunta di Francesco
Storace e della presidenza di Giovan Battista Giorgi (Pd). Un
impegno che è stato oggetto di interesse anche da parte di RAI
1 e de La 7, che al caso hanno dedicato alcuni servizi.
Oggi qualcuno, ci riferiamo in particolare al
presidente della Commissione Lavori Pubblici Enrico Panunzi,
esponente dello stesso partito di Giorgi, afferma che è
necessario "cominciare ad accertare le responsabilità".
Non possiamo dimenticare che l'ultimo presidente Astral, Tommaso
Luzzi, pressato dalle nostre denunce e dalle conseguenti
inchieste giornalistiche, si trovò nella condizione di dover
prendere atto del disastro aziendale ventilando l'ipotesi di
dover consegnare in Tribunale i libri contabili. E’ stato
fatto?
Aldilà delle tante chiacchiere, il nostro
Movimento, forte anche delle denunce fatte presentare da
Rossodivita e Berardo, ex consiglieri regionali radicali,
ritiene che debba essere voltata definitivamente pagina facendo
finalmente chiarezza su gestioni quantomeno discutibili ed
allegre. E non ci riferiamo certamente alle "spesucce"
in mobili, pubblicazioni varie, cd, sponsorizzazioni delle sagre
più svariate, ma soprattutto a quel fiume di denaro bruciato in
operazioni come quella della nuova 156, i cui lavori sono da
anni bloccati nel territorio di Sezze, nella impossibilità di
proseguire il tratto verso Priverno.
Trasparenza
sul Conservatorio Corradini
19
settembre
2013
Il Comune di Sezze ed il Consiglio di
Amministrazione del Conservatorio Corradini (attuali componenti:
Vittorio Carlesimo, Ernesto Di Pastina, Titta Giorgi) hanno il
dovere di rendere pubblico lo stato attuale dell'asse
patrimoniale dello stesso. Dopo che la Corte di Cassazione ha
riconosciuto il Conservatorio "titolare del diritto di
proprietà sui beni della omonima Fondazione" (così nel
profilo fb di uno degli avvocati che hanno curato gli interessi
del Corradini), è indispensabile che tutti i cittadini di Sezze
vengano finalmente a conoscenza della esatta entità del
patrimonio conteso, quindi non solo il convento che ospita le
Suore Oblate del Bambin Gesù, ma anche i terreni e le altre
proprietà immobiliari. E' importante sapere se l'intero asse
sia stato mantenuto integro nel corso degli anni o se sia stato
oggetto di eventuali transazioni: si tratta di un patrimonio
ingente. Come è stato gestito finora? Quale era l'asse
originario? Quale l'attuale? Oltre alla
pubblicizzazione di sentenze, sarebbe sicuramente
opportuno, da parte del Comune e del Cda, fare una operazione di
trasparenza nei confronti della Città di Sezze, stando alla
Cassazione proprietaria dei beni insieme alla Stato italiano.
Oltre all'entità del patrimonio, è necessario che i cittadini
vengano edotti relativamente agli eventuali
utili prodotti dallo stesso. Vanno bene le sentenze, ma a
quando un preciso rendiconto pubblico? Sarebbe anche
interessante sapere se, sentenza o non sentenza, il Cda del
Conservatorio abbia goduto finora della piena disponibilità e
titolarità dei beni, senza alcuna sindacabilità sul suo
operato. Che vorremmo conoscere.
Soccorso
Fiore
13
settembre
2013
L'"operazione Roberto Fiore a Sezze"
(volutamente indichiamo il personaggio e non un movimento fatto
soprattutto di ragazzi in buona fede) rientra in quella "mala-politica"
che da anni vede una "consorteria" di personaggi di
estrazione diversa (non importa quale) operare trasversalmente,
sul territorio di Sezze e non solo, per fini tutt'altro che
politici. Lo conferma il fatto che di fronte al caso del
consigliere comunale di centrosinistra, sostenitore del
sindaco del Pd Andrea Campoli, approdato in Forza Nuova,
nessuno, tra i suoi colleghi, in questa città abbia trovato
nulla da ridire. Provate ad immaginare cosa sarebbe successo a
Roma con Marino o a Milano con Pisapia, se qualche esponente
della loro maggioranza fosse passato non al Pdl, ma oltre! Il
fatto che nessuno abbia gridato allo "scandalo",
lascia immaginare che questa "operazione" sia stata
pianificata a tavolino, e solo favorita da coloro che ne
appaiono protagonisti, al fine di alzare cortine fumogene e
creare confusione laddove bisogna fare chiarezza diradando le
nebbie. Quello della "mozione Kyenge" è stato solo un
pretesto: con tutti i problemi irrisolti di Sezze e l'assoluta
inutilità di una mozione di tal fatta, quale necessità c'era
di creare questo precedente? La professionale regia dell'
"operazione" ha anche saputo individuare gli attori
giusti per le parti: come si sarebbe potuta diversamente
ridicolizzare una questione seria come quella dello ius
sanguinis - ius soli, se non affidandosi ad un amministratore
che ha cambiato più partiti che camicie? Quello però che i
registi non hanno messo in conto è che le intelligenze degli
uomini non vanno sottovalutate e che il nostro Movimento
continuerà ad operare affinché gli interessi occulti che hanno
gestito questa come altre operazioni a Sezze e oltre, vengano
portati alla luce. Se qualcuno, in questo modo, ha pensato di
creare i presupposti per pescare nel torbido, è caduto male.
Sezze
e stranieri, un Comune irresponsabile
1
settembre
2013
Come italiani e come sezzesi prendiamo nettamente
le distanze dalle strumentali polemiche sullo ius soli - ius
sanguinis che stanno facendo riempire la bocca ad amministratori
locali da sempre indifferenti rispetto al problema
dell'immigrazione, se non addirittura complici di un sistema che
su questo fenomeno ha lucrato e continua a lucrare, in
particolare a Sezze. Ci sembra quasi superfluo ricordare come
questa problematica sia da sempre al centro dei programmi
politici del nostro Movimento, che hanno trovato,
sistematicamente, la più netta chiusura da parte delle forze
partitiche e dei loro singoli rappresentanti. E chi oggi
vorrebbe cavalcare l'onda di un malessere diffuso è
assolutamente non credibile.
Come può esserlo chi ha avversato le nostre
posizioni, aderendo e sposando in pieno i programmi elettorali
di chi afferma che il fenomeno immigratorio va favorito? Come può
esserlo chi, in un recente passato, a noi che denunciavamo lo
sfruttamento della manodopera clandestina ed il fenomeno del
lavoro irregolare, replicava, in sintonia con qualche
imprenditore agricolo, che gli stranieri rappresentavano una
risorsa? L'invasione di Sezze da parte degli stranieri,
favorita dalla classe politica nella sua interezza, è stata da
noi combattuta nel silenzio connivente di tutti, nessuno
escluso. Ci preme ricordare che, in occasione delle ultime
amministrative, siamo stati i soli a denunciare la questione
legata alle liste elettorali degli stranieri gonfiate a
dismisura. Fatto che ci ha condotti a subire gli attacchi di una
associazione rumena che agisce sul territorio di Sezze, senza
che ci sia stata espressa la benché minima solidarietà da
parte di alcuno. Come nessuno ha condiviso le nostre battaglie.
Noi che da sempre, con coerenza, sosteniamo i valori di Nazione
e Patria e quindi difendiamo lo ius sanguinis, non consentiremo
che venga gettato discredito, banalizzandola, su una
problematica sociale che va affrontata, come facciamo da anni,
con la massima serietà e coerenza.
E' un impegno arcinoto, che è stato al centro di tesi di
laurea e di servizi giornalistici di media nazionali.
Giusto a titolo informativo ricordiamo che già alla fine degli
anni '80 eravamo impegnati localmente a raccogliere migliaia di
firme per la petizione "Prima gli Italiani".
E se da allora la situazione è gravemente degenerata
nonostante le sistematiche denunce di Movimento Libero
Iniziativa Sociale, è soprattutto perché le nostre posizioni
sono state duramente avversate dal "sistema" politico
locale, ignorate e "silenziate".
71°
anniversario della morte di De Angelis e Piccaro
28
agosto
2013
71
anni fa, il 28 Agosto 1942, morivano ad El Alamein i nostri
conterranei, pluridecorati, Riccardo De Angelis e Ubaldo Piccaro,
rispettivamente Capitano Pilota e Sergente Armiere di un
aerosilurante abbattuto durante una missione. Si trattava
dell'ultima, prima di una licenza che li avrebbe visti tornare
insieme a Sezze. I due eroi riposano, dimenticati dalle autorità
sezzesi, nel locale cimitero, ove furono tumulati
con tutti gli onori negli anni '60, al termine di una
cerimonia organizzata dall'Aeronautica Militare. Fra i pochi,
fra l'altro, ad essere stati traslati in Italia dal Sacrario di
Quota 33, in Egitto. Movimento Libero Iniziativa Sociale, dopo
attente ricerche, ha riportato la loro vicenda agli onori della
cronaca, facendosi fra l'altro promotore di una richiesta
ufficiale al sindaco di Sezze Andrea Campoli, affinché ai due
Soldati d'Italia venisse intitolata una strada, una piazza, un
edifico pubblico, qualcosa, insomma, che rendesse loro il giusto
onore. Non solo la proposta è rimasta senza risposta, ma a
distanza ormai di anni si ha la sensazione che su questa storia
di uomini della nostra terra che si è andata ad incrociare con
la grande Storia, si voglia far scendere un velo. In questa città
sono state assegnate cittadinanze onorarie ed intitolate strade
alle persone più disparate, quasi sempre per soddisfare gli
interessi o le amicizie di qualcuno, ma manca l'obiettività di
riconoscere i giusti meriti, per strabismo politico è faziosità
trinariciuta.
Mlis torna a ricordarli a tutta la città di Sezze: il Capitano
De Angelis ed il Sergente Piccaro restano comunque, a
prescindere dai riconoscimenti rifiutati
da una amministrazione locale ingrata ed irriconoscente,
fulgido esempio per le nuove generazioni, di vita dedicata alla
Patria.
Il Movimento ha attivato un gruppo facebook, "In memoria di
Riccardo De Angelis e Ubaldo Piccaro", cui è possibile
aderire dopo che il precedente, che contava oltre 400 iscritti,
è stato assurdamente "migrato" con cancellazione
degli aderenti, senza reinvito. Un atto vergognoso, che può
essere letto come un boicottaggio. Ulteriori notizie sono
rintracciabili sul sito di Mlis, lavocelibera.it.
La
storiaccia dell'Ecomostro
10
agosto
2013
Torniamo a ribadirlo fortemente: gli ecomostri
vanno abbattuti! Tutte quelle strutture che hanno deturpato il
paesaggio in diverse zone d'Italia, dalle palazzine di Realmonte
all'Hotel Fuenti di Vietri sul Mare, dall'Albergo Alimuri di
Vico Equense alla "collina del disonore" di Pizzo
Sella, dalla Palafitta a Falerna al Villaggio Torre Mileto,
devono finire in macerie. Così come l'Ecomostro di Sezze,
orrendo complesso in cemento con il quale si è devastata tutta
l'area che comprendeva lo storico Anfiteatro, progettato e
realizzato dall'architetto Piacentini in località Piagge
Marine. Appare vergognoso che dopo avere già dilapidato circa 2
milioni e 500mila euro in questo obbrobrio, ci sia ancora chi, e
ci riferiamo al sottosegretario del governo Pd-Pdl Sesa Amici ed
all'ex presidente Astral Titta Giorgi, si rivolga al ministero
delle Infrastrutture, in tempi di magra come questi, per
chiedere ulteriori finanziamenti finalizzati a continuare quei
lavori che hanno arrecato un danno a tutto l'ambiente, ferendo
in maniera gravissima la collina che ospitava le originarie
gradinate di un impianto unico. Cercano almeno altri 600mila
euro (160mila da sottrarre direttamente dalle tasche dei sezzesi)
, mentre la UE ha già bussato a cassa, chiedendo la
restituzione di tutti i finanziamenti finora elargiti, avendo
verificato che l'iter seguito non era conforme a quanto
stabilito. Il nostro Movimento, impegnato da anni in questa
battaglia, torna a sostenere che l'unica soluzione praticabile
per la vicenda è l'abbattimento dell'Ecomostro ed il ripristino
delle vecchie gradinate. Al di là delle "processioni"
di politici finalizzate ad ottenere altri soldi comunque, come
se non fossero stati sufficienti gli sprechi già perpetrati,
resta un mistero il perché sia stato accantonato un progetto
sponsorizzato all'epoca dall'EPT di Latina, approvato da Regione
Lazio e Comune di Sezze, con il quale, con soli 300mila euro,
sarebbe stato recuperato e messo a norma l'originario
Anfiteatro, per realizzare quello ben più costoso che, previa
l'abbattimento con le ruspe della struttura del Piacentini, ha
portato alla edificazione dell'Ecomostro. Tutto questo è
avvenuto nel silenzio complice dell'intera classe politica di
Sezze, dal centrosinistra al centrodestra. E' quello che può
sostenere Movimento Libero Iniziativa Sociale, unica forza
impegnata contro questo disastroso progetto fin da prima che
entrassero in azione le ruspe. Il Movimento, che ben conosce i
passaggi e gli atti della "storiaccia", è in grado di
elencare nomi e responsabilità di tutti a diversi livelli.
L'Ecomostro
va abbattuto
6
agosto
2013
Gli ecomostri vanno abbattuti. E va quindi demolito
anche quello che a Sezze (LT) ha stuprato la collina che
ospitava il popolare Anfiteatro, progettato e realizzato
dall'architetto Piacentini. La sua vicenda, grazie alle
battaglie portate avanti in questi anni da Movimento Libero
Iniziativa Sociale, è ormai nota, anche perché approdata sui
più importanti media televisivi nazionali. Con fondi
strutturali europei, finalizzati al recupero ed alla
valorizzazione di beni architettonici, si è impropriamente
proceduto alla distruzione con le ruspe dell'importante
complesso. Un'operazione costata circa 2 milioni e mezzo di
euro, quando un precedente progetto già approvato da Regione
Lazio e Comune di Sezze prevedeva
la ristrutturazione e la messa a norma della struttura di
Piacentini con soli 300 mila euro. L'impegno di Mlis nell'ambito
del Consiglio regionale e nel Parlamento europeo, ha contribuito
a fare luce sulla vicenda: l'ente comunale è stato chiamato a
restituire i fondi. Ma restano ancora tante perplessità da
chiarire, a partire dall'accantonamento del progetto originario
di recupero, con la sovrapposizione ad esso di uno nuovo
finalizzato all'abbattimento dell'Anfiteatro, che ha condotto al
deturpamento di tutta l'area e ad un danno ambientale e
paesaggistico di notevole entità, per finire a tutta una serie
di autorizzazioni che non si sa se, come e perché siano state
eventualmente concesse. Chi ha esposto il Comune a questo
disastro anche erariale dovrà risponderne, come deve essere
fatta piena luce su come i fondi elargiti siano stati
utilizzati.
E se qualcuno ancora spera di poter ottenere ulteriori fondi per
portare a termine lo scempio compiuto, abbia ben chiaro che Mlis
non si fermerà e sulla scia dei diversi abbattimenti di
ecomostri che in tutta Italia hanno deturpato il paesaggio, farà
del tutto perché l'orrenda colata di cemento che ha sostituito
l'Anfiteatro venga rasa al suolo, al fine di realizzare un
progetto che preveda la ricostruzione delle originarie gradinate
e la restituzione alla città di un complesso che tanto lustro
le aveva dato.
Mlis comunica a chiunque sia interessato alla vicenda e vuole
contribuire alla sua risoluzione, che ha attivato da tempo due
gruppi face book ("Anfiteatro di Sezze Ecomostro",
"Anfiteatro di Sezze Ecomostro, abbattiamolo") che
contano già più di mille adesioni. Ulteriori informazioni si
trovano sul sito ufficiale del Movimento.

Rifiuti,
costi di un fallimento annunciato
26
luglio
2013
Una mazzata per un disservizio. Come è possibile
che gli utenti di Sezze vengano chiamati a pagare profumatamente
la tassa rifiuti, quando la SPL spa sta gestendo in maniera
fallimentare il servizio? Che cosa c'è di etico nell'imporre ai
cittadini, in periodi di magra come questi, un balzello
determinato esclusivamente dal tentativo di tappare le falle
aperte da una azienda-carrozzone?
In attività dal 2003, la SPL, società a totale capitale
pubblico, ha gestito un bilancio di circa 5 milioni di euro
annui. Quindi una cifra che si aggira in totale fra i 40 ed i 50
milioni di euro in 10 anni. Risultati? Perdite ufficiali di
circa 4 milioni e 500mila euro (ufficiali, possiamo quindi
ipotizzare che il "buco" sia ancora più ampio) per
una raccolta differenziata ben al di sotto dei parametri imposti
dalla legge 152. Entro il 2012 la quota di riciclo avrebbe
dovuto raggiungere almeno il 65% del totale dei rifiuti
prodotti: a Sezze nel 2012 non si è arrivati nemmeno al 15%.
Cifre fallimentari, cui corrisponde però un incremento
sostanzioso del numero dei dipendenti, passati dai 34 del 2006
ai circa 100 attuali ed un parco macchine che da tre automezzi
è arrivato a 14. Investimenti, questi, che stando ai dati hanno
prodotto nulla. Non solo, perché l'aumento delle tariffe in 10
anni si è praticamente raddoppiato. Come dire, peggiora il
servizio ma aumentano i suoi costi. Mentre cda, collegio dei
sindaci e
consulente finanziario continuano a costare alla collettività
oltre 100mila euro annui, in questi giorni stanno arrivando
presso le residenze dei cittadini i nuovi bollettini.
Fatturazioni cui però andrà aggiunta una terza rata da pagare
nei prossimi mesi, ancora non contenuta nell'avviso recapitato.
Un addolcire la pillola studiato a tavolino? Perché la terza
rata sarà costituita da adeguamenti tariffari e dalle quote a
beneficio dello Stato: una stangata vera e propria! Tutto questo
avviene ad un anno di distanza dalla scoperta di un centro
raccolta rifiuti abusivo in località Cantiere, utilizzato dalla
SPL, con relativa apertura di inchiesta nei confronti del
proprietario e del presidente della spa, della quale a tutt'oggi
non è dato conoscere gli esiti. Ed il Comune di Sezze, socio
unico dell'azienda? Tace e continua a procedere
nell'approvazione di bilanci senza che vengano messi a
disposizione dello stesso quelli della municipalizzata.
Eppure non raggiungere i risultati di raccolta differenziata
vuol dire arrecare danni all'ambiente, aumentare i costi delle
bollette e creare un danno erariale. Lo ha stabilito
recentemente la Corte dei Conti di Genova, che ha condannato
amministratori e dirigenti del Comune di Recco a risarcire
l'ente municipale, pagando di tasca propria. A Sezze, invece,
per il danno ambientale ed il danno erariale pagano i cittadini.
Giorgi,
il Pd e Procaccini
22
luglio
2013
Perché questa necessità di manifestare
"solidarietà" al dimissionario capo di gabinetto del
Ministero degli Interni Giuseppe Procaccini, da parte del
capogruppo del Pd di Sezze, Latina, Titta Giorgi? E per quale
motivo lo stesso ex Prefetto di Latina fu fatto cittadino
onorario di questo comune dei Lepini? La vicenda che ha condotto
al suo allontanamento dall'incarico ministeriale è nota: si
tratta dell'episodio che ha visto Alma Shalabayeva, moglie del
kazako Ablayazov, rimpatriata insieme alla figlia. Non ci
interessa entrare nel merito dell'intreccio internazionale, ma
ci limitiamo a fare delle considerazioni su questo risvolto
locale. Giorgi, che non è certamente l'ultimo arrivato nel Pd
provinciale, esprime solidarietà all'alto funzionario, quando
il suo partito, insieme al Pdl, ha invece votato piena fiducia
al ministro Angelino Alfano. Quindi dissente rispetto alla linea
dei democratici per motivazioni tutte sue, motivazioni del tutto
personali (se fossero state politiche avrebbe lasciato il
partito). Probabilmente le stesse che lo condussero a
sponsorizzare la cittadinanza onoraria a Sezze di Procaccini.
Titta Giorgi sembra avere delle convinzioni, delle certezze, che
evidentemente ad altri mancano. Per lui "sarà fatta
chiarezza sulla vicenda che ha travolto l'ex Prefetto di
Latina". Come? Chi gli da queste sicurezze? Come minimo
appare una difesa d'ufficio, a prescindere. Perché? Mentre il
ministro Angelino Alfano, esponente di spicco del governo Pd-Pdl,
afferma che il livello politico di governo non sarebbe stato
avvisato, il democratico Giorgi lascia capire che è impossibile
pensare che Procaccini abbia assunto delle iniziative senza una
copertura politica. Noi non siamo in grado di giudicare e ci
chiediamo perché l'ex presidente Astral si stia interessando
del caso, facendone quasi una questione personale nella quale ha
cercato di coinvolgere il consiglio comunale di Sezze, caso
unico in Italia.
Sezze,
perdurano i silenzi sull'asse patrimoniale
8
luglio
2013
A distanza di diversi giorni dal nostro intervento
finalizzato ad avere chiarimenti sull'asse patrimoniale dei beni
immobili del Comune di Sezze, perdurano silenzi preoccupanti.
Nessun tipo di risposta è arrivata da parte del sindaco Andrea
Campoli, da parte degli assessori, da parte dell'Ufficio
Tecnico. Tanto meno parlano i consiglieri comunali, ben attenti
a non affrontare argomenti delicati. Movimento Libero Iniziativa
Sociale un'idea se l'è fatta di un ente comunale dove si
dibatte da anni di un PRG, che sta costando profumatamente al
contribuente, "quasi" adottato e stranamente
"quasi" redatto senza avere una minima idea di quali
siano le proprietà comunali.
E soprattutto se la sta facendo relativamente a
tutti quei lavori di speculazione immobiliare, sia pubblici che
privati, che, nel frattempo, in questo periodo infinito verso il
parto del "nuovo" strumento urbanistico, sono stati e
continuano ad essere avviati sul territorio. Lascia interdetti e
preoccupa l'arrivo di ditte spesso non locali. In un periodo,
fra l'altro, in cui le difficoltà del settore, notoriamente
fermo in tutta Italia, sono ben note. In una cittadina, Sezze,
che certamente non sta godendo di una fiorente economia. In un
Comune che si dibatte nei debiti e sta seriamente rischiando il
dissesto finanziario. Si tratta di contraddizioni che lasciano
quantomeno perplessi.
Sezze,
il giallo del patrimonio immobiliare
29
giugno
2013
Gli amministratori di Sezze continuano a scherzare
con il fuoco: sulla "questione patrimonio immobiliare del
Comune" non possono recitare il solito teatrino, né
deviare l'attenzione verso qualche localino affittato per cifre
simboliche o magari dato in affido gratuitamente. Non è questo
il vero problema. Il nodo è nella mancanza di una mappa precisa
di tutte le proprietà, una fotografia fedele che riporti la
consistenza reale di tutto il patrimonio pubblico, comprensiva
delle eventuali acquisizioni, magari per sentenze passate in
giudicato, lasciti, vendite, locazioni, comodati d'uso, ecc.,
almeno degli ultimi 20 anni. Si tratta di domande che Movimento
Libero Iniziativa Sociale sta ponendo da tempo, senza ricevere
alcun tipo di risposta.
Fatto che non ci stupisce, anche alla luce delle
recenti polemiche, del tutto pretestuose, all'interno di una
assise comunale incartata in un fuorviante dibattito innescato
strumentalmente dall'assessore "competente" Salvatore
Leggeri. Un teatrino, appunto, fatto proprio dalla solita
stampa. Innanzitutto andrebbe spiegato alla cittadinanza come
sia stato possibile, per tutti questi anni, compreso il
corrente, continuare ad approvare bilanci comunali evidentemente
carenti almeno in un settore così delicato, per non dire
oscuri. Ci rifiutiamo di credere che l'Ufficio Tecnico Comunale
non abbia a disposizione gli atti e la documentazione riferita
all'intero asse patrimoniale dell'ente locale. Come è possibile
credere che sia stato redatto il nuovo PRG, di cui si sta
dibattendo dalla fine degli anni ’90, senza essere a
conoscenza di elementi essenziali come questi?
E poi: perché rivolgersi ad una società esterna,
la Fondazione Logos PA, per ricostruire l'entità di questo
patrimonio? Perché impegnare delle spese come Comune, quando si
hanno in dotazione assessorati,
uffici specializzati, professionalità, personale dirigenziale e
dipendente, che dovrebbero essere in grado di fornire tutte le
delucidazioni del caso e la relativa documentazione? Quello
riferito alle proprietà eventualmente
"sottostimate"ed a quelle "non pagate",
tanto per capirci è l'ultimo dei problemi. Il nodo è tutto il
resto. D'altronde che le cose stiano come noi riteniamo e che si
tratti di una recita a soggetto, lo conferma indirettamente lo
stesso assessore Leggeri, quando, eludendo chiarimenti, afferma
che tutti gli assessori di riferimento dei consiglieri comunali
sono a conoscenza della questione, che va ben al di là,
aggiungiamo noi, degli atti prodotti da una società, nel caso
specifico la Logos PA, pagata dal Comune e che, per come la
vediamo noi, difficilmente potrà rendere note verità scomode.
Dondi,
continua la presa in giro da parte di Campoli
23
giugno
2013
Facce da tolla, per non dire altro. Come definire
altrimenti gli amministratori di Sezze, sindaco Andrea Campoli
in testa, dopo le recenti dichiarazioni sulla gestione Dondi del
servizio idrico? Si tratta di affermazioni, in alcuni passaggi,
che sembrano scopiazzate da nostri vecchi comunicati. Note di
dieci o quindici anni fa, quando le questioni ormai
incancrenite, noi denunciavamo in tempo reale. Naturalmente
scontrandoci contro il muro di gomma delle amministrazioni
locali, da quelle di Siddera all'attuale del supervotato primo
cittadino. Situazioni arcaiche, trascinatesi negli anni senza
essere risolte, causate da gestioni scellerate non solo da parte
della concessionaria, che ha fatto e continua a fare i propri
interessi di spa, ma soprattutto da parte del concedente, il
Comune di Sezze, attento a tutto tranne che agli interessi dei
cittadini. Che hanno le loro colpe. In qualsiasi altra città, i
responsabili di un disservizio come quello che sta subendo il
centro collinare lepino dal 1993, sarebbero stati rispediti a
casa. Qui, paradossalmente, sono stati premiati elettoralmente.
Si tratta di un circuito vizioso favorito anche da certa stampa
locale, che evita spudoratamente in maniera accurata di
ricordare le gravi colpe di alcuni politici e di evidenziare le
contraddittorie posizioni che assumono a seconda delle
convenienze e delle circostanze. Due anni fa questi
amministratori, con gran cassa del solito quotidiano che
all'epoca faceva parte del gruppo Ciarrapico (ed oggi?),
gridarono ai quattro venti la cacciata della Dondi, che ancora
sta qua. Un ennesimo bluff
perpetrato ai danni della città, abitata da elettori ben
disposti a farsi prendere per i fondelli (salvo poi lamentarsi
in occasioni come quella della penuria idrica), da
amministratori che ben conoscono i loro polli e ben sanno che
tipo di disponibilità abbia sempre quella stampa nei loro
confronti. Come è possibile che nessuno abbia rilevato e
denunciato la contraddittorietà delle loro affermazioni e nel
contempo ricordato chi veramente ha combattuto e combatte contro
la gestione privata dell'acqua? Cosa spinge oggi il sindaco di
Sezze, che ha responsabilità storiche pesantissime, a cambiare
atteggiamento, ma solo a parole, nei confronti della
concessionaria? Cosa sta realmente accadendo tra Acqualatina,
Costruzioni Dondi spa, Regione Lazio e Comune di Sezze? Sia
chiara una cosa: per Movimento Libero Iniziativa Sociale, i
milioni di euro che andranno a pesare sulle casse comunali
dovranno tirarli fuori i responsabili di questo disastro
gestionale, certamente non gli utenti, che hanno pagato e
continuano a pagare a peso d'oro anche per servizi non
effettuati.
Ancora
silenzi sulla SR 156, uno scandalo da 75 milioni
4
giugno
2013
Non è tollerabile che lo scandalo SR 156 resti
impunito. I militanti di Movimento Libero Iniziativa Sociale,
dopo essere riusciti a far accendere i riflettori dei più
importanti media televisivi sui 75 milioni di euro dilapidati in
una opera che non può essere portata a termine, che sta
arrecando notevoli danni all'assetto idrogeologico di tutta
l'area che la interessa, che rappresenta un pericolo per la
circolazione stradale, tornano a chiedere che chi di dovere
intervenga affinché tutti i responsabili del disastro, dai
progettisti, ai tecnici, ai diversi responsabili dei controlli,
ai politici e pubblici amministratori, vengano chiamati a
risponderne. Non è possibile che in un momento come quello che
l'Italia sta vivendo, in cui si chiedono ai cittadini enormi
sacrifici per risollevare le sorti di una nazione con le toppe
al culo a causa di una classe politica di ladroni, non si faccia
chiarezza definitiva su operazioni come quella che ha
interessato questa arteria di neanche 15 chilometri, fra i
comuni di Sezze e Priverno, venuta quindi a costare al
contribuente qualcosa come 5 milioni di euro a chilometro, ma
interrotta perché un tracciato disegnato non si sa come e da
chi è andato ad incunearsi in un budello stretto fra la
ferrovia Roma - Napoli, una montagna, il lago ed i canali delle
Mole Muti, le Fonti delle Sardellane. Non solo, perché sul
tratto finale della strada è stato edificato un ponte non
collegato, che non inizia e non finisce, vero e proprio
monumento allo spreco. Uno spreco, ulteriore presa in giro per i
cittadini e definitiva prova della faccia tosta dei politici,
che è stato inaugurato, nonostante non fosse utilizzabile, in
pompa magna in almeno due occasioni elettorali. Movimento Libero
Iniziativa Sociale preannuncia nuove forme di protesta, perché
non si può accettare passivamente la cappa di silenzio che sta
avvolgendo lo scandalo, dopo che c'erano stati impegni ben
precisi in
particolare da parte dell'attuale dirigenza Astral chiamata in
causa in occasione del servizio andato in onda a gennaio su RAI
1, puntualmente disattesi.
Un
quotidiano che offende le intelligenze
1
giugno
2013
Latina Oggi continua a spararle grosse, dando
spazio, a tutta pagina, ad una non-notizia. Nelle pagine interne
dedicate a Sezze e Lepini, il primo giugno, è stato infatti
pubblicato un articolo incentrato sulla rinuncia da parte degli
amministratori setini, alla rinuncia (scusate la voluta
ripetizione) della riscossione delle indennità. Una non-notizia
perché, come da MLIS già chiaramente denunciato ma ignorato
dal quotidiano ex(?) Ciarrapico, dopo la tanto strombazzata
pseudo rinuncia gridata ai quattro venti dal giovane e
votatissimo sindaco piddimenoelle Andrea Campoli, alle trombe
aveva risposto solo un eco perdutosi per le valli. Perché alle
petizioni di principio utilizzate per gli allocchi, non avevano
e non hanno mai fatto seguito gli atti amministrativi
indispensabili al fine di concretizzare quanto
sbandierato.
Quindi, anche nell'ultima seduta di consiglio
comunale, nel corso della quale, stando sempre a Latina Oggi, si
sarebbe fatto questo "passo indietro", ancora una
volta si sarebbe parlato del nulla, non essendo mai stato fatto
un "passo in avanti". Nessuna delibera approvata e, di
conseguenza, nessuna delibera dalla quale recedere. Eppure il
solito giornale, che non dette minimamente spazio alla nostra
denuncia su questa operazione farlocca e da presa in giro degli
amministrati, ha dato ampio risalto al niente, vendendo
praticamente aria fritta. In tal modo, spacciando per novità
una realtà da noi diffusa per tempo all'opinione pubblica.
D'altronde è lo stesso quotidiano che aveva dato la Dondi Spa
come "cacciata" dalla città, il nuovo depuratore
pressoché realizzato, il nuovo piano regolatore in fase di
partenza, ecc. ecc.
A titolo di informazione, ci preme ricordare che la nostra
denuncia sulla rinuncia-farsa risale al mese di febbraio, come
è facilmente consultabile sul sito lavocelibera.it.
Latina
Oggi, informazione…parziale
30
maggio
2013
Latina Oggi non informa. E' un fatto che possiamo
comprovare, almeno per quanto ci riguarda e per quello che
riguarda in particolare il territorio del Comune di Sezze. Le
note che Movimento Libero Iniziativa Sociale gira puntualmente
anche a questo quotidiano, vengono sistematicamente cestinate.
Il fatto è preoccupante, perché la dice lunga su come certa
stampa indirizza o silenzia a seconda delle esigenze o delle
opportunità. La questione è "antica". In occasione
di impegni importanti del nostro Movimento, in particolare la
battaglia contro l'Ecomostro di Via Piagge Marine (ex
Anfiteatro), quella per la trasparenza nell'Astral contro le
gestioni allegre di alcune presidenze, la denuncia dell'assurda
situazione che interessa la SR 156, ci siamo spesso trovati
contro un muro, sollevato artatamente, stando a quanto
dichiaratoci dal direttore Alessandro Panigutti, dal
corrispondente locale. Proprio per questo motivo, lo stesso
direttore raggiunse con noi un accordo verbale, mettendoci a
disposizione la corrispondente di Priverno, Mina Picone. Accordo
che noi non abbiamo disatteso, inviando e continuando ad inviare
le note MLIS oltre che alla direzione, alla giornalista
indicataci. L'impegno è stato rispettato solo per poco tempo da
parte della redazione. In seguito è ripreso l'andazzo di
sempre. Così, mentre i lettori, ad esempio, de La Provincia o
de Il Messaggero, hanno potuto essere informati nel merito delle
nostre iniziative, così non è stato per quelli di Latina Oggi.
Argomenti che hanno richiamato e richiamano l'interesse di media
nazionali, dalla RAI a La 7 ed a Mediaset, che hanno loro
dedicato ampi spazi, non sono stati nemmeno ripresi da questo
giornale. Eppure quando le televisioni nazionali si interessano
del nostro territorio, Latina Oggi è più che pronto a darne
notizia! Occorre però sottolineare che lo fa solo quando ci si
interessa di cucina, ad esempio dei carciofi. Altro sarebbe
andare ad occuparsi, come noi facciamo nella nostra azione, di
questioni o appalti che rappresentano interessi notevolissimi;
andare ad occuparsi di quella "consorteria" che, come
noi denunciamo, fa sentire il suo peso in queste terre da tempo.
Non è così, dottor Panigutti? Ma, cosa ancor più scorretta
del non pubblicarci, è consentire, nonostante questo
ostracismo, che, direttamente o indirettamente, sulle sue pagine
si faccia comunque riferimento, ma solo per screditarci, a
questioni che riguardano il nostro Movimento. Dottor Panigutti,
le sembra corretto utilizzare in questo modo un giornale che si
avvale anche di finanziamenti pubblici? Se fino a ieri era
chiara la linea giornalistica imposta dalla proprietà
Ciarrapico e ben sapevamo perché esistevano censure nei nostri
confronti (eravamo, ad esempio, impegnati in una battaglia di
opposizione contro la presidenza Astral da parte di Giovan
Battista Giorgi, notoriamente amico dell'editore), oggi tutto è
più nebuloso, visto che Latina Oggi non fa più parte di quel
gruppo. La nuova proprietà sta forse continuando a proteggere
vecchi interessi?
Da
alberi a carta… stampata
27
maggio
2013
Movimento Libero Iniziativa Sociale intende
intervenire nel merito di un recente comunicato sugli olmi
abbattuti in Via dei Cappuccini, fatto circolare dal
"Gruppo in difesa dei beni archeologici" non nella
sostanza della questione che è condivisibile, ma nei passaggi
riferiti agli abbattimenti di alberi già avvenuti in passato a
Sezze. Per un motivo molto semplice: fanno finta di non sapere,
pur riprendendo i contenuti di un nostro comunicato del 6
maggio, leggibile sul sito lavocelibera.it, che a condurre la
battaglia contro la devastazione del bosco di querce nato
spontaneamente nella zona cimiteriale lato Fonte Puzziglio, a
condurre quella contro la distruzione delle decine di piante un
tempo posizionate fra l'area del Monumento, Via Marconi e Ferro
di Cavallo, siamo stati noi. Ci attivammo a tutti i livelli, da
quelli locali a quelli parlamentari, con azioni che ci hanno
visti protagonisti in splendida solitudine. E non è che tra
coloro che scrivono oggi su tali argomenti, facendo finta di non
sapere quanto accaduto in passato e sorvolando
sull’impegno locale della nostra area, siano tutti di
primo pelo. All’epoca dei misfatti tanti erano già adulti e
vaccinati, ma noi ci trovammo da soli in quelle battaglie contro
il Palazzo.
Dove erano costoro, dove la loro coscienza
ambientale? Ci
vorrebbe maggiore correttezza ed onestà intellettuale
nell’affrontare certe problematiche. Ma in un paese come Sezze
dove perdurano preclusioni mentali, e non solo, nei confronti di
chi è schierato radicalmente da sempre contro i poteri forti
della città, è forse chiedere troppo?
Non sono anche tali atteggiamenti faziosi e fuorvianti a
favorire lo status quo amministrativo? Tutto questo, giusto per
mettere i puntini sulle i. Per quanto riguarda poi, in generale
la questione che ha retto il banco sui quotidiani locali in
questi giorni, essa ci è apparsa alquanto pretestuosa. Non
perché l’abbattimento di 9 piante possa far piacere, ma perché
di essa si è servita certa stampa per occultare
argomenti locali delicatissimi, dei quali non deve
occuparsi. Non è così, gentile direttore di Latina Oggi,
Alessandro Panigutti?
Fedeli
alla linea da Affile a Sezze
18
maggio
2013
Un annuncio perfettamente coerente rispetto a
quella che è stata e che, a quanto pare, continua ad essere la
linea di azione dei comunisti di Sezze (LT). Il sottosegretario
alla Presidenza del consiglio Sesa Amici, parlamentare setino di
lungo corso per le svariate legislature che conta, ha annunciato
lo stop del governo PD - PDL al finanziamento per il Sacrario
dedicato dal Comune di Affile (FR) al Soldato, ritenendolo una
"inaccettabile offesa alla memoria".
Abbiamo volutamente utilizzato l'aggettivo coerente, perché non
possiamo non tornare a denunciare all'opinione pubblica il
parallelo ostracismo dimostrato dal suo concittadino, nonché
compagno di partito, Andrea Campoli, sindaco di Sezze, nei
confronti della nostra proposta, a lui indirizzata, di dedicare
una strada ai due eroi di El Alamein, Capitano Pilota Riccardo
De Angelis e Sergente Armiere Ubaldo Piccaro, entrambi di questa
terra e sepolti nel locale Cimitero comunale, abbattuti in volo
con il loro aereo il 28 agosto 1942. Una proposta che non è
stata ritenuta degna della benché minima risposta. Non ci
stupiscono quindi le dichiarazioni della Amici, che con il suo
governo stravolge la realtà dei fatti, facendo di un Monumento
al Soldato, che ha incise due sole parole, "Patria,
Onore", un Monumento dedicato al solo Maresciallo d'Italia
Rodolfo Graziani, ministro della RSI. Affermazioni strumentali,
perché, come dichiarato dal sindaco di Affile: "non
possiamo farci nulla se Graziani è di Affile ed è un
soldato". Ora, su Graziani si possono avere anche pareri
discordanti a seconda delle proprie opinioni politiche e le
nostre non coincidono sicuramente con quelle del
sottosegretario, ma certamente non si può stravolgere la realtà
e fare di un mausoleo dedicato agli Italiani che sono caduti per
la Patria, facendo dell'Onore uno stile di vita, un pretesto per
rinfocolare rancori, odi e divisioni, che dovrebbero appartenere
ad un passato che qualcuno vuole invece continuare a far
sopravvivere. Pur non esitando minimamente a coesistere in un
governo con i vari Gasparri e Matteoli.
In una città come quella di Sezze, dove si sprecano milioni di
euro per abbattere lo storico Anfiteatro per farne un Ecomostro,
salvo poi vedersi intimare dalla UE la restituzione del
finanziamento, avremmo preferito vedere la concittadina
-sottosegretario diversamente impegnata, come avremmo voluto
vedere il suo compagno di partito Andrea Campoli, che non nega
una intitolazione a nessuno, dare il giusto riconoscimento ai
Soldati pluridecorati di El Alamein De Angelis e Piccaro,
sepolti a Sezze con il massimo degli onori dall'Aeronautica
Militare.

Un
Comune in... buona salute
14
marzo
2013
Mentre le casse del Comune di Sezze continuano ad
essere sull'orlo del baratro, l'assessore al bilancio Pietro
Bernabei, in sede di discussione del consuntivo, ha sostenuto
che l'ente è in buona salute. Ed i consiglieri presenti in
aula, perché quelli della pseudo opposizione si sono defilati,
soddisfatti hanno approvato dei conti palesemente carenti di
documentazione essenziale. Infatti l'SPL, spa a totale capitale
comunale, e le partecipate Acqualatina, Consorzio Industriale
Roma Latina, Consorzio Biblioteche Monti Lepini, non hanno
depositato i rispettivi documenti contabili. Questo quando nei
mesi scorsi si è parlato di un deficit, per quanto riguarda la
sola società dei servizi pubblici locali, che supererebbe
abbondantemente i quattro milioni di euro. Ma quello che
preoccupa ancor di più è la totale assenza di riferimenti
all'asse patrimoniale. L'ente locale non si è dotato, cosa che
ormai si trascina da anni (lorsignori dovranno prima o poi
giustificare in qualche modo questa carenza), di un inventario
di tutti i beni patrimoniali.
A fronte di questi dati, tralasciandone per il
momento tanti altri, come è possibile sostenere che le
casse comunali godono di buona salute? Si tratta di una
affermazione assurda, eppure passata con il voto di tutti i
consiglieri. Allora alcune di quelle domande che un eletto
coscienzioso avrebbe dovuto porre ma non lo ha fatto, le
facciamo noi: il sindaco Andrea Campoli e l'assessore Bernabei
sono in grado di chiarire, ad esempio, se negli ultimi anni il
Comune di Sezze sia entrato in possesso di beni immobili per
lascito, per acquisto, in forza di sentenze passate in
giudicato? In caso affermativo, ha provveduto in qualche caso ad
una loro destinazione, magari cedendoli in qualche modo a
privati? E poi come è stato possibile approvare un documento
contabile, passando ad ulteriori argomenti fondamentali, del
tutto privo di riferimenti alla questione Dondi spa
(concessionaria servizio idrico), quando è ormai noto che ci
sono in ballo, anche in questo caso, cifre che superano i
quattro milioni di euro? Nessun accenno, infine, all'annosa
questione del Teatro Italiano - Anfiteatro - Ecomostro. Nessun
accenno a quel milione e 400mila euro circa, che la UE ha
richiesto al Comune. Facendo un rapido calcolo, fra i milioni di
debito della SPL, quelli del contenzioso Dondi e quelli del caso
Ecomostro, siamo abbondantemente oltre i dieci milioni di euro
di buco. Alla faccia della buona salute!
...
E dietro gli olmi?
6
marzo
2013
Possiamo solo intuire per quale motivo si stia tentando di sviare l'opinione pubblica da gravi questioni che incombono sull'ente comunale verso altri problemi (gli otto olmi di Via dei Cappuccini), certamente importanti ma, per quanto accaduto sul territorio comunale di Sezze nel corso di questi anni, assolutamente strumentali. Perché gli amministratori locali tutti hanno dimostrato chiaramente di non avere e di non avere mai avuto una coscienza indirizzata verso la tutela del territorio e dell'ambiente. Lo possiamo affermare fortemente, per essere stati impegnati direttamente in battaglie civili di ben più ampia portata.
Gli olmi dei Cappuccini vanno salvaguardati e le soluzioni tecniche per portare a termine i lavori per la realizzazione del marciapiede senza abbatterli sono alla portata di tutti. Va però sottolineato come in questo ultimo decennio ed anche prima, il Comune di Sezze abbia proceduto all'abbattimento di centinaia di piante di importanza ecologica notevole, senza colpo ferire.
Gli amministratori locali, che oggi vogliono far credere di essere disposti ad aprire una discussione finalizzata alla tutela degli otto olmi, non hanno certamente dimenticato di come le loro amministrazioni e quelle precedenti abbiano proceduto alla distruzione di un esempio unico di bosco spontaneo di querce, quello sorto sulle Fonti Puzziglio in zona cimiteriale lato Via Bassiano, senza remora alcuna, nonostante la questione fosse stata da noi sollevata anche a livello parlamentare. Pur essendo riusciti con la nostra azione a ritardare il disastro ambientale, l'amministrazione ha testardamente proceduto all'abbattimento sistematico del bosco, che andava invece salvaguardato e valorizzato. Anche in questo caso sarebbero esistite diverse soluzioni tecniche per l'ampliamento del cimitero, conservative e più idonee allo scopo.
E come non ricordare a questi "sensibili" amministratori, quel centinaio di alberi abbattuti per la costruzione dell'anello di marciapiede che delimita il Parco della Rimembranza? Piante sacre quelle, messe a dimora in onore dei nostri Caduti del '15 - '18, anch'esse tagliate, nonostante ci fosse stato l'impegno a ripiantumarle. E gli alberi distrutti con la devastazione di quello che era Ferro di Cavallo, per fare posto ad una scalinata in travertino? Sindaco, assessori, consiglieri comunali, dove erano in questi casi e quando su Via dei Cappuccini, sullo stesso lato ora interessato dai lavori, si è iniziato ad abbattere piante ornamentali di notevole valore presenti lì da decenni?
Ecco perché siamo partiti con l'affermazione che il dibattito aperto da queste persone è solo strumentale.
Avendo dimostrato con i fatti di fregarsene dell'ambiente (dobbiamo ricordare l'ecomostro? di come questo Comune, privo di depurazione, stia inquinando la pianura? di come si sia dato il via libera alla costruzione di una strada, la Sr 156, finita sulle Fonti
Sardellane?), è evidente che dietro il caso olmi ci sia
dell'altro.
Anfiteatro,
mani al portafoglio
28
aprile
2013
Torniamo a ribadirlo: la situazione dell'Ecomostro
va definitivamente chiarita e coloro che ne sono stati causa
vanno inchiodati alle proprie responsabilità. Perché i loro
comportamenti nel merito, stanno portando le casse comunali di
Sezze al dissesto. Movimento Libero Iniziativa Sociale ha atteso
più di un mese
prima di arrivare alla decisione di diffondere le ultime novità
sulla situazione che riguarda l'ex Anfiteatro di Via Piagge
Marine, nella speranza che finalmente qualcuno, dal Comune,
fornisse delle risposte. Non essendo queste arrivate rendiamo
allora noto alla popolazione che, in data 20 marzo, l'Autorità
di Gestione del DOCUP Ob.2, ha inviato alla Regione Lazio ed al
Comune di Sezze una nota definitiva, protocollata dall'ente
comunale il 22 dello stesso mese. L'Autorità di Gestione, dopo
avere premesso "l'impossibilità a concedere ulteriori
proroghe" e sottolineato la mancata operatività
dell'intervento in riferimento ad entrambi i lotti funzionali,
palesa che tutto ciò comporterà la richiesta della
restituzione del finanziamento totale. Stiamo parlando di cifre
elevatissime: il solo contributo cofinanziato erogato ammonta ad
euro 392mila limitatamente al II lotto funzionale ed ad euro
931.651 per il I lotto funzionale. In questo scempio, peraltro,
come accertato dalle competenti commissioni
non concluso e non operativo alla data di chiusura del
programma, sono stati investite, a vario titolo, altre ingenti
somme (un ulteriore milione di euro circa).
La città di Sezze, quindi, oltre ad essere stata privata di un
complesso, quello dell'Anfiteatro, che tanto lustro le aveva
dato e che poteva essere rilanciato tramite la realizzazione di
un progetto di recupero già approvato, dai costi limitati e
rispettoso dell'opera preesistente, si trova, a causa di
scellerate scelte amministrative, tutte ancora da giustificare,
sotto la spada di Damocle della restituzione del finanziamento,
che condurrà inevitabilmente l'ente al fallimento. L'unico
risultato cui avrà condotto questa cinica operazione, sarà la
distruzione di un complesso architettonico importante, la
devastazione ambientale di una intera area e l'interdizione ai
cittadini di un sito che in tanti ci invidiavano.
La battaglia di Movimento Libero Iniziativa Sociale, iniziata
prima che le ruspe devastassero la zona e portata avanti nel
corso degli anni a diversi livelli, ha fatto definitiva
chiarezza sul caso, che abbiamo denunciato
anche a livello nazionale
tramite i più importanti media, andando a cozzare contro
l'ottusità di una classe politica trasversalmente interessata a
proseguire su una strada diretta verso interessi evidentemente
diversi e non corrispondenti a quelli della comunità.
Si
vergogni il sindaco!
11
febbraio
2013
Dopo avere attaccato i lavoratori della Spl di
Sezze, dicendo loro che lo sciopero proclamato per il 19
febbraio è "vergognoso", ora al sindaco PD Andrea
Campoli non resta che apostrofare gli operatori ecologici
dicendo loro "fascisti", come a suo tempo fece il
sindaco socialista di Milano, Pillitteri, nei confronti dei
dipendenti dell'azienda locale di trasporto in agitazione.
Se queste affermazioni fossero uscite fuori dalla bocca di
qualcuno diversamente schierato, sarebbe crollato il mondo.
Tutti avrebbero dato addosso a chi osava mettere in discussione
i diritti acquisiti dai lavoratori. Adesso invece a parlare è
stato il primo cittadino di Sezze, erede legittimo di una
tradizione politica comunista che ha fatto della città la
Stalingrado dei Monti Lepini. Quindi nessuno si scandalizza. A
stupire noi di Movimento Libero Iniziativa Sociale, non è
certamente questo, perché da tempo sappiamo che la difesa
dei diritti degli umili e dei più deboli, la giustizia
sociale, sono retaggio di ben altra cultura politica. Come non
ci stupisce il fatto che all'annuncio della rinuncia agli
emolumenti da parte degli amministratori locali e del sindaco,
sbandierato ai quattro venti, abbia fatto seguito il nulla. Così,
mentre da una parte i dipendenti della municipalizzata locale
stanno rischiando il mancato pagamento degli stipendi,
dall'altra gli amministratori continuano a percepire quello che
hanno sempre intascato, unitamente al cda della società,
nominato dal primo cittadino. Ci stupisce, piuttosto, il fatto
che nessuno ha capito, o tanti fanno finta di non capire, che si
tenta di deviare dal nocciolo del problema: la situazione
deficitaria della Spl. Gli stessi vertici societari hanno
parlato di oltre quatto milioni di euro di buco. Cosa che ci
autorizza a ritenere che esso potrebbe essere ancora più
vistoso. Su questo buco ancora non viene fatta chiarezza. Di che
debito si tratta? Con chi è stato contratto? Chi lo ha causato?
Come è possibile che una società che dovrebbe produrre solo
utili, sia così ampiamente deficitaria?
Fino a quando i cittadini di Sezze dovranno pagare questo
carrozzone della politica? Quando interverrà Campoli per fare
chiarezza, piuttosto che sollevare polveroni?
Abbattiamo
l'Ecomostro
14
gennaio
2013
Dopo che le più importanti televisioni nazionali (
RAI, La 7, Mediaset) si sono interessate del "caso
Ecomostro", nessuno può più sottrarsi alle proprie
responsabilità rispetto all'abbattimento di quello che era
l'Anfiteatro di Sezze (LT).
L'impegno portato avanti nel corso di questi anni da Movimento
Libero Iniziativa Sociale e dal Gruppo Radicale alla Regione
Lazio, ha smosso finalmente anche la UE, che ha iniziato a
presentare il conto. In data 28/ 9/ 2012 è stato inviato dagli
uffici regionali al Comune di Sezze un messaggio di posta
elettronica con il quale si ricordava che entro tale data doveva
essere resa la certificazione di operatività dell'impianto,
come da disposizioni dell'Autorità di Gestione del DOCUP
OB 2 Lazio 2000 - 2006. L'intervento era stato oggetto di
segnalazione alla stessa Autorità come "cantiere
critico". Non avendo avuto alcun riscontro dal Comune, è
stata segnalata all'Autorità la mancata certificazione di
operatività.
L'Autorità di Gestione ha segnalato il progetto
come "non operativo" alla Commissione Europea. Con
nota del 20/ 11/ 2012 il Comune ha evidenziato che la struttura
è stata oggetto di atti vandalici e di furti. Nel prendere atto
dell'accaduto, la Regione ha ricordato al Comune che la "guardiania"
resta in capo alla stazione appaltante ed ha pertanto invitato
l'ente comunale a porre in essere con sollecitudine il
ripristino dei danni causati. Il Comune di Sezze, messo alle
strette, ha chiesto, ad oltre 7 anni dall'inizio dei lavori, una
proroga ulteriore.
Queste sono le novità più recenti sullo scandalo
dell'Anfiteatro, realizzato, come Teatro Italiano, nel 1952, su
progetto dell'arch. Piacentini, ed abbattuto con le ruspe nel
2005, per fare posto ad una struttura che ha devastato
l'ambiente, arrecando un danno enorme, anche economico, alla
collettività. Il Teatro Italiano era opera perfettamente
integrata nell'area circostante, consistendo in una serie di
gradinate in pietra, adagiate naturalmente sul declivio della
collina, con impatto zero sul panorama. L'intero comprensorio
era di proprietà dell'APT di Latina.
Affidato in comodato al Comune, come centro
intercomunale per lo sport, il tempo libero ed il turismo
sociale, è stato per decenni un polo di riferimento
fondamentale non solo per la comunità di Sezze. Per dare la
possibilità all'Ente locale di usufruire di finanziamenti
finalizzati al suo restauro, l'APT, con atto notarile di
cessione del 2004, concesse il diritto di superficie. L'art 4
dello stesso, prevedeva, appunto, solo lavori di restauro,
previa autorizzazione APT, che, nell'ambito di uno strumento
regionale di programmazione integrata ( accordo di programma
STILE), aveva fatto redigere un progetto, che, con una spesa di
poco più di 300.000 euro, prevedeva l'esecuzione dei lavori di
restauro, ripristino e messa in sicurezza. Lo stesso era stato
approvato dal Comune e dalla Regione Lazio.
Inspiegabilmente, il 22 giugno 2005 partono i lavori di un
progetto completamente diverso, che prevedeva l'abbattimento
della struttura del 1952 e la costruzione di un nuovo manufatto,
l'attuale Ecomostro, con impatto devastante su tutto l'ambiente.
A tale proposito, ancora oggi non è dato sapere nulla
sull'obbligatorio Nulla Osta della Sovrintendenza.
Il Comune procedette con il proprio progetto ed alla
aggiudicazione dell'appalto senza l'autorizzazione dell'APT, che
con nota del 18 ottobre 2005 invitò a sospendere ogni
intervento sull'area. Le richieste di chiarimento non ottennero
riscontro. Come è stato possibile procedere all'approvazione di
un nuovo progetto da parte di Comune e Regione, che andava a
sovrapporsi a quello precedente già approvato, con costi
notevolmente superiori (a tutt'oggi l'importo raggiunge la somma
di circa 2 milioni e 500 mila euro) e tutt'altro che di restauro
e valorizzazione dell'esistente? Altrettanto assurdo è il fatto
che i finanziamenti, avvenuti per stralci, sono arrivati da
fondi europei ( quelli del DOCUP OB 2 Lazio 2000 -2006)
finalizzati espressamente alla ristrutturazione.
I milioni di euro, fra l'altro, non sono stati nemmeno
sufficienti per ultimare l'edificazione dell'Ecomostro,
nonostante un ridimensionamento del progetto in corso d'opera.
Ma un ulteriore danno economico si andato ad aggiungere al
resto: il cantiere, abbandonato per anni senza custodia alcuna,
è stato vandalizzato e depredato, tanto che l'area è stata
interdetta dal settore tecnico, nel luglio scorso, per
pericolosità.
Per Movimento Libero Iniziativa Sociale è arrivato il momento
della definitiva chiarezza. Vanno smascherate tutte le
responsabilità. Vanno denunciati tutti i colpevoli silenzi di
una classe politica, trasversalmente omertosa. E l'Ecomostro va
abbattuto, per ricostruire l'Anfiteatro. Operazione che verrebbe
a costare molto meno, rispetto alla ultimazione dell'attuale
obbrobrio.
Anche
Sezze a Presa Diretta
5
gennaio
2013
Riparte
su RAI 3, il 6
gennaio, la programmazione di Presa
Diretta, con una puntata speciale dal titolo "Ladri di partito". Nella parte dedicata alla Regione
Lazio, dalle 22,40 alle 24,00, si parlerà anche di Sezze.
I responsabili di Movimento
Libero Iniziativa Sociale affronteranno in particolare le
questioni legate allo scandalo dell'Ecomostro
di Via Piagge Marine (ex Anfiteatro).
La trasmissione inizierà alle ore 21,30.
Rifugiati,
troppi interessi
3
gennaio
2013
Sulla "questione stranieri", a Sezze pensiamo di
essere i soli ad avere le carte in regola per poterne parlare.
Quando periodicamente essa si ripropone con dei casi più
eclatanti rispetto a quelli che quotidianamente vivono i sezzesi,
ci sembra di andare a dibattere questioni che affrontiamo dagli
anni '90, senza essere stati minimamente ascoltati da chi ha
responsabilità di governo. Occorre però fare una netta
distinzione tra i problemi legati alla immigrazione selvaggia,
cioè quella che ha interessato e continua ad interessare
localmente masse di cittadini provenienti dai paesi dell'est
europeo, legati in particolare ad una economia sommersa e ad uno
sfruttamento del lavoro irregolare ed a speculazioni varie, e
quelli che nascono dalla gestione dei cosiddetti "rifugiati
politici". Non a caso, in tempi non sospetti, siamo stati i
primi a parlare di un "business del rifugiato", in
particolare quando a Sezze arrivò l'allora ministro Mara
Carfagna in visita alla cooperativa Karibù.
Ancora
non scoppiavano scandali, ma la nascita "spontanea"
sul territorio di cooperative varie indirizzate a quella che
viene definita accoglienza, ci fecero drizzare le orecchie.
Perché, diciamolo chiaramente, tutto ruota intorno al giro
d'affari ed alle ingenti somme di denaro che interessano il
fenomeno. Sul quale, come è sembrato chiaro fin dall'inizio, ha
puntato gli occhi una certa politica, favorita da atteggiamenti
amministrativi volutamente disinteressati rispetto alla crescita
del fenomeno ed all'afflusso sempre più considerevole di
stranieri nel centro collinare lepino. Quanto è successo nei
mesi scorsi è noto a tutti. Non è dato sapere, però, tranne
quanto accaduto a qualche isolato responsabile di cooperativa,
quale sia stata la sorte degli altri che, ricoprendo anche
incarichi amministrativi e istituzionali, erano finiti al centro
delle inchieste, vedendosi in qualche caso costretti alle
dimissioni.
Come
non si riesce a capire quale sia il ruolo che assume quella
cooperativa, ultimamente al centro di insistenti episodi di
protesta da parte dei rifugiati che dovrebbe assistere. Ci
chiediamo, a questo punto, se non sia fallimentare o fallito il
progetto istituzionale che le investe; se esso sia
effettivamente valido o abbia raggiunto i suoi scopi, cioè
quelli di alimentare un mero giro di interessi. Si tratta di
punti di domanda legittimi, uscendo, tutti questi soldi, dalle
tasche dei cittadini italiani.
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