|
Ufficio
Stampa
|
Dondi,
solo chiacchiere e distintivo
19
dicembre 2008
A
proposito di depurazione nel Comune di Sezze, per intenderci
quella che avrebbe dovuto garantire la Costruzioni Dondi Spa, e
relativamente ai rimborsi agli utenti non ancora predisposti,
riteniamo che sia arrivato il momento di tagliare la testa ad
alcuni tori. Innanzi tutto è necessario intervenire su quella
del geom. Maurizio Russo, che in qualità di concessionario del
servizio continuerebbe a sostenere l'avvenuta depurazione.
Ricordiamo a lui, ma soprattutto agli amministratori che
dovrebbero tutelare gli utenti, che lo stesso, come da atti
della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina di
Maggio 2003, risulta indagato " per avere, nella qualità
di concessionario del servizio pubblico di depurazione delle
acque reflue urbane della rete fognaria del comune di Sezze,
mediante l'attivazione di un by pass alla condotta di rete
fognante di adduzione all'impianto di depurazione di Sezze
Casali, immesso nel torrente Brivolco, affluente del fiume
Ufente, liquami privi di trattamento depurativo". Nel
medesimo atto, si può leggere che l'indagato " non
effettuava la depurazione di tutte le acque reflue affluenti
all'impianto di depurazione di Sezze Casali, omettendo così di
garantire il servizio pubblico essenziale di depurazione".
Un "andazzo" normale per la depurazione a Sezze: è
così che il "servizio" è stato assicurato. Nel corso
di questi anni diversi sono stati gli accertamenti effettuati
dalle autorità preposte sui due impianti locali e la loro
situazione precaria ed insufficiente è nota. Non a caso il
Comune di Sezze è chiamato a dotarsi di impianti di depurazione
nuovi e finalmente efficaci. Diversamente, perché investire
milioni di euro sulla depurazione? La nostra sensazione è che i
vari amministratori locali, ad iniziare dal sindaco Andrea
Campoli e dall'assessore Pietro Bernabei, dopo la pronuncia
della Corte Costituzionale che prevede il rimborso delle tariffe
indebitamente sborsate dagli utenti, stiano facendo melina. Pur
conoscendo le condizioni dei depuratori, pur sapendo che il
servizio non è stato fornito o lo è stato in maniera del tutto
insufficiente, ancora non provvedono a diffidare la
concessionaria. Piuttosto che tutelare gli utenti, come ci si
attenderebbe in una situazione normale, proseguendo sulla
falsariga di tutti questi anni continuano a tutelare la Dondi,
permettendo che il rappresentante geom. Russo continui ad
affermare a brutto muso che il servizio è stato garantito.
Perché? Perché gli amministratori sono stati zitti dal 1993 ad
oggi e continuano ad assumere un atteggiamento di basso profilo
nei confronti della concessionaria? Non vorremmo pensare che si
stia tentando di coprire qualcosa che solo chi ha consegnato
Sezze alla Dondi Spa conosce. Ed è questa la seconda testa di
toro da tagliare, quella di certi amministratori. L'ultima
appartiene a chi avendo ricoperto incarichi nelle maggioranze di
sinistra a Sezze, anche di presidenza della commissione Assetto
del Territorio, oggi, facendo il pesce in barile, trovandosi a
fare l'oppositore tra le file berlusconiane, vuole apparire
paladino degli utenti gabbati. Ai cittadini di Sezze, che
purtroppo godono di memoria corta, ricordiamo allora di non
dimenticare che quando la vera destra setina era impegnata nella
battaglia contro la gestione fallimentare dei servizi idrico e
fognario, costoro sedevano dall'altra parte non perdendo
occasione per provocare dai banchi che occupavano chi si batteva
per la giusta causa. Questione di convenienza.
Fondo
vincolato e canone depurazione: top secret
11
dicembre 2008
Mentre
aumentano le polemiche tra amministrazione regionale ed
amministrazione provinciale di Latina riferite all'ATO, gli
amministratori del Comune di Sezze continuano a fare i pesci in
barile sulla questione, per loro spinosissima, Dondi e canoni di
depurazione. Il Comune "grazie" alla gestione dei
servizi relativi ai cicli idrico-fognario da parte della Spa di
Rovigo, ha goduto finora di una sorta di extraterritorialità,
che si è risolta in continui abusi ormai tollerati da quindici
anni. A farne le spese sono stati soltanto i cittadini utenti di
quello che, è provato, è un disservizio. Di fronte alla
sentenza della Corte Costituzionale n. 335 del 10 Novembre 2008,
che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell' articolo
14, comma 1 della legge Galli (n.36 del 1994) e dell'articolo
155, comma 1 primo periodo del dlgs n. 152 / 2006
(il cosiddetto codice ambientale), nella parte in cui
prevedono che la quota di tariffa riferita al servizio di
depurazione " è dovuta dagli utenti anche nel caso in cui
la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di
depurazione o questi siano temporaneamente inattivi ", il
Comune di Sezze può continuare a fare come lo struzzo? NO!
Visto però che dei rimborsi riferiti alle relative quote di
tariffa indebitamente incassate non ne parla, occorre
rinfrescare le idee al sindaco Andrea Campoli, all'assessore
Pietro Bernabei, ai loro colleghi di giunta ed a tutti i
consiglieri comunali. Rammentiamo a costoro che a rafforzare la
suddetta sentenza è arrivato il parere n. 386, depositato lo
scorso 21 Novembre 2008, con cui la Sezione Regionale di
Controllo della Corte dei Conti per la Calabria ha chiarito gli
effetti pratici che scaturiscono dalla sentenza n. 335. Li
elenchiamo per sommi capi: il cittadino utente che non ha
ricevuto per assenza o temporanea inattività del depuratore il
relativo servizio, può proporre istanza di rimborso. Il gestore
e l'amministrazione devono disporre il pagamento della relativa
quota della tariffa indebitamente incassata. Dato che le
amministrazioni comunali devono tempestivamente rettificare le
liste di carico inerenti i canoni di depurazione e rettificare
anche gli avvisi bonari o coattivi inviati agli utenti morosi e
che addirittura si deve prevedere nel bilancio apposito capitolo
di spesa il cui stanziamento dovrà essere definito sulla base
delle istanze pervenute o che si presume perverranno, perchè il
Comune di Sezze tarda a diffidare la concessionaria Costruzioni
Dondi Spa? Non si meni il can per l'aia con i soliti "
vedremo, verificheremo", come quelli che l'assessore
Bernabei sta già recitando, perchè la situazione della
depurazione a Sezze è ben chiara. Vada ad informarsi presso la
Procura della Repubblica o chieda delucidazioni al geometra
Maurizio Russo, che qualche problemino nel merito in Tribunale
ce l''ha. Ma è anche un'altra la questione che ci preme e che
torniamo a riproporre dato il silenzio tombale con cui la si
vuole ricoprire. Ci riferiamo a quei 4.500.000 euro, centesimo
più centesimo meno, che la concessionaria avrebbe dovuto per
legge accantonare in un fondo vincolato: si tratta di quel 20 %
in bolletta pagato per una depurazione inesistente o
insufficiente, che deve essere obbligatoriamente investito per
dotare il territorio comunale di nuovi depuratori o per adeguare
i vecchi. Lo abbiamo già chiesto e nessuno ci ha risposto: dove
è depositato il fondo? Perchè non viene pubblicizzato e reso
noto ai cittadini che quei soldi hanno sborsato, il relativo
rendiconto storico? Perchè nessuno ci risponde? Un chiarimento
lo possiamo fornire noi ai sezzesi: se ancora in questo comune
troviamo in bolletta la voce depurazione, mentre tanti comuni in
tutta Italia rispettosi della legge si stanno addirittura
organizzando per i rimborsi dovuti, la responsabilità è del
sindaco Campoli e del suo assessore Pietro Bernabei. Le
responsabilità pregresse appartengono alla storia di questo
paese e sono quelle di chi ha messo nelle mani della società
veneta il patrimonio costituito dall'acquedotto comunale,
costringendo i cittadini in un vicolo cieco. A chi è giovato?
Non certo a chi ha dovuto subire servizi inefficienti e bollette
salatissime.
Piazzale Anfiteatro
troppo pericoloso
9
dicembre 2008
Piazzale
Anfiteatro: una questione da risolvere urgentemente. Area
parcheggio? Area mercato? Di sicuro, attualmente è una sorta di
circuito automobilistico-motociclistico, affrancato da qualsiasi
tipo di controllo. Un'area completamente fuorilegge dove il
codice della strada non ha alcuna funzione. La notizia è
recente: sabato notte si è sfiorata la tragedia. L'ennesima
automobile guidata in maniera pericolosa è piombata addosso a
due giovani sedicenni, uno dei quali è stato ferito in maniera
grave. Si tratta di una situazione che si trascina ormai da
anni. Ogni notte la vasta area diventa palestra di esibizioni di
auto e moto, con sgommate, impennate e gare di velocità. Le
conseguenze, anche per chi risiede in zona, sono facilmente
immaginabili. Rumori assordanti, grida, musica sparata a tutto
volume, impediscono a tanti il sonno. Per non parlare della
pericolosità oggettiva che grava su tutta la zona: quello di
sabato non è stato il primo incidente. Si tratta quindi di un
problema di carattere sociale, che amministrazioni finora
latitanti e direttamente responsabili, non hanno affrontato. Ma
l'area dell'Anfiteatro cosa rappresenta? Non è un parcheggio,
perché in tutta la vasta zona non esiste segnaletica che
determini le aree di sosta. Tutto è lasciato al caso.
L'omologazione dell'intera area esiste? A cosa si riferisce?
Dovrebbe essere un'area mercato ed effettivamente, anche se in
maniera carente, sull'asfalto sembrerebbero indicati i punti per
i diversi ambulanti, che il sabato arrivano in città.

Ma si può
ritenere effettivamente tale una zona dotata esclusivamente di
qualche striscia di vernice, però priva dei servizi essenziali
di cui un mercato deve essere dotato, a cominciare dai bagni per
finire al servizio idrico? Tutta l'area, comprensiva anche della
strada adiacente, appare come un monumento alla imbecillità.
Come è possibile concepire una via che all'improvviso ti fa
ritrovare in piena carreggiata una fila di alberi o una cabina
elettrica? Come è possibile che a delimitarla siano delle
aiuole disegnate in verticale rispetto alla lunghezza, invitanti
all'alta velocità? Se è area mercato perché le aiuole di cui
sopra non sono state realizzate in orizzontale e non
corrispondenti l'una all'altra, al fine di evitare esibizioni da
piloti di formula uno? Possibile che l'attuale amministrazione
Campoli, come la precedente di Zarra, non è capace di creare
almeno le condizioni minime per una sicurezza stradale? Non
possiamo dimenticare l'estrema faciloneria con la quale la
coppia Martella -Zarra procedette alla bitumazione del piazzale,
con il solo intento di far apparire che si stesse facendo
qualcosa. L'operazione venne propagandata alla grande. Ma quello
è un parcheggio? Se è così, facciano conoscere alla
cittadinanza le obbligatorie progettazioni e relative
omologazioni e se esistono procedano, se possono, alla
delimitazione degli spazi, con adeguata segnaletica verticale ed
orizzontale. E si sbrighino, perché allo stato dei fatti tutta
l'area dell'Anfiteatro oggi rappresenta un enorme pericolo. Cosa
aspettano? Che ci scappi il morto? Intervenendo su tale
questione il nostro
Movimento raccoglie le istanze di tanti abitanti nella zona
delle Piagge Marine, ma anche di altre zone della città che
quell'area si trovano a frequentare e che attendono delle
risposte urgenti. L'incidente di sabato ha evidenziato inoltre
altre carenze di cui la nostra città soffre, che meriterebbero
ulteriori attenzioni. Alla mancanza di controlli notturni, o ad
una insufficienza di essi, corrispondono le carenze del locale
nosocomio: ormai per salvarti devi solo sperare che l'ambulanza
non sia impegnata altrove. Naturalmente per essere trasportato
nell'ospedale più vicino a quello che una volta esisteva a
Sezze.
Dondi,
Giorgi e
Palazzo Roma
28
novembre 2008
Nessuno
meglio di Giovan Battista Giorgi sa come sta la questione Dondi,
se non non altro per il fatto che la sedia di consigliere
comunale ce l'ha da sempre sotto le terga. Quindi c'era anche
quando la ditta di Rovigo è arrivata a Sezze. E la Dondi a
Sezze, insieme a quelli del PCI e del PSI, ce l'ha portata anche
lui. Siamo perciò sicuri di poter dire che meglio di Giorgi
nessuno sa. Eppure, proprio in questi giorni, quando il caso è
riesploso a seguito della sentenza della Corte Costituzionale
che ha dichiarato "irragionevole" l'articolo 14 della
legge Galli, lui si interessa del "Palazzo Roma". Per
chi non lo sapesse, dovrebbe essere la struttura in Via Roma
dove è ospitato l'ufficio commercio. Per intenderci, a pochi
metri dal palazzo che un tempo ospitava l'Ufficio Registro
(questo si, bisognoso di interventi risolutivi) e che è a
rischio crollo. Innanzitutto ci sembra anomalo questo grande
ascendente di Giorgi sul consiglio regionale: lui che
consigliere regionale non è, sarebbe stato in grado di ottenere
il finanziamento per la ristrutturazione. Proprio Giorgi ,che
quando lo è stato non è che abbia brillato per i grandi fondi
fatti arrivare a Sezze. Ma tant'é: a sentirsi umiliati
dovrebbero essere i vari Moscardelli e Di Resta, rappresentanti
del PD alla Regione Lazio, che, evidentemente, contano meno di
chi alla Pisana non siede. Non vogliamo pensare che certi
argomenti vengano tirati fuori ad orologeria per oscurarne
altri. Certo però, vedere passare in secondo piano una
questione come quella della gestione Dondi, a causa della quale
il Comune rischia il dissesto finanziario, a favore di argomenti
ameni, lascia interdetti. D'altronde conosciamo il forte
"ascendente" di Giorgi su certa stampa locale. Quando
si parla di lui, se ne deve parlare solo bene. Come dimenticare
i silenzi dei giornali provinciali sulla vicenda Astral, quando
ad occuparsene era solo un quotidiano nazionale? Come
dimenticare le paginate di solidarietà a suo favore, quando
dell'argomento non avevano nemmeno riportato una virgola? Ma le
cose stanno così. A Sezze riesplode il caso Dondi, noi tiriamo
fuori la questione del fondo vincolato, e Giorgi fa parlare del
"Palazzo Roma". Una vecchia volpe,un pesce in barile o
uno che sbaglia i tempi amministrativi? Semplicemente uno che sa
il fatto suo. Anzi i fatti suoi. In conclusione sottolineiamo
che fu proprio Giorgi, all'epoca presidente del consiglio
comunale, a negare l'autorizzazione per un referendum consultivo
sulla gestione Dondi.
I
cittadini hanno già pagato il depuratore
22
novembre 2008
Il
nostro Movimento è già intervenuto, in merito all'annosa
questione della gestione del servizio idrico-fognario, su una
particolare problematica, che nessuno intende affrontare. E'
ormai noto che nel Comune di Sezze i depuratori
non hanno funzionato o sono stati del tutto
insufficienti, tanto che oggi è necessario intervenire con
impianti nuovi per ovviare alla situazione di inquinamento
ambientale. Ciò sta a significare che i contribuenti hanno
pagato un servizio di depurazione che non è stato fornito o che
è stato del tutto carente. Alla luce della recente sentenza
della Corte Costituzionale n. 335 / 2008 i
contribuenti debbono non solo non pagare il servizio se esso non
viene fornito o è carente, ma addirittura ottenere indietro
quanto indebitamente pagato in precedenza. Ma è anche un'altra
la questione che abbiamo sollevato e che merita delle risposte
serie, cioè quella relativa al fondo vincolato che la legge
Galli, sulla quale ora è intervenuta la Corte, imponeva ai
gestori affinché venisse poi utilizzato per la costruzione di
nuovi impianti di depurazione o per l'adeguamento di quelli
esistenti se insufficienti. Fondo costituito dalle somme versate
dai cittadini per la depurazione non fornita o carente, che
andavano accantonate. Abbiamo fatto dei calcoli approssimativi,
anche perché abbiamo letto di somme ridicole che qualcuno sta
facendo artatamente circolare, riferite a questo fondo.
Interveniamo per fornire dei dati. La Costruzioni Dondi Spa di
Rovigo gestisce i servizi relativi ai cicli idrico e fognario
nel Comune di Sezze dal 1993. Si tratta di 15 anni di gestione.
Ha incassato verosimilmente, e si tratta di calcoli fatti da noi
in difetto, circa 3 miliardi annui di vecchie lire in bollette.
Moltiplicando per 15, gli anni di gestione, arriviamo alla
somma, sempre in difetto, di 45 miliardi di vecchie lire. Di
queste somme il 20 % è riferito alla sola depurazione ( la
fognatura ha una voce a parte). Quindi 9 miliardi di vecchie
lire sarebbero state pagate dai cittadini per un servizio
carente se non addirittura inesistente, tanto che oggi il Comune
è costretto a dotarsi di nuovi impianti. Nove miliardi di lire
corrispondono all'incirca a 4.500.000 euro. E' questa la
somma che all'incirca doveva essere accantonata nel fondo
vincolato previsto dalla legge. Parliamo di una cifra che oggi
permetterebbe alla città di dotarsi finalmente di un impianto,
senza farlo pagare nuovamente ai cittadini come si sta tentando
di fare in questi giorni. I politici locali parlano di impianti
futuristici che costerebbero alla collettività altri milioni di
euro: perché nessuno solleva la questione di questo fondo
vincolato? Nell' interesse della comunità di Sezze perché
nessuno impone questa questione nella vicenda del lodo
arbitrale? Perché chi se ne sta occupando non l'ha fatta e non
la fa pesare? Tutto questo ci appare alquanto
"strano". E' anomalo che chi dovrebbe tutelare i
cittadini assuma invece atteggiamenti che fanno pensare ad
altro. Come sezzesi esigiamo delle risposte. Venga reso pubblico
questo fondo vincolato insieme all'estratto conto cronologico di
esso.
Dove
sta il Fondo vincolato?
22
novembre 2008
Mentre
i consiglieri comunali di Sezze e gli assessori si perdono in
chiacchiere in merito alla questione relativa al nuovo o ai
nuovi depuratori, volutamente evitano una questione
fondamentale. Ci riferiamo ai fondi che dovranno essere
utilizzati per l'opera da realizzare, a prescindere da quale sarà
la soluzione che verrà adottata. Perché di una cosa non
parlano: la cosiddetta "legge Galli" sulla quale si è
recentemente pronunciata la Corte Costituzionale con la sentenza
n. 335 / 2008 modificandone completamente lo spirito, fissava un
principio. Se è vero che prevedeva il pagamento della tariffa
per la depurazione anche laddove i depuratori non esistevano o
non funzionavano (cosa ritenuta adesso
"irragionevole" dalla Corte) è altrettanto vero che
stabiliva che i soldi pagati dai cittadini per un servizio
inesistente o carente dovevano finire in un fondo vincolato, da
utilizzare per nuovi impianti o per l'adeguamento di quelli
esistenti.
Che fine ha fatto il fondo vincolato nel nostro
Comune?
Dove stanno i soldi dei contribuenti
sezzesi?
È
un
argomento di cui nessuno parla. Tenendo presente che la Dondi
Spa ha regolarmente incassato denari per un servizio di
fognatura e di depurazione ampiamente carente se non del tutto
assente, come dimostrato anche dalle inchieste giudiziarie,
stiamo parlando di somme molto consistenti.
Perché dovrebbero
essere ancora una volta i cittadini che hanno subito un
disservizio nel corso di tutti questi anni a pagare?
Il
depuratore o i depuratori nuovi vanno obbligatoriamente
finanziati con il fondo vincolato. Se la Regione Lazio finanzia
i nuovi progetti, è come se i Sezzesi pagassero due o tre volte
il prezzo della opera stessa.
Perché nessuno parla di questo
fondo?
A quanto
ammonta e dove sta?
L'assessore
Pietro Bernabei
che si sta riempiendo la bocca di chiacchiere in questi giorni,
quale delucidazioni può fornire alla cittadinanza? E' giusto
che si continui a far pagare il cittadino, mentre la società
concessionaria non viene chiamata in causa? Ma che classe
politica è quella che non difende i propri amministrati? Quali
interessi sta difendendo l'assessore Bernabei?
Abbiamo avuto
modo di leggere un suo intervento a proposito dei soldi che la
concessionaria, alla luce della sentenza della Corte
Costituzionale, deve restituire ai cittadini. Dice l'assessore
che essa è di difficile interpretazione. Ma quale difficile
interpretazione, la sentenza è chiarissima! Gli ricordiamo poi,
dato che ha fatto riferimento ad alcuni vicoli che insistono su
Via del Guglietto, che tutta l'area di Sezze compresa nelle zone
di Via Roma e Via Corradini, da Porta Romana fino a Porta
Pascibella, è da anni che scarica a cielo aperto in diversi
siti della Vallicella.
E non si tratta dell'unica zona comunale
non fornita dalle fogne.
Si documenti l'assessore! Questo per quel che riguarda le zone assolutamente
prive di fogne. Per le altre sa bene Bernabei, come confermato
dalla Procura della Repubblica, che per anni la Dondi Spa ha
bypassato i reflui nel depuratore di Sezze Casali scaricando
direttamente nella valle del Brivolco. Come dovrebbe sapere in
quali condizioni si trovi il depuratore di Sezze Scalo.
Ma quale
verifica caso per caso deve fare?
Noi chiediamo la diffida della
Dondi da parte del Comune, affinché come previsto dalla
normativa vengano restituite ai cittadini le somme indebitamente
incassate dalla concessionaria negli ultimi 5 anni ed eliminate
le voci fognatura e depurazione dalle bollette fino a quando non
verrà fornito il servizio e che si facciano uscire fuori i
soldi del fondo vincolato, che sono soldi dei cittadini e con
questi, non con altri soldi dei cittadini, vengano realizzati o
adeguati i depuratori.
Ed infine perché il Comune di Sezze non
fa pesare questa situazione sul cosiddetto lodo arbitrale?
Ora
nessuno, a cominciare dall'assessore Bernabei, potrà dire
domani "non sapevo". La realtà è che tutti sanno, ma
nessuno parla come si dovrebbe parlare: discutono di altro per
non andare nel cuore della problematica. Lo stanno facendo da 15
anni.
Depurazione,
oltre al danno la beffa
18
novembre 2008
Come
ormai noto, con sentenza n. 335/2008 la Corte Costituzionale ha
dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 14
della legge n. 36/1994 nella parte in cui prevede che la quota
tariffa riferita al servizio depurazione è dovuta dagli utenti
"anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di
impianti di depurazione o questi siano temporaneamente
inattivi". Per effetto di tale sentenza l'applicazione
della "tassa" fognaria e di depurazione da parte di
quei comuni che non dispongono di un servizio di depurazione
delle acque reflue oppure questo è anche temporaneamente
inattivo, è da considerarsi illecita ed illegittima.
Il
Comune di Sezze è in modo evidentissimo tra questi comuni. Da
anni paghiamo un servizio che non viene effettuato o che quando
è stato fornito lo è stato in maniera del tutto insufficiente.
Gli impianti di depurazione di Sezze Casali e di Sezze Scalo
sono al centro di polemiche e di inchieste giudiziarie che si
trascinano ancora oggi, senza risoluzione di sorta. Sono di
questi giorni le sterili e strumentali diatribe dei diversi
partiti e dei diversi rappresentanti politici che siedono in
Consiglio comunale.
Non
si va però nel cuore della problematica. Già diverse aziende
in tutta Italia, a seguito della sentenza n. 335, hanno deciso
di sospendere l'addebito agli utenti del canone fognario e di
depurazione, cosa che a Sezze ancora non fa la concessionaria
Costruzioni Dondi Spa. Nella case degli utenti setini del locale
" disservizio " continuano a pervenire fatturazioni
comprensive di queste voci. Eppure tutte le famiglie, come è
stato sancito dalla Corte Costituzionale, le quali hanno pagato
bollette per imposta fognaria e di depurazione per un servizio
in realtà inesistente o insufficiente hanno diritto non solo a
non pagarlo più, ma addirittura a chiedere la restituzione di
quanto versato negli ultimi 5 anni: si tratta di soldi percepiti
indebitamente e che devono essere restituiti. Al di là
dell'azione che può intraprendere ogni singolo utente, perché
il Comune di Sezze ancora non procede a diffidare la Dondi Spa a
sospendere nelle fatturazioni tali addebiti? Ai cittadini
interessano poco le chiacchiere che si stanno facendo sui nuovi
impianti di depurazione.
A
noi interessa recuperare quanto ci è stato sottratto e si vuole
continuare a sottrarre illegittimamente. Riferendoci, infine, ai
nuovi impianti che dovrebbero essere realizzati, facciamo una
considerazione conclusiva: perché dobbiamo pagarli noi
cittadini? Se la legge fino adesso in vigore prevedeva il
pagamento del canone,nel frattempo fissava un principio: i soldi
versati dagli utenti per un servizio che non veniva reso
dovevano finire in un fondo vincolato, finalizzato
all'adeguamento degli impianti o alla costruzione di nuovi. A
Sezze non è stato così. Insomma, al danno si unisce la beffa,
con la complicità di una classe politica inerme se non
complice.
Al
Sindaco del Comune di Sezze, Andrea Campoli
11
novembre 2008
Gentile
Sindaco,
come
avrà avuto modo di apprendere dalla stampa locale, ci stiamo
attivando affinché venga dato il giusto riconoscimento della
città ai due conterranei Cap. Pilota Riccardo De Angelis e
Serg. Armiere Ubaldo Piccaro, caduti con il proprio aereo nella
battaglia di El Alamein il 28 Agosto 1942, le cui salme sono
state tumulate insieme nel cimitero del nostro Comune nel 1968 e
lì riposano.
Dopo
aver contattato i familiari, ne stiamo ricostruendo le vicende.
Si tratta di storie dimenticate di giovani che hanno donato la
propria vita alla Patria.
Ora
che i tempi sono maturi, riteniamo che Sezze debba rendere loro
onore.
Sicuri
della sua sensibilità, le chiediamo la piena disponibilità a
verificare insieme quale tipo di iniziative siano praticabili,
ad iniziare dalla intitolazione di una piazza, una strada o un
edificio pubblico ai due Soldati d’ Italia.
Distinti
saluti
Lanfranco
Coluzzi, Luigi Gioacchini, Paolo Perciballe
Testo
integrale della
missiva fatta pervenire al Sindaco del Comune di Sezze in data
10 Novembre 2008.

El
Alamein, nessuna polemica
28
ottobre 2008
Lo
ribadiamo: al Capitano Pilota Riccardo De Angelis ed al Sergente
Armiere Ubaldo Piccaro, caduti sul campo dell'onore ad El
Alamein con il loro aereo, va reso il giusto riconoscimento.
Abbiamo sentito come nostro dovere portare all'interesse
dell'opinione pubblica la vicenda dei due Soldati d'Italia
tumulati insieme nel Cimitero di Sezze, città dove avevano
vissuto la loro giovane esistenza e da dove erano partiti per
donare la vita. Piccaro era nativo di Sezze, De Angelis di
Sonnino,ma sezzese di adozione. Sono due eroi misconosciuti, le
cui figure vanno rivalutate e portate da esempio alle nuove
generazioni. Abbiamo letto di un intervento polemico, nel
merito, del presidente del circolo di AN di Sonnino, Luciano De
Angelis, il quale fa sapere che nel suo comune è già stata
intitolata una strada al Capitano De Angelis." Un
atto-afferma- che non è stato pubblicizzato". E' proprio
questo che non condividiamo. Noi abbiamo reso omaggio
silenzioso, periodicamente, ai due caduti, presso la loro tomba.
Pensiamo che i tempi siano maturi per un riconoscimento adeguato
allla grandezza del loro gesto. E' per questo che, di concerto
con il nipote del Sergente Piccaro, abbiamo iniziato un iter che
vogliamo veda l'interessamento delle diverse amministrazioni,
Comune di Sezze, di Sonnino e di Latina. Vogliamo fra l'altro
rammentare a chi ci sembra essere intervenuto in maniera non
costruttiva, che stiamo tentando di ricostrure le rispettive
storie dei due nostri conterranei. All'esponente di AN
intendiamo innanzitutto rammentare che per volontà delle
rispettive famiglie, nel 1968 ci fu presso il Cimitero di Sezze
una cerimonia ufficiale, presenti le massime rappresentanze
dell'Aeronautica, per la tumulazione nello stesso sepolcro del
Capitano e del suo Sergente. Da allora il loro ricordo è stato
coltivato soltanto da pochi. Certamente i familiari, orgogliosi
dei loro morti, e noi, che già da giovanissimi rendavamo loro
omaggio. Il fatto che esista una strada di Sonnino dedicata a De
Angelis ci fa certamente piacere, ma il nostro intento è altro:
rivalutare nella giusta misura e nella grandezza delle loro vite
le figure dei due Eroi. Non condividiamo il fatto che
l'intitolazione di una strada ad un personaggio come il Capitano
De Angelis sia avvenuta in sordina. Noi chiediamo, e qui
vogliamo confrontarci con i Sindaci dei diversi comuni
interessati, qualcosa in più. Così ad esempio abbiamo
ufficialmente richiesto al Sindaco del comune capoluogo Vincenzo
Zaccheo, esponente di spicco di AN, l'apposizione di una targa
contenente i nomi di tutti i Caduti della nostra provincia nella
battaglia di El Alamein, alla base del monumento sito al centro
del Parco Arnaldo Mussolini. Ancora non abbiamo avuto riscontri.
Al presidente sonninese di AN ricordiamo, perchè noi eravamo
presenti, che il sindaco di AN Vincenzo Zaccheo, in occasione
della manifestazione tenuta il 25 scorso presso il Parco Arnaldo
Mussolini in ricordo della battaglia di El Alamein, non si è
degnato di citare nemmeno qualche nome dei Caduti pontini, di
citare almeno il Capitano De Angelis ed il Sergente Piccaro da
noi portati agli onori delle cronache, dopo un oblio di decenni,
proprio in tale occasione. Comunque non vogliamo certamente
scendere nella polemica, il nostro è un intento costruttivo.
Abbiamo invitato i Sindaci pubblicamente, tramite stampa, a
contattarci, ad organizzare un primo appuntamento nel Cimitero
di Sezze ed a studiare insieme le diverse possibilità. Staremo
a vedere quale è la loro disponibilità, il loro interessamento
e la loro sensibilità. Certamente di qualsiasi intitolazione e
manifestazione si tratti, i nomi dei due non possono
assolutamente essere separati.
El
Alamein, scarsa partecipazione
24
ottobre 2008
Siamo
dispiaciuti. Profondamente e sinceramente dispiaciuti. Perchè
quando per la prima volta, nel comune capoluogo, Latina, viene
organizzata una manifestazione in memoria degli Eroi di El
Alamein, ampiamente pubblicizzata sul quotidiano del senatore
Giuseppe Ciarrapico e sponsorizzata dal sindaco Vincenzo
Zaccheo, ci si sarebbe potuto attendere un'adesione ampia. Non
è stato così. Probabilmente anche se il tema, in terra pontina,
è fortemente sentito, il Ciarra e il trasformista primo
cittadino non sono apparse le personalità più adatte per
parlarne. Piuttosto che aggregare il popolo intorno al
Tricolore, hanno determinato un’assenza di massa. Da
registrare soprattutto l’assoluta mancanza di giovani. Presso
il Monumento ai Caduti del Parco Arnaldo Mussolini, insieme alle
autorità, alle rappresentanze delle Associazioni
combattentistiche e d'Arma, ai Carabinieri di servizio, agli
addetti ai lavori, i partecipanti spontanei potevano contarsi
sulle dita di due mani. Una vergogna. Una vergogna sulla quale
qualcuno dovrebbe riflettere.
Zaccheo
e Ciarrapico avranno pure fatto l'ennesima passerella, ma
certamente non hanno reso un degno omaggio ai nostri Caduti. Se
è questa la capacità di aggregazione di tali personaggi,
possiamo dire che rappresentano il nulla. I motivi di questa
debacle possono essere soltanto due: o la gente si è finalmente
resa conto che il sindaco di Latina, da abiura in abiura, non è
credibile ed utilizza ad orologeria certi valori solo
strumentalmente, oppure, a causa della sua inaffidabilità, ha
allontanato i cittadini da questi valori. Comunque stiano le
cose, un dato appare evidente: Zaccheo è solo, insieme ai suoi
cortigiani. Tutto preso a curare interessi particolari che
niente hanno a vedere con quelli pubblici. Lo ribadiamo, siamo
dispiaciuti, perchè intorno ai Caduti di El Alamein si doveva
chiamare a raccolta tutto un popolo. Se il popolo è mancato, è
perchè si è reso conto che il primo, si fa per dire,
cittadino, è probabilmente l'ultimo a poter tenere in alto la
bandiera degli ideali di purezza e sacrificio.
Quella
che poteva essere una grande manifestazione, si è rivelato un
flop. Ma sicuramente anche i ragazzi che sono morti ad El
Alamein non si sarebbero sentiti rappresentati, loro che
volontariamente hanno donato la vita alla Patria, da chi ha
fatto della politica un mezzo di rivalsa personale, di astio nei
confronti di chi non gli china la schiena, di rancori verso chi
ha maggiori capacità di lui, politiche ed intellettuali.
Noi
che siamo stati presenti
alla disastrosa manifestazione, possiamo affermare, inoltre, di
essere stati negativamente colpiti anche da un altro fatto. Non
c'è stato il minimo accenno ai Caduti pontini nel deserto
africano. Nessun ricordo, ad esempio, dei due Sezzesi ( il
Capitano Pilota Riccardo De Angelis ed il Sergente Armiere
Ubaldo Piccaro) morti ad El Alamein. Nessuna risposta alla
richiesta di apporre una lapide, alla base del Monumento,
contenente i nomi di tutti i Caduti della nostra provincia
nell'epica battaglia. Come abbiamo detto, per Vincenzo Zaccheo
è stata solo una passerella. Restiamo
addolorati per i Caduti e per le loro famiglie.
Dondi,
ancora bufale
24
ottobre 2008
Class
action, petizione popolare, pagamenti che non si sarebbero
dovuti effettuare, inquinamento ambientale, depuratori che non
funzionano ... e chi più ne ha più ne metta. Un deja vu : un
film già visto. Come la sentenza della Cassazione riferita al
comune di Gragnano ( Na). Cose già sentite, ripetute e messe
nero su bianco. Da noi. Spacciare per "scoop"
argomenti di cui già un anno fa, come riportato da tutta la
stampa locale, parlava Iniziativa Sociale restando inascoltata,
sa tanto di "pacco".
O
quantomeno lascia intandere a quale livello sia arrivata la
malafede di taluni amministratori. Ai vari Antonio Vitelli o
Serafino Di Palma ricordiamo che raccolte di firme tra i
cittadini sono state già fatte. Presso il Comune di Sezze è
stata depositata diversi anni fa, quando Di Palma amministrava
insieme a Giovan Battista Giorgi ed Antonio Vitelli era
assessore al bilancio, una petizione popolare sottoscritta da un
migliaio di utenti con la quale si chiedeva che la gestione da
parte della Costruzioni Dondi Spa di Rovigo dei servizi relativi
ai cicli idrico e fognario nel comune di Sezze venisse
sottoposta a referendum.
La
richiesta fu "democraticamente" respinta con un "niet"
definitivo. Quando, molto prima di Vitelli, abbiamo tirato fuori
la sentenza della Cassazione tramite la quale è stato sancito
il principio che laddove la depurazione non viene effettuata
l'utente non deve pagarla, non abbiamo trovato interlocutori.
Tanto meno tra coloro che oggi vorrebbero fare i paladini sulla
questione Dondi. Quando la destra di Sezze si batteva contro un
depuratore che tutto faceva tranne che depurare, anche tramite
pubbliche denunce, l'ex candidato sindaco della Casa delle
Libertà stava dall'altra parte della barricata. Per non parlare
dell'attuale consigliere comunale del PDL Vitelli, ex esponente
di spicco del Pci - Pds - Ds. Non vogliamo con questo certamente
portare acqua al mulino dell'attuale amministrazione di
centrosinistra, ma solo invitare a riflettere. Chi siede in
consiglio comunale o tra i banchi assessorili recita un teatrino
ormai evidente. A seconda di dove i diversi rappresentanti
decidano di schierarsi vengono tirate fuori strumentalmente
determinate argomentazioni, buone sempre. Quando stanno in
maggioranza difendono la Dondi, quando stanno in minoranza
brandiscono la questione come una spada di Damocle.
Tanto
per rendere l'idea, sono anni, purtroppo, che denunciamo il caso
relativo al cosiddetto lodo - Dondi, che sta esponendo
pericolosamente le casse comunali. Quando lo facevamo, nel
silenzio di tutti, riportando anche le relative cifre del buco,
venivamo accusati di allarmismo. Oggi tutti, compreso quelli che
ci definivano allarmisti, si sono resi conto che è una
questione più che
reale. Basta poi fare una ricostruzione storica della vicenda,
andare a rileggerne gli atti: vi sono responsabilità
trasversali. Tanti tra quelli che hanno consegnato per trenta
anni nelle mani della ditta di Rovigo l'acquedotto comunale,
siedono ancora tra gli scranni della massima assise cittadina. A
carte mischiate però, magari con uno scambio di sedie, dalla
sinistra alla destra e dalla destra alla sinistra. E' tutto poco
serio e poco credibile. Come credere a chi ieri osteggiava le
nostre raccolte di firme ed oggi vuole farsi promotore di
petizioni? Come credere a chi solleva come novità assoluta
argomentazioni da noi sollevate da mesi?
Come credere a chi ha sottoposto i cittadini alle
angherie che tutti conosciamo ed oggi se ne lava le mani?
Una
storia dimenticata
Un
Sezzese ed un Sonninese ad El Alamein
21
ottobre 2008
Il
28 Agosto 1942, ad El Alamein, morivano sul campo dell'onore il
Capitano Pilota Riccardo De Angelis ed il Sergente Armiere
Ubaldo Piccaro. De Angelis aveva 33 anni, Piccaro ne aveva 26.

Due
fra le migliaia di Soldati d'Italia che per la Patria si
immolarono sulle sabbie del deserto africano. Perchè ricordare
proprio loro? Perchè il Sergente Ubaldo Piccaro è nato a Sezze
il 23 / 4 / 1916 ed il Capitano Riccardo De Angelis a Sonnino il
9 / 12 / 1909. Erano l'equipaggio di un aereo colpito e
tragicamente abbattuto nei primi giorni della battaglia, che
vide 96.000 Italiani fronteggiare 250.000 Anglo-americani.
Le
spoglie dei due nostri eroici conterranei riposano nel Cimitero
di Sezze, l'una affianco all'altra. Quanti sezzesi e sonninesi
ne sono a conoscenza? Riteniamo ben pochi, al di là della
cerchia dei familiari che il ricordo dei loro cari ha coltivato
nel tempo. Noi, puntualmente, ogni anno ci siamo recati a
rendere onore a questi due figli della nostra terra che
all'Italia hanno donato la giovane vita. E continueremo a farlo.
E' nostro parere che sia non solo importante portare alla
conoscenza di tutti la vicenda di Piccaro e De Angelis, ma
indispensabile curarne il ricordo facendo si che i paesi che
hanno dato loro i natali rendano il giusto omaggio a chi è
esempio di valori e
fulgidi ideali per le nuove generazioni. Non sappiamo se i
Sindaci dei comuni di Sezze e di Sonnino conoscano la storia di
questi due concittadini. Se effettivamente non ne sono a
conoscenza li invitiamo a contattarci.
Noi
ci stiamo attivando, cercando anche di ricostruire la vicenda
che li ha interessati, affinchè sia reso loro un giusto
riconoscimento dalle amministrazioni locali.
Vogliamo
rimettere insieme i tasselli delle loro vite, anche e
soprattutto con il contributo dei loro familiari, perchè è
sacrosanto che al Sergente Ubaldo Piccaro ed al Capitano
Riccardo De Angelis vadano tutti gli onori che spettano agli
eroi. In giorni bui, nei quali mancano esempi positivi per le
giovani generazioni, avrebbe veramente un senso far capire come
ci sia stato chi volontariamente si è immolato legando il
proprio destino a quello della Patria. Il valore dei nostri
soldati ad El Alamein fu riconosciuto universalmente da tutti, a
cominciare dall'esercito nemico. A loro hanno reso e continuano
a rendere omaggio in tantissimi: Quota 33 continua ad essere
meta di pellegrinaggi. E' ora che il Comune di Sezze ed il
Comune di Sonnino, nelle persone dei loro primi cittadini, si
attivino per il doveroso riconoscimento che spetta ai due
Soldati d'Italia, che qui sono nati e riposano in eterno.
L'invito
prioritario che rivolgiamo ai Sindaci è quello di organizzare
una prima visita alla tomba, per poi verificare quale tipo di
iniziative si possono mettere in atto. Noi abbiamo pensato
all'intitolazione di una strada, di una piazza o di un edificio
pubblico, nelle due città, a De Angelis e Piccaro. Al
Sindaco della città capoluogo, Latina, chiediamo di far apporre
una lapide contenente i nomi di tutti i caduti della nostra
provincia nella battaglia di El Alamein alla base del monumento
sito nel parco Arnaldo Mussolini.
Lanfranco
Coluzzi - Luigi Gioacchini - Paolo Perciballe
Serve
chiarezza
7
ottobre 2008
Mentre
la massima assise cittadina di Sezze si è "incartata"
su problematiche che noi dibattiamo da sempre
(basta andare a controllare le rassegne stampa dei
quotidiani locali degli scorsi anni ed il nostro programma)
senza che nessuno le
abbia affrontate (ci riferiamo alle diverse amministrazioni di
centrosinistra e di centrodestra, zeppe di rappresentanti
politici che le stesse hanno causato), cioè Dondi e depuratori,
box auto alla Vallicella e chi più ne ha più ne metta,
riteniamo opportuno soffermarci sulla situazione vergognosa in
cui si svolgono i lavori consiliari. Vista l'estrema
irresponsabilità con cui vengono rilasciate dichiarazioni anche
molto gravi in aula, di cui nessuno sembra volersi fare carico,
dichiariamo che da questo momento in poi Movimento Libero
Iniziativa Sociale alzerà il tiro. Non permetteremo a
chicchessia di utilizzare come palestra verbale, né tanto meno
per interessi personali, il consiglio comunale e, come abbiamo
già fatto in occasione dell'ultima seduta, provvederemo a
rivolgerci alle autorità competenti per i provvedimenti del
caso. Perché questo abbiamo fatto prima di una lettera aperta
indirizzata al sindaco Andrea Campoli, consultabile sul nostro
sito "lavocelibera.it". I consiglieri comunali debbono
assumersi la responsabilità di quello che dicono e di quello
che fanno: troppo facile infamare con il chiaro intento di
danneggiare e poi rinnegare e tirarsi indietro . Chiunque si
permetterà di rilasciare dichiarazioni oscure ma solo fino ad
un certo punto ( lasciando intendere con sottintesi ,con la
chiara volontà di coinvolgere con
infamità chi sta fuori dal pantano in cui si dibattono
certi politici) provocando
anche allarme sociale, dovrà renderne conto a chi di dovere.
Noi, da questo momento in poi, presenteremo puntualmente
denunce, esposti, querele e quant'altro ci mette a
disposizione la legge, per fare chiarezza. Troppo facile parlare
di "ex bombaroli" in pieno dibattito consiliare,
alludendo a persone che avrebbero presentato una lista alle
ultime amministrative, per poi tirarsi indietro al momento di
fare i nomi. Le prime risposte le attendiamo dal sindaco, le
altre dall'autorità giudiziaria.
Bomba
su bomba arriveremo a... Sezze
2
ottobre 2008
Finalmente!
Perfino "Il Nuovo Territorio" ci ha ospitati. Ne siamo
contenti. Questo ci dà la possibilità di confrontarci anche
con chi appare diametralmente opposto a noi. L'occasione è
stata la lettera aperta da noi indirizzata al Sindaco di Sezze
Andrea Campoli. Il titolo dell'articolo, firmato Sergio
Corsetti, potrebbe fuorviare. A pagina 7 del quotidiano, in data
2 Ottobre 2008, campeggia un "Campoli ... pensaci tu".
Veramente ci siamo rivolti al Sindaco non perché ci
"pensasse" lui, ma perché è un suo dovere, quando si
parla di "bombaroli" che sarebbero in giro per la sua
città addirittura organizzando liste elettorali, intervenire
per fare chiarezza. E' vero, sul nostro sito lavocelibera.it
interveniamo spesso con argomentazioni forti. Con una
caratteristica però: facciamo sempre nomi e cognomi.
Essa può
essere condivisa o non, ma ha il pregio della chiarezza. Il
sito, con suoi editoriali, nello spirito che anima
Movimento Libero Iniziativa Sociale, non le manda a dire,
ma le dice apertamente, in faccia. Quando parliamo di
"consorteria", di "compari", di "stampa
imbavagliata" o dell'Astral, non lo facciamo nell'ombra.
Lavocelibera.it è regolarmente registatro ed ha dei
responsabili, come li ha Movimento Libero Iniziativa Sociale.
Qualche articolo rappresenta "notitia criminis"? La
Magistratura può interessarsene. Magari! Noi siamo a
disposizione, le nostre restano denunce fatte pubblicamente. La
Procura intende intervenire? Saremmo i primi a gioirne. Per
quanto riguarda Astral in particolare, rammentiamo che i nostri
pezzi, ben documentati e come al solito corredati di nomi e
cognomi, senza fare sconti a nessuno da sinistra a destra, sono
stati rilanciati ed approfonditi sul quotidiano nazionale
"Il Tempo"e ci risulta che vi sono inchieste in
corso.
Comunque
alla Procura decidiamo noi quando andarci direttamente, come già
fatto in passato anche per problematiche di cui i politici
setini sembrano essersi accorti solo ora, dalla Dondi ai box
della Vallicella. Ai Carabinieri della stazione di Sezze, ad
esempio, abbiamo presentato, nei giorni scorsi, una denuncia sui
recenti accadimenti. La stampa locale non è imbavagliata? Punti
di vista. Per quel che ci riguarda riteniamo che quotidiani che
ospitano paginate di pubblicità Astral, ma evitano di
pubblicare lo scandalo gestionale che la riguarda, tanto liberi
alla fin fine non sono. E' vero, senza ombra di smentite, che
certi argomenti delicati possono essere letti ed affrontati
esclusivamente sul nostro sito.
Come
è altrettanto vero che qualche quotidiano locale ha ricevuto
pressioni per non ospitarci. Se gli argomenti che affrontiamo
possono interessare o meno non lo lasciamo dire alle ipotesi ma
alle cifre: i numeri sono facilmente consultabili sul sito
lavocelibera.it. In 5 mesi di attività abbiamo avuto circa
15.000 (quindicimila) visite, con picchi anche di 250 visite
quotidiane. Le pagine lette sono state circa 73.000
(settantatremila). Quindi, se dobbiamo esserci o no fatelo
decidere a noi ed a chi ci segue con interesse: pensiamo di
svolgere un ruolo. Sempre nella stessa pagina abbiamo potuto
leggere, all'interno dell'articolo principale, un commento del
nostro amico Giovanni Rieti. Giovanni forse non ricorda che
quando collaborava con un altro quotidiano locale (Latina Oggi)
ha ospitato in numerose occasioni i nostri comunicati, compresi
quelli in cui parlavamo di "consorteria". Lo ha fatto
sempre volentieri, quindi ci stupisce il suo atteggiamento
odierno che appare critico, mentre ieri non lo era. D'altronde
anche il suo attuale direttore Lidano Grassucci sembra aver
cambiato opinione in merito ad alcune posizioni politiche
provinciali. Noi non abbiamo memoria corta e siamo attenti
lettori della realtà che ci circonda: gli ricordiamo l'articolo
a sua firma, apparso su Parvapolis il 24 Agosto 2006, con il
titolo "La neodemocrazia è bloccata dalla sinistra
corporativa", in cui oltre a parlare del "populismo di
Giovan Battista Giorgi" accenna ad una spartizione di
poltrone, grazie ad un tacito accordo provinciale fra
centrosinistra e centrodestra. Noi la chiamiamo
"consorteria", Grassucci come la definisce?
I
quotidiani rivestono un ruolo fondamentale nell'opera di
informazione. Un quotidiano come "Il Nuovo
Territorio", riportando affermazioni gravi come quelle
rilasciate in aula consiliare da Gianni Orlandi, che ha fatto
riferimento a "bombaroli" in giro per Sezze, non sente
la necessità, come noi l'abbiamo sentita, di andare fino in
fondo, di fare chiarezza? Se non è una notizia, ma come scrive
Rieti è una "corbelleria", perchè riportarla per due
giorni di seguito? Noi non
siamo preoccupati
dal "branco di maiali" ma dai "bombaroli"a
piede libero.
Lettera
aperta al Sindaco di Sezze
1
ottobre 2008
Caro
Sindaco Andrea Campoli,
abbiamo
avuto modo di leggere sul quotidiano provinciale "Il
Territorio" del 25 Settembre 2008, nella pagina su Sezze,
un articolo firmato da Giovanni Rieti nel quale si riportavano
notizie riferite alla seduta consiliare del 24. In particolare
l'articolista riferiva in merito alla discussione in aula
sulla questione legata alla lettera a firma Roberto
Reginaldi, dal contenuto diffamatorio ed oggetto di
denunce, fra cui quella presentata da un nostro esponente
alla locale stazione dei Carabinieri. Nel dibattito consiliare,
stando a quanto si evince dall’articolo ( le medesime
dichiarazioni sono state confermate dallo stesso quotidiano il
giorno successivo), è intervenuto anche il consigliere di
maggioranza Gianni Orlandi, con affermazioni che meritano ben
altra attenzione. Anche esse debbono essere oggetto di indagine. Il consigliere
fa riferimento a non meglio precisati "ex bombaroli" i
quali, a suo dire, farebbero parte di quel "branco di
maiali" che starebbe dietro la campagna denigratoria
ormai di interesse dell'autorità giudiziaria. Orlandi,
in tal modo, getta un'ombra sinistra su tutta la vicenda. Le
accuse da lui mosse
sono gravi: parlare di “bombaroli”
presuppone che in giro per il paese (e stando alle
dichiarazioni di Orlandi si sarebbero perfino presentate alle
elezioni), ci sarebbero delle persone che in passato (il
consigliere parla di ex) si sarebbero dedicate agli esplosivi.
Evidentemente Orlandi
è a conoscenza di fatti, episodi specifici, gravi ( legati al
terrorismo? legati alla malavita organizzata?) che debbono
essere portati all'interesse delle autorità inquirenti.
La
invitiamo pertanto ad adoperarsi per fare chiarezza in merito
alle gravi dichiarazioni fatte in aula consiliare, che se
confermate darebbero una immagine devastante della nostra Sezze,
dove un "branco" organizzato di "ex bombaroli",
riuscirebbe ad infiltrarsi nelle istituzioni anche tramite delle
liste elettorali direttamente organizzate.
In
qualità di primo cittadino è suo dovere informare con quanto
in suo possesso (verbali consiliari, relative registrazioni ed
atti) l'autorità giudiziaria al fine di fare chiarezza e
pretenderla.
Ci
chiediamo: che rapporti ci sono tra bombe non si sa bene esplose
dove e quando, lettere anonime e non, campagne più o meno
diffamatorie e campagne elettorali? Sono risposte che lei deve
fornire data la particolare situazione che vive la provincia di
Latina, ormai al centro delle indagini della DIA. Resta comunque
grave il suo atteggiamento, che da primo cittadino consente che
nella massima assise vengano fatte affermazioni del genere,
generiche, non documentate, ma comunque lesive del buon nome
della Città e dei suoi Cittadini.
Distinti
saluti.
Politica
ed informazione a Latina
18
settembre
2008
“
I protagonisti del suicidio della sinistra oggi sono al
vertice del governo derivato della sinistra: Di Resta è
consigliere regionale, Ciccarelli è il presidente di fatto
della Camera di Commercio, Giorgi governa le strade del Lazio.
Il loro potere è inversamente proporzionale al consenso. E a
sinistra, fino ad ora, nessuno si è interrogato sul nostro
modello di neodemocrazia bloccata con potere senza consenso: il
centrodestra ha i voti è un imperatore elettorale, ma che
lascia alcune zone franche ai vescovi-conti della sinistra. La
convenzione è chiara: voi non governerete mai i comuni, noi vi
lasciamo
il sottogoverno derivato e corporativo per sempre. Un patto che
bluffa con gli elettori, che nega la democrazia dell'alternanza
che pesa sulla competitività di questa provincia. La destra non
ha lo stimolo dell'alternativa, la sinistra non deve competere
per vincere. Ma le classi dirigenti delle due parti hanno
garanzie di potere
perpetuo “Frasi
nostre? No. L’estensore dell'articolo che le contiene
è Lidano Grassucci , direttore de” Il Territorio” ed il
pezzo, del 24
Agosto 2006, è stato pubblicato sul sito Parvapolis, con il
titolo "La neodemocrazia è bloccata dalla sinistra
corporativa. Selezionano i mediocri e non i migliori". Cosa
è accaduto nel frattempo? Di Resta è ancora consigliere
regionale e Giorgi presidente dell'ASTRAL , l'azienda che
gestisce sul territorio regionale la sicurezza stradale per
conto della Regione Lazio. “Il Territorio” però, si è
riempito, e continua a riempirsi, di paginate di pubblicità
pagate dall’ASTRAL. Contemporaneamente
ha cambiato opinione su Giorgi, diventandone difensore in
occasione dell’esplosione del caso Astral , da noi denunciato
e ripreso dal quotidiano “Il Tempo”. Paradossalmente,
trovandosi sulla stessa linea di “Latina Oggi”, il giornale
di Ciarrapico, con il quale più volte polemizza. Ognuno è
libero di fare le proprie considerazioni a tal proposito. Non si
può però sorvolare sul fatto che con tutto quello che succede
sulle nostre strade ( la Pontina resta la più pericolosa
d’Italia) si sprecano soldi
in pubblicità piuttosto che intervenire con investimenti sulla
sicurezza. Aveva ragione, ieri, Grassucci, ma la situazione oggi
non è mutata: l'ASTRAL resta solo un carrozzone e
non serve alla sicurezza ma alla gestione del potere e
per mantenere fede a quel patto”che bluffa con gli
elettori,nega la democrazia dell’alternanza che pesa sulla
competitività di questa provincia”,parola di Grassucci.
Ci piace ricordare che anche Gasbarra,da presidente della
provincia di Roma, ne chiese lo scioglimento. Ma che cosa ne
poteva sapere Gasbarra di un certo modo di amministrare la
provincia di Latina che dura da almeno 15 anni? Chi doveva
dirglielo,Domenico Di Resta che
assapora ogni giorno di più i vantaggi di questo patto?
Dal fronte opposto invece chi doveva opporsi a questo,forse
Vincenzo Zaccheo , sindaco di Latina e da decenni "assopigliatutto”
di AN? Chi doveva dirlo a Fini, l'ultimo degli iscritti di
AN,ormai accolita di mendicanti con la ciotola in mano? Chi se
non Fazzone avrebbe
dovuto far conoscere a Berlusconi che la provincia di Latina
vive questa drammatica situazione e che
ad amministrarla non è la politica ma la "consorteria”? Le ultime
vicende hanno fornito risposte anche a tal proposito. Bisogna
che qualcuno, senza fare come
Grassucci, si assuma questo ruolo. Noi
faremo in modo che Berlusconi
venga periodicamente reso edotto
di ciò che avviene in provincia di Latina, allo scopo di
poter dire domani ,se non si muoverà, che è stato complice di
una situazione che nulla ha
a che vedere con la ricerca del bene comune.
Alleghiamo
l’articolo di Grassucci, così come scritto.
Latina.
Qui Il Territorio.
Lidano
Grassucci: «La neodemocrazia è bloccata dalla sinistra
corporativa. Selezionano i mediocri e non i migliori»
“A
Sezze romano i comunisti organizzarono gli scioperi alla
rovescia e il regista De Santis per raccontare la loro storia
dovette girare il film ospite dei compagni Jugoslavi”. E' un
passo dello speciale Tg 1 andato in onda lunedì scorso sulla
storia del Pci nel periodo dell'attentato a Togliatti. Giuseppe
De Santis raccontava quella storia e sullo schermo passavano le
immagini degli attori jugoslavi che interpretavano i contadini
senza terra di Sezze. Sui Lepini i sindaci erano socialisti
prima del ventennio, con la libertà arrivarono i comunisti. Il
regista De Santis era di Fondi e a Fondi i contadini si
ribellarono per le arance. Chi dice che questa provincia è di
destra offende la sua storia, il primo sindaco di Latina libera
è stato, Fernando Bassoli, un repubblicano.
Oggi sui Lepini gli ex comunisti non esprimono neanche un
sindaco, a Fondi il centrodestra ha l'80% dei consensi.
A Latina tra gli anni '70 e '80 i socialisti riuscirono ad
esprimere una classe dirigente in grado di pensare ad una città
nuova e democratica: il Foro Portoghesi, il tentativo di rendere
il centro storico “normale”. Era il tempo di Calvi, di
Passamonti che continuavano il filone dei Granato, dei
Cinquanta. L'idea di città dei socialisti “dialogava” con
quella democristiana di Corona. La sinistra stava dentro il
circuito della città, nelle circoscrizioni i socialisti
tenevano testa alla Dc sia nella versione innovativa di Corona,
sia alla versione piu' pragmatica di Redi.
In Italia prima Spadolini repubblicano, poi Craxi socialista,
andavano alla guida del governo con la Dc, quindi non era
astruso ipotizzare un futuro sindaco socialista di Latina. Ma
tangentopoli fece saltare tutti i piani con un Pci
“moralista” che, come l'Inter di ora, senza Juve (Dc), senza
il Milan (Psi), senza liberali (Lazio) e repubblicani (Roma),
non poteva non vincere tutti i campionati futuri. Ma la sua
classe dirigente a Latina pecco' di presunzione, di quella
presunzione leninista di conoscere la storia che ha regalato la
città al centrodestra prima, poi tutta la provincia. Domenico
Di Resta come sindaco e Marcello Ciccarelli come suo guru ebbero
l'onore, e l'onere di quelle scelte, come il populismo di
Giovanbattista Giorgi è corresponsabile, con la guida di Fausto
De Angelis, dello sflaldamento della “Sezze rivoluzionaria”
prima e di tutti i monti lepini poi.
Oggi la sinistra ha nel film di Latina il ruolo degli stunt man
nei film americani, con l'aggravante di aver associato
all'integralismo comunista, l'integralismo della sinistra Dc.
La sinistra a Latina è una sorta di tavola rotonda destinata
teoricamente a difendere la purezza di una rivoluzione che non
ci sarà mai, di fatto a dividersi un sottopotere derivante o da
rendite di posizioni corporative (Camera di Commercio), o da
consenso esterno (Regione Lazio e governo nazionale), o dalla
incapacità della destra di far rispettare i pesi elettorali
(Comunità montane e Asi). Con l'appendice del governo delle
corporazioni professionali: avvocati, ingegneri, architetti. Con
una sorta di paradosso storico: la sinistra pontina gestisce il
sistema di consenso sociale ideato dal fascismo (parastato,
ordini, sindacati, dopolavoro)
Questa sinistra non ha bisogno della sua storia, infatti non
racconta mai degli scioperi alla rovescia, del suo radicamento
tra la nostra gente, non ha bisogno dell'orgoglio e la sua
classe dirigente seleziona i mediocri e non i migliori. Non ha
bisogno neanche di una idea di città, come i socialisti, perchè
il governo del sottopotere prescinde dallo sporcarsi le mani con
le scelte. Alcuni consiglieri della sinistra (Lazzaro e Visari)
si sono spinti su questa china fino a votare a favore del piano
regolatore di Finestra. Hanno accettato l'idea che la città
fosse nata negli anni '30 sul nulla e che intorno a
“Littoria” non c'era nulla.
Hanno negato la storia della sinistra. Quando Finestra diventa
sindaco nella sfida con Di Resta il primo apre alla società
civile, con la lista Gente Nuova, i secondi difendono la
“superiorità” intellettuale di chi sta sulla groppa della
storia.
I
protagonisti del suicidio della sinistra oggi sono al vertice
del governo derivato della sinistra: Di Resta è consigliere
regionale, Ciccarelli è il presidente di fatto della Camera di
Commercio, Giorgi governa le strade del Lazio. Il loro potere è
inversamente proporzionale al consenso. E a sinistra, fino ad
ora, nessuno si è interrogato sul nostro modello di
neodemocrazia bloccata con potere senza consenso: il
centrodestra ha i voti è un imperatore elettorale, ma che
lascia alcune zone franche ai vescovi-conti della sinistra. La
convenzione è chiara: voi non governerete mai i comuni, noi vi
lasciamo
il sottogoverno derivato e corporativo per sempre. Un patto che
bluffa con gli elettori, che nega la democrazia dell'alternanza
che pesa sulla competitività di questa provincia. La destra non
ha lo stimolo dell'alternativa, la sinistra non deve competere
per vincere. Ma le classi dirigenti delle due parti hanno
garanzie con di potere perpetuo.
Da
ospedale a presidio di prossimità
8
settembre
2008
Nel
piano di ristrutturazione regionale della rete ospedaliera,
nell'ambito del commissariamento della sanità, l'ospedale di
Sezze, insieme a quelli di Priverno, Gaeta e Minturno, diventa
"presidio di prossimità". Il decreto di
ristrutturazione firmato dal presidente della regione Piero
Marrazzo, sancisce, praticamente, che questi nosocomi rappresentano
un peso dal punto di vista finanziario in rapporto alle funzioni
che svolgono. Cosa significherà questo?
Che
un ospedale come quello di Sezze, che negli scorsi decenni ha
ingoiato miliardi su miliardi diventando esclusivamente un
meccanismo finalizzato a creare consensi elettorali, non avrà
più posti letto, ma "servizi di primo intervento"
e qualche ambulatorio. Le decine di miliardi di vecchie lire
spese in una struttura in perenne divenire saranno serviti,
quindi, solo per patologie non gravi e per assistere pazienti
con qualche ferita, qualche ustione, qualche piaga e per
prescrivere farmaci o esami.
Si
tratta di una decisione che riguarda strutture sotto i 90 posti
letto. Un "traguardo" che a Sezze è stato raggiunto
scientificamente, svendendo servizi ed eliminando quelli come
ostetricia-ginecologia e chirurgia che ne avevano fatto uno dei
più frequentati. Una volta "riconvertito", dovrebbe
andare a rimpinguare con il proprio personale il Goretti di
Latina.
Se
non siamo allo smantellamento, come vogliamo chiamarlo?
I
prodromi di tale disastro hanno radici antiche. Sono decenni che
la nostra parte politica va denunciando la disastrosa gestione
locale ospedaliera. Quando chiedevamo conto delle decine di
miliardi di lire investiti in una "nuova ala", sempre
ben lungi dall'essere portata a termine e che comunque non si
capiva bene come dovesse essere utilizzata, venivamo tacciati di
"sfascismo" e di allarmismo, tanto da trovarci sempre
soli in difesa di una sanità che doveva essere finalizzata alla
tutela della salute della gente, piuttosto che alla costruzione
di fortune elettorali e non solo.
Il
colpo definitivo all'ospedale di Sezze fu portato, durante la
presidenza Badaloni, dall'allora consigliere regionale Giovan
Battista Giorgi e dai sindacati di sinistra. Oggi il San Carlo
di Sezze viene smantellato mentre Giorgi fa il presidente dell'ASTRAL.
Contemporaneamente diverse figure mediche e paramendiche dello
stesso, nonché dipendenti ASL, grazie ai posti ricoperti
siedono nel consiglio comunale setino. Qualcuno di loro ha anche
ricoperto il ruolo di sindaco. Cosa che la dice lunga su come e
quanto si siano interessati delle rispettive carriere politiche,
piuttosto che delle sorti della città, a cominciare
dall'ospedale.
Tanto
per sollevare una sola questione, ricordiamo che la struttura di
Via San Bartolomeo ospita delle nuovissime sale chirurgiche,
all'avanguardia, ed una mensa che potrebbe soddisfare tutta la
provincia di Latina. Servizi mai utilizzati. Nessuno renderà
conto di questi sprechi?
Nessuno
sarà chiamato a rispondere dei miliardi di lire investiti in
una struttura destinata a finire così miseramente?
Il
dato evidente è la crescita delle fortune elettorali di noti
personaggi della politica setina inversamente proporzionale a
quelle dell'Ospedale San Carlo.
Ed
i cittadini di Sezze?
Non solo non hanno saputo difendere questa realtà
territoriale, ma addirittura hanno dato voti ai partiti e
consensi elettorali alle persone che questo disastro hanno
determinato. La sola cosa che ci auguriamo è che questi
personaggi vengano finalmente allontanati da quello che resta
dell'ospedale di Sezze e messi in condizione di non nuocere più.
Silezio
assordante sul caso ASTRAL
4
settembre
2008
Nel
silenzio assordante e generale, dal centrodestra al
centrosinistra, è come se, sul caso ASTRAL, si sia voluta
mettere una pietra tombale. Che non ci fosse la volontà di
andare fino in fondo, è apparso chiaro quando coloro che,
teoricamente, dovrebbero stare schierati dalla parte
politicamente opposta a quella di cui fa parte il presidente
dell'azienda Giovan Battista Giorgi, hanno assunto un
atteggiamento pilatesco, non solo lavandosene le mani, ma in
alcuni casi esprimendo persino solidarietà. Ma il presidente
della Regione Lazio Piero Marrazzo non aveva nominato una
commissione ad hoc per approfondire quello che era diventato uno
scandalo nazionale?
Se
questa commissione si è insediata, e stando alle dichiarazioni
del governatore non dovremmo dubitarne, a quali conclusioni è
arrivata?
Non
vorremmo che una sorta di "strategia della
disattenzione", scientificamente applicata, conducesse al
dimenticatoio. Non tutti, però, hanno memoria corta. Uno
scandalo di quella portata non può esaurirsi in qualche
paginata di quotidiano, ma esige delle chiarificazioni, degli
approfondimenti definitivi. Abbiamo costretto la stampa
nazionale ( Il Tempo) ad occuparsi di una questione molto
delicata da noi sollevata, ma ignorata dalla stampa locale,
tramite quel sistema di connivenze che controlla la provincia di
Latina e di cui ampiamente ci stiamo occupando.
Abbiamo
visto il galantuomo, senatore del PDL Giuseppe Ciarrapico,
venire in soccorso con tutta la grancassa dei suoi giornali del
galantuomo del PD Giovan Battista Giorgi. Abbiamo denudato il
re, facendo uscire allo scoperto la "consorteria"
provinciale, quella che si copre vicendevolmente. Ma non basta.
Abbiamo visto direttori di giornali cambiare opinione di punto
in bianco e passare dalle critiche a Giorgi alle sue difese
d'ufficio. Abbiamo visto la stampa locale zeppa di pagine
pubblicitarie a pagamento, finalizzate a propagandare l'ASTRAL,
cosa che la dice lunga sulle garanzie di obiettività che essa
può fornire.
Quotidiani
in molti casi attenti a fare le pulci a tutti, in questo
frangente sono apparsi particolarmente distratti. Quotidiani
spesso impegnati nel fare la morale a tanti, in questo frangente
assenti. Ad esempio perchè nessuno ha più parlato,
interessandosene in maniera approfondita, dello strano furto di
computer che ha interessato negli scorsi mesi la sede ASTRAL di
Via del Pescaccio a Roma? E' stata sporta regolare denuncia? Da
chi? A chi? Quale autorità se ne sta interessando? A che punto
sono le indagini? Perchè nessuno ne parla?
E'
quantomeno strano che i mezzi di informazione locali ( le
redazioni provinciali de Il Messaggero e de Il Tempo, Il
Territorio, La Provincia, Latina Oggi, le redazioni televisive
di Lazio TV, Tele Etere, ecc.) non si interessino di una vicenda
che, tra gestione allegra del personale, disastrosa delle
strade, e "personalistica" dell'azienda ma con i soldi
di tutti, meriterebbe inchieste approfondite. E'
scandaloso che tra gli esponenti politici, di destra, di centro,
di sinistra, nessuno sia intervenuto se non per solidarizzare. E
il partito "giustizialista" di Antonio Di Pietro dov'è?
Sapendo chi in queste zone lo rappresenta, non ci stupiamo più
di tanto. Qui le sigle di comodo se le cercano per riciclarsi.
Con buona pace dell'ex PM di Mani Pulite, al quale probabilmente
non è bastata la vicenda Paride Martella ( a proposito, anche
in questo caso strategia della disattenzione? ).
Questo
la dice lunga sul clima che si respira nella provincia di
Latina, dove tutti, perchè in altre faccende affaccendati,
mirano a non intralciarsi a vicenda. Da meditare.
A
margine di queste note, vogliamo sottolineare un dato che
secondario non è: i lavori che interessano le strade della
nostra provincia sono pressoché privi della obbligatoria
cartellonistica, nella quale va
indicato, insieme all'importo erogato, anche l'ente
finanziatore. Una assenza che da la possibilità a tutti,
indistintamente, di attribuirsene la paternità. Una sorta di
gioco delle parti? A pensare male qualche volta ci si indovina.
Mafia
a Latina, Berlusconi non può lavarsene le mani
26
agosto 2008
Il
Sindaco di Latina Vincenzo Zaccheo, in merito ai più recenti
episodi delittuosi che hanno interessato la città che
amministra, ormai diventata un Far-West, dice di non essere uno
sceriffo. Eppure ce lo ricordiamo, pur privo di stella,
"bloccare" in un noto centro commerciale di Latina un
malvivente. Ma ci faccia il piacere! Se Latina si è trasformata
nell'arco di questi anni in città insicura, con sparatorie
quotidiane anche nelle vie centrali, con aggressioni mortali
nelle piazze principali, con frequenti fenomeni di delinquenza,
più o meno gravi, dallo spaccio ai furti in appartamento, dal
bullismo di baby gang al fenomeno dell'immigrazione selvaggia,
di chi le responsabilità se non della classe politica che la
crescita di questo fenomeno negativo ha "accompagnato"
nel corso di questi ultimi 10 / 15 anni? Di chi se non di
Vincenzo Zaccheo, "sindaco" parolaio, uomo d'ordine
solo in campagna elettorale e sceriffo ad intermittenza, a
seconda o meno se serva per raccogliere voti? Di chi la colpa
dello sviluppo di una provincia a misura di mafia e camorra? Non
lo diciamo noi, lo dicono gli esperti della DIA, o inchieste
giornalistiche di testate nazionali quali l'Espresso: la
provincia di Latina oggi non è solo a rischio di infiltrazione
da parte della malavita organizzata, ma è ormai ampiamente
infiltrata. Qui, in alcuni comuni, mafia e camorra
contribuiscono alla elezione di esponenti politici di proprio
gradimento. Qui, chi certi fenomeni a livello
politico-istituzionale è chiamato a contrastare, adotta gli
stessi comportamenti che qualche decennio fa adottavano tanti
amministratori siciliani. La mafia? Non esiste. E' una
invenzione. Armando Cusani, esponente di Forza Italia e
presidente dell'amministrazione provinciale, nega con insistenza
la realtà dei fatti. Il senatore dello stesso partito Claudio
Fazzone, di Fondi, nei confronti del fenomeno adotta, diciamo
così, il basso profilo, ma così basso che proprio non ce n'è
traccia. Ma è tutta la classe politica del centrodestra, dalla
famiglia Forte all'eurodeputato Stefano Zappalà, da Fabrizio
Cirilli a Salvatore De Monaco, dalla famiglia Tiero all'on.
Gianfranco Conte, che risulta non solo particolarmente assente
nell'affrontare la grave problematica, ma addirittura sfuggente.
Perchè al di là delle chiacchiere elettorali restano i fatti,
quelli che sono sotto gli occhi di tutti. La situazione è ormai
sfuggita dal controllo e tutta questa classe politica non può
lavarsene le mani. Se è stato giusto attribuire al
centrosinistra che la governa, il disastro immondizia della
Campania, dando a Cesare quel che è di Cesare, l'invasione da
parte della malavita organizzata della provincia di Latina
non va attribuita a chi la amministra? Ci riferiamo
,ovviamente, a quella "mafia"
interessata a governare i fenomeni ed a controllare i territori
anche tramite i silenzi, se non addirittura le connivenze, della
politica. Poi c'è un livello più basso, ma che è forse quello
più sentito dai cittadini. Quanto accaduto al tabaccaio di
Aprlia ne è un chiaro esempio. In tal caso non ci interessano
le estemporanee uscite del ministro La Russa o degli esponenti
del centrodestra locale, tutti pronti a solidarizzare con il
commerciante. Una classe politica chiamata a governare città e
territorio deve impedire, prevenendoli, tali fenomeni. Non si
deve mettere una
persona che lavora nella condizione di doversi difendere da
sola, perché le istituzioni sono assenti. Parliamo di politici
che hanno ricevuto voti anche, se non soprattutto, per la
questione relativa all'ordine pubblico. Possiamo dire, stando ai
fatti, che predicano bene ma razzolano male. Certamente non
stanno garantendo legge ed ordine. Ci
rifiutiamo di credere che il primo ministro,
Silvio Berlusconi, non conosca la situazione così
delicata di un'area dove da 15 anni raccoglie consensi
personali, così mal gestiti dalla classe politica che lo
dovrebbe rappresentare localmente. A questo punto è necessario
un intervento immediato e risolutore, che venga preso dai
vertici nazionali nei confronti di chi sta offrendo alle
popolazioni pontine una immagine non certo positiva, rimettendo
in discussione tutta la rappresentanza politica provinciale.
Perché la riproposizione anche alle prossime elezioni delle
solite facce, starebbe a significare una sorta
di promozione per chi ha chiaramente fallito consegnando
nelle mani della malavita questo territorio.Una sorta
di connivenza. E Berlusconi non può lavarsene le mani.
Gestione
Dondi, una costosa presa in giro
20
agosto 2008
Acquedotto
comunale di Sezze: " impianti da terzo mondo". Parola
di Serafino Di Palma, "certificazione" dell'assessore
Pietro Bernabei. Insomma, fanno "polemica" sulla
gestione Dondi dei servizi idrico-fognario. Perché se siamo noi
, come accaduto spesso, ad intervenire sulla questione, non è
denuncia di una
realtà di fatto ma "polemica". Non volendo però,
appunto, polemizzare, entriamo nel merito prendendo atto di uno
stato di fatto che viene denunciato da anni ed ormai
incancrenito, come ben sa il consigliere dello Scalo, per anni
in amministrazione con le maggioranze che la Spa di Rovigo hanno
sempre tutelato e come ben sa Bernabei, che la ditta difende
strenuamente dagli scranni assessorili. Quello che a noi
interessa è la tutela dei cittadini-utenti. Tutti conoscono lo
stato della rete idrica, tutti conoscono il non funzionamento
degli impianti di depurazione, in particolare quello dei Casali,
che da anni costringe i residenti a vivere in uno stato di
degrado ambientale, fra miasmi maleodoranti ed aria
irrespirabile. Tutti conoscono lo stato della rete fognaria, in
larghi tratti ancora mancante. Tutti sanno che nonostante ciò
si continua a pagare per una depurazione non effettuata, per un
servizio fognario carente, per un'acqua che definire potabile
sarebbe troppo. Eppure proseguono le vessazioni da parte della
concessionaria nei confronti degli utenti, soprattutto dei più
deboli e sprovveduti. Sa l'assessore, sa il consigliere, che
diverse famiglie subiscono l'interruzione della fornitura
dell'acqua o addirittura la sottrazione del contatore, senza
preavviso alcuno? Sanno che si tratta di nuclei familiari con
basso reddito che si vedono recapitare bollettini di pagamento
dagli incredibili importi? Secondo gli amministratori e le forze
di Polizia è tutto legale o ci si trova di fronte ad abusi? Se
è vero che, parola di amministratori, gli impianti sono da
terzo mondo, è possibile che nel 2008 delle famiglie vengano
lasciate senza acqua? Conoscono gli amministratori di Sezze i
provvedimenti che altri Comuni adottano per tutelare le fasce più
deboli? Sanno che alcuni prevedono addirittura l'esenzione per
chi ha un reddito inferiore ai 14.000 euro? Eppure in questo
comune si continua a far pagare il minimo garantito, eliminato
ormai da tempo dalla legge. Si fa profumatamente pagare un
servizio di depurazione che è stato documentato come non
effettuato. Si fa pagare acqua che impianti obsoleti perdono per
strada nell'ordine del 65%. E potremmo continuare ad esempio
parlando delle tariffe applicate. E' nota a tutti la vicenda
Acqualatina: sono sorti comitati in tutta la provincia per
l'acqua pubblica, contro le tariffe applicate. Ebbene, quelle
della Dondi sono più alte ... e nessuno parla o si ribella.
Fino a quando i numerosi residenti di Casali potranno continuare
a subire uno stato di fatto che prosegue da anni e pazientare in
attesa che alle tante chiacchiere che si fanno intorno ai
milioni di euro che si dovrebbero investire per portare la
depurazione a Sezze, seguano i fatti? Fino a quando i cittadini
dovranno ascoltare le chiacchiere alla Bernabei o assistere alle
sceneggiate dei diversi consiglieri, strenui difensori della
Dondi quando governano e critici quando stanno in minoranza? E
tutti quei consiglieri che raccolgono a piene mani voti a Casali
o a Sezze Scalo, che cosa hanno fatto nel corso di questi anni
una volta arrivati a Palazzo? Niente, visto che dal 1993 ad oggi
i discorsi sono sempre gli stessi. E tutto un
teatrino: chi è stato complice per anni, se non
addirittura protagonista, oggi vorrebbe prendere le distanze da
una situazione che ha determinato.
Passerella
di politici al Torneo "Setia 2008"
16
agosto 2008
Il
Torneo di Beach Soccer "Setia 2008"è stato
l'evento estivo del centro collinare lepino. Grande
successo di pubblico, giovani, meno giovani, ragazzi e ragazze,
coppiette di fidanzati e famiglie intere, hanno riempito gli
spazi della struttura allestita in Via Piagge Marine. Si è
registrato il pienone per tutta la durata del torneo, che ha
appassionato anche persone che normalmente non seguono il calcio
in particolare e nessuna attività sportiva in genere. E' stato
un modo per ritrovarsi in maniera diversa. Senza dubbio si è
registrata qualche pecca, nella conduzione arbitrale ad esempio,
ma si è trattato del primo anno ed è auspicabile che al
prossimo appuntamento anche queste defaillances vengano
eliminate. Rendendo il giusto riconoscimento ai vincitori del
trofeo ed a tutte le altre squadre che lo stesso hanno animato,
rendendolo anche ai giovani che con grosso impegno lo hanno
organizzato, non possiamo però esimerci dall'evidenziare quanto
già in tanti hanno notato di stonato in tutto l'arco della
riuscita manifestazione. Ci riferiamo, come in tanti avranno già
intuito, alla presenza del tutto fuori luogo di quegli esponenti
politici che non solo con il torneo non c'entravano niente, ma
che hanno in tal modo dimostrato solo di voler mettere il
cappello, a manifestazione conclusa e perfettamente riuscita,su
tutta la situazione, strumentalizzandola. Insomma, hanno pensato
di sfruttare in particolare la serata finale, quella della
premiazione, come una vetrina. Il tutto però non solo gli si è
ritorto contro, ma addirittura ha assunto contorni nel contempo
comici e di cattivo gusto. Domenico Di Resta, Sonia Ricci, Nino
Zeppieri e gli altri, c'entravano come i cavoli a merenda. Se
poteva essere comprensibile la presenza istituzionale del
Sindaco ed al limite dell'assessore allo sport al momento della
premiazione, il resto è sembrato soltanto una forzatura del
tutto fuori luogo. Come al solito, gli atteggiamenti di certi
esponenti della politica locale, provenienti da esperienze di
partito ben precise, stanno a
dimostrare che non riescono a scrollarsi di dosso quel
tipo di mentalità che li porta a ritenersi "padri-padroni-padrini"
di Sezze. Oppure stanno a dimostrare che certe manifestazioni
possono nascere solo se sotto l'ombrello di
"qualcuno"? Senza questo "ombrello", dei
giovani armati esclusivamente di buona volontà, di buone e
disinteressate intenzioni, riuscirebbero ad ottenere spazi,
autorizzazioni, nulla osta? E' lecito pensare che si
troverebbero di fronte a difficoltà insormantabili. E' forse
questo uno dei motivi che sta impedendo lo sviluppo naturale
della città di Sezze: per ottenere bisogna sempre
"chiedere". Noi de lavocelibera.it abbiamo partecipato
attivamente, in maniera volontaria e disinteressata, all'evento,
curando sul nostro sito tutta l'informazione relativa al torneo,
corredata di centinaia di foto. Nelle quali abbiamo evitato di
comparire, proprio per non essere accusati di
strumentalizzazione, credendo nella funzione sociale della
manifestazione. Lo abbiamo fatto a titolo gratuito, come è nel
nostro stile, lontano anni luce dalla realtà di chi dovrebbe
rappresentare i cittadini di Sezze a livello istituzionale.
Siamo contenti così. Siamo contenti di aver rimarcato ancora
una volta la nostra diversità. Le facce dei politici che
sfilano in passerella le potrete trovare regolarmente in rete su
lavocelibera.it. A voi trarre le conclusioni e la morale. In
molti tra il pubblico lo hanno fatto, allontanandosi al momento
della "passerella". Sul palco sono rimasti da soli:
una foto del distacco che esiste tra la"gente" e loro.
Dondo
a Sezze: una farsa
11
agosto 2008
La
situazione amministrativa di Sezze diventa sempre più
sconcertante, mentre appaiono sempre più comiche le uscite dei
vari consiglieri di maggioranza e di opposizione (?) e dei vari
esponenti della giunta. Come definire se non sconcertanti e nel
contempo comiche le recenti dichiarazioni del consigliere "
berlusconiano" Antonio Vitelli in merito alla
pluridecennale "questione Dondi"? Vitelli sembra
essere passato per caso e soltanto da poco nelle stanze del
Palazzo comunale. Ma non è lo stesso Vitelli che per tanti anni
ha ricoperto l'incarico importantissimo di assessore al bilancio
nelle giunte dell' "antiberlusconiano" Giancarlo
Sidddera? Si, è proprio lui. Quello stesso esponente del PCI -
PDS - DS che mentre noi "di destra" eravamo impegnati
nelle batttaglie contro la ditta di Rovigo, se la difendeva
insieme a coloro che, suoi compagni di partito, questa società
avevano portato a Sezze consegnando nelle sue mani per ben 30
anni il patrimonio costituito dall'acquedotto comunale. Con
tutte le conseguenze che ancora oggi viviamo sulla nostra pelle.
Una giunta, quella di Siddera con Vitelli assessore, che
respinse perfino una richiesta di referendum sulla gestione
Dondi sottoscritta da oltre 800 cittadini. E' vero che nella
nostra città troppi hanno la memoria corta, ma queste prese di
posizione lasciano interdetti. E' come se la questione fosse
oggetto di un dibattito tutto interno fra coloro che
sconsideratamente hanno determinato i pessimi servizi relativi
ai cicli idrico e fognario, pagati a peso d'oro dai sezzesi, che
sembrano essere sempre in debito con la Dondi Spa. Da anni
sborsiamo fior di quattrini in cambio di nulla (basta l'esempio
della depurazione, pagata ma non effettuata). Perchè dall'altra
parte chi c'è, se non gli esponenti del suo stesso ex partito?
Quelle domande che oggi Vitelli pone, sono le stesse che noi rivolgevamo alle sue giunte
senza che nessuno rispondesse. Vitelli chiede un'assemblea
pubblica. Ma la chiediamo noi una assemblea pubblica. Anzi, un
confronto pubblico, con noi e loro di fronte. Venissero a
confrontarsi con noi, Vitelli, l'assessore Pietro Bernabei, il
sindaco Andrea Campoli: glielo sgraneremmo noi il rosario,
elencando disservizi, malefatte, complicità, in ordine
temporale, dal 1993 ad oggi. Quelle responsabilità che hanno
condotto la nostra città sull'orlo del baratro costituito dal
dissesto delle finanze comunali, mentre una classe politica
intera era occupata
in tutt'altre faccende. Perchè anche la questione relativa ai
debiti per il consumo idropotabile è stata portata a conoscenza
dell'opinione pubblica diversi anni fa soltanto da noi, mentre
chi oggi ne
vorrebbe parlare, non avendone i titoli, ieri non solo taceva,
ma in questo silenzio continuava a permettere alla società di
Rovigo di spadroneggiare. Troppo
facile scegliersi gli interlocutori, consigliere Vitelli. Un
confronto limitato alle vostre persone sarebbe solo una farsa.
Una sorta di gioco delle tre carte.
Il
"Palazzo della paura"
2
agosto 2008
Tra
i residenti del centro storico di Sezze ormai in tanti lo
definiscono "Palazzo della paura". Paura
che da un momento all'altro possa ripiegarsi su se stesso,
coprendo con le sue macerie qualcuno, o che passando sotto le
sue mura qualche pezzo della struttura fatiscente possa caderti
in testa. E' già avvenuto in passato e solo la buona sorte ha
evitato la sciagura. Ci riferiamo al centralissimo edificio di
Via Roma, compreso tra Vicolo Tirletti e Via Scalelle del Duomo,
che un tempo ha ospitato l'Ufficio registro. Si tratta di
un'area della città densamente abitata. Da stranieri
soprattutto, che hanno occupato ogni buco nel quale può essere
posizionato un materasso. Una zona ormai al degrado, dove sono
pochi i Sezzesi che hanno avuto la forza ed il coraggio di
continuare a viverci. La struttura è evidentemente pericolante,
come certificato anche da sopralluoghi effettuati negli scorsi
anni dai Vigili del Fuoco, allertati da qualche pietra e
grondaia abbattutasi al suolo. E' stata anche transennata per
questo motivo. L'unico intervento? Quello insignificante
consistito nel posizionare all'altezza dell'ultimo piano, in
corrispondenza dei canali del tetto, una semplice rete che
sorregge appena qualche piccione che malauguratamente vi
incappa. Sulla stessa, a dimostrare la pericolosità estrema
della situazione, si possono notare tegole o pezzi di struttura.
Alle numerose finestre ed aperture varie sono stati piazzati dei
fogli di carton-gesso, onde evitare (sic!) che gli agenti
atmosferici possano apportare danni ulteriori. Insomma : la
situazione è esplosiva.
Ricorda
le realtà che si vivono ad esempio nel cuore della vecchia
Napoli, dove poche settimane fa un palazzo vecchio ed
abbandonato come quello di Sezze, si è disintegrato al suolo.
Quello che non è accaduto per decenni, potrebbe accadere in un
attimo.Cosa pensano le autorità, che il carton-gesso o qualche
tegola a coprire qualche buco possano risolvere una questione
così delicata? Stiamo parlando di un palazzo di dimensioni
notevoli, chiuso da decenni. Al suo interno le condizioni
igieniche sono a livelli di guardia, dato che da altrettanto
tempo nessuno provvede alla sua manutenzione, pulizia o
disinfestazione. Più volte i residenti si sono lamentati per la
pericolosa presenza di colonie di ratti, anche di notevoli
dimensioni. Non solo quindi problemi legati alla stabilità
dell'immobile, ma anche di carattere sanitario.
A
questo punto è d'obbligo chiedersi perché nessuno intervenga e
sia mai intervenuto. Si hanno le capacità economiche per un
intervento strutturale finalizzato al recupero del palazzo? Non
ci interessa la destinazione d'uso, il pericolo va comunque
rimosso urgentemente, come si può evincere dalla nostra
documentazione fotografica. Ma se non esistono queste capacità,
perché l'intervento potrebbe essere finanziariamente
impegnativo, si deve avere il coraggio di una operazione che
radicalmente risolva il problema. Il centro storico vive una
situazione di emergenza, dovuta ad una concausa di problemi. Non
ultimi quelli legati alla viabilità ed ai parcheggi.
Non
stiamo bestemmiando se invitiamo l'amministrazione comunale a
valutare l'opportunità che si può offrire alla città
abbattendo una struttura ormai fatiscente e pericolosa per fare
spazio ad una vasta area che possa ospitare su due piani dei
posti auto e qualche spazio verde. In tal modo si potrebbe
tornare a dare respiro ad un centro che soffoca, ad attività
commerciali che debbono essere incentivate ed ai residenti
stessi, spingendo magari qualcuno che vi risiedeva a tornarvi.
Ci si può muovere almeno una volta, a Sezze, nell'interesse
della collettività piuttosto che di qualche privato, come già
accaduto in passato? Si ha il coraggio amministrativo di
assumersi responsabilità che potrebbero rappresentare una
svolta per la città, aldilà di interessi di parte? Su questo
ci piacerebbe che venisse aperto un dibattito o che almeno si
sviluppino delle riflessioni. Per rendere la giusta portata
della questione abbiamo allegato un reportage fotografico.
Astral
e Provincia: è emergenza incidenti
15
luglio 2008
Un
incidente mortale al giorno. Gap strutturali gravissimi. Incroci
a raso pericolosissimi. Il 90 % dei guard rail sulle strade
provinciali fuori norma. Il 70 % fuori norma sulle strade
regionali. Ex Statale 148, strada più pericolosa d'Italia. Via
Flacca a ruota. Della Nettunense meglio non parlare. Sono questi
solo alcuni dei dati che hanno portato al limite la questione
sicurezza sulle strade provinciali e regionali. Non a caso dopo
la mattanza degli ultimi giorni il Prefetto di Latina Bruno
Frattasi si è trovato costretto a convocare nuovamente un
vertice con Provincia ed ASTRAL, al quale sono stati invitati
i sindaci dei comuni più interessati dall'emergenza. Un
richiamo a prendere provvedimenti urgenti era stato già fatto
dal Prefetto all' ASTRAL Spa, nella scorsa primavera, per Flacca
e Pontina ed alla
Provincia di Latina per i collegamenti interni. Evidentemente il
numero incredibilmente crescente di incidenti mortali nelle
ultime settimane e programmi di intervento da parte
dell'assessore provinciale Salvatore De Monaco e del presidente
ASTRAL Giovan Battista Giorgi stando ai fatti inefficaci, hanno
fatto scattare l'allarme rosso. Il vertice viene convocato in
piena bufera, quando il "caso ASTRAL" è esploso a
livello nazionale. Per quanto riguarda la gestione relativa alle
assunzioni ed alle consulenze, più o meno tecniche, stando alle
parole del presidente della Regione Marrazzo essa sarà oggetto
di una apposita commissione d'inchiesta. Ne attenderemo gli
esiti, fiduciosi anche nell'azione di qualche magistrato che non
potrà non intervenire a fronte di questioni che costituiscono,
stando alla stampa, oggetto di esposto. Quello che ci preme
sottolineare adesso è che mentre si parla di consulenze
ammontanti a cifre esorbitanti
e lo stesso Giorgi si fa forte di un bilancio addirittura
in attivo, non si vedono quelli che dovrebbero essere gli
interventi efficaci per la messa in sicurezza delle strade. A
parlare sono le drammatiche cifre. Ai cittadini non interessa
un' ASTRAL che acquista pagine di pubblicità sui quotidiani per
ottenere benevolenza, non interessa un'ASTRAL che sponsorizza
qualsiasi tipo di manifestazione, ma un'azienda che diversamente
investa in maniera seria su piani operativi efficaci e su lavori
che partano e vengano portati a termine celermente. Cosa che
finora non si è vista. Come vengono investiti i soldi
aziendali? Se scandalizza la gestione allegra di posti di lavoro
e di assunzioni più o meno discutibili, preoccupa ancor di più
la carneficina che quotidianamente insanguina le arterie
regionali e provinciali. E se troviamo scandalosa una classe
politica che tace sulla gestione ASTRAL, denunciata a livello
nazionale su un importante quotidiano, è ancora più scandaloso
il silenzio di tutti, da sinistra a destra, sulle vittime degli
incidenti e sulle evidenti responsabilità. Perché se qualcuno
vuol far credere che l'elevato numero di decessi sia dovuto solo
all'alta velocità o agli abusi, allora aziende
come l'ASTRAL che ragione hanno di esistere?
Astral:
i due compari
9
luglio 2008
Ci
tornano in mente
Giuseppe Ciarrapico e Giovan
Battista Giorgi, presidente dell’ASTRAL, che trascorrono
insieme qualche ora per le vie della nostra Sezze. L'ultima
volta che li ricordiamo qui,
è stato qualche mese fa in Piazza dei Leoni a sorseggiare un caffè
in un bar. Ciarrapico è senatore del Popolo della Libertà
ed editore di Latina Oggi. Il giornale che di fronte allo
scandalo Astral denunciato
dal quotidiano romano Il Tempo, uno dei pochi esempi di
giornalismo inchiesta, genere ormai poco frequentato in Italia,
sta tentando di difendere con le chiacchiere dell’interessato
i dati riportati dal giornale di Piazza Colonna. Ormai appare
sempre più chiara la funzione strumentale dei
quotidiani dell’editore ciociaro rispetto ai suoi
interessi di parte. Si faccia chiamare Historicus, Ape Pontina,
o quant’altro, le sue campagne di stampa sono sempre
finalizzate ad un obiettivo personale. Come dimenticare quelle
contro il Sindaco di Latina Vincenzo Zaccheo, contro il
presidente della provincia Armando Cusani, quelle tuttora in
corso contro il senatore Claudio Fazione?
Ma lui sta sempre qui, addirittura candidato eletto nello
stesso collegio senatoriale dell’esponente PDL di Fondi. Ma
quale morale, ma quale etica? La realtà è che Ciarrapico sta
partecipando a pieno titolo, sparando tutte le bordate di cui può
disporre, ad una battaglia che si sta combattendo sul nostro
territorio per la leadership
provinciale del partito di Berlusconi e Fini. E’ in
questa ottica che va inquadrata tanto l’interrogazione
presentata insieme ad altri 16 senatori sui problemi che sta
vivendo la Procura di Latina, emersi dopo l’intervento di
Fazzone sul caso Holiday , quanto lo spazio dato a Giorgi sul
suo giornale nel tentativo di mettere su una difesa, essendo lo
stesso solo apparentemente avversario politico, ma in realtà
inserito in un contesto di trasversalità che coincidono.
Chiaramente quando parliamo di leadership non
ci riferiamo esclusivamente alla segreteria del PDL, ma agli
interessi che in una provincia come quella di Latina essa
sottende. Era evidente che dopo l’attacco sferrato con
l’interrogazione arrivasse una contromossa, mirata, questa,
proprio ad alcuni di quegli interessi trasversali. Da qui il
soccorso “rosso” del Ciarra, nobile repubblichino paladino
del compagno Giorgi. Non deve stupire, in questa ottica, se il
consiglio comunale di Sezze si spertichi da destra a sinistra in
manifestazioni di solidarietà per il “presidente”, oppure
che qualche agenzia finanziaria locale fornisca consulenze
all’ASTRAL pur essendo gestita da esponenti del centrodestra.
Non deve stupire poi il silenzio di tutta la classe politica
della Provincia di Latina, che in questa o in quella occasione
ha avuto modo di “mettere le gambe sotto il tavolo” insieme
al loro amico Titta, brindando alla salute di tutti i Pontini.
Ripresa
a livello nazionale l'inchiesta sull'Astral
6
luglio 2008
Oggi
" Il Tempo" spara a livello nazionale con titolo in
prima pagina e pagina due e tre dedicate all'argomento,
un'inchiesta sugli sprechi dell'Astral e sulle sue ricche
consulenze. Si tratta di argomento che da tempo Movimento Libero
Iniziativa Sociale ed il sito lavocelibera.it denunciano tramite
inchieste che stanno proseguendo. Come è consultabile sul sito,
i giornali locali hanno preferito non ospitarci, tranne il
periodico IL CAFFE. Noi non molleremo, anche perchè l'Astral è
società a capitale interamente pubblico. Quindi i soldi che
gestisce Giovan Battista Giorgi non sono suoi, ma dei cittadini
del Lazio. L' Astral si dovrebbe occupare della rete viaria
regionale, ma a quanto pare più che della progettazione e
manutenzione delle strade è presa dalle consulenze.
Interessante è notare la trasversalità del suo consiglio di
amministrazione : si parte da Giovan Battista Giorgi, DS, per
arrivare al vice presidente Stefano Cuzzilla, Margherita, ed a
Paolo Della Rocca, Alleanza Nazionale. E così via.
La
vicenda che riguarda l'Astral è complessa, perchè va a toccare
anche una serie di società ad essa collegate, a partire da
" Medialazio", quella che avrebbe dovuto gestire gli
spazi pubblicitari sulle strade della regione. Società
liquidata dopo un'inchiesta che ha portato alla luce una realtà
assurda: dai bilanci risultavano zero appalti, nessun contratto,
zero guadagni, nessun dipendente. Tutto questo anche se la
regione Lazio ha continuato a pagare per tre anni stipendi ai
consiglieri di amministrazione. E' ancora possibile tenere gli
occhi chiusi mentre continua la mattanza su tutte le strade
regionali ed in particolar modo sulla ex 148, che resta la
strada più pericolosa d'Italia? E non ci vengano a dire quelli
dell’Astral che non dispongono di danaro. Purtroppo ne hanno
tanto, solo che viene speso in consulenze ricchissime o per
trovare lavoro a quel “proletario”di Pier Paolo Cento, già
deputato dei Verdi, senatore e sottosegretario del governo
Prodi, ed oggi consulente dell’Astral in qualità di esperto
di ecologia, con un contratto della durata di un anno, che
prevede un compenso di 60.000 euro da corrispondere in undici
rate mensili di 5.000 euro ciascuna. Tanto paga Pantalone.
O
controllati o controllori
30
giugno 2008
Sezze,
non certo per la prima volta, si ritrova al centro di un
problema che andrebbe risolto definitivamente se non si vuole
che incancrenisca ancora di più. Occorre andare subito ai
fatti. Due medici consiglieri
comunali, che prestano servizio presso il locale ospedale, hanno
espresso l’intenzione, solo oggi,di tirarsi fuori dalle
commissioni sanitarie di cui fanno parte. A nostro parere
sarebbe invece opportuno, visto che è su questo che si sta
ragionando, che si dimettessero da amministratori. Se non stanno
tenendo in considerazione questa possibilità,
sarebbe il caso che altri, sempre in ordine di opportunità,
facessero chiarezza e dicessero
una volta per tutte se e quanto la loro presenza in commissione
abbia potuto arrecare vantaggi elettorali. Rimaniamo del tutto contrari ai medici
in politica per ragioni di etica professionale e di
incompatibilità ambientali dovute proprio alla delicatezza del
ruolo professionale che deve sostenere il Medico ( quello con la
M maiuscola),come intendiamo sempre e comunque sostenere che fra
il pubblico e le politica debba esserci
una chiara e netta distinzione, che impedisca il
sovrapporsi di ruoli e di funzioni, che porta il controllato ad
essere il controllore di se stesso. Così come avviene in tutte
le nazioni civili, dove la politica non è carburante di di
cricche e di interessi di singoli, sempre in contrasto con
quelli della collettività. Non abbiamo nulla in contrario ai
medici in politica, se non dipendono dal pubblico.
E' loro diritto di cittadini, ma devono esercitare la
loro funzione solo in forma privata, da liberi professionisti.
In
questo contesto intendiamo rivolgere anche la nostra attenzione
verso quei componenti di corpi armati dello stato, che solo da
noi e in qualche nazione di chiara matrice dittatoriale, possono
essere politici e controllori della politica. Più volte ci
siamo chiesti il motivo che induce ad esempio un finanziere o un
poliziotto a fare
politica e non siamo mai riusciti a darci una risposta che
potesse chiarircelo senza per forza dover pensar male. Ebbene,
quali funzioni in più di un tutore dell'ordine
ha un consigliere comunale? Cosa può fare in più per la
collettività diventando consigliere comunale chi già ricopre
le funzioni di finanziere, carabiniere o poliziotto?
Non lo sappiamo e nessuno fino ad ora si è degnato di
dircelo, al massimo abbiamo sentito il solito ritornello che
dice che chi fa politica la fa in altro "presidio",
dove non svolgerebbe le sue funzioni. Cosa secondo noi che non
risponde al vero, dato che è noto che i carabinieri, i
finanzieri, i poliziotti sono
tali da Trapani a Torino e il loro ruolo non ha altri confini
che quelli nazionali, come il loro servizio non dovrebbe essere
legato a tempi ed orari.
Non
crediamo di pretendere troppo se chiediamo che venga posto
questo problema a tutti i livelli, istituzionali, politici e
sociali, affinché le forze dell'ordine possano con chiarezza,
dal grado più alto a quello più basso, ergersi al di sopra
delle parti, non partecipando direttamente alla vita politica
di una società che deve essere difesa, oggi più che
mai, anche da certa politica che tanti mali ci provoca. Questo ci è dovuto, anche per onorare il lavoro,
la dignità, la coscienza, di quelle migliaia di operatori che
tutti i giorni prestano il proprio servizio in ospedali,
procure, tribunali, caserme.
Consiglio
di Sezze ostaggio dei sanitari
26
giugno 2008
A
Sezze si continua a scoprire l'acqua calda strumentalmente.
Medici in politica, consiglieri comunali eletti grazie alle
professioni o ruoli che ricoprono anche all'interno della ASL.
Ma non ne avevamo parlato solo noi del Movimento Libero
Iniziativa Sociale in campagna elettorale e nel nostro
programma? Ed anche prima delle amministrative, come è
testimoniato dalle
cronache locali? Infine: ma chi ne parla solo oggi non era parte
integrante di una coalizione che ha espresso Campoli sindaco,
Zeppieri presidente e Polidoro consigliere? Come, d'altronde,
dall'altra parte c'era Zarra candidato sindaco. Tutti medici,
tutti in forza alla sanità pubblica. IS è stata l'unica forza
a dire apertamente NO alla sanità prestata alla politica. E non
a caso parliamo di sanità in genere, perché oltre ai medici è
presente in amministrazione una folta schiera di dipendenti in
tale settore.Ricordiamo tra i consiglieri Eramo e Leggeri e tra
gli assessori Cardarello e Maurizi. Tutti dipendenti
ASL.Presente anche la sanità privata ma convenzionata,con il
consigliere Uscimenti. Perché se ne parla solo oggi, quando in
campagna elettorale si taceva? Purtroppo per i Sezzesi, si deve
riconoscere che avevamo ragione noi.Oggi un documento attribuito
ad un partito della sinistra, ma a quanto pare di dubbia
paternità, fa gridare allo scandalo i farisei della politica
locale. Tutti a tirarsi i capelli, a stracciarsi le vesti, salvo
ieri tacere di
fronte alle nostre chiare denunce, relative anche alle
commissioni sanitarie farcite di medici in politica. Tutto
lascia quindi immaginare che si tratti di argomenti tirati fuori
ad orologeria in maniera subdola, per altri fini. Lo lascia
intuire l'ultimo consiglio comunale, incentrato sul
pettegolezzo, basato sull'antico detto " il più pulito ha
la rogna".
Sezze
prigioniera del traffico
20
giugno 2008
Sezze,
attanagliata dal traffico caotico e dalla totale mancanza di
parcheggi, paga una politica fallimentare che l'ha resa
invivibile ed
abbandonata. Gli automobilisti sono obbligati a decine di giri
intorno alla città nella sempre infruttuosa ricerca di un posto
dove sostare. Un
minimo di buonsenso avrebbe voluto che il Piano Urbano
Parcheggi venisse realizzato prioritariamente. Invece interessi
diversi lo hanno lasciato in
qualche cassetto, a dispetto delle reali necessità dei
cittadini. Il PUP pur essendo stato approvato da diversi anni,
per interessi di bottega è stato accantonato al fine di dare la
precedenza a parcheggi privati ed a pagamento.In tal modo si è
danneggiata ulteriormente l'economia di una città già
devastata a causa di inaffidabilità amministrativa e interessi
di parte. Nel frattempo la disponibilità di parcheggi pubblici
gratuiti, come accaduto in Via Marconi e Via S. Leonardo,
è stata ridotta. Almeno 25 posti sono spariti solo in
quell’area. Come se non bastasse i
parcheggi rimasti sono diventati, tramite un secchio di
vernice blu ed un pennello, azzurri. Cioè a pagamento. Stessa
sorte è toccata a Via della Resistenza, Porta Pascibella,
Piazza IV Novembre, facendo si che la città diventasse un
unicum azzurro. Parchimetri, che portano euro anche ad una
azienda concessionaria non del luogo, determinano un aumento
dell’incasso, disperdendolo in diversi rivoli,che non danno
impulso all’economia di Sezze lasciando immutato il problema
della viabilità. Tutto questo senza tenere conto del fatto che Sezze è “anche” una città con i
suoi residenti, con le sue attività e con i loro relativi
bisogni e necessità. Alla luce della recente sentenza della
Cassazione, il sistema dei parcheggi locale appare del tutto
fuori norma, essendo inadeguato il numero di quelli liberi e
gratuiti. Ignorato completamente anche il rapporto numerico tra
parcheggi a pagamento e non, che va valutato rispetto a quelli
di nuova costruzione, mai realizzati. E’ come se Sezze godesse
di una sorta di extraterritorialità dove le regole nazionali
non contano. A
quando la regolarizzazione dell’intero settore secondo le
normative nazionali? Perché i cittadini debbono continuare ad
essere penalizzati piuttosto che tutelati nei loro diritti?
Anche la cosa più elementare, cioè la realizzazione del Piano
Urbano Parcheggi, ha bisogno di passare attraverso le Forche
Caudine di quegli interessi devastanti che fra consulenze
milionarie, progetti privati, interessi di singoli, hanno
bloccato la crescita della città?
A quando la realizzazione dei previsti parcheggi a
Sant’Andrea e Porta Romana? Quando si farà luce
definitivamente sullo scandalo dei box da realizzare in località
Vallicella? Da
Siddera, a Zarra, a Campoli, non cambia mai niente? Deve essere
sempre la solita cerchia ristretta di tecnici e di qualche
privato a bloccare le amministrazioni locali? Questi interessi
dovrebbero essere snidati.
Da parte nostra faremo si che questo avvenga nel minor
tempo possibile. Ci auguriamo che quanto prima qualcuno
intervenga per fare chiarezza. Non si può
continuare con quelle complicità trasversali che hanno
bloccato Sezze.
Spl,
e il carrozzone va avanti da sé...
19
giugno 2008
In
occasione del rinnovo della nomina a presidente della SPL SpA, a
Sezze si torna a parlare di questa società. E se ne parla
esclusivamente in funzione del nome del fortunato che verrà
indicato. Mentre continuano le manovre sotterranee finalizzate
alla sponsorizzazione di questo o quel candidato alla poltrona,
nessuno mette in discussione il carrozzone rappresentato dalla
SPL. Ricordiamo di essere stati gli unici, in campagna
elettorale amministrativa, ad inserire nel programma elettorale
l'eliminazione di questa inutile nonché dispendiosa struttura.
Per il PD come per il PDL, invece, la discussione è incentrata
esclusivamente su chi deve ricoprire in essa gli incarichi
dirigenziali. Questo lascia capire chiaramente che quello che
noi abbiamo definito carrozzone è visto come un organismo nel
quale "sistemare" a spese del contribuente i propri
clienti politici per fini del tutto privati. Il ragionamento che
noi vogliamo sviluppare è
finalizzato alla sensibilizzazione degli amministrati e degli
amministratori su quelli che sono gli sprechi di una certa
politica che dovrebbe essere per sempre accantonata. Ma serve
veramente un'azienda come la SPL alla collettività? Iniziativa
Sociale, così come per l'acqua, vuole che servizi essenziali
come quelli rappresentati dalla raccolta dei rifiuti vengano
gestiti direttamente dall'ente comunale, cioè dal pubblico. Ciò
permetterebbe, tra l'altro, risparmi notevoli. Tanto per
iniziare elimineremmo quei lauti introiti che finiscono nelle
tasche di presidente, consiglieri di amministrazione, revisori
dei conti.Ciò consentirebbe una migliore gestione del servizio
tramite l'assessorato e gli uffici comunali competenti, risparmi
notevoli sulle bollette, un servizio più efficiente, una
migliore utilizzazione del personale che verrebbe integrato con
altre unità. O forse fa più piacere a certi rappresentanti
politici avere a disposizione posti da far ricoprire a questo o
a quel proprio referente? Sappiamo quali sono i servizi gestiti
dalla SPL. Tra questi l'unico in attivo è quello della farmacia
comunale, la quale serve per coprire tutte le altre carenze, e
comunque per un migliore servizio alla comunità potrebbe essere
privatizzata e con una azione di coordinamento valorizzata nelle
sue funzioni e nei servizi. La SPL gestisce anche la riscossione
dell'ICI. A tal proposito sono già diversi i cittadini che ci
hanno contattato disorientati dall'atteggiamento assunto di
fronte alla nuova normativa che ha eliminato il pagamento della
prima casa, dal personale addetto. Non vorremmo che fosse volontà
dell'amministrazione creare confusione e vanificare gli aspetti
positivi della legge, con i risparmi che essa consente.
Ci stiamo già attivando presso il Ministero competente affinché
vengano emanate direttive che eliminino ogni possibilità di
creare disagi tra i cittadini. E' possibile che nessuno tra
coloro che si occupano di politica a Sezze abbia avuto un minimo
dubbio sulla necessità dell'esistenza di una SpA come la SPL?
Purtroppo è così: finché saranno costoro a rappresentare i
cittadini, piuttosto che parlare di taglio agli sprechi si
parlerà di occupazione di poltrone. Per concludere infine con
quello che avrebbe dovuto essere il principale servizio fornito
dall'azienda, cioè quello relativo alla raccolta e gestione dei
rifiuti, ci preme sottolineare soltanto un dato: siamo tra gli
ultimi in provincia di Latina nella classifica per la raccolta
differenziata, con una percentuale che sfiora appena il 6%. E a
Sezze parlano di un centro di compattamento da realizzare
nell'ex Sogeni, per una struttura che ci verrebbe a costare solo
in partenza 5 milioni di euro! Quanti operatori ecologici
potrebbero essere assunti con cifre di molto inferiori?.E quanti
nuovi mezzi acquistati?
La
sicurezza stradale non interessa
17
giugno 2008
Come
volevasi dimostrare. Li abbiamo messi alla prova ricevendo piena
conferma a tutti i sospetti. Anche il nostro pezzo "
Latina, una provincia a rischio", sistematicamente fatto
recapitare a tutte le redazioni giornalistiche, nessuna esclusa,
della nostra provincia, non è stato pubblicato. La motivazione?
Facciamo dei nomi che non dovremmo fare. A questo punto ci
sembra d'obbligo iniziare una riflessione ed aprire una
discussione sulle libertà ed in particolare sulla libertà di
stampa. Quando intere pagine dei quotidiani locali vengono
acquistate da aziende come l'ASTRAL e inchieste come la nostra
finalizzate a fare chiarezza sullo sperpero dei denari pubblici
non vengono ospitate, appare evidente che gli spazi per
esprimere opinioni non allineate, suffragate da dati, si
restringano. In questo caso, allora, si può parlare solo del
sesso degli angeli o sfiorare appena le problematiche senza
entrare nel cuore della questione. Cominciamo a capire di quale
" libertà"si tratta: è la libertà dei muli, che
debbono andare avanti con i paraocchi. Noi i paraocchi non li
abbiamo. Ecco perché abbiamo organizzato il sito "
lavocelibera.it ", la cui funzione, perdurando tale
situazione, assumerà un rilievo sempre più importante.
Iniziamo con una riflessione: tanto per restare in tema ASTRAL,
è concepibile che soldi pubblici finalizzati alla sicurezza
della viabilità regionale vengano utilizzati per campagne
pubblicitarie o per sponsorizzazioni delle più disparate
iniziative che niente hanno a che vedere con gli scopi di questa
azienda? E' tollerabile che questi soldi vengano utilizzati per
spot il cui unico fine è quello di una pubblicità personale o
di un favore a questo e quel politico? Che senso ha
sponsorizzare un cineforum nel comune di Bassiano o una
manifestazione di basket a Sezze? E' possibile che politici
tanto " attenti " a dissertare su tutto lo scibile
umano non tengano in alcun conto situazioni come queste? Tutto
questo avviene mentre sulla Pontina, sulla Nettunense e su tutte
le altre arterie regionali si continua a morire. Lanciamo un
appello soprattutto ad associazioni sensibili a questa
problematica, in primis quella dei Familiari delle Vittime della
strada, affinché si facciano promotrici insieme al nostro
movimento ed al nostro sito di tutte le iniziative praticabili
per arrivare finalmente a conoscere nei dettagli i bilanci dell'ASTRAL, a cominciare dagli stipendi di
presidente, consiglieri di amministrazione e consulenti vari .
Si può finalmente sapere a che titolo e sulla base di quali
requisiti si continua ad assumere personale
mentre la sicurezza sulle strade continua ad essere
drammatica? Si deve prendere atto di tale situazione e del fatto
che giornali, giornalini, giornaletti, sono spesso finalizzati
solo all'auto incensamento ed all'auto celebrazione, si parlano
addosso nella consapevolezza di essere servi e complici
di un padrone. Oggi che si fa un gran parlare di sprechi, ci
aspettiamo dal Ministero competente che vengano posti in essere
tutti quei procedimenti finalizzati a fare definitivamente
chiarezza sugli enti inutili che stanno dissanguando una
popolazione ormai allo stremo delle forze. Che si entri
finalmente nel merito di un bilancio nel quale nessuno sembra
poter mettere il naso. Perché nel sito dell'ASTRAL il bilancio
non è riportato?
Latina,
una provincia a rischio
10
giugno 2008
Abbiamo
aspettato abbastanza prima di dire la nostra circa le ultime
vicende che hanno attraversato il mondo politico e non della
nostra provincia. Alcuni strascichi non potevano non colpire
anche Sezze, nella fattispecie il PDL setino, sia nelle persone
che lo rappresentano attualmente,sia in quelli che dovrebbero
essere i progetti per il futuro. Ci interessa anzitutto
analizzare i motivi che hanno creato situazioni di disagio tra i
cittadini a causa di
politiche amministrative non più al servizio della comunità,
ma di una ristretta cerchia di uomini che gestiscono il potere
privatamente.
In questo contesto inutile sottolineare che i responsabili di
quanto sta accadendo in provincia (ultime,ma non per gravità,
le polemiche al centro delle quali si trovano il sen. Fazzone e
la Magistratura pontina ) sono coloro che da anni gestiscono le
amministrazioni locali non
per capacità proprie, ma per consensi elettorali riflessi,in
una provincia orientata naturalmente verso Berlusconi e Fini. In
essa il centro destra ( non
Vincenzo Zaccheo) ha da sempre radici profonde. Perché Zaccheo
non raccoglieva le attuali percentuali di voti quando militava
nell’MSI? Come mai Salvatore De Monaco, vice presidente della
provincia, nello stesso partito raccoglieva qualche decina di
preferenze? Ricordate il pugno di voti
di Vincenzo Bianchi quando si presentò autonomamente
candidato sindaco a Latina? Purtroppo questa manna di consensi
piovuti in provincia grazie ai leader nazionali, è nelle mani
di una cricca (Fazzone, Cusani, Zaccheo, Forte) che li ha
utilizzati e li utilizza per ramificare su tutto il territorio
un potere sui cui sistemi occorrerebbe meditare. Un potere che
fa da calamita ed attrae tanti opportunisti ed affaristi (
indicativo il caso di Sezze, dove il PDL è nelle mani di quella
consorteria che parte da Vincenzo Zaccheo ed arriva a Giovan
Battista Giorgi ). Berlusconi,
proprietario unico dell’azienda elettorale creata da
lui stesso, non sa, non ha capito, non ha avuto il tempo di
approfondire ciò che avviene in provincia di Latina?
Perché non è mai venuto nelle nostre zone?
Ora a bocce ferme questo tempo non può e non deve
mancare. Inizi ad interessarsi di Latina, inizi ad informarsi sui centri di potere che hanno influenza locale; Si avvalga della
collaborazione del Prefetto, che
pare essere persona obiettiva.
E il Prefetto, non faccia come gli altri. Non si faccia
condizionare dal clima soffocante che si respira nel nostro
territorio. Non può una provincia rimanere nelle mani di questi
personaggi. D'altronde abbiamo visto nella provincia di Napoli
ed in tutta la Regione Campania di cosa è stata capace una
intera classe politica lasciata libera di fare e disfare,
soprattutto dalla camorra, organizzazione che come ben sa il
Prefetto si sta ormai impunemente ramificando grazie anche a
connivenze che solo oggi emergono (vedi il comune di Fondi). Chi
si sente intoccabile, se
lasciato fare, crea situazioni di non ritorno.
Via
Ninfina, c'è chi specula sui morti
22
maggio 2008
Ci
vuole solo la faccia tosta degli amministratori di Sezze, tanto
del PDL quanto del PD, per parlare nei termini che stanno usando
di Via Ninfina. Ci riferiamo a quelle che tutti conosciamo come
Coste di Sezze, principale strada d'accesso alla città, balzata
purtroppo agli onori delle cronache per i numerosi incidenti,
anche mortali, che l'hanno interessata in questi ultimi anni.
Vogliamo restare ai fatti e questi parlano chiaro. Lidano Zarra,
attuale consigliere comunale e provinciale del PDL, si insediò
nel 2003. Tra i suoi primi interventi vi fu quello
contestatissimo e totalmente inefficace sulla via in questione.
Da allora le polemiche sullo stato della strada si sono
susseguite in occasione di ogni sinistro. Con il nuovo sindaco
del PD Andrea Campoli le cose non sono cambiate. Anzi. Oggi
l'oggetto del contendere tra questi due schieramenti non è lo
stato dei lavori, comunque mai terminati, o le condizioni di una
via che continua a creare notevoli disagi, ma solo i presunti
meriti relativi appunto alla paternità di lavori ben lungi
dall'essere portati a termine. Un modo di fare politica
miserabile, soprattutto quando a parlare sono esponenti politici
che negli anni scorsi hanno ricoperto importanti incarichi
assessorili nelle giunte di sinistra senza fare nulla nel
merito. E' ancora più miserabile poi, se ad avallarlo sono
perfino personalità istituzionali come il Sindaco ed il
Presidente della povincia Armando Cusani. Uno spettacolo
veramente indecoroso, che ci da adesso la certezza di avere a
che fare con amministratori e tecnici non all'altezza della
situazione. Daltronde il fatto che solo quattro anni fa si è
portato a termine un intervento strutturale massiccio sulla Via
Ninfina e che a distanza di così poco tempo si è stati
costretti ad intervenire nuovamente stravolgendo i lavori precedenti,
conferma le nostre convinzioni. Andrea Campoli, chi lo ha
preceduto cioè Lidano Zarra ed Armando Cusani, non hanno le
carte in regola per poter parlare, piuttosto rendessero conto
dei soldi che sono stati sprecati per fare della Via Ninfina una
delle strade più pericolose del Lazio. Intanto i cittadini di
Sezze attendono pazientemente che i lavori sia ultimati.
Stampa
imbavagliata
22
maggio 2008
IL
CAFFE' è stato l'unico giornale locale che ha dato spazio
alla nostra inchiesta sugli sprechi
dell ' ASTRAL, cui daremo a breve un seguito.
Va
sottolineato un dato: NESSUNO dei quotidiani della provincia di
Latina interpellati ( Latina Oggi, La Provincia, Il
Messaggero, Il Territorio, Il Tempo) ha avuto l'onestà
intellettuale di farlo. Chi ha
balbettato delle scuse, chi ha apertamente ammesso di non
sentirsela. Dati che la dicono lunga sull'aria che si respira in
territorio pontino. Vorremmo sforzarci di essere comprensivi e
di capire a quali "
pressioni " possano essere sottoposte le redazioni locali,
dai direttori all'ultimo dei redattori (e poi se uno il coraggio
non ce l'ha ... ) , ma dobbiamo anche riconoscere che in questo
modo non si fa informazione corretta. Si arriva ad un livello e
ci si ferma. Basta essere " politicamente corretti "
per essere pubblicati. Se invece, Dio ce ne scampi, si alza un pò
il tiro ... è un fuggi fuggi generale. I Roberto Saviano non ci
sono. Non vorremmo pensare che la stampa è imbavagliata, ma
davanti a questi fatti cosa dire?
Non
solo, perchè sugli stessi quotidiani possiamo trovare paginate
pubblicitarie dell' ASTRAL e magari qualche articolo nel
quale il presidente Giovanbattista Giorgi afferma di avere
diminuito compensi e numero dei consiglieri aziendali.
Dimenticando però di dire che ciò gli è imposto per legge. E
la stampa, che ci ignora, lo pubblica. Comunque lavocelibera.it
continuerà sulla propria strada e quello che non vi faranno
leggere sui quotidiani controllati, potrete leggerlo sul sito.
Rinviandovi al seguito dell'inchiesta sull' ASTRAL,
salutiamo e ringraziamo la redazione de IL CAFFE' .
Miracolo
all'Astral: la moltiplicazione dei pani e dei pesci
14
maggio 2008
Il
Prefetto di Latina Bruno Frattasi è sceso recentemente in campo
in merito alla fallimentare gestione delle strade pontine, dopo
avere analizzato la situazione con la Polizia Stradale. La
ex SS 148, la Pontina, ne è un emblematico esempio: resta fra
le strade più pericolose d’Italia. A
gestirla è l’Astral, l’azienda che si occupa della
manutenzione di duemila chilometri di strade del Lazio ereditate
dall’Anas. Istituita nel 2002 dalla giunta di Francesco
Storace, è una società per azioni a capitale totalmente
pubblico, di cui è oggi presidente Titta Giorgi (diessino ora
nel PD). Unico azionista, la Regione Lazio.Giorgi ne è stato da
poco riconfermato alla guida, in concomitanza della chiusura del
bilancio aziendale con un utile lordo di circa 980mila euro.
Una
anomalia, perché per opere che attendono da anni mancano fondi.
Eppure l’Astral è ormai famigerata per gli sprechi. Anche se
gli amministratori della giunta dell’ex governatore Storace
parlarono di “curricula” eccezionali, all’epoca ci si
scandalizzò per i parenti assunti senza concorso. La figlia di
Francesco Aracri (AN), in quel periodo assessore ai lavori
pubblici e trasporti, che controllava direttamente proprio l’Astral,
e la cognata di Alfredo Antoniozzi, ex capogruppo regionale di
Forza Italia, furono fra i centodiciasette chiamati direttamente
senza concorso, da uscieri e segretarie a funzionari e
dirigenti. Un esercito di parenti,
amici, iscritti e politici dei partiti di centrodestra e non
mancarono incarichi a fidanzate, cugini, amiche, con conoscenze
ben radicate nei partiti. Aracri si giustificò dicendo: “le
assunzioni non le ho fatte io, ma le ha gestite il consiglio di
amministrazione. Dovevamo gestire le strade dell’ Anas in
tutta fretta, non avevamo il tempo di bandire i concorsi”. Ma
tra gli assunti c’era la figlia e ben 5 giornalisti.
Aracri
fu sostituito come assessore da Giulio Gargano, il quale
“scartò” affermando che le selezioni erano state fatte
prima del suo arrivo e che l’ ex presidente dell’ Astral
Andrea Abodi, uomo di Storace, non rispondeva a lui. E poi si
cercava “di accontentare pure il centrosinistra, che infatti
non ha mai protestato”. Infatti, come vedremo. Storace, da
parte sua, non ha mai commentato: niente sui dirigenti senza
laurea a 80mila euro lordi l’anno, niente sul responsabile
dell’ ufficio stampa a 119mila euro, niente sulla cognata di
Antoniozzi. Con Marrazzo ed il
centrosinistra alla Regione e con Titta Giorgi alla presidenza,
l’ andazzo continua. Quell’
esercito si ingrossa. Gli sprechi per le consulenze esterne si
moltiplicano. Due nomi su tutti: Angelo Cacciotti e Raimondo
Besson. Il primo, che è stato sindaco di Carpineto e
responsabile della segreteria alla regione durante l’
amministrazione Badaloni, viene assunto all’ Astral ad aprile
2006, chiamato da Titta Giorgi. Capo delle attività della
presidenza e dirigente degli affari generali poi, ottiene un
contratto a termine di durata triennale per un compenso di
130mila euro lordi. A 54 anni decide di andare in pensione.
Nonostante si tratti di una risoluzione consensuale del rapporto
di lavoro, l’ Astral decide di erogare 100mila euro come
“incentivo all’ esodo” da versarsi in due rate, settembre
e ottobre 2007. Il problema è che così avrebbe perso due anni
di stipendio da dirigente. Allora, il 14 Agosto, Giorgi invia a
Cacciotti una “lettera di impegno a un incarico di
collaborazione professionale”. Pensionato il 31 agosto,
Cacciotti verrà riassunto entro il 30 settembre con un
contratto di lavoro parasubordinato triennale da 60mila euro
l’anno. La prestazione minima da garantire sarà pari a 120
giornate lavorative. E Raimondo Besson? Differente la sua
posizione. L’ingegnere viene piazzato all’ Astral come
superconsulente nell’ aprile 2006. Come consulente tecnico
della presidenza percepisce 120mila euro annui. L’esperto di
acqua, di area DS, assomma a questo altri due incarichi. E’
amministratore delegato di SORICAL (società risorse idriche
calabresi), ma soprattutto è personaggio legato alle vicende
pontine ( quelle che hanno condotto anche a diversi arresti, fra
cui quello dell’ ex presidente della provincia di Latina
Paride Martella) come vicepresidente di Acqualatina, azienda
nell’ occhio del ciclone in una terra dove niente si muove se
i vari Vincenzo Zaccheo, Claudio Fazzone, Armando Cusani,
Stefano Zappalà, Michele Forte, tutti amici di Titta Giorgi,
non vogliono. Un trasversalismo che fa tremare i polsi. Appare
quindi azzeccato lo striscione esposto dagli operai UGL “oggi
come ieri, comunista capitalista”, che hanno manifestato davanti alla sede Astral per un aumento
mensile di 20 euro e per i mancati interventi infrastrutturali,
chiedendo dove sono finiti, ad esempio, i 10 milioni stanziati
per il miglioramento di strade ad alta incidentalità come la
Pontina.
La
congiura del silenzio (siamo tutti un po' Travaglio)
12
maggio 2008
Ormai,
con il duopolio PD - PDL, l'informazione non poteva che
risentire ancora di più dei nefasti esiti di una informazione
ormai monopolizzata. Dopo che con
molta attenzione, per svariate volte abbiamo cercato di capire
cosa mai potesse aver scatenato le ire che da destra a sinistra
hanno investito Travaglio, francamente abbiamo capito che se
qualcuno tenta di disturbare il manovratore, chiaramente una
intera classe politica si scaglia contro di lui.
Avete
sentito cosa ha detto Travaglio? Nulla di più di quello che
ognuno può pensare. Ma la reazione qual'è stata? Quella
che ci ha colpiti un pò tutti, in quanto è tesa ad eliminare
nelle coscienze civili ogni spirito di critica,avendo già da un
pezzo eliminato quello di autocritica. Sentire
chi da decenni ha rappresentato il sistema nei vertici più
alti, criticare le sue decisioni come se a rappresentarle
fossero stati gli altri è lecito.
Da
Ciampi a Napolitano, senza voler andare più indietro di questo,
è lecito! Anzi! è giusto ed è anche indispensabile. E'
anche doveroso che nessuno ad esempio si chieda, dove era
Napolitano fino ad oggi, quando egli si mostra contrario a dare
voce pubblica agli assassini ed ai
loro complici.
Noi
invece ce lo vogliamo chiedere,e vediamo che lui mentre questo
accadeva è stato tutto; da Deputato a Ministro, da Presidente
della Repubblica ad autorevole esponente del PCI. Come mai è
stato sempre zitto?
Come
mai Ciampi prima di diventare Presidente non si era mai accorto
che i nostri giovani non conoscevano l'Inno di Mameli? non si
era accorto mai che a scuola, nelle piazze, e in tutta Italia ,
avevano vita più facile i rapinatori che chi "osava"
fregiarsi di un tricolore? Non si era mai accorto da Governatore
della Banca d'Italia che tutti rubavano? Che mani pulite aveva
sollevato il coperchio di una pentola dove il tanfo investiva
tutto e tutti?
Noi
si ce ne eravamo accorti, soffrivamo e ce ne duolevamo. Proprio
come ora cerchiamo di capire come mai queste cose avvenivano e
avvengono ancora. E senza che chiediamo a nessuno una risposta
perché tanto essa non arriverebbe, intendiamo darcela da soli.
Perché essi hanno rappresentato e
rappresentano un sistema, un potere, un Parlamento, del quale
loro sono stati parte integrante, e con esso hanno agito. Ora
bisogna difenderlo questo potere, anche a costo di prendere da
lui le distanze. Ma in questo modo rischiano di far conoscere a
tutti, da che parte sta la verità; ossia che essa molto spesso,
non sta dalla loro parte.
A
Travaglio,a tutti i cittadini che hanno deciso di "non
mandare il cervello all'ammasso" ci sentiamo di suggerire
una cosa che noi stiamo già seguendo.
Organizzarsi
con tutti i mezzi a disposizione ad iniziare da Internet, perché
da adesso sarà sempre più difficile far sentire la voce del
dissenso. Non conosciamo le idee di Travaglio, non ci interessa
conoscerle. Sappiamo benissimo che chi da lui si sente colpito
ha enormi possibilità di difendersi. Ebbene lo faccia allora se
ci riesce! Oppure ci faccia capire cosa gli manca per farlo se
ad esserlo non sono argomentazioni valide. La smettano di
passare per vittime, hanno in mano tutto, vorrebbero con queste
ultime vicende avere anche le coscienze di tutti. Non
sappiamo quella di Travaglio, ma di sicuro sappiamo che le
nostre non le avranno mai, nemmeno con gli ultimi sconvolgimenti
che hanno attraversato anche la stampa locale, dalla quale per
precise volontà politiche, dobbiamo sempre più rimanere
assenti.
Sono
le stesse volontà che vogliono che Travaglio non parli, che non
si esprima. Già fin da ora, ci sentiamo di poter dire che le
nostre tesi, le nostre idee, i nostri dubbi, le nostre
rimostranze, rimarranno presenti solo su questo sito, in quanto
secondo noi presto, ci sarà tolto anche quel minimo spazio che
fino ad ora in poche occasioni ci è stato concesso più per
chiara volontà di giornalisti seri, che per espressa volontà
di una stampa neutrale. Certi che
quanto prima questo debba accadere, cercheremo per quanto di
nostra competenza di far valere tutti i diritti che ci spettano
in termini di copyright, per impedire che frasi foto filmati di
nostra proprietà stralciati dal giusto contesto vengano privati
dell'originario significato, se non addirittura snaturati e
sconvolti nello stesso. Abbiamo
capito bene ciò che sta accadendo,e sicuri che quanto prima al
duopolio PD- PDL sarà contrapposta una stampa da loro
monopolizzata, nei temi nelle notizie e nella informazione
(naturalmente si fa per dire), stiamo provvedendo a far sapere
tutto ciò il più possibile, affinché chi vuole continuare a
conoscere liberamente le nostre idee sappia che solo in questo
sito esse continueranno ad apparire. Almeno
fino a quando non ci sarà tolta anche questa possibilità.
Il
tennis a Sezze?
Dal
torneo internazionale alla distruzione totale
6
maggio 2008
Dopo
aver appreso dalla stampa che sono stati stanziati 500.000 euro
per la ristrutturazione dei campi da tennis, la nostra redazione
ne prende atto e si augura che sia l’inizio di qualcosa di
significativo. Il degrado in cui versa l’intera struttura è
documentato sul nostro sito web con tanto di fotogallery e
riportiamo di seguito il comunicato datato 20 Aprile 2008. Discorso
a parte meritano i campi da tennis. Sì, avete letto bene! “a
parte” di un buonsenso che pare mancare da vecchia data ai
nostri amministratori. Una splendida struttura che ci veniva
invidiata da molti, che ormai versa in condizioni catastrofiche.
Campi che erano il fiore all'occhiello del tennis provinciale e
che ospitavano numerosi tornei di carattere internazionale
abbandonati a se stessi.Il Sindaco precedente, Dott. Lidano
Zarra, con una decisione che molto somigliò ad un fulmine a
ciel sereno, con una singolare ordinanza ne decretò la fine.
Con essa la fine di un meraviglioso sport come il tennis.

A
Sezze oggi non restano altro che i ruderi di una struttura di
prestigio, lasciando presagire qualcosa di ancora peggiore per
la struttura stessa.Che qualcuno, in tempi non molto lontani,
abbia ritenuto quel luogo più idoneo a soddisfare i bisogni di
"alcuni" più che l'interesse collettivo? Che
fosse sembrato, sempre a "qualcuno", che lo stesso
luogo potesse essere deputato a qualcosa di
"famigliare"? Che non si siano create le condizioni,
ancora una volta, per esercitare al posto dello sport qualche
diritto di prelazione, magari in tempi prossimi? Che qualche
cambio di casacca non fosse dovuto proprio a questo? Che
cosa intende fare invece l'attuale Sindaco? Di certo c'è che
così non può continuare, con una struttura che ogni giorno di
più diventa pericolosa. Non ci è dato sapere ... vedremo.
Insieme a tutti gli altri setini che li hanno votati, quelli di
prima e ... quelli di adesso.
di Paolo Perciballe e
Angelo Brandolini
Sezze:
ore 23,00 la caserma dei carabinieri è chiusa
6
maggio 2008
Un'anziana
vedova rientra nel proprio appartamento dopo aver passato la
serata a casa di una figlia. Trova la porta forzata: è uno dei
tanti casi di criminalità, più o meno grave, in un centro
storico ormai al degrado, insicuro, invaso da gente di tutte le
nazionalità, dove si urina negli angoli addirittura in pieno
giorno, dove gruppi di barboni girano raccogliendo cicche per
terra, dove si incontrano ubriachi
in tutte le ore del giorno e dove i residenti vivono barricati
senza alcuna difesa, alla mercé dei delinquenti. Uno dei tanti
casi, dicevamo, ma quello che ci ha lasciati interdetti è stato
l'apprendere che dopo le 22 la caserma di Sezze chiude i
battenti. Dopo le 22 a Sezze ti può aiutare solo Dio: al numero
telefonico di Sezze della caserma, non rispondono i militari
locali, ma quelli di Latina, dai quali ti senti dire che l'unica
cosa da fare è andare il giorno dopo da loro per la regolare
denuncia. Perché allora tutti quei miliardi spesi per la nuova
caserma? A cosa sono serviti? Per farla funzionare a fasi
alterne?
Uno
scenario inquietante per i cittadini, ormai senza difese di
fronte a una situazione lasciata degenerare nel corso degli
anni. Noi ricordiamo i Carabinieri che sapevano far rispettare
l'ordine rappresentato dalle loro divise. Oggi sappiamo che per
tante ore notturne Sezze è terra di nessuno. Ci siamo stufati
di questa situazione di insicurezza diffusa. Le responsabilità
sono chiare: è stato tollerato anche troppo, anche per
convenienza. C'è tutta un'economia in nero che si è sviluppata
in maniera sotterranea, che va dai tuguri
affittati abusivamente ad una certa imprenditoria
sviluppatasi sul lavoro clandestino,per finire ai traffici più
o meno leciti. Una situazione tollerata dagli amministratori di
tutti i colori, magari anche da qualcuno che ha utilizzato mano
d'opera in nero per cooperative a lui più o meno vicine. Siamo
stufi del buonismo d'accatto, di certa sociologia salottiera. La
nostra comunità va tutelata. Già nel centro storico circola
l'idea di costituire ronde cittadine che sorveglino il
territorio ormai abbandonato. Chiediamo a chi di dovere
interventi drastici nei confronti di chi continua ad affittare
in nero, controlli sui tanti pulmini carichi di merce umana che
ogni mattina all'alba partono dal paese per ritornarvi al
tramonto. Repressione nei confronti dei gruppi di barboni che
stanno occupando i nostri parchi mettendo a rischio la salute
dei bambini, pugno duro nei confronti di delinquenti e di
ubriaconi più o meno molesti. Vogliamo che Sezze venga
bonificata perché la situazione è ormai degenerata. Non sono
stati sufficienti i due morti ammazzati di Casali e Crocevecchia,
i due marocchini massacrati nel Parco della Rimembranza, il
rumeno ritrovato massacrato ai Cappuccini, i morti degli scorsi
anni ed i tanti episodi quotidiani di risse e violenze più o
meno sanguinarie? Noi non ne possiamo più, vogliamo che Sezze
torni ai Sezzesi, vogliamo tornare a vivere in una città serena
e normale. Prima che in tanti
decidano di lasciare il paese per trasferirsi altrove, come in
molti già stanno pensando di fare.
Sicurezza
a Sezze: centrosinistra e centrodestra poco seri
29
aprile 2008
Non
è un problema di oggi: sono anni che denunciamo la
"questione ordine pubblico e sicurezza"in splendida
solitudine.
Chi tenta solo adesso,
appropriandosi di nostre tematiche poco credibilmente, di
parlarne strumentalmente, ha governato Sezze non intervenendo
sul progressivo peggioramento della situazione soprattutto in
relazione al fenomeno immigrazione.
Da anni chiediamo, invochiamo
inutilmente, risposte che né il centrosinistra, né il
centrodestra, al governo della città di Sezze con Zarra, hanno
fornito; salvo ora riempirsi la bocca di chiacchiere come se non
avessero amministrato, fallendo clamorosamente anche in tale
settore.
Lidano
Zarra da sindaco non ha fatto niente contro l'immigrazione:
con quale credibilità ne parla oggi?
Antonio
Vitelli, oggi consigliere del PDL, è stato per anni
assessore con la sinistra. Quando noi raccoglievamo firme contro
l'immigrazione selvaggia, lui la favoriva.
Rinaldo
Ceccano, ex segretario e consigliere provinciale di
Rifondazione Comunista, come tutti quelli della sua formazione
politica si occupava solo di tutelare zingari ed omosessuali,
piuttosto che gli italiani.
Sono
stati costoro a parlare della nuova caserma dei Carabinieri di
Sezze come di una Tenenza ( solita promessa rimasta tale ), a
determinarne l'ubicazione fuori dal centro storico, a
condizionare lo stato in cui opera la Polizia Municipale.
Ora
i responsabili dell'emergenza se ne lavano le mani: Non è serio!
Sull'immigrazione
selvaggia, non solo non hanno dato risposte quando governavano,
ma l’hanno determinata. Hanno chiuso gli occhi davanti alla
microcriminalità e criminalità crescente. Ed accusavano noi,
che denunciavamo la questione, di fare razzismo.
Oggi, tornano a prendere in giro i sezzesi. Parlano di
sicurezza, coloro che hanno costretto i cittadini a vivere
blindati! Addirittura ne parlano esponenti delle forze
dell’ordine che si sono dati alla politica.
VERGOGNOSO!
No
all'acqua privata, no alla Dondi: l'acqua è un bene di tutti
24
aprile 2008
Le
recenti mobilitazioni contro l’acqua pubblica anche nella
nostra provincia, riportano in primo piano la questione della
Dondi a Sezze. Ben tredici anni fa una giunta PC-PSI, nella
quale insieme ad esponenti storici della sinistra setina quali
Titta Giorgi, Fausto De Angelis, Antonio De Santis, Enzo Eramo,
figuravano Lidano Zarra ed i suoi compagni di partito
(all’epoca PSI) Antonio Maurizi ed Enzo Ricci, affidò
scriteriatamente, con un contratto trentennale, i servizi
relativi ai cicli idrico-fognario ad una ditta di Rovigo, la
“COSTRUZIONI DONDI SPA”. I disastri causati da tale gestione
e le salatissime bollette che tartassano gli utenti a fronte di
disservizi continui sono sotto gli occhi di tutti. I sezzesi
pagano perfino una depurazione che non viene effettuata. Un dato
soprattutto intendiamo sottolineare: le tariffe applicate a
Sezze sono notevolmente superiori rispetto a quelle applicate da
Acqualatina. Noi partiamo da un punto fermo: servizi relativi a
bene essenziali come l’acqua, non possono essere oggetto di
speculazioni private. Partiamo da un principio: non è
tollerabile che una famiglia indigente, che si ritrova nella
condizione di non poter pagare le bollette, possa subire in caso
di inadempienza il taglio dell’acqua. Le politiche
sconsiderate, dannose ed attente esclusivamente al tornaconto di
pochi, messe in essere da certa destra personificata da
rappresentanti quali Vincenzo Zaccheo, Armando Cusani, Claudio
Fazzone, e a Sezze da Lidano Zarra, che non a caso dopo avere
portato la Dondi da sinistra oggi si è riciclato nelle file del
PDL, hanno condotto alla situazione attuale.
La
realtà è che a nessuno, tanto a destra quanto a sinistra,
interessa qualcosa dei disservizi subiti dagli utenti e delle
bollette pagate dai contribuenti. Noi intendiamo riaffermare il
principio che l’acqua è un bene di tutti ed in forza di
questo impegno continueremo le nostre battaglie. Intanto,
mentre i sezzesi pagano, la Dondi incassa e gli amministratori
fanno gli struzzi. Nel corso della
precedente legislatura apprendemmo dall’ex sindaco Lidano
Zarra che il comune di Sezze si stava indebitando per una somma
di 2.250.000 euro al fine di realizzare un progetto per stralci
per il potenziamento dell’impianto di depurazione di Casali.
La questione è annosa. La Dondi, che gestisce da quindici anni
il servizio, come verificato anche dalla Procura di Latina, ha
utilizzato un sistema di by-pass che scavalcava sistematicamente
l’impianto obsoleto ed inadeguato, causando grave danno
ambientale. Per questo ed altro i vertici della ditta e quelli
dell’ufficio tecnico comunale hanno problemi in Procura. Ci
apparve strano e dannoso per i cittadini il passo fatto dal
sindaco e dal dirigente del settore, interessato dall’azione
della procura e curatore della progettazione.
Infatti
la convenzione che lega Sezze alla Dondi è chiara: sulla base
dell’articolo 16 parte terza, la spa si è impegnata ad
effettuare a proprie
spese gli interventi di ristrutturazione degli impianti
depurativi. Ulteriori interventi sono previsti all’articolo
9 dell’atto aggiuntivo. Non solo! La legge Galli fissava
un principio: la quota di tariffa riferita alla depurazione,
laddove non viene effettuata, affluisce in un fondo
vincolato destinato alla realizzazione degli impianti. Una
sentenza della Cassazione ha superato tale principio: se non
c’è depurazione non si paga! Gli amministratori di Sezze
avrebbero dovuto spiegare perché, dopo che per anni i sezzesi
hanno pagato profumatamente un servizio inesistente, dopo avere
subito l’inquinamento ambientale, dovrebbero subire la beffa e
l’ulteriore danno economico di un notevole indebitamento delle
casse comunali per lavori che per contratto spettano alla Dondi.
Sono quindici anni che inquinano, tra i silenzi di tutti gli
amministratori, di tutti i colori, con un impianto mai adeguato
che arriva a depurare appena il 5% dei residui. Eppure ha
continuato a mettere in bolletta la voce “depurazione”! Che
fine hanno fatto i milioni di euro che dovevano finire nel fondo
vincolato? Perché nessuno ha fatto applicare la convenzione? Il
depuratore va fatto, ma lo deve pagare la Dondi non i cittadini.
E le notizie su quell’ impianto futuristico, da 4 milioni di
euro da realizzare allo Scalo, non vanno a cozzare contro le
centinaia di migliaia di euro del progetto Zarra-Carlesimo? Sono
questi i metodi amministrativi che hanno fatto lievitare la
pressione tributaria dei contribuenti di Sezze. Se
è vero, come è vero, che le responsabilità sono trasversali,
ancora di più ne ha chi da sindaco come Zarra, nulla ha fatto.
Ora di che cosa parla?
PD
- PDL, solo una consonante la differenza
18
aprile 2008
Nel
silenzio generale di Sezze occorre parlare. Lo facciamo noi di
Movimento Libero di Iniziativa Sociale. In tutta onestà,
leggere in questi giorni sui quotidiani locali gli interventi
sul risultato ottenuto dal PDL, suscita quantomeno ilarità e
fotografa precisamente il degrado cui è giunta la politica in
particolare a Sezze. Bene, o meglio male, sapete chi grida hurrà
per i voti di Berlusconi? Il Consigliere Antonio Vitelli! E chi
è, se non l'ex assessore comunista nelle giunte di Giancarlo
Siddera? Purificatosi nelle acque delle Sardellane, dopo anni di
disastrose amministrazioni di sinistra è il campione di Silvio
a Sezze. Anche lui
fulminato sulla via di Fazzone. Come dire: le strade per Arcore
sono infinite. Dietro di loro, come deve essere, tutta una
platea di riciclati, passati nel corso del tempo da una maglia
all'altra. Qualcuno, come Roberto Reginaldi, ne ha perso il
conto.
Ma
quello che rende il tutto ancora più comico, è il silenzio che
c'è dall'altra parte. Il PD tace; nessuno che intervenga per
dire a costoro, nella polemica politica, zitti, siete solo
esempi di opportunismo, affarismo ed incoerenza. Naturale:
quanti scheletri negli armadi contano anche loro? Sono gli
stessi che criticano l'utilizzo delle auto blu (quelle degli
altri), ma tacciono di fronte a quelle di Titta Giorgi. Una
volta il Polo-CdL tentava a Sezze di creare una alternativa nei
programmi e negli uomini. Ricordate le forti contrapposizioni ad
esempio sulla gestione dei servizi idrico e fognario da parte
della DONDI Spa con il centrosinistra? Tutto accantonato: chi ha
portato la ditta di Rovigo a Sezze o l'ha coperta, oggi occupa
trasversalmente i banchi consiliari nel PD e nel PdL, da Giorgi
ad Enzo Eramo, da Zarra a Maurizi. D'altronde lo stesso Vitelli
non è stato assessore comunista al bilancio? Oggi sta nello
stesso partito della Mussolini e di Fini. E gli esponenti locali
di questi ultimi, con lui. Baci e abbracci, tarallucci e vino.
Tutto normale baby, siamo a Sezze.
Ah che goduria non aver votato !!!
Onore
al 24% di astensioni,schede nulle, schede bianche.
Il
risultato elettorale
15
aprile 2008
E'
l'unico dato che ci interessa veramente, essendoci schierati
apertamente per il NON VOTO. Ed è un dato, lo diciamo subito,
che ci soddisfa tanto a livello nazionale quanto, soprattutto
locale. Se il dato nazionale da in aumento il numero degli
astenuti, ancora più rilevante è il dato locale. A Sezze si
attesta al 24 % ( 4.114 alla Camera, 3.768 al Senato ) il totale
degli iscritti alle liste elettorali che ha deciso di disertare
le urne astenendosi dal voto, di annullare la scheda o di
consegnarla in bianco. In pratica,un elettore su 4 ha dimostrato
in questo modo la propria sfiducia nei confronti del sistema dei
partiti e di chi li rappresenta. E' su questo dato che si deve
lavorare per aspirare ad un cambiamento; è questa l'unica via
di uscita da un sistema soffocante e totalitario. Il resto è
fuffa. Lo abbiamo detto: tra PdL e PD c'è solo una consonante
di differenza. L'affermazione dell'uno o dell'altro era per noi
indifferente, talmente indistinguibili restando i loro profili.
Ha vinto Berlusca, avrebbe potuto vincere "Uolter",
non cambia niente: sono le due facce della stessa medaglia. Per
quanto riguarda le rappresentanze provinciali, registriamo con
piacere il fatto che la " Consorteria ", abbia perduto
qualche pedina ( Pedrizzi, Burani, Forte ), che Mochi sia
affogato in quella " botte di ferro ", nella quale lo
ha infilato Vincenzo Zaccheo, che sia scomparsa, insieme ad AN,
anche la finta Destra di Storace. Resta il dato sulle
astensioni, positivissimo: un popolo al quale dare voce contro
la casta. E' un impegno che ci assumiamo, in attesa che anche
gli altri capiscano che votando hanno solo continuato a dare
credibilità a chi non la merita, permettendogli di continuare a
fare i propri interessi.
Astral,
da carrozza a carrozzone
9
aprile 2008
Ricordate
le inchieste giornalistiche dei grandi quotidiani nazionali (
Corriere delle Sera), ai tempi del
"governator" Francesco Storace? Nell'ASTRAL
entrava di tutto e di più: amici, amici degli amici, amici
degli amici degli amici ... Uno scandalo! All'epoca le sinistre,
giustamente, denunciavano lo spreco clientelare. Insomma,
recitavano il copione che in quel momento li vedeva
"oppositori". Si, proprio così, un teatrino! Perchè
con Marrazzo mica è cambiato niente ! Anzi ... Il buon Titta
Giorgi, presidente attuale dell'ente, fiduciario del nuovo
governatore del Lazio, piuttosto che eliminare la pesante
carrozza, l'ha trasformata in carrozzone. Questi " moderni
" partiti che si riempiono la bocca di termini come "spoyl
sistem", questo sistema non lo attuano proprio: agli amici
di Francesco Storace, rimasti in azienda allineati e coperti, si
sono aggiunti gli amici di Titta e quindi di Marrazzo. Una
mastodontica organizzazione che stando ai periodici proclami
avrebbe già risolto grosse problematiche: dalla costruzione
della terza corsia della ex Statale 148, alla realizzazione del
collegamento autostradale Cisterna Valmontone. Mancherebbe solo
la sistemazione della Via Flacca, in via di risoluzione, e poi
gli automobilisti laziali non avrebbero più alcun problema.
Ora, in periodo non certo sospetto, è arrivato l'annuncio dei
lavori alla Storta di Sezze. Un tempismo perfetto, naturalmente
dovuto anche alle " sinergie " con personaggi come il
Sindaco di Latina Vincenzo Zaccheo ed il Presidente provinciale
Armando Cusani. Una squadra veramente affiatata che fotografa
con precisione la situazione politica italiana, che vede PD e
PDL distinguersi soltanto per una consonante di differenza.
Emergenza
immigrati a Sezze
31
marzo 2008
Un'inchiesta
pubblicata dal setttimanale PANORAMA, dal titolo "
BENVENUTI A SEZZE , PROVINCIA DI BUCAREST ", ripropose a
livello nazionale quello che non è più soltanto un problema,
ma un vero e proprio caso, ormai a causa delle dimensioni che ha
assunto l'emergenza immigrati.
Il rapporto numerico locali / stranieri, è sproporzionato! La
popolazione setina si aggira intorno ai 24.000 residenti, ai
quali corrisponde una presenza di stranieri che supera
abbondantemente i 10.000. Di questi nemmeno un migliaio è
regolare.
E' un dato ufficiale: oltre il 40% degli stranieri che risiedono
nei comuni dei Monti Lepini ha scelto di stabilirsi proprio a
Sezze ( in riferimento ai soli regolari).
Da tempo
chiediamo interventi atti a calmierare il problema: blocco della
immigrazione selvaggia, censimento preciso degli stranieri
residenti in loco, controllo sulle loro attività di
sostentamento, lotta alla clandestinità, espulsione degli
irregolari, controlli nel settore immobiliare, finalizzati a
stroncare il commercio sotterraneo e l'affitto di tuguri fra
disperati in cerca di casa, colpendo chi localmente lo
favorisce, lotta al caporalato e allo sfruttamento di manodopera
clandestina, attivazione di una anagrafe per immigrati.
Da parte
della locale Amministrazione, non abbiamo mai ricevuto risposte.
Non si è
mai andati più in là di un falso pietismo ed umanitarismo
parolaio.
Non è sulla base di questi presupposti che i problemi legati al
fenomeno possono essere affrontati e risolti.
Occorre essere realisti. La realtà è che Sezze vive una
emergenza immigrati, è interessata da un flusso incontrollato
di stranieri, al quale è indispensabile porre un freno, per non
incorrere in problemi sempre più gravi.
CHI
SPECULA SU QUESTO TRAFFICO,CHI LO COPRE ? In data 20 / 11 /
2003, il quotidiani IL TEMPO, in cronaca di Latina, pubblicava
un articolo dal titolo " CLANDESTINI, SU SEZZE LE MANI DI
UNA GANG CRIMINALE: INTERVIENE LA PREFETTURA ".
Nel
pezzo si informava che il " caso " è stato analizzato
a fondo dalla Prefettura.
Testualmente:
" attorno ad un tavolo si sono riuniti il Viceprefetto
Caterina Amato, il Sindaco di sezze, il suo Vice, il Questore
Alfonso Maria La Rotonda, il Comandante Provinciale dei
Carabinieri, Vincenzo Paticchio e della Guardia di Finanza
Fernando Verdolotti ".
Nel corso
della riunione, emerse che una " gang organizzata, ormai
stabile sul territorio, gestirebbe tutto il traffico dei
clandestini ... A trovare loro casa, sarebbe l'organizzazione
criminale, che si occuperebbe anche, facendoli radunare negli
orari prestabiliti sempre negli stessi posti, di trovargli un
"lavoro" e di portarli a destinazione.
Molte
giovani straniere, per cifre piuttosto considerevoli, verrebbero
avviate alla prostituzione e sfruttate dalla banda. Una
situazione esplosiva che si sta cercando di disinnescare al più
presto. A tal fine è stato costituito uno specifico pool
investigativo, che dovrebbe essere coordinato dal Vice Questore
Andrea Curtale".
Sono passati 5 anni dalla notizia giornalistica: Quali sono le
iniziative assunte dal pool ? E i risultati ottenuti ? A Sezze
purtroppo, l'andazzo non è cambiato. Il pool esiste ancora?
Bisogna cominciare a chiedersi perché proprio Sezze. Perché da
Durazzo (Albania), si parte a colpo sicuro proprio per arrivare
a Sezze. Perché da anni siamo al centro di questo fenomeno. C'è
una invasione organizzata.
A SEZZE NON ESISTE UNA POLITICA PER L'IMMIGRAZIONE. Non con il
Centrodestra, non con il Centrosinistra: è l'assenza delle
Amministrazioni ad avere generato il caos.
Una assenza solo colpevole o anche voluta?
In
rete il sito www.lavocelibera.it
30
marzo 2008
MOVIMENTO
LIBERO di INIZIATIVA SOCIALE comunica l'attivazione del proprio
sito Internet lavocelibera.it , questa la denominazione,
è uno spazio di libertà, indipendenza ed autonomia.
Viste le finalità del movimento,
che nasce fuori dagli schemi di Destra, Sinistra, Centro e da un
Sistema di partiti sempre più uguali ed onnivori, che
hanno soffocato, con il controllo pressochè sistematico della
stampa, la libertà di espressione e di pensiero,
lavocelibera.it dirà quello che altrove non può essere detto e
letto.
Non a
caso parte in piena campagna elettorale con una mobilitazione
per il non voto, per l'astensionismo attivo. Posizione che
abbiamo ampiamente motivata con i nostri documenti politici
sistematicamente oscurati
.Ora avremo la nostra voce, che vuole essere la voce di chi voce
non ha.
Documento
politico dell'Assemblea
12
marzo 2008
Così,
molto semplicemente: se la sono "scordata".
Assente,
non risulta: Latina non c'è. E' "aut", fuori dalla
"competizione"(?) elettorale. Chi decide a livello
nazionale le fortune (loro) e le sfortune (nostre), ha emesso la
sentenza: i soliti noti dentro ( Fazzone, Sesa Amici, Conte),
per gli altri "noti"non c'era posto, i restanti a fare
numero. Terra di conquista, ecco cosa è Latina! In un Amen
addio al "laboratorio della destra", addio ad AN,
addio alle speranze del nascete PD. Ma stanno veramente così le
cose? Così è ... se vi pare. Ed a noi non pare. Perché la
"Consorteria" che dal 94 controlla il territorio
provinciale continua ad imperversare. Ancora oggi. Intanto
Claudio Fazzone c'è, come c'è l'Amici. Ma anche Forte,
nell'UDC, è eleggibile. Conte è in una botte di ferro.
Vincenzo Zaccheo avrebbe voluto, ma non ha potuto, resta Sindaco
a Latina. Ci ha provato, Fini ha detto no. Ecco allora il
sistema "compensativo": senza di me, nessuno di AN in
Parlamento, mio fratello in Regione, un qualsiasi
sottosegretariato, che in campagna elettorale non si rifiuta a
nessuno. E gli altri: tutti muti, allineati e coperti, accattoni
in attesa di briciole. Le speranze della primavera del PD?
Bruciate anch'esse. La destra di Storace? Umiliante per la vera
Destra e per la nostra provincia, che vede solo come serbatoio
di voti, che non arriveranno, utili per garantirgli la poltrona.
La verità? La gestione "mafiosa" del potere non sta
costituendo un problema di ordine pubblico, ma un segno del
declino della vitalità delle popolazioni pontine. Mondo
politico, mondo degli affari ed organizzazioni criminali non
sono in conflitto. E se le Istituzioni tendono sempre più a
rappresentare solo gli interessi di chi le occupa, la gente si
allontana dai valori di solidarietà e partecipazione. Il ceto
politico, tutto ( dalla destra alla sinistra, passando per il
centro), ha espropriato il popolo di un diritto fondamentale:
quello di costruire il proprio tempo con i propri ideali. LE
POSSIBILI SOLUZIONI: oggi è indispensabile NON votare, dire no
allo strumento-partito. E' attraverso essi che si è sviluppato
un sistema di omologazione antidemocratica con un verticismo
soffocante, l'accentramento delle cariche, l'occupazione e la
lottizzazione di zone di potere interno ed esterno. Quella
ramificazione tentacolare in ogni settore della società civile
che abbiamo visto in provincia di Latina, quella politica
ridotta a strumento esecutivo di interessi privati.
IL
FUTURO E' NELL'INDIPENDENZA DEI MOVIMENTI LOCALI E TERRITORIALI.
Il
problema del randagismo a Sezze
10
marzo 2008
Abbiamo
capito le polemiche di questi giorni,relative al randagismo, a
cosa sono dovute. Come
sempre gli amministratori che Sezze si ritrova, di maggioranza e
di opposizione, voluti dai Sezzesi hanno fiutato l'
"affare". Questi Signori intendono risolvere il
problema randagismo,non a favore della collettività,ma, in
termini di business, all'insegna di : "Molti più randagi,
molti più soldi da "investire". La cosa che ci si
aspetterebbe da politici in "buona fede", è che con
mancanza di ipocrisia, si facciano carico verso le loro forze di
riferimento, affinché anche in Italia, una legge specifica sul
randagismo, faciliti l'adozione da parte dei cittadini,di
animali domestici come i cani. Purtroppo invece grazie alle
leggi vigenti possedere oggi un animale, ad esempio un cane, è
diventato un lusso ed una enorme responsabilità. Il tutto,a
vantaggio dei soliti appalti,e relativi appaltatori. Vogliamo
elencare solo alcune delle spese a cui è soggetto chi decide di
prendersi cura di un cucciolo. Si inizia con l'iscrizione
all'anagrafe canina, che prevede una spesa di circa 100 Euro,
gratis in tutta Europa ma non in Italia; la seconda tappa,per il
malcapitato, consiste nelle 3 vaccinazioni, indispensabili per
la sopravvivenza dell'animale e che hanno un costo di circa
ulteriori 100 Euro; segue poi la sverminazione del cucciolo,
cosa questa che almeno per l'echinococco, negli anni scorsi,era
gratuita ma oggi non lo è più, e la spesa ammonta ad almeno 50
Euro l'anno; si conclude, ma non perché finite le spese a
carico dello sventurato possessore, con il prezzo
dell'antirabbica che
si aggira intorno
ad altri 50 Euro annui. Addirittura esiste un consistente
balzello finale, pari a qualche centinaio di euro,quando il
povero cane passa a miglior vita. Chiaramente senza pretendere
di voler addossare alla collettività ciò che riguarda il
quotidiano mantenimento ( Assicurazione, crocchette
ecc.),riteniamo che un
eventuale scarico delle spese veterinarie documentate,potrebbe
contribuire ad indurre i cittadini a prendersi cura di questi
cani. Capiamo però perfettamente che per i nostri
amministratori, voluti dai sezzesi, sia più comodo e vantaggioso
risolvere il problema a suon di centinaia di migliaia di Euro,
da destinare,come sempre, chissà a chi e chissà perché. Le
cifre da noi elencate risultano
evidentemente irrisorie,
per amministratori che, per rimanere in linea
consequenziale con quanto "sprecato" fino ad ora,
preferiscono destinare a questo scopo, somme enormi che
altrimenti potrebbero essere destinate a scopi più validi, ma
sicuramente meno "clientelari". Per loro, soddisfare
la voracità di qualche loro amico o "cliente", conta
più di cento buone azioni, a favore della collettività. Queste
nostre soluzioni, dettate dal buonsenso e all'insegna del
risparmio dei soldi pubblici,vigono già in tutta Europa,tanto
è vero che il randagismo è una piaga esistente solo in Italia.
Invitiamo quindi questi amministratori ,per quanto di competenza
dei Comuni, a mobilitarsi affinché almeno quelle spese,a carico
dei possessori di cani che hanno riferimenti locali,possano
essere o ridotte o estinte, incentivando così
chi desidera avere un cane.
Il
Prefetto a Sezze
8
febbraio 2008
Dopo
che il Prefetto ha rassicurato la cittadinanza di Sezze,
facendo sapere che è
tutto sotto controllo e che i reati sono in
calo, si può dormire tra due guanciali.
Siamo tutti più
tranquilli: non c'è un'emergenza
sicurezza, non esiste immigrazione
selvaggia, tutto è a posto.
Ma questa
non è Sezze, siamo su
Matrix!
Non
fosse stato
per l'omicidio
di un romeno,
un paio
di marocchini massacrati nel
Parco della
Rimembranza, un altro straniero
rinvenuto in quello dei
Cappuccini, qualche sporadica
rissa, un pò di
furtarelli, un centro
storico che
ricorda i suk,
sarebbe tutto
regolare. Ed il sindaco concorda.
Ma eccellenti rappresentanti delle
Istituzioni, Onorevoli
rappresentanti di tutti
i partiti, dove vivete? In quali condizioni
è stata ridotta
Sezze lo
sappiamo bene
noi, impegnati da
anni sulla questione
immigrati, su quella della
sicurezza. I risultati? Quelli
che stiamo subendo, di cui responsabili sono anche quegli
elettori setini
che questi
amministratori si
sono scelti.
Lo ribadiamo: chi è causa del
suo ma le pianga se stesso. Tra
noi che
proponevamo tolleranza
zero e
gli altri
che di
questo problema
non si
sono mai
occupati e
che nel migliore dei
casi ci davano dei
razzisti-allarmisti, hanno scelto
questi. Se
li tengano.
Un dato
và sottolineato:
c'è qualcuno
che oggi
straparla, ma
che ieri
quando sollevavamo
la questione dello
sfruttamento della
manodopera clandestina,
sottopagata in
nero in alcuni
settori come
quello agricolo,
ci attaccava
attraverso sigle
di comodo.
Per costoro
gli stranieri
vanno bene
solo se
sfruttati, non
più se
rubano dentro
casa. Al
Prefetto rammentiamo
che già
nel 2003
scattò l'allarme
e che fu
costituito presso
la Prefettura, dai vertici provinciali
di Carabinieri, G. di Finanza, Polizia,
un pool investigativo
finalizzato a
controllare la
situazione di
Sezze ed a
verificare l'esistenza
di una
organizzazione criminale
sul territorio
che gestiva
il traffico
di clandestini.
Dal 2003
ad oggi
cosa è
cambiato? Le
cose in
realtà sono
peggiorate. Perché
non è mai
stato fatto
un controllo
capillare, casa
per casa,
allo scopo
di combattere
la piaga
degli affitti
abusivi? C'è
troppa speculazione
sul fenomeno,
una economia
in nero
troppo tollerata. E
c'è tanta
ipocrisia da
parte dei
sezzesi e tante
falsità da
parte di
amministratori che
si riempiono
la bocca
di chiacchiere. Non
avevamo noi
del MOVIMENTO LIBERO
di Iniziativa
Sociale, schierati in alternativa a
tutta la classe
politica, imprenditori
interessati dietro,
non abbiamo
fatto noi
campagne elettorali
da migliaia di
Euro. Ora
i sezzesi,
insieme a
questi Consiglieri
Comunali starnazzanti,
si debbono
tenere anche
i problemi che
hanno causato
e continuano
a causare. Ha ragione il
Prefetto, tutto và
come deve
andare.
L'ecomostro
di Sezze
3
febbraio 2008
Costituzione
della Repubblica Italiana,
art. 9:
" La Repubblica tutela
il paesaggio e
il patrimonio storico
e artistico della Nazione".
È
stato così nel
caso della demolizione
del Teatro Sacro Italiano di
Sezze?
La
monumentale struttura,
che era adagiata
sul versante di
una ridente
collina in
maniera del
tutto naturale,
disegnata e
realizzata nel
dopoguerra da
un pool di
professionisti tra
i quali
spiccava l'architetto
Piacentini, come denunciato
dal nostro
Movimento è
stata demolita
dalle ruspe
per fare
posto ad
un ecomostro,
che violenta
e
deturpa irrimediabilmente tutta l'area.
Una vergogna!
Movimento
Libero di
Iniziativa Sociale
ha reso
noto, diffondendolo un dossier
su questo
scempio ambientale
corredato di fotografie
esplicite contenente anche
diversi punti
di domanda sulle
eventuali autorizzazioni
della Sovrintendenza,
sulle perizie idrogeologiche, sul progetto,
sulla sua
approvazione, sui
responsabili di
questa, sui
finanziamenti, sugli
enti erogatori,
sulle spese,
sul loro
rendiconto, ecc.
Ad
oggi, nessuno degli interessati (dal
Parlamento Europeo alla Regione
Lazio, dalla
Provincia di Latina al
Comune di Sezze) ha soddisfatto le
urgenti richieste
di trasparenza. Il
nostro Movimento
è arrivato a
calcolare, finora,
oltre 2 Milioni di euro che
sarebbero stati ingoiati
dal cantiere. Qualcuno fornisca
delle delucidazioni:
Il Presidente
dell'Amministrazione Provinciale di
Latina, Armando
Cusani, ed
il Sindaco
di Sezze
Andrea Campoli
si facciano
avanti. Rendano
trasparente e
pubblico tutto l'iter
che ha condotto
all'attuale scempio.
Facciano sapere
chi sono
i responsabili
firmatari nelle
diverse fasi
di progettazione
e approvazione;
come è
stato aggiudicato
l'appalto; rendicontano
nel merito.
Facciano anche
sapere per
quale motivo
sia stato
accantonato un
precedente progetto
presentato dall'APT
e approvato
da Comune
e Regione, che
prevedeva il
totale recupero
della monumentale
struttura con
soli 300.000 euro.
Il loro
silenzio ci
indigna, come
ci indigna
il silenzio
di tutta
la classe politica
del comune lepino
(di tutti
i partiti,
di maggioranza
ed opposizione) insensibile di
fronte alla
deturpazione del
territorio ed
all'abbattimento del più importante
Teatro Sacro
d'Italia. Movimento
Libero di
Iniziativa Sociale
và avanti.
Stiamo contattando
"Striscia la
notizia",allertati anche
dalla scomparsa, nell'area interessata
dai lavori,
della obbligatoria cartellonistica.
Fatto
accaduto
dopo la nostra denuncia.
Arrestato
Paride Martella
24
gennaio 2008
Abuso
d'Ufficio, Frode nelle pubbliche forniture, Falso
ideologico in appalti pubblici, Truffa aggravata, ma
soprattutto Associazione a delinquere:
Per
noi che da anni parliamo di "Consorteria" è una
rivincita!
Così,
Paride Martella, per 10 anni Presidente CDL
(AN - FI - UDC) della
Provincia di Latina, Presidente
fino a non molto tempo fa del CdA di Acqualatina, regista
dell'operazione che condusse
Lidano Zarra a fare il Sindaco di Sezze, esponente di
spicco di quel gruppo che da Zaccheo a Pedrizzi, da Fazzone a
Forte, ha condizionato la vita politica della Provincia di
Latina e dei suoi Comuni più importanti, responsabile
provinciale dell' Italia dei Valori nonché collaboratore del
Ministro Antonio Di Pietro, è finito agli arresti con quelle
gravi contestazioni di reato di cui sopra.
Siamo gli ultimi a stupirci!
A Sezze siamo stati i soli a contrastare la coppia
Martella - Zarra che
si accingeva a mettere le mani sulla città ed a denunciare la
loro politica di "Occupazione" di tutto quello che
c'era da occupare.
Era il 2003, all'epoca ci attivammo per costruire, in occasione
delle amministrative, un'alternativa al Centro Sinistra.
A Latina fecero di tutto per impedirlo, dando il via libera
all'operazione "Liste Civiche" sponsorizzata da
Martella e capitanata da Zarra.
Nonostante questo, riuscimmo ad aggregare Fiamma Tricolore, AN e
Forza Italia in una inedita alleanza.
Durò
poco: I vertici provinciali CdL (Fazzone, Forte, Zaccheo,
Pedrizzi) fecero carta bianca per apparecchiarsi al tavolo del
vincitore, snaturando il ruolo della Destra come noi la
concepiamo. Esponenti di una Destra legalitaria, ci allontanammo
definitivamente da quell'ambiente di affaristi cinici che
continuano ad imperversare sul territorio.
Ci
preme sottolineare che in quella occasione cercammo, ma non
trovammo, appoggio (Perché venisse sconfessato quel disegno
affaristico) in esponenti politici come
Fabrizio Cirilli e Stefano Orsini. Ad Orsini intendiamo rammentare,
visto che oggi discetta nel suo ruolo di portavoce di
Storace, che per tantissimi anni è stato fedele
assessore nelle giunte Martella.
Come vogliamo rammentare ai vari Fazzone, Pedrizzi,
Zaccheo, Forte, che per anni hanno collaborato con lui.
Non si sono mai resi conto di quali mezzi venivano usati
nell'amministrare? Non sapevano niente?
In tal caso saremmo di fronte a
politici evidentemente incapaci.
Per quel che ci riguarda, il nostro impegno civile è continuato
in piena libertà ed autonomia. Le nostre battaglie di denuncia
le conoscono tutti. Plaudiamo all'iniziativa della Procura ma ci
chiediamo perché non si interviene anche su Sezze con una
indagine seria sulla
gestione relativa ai cicli idrico e fognario da parte delle
"Costruzioni Dondi SpA" o su alcuni appalti e lavori
pubblici, come quelli che attualmente interessano il Teatro
Sacro Italiano.
Inopportuno
intervento di Zaccheo
11
gennaio 2008
L'inopportuno
intervento del Sindaco di Latina Vincenzo Zaccheo e del Deputato
Riccardo Pedrizzi su un presunto clima intimidatorio nei
confronti di AN a Sezze appare quanto mai strumentale. Nel
centro della città sono apparse scritte farneticanti, da noi
documentate fotograficamente, indirizzate chiaramente contro i
" Fascisti ", non contro AN.
Che si sentano
colpiti gli esponenti del partito il cui Presidente Nazionale
Gianfranco Fini, ha definito il
Fascismo " Male assoluto", è quanto meno strano.
Mettere
poi in relazione queste scritte con un presunto, e non meglio
specificato "Atto vandalico" che sarebbe stato
compiuto ai danni di una sede di AN che Zaccheo, Pedrizzi e
Bianchi dovrebbero inaugurare in loco, è chiaramente una
forzatura. Se non altro perchè data l'assenza politica di AN a
Sezze, ne sono al corrente solo loro ed una molto ristretta
cricca, che ha bisogno di pubblicità per farsi conoscere.
Dato che il clima che
viviamo a Sezze non è certamente di tensione politica, questa
uscita disinformante appare soltanto come l'ennesima "
Zaccheata”.
Ma
è solo disinformazione o tentativo di deviazione?
La “
solidarietà” prontamente espressa dal Sindaco diessino di
Sezze Andrea Campoli
ci lascia pensare. Stiamo
assistendo ad un teatrino.
Si devia in questo modo l’attenzione da problemi reali.
Il nostro Movimento
Libero , ci tiene a rammentare ai cittadini di Sezze,
alle Autorità,
al Sindaco, agli assessori,
ai Consiglieri tutti,
che sulla grave questione da noi sollevata relativa
all’Ecomostro che
stà sorgendo al
posto del Teatro Sacro Italiano (Anfiteatro), perdurano da parte
di tutti assordanti silenzi. Si
parla di fuffa, ci si danno grandi pacche sulle spalle da destra
a sinistra, si discetta in
maniera irresponsabile su
un clima inesistente di intimidazione ,
ma non si danno risposte ai problemi veri.
L’unica intimidazione reale è quella tendente
a far si che non si
forniscano chiarimenti sui
grandi problemi che attanagliano
il territorio, senza che arrivino circostanziati
rendiconti riferiti alle centinaia di migliaia di Euro che
finiscono in pozzi senza fondo.
|