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Incendi "Prevenzione al primo posto" novembre 2004
INCENDI: dopo la lettera al Prefetto, nuovo intervento della Legambiente Lepina
Uscire
dalla cultura dell’emergenza per entrare nella cultura della prevenzione
è la sfida di oggi e rappresenta un cambiamento strutturale e
culturale straordinario, difficile ma inevitabile. Da
sempre sui Lepini si vive di emergenze ambientali, che non solo tengono
aperte situazioni rischiose per la cittadinanza, ma necessitano di costi
sempre più elevati quando si manifestano. Questo
perché non vengono avviate quasi mai azioni preventive sul territorio. Ad
esempio una delle cause maggiori del fenomeno delle frane sta proprio
nell’assenza di manutenzione e potenziamento dei terrazzamenti
presenti sui crinali delle montagne, opera che rappresenta, da secoli,
il più efficiente sistema di difesa idrogeologico. Il territorio
montano, senza questa azione, diventa fragile e motivo di rischio per le
popolazioni, come recenti eventi hanno dimostrato a Sezze, Sermoneta,
Norma. Così
pure gli incendi, altra causa del dissesto del territorio, vengono
affrontati investendo in tecnologie e mezzi che hanno costi enormi. Le
stesse Regioni decidono di investire la dove il rischio è più alto
sviluppando l’equazione più fuoco uguale più soldi. Poche
amministrazioni, in Italia, prendono in considerazione il metodo
sperimentato nel Parco Nazionale dell’Aspromonte, dove, in breve tempo
(circa 3 anni), è stata ridotta del 90% la superficie percorsa dal
fuoco; non solo, sono contestualmente, diminuite
di molto le spese per l’antincendio: da qui una nuova equazione
meno aree incendiate meno soldi pubblici spesi. Un
miracolo? No, si è partiti da queste semplici considerazioni:
Partendo
da queste riflessioni si è quindi formulata una nuova strategia basata
sul principio della responsabilità territoriale e sulla convinzione che l’incendio è
un fenomeno sociale e che, quindi, va affrontato sullo stesso terreno e
non su quello dell’uso esasperato delle tecnologie, alla fine
dimostratosi inefficace. È
stato proposto alle associazioni ambientaliste e di protezione civile
locali, di sottoscrivere un “contratto di responsabilità”
in base al quale ciascuna di esse avrebbe avuto in affidamento un
area del Parco, provvedendo all’avvistamento
e all’intervento di spegnimento degli incendi, alla
manutenzione del sottobosco. Per questa opera l’Ente Parco avrebbe
riconosciuto ad ogni organizzazione un rimborso delle spese di
carburante, un forfait per l’uso dei mezzi usati ed una diaria di 13
euro per ogni operatore al giorno. Nel caso in cui gli incendi avessero
superato lo 0,2% della superficie in affidamento, i rimborsi previsti
sarebbero stati ridotti del 50%. Con
questa idea si è riusciti a diminuire le aree percorse dal fuoco che
dai 389 ettari del 2000 sono scese ai 119 ettari del 2001 ed ancora ai
58 ettari del 2002. non solo la natura, ma se valutiamo anche
l’aspetto economico, restiamo sorpresi considerando che la Regione
Calabria, per contrastare il fenomeno degli incendi spende (solo nella
Provincia del capoluogo in un territorio tre volte superiore a quello
del Parco dell’Aspromonte) quasi 10 milioni di euro contro i
duecentomila euro spesi dall’Ente Parco (fatte le proporzioni 50 volte
in meno). Il
Circolo Monti Lepini della Legambiente alla luce dell’esperienza e dei
numeri su citati, ritiene importante che Amministratori Pubblici, XIII e
XVII Comunità Montana, Provincia di Latina e Regione Lazio, progettino
per tempo un sistema diverso per tutelare il nostro territorio in una
pratica di confronto con tutti gli altri soggetti operanti e presenti
nello stesso.
Il direttivo del Circolo n.b.:
fonte dati “Reti Solidali” giornale della Protezione Civile
volontariato Lazio del 28/11/2003
Corso
della Repubblica, 81 – 04010 Sezze Scalo (LT) – Telefono 0773/660748
Fax 0773/480977 E
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