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Luigi Di Rosa |
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25° ANNIVERSARIO Lunedì 11 giugno 2001 alle ore 18,00 a Ferro di Cavallo si è svolta la commemorazione del 25° anniversario della morte di Luigi Di Rosa, il delitto scosse l'intera nazione. Presenti tutte le autorità locali, il Sindaco gli On.li Sesa Amici e Titta Giorgi hanno accompagnato Massimo D'Alema e Givanni Galloni che, ripercorrendo fedelmente le tappe della nostra democrazia, sono giunti fino a quel tragico maggio del 1976 quando per la prima volta in Italia si è dovuto procedere contro un Parlamentare, il missino Sandro Saccucci per concorso in omicidio. Le mie considerazioni sono brevi ma vogliono essere incisive: i valori espressi nella manifestazione commemorativa sono grandi, imponenti. Mi hanno colpito in particolare le parole commosse dell’onorevole Giovanni Galloni, che all’epoca dei fatti era parlamentare democristiano e dovette prendere la difficile decisione di procedere alla richiesta d’arresto per Saccucci (eletto deputato tra le file dell’MSI), cosa mai successa prima nella nostra giovane democrazia. |
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I valori di tolleranza, di libertà e mediazione politica che tutte le forze democratiche devono condividere non possono essere ricercate solo in una parte di esse, ed è per questo che sul palco mi sarebbe piaciuto vedere i rappresentanti locali di tutti i partiti a dare segno di una grande maturità politica.
Massimo D'Alema, all'epoca dei fatti era presidente della FIGC e partecipò ai funerali del giovane Luigi Di Rosa come pure Titta Giorgi che qui in foto lo invita a parlare alla cittadinanza riunita per la commemorazione.
COMMEMORAZIONE Il paese ha accolto la manifestazione con calore, consapevole della grande importanza di non lasciar cadere nell'oblio la propria storia. Una comunità che dovesse dimenticare il proprio passato è condannata a commettere gli stessi errori.
Per questo sono deplorevoli tutte le polemiche sorte attorno alla recente pubblicazione del libro di Giancarlo De Angelis "La memoria Smarrita" Dove vengono narrati i fatti di quel tragico episodio delittuoso dopo una attenta ricerca nei documenti. Anche solo dalle immagini in b/n, presenti sull'opera, si nota tutto lo sgomento e il dolore di un paese colpito a tradimento che oggi non può dimenticare quei tragici momenti che fanno parte della nostra storia. |
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In ricordo di Luigi Di Rosa Un
monito ai giovani setini Sezze 11 giugno 2001- articolo di Carlo Luigi Abbenda Sembra appena ieri ma è gia passato un quarto di secolo ( 25 anni!) dall’uccisione del giovane Luigi Di Rosa, deceduto per i fatti di sangue succedutisi ad un burrascoso comizio tenuto a Sezze (LT) il 28.05.1976 da Sandro Saccucci , in corsa nelle elezioni politiche del giugno di quell’anno e per questo candidato nelle file del partito MSI ( della Destra Nazionale ).
Bisogna
ricordare anzitutto che lo sparo mortale, che uccise il giovane Luigi,
avvenne a comizio ultimato e lontano da piazza IV Novembre, in cui esso
si era svolto e concluso alquanto burrascosamente. Per restare ai fatti
di cronaca occorre infatti precisare che lo sparo in questione si
verificò e venne causato da una mano proditoria di uno degli uomini al
seguito di Saccucci , mentre essi cercavano precipitosamente di
fuoriuscire dal paese. In tale frangente è stato accertato, nel
dibattito processuale, che da una delle automobili che si stavano
allontanando dal centro del paese partirono alcuni colpi di pistola ,
due dei quali andarono a
segno. Un
primo colpo di pistola raggiunse il giovane Antonio Spirito, ferendolo
non gravemente alla gamba sinistra mentre un secondo proiettile colpì
il giovane Luigi Di Rosa, ferendolo in modo mortale e causandogli in
poche ore una morte improvvisa e prematura. Il “caso” ha voluto così che il nostro caro Luigi, appena ventunenne, si trovasse disgraziatamente nel punto di fuga delle automobili al seguito di Saccucci, che cercavano di farsi largo lungo la sede stradale.
Il 28.05.1977, ad un anno dalla morte del giovane, l’Amm.ne Comunale di Sezze inaugurò una scultura bronzea dell’artista Reza Olia, a memoria delle vittime dell’antifascismo ( e quindi di Luigi Di Rosa ): tale monumento venne collocato vicino “Ferro di Cavallo” , nei pressi del luogo del mortale ferimento.
Avvenne
però che un gruppo di incivili attentatori che, nell’irrazionale
tentativo di cancellare il ricordo delle vittime e con l’intento di
terrorizzare l’opinione pubblica , tra il 3 e il 4 luglio di
quell’anno fece esplodere un ordigno di tritolo che distrusse il
monumento in questione. L’attentato è rimasto impunito a tutt’oggi,
così come un altro episodio di crudele inciviltà: la profanazione
della tomba di Luigi Di Rosa , brutalmente imbrattata il 2 novembre 1978
con scritte di vernice inneggianti ad odio politico. Per
questi motivi tutti i cittadini di Sezze sono chiamati a tener viva la
memoria di questo compianto concittadino che , con la sua giovane morte,
ha dovuto pagare il prezzo più alto nel cammino della democratica
convivenza sociale di Sezze. |
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