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Ecomostro dei Ciurli, comincia la demolizione 19 dicembre 2007
LEGAMBIENTE
LAZIO Ecomostro dei Ciurli, è cominciata questa mattina la demolizione, ad opera del Comune di Fondi. E’
una grande vittoria di Legambiente, in difesa del paesaggio agrario del
Lazio. 27.648
mc su 17 ettari, la lottizzazione dell’Isola dei Ciurli, il località
Salto di Fondi, in Provincia di Latina è il più grande Ecomostro della
nostra Regione. Dopo
quasi quarant’anni, questa mattina le ruspe del Comune di Fondi hanno
cominciato la demolizione del più grande Ecomostro abusivo della nostra
Regione, la lottizzazione dell’Isola dei Ciurli, a Fondi, in Provincia
di Latina, da sempre al centro delle mobilitazioni di Legambiente Lazio
e del Circolo Legambiente di Fondi. Come è noto, dopo la definitiva sentenza della Magistratura nel
processo di merito, recentemente la Regione Lazio aveva stanziato la
cifra necessaria alla demolizione, mettendola a disposizione del Comune
di Fondi, da sempre recalcitrante a provvedere alla demolizione. Insieme
alla somma, la Regione Lazio aveva indicato in trenta giorni il tempo
utile per provvedere alla demolizione: dopodichè, con l’esercizio dei
poteri sostitutivi previsti dall’art. 32 della legge 47/85, in caso di
ennesima “accidia amministrativa” del Comune di Fondi, sarebbe
intervenuta la Regione Lazio. E’ utile ricordare che l’altro atto
amministrativo decisivo per l’area di Salto di Fondi, è stato
l’inserimento dei 17 ettari della lottizzazione all’interno del
Monumento Naturale del lago di Fondi, recentemente istituito dalla
Regione Lazio. “L’ottimismo della ragione ha ancora una volta trionfato sul pessimismo
della volontà: dopo venti anni di mobilitazione della nostra
Associazione e del nostro Circolo di Fondi, e dopo ripetuti esposti
dell’Osservatorio Regionale Ambiente e Legalità di Legambiente Lazio,
finalmente arriva il momento delle ruspe, dopo una lunga battaglia che
ha avuto inizio addirittura nel 1968 - ha dichiarato Lorenzo
Parlati, presidente di Legambiente Lazio, in merito alla demolizione
dell’Isola dei Ciurli–. L’iniziativa della Regione Lazio in
materia di esercizio dei poteri sostituitivi nei confronti del Comune di
Fondi, ha dato i suoi frutti: questa mattina dopo decenni il Comune ha
infatti iniziato a demolire le prime ville. La demolizione ha un chiaro
sapore ambientale e di restauro di uno dei più significativi paesaggi
agrari della nostra regione, recentemente inserito all’interno del
nuovo Monumento Naturale del Lago di Fondi. La demolizione, un ottimo
auspicio in vista della nuova importante legge regionale in materia di
repressione dell’abusivismo edilizio, sia da monito per tutti quei
Comuni spesso assenti da questo fronte, convincendoli ad abbandonare
tutte le scuse.” Da
parte sua , il Presidente del Circolo di Fondi, Luigi
Di Biasio, ha dichiarato quanto segue: “E’
una grande vittoria per chi sul territorio da sempre, spesso in assoluta
solitudine, si è battuto contro il più grande Ecomostro della nostra
Regione. Ora questa demolizione deve avere due conseguenze: deve
essere di monito per tutti gli altri abusi edilizi che si compiono in
questi territori e deve anche essere funzionale al restauro
paesaggistico della Piana di Fondi, che continua ad essere minacciata
anche da scelte urbanistiche sbagliate.” Roma,
19 Dicembre 2007
La
cronistoria La
vicenda della lottizzazione dell’Isola dei Ciurli, nel Comune di Fondi
– LT – in località Salto di Fondi, ha inizio nel 1968,
quando la Cooperativa Isola dei Ciurli ottenne dal Comune i permessi per
costruire 60 ville su una
area estesa per circa 21 ettari. All’epoca del rilascio dei permessi a
costruire, il Comune di Fondi non era dotato di Prg. Già nel 1971, il
Commissario Straordinario del Comune, Dott. Barbato, annullò tali
concessioni edilizie. Nel
1974, ancora per iniziativa di un Commissario Straordinario ,Dott.
Riondino, vennero annullati per illegittimità i permessi a costruire già
rilasciati relativi alle prime 21 ville, dopo aver verificato che
l’intervento edilizio in questione assumeva il profilo urbanistico
della lottizzazione a scopo edilizio, e quindi necessitante, per le
attuali leggi urbanistiche, di un Piano particolareggiato. Alla data
dell’annullamento dei permessi a costruire, nel territorio comunale
vigevano le norme di salvaguardia date dal Prg adottato nel 1973.
Oltre all’annullamento delle concessioni, il provvedimento del
Commissario contemplò anche la contestuale diffida alla demolizione di
tutte le opere realizzate. A queste iniziative, si affiancò un
ulteriore provvedimento, adottato dal Pretore di Fondi, che, ancora nel 1974,
ordinava il sequestro del cantiere e una perizia tesa a stabilire il
livello di avanzamento dei lavori finalizzati alla realizzazione delle
prime 21 ville sulle 60 totalmente previste. Finita
l’epoca del Commissariamento, si insedia la nuova Amministrazione
Comunale. La Cooperativa Isola dei Ciurli, nella persona del suo
Amministratore, ottiene il ripristino delle concessioni edilizie già
soppresse. Tutto ciò nonostante la precedente condanna inflitta dal
Pretore di Fondi, Dott. Napolitano, nel luglio del 1973,
nei confronti di un ex Sindaco di Fondi,
dell’ex Vice – Sindaco, e del costruttore/amministratore
della Cooperativa Isola dei Ciurli, tutti condannati a due mesi di
reclusione e alla interdizione dai pubblici servizi per un anno. La
parte soccombente presentò però ricorso in appello presso il Tribunale
di Latina, e la prima sentenza venne rovesciata completamente, con un’
assoluzione per tutti. Ma il Pubblico Ministero del processo – il
Dott. Alfredo Santangelo – fece ricorso contro la citata sentenza, e
la Cassazione fece rifare il processo, che, però,
confermò il primo verdetto del Pretore. Dopo
alcuni anni, durante la quale l’intera vicenda sembra essere ormai
dimenticata, tranne per la spettrale presenza di quei 21 scheletri di
ville edificate allo stato rustico sulla piana di Fondi, la Cooperativa
Isola dei Ciurli viene liquidata, poiché in stato di insolvenza, come
stabilito con un Decreto Ministeriale del 1978, e messa in liquidazione coatta amministrativa, con obbligo di
vendita dei terreni e dei rustici insistenti. Il nuovo compratore è il
titolare della Società ICIM – Immobiliare Compravendita Immobili e
Mobili – , di professione commerciante. Nello stesso anno, la Giunta
Regionale dell’epoca, approvava il Prg del Comune di Fondi. Per il
“comparto denominato Isola dei Ciurli”, il nuovo strumento
urbanistico prevede, letteralmente, quanto segue: “ …la
predetta sezione Urbanistica ne aveva proposto il ridimensionamento
attraverso un congelamento dei volumi esistenti e la non utilizzazione,
ai fini edificabili, dei lotti ancora disponibili, sottoponendo peraltro
la parte già edificata ad una razionalizzazione per il recupero degli
standard urbanistici”. Una previsione, questa, che farebbe pensare
ad un “congelamento dell’esistente”, con il chiaro intento di
“salvare” quei 21 scheletri e, ovviamente di “completarli”. Ma,
immediatamente di seguito, la Deliberazione sul nuovo Prg della Giunta
Regionale, aggiunge “Poiché
tale razionalizzazione appare realizzabile soltanto nel contesto
unitario dell’intero comparto ed in considerazione che è necessario
comunque definire la disciplina sostitutiva della parte non ancora
edificata del comparto stesso, allo scopo di evitare un vuoto normativo,
si prescrive che il comparto in fregio alla S.S. Flacca denominata
“Isola dei Ciurli” va declassato da zona di ristrutturazione B4 a
zona agricola V/2 – indice fondiario: 0,03 mc/mq. L’Amministrazione
comunale, attraverso una variante o un piano particolareggiato in
variante, potrà tuttavia in seguito proporre una razionalizzazione del
comparto stesso sulla base di un indice di edificabilità territoriale
pari al rapporto tra la volumetria
esistente e la superficie dell’intero comparto”. In buona
sostanza, la Deliberazione Regionale permette sia di “assumere” nel
nuovo strumento urbanistico le sentenze della Magistratura – ovverosia
procedere alle demolizioni – sia di varare un piano particolareggiato
previa variante. Per l’oggi, quindi, in mancanza di una variante
comunale specifica, dato l’indice fondiario stabilito, su
60 ettari complessivi del comparto, mq 178.245 – 17 ettari -
sono edificabili
mc 5.347 ad uso agricolo, e mq 24.000 a vincolo di standard
urbanistico. Al contrario, risultavano già realizzati al momento
dell’approvazione della Deliberazione Regionale sul Prg di Fondi,
27.648 mc ad uso residenziale su 210.000 mq. L’atto
successivo di questa vicenda è, innanzitutto, rappresentato dalla Legge
Regionale n. 28/80, relativa alle norme concernenti l’abusivismo
edilizio ed il recupero dei nuclei edilizi nati abusivamente. Infatti,
sulla base della Legge Regionale, ed in applicazione del Prg, il
Consiglio Comunale di Fondi, delibera nel 1983
la Variante Speciale per le zone V/1, V/2, V/3, applicando così
l’art.15 della stessa Legge Regionale citata. In ogni caso, sia pure
con la variante adottata, vengono esclusi dal beneficio di legge n. 10
delle 21 ville già edificate, in quanto ricadenti nella fascia di
rispetto dei 300 mt dalla linea di battigia del mare, così come
stabilito da un’altra Legge Regionale, la Legge n. 30 del 1974. Nel
1985 avviene un fatto
importante di questa lunga e complessa vicenda: infatti è l’anno del
Decreto con il quale il Ministro per i Beni Culturali e Ambientali,
integra ai sensi della legge n. 1497 per la tutela delle zone
paesaggistiche, la dichiarazione di vincolo sull’area di Salto di
Fondi, già risalente al 1959. In particolare, il
Decreto del Ministero prevede di estendere il vincolo “ alla zona costiera sita nell’ambito dei Comuni di Fondi e
Sperlonga, nella quale si può godere l’amplissima visuale verso la
conca di Fondi fino ai Monti Ausoni e ai Monti Urunci Aurunci e verso il
suggestivo paesaggio lungo il mare”. Il primo giorno di Aprile del
1986
è la data di presentazione, ai sensi della legge 47/85,
ossia il I° Condono Edilizio, presso il Comune di Fondi, di 21 domande
di concessione in sanatoria per ognuno dei manufatti edificati nel
comprensorio Isola dei Ciurli. Nel 1987
la Giunta Regionale del Lazio approva il
Piano Territoriale
Paesistico, nel quale l’ambito dell’Isola dei Ciurli è
classificato quale “area di tutela paesistica”, con un indice di
fabbricabilità stabilito in 0,015 mc/mq, su lotto minimo di 20.000 mq:
si consideri che secondo questo indice urbanistico, in quei 17 ettari
sono assentibili cubature ad uso agricolo oer mc 2.550 –
l’equivalente di circa 10 capanni agricoli -, mentre, come abbiamo
visto, su quei 17 ettari della piana di fondi erano stati realizzati
circa mc 27.648 ad uso
residenziale. Poiché
l’area è soggetta a vincolo paesaggistico, l’iter delle 21 domande
di concessione in sanatoria deve essere corredato dal parere favorevole
dell’Ente preposto alla tutela del vincolo paesaggistico, ossia dal
nullaosta Regionale: nullaosta che nel 1988
l’Assessorato all’Urbanistica della Regione Lazio dell’epoca
trasmette al Comune di Fondi. Nel 1990,
il Sindaco pro tempore di Fondi, alla vigilia delle elezioni
amministrative, previo
pagamento degli oneri di urbanizzazione, rilascia le 21 concessioni in
sanatoria. E’ da notare che all’epoca, presso il Comune di Fondi,
risultavano essere state presentate n. 5.564 richieste di concessione in
sanatoria, e, delle quali , soltanto 444 richieste – pari quindi al
7,9% del totale - erano già
state “trattate” per la conclusione dell’iter amministrativo
propedeutico al rilascio delle concessioni in sanatoria .
Ciò significa che quelle 21 richieste di concessione relative alla
lottizzazione Isola dei Ciurli, furono “trattate”
repentinamente attraverso una sorta di “corsia
preferenziale”, a beffa di quei cittadini che, magari, per abusi di
minore entità e con minore impatto ambientale, ancora oggi attendono
dal Comune di Fondi la concessione in sanatoria ai sensi del I°
Condono. Dopo
lo svolgimento delle elezioni amministrative, cambia il quadro politico
nel Comune di Fondi: in conseguenza, il nuovo Sindaco, emette ordinanza
di sospensione lavori per le opere realizzate nel comparto Isola dei
Ciurli, “congelando” così le concessioni in sanatoria.
Nel 1998 il Tar del
Lazio, sezione di Latina, accoglie il ricorso della proprietà contro
l’ordinanza sindacale, per illegittimità dell’atto e eccesso di
potere. Forti di ciò, la proprietà presenta al Comune di Fondi un
progetto di lottizzazione convenzionata, che, immediatamente, dopo un
ulteriore cambiamento del quadro politico – amministrativo locale,
viene accolta dal Comune. Ma nel 1999, l’Assessorato
Urbanistica e Casa della Regione Lazio dell’epoca, ricevuto dal Comune
di Fondi il Piano di lottizzazione, esprime il proprio parere. Il
documento regionale evidenzia, tra l’altro, che il Prg di Fondi
qualifica il comparto quale area agricola, e che le concessioni edilizie
in sanatoria rilasciate non corrispondano ai criteri individuati dalla
regione per il recupero delle aree nate abusivamente, e che, quindi, il
progetto medesimo non possa essere approvato dal Consiglio Comunale.
Nonostante ciò, il Comune di Fondi, ancora nel 1999,
approva la lottizzazione ed autorizza la sottoscrizione della
convenzione urbanistica. L’ultimo atto di questa vicenda è del 2004, data nella quale viene resa pubblica la sentenza del Tribunale di Latina: in relazione alla vicenda dell’Isola dei Ciurli, il costruttore/commerciante viene condannato ad un anno di arresto, quarantamila euro di ammenda, e la confisca dei terreni per lottizzazione abusiva. In sede di appello nel 2006 tale sentenza è stata confermata: ma il costruttore non si arrende e presenta un nuovo appello, alla Corte di Cassazione. La Corte di Cassazione, con la sentenza definitiva emessa il 13 maggio, ha posto la parola fine all’annosa vicenda della lottizzazione abusiva dell’Isola dei Ciurli. Ora la parola passa finalmente alle ruspe. Già, perché accogliendo l’esposto di Legambiente Lazio, l’Assessorato all’Urbanistica della Regione Lazio ha notificato al Comune di Fondi istanza per avviare l’iter relativo ai poteri sostitutivi in materia di lotta all’abusivismo, previsti per legge, in caso di acclarate inadempienze da parte dei Comuni in materia di repressione dell’abusivismo edilizio. Il più grande Ecomostro della Regione Lazio, nato nel 1968 e arrivato alla veneranda età di 39 anni, ha quindi i giorni contati. Corso
della Repubblica, 81 – 04010 Sezze Scalo (LT) – Telefono 0773/660748
Fax 0773/480977 E
mail gus@openaccess.it – Cod.
Fis. 91068380590 |
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