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Progetto
Agorà, dal basso per condividere Sezze
6
dicembre 2011, comunicato stampa
Nasce
a Sezze il Progetto Agorà, un progetto per dare voce ai cittadini,
ovvero coloro che la politica locale ha messo ai margini della vita
politica e sociale, sostituendoli con piccole beghe di bottega, di tanti
personalismi fini a se stessi. A spiegare le linee guide del progetto
che da qualche giorno è sbarcato online ci pensa il webmaster Alberto
Di Prospero: “Il distacco tra palazzo e cittadinanza è sempre più
grande, e proprio per questo abbiamo lanciato un progetto che dal basso
porti la buona politica e la buona prassi in alto. Per noi è
fondamentale il programma elettorale. Vogliamo lavorare ad un progetto
ambizioso per il nostro paese. Un progetto fatto di idee e
programmazione. Proprio per queste ragioni abbiamo creato un nostro sito
web: www.agorasezze.it
in cui oltre a trovare le nostre idee, si può partecipare ad una serie
di sondaggi su Sezze. Per noi il confronto, la partecipazione,
l’informazione, il coinvolgimento e la cooperazione tra tutti i
soggetti esistenti sul territorio rappresentano, oltre che una grande
opportunità, l’unica via percorribile per la realizzazione di una
comunità sana che vuole fortemente migliorarsi”. Sul sito sono già
presenti dei quesiti che chiedono l’interazione dei cittadini: “Tra
i primi temi su cui chiediamo un giudizio ai cittadini – continua Di
Prospero – sono quelli dei beni culturali e
dell’associazionismo.
Tempo
fa lanciammo l’idea di un’associazione su cui i cittadini potessero
riversare il loro 5 per mille a tutela dei siti archeologici del nostro
territorio per metterli a sistema e farne meta di attrazione turistica.
Chiediamo alla popolazione quali siti vorrebbero vedere oggetto di
investimento (Riparo Roberto, Antica Via Romana, Mura Poligonali, Villa
Romana, Arnalo dei Bufali,La Preta degli Trasoro e Fonte della
Chitarra). Nell’altro sondaggio chiediamo quale soluzione venga
ritenuta la migliore e soprattutto praticabile per dare al volontariato
gli strumenti necessari allo svolgimento delle attività sociali (La
riattivazione della Consulta delle Associazioni, la costituzione di un
nuovo organismo indipendente dall’Ente Comunale, o lasciare le cose
così come sono)”. La chiosa finale di Di Prospero, svela la
prospettiva di Progetto Agora: “La nostra idea è quella di costruire
dal basso una nuova idea di città, una paese che sappia rispondere alle
sfide che ha davanti e fare dell’odierno immobilismo amministrativo un
lontano ricordo. Sezze ha bisogno di essere dinamica ed innovativa,
partendo dal bene più prezioso che gli è rimasto: i cittadini.
Per noi le primarie vere
sono quelle dell’idee, in modo che la nuova amministrazione sia
vincolata non a false e squallide promesse di posti di lavoro, bensì ad
un programma di rilancio della società, dell’economia e della
cultura, insomma una nuova politica per Sezze”.
Il
Centro Destra in cerca di coalizione
2
dicembre 2011, Vittorio Accapezzato
Autunno
caldo della politica Setina a pochi mesi delle elezioni amministrative.
Sezze
sta
vivendo questo momento e si prepara all’appuntamento elettorale del
prossimo mese di maggio che rinnoverà il Consiglio Comunale.
Puntualmente
si sono affacciate nuove formazioni politiche, in cerca di un posto
attorno al tavolo.
Un
appuntamento elettorale dal quale dipende una rinnovata legislatura
amministrativa.
In
questa situazione, di disagio e di disaffezione nei confronti della
politica e in una fase di crisi economica
si è chiamati a una nuova sfida per ridare dignità alla politica e
rilanciare la partecipazione degli elettori.
La
politica dovrà essere efficiente alla determinazione dei problemi
realistici del paese ed essere capace di migliorare la qualità della
vita e dell’ambiente, puntando in esclusivo a suscitare speranza e
passione civile fra i cittadini.
I
primi approcci nel centrodestra appaiono chiarissimi: si tratta di
costruire un vero patto politico e non un cartello elettorale, destinato
a sciogliersi subito dopo le elezioni.
Il
PDL sta cercando di realizzare un fronte comune contro la maggioranza di
sinistra variopinta e si spinge per un accordo tra Nuova Area, Mas,
Nuovo PSI, UDC e PDL.
Con
tale alleanza si può prospettare una partita elettorale dal risultato
incerto ma possibile alla vittoria.
Di
conseguenza, la sinistra variegata della maggioranza uscente, si
presenterà con una confusione babelica di liste che, come minimo,
disorienterà gli elettori al momento del voto.
Il
PDL di Sezze si vuole rendere interprete per rilanciare un'azione
politica e aprire una fase di dialogo e collaborazione tra
le forze della società civile, di centro e di destra.
Un'iniziativa
politica che richiama alla riflessione
tutte le forze politiche interessate alla realizzazione di un’alleanza
di centrodestra.
Perché
non si è arrivati finora a formare un’alleanza? Quali sono i motivi
politici?
Difficile
trovare accordi e strategie risolutive? Nessun motivo politico. La
troppa
ambizione, i troppi personalismi, la troppa voglia di essere candidato a
sindaco sta avendo breccia.
La
politica non è scomposizione o ricomposizione in funzione d’interessi
o ambizioni personali.
Una
prassi democratica è quella che ogni schieramento del formato patto,
indichi un loro sindaco per poi far decidere ai propri elettori quale
candidato sindaco preferiscono.
Se
si è disuniti e si continuano a fare solo movimenti
sottotraccia, è segno di una politica inconsistente, dove alla fine
vincerà, appunto il meno debole, in questo caso la maggioranza uscente.
La
proposta del Rotary per il monastero delle clarisse
3
novembre 2011, il presidente Leone Caetani
Il
Rotary Club Latina Monti Lepini, in merito al Concorso di idee lanciato dall’Ente Provincia di Latina sulla destinazione dell’ex Monastero S. Chiara di Sezze , ha elaborato la presente proposta.
- CENTRO DI RICERCA POLIVALENTE NELL’AMBITO ARTISTICO E CULTURALE
-RESTAURO DI OPERE D’ARTE E DOCUMENTI .
-ESPOSIZIONE DEL MATERIALE RESTAURATO IN ATTESA DELLA LORO DESTINAZIONE
-RECUPERO REPERTI ARCHEOLOGICI LASCIATI NEI SITI DI RITROVAMENTO .
-CREAZIONE BORSE DI STUDIO PER GIOVANI RESTAURATORI .
-I RICERCATORI POTREBBERO ESSERE OSPITATI NELLA STESSA STRUTTURA , IDONEA A TALE SCOPO.
-UN CENTRO CHE POTREBBE ACCOGLIERE NEI SUOI SALONI CONVEGNI DI INTERESSE NAZIONALE COME ANCHE INCONTRI MUSICALI .
“ Per la grandezza oltre che la bellezza del complesso conventuale si potrebbe avere un Centro di Ricerca di grande valore culturale . Un Museo “evolutivo”, nella continua diversità espositiva . Importante nel nostro territorio Pontino , Lepino e Laziale ; come ricadute altrettanto identificative nella sua unicità sul Distretto Rotariano 2080 che comprende Roma-Lazio-Sardegna .
Un Progetto non pindarico e che una volta portato a termine potrebbe servire da volano per Sezze dando al nostro paese maggiore valenza anche sotto l’aspetto turistico . Con umiltà, ma con volontà, si potrebbe creare tale interesse intorno ad esso da poter diventare una “Erice” del Centro Italia .
Certo il Rotary è il primo a sapere delle difficoltà di portare a termine l’idea soprattutto, considerato il momento, sotto l’aspetto economico; ma sa che una volta individuato un traguardo ed aver preparato ogni cosa bene da chi dovrà finalizzare la realizzazione del progetto, ovviamente se esso è condiviso dagli addetti ai lavori, il compimento dello stesso non sarà cosa difficile da farsi .
Un idea quindi positiva per i cittadini, giovani e meno giovani, che devono sentirsi direttamente coinvolti nella valorizzazione della nostra storia “ .
I
venerdì letterari
27
ottobre 2011, comunicato stampa
del Comune di
Sezze

“I Venerdì Letterari al Museo Archeologico” incontri con l’autore
2011/2012 presenta: “Fatima. Una storia fuori dai libri di storia”.
“Fatima.
Una storia fuori dai libri di storia”.
Questo
il titolo del libro di don Gianni Toni a cui sarà dedicato
l’appuntamento de “I Venerdì Letterari al Museo Archeologico”
previsto per venerdì 28 ottobre, alle ore 17.00, presso il Museo
Archeologico di Sezze.
L’evento
sarà presentato da Elena Balestri, dirigente RAI Vaticano, che cura le
trasmissioni insieme a Giuseppe De Carli.
La
lettura dei brani sarà affidata alla nota giornalista Rita Calicchia,
autrice di numerosi programmi televisivi (non ultimo quello sulla città
di Sezze), che recentemente ha presentato al pubblico il libro ricordo
della visita di Giovanni Paolo II a Latina, le cui copie sono andate
esaurite in pochissimo tempo.
Gli
interventi saranno coordinati da Piero Formicuccia, Dirigente dei
“Servizi Culturali” del Comune di Sezze.
Sarà
presente all’appuntamento di venerdì prossimo anche la Presidente
regionale dell'Unitalsi del Lazio, Preziosa Terrinoni, che con don
Gianni condivide il lavoro e la realizzazione dei pellegrinaggi a
Lourdes, Loreto, Fatima e Terra Santa.
Nel
libro l'autore accompagna con semplicità e immediatezza coloro che si
mettono in viaggio verso Fatima, aiutandoli ad accantonare gli abiti dei
"turisti", per diventare autentici pellegrini, scoprendo
fatti, protagonisti, parole e luoghi di quella storia che è entrata di
diritto nella trama delle tumultuose vicende del XX secolo.
Era
il 13 maggio del 1917 quando una Signora "più splendente del
sole" apparve a tre pastorelli, in quello sperduto villaggio del
Portogallo, annunciando un messaggio che, nonostante il rumore del male,
è ancora attuale.
Don
Gianni Toni, da tanti anni fuori da Sezze come sacerdote - parroco prima
a Cori e poi a Latina nella parrocchia di S. Domitilla, è assistente
ecclesiastico dell'Unitalsi per il Lazio da quindici anni.
E' già autore di altre pubblicazioni; per la casa editrice Ave ha
pubblicato un suo primo libro di testimonianze con la presentazione del
cardinale - arciprete della basilica di S. Pietro Angelo Comastri dal
titolo “I volti del treno bianco”, ristampato in pochi mesi.
Ha
pubblicato, inoltre, per la casa edtrice Shalom "Lourdes la storia
e le strorie" con la presentazione di Elena Balestri dirigente
di Rai-Vaticano e il libro "Bernadette una di noi",
diffusi tra i pellegrini di Lourdes in migliaia di copie.
Per
il prossimo mese di febbraio uscirà un nuovo libro dal titolo
"Lourdes...mi ha cambiato la vita".
La cosa che l’autore ricorda con più piacere ed emozione è l’aver
partecipato come commentatore al pellegrinaggio
- visita di Giovanni Paolo II a Lourdes per conto della Televisione
Vaticana, avvenuto l’anno prima della sua morte.
Il
libro che sarà presentato venerdì prossimo si fregia della
presentazione dell'Assistente Nazionale dell’Azione Cattolica, il
Vescovo Domenico Sigalini.
Il
Baule riparte alla grande con il Carnevale
24
ottobre 2011, comunicato stampa
L’associazione
culturale “Il Baule Onlus” comunica che in questi giorni sono
ripresi gli incontri per definire la programmazione degli eventi per il
prossimo inverno. L’associazione, che ha sede a Sezze Scalo, sta
lavorando per organizzare manifestazioni storiche per la comunità,
quale il Natale e il Carnevale in strada. In programma ci sono anche
nuove iniziative e diverse attività che il sodalizio setino proporrà
alla comunità di Sezze Scalo nel rispetto della tradizione. Dopo una
pausa “Il Baule Onlus” ha lavorato per riorganizzare la struttura
dell’associazione culturale con lo scopo di rilanciare manifestazioni
che fanno parte della vita di una comunità che ha pochi luoghi e
sporadici momenti di incontro. «Come associazione invitiamo tutti i
residenti di Sezze Scalo a seguire numerosi le nostre attività e
manifestazioni come hanno sempre fatto – così nella nota diramata dal
sodalizio – E’ nostra intenzione migliorare gli appuntamenti
invernali, il Natale, Il Carnevale e la Sagra della Bruschetta, anche
grazie all’aiuto di chi vorrà far parte del nostro gruppo di
volontari. Il Baule vuole fare associazionismo tenendo in mente le
aspettative della gente e considerando che i momenti di svago e di
spensieratezza sono fondamentali per creare aggregazione e solidarietà».
Dalla
prossima settimana inizieranno i lavori per la realizzazione dei carri
allegorici.
Chi
vuole partecipare può contattare i seguenti numeri:
339.63.03.780
338.94.15.592 338.36.90.832
Tromba
d'aria nel sud Pontino, maltempo e disagi
21
ottobre 2011, Latina24ore.it
Anche
nella provincia pontina gravi disagi si sono verificati per tutta la giornata
a causa del maltempo. Il comando dei vigili del fuoco di Latina è stato impegnato
a fronteggiare l’emergenza allagamenti in molte zone della provincia.
Alcuni
interventi di soccorso a persone sono stati effettuati a Gaeta e a
Latina, mentre diversi sono stati gli interventi di rimozione di
alberi caduti lungo le strade, in particolare a Formia e nel sud
pontino dove le squadre sono ancora al lavoro a causa di una tromba
d’aria.
Due
squadre del comando provinciale di Latina, partite da Sezze e da Fondi,
sono state inoltre inviate questa mattina a Roma, su disposizione
della direzione regionale dei vigili del fuoco del Lazio.
L’allerta
durerà per le porssime 24 ore. Un incidente sulla Pontina, ad Aprilia,
ha creato notevoli disagi alla circolazione in direzione di Roma.

Rotary,
visita del Governatore
10
ottobre 2011, il presidente Leone Caetani
ROTARY CLUB LATINA MONTI
LEPINI DISTRETTO
2080
Il
28 settembre scorso
il Rotary Club
Latina Monti Lepini ha inaugurato
a Sezze Scalo il Parco
Giochi " Padre Augusto De Angelis " , nostro concittadino, missionario ed educatore . Alla cerimonia, presenziata dal
Presidente del Rotary Club Latina Monti Lepini
Leone Caetani, c’è
stata grande partecipazione di gente oltre che la presenza del Sindaco,
di consiglieri ed Assessori comunali , del Governatore
distrettuale 2080 (
Roma-Lazio-Sardegna) Daniela Tranquilli Franceschetti .
Dopo
la presentazione del Presidente rotariano sono intervenuti
Padre Binda della Congregazione dei "Figli di S.Maria
Immacolata" , il Governatore,
Luigi De Angelis, fratello di Augusto, il Sindaco .
Successivamente
il Rotary Clud
Lepino ha ospitato, al
ristorante Faraone, il
Governatore per la rituale
visita che fa in tutti i
Club del Distretto . Un
incontro costruttivo e cordiale . La Tranquilli
ha elogiato il lavoro fin qui da noi svolto, trovato molto
interessante il programma 2011-12 del Club .
Il
Presidente Leone Caetani :
“Tra
i progetti locali che stiamo portando avanti ci sono incontri con le
scuole per la campagna sulla
“disostruzione delle vie aeree”, restauro del quadro dei SS.
Cosma e Damiano (Chiesa di S.Pietro-Sezze), Premio di Poesia e Prosa ,
incontro culturale a Priverno ( Castello di S. Martino), la “Giornata
della prevenzione” (diabete mellito,ipertensione arteriosa, obesità),
restauro degli “Archi di S. Lidano”,
concerto di beneficenza, banco alimentare nei supermercati per
Natale e Pasqua , creare ancora di più interesse verso il Rotary
proponendo incontri ed apertura di parchi giochi
nei paesi del comprensorio del Latina Monti Lepini .
In
riferimento invece al Rotary International
si lavora per la totale
eradicazione della Polio ( “End Polio Now” ) , risolvere il grande
problema dell’acqua nei Paesi più poveri, combattere altre gravi
malattie che nel mondo fanno milioni di vittime , portare
avanti programmi e
progetti sempre e comunque finalizzati alla solidarietà
sia
pure nelle difficoltà di realtà difficili come le guerre, le lotte
tribali .
Quest’anno
il Rotary International ha un Presidente indiano , Kalyan Banerjee, la
cui frase principe, segno della sua presidenza , è : CONOSCI TE
STESSO PER ABBRACCIARE L’UMANITA’
.
Solo
conoscendo se stessi, con concretezza, coraggio
e amore, l’Uomo riesce a dare quell’obbligata
solidarietà a chi ha il diritto di riceverla “.


Campoli
lancia la sfida di un progetto pilota per la ripubbicizzazione del
servizio
L'era
post Dondi è aperta
30
settembre 2011, Elisa Fiore
Sono
stati i diciotto anni «vissuti
pericolosamente», e sostenuti dagli utenti
del servizio idrico integrato, a pesare
come un macigno sulle considerazioni
espresse dal sindaco di Sezze, Andrea
Campoli che, a «bocce ferme»,
analizza il contenuto più gravoso,
derivato dai comportamenti
assunti
negli ultimi due anni da parte del gestore.
«Si è incrinato il rapporto fiduciario -
spiega Campoli - e l’indisponibilità a continuare il rapporto si
è manifestata all’indomani della richiesta del pagamento
di due fatture che erano già rientrate all’interno
del Lodo arbitrale, a questo si deve
aggiungere la quota extra, derivata dall’uso
delle utenze pubbliche, che all’interno
del Lodo ha assunto la cospicua forma
di sostanziale di 1.300.000,00 euro.
Facendo registrare una
somma di consumi pari a 100 mila euro/anno
per dieci anni, e che all’indomani
del Lodo questa amministrazione, grazie
al controllo ed alla verifica in
contraddittorio tra le parti, è stato
ridotto ad una somma pari a zero. Dall’altra
parte ritengo che vi sia stato un punto
di avvio di questo processo con cui
il Consiglio comunale ha compiuto solo il
proprio dovere sulla scorta della relazioni
e della mole di documenti raccolti dal
dirigente del settore che ha proposto la
decadenza contrattuale ed il Consiglio
comunale non ha potuto fare altro che
approvare » .
L’hanno
accusata di fare salti nel buio? «Sì, è
vero - ma anche del contrario, quindi ci
devono
spiegare
quale delle due sia la tesi giusta: se
abbiamo un’impostazione politica o se questa
sia
frutto dell’improvvisazione ...siamo pronti
ad aprire una stagione di dialogo e
confronto e ad avere l’ambizione di
creare e gestire un processo pilota di
gestione pubblica del servizio idrico».
C’è
un percorso avviato dai comuni di Bassiano,
Cori, Aprilia; c’è stato un referendum:
non crede che il suo elettorato sia stanco
dei tentennamenti?
«Noi
siamo in una fase più avanzata, e ritengo
che presto saremo in grado di riavere gli
impianti. sarà un percorso condiviso con
le forze vive della città, per una
gestione che non rinunci ai criteri di
efficienza ed economicità ed al tempo
stesso offra garanzie a tutti gli utenti,
soprattutto a quelli più deboli».
Ha
sollevato un polverone con il Comitato
Acqua Pubblica, se n’è accorto?
«La
mia affermazione era rivolta a quei partiti
che prima di censurare la delibera hanno
votato il decreto Ronchi quindi in aperta
contraddizione con il duplice ruolo assunto
dentro e fuori dall’aula. Ma il tema di
fondo, è comprendere se il problema
sia di ordine tattico, per anni hanno
urlato contro la Dondi, ma siccome lo sta
facendo la Giunta Campoli l’impianto non
è valido, ecco credo che queste persone
abbiano poca dimestichezza con i cittadini
e con le loro aspettative».
E
con i dissidenti della margherita? «Ho
rispettato e rispetto anche la diversità
di opinione». Campoli appare dunque già
pronto a ricucire lo strappo.
Il
Presidente nazionale LEGACOOP in visita alla comunità di Bassiano
Utopia
2000 presa a modello
24
settembre, comunicato stampa
Utopia
2000 presa a modello. Sul suo progetto di “Cooperativa di comunità”
punta la Legacoop: vuole esportarlo in altre realtà italiane. Mercoledì
28 settembre 2011 Giuliano Poletti, presidente nazionale
dell’associazione, cui la stessa Utopia aderisce, visiterà la Comunità
Alloggio per minori di Bassiano. Una Comunità che ospita trenta
ragazzi, che sono stati inseriti in appositi percorsi di
formazione-lavoro e di inserimento lavorativo. Percorsi finalizzati
anche alla realizzazione di programmi di rivalutazione delle risorse
ambientali, turistiche e culturali locali. I ragazzi, insomma,
perfettamente integrati nel sistema sociale (scuola, piazza e lavoro)
della comunità in cui vivono, stanno lavorando a diversi progetti con
l’obiettivo di sfruttare al meglio le potenzialità
del paese e sperimentare un approccio al concetto di
integrazione–inclusione opposto a quelli
conosciuti e applicati finora. Il loro operato viene
monitorato e supportato costantemente dagli operatori della stessa
struttura, che completano così il nucleo organizzativo. Gli interventi,
comprese “Le Notti dell’Utopia”,
l’evento-contenitore estivo, hanno tutti lo stesso scopo:
promuovere il mondo del “sociale” e in particolare il ruolo che in
esso svolge il "Terzo settore" inteso sia come particolare
categoria imprenditoriale, sia come insieme di soggetti
organizzati e attivi che compongono il sistema di produzione del
“benessere sociale”.
“L'innalzamento del livello del benessere sociale – afferma
Massimiliano Porcelli, presidente della Cooperativa Utopia 2000 onlus -
è la risposta alla necessità dell'individuo di ancorare il proprio
senso di gratificazione personale alla soddisfazione dei bisogni
dell'intera comunità in cui vive. E', questa, una necessità sempre più
avvertita. E se ciò appare possibile in generale, lo è ancor di più
in quelle piccole realtà territoriali, come Bassiano per l’appunto,
piene di antiche tradizioni e dotate di una rete solidale collaudata nel
tempo e arricchita da una serie di valori e principi che vale
ancora la pena di conservare e tramandare”. Le cooperative di comunità
agiscono in associazione con il pubblico, avendo nella base sociale
proprio le amministrazioni comunali. E di concerto con il comune di
Bassiano che la Cooperativa Utopia 2000 sta portando avanti il progetto
di “Borgo solidale”. Nata nel 1999, le sue attività si articolano
nell’offerta di servizi residenziali e servizi
per gli anziani e per i minori (case famiglie, gruppi
appartamento, assistenza domiciliare minori disabili). Organizza campi
scuola, percorsi di integrazione scolastica, eventi e congressi. Tra i
suoi committenti, i comuni della provincia di Latina e di Roma, la
Regione Lazio, le Prefetture di Latina e di Roma, i Ministeri di Grazie e Giustizia e degli Interni.
Club
Alpino Italiano, sottosezione di Sezze
26a
fiaccolata della Semprevisa
1
settembre, comunicato stampa
Ricade
quest’anno la 26^ edizione della FIACCOLATA che si svolgerà SABATO
10 settembre p.v. con inizio alle ore 20,00 e come sempre a CAMPO
ROSELLO. Qui sarà piazzato il nostro tendone, dove saranno sistemati
tavoli e panchine e dove potranno consumare la cena, al termine della
FIACCOLATA, oltre 90 persone.
La cena consiste in un 1° piatto (quest’anno penne all’amatriciana),
2° piatto (salsiccia e formaggio fresco locale), vino, acqua minerale e
ciambella o croccante. Il costo del tutto è per i soci di
€ 10,00 e per i non soci
di €
12,00.
Per
i soci, il costo dell’assicurazione per la partecipazione alla
discesa con la fiaccola è già compreso nel bollino di tesseramento
annuale. I non soci, lnvece,
per ovvie ragioni di scanso di responsabilità della SOTTOSEZIONE per
eventuali danni alla persona, potranno prendere parte alla discesa con
la fiaccola SOLO
se avranno provveduto ad assicurarsi comunicando a uno dei
nominativi sotto indicati le generalità (cognome, nome, luogo e data di
nascita) proprie e/o di loro familiari o amici che intendono partecipare
e corrispondendo € 4,00
per ogni persona da assicurare:
-
GIUSTI Maurizio:
tel. 0773/887769; 328/9421906;
-
MAGNARELLI
Lorenzo: tel. 0773/887922, ore pomeridiane e serali;
-
LUFFARELLI
Federico: tel.0773/888653, ore serali;
-
MALANDRUCCOLO
Antonio: cell. 347/7964154;
-
TRAMENTOZZI ENZO:
cell. 338/8453422
A
quanto sopra i non soci
dovranno provvedere INDEROGABILMENTE
entro e non oltre le ore 19,30
di venerdi 09 settembre, in quanto l’elenco “
nominativo “ di tutti
i non soci partecipanti alla discesa con la fiaccola dovrà essere
trasmesso all’ASSICURAZIONE via fax entro e non oltre la mezzanotte
dello stesso venerdi.
La SOTTOSEZIONE declina ogni responsabilità per i non soci i
quali non abbiano provveduto ad assicurarsi preventivamente come sopra
detto e che si uniscano ugualmente alla discesa CON LA FIACCOLA. Tutti,
comunque, soci e non soci, possono partecipare alla cena.
I partecipanti potranno raggiungere CAMPO
ROSELLO in auto perché il Comune di Bassiano, per gentile
concessione, consentirà il libero accesso delle auto il pomeriggio e la
sera della FIACCOLATA.
Ti aspettiamo su a Campo Rosello, alle ore 19,00 per l’inizio
della salita e la consegna della fiaccola e intanto ti porgo i saluti più
cordiali miei e di tutti i Consiglieri.
“CI
STA UN MILANESE, UN ROMANO E UN NAPOLETANO…”
Arena
Estate la rassegna di spettacolo dell’estate setina
28
luglio 2011, comunicato stampa
Torna
l’appuntamento con Arena Estate la rassegna di spettacolo di Sezze che
anche quest’anno intende proseguire il suo percorso di rivalutazione
del teatro quale forma di espressione artistica e culturale, proponendo
per la stagione estiva uno stretto legame con il 150° anniversario dell’unità d’Italia.
“Ci
sta un milanese, un romano e un napoletano …”: questo
il simbolico slogan, mediato dal repertorio di aneddoti in cui si
raccontano vizi e virtù degli italiani, adottato da Arena Estate 2011
per sintetizzare la nuova proposta artistica.
Sul
palcoscenico di Sezze saranno protagonisti tre
straordinari attori comici ognuno legato alla propria terra: tre
esempi, tre modi di raccontare con ironia la nostra Italia.
Il
cartellone si aprirà il 9 agosto con lo spettacolo “Cose
che mi sono capitate…ancora”
con un dissacrante, ironico e istrionico Gene Gnocchi uno dei
comici più surreali del panorama italiano tra non sense e graffianti
osservazioni della società.
Seguirà
il 22 agosto Biagio Izzo accompagnato
da un cast di attori con il suo spettacolo teatrale “Guardami guardami”
una
commedia tutta da ridere, incentrata
sulla vita coniugale di un lui e una lei con una visione diversa
dell'amore. La rassegna vedrà la sua conclusione 11
settembre con Marco Marzocca
in “Recital”
che
porterà in scena i coloriti racconti dell’ex pugile Cassiodoro e l’esilarante domestico
filippino Ariel, protagonista di casa Bisio in Zelig. Tutti
gli spettacoli teatrale avranno inizio alle ore
21:30 presso il centro
polifunzionale U. Calabresi di Sezze.
All’interno
della rassegna uno spazio verrà dedicato al cinema con la proiezione di
tre esilaranti pellicole che hanno fatto ridere milioni di italiani.
Continueremo a festeggiare l’Italia con tre grandi attori italiani
quali Antonio Albanese
protagonista di “Qualunquemente”, Claudio
Bisio in “Benvenuti al sud” e Checco
Zalone in “Che bella giornata”
film record di incassi.
Tutte
le proiezioni saranno ad ingresso libero ed avranno inizio alle ore
21:30 presso il quartiere Le Fontanelle, nell’ottica di rivalutazione
e decentramento culturale di zone dove non vi è alcuna proposta
culturale e di spettacolo.
L’iniziativa
culturale è promossa dall’Associazione culturale Unicaeventi di
Gianlugi Polisena con il patrocinio della Regione Lazio Assessorato
Cultura, Arte e Sport, Provincia di Latina Assessorato alla Cultura,
Comune di Sezze Presidenza del Consiglio Comunale e Assessorato al
Turismo.
Per
informazioni, abbonamenti e biglietti è attivo un botteghino presso il
centro polifunzionale “Calabresi” di Sezze (viale Marconi) e i
contatti telefonici: 0773 88107 - 348.7505800 o l’indirizzo mail info@unicaeventi.it
ABBONAMENTO
A TRE SPETTACOLI EURO 49,00
L'ultimo
regalo dell'ex presidente dell'Astral Titta Giorgi
Lavori
di restyling a Sant'Isidoro
Svincolo
sulla «156», saranno realizzati una rotatoria e un parcheggio
350
mila euro che si aggiungono ai 140 mila della rotonda su via del Murillo
3
luglio 2011, Elisa Fiore
L’ultimo
atto amministrativo che l’ex presidente dell’Astral
Giovanbattista
Giorgi ha compiuto per la comunità setina ha
un
nome preciso: messa in sicurezza dello
svincolo della Sr 156 dei Monti Lepini all’altezza della
rotatoria,
oggi occupata dalla statua di Sant’Isidoro.
Che
lo slargo chiedesse un intervento drastico,
capace di ridare forma al caos indistinto che
lo
ha caratterizzato, era cosa assodata, l’incrocio tra due strade
provinciali
– la Ninfina e la Pedemontana – ed una strada
regionale
- la strada dei Monti Lepini – da tempo non assolveva
la
funzione per cui era stato riadattato. Ma che Giorgi riuscisse
ad
inserire i lavori di adeguamento e
messa in sicurezza al fotofinish nell’ultimo scorcio
del
suo mandato, non era cosa né certa né scontata. Ed invece il
24
giugno scorso Giorgi, ancora in
qualità
di presidente dell’Astral, dopo
aver
contribuito a dare le risposte
infrastrutturali
che il
territorio attendeva da almeno cinquant’anni,
ha disposto
anche una serie di stanziamenti
per
la messa in sicurezza della
Sr
156 dei Monti Lepini, a partire
dallo
svincolo Sant ’Isidoro che vedrà un restyling completo, con la
realizzazione di una rotatoria, un parcheggio, e l’eliminazione di una
serie di pericoli e di obbrobri, quali ad esempio la presenza di una
fontana che non ha mai versato acqua con un giardino in marmo
travertino, lo spostamento
della
statua di Sant’Isidoro, che venne posta al centro della strada in
luogo di un secolare albero di pino, rendendo ancora più squallida la
piazza di una contrada totalmente priva di alberi e di aiuole, ad
eccezion fatta dei giardini privati. La messa in sicurezza dello
svincolo costerà 350.000 euro, cui si andranno ad aggiungere altri
140.000 euro già stanziati per la rotonda realizzata all’incrocio tra
la Sr 156 e la Sp Murillo. Un incrocio che nel corso degli anni ha
mietuto decine di vittime, a causa dell’assenza di visibilità su
entrambe i lati. La rotonda già completata e intitolata a San Carlo, a
breve sarà illuminata, rendendo ancora più sicuro il transito viario
della vecchia Sr 156, soprattutto per quei cittadini che la percorrono
abitualmente. Con la delibera siglata il 24 giugno, il presidente
dell’Astral assieme al direttore dell’area progettazione dell’Astral,
l’ingegner Fabrizio Bajetti, ha affidato ad un gruppo di lavoro assai
composito, il compito di portare a termine le opere progettate.
Nel
corso dell’ultimo Consiglio comunale il capogruppo del Pd, aveva più
volte richiamato la necessità di dare risposte sociali proprio
attraverso il giusto utilizzo dei fondi destinati ai lavori
pubblici.
Richiamando all’obbligo morale di rendere fruibili gli spazi urbani
dei centri cittadini.
Motivo
per cui la stessa Giunta Polverini aveva dovuto cedere dinanzi al
rischio di dover pagare a caro prezzo i progetti che non erano più
stati rifinanziati dalla sua giunta, quali ad esempio il marciapiede di
viale dei Cappuccini, la pista ciclabile e la ristrutturazione della
Chiesa di Santa Parasceve, un luogo simbolo per il paese che Giorgi
suggerisce di destinare a museo della Passione di Cristo, affidandone la
cura all’omonima associazione.
Campoli
inaugura la sede decentrata del Comune a Sezze Scalo
Un
sogno realizzato
27
giugno 2011, Elisa Fiore
Da
questa mattina gli uffici decentrati del Comune di Sezze di piazzale
della Repubblica allo Scalo, sono attivi. Alla cerimonia
d’inaugurazione -che si è svolta sabato pomeriggio- hanno partecipato
più di cento cittadini, per la gran parte residenti nel popoloso
quartiere. Il taglio del nastro da parte del sindaco Andrea Campoli, che
si è mostrato commosso per aver finalmente dato avvio ad un sogno a
lungo coltivato dai suoi stessi concittadini. Campoli infatti non ha
potuto fare a meno di ricordare come a meno di cento metri da lì
vivessero i suoi nonni, e come lo scalo ferroviario di Sezze fosse il
suo parco giochi, quando la piccola, ma strategica stazione ferroviaria,
venne finanche premiata per essere divenuta modello di convivenza
civile, con giardini pieni di fiori, fontanelle sprizzanti acqua, roseti
e fresie, voliere per colombi bianchi che alternavano il loro richiamo a
quello del fischio del capostazione. «La riduzione del personale - ha
ricordato Walter Tufo ex macchinista delle Ferrovie dello Stato - non ha
più
consentito di mantenere quel tipo
di vigilanza e di decoro, ed è per questo motivo che dal Dipartimento
dei Dopolavoro di Roma
abbiamo proposto al sindaco di
aderire al progetto ‘adotta una stazione ferroviaria’». Un progetto
avviato qualche anno fa ma che, dopo aver visto fortune alterne, quali
l’istituzione di una sede distaccata degli uffici dell’Azienda
Provinciale per il Turismo e del Consorzio dei Lepini, ha finalmente
messo le gambe con la proposta lanciata nel corso della giunta Campoli
con l’istituzione di uffici decentrati dell’ente comunale.
Una
proposta apprezzata dai cittadini che in questa direzione hanno a lungo
coltivato le proprie speranze, come ricordato dalla consigliera Luciana
Lombardi, e dai consiglieri Marcello Ciocca e Roberto Reginaldi. «Molti
hanno dimenticato cosa abbia significato per Sezze essere collegati ad
un importante snodo ferroviario -ha sottolineato Serafino Di Palma, il
consigliere ex ferroviere- e l’impulso che questa presenza ha dato
alla crescita del paese». Ma l’attivazione di questo punto
decentrato, richiedeva, come ricordato dal dirigente degli Affari
Generali, Francesco Petrianni, della dotazione di una tecnologia
adeguata, la realizzazione di una rete VPN (Virtual Private Network),
promossa ed attivata dalla Frosinone Wireless in meno di otto mesi al
costo di 18.000,00 euro. Un «ombrello» che inoltre, consentirà a
breve di connettersi alla «rete» gratuitamente in piazza della
Repubblica, grazie ad uno spot che la ditta ha istallato per i cittadini
di questo quartiere. Mentre negli
Uffici
comunali sarà fin da oggi possibile richiedere certificati ed ottenerne
copia, depositare atti con il timbro di entrata del protocollo. Per ciò
che riguarda certificati i cui registri non sono ancora digitalizzati si
potrà fare richiesta ed ottenerne copia nel giro di 24 massimo 48 ore.
Anche gli amministratori e lo stesso sindaco hanno assicurato che
saranno presenti negli uffici decentrati dello Scalo per incontrare i
cittadini ed ascoltare le loro richieste ed i loro consigli. Un «riavvicinamento»
delle istituzioni verso un’ area del paese che non ha mai sentito
forte il legame con la vecchia Sezze. Orientata da sempre verso la
Pianura, non solo per estrazione
sociale, ma anche per ragioni commerciali e logistiche.




L’intitolazione
al Mattei per il professor De Angelis
Un
laboratorio per Lino

24
giugno 2011, Elisa Fiore
L’Istituto
superiore «Enrico Mattei» di
Latina ha intitolato alla memoria
del professore Lino De Angelis il
laboratorio di meccanica del
proprio istituto, in cui De
Angelis insegnava tecnologia delle
costruzioni e ricopriva la carica
di coordinatore del laboratorio
di meccanica che da giovedì scorso
gli è stato intitolato. De
Angelis, eletto tra le fila dell’Italia
di Mezzo nel 2007 si è distinto
nella sua attività di consigliere
come un attento osservatore delle
problematiche sociali, un uomo
buono, dal carattere mite e
socievole. Particolarmente vicino
alle problematiche dei cittadini
della popolosa frazione dei Colli,
in cui risiedeva, è stato promotore
d’iniziative
volte
a valorizzare e preservare le
tradizioni culturali del
territorio, lo ricordano i soci
dell’Avis di Sezze, ai quali,
nel corso di una lunga militanza,
non ha mai fatto mancare il
proprio sostegno, venendone poi
ricambiato con sincero affetto,
nei momenti più difficili. La
moglie Luigina, presente alla
cerimonia, ed i figli, Marco e
Matteo, commossi dal gesto rivolto
alla memoria del loro amato
congiunto, hanno voluto
ringraziare pubblicamente gli
alunni, i docenti ed i collaboratori
dell’istituto scolastico.
Nuova
onorificenza per Giuseppe Oppo
15
giugno 2011, di Alessandro Mattei
Una
nuova onorificenza per il setino Giuseppe Oppo. Giovedì 2 giugno
scorso, nell’ambito dei festeggiamenti della Festa della Repubblica,
il già Cavaliere dell’Ordine al Merito
della Repubblica Italiana” è stato insignito del diploma di Ufficiale
dello stesso ordine. Nella lettera firmata dal Ministro della Difesa On.
Ignazio La Russa si motiva l’onorificenza per le «ulteriori
benemerenze acquisite da Oppo Giuseppe nel corso del servizio prestato
nell’amministrazione Difesa». A consegnare il diploma al Cavalier
Oppo il prefetto di Latina Antonio D’Acunto presso la sala della
Prefettura di Latina. «Dedico questa onorificenza a mia moglie Tiziana
e ai miei figli Luca e Giada con tanto affetto». Queste le parole a
caldo di Giuseppe, emozionato per il nuovo riconoscimento che si
aggiunge alla onorificenza conferitagli nel 2006.
Ideatore
e fondatore del Centro Studi San Carlo da Sezze di cui è stato
presidente sino al 2009, Oppo ha nel suo curriculum molte attività
sociali, nel volontariato e nell’associazionismo cattolico. E’ stato
componente della Commissione dell’ ”Evento 50° anniversario di
canonizzazione di San Carlo da Sezze” e nel corso delle sue attività
ha presieduto la Corale di San Carlo, il gruppo strumentale setino e il
Coro delle Voci Bianche. E’ Impiegato presso il Ministero della Difesa
dal 1982.
Vittime
sul lavoro
«una
piaga che ci spinge ancora a dover fare una riflessione »
10
giugno 2011, Comunicato stampa PD Sezze
Ancora
una volta la cronaca nera delle vittime sul lavoro ci restituisce una
realtà che ci spinge a dover avviare una riflessione sulle condizioni
di sicurezza e sui soggetti a rischio nel mondo del lavoro. Alcuni
giorni fa, un giovane, Mihalache Ionut, di 27 anni, in Italia, a Sezze,
per trovare un futuro migliore, magari con l’aiuto di suo zio, già da
tempo nel nostro Paese, è precipitato dalle impalcature di un cantiere
di Latina e per lui non c’è stato nulla da fare. Il Partito
Democratico di Sezze esprime grande cordoglio e solidarietà alla
famiglia per questa perdita che colpisce tutta la comunità setina,
comunità che il giovane Ionut aveva scelto come sua meta. Come sempre,
quando accadono episodi di questo genere, il Partito Democratico di
Sezze si sente investito della responsabilità
di dover contribuire ad un dibattito su un tema così delicato.
In un Paese come il nostro, con la prospettiva di una robusta idea di
sicurezza sociale, che conferisce centralità alla persona umana, è
inammissibile dover ammettere che si possa morire di lavoro. E’
necessario non commettere il grave errore di abituarsi a questi tragici
accadimenti e di giungere alla terribile conclusione che essi rientrino
“nell’alea normale” del rapporto di lavoro.
Il Testo unico sulla sicurezza e la normativa
varata con il Governo Prodi sono stati sicuramente un passo importante,
ma la tutela della salute e sicurezza nell'ambiente di lavoro, la
prevenzione e la gestione dei rischi sono tutti elementi che devono
entrare a far parte della “cultura del lavoro”, essere condivisi
dalle imprese e dai lavoratori, mediante solide campagne di prevenzione
e consapevolezza. Si possono intensificare le prescrizioni di legge, si
possono inasprire le sanzioni ma questo non assicura, infatti, la loro
puntuale osservanza, né l’evitabilità degli incidenti stessi. E’
importante sottolineare come la comunità setina si stia interessando,
in questi giorni, grazie alla consueta solidarietà dell’Ass. “Buna
Seara Romania”, cui è possibile rivolgersi per eventuali donazioni,
affinché la salma del giovane Ionut possa far ritorno nel Paese
d’origine.
Dimissioni
del responsabile per l’ambiente e il territorio
Gianluca
Calvani lascia il Pd
«I
ritardi nel programma dovuti ai giochi di potere»
24
maggio 2011, Elisa Fiore
«Ritardi
nella realizzazione del programma causati dai soliti giochi di potere
interni al partito».
E’ breve ma pesante l’accusa lanciata all’indirizzo del sindaco Andrea
Campoli.
E questa
volta a parlare non è il solito consigliere di opposizione che attacca
l’operato di
qualche
assessore più in vista della Giunta. L’affondo porta la firma di un
iscritto al Pd.
Non uno qualunque, bensì uno di quei giovani che avrebbero dovuto
trasferire la propria esperienza all’interno del partito e da lì
suggerire a Campoli le azioni da promuovere per il
territorio setino nel delicato ruolo di responsabile del settore
Ambiente.
E’ così
che Gianluca Calvani, dopo una lunga militanza all’interno del
partito, lascia, con una scarna nota, dichiarando alla stampa che «a
seguito di una lunga e meditata riflessione sulla situazione politica
setina e sulla gestione del Partito democratico locale» ha deciso di
dimettersi da ogni incarico e, nello specifico, dal ruolo di
responsabile della segreteria per l’Ambiente e il territorio. «Ribadisco
che tale posizione è maturata a seguito dell’immobilismo
che ormai
da qualche mese strozza l’attività dell’attuale amministrazione di
centrosinistra – spiega Calvani -.
Dopo le
dimissioni del sindaco avvenute nel mese di dicembre 2010 e rientrate
solo a seguito di un accordo per il rilancio dell’attività
amministrativa, tale rilancio non è arrivato. Ad oggi stancamente ci si
avviava al termine della consiliatura senza un progetto che faccia
intendere
come i
nostri amministratori vogliano risolvere i tanti problemi del paese.
Questo
immobilismo dell ’amministrazione – continua Calvani - ma
soprattutto del sindaco, è dovuto ai soliti giochi di potere interni al
partito che non fanno presagire nulla di positivo per il futuro della
nostra città e che a discapito dei cittadini hanno fatto accumulare
ritardi sulla realizzazione dei progetti previsti dal programma
elettorale con il quale l’attuale sindaco si era presentato ai
cittadini di Sezze durante la sua campagna elettorale che lo ha portato
al più alto scranno di Palazzo De Magistris
 Clima
/ Missione compiuta: in funzione stazione meteo su Everest
Successo
per spedizione Share everest 2011 del Comitato EwCnrK2
19
maggio 2011, comunicato
stampa
Missione
compiuta per la spedizione Share Everest 2011, promossa dal Comitato
EvK2Cnr
Gli alpinisti Daniele Nardi, Daniele Bernasconi e gli
sherpa Pema Sherpa, dello staff della Piramide, Pema Chosang Sherpa,
Wangchu Sherpa, Pemba Ongchu Sherpa, e Dawa Tshering Sherpa sono
riusciti, dopo quattro ore di lavoro, ad installare al Colle Sud
dell'Everest (8000 metri),la stazione meteorologica più alta del mondo.
Questi i primi dati trasmessi dalla Aws South Col alle ore 13.55:
temperatura 17,3° C, umidità 68,5%, radiazione globale 1316 Watt/metro
quadro, pressione atmosferica 382,2 millibar, velocità del vento 9
metri al secondo, direzione del vento 268°, radiazione UVA 53,46
Watt/metro quadro).
La
stazione, punta di diamante del progetto internazionale di monitoraggio
climatico Share (Stations at High Altitude for Research on the
Environment), è stata installata a quota 8000 metri in sole 4 ore
sfruttando l'assenza del vento e le condizioni meteo favorevoli.
Gli
alpinisti e gli sherpa sono arrivati a Colle Sud ieri, intorno alle 12
ora nepalese, dopo 8 ore di scalata, con raffiche di vento a 70
chilometri orari. La squadra ha installato due tende a 8000 metri,
preparato bevande e viveri, e pernottato lassù. Stamattina all'alba, il
vento era calato il gruppo si è trasferito sul luogo dove 3 anni fa era
stata installata la stazione meteo. Ne ha recuperato i resti e poi ha
proceduto alla nuova installazione.
Ecco
i primi
dati completi e le prime considerazioni degli alpinisti italiani
LOBUCHE, Nepal – Everest Colle sud (8000
m), ore 13.55: temperatura -17,3° C, umidità 68,5%, radiazione globale 1316 W/m2, pressione atmosferica 382,2
hPa, velocità del vento 9 m/s, direzione del vento 268°, radiazione UVA 53,46 Watt/metro quadro). Sono questi i primi dati trasmessi dalla Aws South Col, la stazione meteorologica più alta del mondo installata quest’oggi al Colle Sud dell’Everest dalla spedizione Share Everest 2011, promossa dal Comitato EvK2Cnr e supportata dal
Miur. La stazione, punta di diamante del progetto internazionale di monitoraggio climatico Share
(Stations at High Altitude for Research on the Environment), è stata installata a quota 8000 metri in sole 4 ore sfruttando l’assenza del vento e le condizioni meteo favorevoli.
Gli alpinisti Daniele Nardi, Daniele Bernasconi e gli sherpa (Pema Sherpa dello staff della Piramide, Pema Chosang Sherpa, Wangchu Sherpa, Pemba Ongchu Sherpa, e Dawa Tshering Sherpa) sono arrivati a Colle Sud ieri intorno alle 12 ora nepalese, dopo 8 ore di scalata, con raffiche di vento a 70 chilometri orari. La squadra ha installato due tende a 8000 metri, preparato bevande e viveri, e pernottato lassù. Stamattina all’alba, il vento era calato il gruppo si è trasferito sul luogo dove 3 anni fa era stata installata la stazione meteo. Ne ha recuperato i resti e poi ha proceduto alla nuova installazione.
“E’ stato un ottimo lavoro di squadra – racconta Agostino Da
Polenza, che ha seguito tutta l’operazione dal Laboratorio Piramide -, Bernasconi e Nardi e gli sherpa hanno trovato un ottimo feeling che gli ha permesso di portare a termini questa nuova impresa in tempi strettissimi. Hanno iniziato a lavorare questa mattina intorno alle 7 ora nepalese, sfruttando l’assenza del vento e una buona situazione climatica. Alle 8.30 quasi la totalità ella strumentazione era stata messa a punto: un’operazione filata liscia che ha permesso a Bernasconi di svolgere le operazioni di messa a punto e direzionamento della stazione con estrema precisione, mentre gli sherpa si concentravano sulla parte energetica”.
“Siamo stanchi ma la gioia è tanta” dicono Daniele Bernasconi e Daniele Nardi da Colle Sud, con respiro affannato ma voce squillante. “La giornata è andata bene – dicono i due alpinisti che hanno lavorato senza ossigeno -. E’ stata dura ma abbiamo risolto brillantemente anche i piccoli imprevisti del lavoro, grazie a una buona organizzazione e il supporto dalla Piramide. Adesso raccogliamo materiale e spazzatura, facciamo uno spuntino e scendiamo verso campo 2″.
La stazione meteo – in assoluto la più alta del mondo – è stata avviata alle 10.55 orario nepalese (7.10 ora italiana) e da allora sta inviando, dagli 8000 metri dell’Everest, dati unici e preziosissimi sull’atmosfera terrestre che contribuiranno in modo decisivo agli studi sui cambiamenti climatici nell’ambito dei grandi progetti internazionali di monitoraggio promossi da Unep e World Meteorological
Organization. I sensori sono in grado di campionare e acquisire i dati ambientali relativi a temperatura e umidità dell’aria, velocità e direzione del vento, radiazione solare e pioggia: tutti i dati saranno presto visibili
online, in tempo reale, sui siti www.evk2cnr.org, www.share-everest.com e www.montagna.tv.
“Vorrei innanzitutto ringraziare tutto il team di Share Everest 2011 – dice Paolo Bonasoni dell’Isac Cnr -, responsabile del progetto Share -, dai nostri alpinisti fino a chi nel silenzio dei laboratori o degli uffici ha permesso di ottenere questo importante risultato. Infatti, l’installazione di questa stazione alla quota di 8000 ci mette in grado di acquisire informazioni continuative che permettono di meglio comprendere fenomeni legati alla circolazione atmosferica ed alla sua interazione con la catena
Himalayana”.
“Mi riferisco in particolare – prosegue Bonasoni – ad osservazioni relative alla corrente a getto subtropicale e la sua relazione con il sistema monsonico; all’acquisizione di preziose informazioni che permettono di verificare il trasporto di wapor d’acqua durante il periodo monsonico o l’estensione della circolazione locale, in grado di trasportare lungo le valli Himalayane elevate concentrazioni di inquinanti durante la stagione
pre-monsonica, come le misure del Nepal Climate Observatory at Pyramid ci hanno da tempo confermato. Ancora le misure a Colle Sud permetteranno di meglio identificare ed analizzare episodi di trasporto di masse d’aria provenienti dalla stratosfera e ricche di ozono, che come sappiamo oltre ad essere un inquinante è anche un importante composto
climalterante. Infine non possiamo dimenticare che questi dati risultano di grande utilità anche per validare analisi e previsioni meteorologiche ed per essere assimilati nei sistemi revisionali operativi, oltre che permettere test e correlazioni al fine di fornire utili indicazioni riguardanti profili di temperatura ed altre variabili meteorologiche ricavate da misure da satellite”.
“La grande novità rispetto al 2008 – spiega Giampietro Verza – è che questa volta la stazione è “doppia”. Abbiamo un sistema di acquisizione, memorizzazione e trasmissione dei dati completamente indipendente su due stazioni, il che permetterà di avere una validazione di dati, perché essendo i dati acquisiti in parallelo potranno confermarsi direttamente. Inoltre nell’eventualità di una rottura di alcune parti della stazione, in caso per esempio di bufera, contiamo di operare con quella di backup e di arrivare così dal 2011 al 2012 alla prossima stagione di salita all’Everest dove sarà possibile solo allora fare manutenzione”.
La stazione di monitoraggio di Colle Sud è stata progettata dai ricercatori e dai tecnici italiani del Comitato Evk2Cnr e dell’Isac Cnr di Bologna e la sua complessa strumentazione è stata realizzata in parte in Italia e in parte in Svezia. Si tratta di un macchinario di finissima precisione, capace di resistere a temperature oltre i -60° e di resistere ai formidabili venti degli ottomila metri di quota.
“Le apparecchiature elettroniche ad alta quota sono sottoposte a pressione atmosferica molto bassa – spiega Verza -. Mentre per un alpinista questo significa meno ossigeno disponibile, per le apparecchiature significa meno molecole d’aria che isolano la parte circuitale e anche meno isolante dal punto di vista termico. Prima di partire abbiamo effettuato dei test per simulare le condizioni termiche che ci aspettiamo a Colle Sud, quindi 20, 40 ma anche 50 gradi sotto zero, e abbiamo verificato in camera ipobarica le condizioni di bassa pressione”.
La stazione è stata trasportata a Colle Sud smontata: nei giorni scorsi gli sherpa hanno fatto la spola tra Campo base (5.300 metri), campo 2 (6.500 metri) e Colle Sud (8000 metri) con 240 kg totali di materiale. Lassù, questa mattina, la stazione è stata rimontata ed è stata attivata la trasmissione dati.
Da Colle Sud c’è un collegamento radio di una decina di chilometri fino al Kala
Patthar. I dati viaggiano quindi da una quota di 8000 metri fino a 5600 metri. Da lì vengono trasmessi via radio all’osservatorio Nco-P e quindi a un computer dedicato della Piramide che periodicamente scarica i dati. Il server della Piramide li preleva dal disco di questo computer e li trasferisce in Italia.
La stazione di Colle sud si inserisce nella rete Share del Comitato Evk2Cnr, che da oltre vent’anni si occupa di ricerca scientifica in alta quota. SHARE – Stations at High Altitude for Research on the Environment – è una rete di osservatori per il monitoraggio climatico e ambientale in collaborazione con
Unep, Wmo, Nasa, Esa e Iucn.
La missione Share Everest 2011 si svolge in stretta collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il
CNR. E’ stata presentata il 20 aprile con una conferenza stampa a Roma, dove il Ministro Maria Stella Gelmini si è detta orgogliosa di progetti come Share, che porterà di nuovo l’eccellenza italiana nella ricerca scientifica d’alta quota sulla montagna più alta del mondo nell’anno del 150esimo anniversario dell’unità nazionale.
 Sviluppo,
promozione, valorizzazione del territorio
Bilancio
consuntivo nelle proposte di Domenico Guidi
29
aprile 2011, comunicato
stampa
Utilizziamo
le nostre risorse per la creazione di una grande azienda di
promozione culturale e turistica a livello provinciale, in cui far
convergere potenzialità e ridurre frammentazioni e sovrapposizioni
degli sforzi e degli eventi, vero ostacolo allo sfruttamento delle
grandi risorse, culturali, storiche, architettoniche, ambientali e
agricole del nostro territorio. Un'azienda che svolga funzioni di
promozione e rilancio della nostra vocazione culturale e turistica, che
convinca e stimoli gli investimenti e apra la nostra terra per essere
sempre più ospitale.
Vaste aree del nostro territorio vedono la presenza di beni culturali,
paesaggistici e ambientali di pregio che, non essendo ancora valorizzati
da percorsi turistico-ricreativi, non riescono a costituire risorse per
le economie locali; la pianificazione può allora contribuire ad uno
sviluppo locale auto-sostenibile, sia attraverso l'inclusione di tali
aree in circuiti del tempo libero, sia tutelandone l'integrità.
Dobbiamo considerare la cultura non un costo, ma un vero e proprio
investimento che un domani avrà una sicura rendita in termini di
consapevolezza collettiva del nostro passato, presente e futuro e di
ritorno economico per gli attori turistici. Attiveremo così un
ribaltamento contro l'attuale apatia della cultura con determinazione di
attivare gli investimenti a favore del nostro inestimabile patrimonio
artistico riportando alla luce sempre nuove bellezze architettoniche,
storiche e artistiche in ogni parte della nostra provincia in modo da
eliminare la gestione clientelare attuata in questi anni.
A questo scopo le somme di avanzo di amministrazione potrebbero essere
utilizzate (propongo un milione di euro) secondo la Sintesi degli
obiettivi generali appresso proposti:
* Investimenti nella divulgazione del patrimonio provinciale attraverso:
1. acquisto della pubblicità sui treni a lunga percorrenza e ad Alta
Velocità;
2. studio e progettazione di manifesti pubblicitari da apporre sui treni
relativi ai siti di interesse: Giardini di Ninfa, Parco del Circeo,
Borghi Medievali, ecc;
3. info point sui treni stessi e nelle maggiori città percorse dalle
linee ferroviarie
4. realizzare il Marketing attraverso una planet creative del
"PRODOTTO TURISTICO LATINA"
Una strategia di servizio allo sviluppo della provincia di Latina in
seno al Lazio mediano
Indice
UNA MISSION COME SFONDO STRATEGICO
- Premessa
- Una proposta di "senso" per la provincia di Latina
- Un nuovo patto tra Istituzioni e cittadini
- Una coesione attiva, partecipata e condivisa, per uno sviluppo
sostenibile, equo e duraturo
- Sintesi degli obiettivi generali
LINEE DI INTERVENTO
Gli obiettivi qualificanti della strategia
- ll lavoro, la buona occupazione e una formazione di qualità
- I grandi valori delle nostre comunità: tutela e valorizzazione delle
risorse naturali e dei beni culturali
- Sviluppo economico innovativo ed eco sostenibile: amministrare per
crescere
- Le infrastrutture: il ruolo strategico delle reti di collegamento
- I perni dell'amministrare la Provincia nel prossimo quinquennio
- L'innovazione di sistema nella PA: reti informatiche e servizi on line
- La caccia, gestione della fauna, dell'attività venatoria, della pesca
- Turismo e agrolimentare: due asset strategici per la valorizzazione
dei territori della provincia di Latina
- Sicurezza e difesa del patrimonio
- Servizi pubblici e multiutilities
UNA MISSION COME SFONDO STRATEGICO
Premessa
La "Provincia" è stata un'istituzione "ridondante"
rispetto agli altri due livelli dell'organizzazione territoriale
dell'Italia: i Comuni e le Regioni. In realtà il Testo Unico 267/2000
affida alle Province competenze significative per svolgere con efficacia
compiti di coordinamento, indirizzo e gestione di funzioni in alcuni
casi delegate dalle Regioni.
Per tali ragioni la Provincia di Latina ha la responsabilità
istituzionale:
* per la qualità dei compiti a cui deve sovrintendere
* per l'importanza di alcuni obbiettivi che deve raggiungere
* per la coerenza e l'innovazione degli strumenti di cui potrà dotarsi
* per la coesione attiva, partecipata e condivisa di cui potrà
avvalersi
* per l'impatto economico, sociale e culturale che, anche attraverso un
pieno coinvolgimento delle Amministrazioni comunali, può essere in
grado di produrre.
Una proposta di "senso" per la provincia di Latina
I vincoli della finanza pubblica, le trasformazioni dello scenario
economico e sociale su scala planetaria, le nuove problematiche
collegate alla diversa composizione dei flussi demografici pongono anche
la provincia di Latina di fronte alla necessità di impegnare al meglio
le poche risorse disponibili. Il livello alto che funge da cartina di
tornasole è quello in cui si coniugano con pari dignità le dimensioni
dell'equità e quelle della crescita, introducendo misure che rispondano
agli interessi generali delle persone e diano il senso di una comunità
capace di ritrovarsi unanime nelle scelte di interesse generale.
Il contesto
La strategia di fondo da delineare per la provincia di Latina.
I
documenti suddetti partono da un'analisi di contesto della crisi
economica mondiale evidenziando la debolezza di un modello che aveva
idolatrato la deregolamentazione dei mercati, la liquidazione del
pubblico, la negazione dei diritti del lavoro e del welfare e che in
Italia mostra tutta la sua vulnerabilità. A fronte di ciò, il governo
di centro destra dimostra una fatale inadeguatezza.
Per poter indicare soluzioni che tentino di contrastare la crisi occorre
indagare i fattori strutturali che l'hanno determinata e che devono
rappresentare gli elementi prioritari da aggredire. La possibilità di
mantenere livelli di consumo si è progressivamente fondata sul debito,
e la finanziarizzazione dell'economia in assenza di regole ha fatto il
resto. Contrastare tali fattori con politiche di redistribuzione del
reddito e equità fiscale rappresentano pertanto la priorità che deve
essere al centro dell'azione istituzionale a tutti i livelli. Questa
somma di criticità ha prodotto non solo disuguaglianza, ma anche un
freno verso l'innovazione e lo sviluppo. Alcuni dati sono
particolarmente preoccupanti, in modo particolare quelli relativi alla
distribuzione della ricchezza. L'elaborazione programmatica e l'attività
di governo degli enti locali a tutti i livelli devono, quindi, assumere
la centralità della crisi economica globale che sta attraversando anche
i nostri territori come riferimento costante al fine di realizzare
politiche sociali e economiche adeguate a contrastarla e contenerne gli
effetti. In tal senso, la Provincia di Latina dovrà impegnarsi per
perseguire tale obiettivo, sia pure in un contesto caratterizzato dalla
riduzione delle risorse e dall'improcrastinabile rimodulazione della
spesa, con un'attenzione particolare al processo che attiverà il
federalismo fiscale, evitando distorsioni territoriali (sviluppo a due
velocità) e contrastando l'evasione fiscale.
Partendo dalla puntuale analisi di scenario della crisi economica
mondiale, delineata nel documento programmatico della coalizione, e
recependone le linee di indirizzo e la mission, la Provincia di Latina
deve misurarsi oltremodo con il contesto più locale che la vede legata
al ruolo strategico esercitato da Roma.
È oramai ampiamente riconosciuto che la provincia di Latina, così come
l'insieme dei territori i cui abitanti risentono della influenza
esercitata dalla grande area metropolitana di Roma, sono interessate da
due importanti dinamiche:
1) quella, più specifica, indotta dalle pressioni che dall'interno
l'espansione della capitale nazionale induce sulle aree contermini;
2) quella, più generale, indotta dalla trasformazione delle relazioni
geopolitiche in Europa e nel Mediterraneo e dal manifestarsi di un
maggior protagonismo tanto da parte dei Paesi dell'Est quanto da parte
dei Paesi del Nord-Africa.
Ad esse si aggiunge la necessità di ripensare ad un nuovo rapporto tra
territorio e multinazionali per dare una risposta alla crisi, favorendo
un nuovo modello di sviluppo che sia meno condizionato dagli stessi.
Risulta rilevante, oltremodo, almeno per il breve periodo, tener conto
della trasformazione nei modelli di consumo, nei paradigmi
dell'innovazione e della organizzazione dei processi produttivi. In tal
senso, le priorità del governo provinciale saranno incentrate a
valorizzare riconversioni produttive, utilizzando metodi e tecnologie
ambientali, e a favorire l'internazionalizzazione dell'economia pontina.
Le implicazioni
Non considerare gli importanti fattori di cambiamento sopraelencati
significherebbe far ripiegare l'azione di una provincia come quella di
Latina su strategie meramente difensive e di razionalizzazione passiva.
Oggi molta parte dell'azione amministrativa è doverosamente
condizionata dalla necessità di dare priorità alle istanze di equità
e solidarietà compromesse dal contagio e dalle ripercussioni della
crisi economica internazionale.
Il sostegno che oggi assicuriamo ai più deboli, ai più emarginati, ai
meno appetibili, deve trasformarsi in nuove gambe per la ripresa dello
sviluppo, senza compromettere in alcun modo le prospettive di lavoro e
di benessere per i giovani, le donne e le generazioni a venire.
La sfida che raccogliamo
Intendiamo lavorare per un sostegno che costituisca occasione per
formare, riformare, integrare nuove energie e nuove competenze.
Nella congiuntura si percepiscono alcuni indizi di allentamento della
morsa recessiva, anche se ovunque si condivide l'idea che i tempi
dell'emergenza non siano del tutto passati. È inutile piangerci
addosso. Dobbiamo assumerci le responsabilità nei confronti dei nostri
tanti cittadini, e con molta serietà "essere protagonisti"
del futuro.
La posta in gioco: il risultato a cui tendiamo
Prepararsi, dunque, alla ripresa. Mantenere la fiducia sulle capacità
di lavoro di una comunità che riuscirà a riprendere la strada dello
sviluppo superando ogni contrarietà.
Prepararsi significa fare il possibile affinché il lavoro sia per tutti
di soddisfazione economica e professionale. Significa cogliere le
opportunità di una consapevole scelta strategica per sollecitare la
creazione di posti di lavoro a favore dell'occupazione femminile e per
le fasce alte: i laureati, i possessori di master di specializzazione, i
tecnici qualificati.
Siamo, peraltro, consapevoli che è possibile trattenere una quota
elevata di professionisti se oltre alla disponibilità di posti di
lavoro vi sarà anche il richiamo di un ambiente curato, accogliente ed
innovativo. Pertanto, alla qualità straordinaria della natura dovrà
affiancarsi la qualità delle progettazioni urbanistiche, il
potenziamento dei servizi strategici e di supporto, la razionalità
degli insediamenti civili e produttivi per uno sviluppo economico
sostenibile.
È, pertanto, auspicabile che si incrementino nel territorio provinciale
iniziative anche di carattere imprenditoriale focalizzate su produzioni
di energia rinnovabile, su bioedilizia, risparmio energetico, sulla
filiera del riciclo, sulla soft economy e quanto connesso all'economia
sostenibile.
Insistendo sullo snodo della qualità sarà più facile anche per le
aziende più innovative e tecnologicamente più avanzate assicurarsi la
disponibilità a collaborare da parte dei più giovani, introducendo un
freno all'esodo delle intelligenze più brillanti e promettenti. E
attivare un modello di sviluppo a più alto valore aggiunto.
Una responsabilità che intendiamo condividere all'interno
Assumersi la responsabilità di accompagnare la provincia di Latina
sulla strada di una ripresa non effimera dello sviluppo economico
richiede, nell'intero territorio, una volontà di cooperazione più
forte che mai.
Reagire alla crisi, promuovere lo sviluppo non banale ma di qualità,
comporta sfuggire alla tentazione di fare tutto da soli e obbliga la
Provincia a chiamare a raccolta tutti i Comuni e tutte le forze convinte
che dalla difficoltà si possa uscire più forti e attrezzati di prima.
Le specializzazioni disponibili, sia sotto forma di dotazioni di risorse
uniche sia sotto forma di competenze acquisite nel tempo, devono essere
guardate come a fattori di unione e non di separazione. Insieme, dunque,
per ottenere di più. Per ognuno e per tutti.
La modernizzazione del tessuto economico provinciale obbligherà a
puntare più e meglio sulle infrastrutture pubbliche di ogni genere.
Aiuterà a governare la crisi e ad accelerare la ripresa. E darà un
contributo alla ricostituzione di una nuova fiducia nella politica,
anzitutto all'interno della provincia, sul territorio della quale vi
sono risorse spesso sottovalutate e costrette all'inazione, come molti
giovani e soprattutto donne che non riescono a trovare una giusta
collocazione nel mondo del lavoro. Questo per difficoltà dovute a
carenze di possibilità occupazionali specialistiche e, se occupati, per
i problemi di organizzazione del lavoro e di vita che rendono difficile
se non impossibile, in primo luogo per le donne, conciliare i tempi di
lavoro e di vita. In tal senso, lo sviluppo di una nuova politica, in
collaborazione con i Comuni e la Regione, per i giovani, le giovani
coppie e le famiglie dobbiamo tendere a potenziare la rete dei servizi
di supporto e incentivare una politica di alloggi accessibili. Politiche
realizzabili mediante una concertazione, che oltre le Amministrazioni,
veda il coinvolgimento dell'associazione dei proprietari, degli
inquilini e del sistema finanziario per attivare politiche di
calmierazione degli affitti e di facilitazioni nell'accensione di mutui
per l'acquisto della prima casa.
...e che vorremmo estendere ad altre Istituzioni presenti sul territorio
Lo sviluppo non può più essere atteso dalla presenza e dall'azione di
attori isolati. Occorre coinvolgere nello svolgimento delle attività
una molteplicità di soggetti: a partire dalle famiglie e dalle
associazioni rappresentative degli interessi economici e sociali di
queste ultime, passando per le rappresentanze sindacali per arrivare
alle imprese, alle loro Associazioni di categoria, alla Camera di
Commercio.
Ultima nell'elenco ma di non inferiore importanza è l'Università,
"una nostra Università". A questa ultima, infatti, spetta il
ruolo di concorrere alla formazione della classe dirigente e
l'animazione più ampia, quando non il diretto coinvolgimento, sui
fronti della ricerca tecnologica e scientifica di immediato interesse
per le aziende presenti sul territorio.
Ogni istituzione e ogni soggetto di rilievo verrà chiamato a
esplicitare l'apporto che intende dare all'ambizioso processo delineato,
a confrontarsi con le disponibilità di altri soggetti a vario titolo
interessati nell'identificazione di progetti condivisi.
Agendo di comune intesa per evitare frazionamenti o sprechi di risorse
si può addirittura pensare che qui, nel cuore dell'Italia
centro-meridionale, si possa costruire un grande campus universitario a
forte vocazione scientifica e tecnologica, legato alle potenzialità del
territorio, capace di garantire un sistematico raccordo con i settori più
moderni della manifattura e dei materiali speciali, del terziario per
l'innovazione e dello sviluppo delle comunicazioni. Per raggiungere tale
obiettivo dobbiamo mettere in rete tutte le risorse presenti sul nostro
territorio provinciale. Solo così possiamo favorire e promuovere un
nuovo sviluppo che ha nel sapere e nei grandi giacimenti culturali un
punto di riferimento insostituibile. Quindi: infrastrutture culturali e
ricreative, un sistema informativo tecnologicamente avanzato e
l'elaborazione di un piano di marketing territoriale e di
comunicazione/promozione della provincia.
Occorre, dunque, prevedere e mettere in campo uno sforzo grandioso
affinché tanto i procedimenti di concertazione quanto quelli di
compartecipazione si integrino per esprimere il meglio delle capacità e
delle iniziative delle persone e delle loro istituzioni.
Analoga responsabilità intendiamo sollecitare per assumere anche
ricercando intese con le Amministrazioni vicine
Un impegno di sollecitazione altrettanto vigoroso dovrà essere espresso
anche nei confronti delle amministrazioni vicine, tutte quelle
interessate a formare, sul versante dell'Italia mediana, un grande e
razionale polo di sviluppo, in cui le funzioni di terziario evoluto,
collegato al ruolo privilegiato di Roma capitale e capoluogo regionale
allo stesso tempo, convivano in modo razionale ed equilibrato, con le
funzioni produttive, distributive e redistributive dislocate in un ampio
hinterland compreso tra le province di Latina e di Frosinone, passando
per quelle di Rieti, Viterbo e, ovviamente, Roma, ed avendo ognuna la
prospettiva di fare da perno e snodo con le province alle loro spalle.
In particolare dovrebbe essere questa ultima descritta una prospettiva
da condividere ed organizzare avendo il sostegno operativo della
consorella provincia di Frosinone.
Il ruolo istituzionale ad un più alto livello, che è prerogativa della
regione Lazio, può garantire il migliore coinvolgimento delle altre
regioni dell'Italia centrale e di importanti componenti del mondo
produttivo, culturale e sociale.
D'altra parte, per l'intera regione, sapere di poter contare su una
parte di territorio che guarda all'interno per essere più autorevole
all'esterno e si apre al confronto con l'esterno per rafforzarsi, ne
accresce il prestigio e l'autorevolezza.
Propongo Un nuovo patto tra Istituzioni e Cittadini
La crisi economica che si ripercuote anche a livello locale e le
inevitabili trasformazioni introdotte dalla riforma federalista dello
stato richiedono una profonda riflessione anche nella nostra comunità
provinciale.
Da qui la necessità di introdurre elementi di innovazione, mettendo in
campo risposte adeguate per affrontare le urgenze ma, al tempo stesso in
grado di indicare ai cittadini una via di uscita in avanti, una nuova
strada di aggregazione e di sviluppo.
Tutto ciò richiede un impegno dell'Amministrazione Provinciale in grado
di garantire luoghi di effettiva partecipazione democratica attraverso
un patto tra Pubblica Amministrazione, associazioni e cittadini.
La ridefinizione del rapporto tra Istituzione Pubblica e Cittadino e le
priorità dell'azione di governo locale dovranno avvalersi della
collaborazione delle parti sociali, degli operatori economici e del
terzo settore e della comunità locale tutta.
Affinché si possa dare fiducia ad un'azione collettiva è necessario
riaffermare sempre: trasparenza nell'uso delle risorse, comportamenti
ispirati alla sobrietà e quindi un'etica pubblica, eliminando
situazioni che possano produrre conflitti di interesse.
Per questi motivi riteniamo di dare alcune prioritari suggerimenti:
a. riforma ed adeguamento dello statuto Provinciale al fine di
potenziare gli istituti della partecipazione e gli strumenti di
controllo, monitoraggio e valutazione dell'azione amministrativa anche
individuando autorità indipendenti capaci di segnalare eventuali
anomalie
b. semplificazione dei procedimenti amministrativi favorendo
l'autocertificazione e altre forme funzionali a tale obiettivo e
promuovendo un confronto serio con l'opinione pubblica teso a garantire
efficienza ed economicità della P.A.
c. definizione di nuovi regolamenti per gli appalti e nuove norme
concorsuali per l'accesso al pubblico impiego
d. rapporto politica e amministrazione pubblica rendere incompatibili
incarichi di Governo con incarichi esecutivi in imprese pubbliche o che
hanno rapporti contrattuali con la pubblica amministrazione.
Propongo:
Una
coesione attiva, partecipata e condivisa, per uno sviluppo sostenibile,
equo e duraturo
Aderendo ai principi e alla logica del Patto per lo sviluppo,
l'innovazione e la coesione sociale, la Provincia di Latina dovrà
declinare, con ancora più forza, l'articolazione degli interventi che
pienamente rientrano nell'approccio configurato.
Valorizzazione delle assemblee elettive, insieme ad attribuzioni e
competenze definite, alla sicurezza dei processi di partecipazione e di
pratiche inclusive e alla definizione di strumenti come il bilancio
partecipativo ed il rispetto dei principi dell'Agenda 21 saranno gli
elementi cardine di quell'innovazione che vi propongo di introdurre.
A tal fine sarà da valutare, insieme a tutte le amministrazioni locali
presenti sul territorio, l'opportunità di definire un sistema
conoscitivo dell'economia della provincia funzionale allo svolgimento
delle attività istituzionali.
Tutte le amministrazioni, al loro interno e nei rapporti
interistituzionali, dovrebbero porsi l'obbiettivo di stimolare buone
prassi di concertazione/partecipazione finalizzate ad una sempre più
efficace condivisione dei progetti, ad un equo e trasparente
cofinanziamento di programmi e ad una conseguente effettiva
partecipazione ai risultati, favorendo politiche di governo ispirate al
principio di sussidiarietà orizzontale e verticale.
In questo spirito la Provincia promuoverà incontri generali e audizioni
specifiche per acquisire gli elementi cognitivi da cui partire per
sviluppare l'abitudine a condividere le problematiche dello sviluppo
economico e il benessere dell'intera provincia.
Una buona partecipazione è già di per sé una base per la fiducia
delle comunità nelle sue amministrazioni e in definitiva ingrediente
del benessere complessivo. Ma è anche strumento di confronto
nell'ambito del quale portare a maturazione idee, progetti e strumenti
innovativi tanto per l'azione dell'amministrazione quanto per le attività
degli operatori privati. Nella prospettiva appena delineata la
partecipazione per cui intendiamo lavorare deve e potrà tradursi in una
maggiore coesione.
A mio giudizio le somme di avanzo potrebbero essere utilizzate secondo
la Sintesi degli obiettivi generali appresso proposti
Si tratta di un programma per non limitarsi a gestire l'esistente e dare
invece un senso ed una direzione di marcia ad una intera consigliatura.
Solo dando un senso appropriato al proprio operare il sistema delle
autonomie potrà impegnare con efficacia energie e risorse per:
* una Amministrazione attiva e reattiva, capace, ogni qual volta sia
possibile ed utile, di creare opportune intese e alleanze con le
Province vicine;
* svolgere un ruolo di protagonismo nel quadro della programmazione
regionale;
* impegnarsi nella difesa e nell'incremento delle attività produttive e
dei livelli occupazionali;
* sviluppare strumenti ed occasioni per una effettiva, intensa
partecipazione che avvicini i cittadini, le imprese, i soggetti
collettivi alla Provincia sia per concorrere, tutti insieme, a
rafforzare il ruolo strategico dell'Amministrazione per la gestione
efficace ed efficiente delle proprie funzioni, sia per tradurre in atti
le istanze prodotte;
* puntare all'innovazione come elemento comune nelle politiche per lo
sviluppo economico e sociale dei territori;
* sviluppare politiche del lavoro e in particolare lavoro qualificato
per tutte le realtà territoriali della provincia;
* valorizzare i servizi pubblici per l'impiego come strumento di governo
dello sviluppo e di welfare, orientato alla qualificazione continua
delle risorse umane;
* collaborare con le amministrazioni comunali per valorizzare le
peculiarità, le vocazioni produttive e culturali che insistono sul
territorio della provincia;
* confermare e potenziare il decentramento previsto dallo Statuto
dell'Ente, quale ulteriore strumento di vicinanza al cittadino-utente;
* concorrere annualmente alla promozione di progetti specifici nel campo
della ricerca ed a forte contenuto innovativo.
Il governo di area vasta si dovrà incentrare sostanzialmente su alcuni
punti, come per altro evidenziato nelle linee di indirizzo successive:
1. mobilità e trasporto pubblico
2. sistemi urbani-insediativi in coerenza con il sistema
infrastrutturale
3. sistemi naturali
4. servizi pubblici
5. semplificazione amministrativa
6. bilancio sociale e partecipazione.
Queste sono le nostre, le mie, proposte. Questo sarà il nostro impegno
quotidiano. La visione strategica contenuta in questa premessa si
collega alla definizione delle specifiche linee di intervento che fanno
riferimento ai poteri che la legge attribuisce alle province.
LINEE DI INTERVENTO
Gli obiettivi qualificanti della strategia proposta:
Il lavoro, la buona occupazione e una formazione di qualità
Nel contesto attuale le politiche per il lavoro non possono essere
disgiunte da misure di welfare e di sostegno al reddito in grado di
accompagnare i cittadini durante l'arco della vita formativa e
professionale. Da questo punto di vista occorre che la riforma del
sistema di welfare locale selezioni, nelle politiche di bilancio degli
enti locali, le principali priorità nei flussi di spesa pubblica e
venga incentrata sulla necessità di trovare risposte ai nuovi bisogni
che la contemporaneità fa emergere. A partire dalle nuove povertà,
dalle politiche per il protagonismo delle giovani generazioni, di
invecchiamento attivo, sulla non autosufficienza e sulle disabilità.
In un sistema economico e occupazionale pontino che assorbe solo il 4,2%
di laureati a fronte di una media nazionale del 9%, che richiede
essenzialmente operai generici maschi da inserire con contratti di
apprendistato indipendentemente dal titolo di studio acquisito, la
qualificazione delle risorse umane insieme all'investimento
sull'occupazione femminile, sono le priorità assolute. Priorità che si
perseguono a partire dalla effettiva costruzione di un sistema formativo
integrato, capace di coinvolgere tutti gli attori locali, a cominciare
dalla scuola. Per questo la Provincia fin dai prossimi mesi si dovrà
impegnare a dare gambe ai poli formativi integrati con particolare
riferimento agli istituti economici aziendali e a quelli tecnici
professionali. In attesa di una compiuta riforma della scuola
secondaria, gli EE.LL. e in particolare la Provincia di Latina, dovranno
coinvolgere nella progettazione di un sistema di formazione secondaria
più forte -a partire dalle eccellenze presenti- l'Università, le
grandi aziende del territorio, le associazioni di categoria e i
sindacati. Sollecitare una nuova normativa regionale sullo SFIR (sistema
formativo integrato regionale), le risorse per la formazione
professionale, sono tutte fonti utili a concentrare il massimo sforzo
per rendere Latina e la sua Provincia, un polo formativo altamente
competitivo e fonte di opportunità economiche e sociali. Un polo che
sia in grado di ridare slancio ad un sistema formativo tecnico
professionale che ha forgiato generazioni di tecnici e maestranze
protagonisti della storia industriale locale e nazionale.
È necessario, quindi, favorire un'adeguata formazione per un lavoro
sicuro e una flessibilità virtuosa intesa non come precariato ma
opportunità di svolgere lavori con garanzia di continuità, per una
società positiva, dinamica e solidale. Una formazione capace di
trasferire competenze concrete, utilizzabili in un mercato del lavoro
sempre più complesso, per consentire ai giovani di poter competere
anche in realtà economiche più avanzate. Serve salvaguardare un ruolo
prioritario del pubblico nel campo dell'intermediazione fra domanda e
offerta di lavoro. La provincia di Latina, grazie ad un proficuo lavoro
che potrebbero svolgere i Centri per l'Impiego, dovrà trovare una
giusta e utile valorizzazione del personale impiegato, può dimostrare
che il pubblico può fare la differenza nell'accompagnare con specifici
percorsi individuali l'aumento del potere contrattuale delle persone nel
campo dell'offerta di lavoro. Al tempo stesso il dialogo costante e la
sovrapposizione fra politiche attive per il lavoro e politiche di
promozione e incentivazione delle imprese, producono effetti di sistema
che migliorano l'incontro della domanda e dell'offerta di impiego. Tale
campo appare un terreno strategico su cui convogliare risorse economiche
e progettuali della Provincia e dell'insieme degli enti locali, oltre
che dalla Regione. Stiamo toccando con mano, quanto sia urgente che
anche in Italia vengano estese le tutele del lavoro, con l'istituzione
di uno strumento unico che sostituisca gli attuali istituti di
disoccupazione ordinaria, perseguendo criteri di flessibilità per aree
geografiche, categorie di intervento oltre che per fasce d'età. Gli
effetti più pesanti di questa crisi infatti la subiranno i lavoratori
precari oltre che coloro che finiranno in cassa integrazione. Anche in
questo senso appare con tutta evidenza quanto un approccio strategico
alla pianificazione dello sviluppo, passi per un autorevole ruolo di
regolazione e di accompagnamento del settore pubblico, in grado di
sostenere sia i soggetti colpiti dalla crisi che le fasce più deboli,
con politiche fiscali adeguate e con l'apertura di tavoli di
concertazione fra le Amministrazioni, le associazioni di categoria, i
sindacati e il sistema bancario e finanziario locale, rafforzando e
supportando la politica già attivata in sede regionale, sia le micro
che le PMI.
I grandi valori delle nostre comunità: tutela e valorizzazione delle
risorse naturali e ambientali
Il 2008 si è aperto a livello europeo con il Piano 20-20-20 della
Commissione in coerenza al cosiddetto Kyoto2. L'Italia appare fra i
Paesi più arretrati nella riduzione delle emissioni in atmosfera in
compagnia di Nazioni come la Grecia e la Russia.
Propongo la provincia di Latina quale candidata a perseguire le
strategie europee in campo ambientale in piena coerenza al protocollo di
Kyoto. Gli Enti locali della nostra provincia hanno dimostrato in questi
anni sensibilità e attenzione alla tematica dell'ambiente dotandosi di
un complesso di strumenti e di competenze all'avanguardia nel panorama
regionale e nazionale. Dal 1986 infatti abbiamo uno dei sistemi più
avanzati di rilevamento della qualità dell'aria sia per le
caratteristiche tecniche sia per la sua diffusione sul territorio messi
a disposizione da alcuni privati. Abbiamo a disposizione un impegnativo
piano di risanamento che affiancato alla nascita di un Osservatorio
Provinciale Permanente sulla Salute e dell'Ambiente aperto agli
stakeholders territoriali consegnano alla nostra comunità strumenti e
dati che per la prima volta avranno un valore scientifico e condiviso
(Soprattutto tenuto conto della presenza di due centrali Nucleari di
quelle a Turbogas e di alcune industrie pericolose) . Strumenti che
fanno parte integrante del Piano Provinciale per l'Ambiente che, in
coerenza al PTCP, inserisce per la prima volta a livello territoriale la
possibilità di stilare dei Bilanci Ecologici-Ambientali Territoriali
per aree omogenee.
Tutto ciò premesso, la Provincia di Latina dovrà favorire il salto di
qualità nelle politiche di sviluppo del proprio territorio, passando da
azioni di contenimento dei rischi a quelle di promozione di un modello
di sviluppo virtuoso e in linea con gli obiettivi nazionali individuati
nel piano della Commissione Europea.
È ormai appurato che l'inquinamento nella nostra provincia è
prevalentemente determinato dal traffico (oltre il 55%) e dal polo
chimico (oltre il 35%).
Si, ritiene, pertanto possibile e auspicabile sviluppare una dotazione
tecnico-scientifica in capo alla Provincia in grado di contabilizzare le
quantità di emissioni prodotte dal sistema provinciale, utili a
predisporre un bilancio di emissioni nette di Co2.
Dobbiamo avere l'ambizione di raggiungere, entro il 2019, il traguardo
delle emissioni zero, come ha fatto Siena. Come Provincia di Latina
abbiamo tutte le condizioni per iniziare tale percorso. Abbiamo un
sistema produttivo fortemente bisognoso di investimenti nel settore
dell'abbattimento delle emissioni, abbiamo una grande disponibilità di
territorio boschivo in grado di compensare con opportune politiche gli
iniziali svantaggi, così come una cultura istituzionale e
amministrativa fortemente ricettiva alle strategie più avanzate nel
campo ambientale.
Dobbiamo dare un valore strategico dell'Osservatorio Provinciale
Ambiente-Salute. Ciò significa che in quella sede vengano assunti dati
certi e scientificamente rilevati da porre a base di un governo
interistituzionale del territorio attraverso il coordinamento delle
politiche ambientali da assumere nella piana pontina.
Insieme alla qualità dell'aria e alla riduzione delle emissioni, un
ulteriore impegno rispetto alla tematica ambientale deve svilupparsi su
tutti quei settori che intersecano le politiche di programmazione
urbanistica, quelle dei servizi e delle infrastrutture.
Crediamo, inoltre, sia necessario esplicitare alcuni percorsi e approcci
per costruire un moderno ciclo integrato di rifiuti. In tal senso, la
Provincia di Latina, sulla base del nuovo Piano Regionale dei Rifiuti,
deve considerare necessario sviluppare politiche che perseguono la
riduzione dei rifiuti alla fonte, l'aumento della raccolta
differenziata, lo sviluppo della filiera del riciclo e la garanzia
dell'autosufficienza di ambito attraverso una moderna impiantistica.
Insieme, difatti, alla capacità di incrementare esponenzialmente il
livello di raccolta differenziata separando gli interessi della stessa
da quelli propri dei soggetti che gestiscono la chiusura del ciclo, si
darà vita ad una politica industriale attiva in grado di incentivare la
realizzazione di una vera e propria filiera industriale del riciclaggio
e del riuso, valorizzando al meglio le quote raggiunte nella raccolta
differenziata.
In questo contesto, l'Amministrazione provinciale dovrebbe favorire il
raggiungimento di tali obiettivi, anche attraverso strumenti fiscali di
incentivi e disincentivi. Seguendo il principio "chi meno inquina
meno paga", prevedendo la restituzione fiscale di almeno un punto
percentuale della componente della Tassa di Igiene Ambientale (e/o
ECOTASSA), riscossa dalla Provincia, a quei Comuni, che si impegnano,
attraverso protocolli di intesa cogenti, a restituirli a cittadini ed
imprese virtuosi, che contribuiscono al raggiungimento di elevati
standard di raccolta differenziata. È altresì importante rendere
coerenti tutti gli sforzi della Provincia per una corretta educazione
ambientale investendo sulle scuole per costruire una nuova cittadinanza
consapevole dei benefici nell'assumere stili di vita orientati al
risparmio energetico e alla riduzione della produzione dei rifiuti.
Serve, infine, flessibilità e possibilità di adeguamenti continui
delle tecnologie nel campo dei rifiuti per i quali solo una logica di
sistema regionale, pur mantenendo una forte autosufficienza degli ambiti
provinciali, può assicurare.
Energia e fonti alternative
Le amministrazioni comunali in riferimento alla normativa regionale
hanno assunto una autonomia nel definire con propri atti amministrativi
l'insediamento sul proprio territorio di centrali per produrre energia
alternativa. La Provincia di Latina, per le funzioni di propria
competenza, dovrà contribuire con i singoli comuni a favorire
interventi e iniziative che non abbiano un impatto negativo sui
territori e sulle loro caratterizzazioni urbanistiche, tra l'altro in
Commissione Ambiente è stata depositata una proposta in tal senso con
una specifica audizione di giovani. L'obiettivo è di rendere
compatibili le esigenze di produrre energia ricorrendo alle fonti
alternative, in una ottica condivisa e con una visione organica, nella
salvaguardia del patrimonio culturale e paesaggistico, in sintonia con i
programmi regionale e provinciale.
Sviluppo economico innovativo ed eco sostenibile: amministrare per
crescere
La costruzione di un nuovo modello di sviluppo, che valorizza le
eccellenze nei settori tradizionalmente occupati dalle nostre imprese,
ma che punta anche a diversificare la composizione del tessuto
economico, deve essere fondata sul principio che le politiche pubbliche
vanno costruite attorno alle imprese, stabilendo con queste un rapporto
virtuoso.
Il quadro di riferimento è rappresentato dalla terza rivoluzione
industriale sulla quale sta puntando l'Europa, nella quale il paesaggio
è una grande opportunità di sviluppo e non un vincolo e l'obiettivo
del 20-20-20 è un'occasione irripetibile di attivazione di ingenti
investimenti pubblici e privati in R&S (Rischio e Sviluppo) e in
produzione di beni e servizi.
La competizione internazionale, inoltre, ma anche quella tra le regioni
del nostro Paese, ci impone di progettare politiche sinergiche e di
coordinamento con il mondo delle imprese.
Il territorio, inteso come l'insieme delle opportunità che esso offre
in termini di facilità di localizzazione e capitale fisico di base,
disponibilità di manodopera qualificata, disponibilità di risorse
finanziarie pubbliche e private a titolo di capitale di rischio e di
prestito, efficienza amministrativa, rappresenta il fattore fondamentale
che aumenta la produttività di tutti gli altri. Solo un territorio con
queste caratteristiche può sperare di esercitare verso le imprese
un'attrazione più forte delle ricche dotazioni di risorse a fondo
perduto o dei ridotti costi della manodopera.
L'approccio di pianificazione strategica e tattica così delineato va
supportato con azioni che non mirino solamente allo sviluppo
dell'offerta, ma che incentivino anche la domanda dei beni e dei servizi
a più alto valore aggiunto prodotti dalle iniziative sulle quali le
politiche hanno puntato. La domanda proveniente da un bacino locale,
opportunamente stimolata, può non esaurire le quote di mercato
necessarie a garantire ampie marginalità alle imprese, ma offre una
base di partenza e, soprattutto, stabilisce un'identificazione tra
impresa e territorio che può essere comunicata all'esterno come valore,
facendone oggetto di marketing.
A fronte della definitiva scomparsa di alcune produzioni mature e della
chiusura di grandi imprese, appare necessario favorire l'interlocuzione
con le micro, piccole e medie imprese nella definizione di politiche
industriali, riservando alle stesse un ruolo di protagonismo del sistema
economico locale.
Oggi le imprese così come i cittadini esprimono una forte richiesta di
cambiamento e di rinnovamento.
Per aumentare la competitività delle PMI occorre creare le migliori
condizioni per lo sviluppo ed il consolidamento della loro dimensione
operativa.
Si tratta di facilitare il funzionamento delle filiere produttive e la
costruzione di sistemi a rete ed aggregazioni nelle quali ogni
imprenditore possa rimanere protagonista, ma allo stesso tempo possa
adottare soluzioni tecnologiche ed organizzative innovative, così da
accedere ai mercati di sbocco con approcci più adeguati.
È determinante continuare ad investire in direzione di progetti che
diffondano e sensibilizzino le piccole imprese del territorio
sull'importanza di cogliere le opportunità di innovazione,
internazionalizzazione e dialogo con il mondo della ricerca.
È necessario continuare ad investire sulla formazione imprenditoriale,
sulla cultura della conoscenza e sull'inserimento di figure
professionali dotate di competenze e qualifiche tali da consentire di
incorporare in azienda nuovo know how .
Le infrastrutture: il ruolo strategico delle reti di collegamento
La dotazione di infrastrutture e servizi di trasporto efficienti
influenza le potenzialità di sviluppo di un territorio, poiché
determina la velocità con la quale si muovono gli scambi di persone e
merci da e verso di esso. Allo stesso tempo, questa maggiore efficienza
può condurre ad un drenaggio di risorse dai territori poiché essa
permette, da un lato, una redistribuzione dei poli produttivi e dei
flussi logistici, dall'altro dà la possibilità di accelerare i
trasferimenti tra residenza e lavoro accentuando i fenomeni di
pendolarismo giornaliero e quello conseguente delle città e dei
quartieri "dormitorio".
Il miglioramento delle dotazioni infrastrutturali e dei servizi di
trasporto, quindi, va sicuramente perseguito ma insieme al rafforzamento
degli attrattori territoriali ovvero poli di produzione competitivi,
nodi logistici attrezzati, aree urbane qualificate. Tale rafforzamento
è cruciale in un momento nel quale si stanno eccezionalmente riducendo
i tempi di collegamento sulle direttrici longitudinali del Paese, mentre
continuano ad essere deficitarie le relazioni sulle trasversali,
preludendo a modifiche geo-economiche sensibili (l'apertura dell'AV
porterà i tempi di collegamento a 30', creando di fatto un'area
metropolitana nel Centro Italia di rilievo assoluto). Uguali strategie
vanno perseguite nelle aree contermini all'area di Roma, attraverso il
protagonismo dei territori.
Le direttrici fondamentali sulle quali giocare la partita, come conferma
anche il Disegno Strategico Territoriale, sono la Latina-Roma per il
trasporto passeggeri e la Latina-Civitavecchia per il trasporto merci.
Nel medio periodo, gli investimenti del Gestore dell'infrastruttura
nazionale si concentreranno sulle linee Alta Velocità, per le quali
Latina è rimasta fuori, sulle quali si sta già riposizionando la
domanda di trasporto rispetto all'aereo. Gli investimenti sulle
trasversali rimangono indietro. Mentre si attende la partenza dei lavori
di raddoppio della Latina-Roma che risolveranno un collo di bottiglia
storico, l'intensificazione dell'utilizzo della linea direttissima
Latina-Roma rischia di spostare sulla c.d. linea storica il traffico di
collegamento tra i principali centri della provincia e Roma.
La situazione presenta alcuni rischi di peggioramento della qualità dei
servizi di trasporto ma anche delle opportunità per le istituzioni che
possono giocare un ruolo da protagonisti sia nella realizzazione di
parti irrisolte di collegamento infrastrutturale sia nella fornitura dei
servizi di trasporto, che nella dimensione di area metropolitana
allargata che si estende da Roma possono essere organizzati come servizi
di trasporto pubblico locale. La holding regionale del TPL e la
riorganizzazione che dovrà seguirne in termini di gestione dei servizi
su gomma e ferro rappresenta uno degli strumenti da utilizzare per
perseguire la strategia.
La qualità dei servizi di trasporto e l'efficienza delle infrastrutture
giocano un ruolo fondamentale per agevolare il perseguimento di una
strategia di potenziamento del territorio provinciale che voglia
sfruttare le potenzialità della vicinanza con Roma in modo positivo
(scambio, non attrazione-fagocitazione), permettendo ai cittadini della
provincia di cogliere le opportunità del mercato del lavoro della
metropoli e, allo stesso tempo, divenire luogo di residenza di qualità
per i Romani che vogliano abitare in contesti urbani di pregio e
territorio appetibile per nuovi insediamenti produttivi ad alto valore
aggiunto e a basso impatto ambientale e paesaggistico (la cosiddetta
soft economy ed economia creativa). Imprese che fanno della qualità
territoriale, dell'efficacia dei servizi e delle infrastrutture
tecnologiche i parametri fondamentali per la loro localizzazione.
La strategia di medio periodo da perseguire è, quindi, la stessa che
opera in alcuni centri di regioni del centro Italia, tenendo conto che,
nel suo ruolo di cardine, della spinta al miglioramento delle relazioni
tra la provincia di Latina e Roma beneficia un territorio ampio che
arriva verso nord-est fino all'Umbria e a verso nord alla Toscana. La
strategia, quindi, non può essere solo provinciale ma regionale, in un
sistema integrato che sposti l'asse di intervento prioritario per il
trasporto di persone e merci dalla gomma alla ferrovia.
I perni dell'amministrare la Provincia nel prossimo quinquennio
La riforma del sistema amministrativo laziale, scaturita dall'esigenza
di disegnare una pubblica amministrazione più adeguata alla sfida del
federalismo, non ha ancora prodotto una diffusa consapevolezza a livello
locale. È chiaro che questo sarà un banco di prova importante per il
nuovo ciclo di governo. Occorre, quindi, sviluppare un sistema integrato
di politiche di programmazione dei servizi, dello sviluppo e del
rafforzamento dei diritti di cittadinanza, che rafforzi la visione di
area vasta.
Per affrontare correttamente questo tema, riteniamo sia utile chiarire
una volta per tutte le ambiguità insite nel rapporto fra Ambiti
Territoriali Integrati, che accorpano le funzioni amministrative dei
comuni, con il ruolo di coordinamento di area vasta dello sviluppo in
capo costituzionalmente all'Ente Provincia. Come è stato riconosciuto
nella stessa riforma, questo rapporto va interpretato in chiave
fortemente integrata.
È chiaro infatti che, se perseguiamo coerentemente l'approccio
strategico fin qui delineato, non potrà che risultare positivo che la
Provincia insieme ai Comuni adottino in modo coordinato e fortemente
connesso una nuova governance dello sviluppo.
Per quanto riguarda la Provincia, a patto che si chiarisca una volta per
tutte in sede legislativa la coerenza fra dettato costituzionale e
funzioni effettivamente riconosciute, si prefigura un ruolo importante
su diversi filoni di governo. Primo, interloquire con la Regione sui
temi della programmazione territoriale, fatta ovviamente salva
l'autonomia dei comuni sui piani di governo del proprio territorio.
Secondo, occuparsi con poteri finalmente reali e riconosciuti, della
soluzione dei problemi di livello sovra comunale. Per questo appare
sempre di più necessario individuare come interlocutori privilegiati
della provincia gli amministratori, il mondo del lavoro e dell'impresa,
le associazioni e i cittadini organizzati. E valorizzare le capacità e
la qualificazione permanente del proprio personale, quale condizione per
migliorare ulteriormente l'attività della Provincia nell'interesse dei
cittadini amministrati.
L'innovazione di sistema nella PA: reti informatiche e servizi on
line
Una delle priorità del nostro territorio provinciale sarà quello di
sviluppare un sistema di E-government per tutte le Amministrazioni, per
consentire una efficace politica di servizio ai cittadini e favorire
l'innovazione come strumento di inclusione sociale, soprattutto per un
territorio come quello della provincia di Latina caratterizzato da un
sistema "critico" di infrastrutture stradali e ferroviarie.
Promuovere la rete dei servizi nelle PP.AA. significa anche contenimento
della spesa e realizzazione di progetti rivolti a cittadini e alle
imprese da sviluppare in collaborazione con la amministrazione
regionale, provinciale e con gli Enti Locali.
Grazie al Web sarà più facile offrire servizi fino ad oggi legati a
modelli distributivi territorialmente localizzati, quali quelli connessi
all'attività pubblica, alla formazione, alle attività legate al
turismo, al rilascio di autorizzazioni, certificati on line, invio di
documenti etc.
La flessibilità delle nuove tecnologie può agevolare quindi le aree
territoriali più decentrate e sviluppare un sistema dove le
informazioni viaggiano in rete: ciò vuol dire anche accesso veloce e
gratuito ad internet, attraverso l'istituzione di punti informatici
all'interno di edifici messi a disposizione dell'amministrazione
comunale, opportunità per i giovani, per le imprese e per gli operatori
commerciali: una leva strategica per lo sviluppo e la modernizzazione.
La caccia, gestione della fauna, dell'attività venatoria e della
pesca
La gestione faunistica e venatoria troverà nell'ambito territoriale di
caccia (ATC) il suo perno fondamentale così come previsto dalla Legge
157/92 e della legislazione regionale.
La Provincia, titolare di specifica delega, non può solo limitarsi a
compiti di controllo, pur necessari e dovuti, ma dovrà essere da
stimolo e guida di una gestione moderna tesa a valorizzare ed
incrementare il patrimonio faunistico presente nella nostra provincia in
rapporto alla peculiarità dei territori ed in stretta collaborazione
con il mondo scientifico, venatorio, ambientale ed agricolo.
Solo attraverso una stretta collaborazione tra tutti i soggetti
interessati potrà essere salvaguardata la biodiversità e potenziato il
patrimonio faunistico, per rendere l'attività venatoria strumento utile
non solo per i praticanti ma per la gestione del territorio e la
integrazione del reddito per le Aziende agricole.
Anche in relazione al calendario venatorio, sia relativamente ai tempi
che alle specie cacciabili va aperto un tavolo regionale che, rispettoso
della legge nazionale e regionale, possa al meglio corrispondere alle
aspettative dei vari soggetti che concorrono al governo dell'attività
venatoria.
La nostra Provincia ricca di acqua e invasi, i più importanti da Ninfa
al Garigliano, non può non attivare una politica di forte attenzione
alla pesca sia professionale che sportiva. Lo sviluppo delle attività
ittiche è strettamente collegato al miglioramento della qualità stessa
delle acque, nonché ad una più stretta collaborazione con i soggetti
utilizzanti, ai fini energetici degli invasi.
Va, quindi, potenziata una strategia che qualifichi l'attività della
pesca professionale e sportiva con manifestazioni mirate alla
valorizzazione del prodotto ittico.
Turismo e agroalimentare:
due
asset strategici per la valorizzazione dei territori della provincia di
Latina
Il turismo è una delle principali leve da utilizzare per uscire dalla
crisi e, soprattutto, per creare una linea duratura di sviluppo
sostenibile.
La visione del futuro turistico della Provincia punta sulla
rivalutazione delle eccellenze, sulla valorizzazione dei luoghi che
costellano il nostro territorio e sull'amplificazione della capacità
attrattiva che hanno gli eventi territoriali, quali feste, sagre,
tradizioni e manifestazioni di diversa natura, frutto di quella identità
che raggruppa nel nostro territorio diverse origini, ma che ci accomuna
nel disegno del futuro.
È necessario costruire prodotti turistici molto specifici e molto ben
definiti, in grado di valorizzare tutte le forme di turismo presenti in
provincia, di unire tutte le peculiarità del territorio e di farlo
vivere e rivivere in ogni atto di consumo; in questo percorrere sarà
determinante la proposizione dei prodotti enogastronici che, nella loro
naturalezza ed originalità, ci aiutano a far "assaggiare" il
territorio, e dei prodotti dell'artigianato e dell'industria, che
accompagneranno il nostro ospite nel racconto successivo alla vacanza.
La nostra visione sul futuro turistico è, quindi, semplice ma
estremamente impegnativa perché consiste nel differenziare il
"prodotto turistico Latina", (CONIARE UNO SLOGAN PER IL NOSTRO
TERRITORIO - COME PER LE CAMPAGNE ELETTORALI - VISITARE LA PROVINCIA
DELLE ISOLE "mettendo insieme e salvaguardando le risorse del
territorio di cui già disponiamo, e nel far emergere il territorio per
come è, per i valori che offre, per l'esperienza che ha maturato, per
la fierezza che induce a risiedervi.
La Provincia deve proporre di coinvolgere in questo percorso il settore
pubblico e privato insieme, Regioni e Comuni, Comunità montane, APT,
Compagnia dei Lepini, Proloco con Camera di Commercio e Associazioni di
categoria di tutti i settori e Università in una duplice veste:
portatori di conoscenza e meccanismi di avvicinamento al mondo del
lavoro. La sostenibilità e rispetto del territorio sono i punti di
forza. Occorre dare molta attenzione a questo fattore, renderlo
tangibile nella vita di tutti i giorni e farlo vivere ai nostri ospiti;
acqua, energia, residui urbani sono questioni prioritarie per il nostro
futuro. Intendiamo, inoltre, attuare la nostra visione scommettendo su
progetti concreti, che offrano garanzia e misura della qualità offerta
e percepita dal cliente. Quegli operatori che dimostreranno di aver
creato un prodotto o un servizio di qualità, avranno la Provincia al
loro fianco. È indispensabile garantire e incentivare la presenza di
tutti gli attori in internet con maggiori informazioni e maggiori
servizi; è necessario creare nuovi servizi di intrattenimento e di
svago; è nostro dovere utilizzare la tecnologia per far vivere un
monumento o un sito archeologico. Inoltre, per raggiungere risultati
concreti e duraturi, è necessario integrare i prodotti e le iniziative
del territorio al fine di generare efficienza e nuovi momenti
promozionali. La Provincia potrà fungere da meccanismo di integrazione
tra i diversi stakeholders del territorio, nel senso che aiuterà gli
attori che vorranno scommettere nello sviluppo turistico della Provincia
a trovare sinergie ed elementi comuni tra i progetti messi in atto. Per
non parlare poi delle ISOLE di PONZA e VENTOTENE perle in assoluto di
richiamo.
Agroalimentare
In risposta alle crescenti disuguaglianze economiche e sociali presenti
nel mondo, occorre mettere in campo, anche nella nostra provincia,
politiche di riequilibrio tese a valorizzare il ruolo del produttore e
del consumatore. Incentivare, quindi, un programma di politica
alimentare, sia a livello della singola domanda che della ristorazione
collettiva, che promuova le produzioni locali, attraverso la filiera
corta, rispettosi dell'ambiente e della conservazione della biodiversità.
Sicurezza e difesa del patrimonio
La società e le comunità provinciali, pur in un quadro di tenuta del
tessuto sociale, frutto delle buone politiche di accoglienza, di
integrazione sociale e di welfare che le città hanno saputo articolare
negli anni facendo leva su una radicata cultura della solidarietà e
sulle grandi risorse del volontariato, cominciano ad avvertire nuove
esigenze legate al concetto di "sicurezza" che entra a far
parte dei bisogni primari di una società moderna. La questione
"sicurezza" ruota intorno al punto di equilibrio tra diverse
libertà e alla definizione condivisa da parte dei cittadini degli spazi
e dei limiti delle pratiche di libertà dei diversi soggetti che animano
la vita urbana. Una politica integrata per la sicurezza è sempre il
prodotto di un processo articolato, che non si esaurisce nell'ordine
pubblico, ma si sviluppa con il concorso di tutti gli attori che
agiscono sul territorio.
A tale proposito, l'amministrazione provinciale, nell'ambito delle
proprie competenze, dovrà o potrà mettere in campo politiche
urbanistiche che favoriscano al meglio la qualità delle relazioni
sociali, economiche e culturali, facciamo vivere la città anche nelle
periferie con una organizzazione dei servizi vicina ai cittadini e con
il sostegno ad attività culturali e ricreative, promuovendo sistemi di
controllo del territorio.
È fondamentale, dunque, stimolare ed incentivare la partecipazione a
tali processi non solo delle forze dell'ordine e degli enti locali ma
anche delle scuole e degli attori della formazione, del mondo del
volontariato e dell'associazionismo, degli attori socio-economici e
delle comunità straniere presenti sul territorio, per costruire una
dimensione di corresponsabilità capace di offrire una risposta forte e
concreta alla domanda dei cittadini, che percepiscono il proprio
territorio minacciato da cambiamenti con cui è difficile convivere,
destinati a cambiare le geografie delle nostre città e le modalità di
relazioni e di vita quotidiana. Questa esigenza è tanto più avvertita
in un momento in cui si assommano nell'individuo diverse insicurezze
legate al difficile momento economico ed alla forte riduzione del potere
d'acquisto delle famiglie. Tutti questi fattori hanno cominciato a
generare, anche in provincia di Latina, prodromi di un "non
sentirsi più a proprio agio, a casa propria" che pretendono
interventi operativi immediati. All'urgenza di percezioni cambiate
occorre rispondere con politiche integrate che agiscano a livelli
diversi per riqualificare il territorio, il decoro delle città e le
relazioni delle nostre comunità, in un quadro di forte senso della
legalità e del senso civico.
A questo si unisce l'importanza della sicurezza sul lavoro. Dobbiamo
recuperare i principi che hanno ispirato il vecchio Testo Unico e
valorizzare le politiche provinciali già maturate e messe in atto
nell'ambito della prevenzione e sicurezza sul lavoro. È a partire da
questo che si può combattere la sfida per prevenire, meglio di quanto
accada oggi, il rischio di infortuni sul lavoro. Tutto ciò è una
priorità strategica oltre che trasversale che, perseguendo una diffusa
cultura della legalità, determina un arricchimento del capitale sociale
alla base dello sviluppo. La prevenzione della salute e della sicurezza
infatti, va resa effettiva in ogni contesto lavorativo, e non solo
predisponendo un sistema di regole. Attuando ciò o dandovi concretezza
ai allontanino i sentimenti e i sentori comuni di vedere il nostro
territorio in mano alla criminalità, dando percezione di avere una
classe dirigente corretta e moralmente onesta e abnegata alla legalità.
Questo dobbiamo dimostrare, se ne siamo capaci.
Sevizi pubblici e multiutilities
La riforma della governance dei Servizi Pubblici Locali va tematizzata
attraverso il riequilibrio dei rapporti tra pubblico e privato, dove al
primo viene riconosciuto il compito delle indicazioni delle priorità
dedotte dagli interessi generali. È a partire da questo profilo
riformatore che la questione della tutela dei beni comuni, intesi come
diritti inalienabili e della compiuta affermazione di un Governo
pubblico dell'acqua saranno gli obiettivi strategici da perseguire,
insieme ad una azione politica che punti ad una sua ripubblicizzazione.
Il quadro di riforma della gestione e di tutela dei beni comuni si
inserisce pienamente nell'applicazione dei principi contenuti nel Titolo
V della Costituzione: unicità, adeguatezza e responsabilità nella
gestione delle funzioni amministrative. In tal senso è obiettivo
strategico della provincia di Latina affermare un sistema istituzionale
armonico imperniato sui 3 livelli elettivi. Va avviata, non solo
annunciata, l'opera di semplificazione dell'apparato amministrativo,
agendo sul superamento dell'attuale stato di frammentazione dei servizi
sul territorio provinciale. L'obiettivo è fornire ai cittadini,
utenti/clienti, di tutto il territorio della provincia di Latina, una
gamma coerente di servizi integrati, sia di natura economica (energia,
ciclo idrico, ambiente, trasporti, telecomunicazioni), sia di carattere
sociale (casa, sanità e assistenza, cultura), con una diffusione
omogenea sul territorio e con un buon rapporto fra qualità e prezzo.
Tali obiettivi potranno essere realizzati solo attraverso una crescita
dimensionale e qualitativa del soggetto gestore e con una integrazione
settoriale dei servizi: per questo resta strategico pervenire in tempi
rapidi alla costituzione della c.d. multiutility, che deve essere solo
il primo passaggio per una più ampia politica di alleanze con altri
gestori del settore. Tutto ciò dovrà avvenire con il presupposto
irrinunciabile che le funzioni fondamentali e strategiche debbono essere
consolidate in capo alla responsabilità diretta della mano pubblica.
 "Time
aut" per Campoli
Nuova
Area: nessuno traccia degli impegni assunti
29
marzo 2011, Elisa
Fiore
Tempo
scaduto. La fiducia accordata ad
ottobre del 2010 alla Giunta
Campoli, dall’esponente di Nuova Area nella fase di voto
dell’assestamento di bilancio, va
ritirata, mentre al consigliere
Roberto Reginaldi il direttivo
politico comunale chiede
ufficialmente di lasciare il
gruppo dei Responsabili. Ma quali
sono le questioni che agitano Nuova
Area?
Si
scrive autovelox, ma si legge:
fondi.
Somme
da destinare ai lavori di messa in
sicurezza delle strade cittadine
così come recita l’art. 208
comma 4, 5 e 5 bis. Ma i soldi
dell’autovelox «Come sono stati
spesi? Quali lavori sono stati
finanziati?» chiede Nuova Area
che specifica «Nessuna opera
stradale importante è
stata realizzata, nessuna
strada riasfaltata, niente
di niente. Eppure gli autovelox
hanno prodotto una
maggiore entrata alle casse del
comune di ben 6 milioni di euro,
ed il 50%, di quella somma per legge
doveva essere reinvestito in
sicurezza stradale».
Incalza
Nuova Area che chiede all’assessore
Ciocca per quale motivo nel corso
del question time abbia parlato
solo di 1.300.000 euro, e degli
800 mila già spesi.
«Nessuna
strada della campagna setina è
stata riparata, nessuna strada di
Suso, nessuna buca è stata
chiusa. Le maggiori entrate
paventate per 6 milioni di euro,
aprono un dubbio:
dove
sono finiti i 3 milioni che invece
dovevano essere incassati?
In
quale opere sono state investiti?
A
quanto ammonta l’aggio riconosciuto alla
società che ha istallato
gli autovelox?
Quelle
somme sono ancora a disposizione della
collettività setina?».
Nuova
Area ricorda inoltre come l’assessore
Ciocca in aula abbia riferito che
gli introiti degli autovelox sono
serviti «anche per l’acquisto
delle nuove divise della Polizia
Locale», ed a pagare i legali cui l’amministrazione
comunale ha affidato la propria
difesa dinanzi al Giudice di Pace:
«300.000 euro, attinti dal bussolotto
degli autovelox, mentre per
gli 800 mila euro spesi in sicurezza
stradale, ricordiamo al sindaco lo
stato di devastazione
in
cui versa: via Fanfara - ingresso
principale al paese - via
Roana - totalmente disastrata, come
tutte le strade della pianura, via
Sicilia e altre strade della
frazione di Sezze scalo, per non
parlare di quelle di Suso e
Casali, una vera vergogna. Eppure
sono stati spesi quasi tre miliardi
di vecchie lire in non si sa bene cosa».
Nessuna
riparazione è stata avviata né l’apertura
del distaccamento degli uffici del
Comune a Sezze scalo. Restano
lettera morta la «famosa» piscina
dello Scalo,
così come le altre importanti opere
nel paese. «Siamo a
marzo
e ancora nulla - dichiara Nuova
Area - in aula abbiamo voluto dare
la possibilità al sindaco Campoli
di riscattarsi e finalmente
realizzare qualcosa dopo quattro
anni di completa assenza, ma le
risposte dell’assessore Ciocca, allontanano le buone
intenzioni».
Così
Nuova Area prende le distanze dal
Gruppo di Responsabilità, dopo l’abbandono
del quarto consigliere,
Lino
Cerrone, maturate per le stesse
motivazioni. «A Reginaldi
chiediamo di abbandonare questo
gruppo che sa
troppo
di “stampella” più che di opposizione
responsabile. Le nostre battaglie
hanno sempre trovato forte
condivisione da parte della
cittadinanza, perché abbiamo
chiesto a Reginaldi di sostenere
le nostre scelte ad esclusivo
vantaggio dell’interesse pubblico e mai di quello privato.
Proseguire sul percorso iniziale
per rappresentare le istanze della
cittadinanza è l’unica
collocazione politica in cui ci
riconosciamo. Ora a Campoli la
scelta di onorare gli impegni
presi, non solo con Nuova Area, ma
con la popolazione tutta».
 Ospedale,
Dondi e lavori: tutti i nodi del paese Lepino
Campoli
fiducioso sulle sorti dell'ospedale San Carlo
10
marzo 2011, Elisa
Fiore
Ha
posto sul piatto della bilancia
tre argomenti di carattere amministrativo,
l’ospedale di Sezze, il nuovo arbitrato
richiesto
dalla Dondi, e l’affanno che scontano le opere pubbliche
realizzate con il cofinanziamento della
Regione
Lazio.
Così il sindaco Andrea Campoli,
dopo aver liquidato il dirigente
dell’Ufficio Tecnico che gli
aveva fornito copia della scaletta
degli ammanchi di cassa, imputati
ai ritardi regionali, che tanto lo
devono aver impensierito in questi
giorni, si è fatto assistere dagli
assessori Marcello Ciocca, Pietro
Bernabei e Antonio Maurizi, e
raggiungere dal segretario politico
del suo partito, Salvatore La
Penna, per affrontare temi che lo
hanno
indotto
ad uscire allo scoperto.
Dopo
aver incassato la pressione mediatica
delle opposizioni, interne ed
esterne, al suo stesso partito.
Così per il suo chiarimento, su
temi d’interesse cittadino, Campoli, ha sottolineato come
sia stato sistematico «il lavoro
oscuro» che oggi lo indurrebbe a
ben sperare, senza per questo
abbassare la guardia, circa le
sorti del San Carlo di Sezze.
Posto che al momento la Asl
starebbe redigendo quell’atto
aziendale contenente i rilievi
mossi dai
territori,
in virtù dell’applicazione dei decreti Polverini. Campoli
ha così ricordato il suo impegno
nei confronti della Commissione
Sanità della Regione Lazio, anche
attraverso la presidente
Mandarelli, e lo stesso direttore
generale, di Latina, Sponzilli. Ha
ricordato l’impegno assunto dal
Consiglio provinciale, e le
conseguenti osservazioni fatte
proprie anche dal presidente
Armando Cusani. Un nodo potrebbe
essere quasi sciolto: il
mantenimento del punto di primo
intervento h24, senza retrocessione
delle urgenze verso l’indistinta
funzione di soccorso
infermieristico, ausiliata dai
medici di base. Assieme al
mantenimento di alcuni posti letto
per gli acuti, correlati al
padiglione del Santa Maria Goretti
e per il day surgery. Ma come ha
ben detto Campoli «questo è ciò
che si sta definendo, per il resto
attendiamo la prova dei fatti»,
nella speranza che la sinergia tra
gli enti trovi oggettivo riscontro (alludendo
alla provincia).
Per
ciò che attiene l’altro
argomento trattato, l’arbitrato proposto dalla Dondi Spa,
per una richiesta pari a 11
milioni
e 800 mila euro circa, Campoli in
prima battuta ha fatto rilevare
come le rivendicazioni non
sarebbero frutto di causalità, ma
uno sfaldamento dei rapporti,
costruiti intorno ad una
convenzione lacunosa, definendo
irrituale la decisione del
responsabile locale della Dondi Spa,
Maurizio Russo, di esternare,
suggerendo «indirizzi
politici
all’amministrazione», ficcandosi, insomma, in
altri ruoli: «Russo se vuole fare
politica faccia pure il sindaco» ha affermato Campoli che,
dopo aver preso atto che nel
giudizio arbitrale sono contenute
richieste assurde, già bocciate
nel precedente lodo arbitrale ha
precisato: «Siamo convinti che
sia inammissibile la clausula
compromissoria contenuta nell’atto
aggiuntivo attraverso cui addivenire
ad un giudizio arbitrale che
dirima in via amichevole le
questioni inerenti la gestione.
Questa
procedura, come già
precedentemente contestato, è
contra legem. Il primo elemento,
quindi, che il nostro legale, l’avv.
Alberico Marracino, sottoporrà al
giudizio arbitrale, sarà la
convinzione che la clausola
compromissoria sia nulla. Qualora
questa rimostranza non dovesse
essere accolta, crediamo di avere
le argomentazioni per confutare le
richieste della concessionaria. In
via riconvensionale, dato che
siamo stati chiamati in giudizio,
chiameremo la Concessionaria a
pagare le penali per le sue
inadempienze che i cittadini di
Sezze vivono tutti i giorni sulle
proprie spalle». Ed alla Dondi
quindi, l’onere di ribaltare il
giudizio dei cittadini circa «le
sue inefficienze» posto che
questa amministrazione «non aveva
pregiudizi sulla Concessionaria,
ma abbiamo maturato un giudizio».
 Isolati
ma al sicuro nell'inferno libico
L'esperienza
di Vittorio Mironti, archeologo di Sezze impegnato in un progetto
dell'Eni
26
febbraio
2011, Elisa
Fiore
E’atterrato
a Pratica di Mare giovedì sera
con un C130 dell’Aeronautica
militare italiana. Dal 17 gennaio Vittorio
Mironti, 27 anni archeologo di
Sezze, era a Messak, un’area del
deserto libico, a sud-ovest del paese.
Insieme
ad altri studiosi italiani stava
lavorando ad un progetto dell’Università
di Roma «La Sapienza», per evidenziare eventuali
presenze di reperti archeologici
capaci di dare una lettura
del territorio su cui è stata
installato un campo dell’Eni per
l’estrazione del greggio.
Il
compito dei ricercatori italiani?
Restituire un prospetto
archeologico dell’area, con
la duplice finalità, offrire alla
comunità libica il risultato di
una ricerca basata su caratteri
di scientificità e dall’altra,
assicurare all’Eni che quei
pozzi non avrebbero intaccato
in alcun modo le vestigia
di una antica comunità molto
evoluta, dedita alla pastorizia.
«Il
Messek Project – racconta Mironti
- è una complessa iniziativa culturale
che ha come obiettivo finale la
realizzazione di un museo
all'aperto nel Messak, nel cuore
del Sahara centrale.
In
questi giorni stavamo lavorando
alla mappatura». Il
museo a cielo aperto che dovrebbe sorgere
nell'area di In Habeter (wadi
Mathendush), è stato inserito
già dal 2007 dal World Monument
Fund nella lista dei 100 siti
mondiali più in pericolo, anche a
causa dello scarso controllo del
flusso turistico e per l'impatto
di attività industriali.
Vi
siete accorti che qualcosa non
andava mentre eravate lì?
«Le
notizie che ricevevamo le prendevamo
dai vari siti internet ma in
realtà l’unica fonte d’informazione ufficiale per noi che eravamo
in costante contatto con la Farnesina,
erano le notizie diramate dalla
Bbc».
E
le emittenti nazionali libiche?
«Nulla,
il completo silenzio, ciò che
mandavano in onda erano solo
feste, balli, gente che si divertiva » .
Avete
avuto paura?
«No,
eravamo al sicuro, anche perché
la piattaforma Eni dispone di un
aeroporto con due velivoli che
hanno fatto spola quotidianamente con
l’aeroporto di Seba. Certo ciò
che si respirava era un evidente
tensione emotiva».
E
gli altri italiani che ha incontrato a
Seba?
«Non
ci siamo resi conto di nulla,
molti, come noi erano dislocati in
zone desertiche. Abbiamo sentito
parlare di rappresaglie, di molte
persone uccise, ma non possiamo
testimoniare di aver visto nulla
di tutto questo, anche perché le
notizie diramate venivano
puntualmente smentite da altre
fonti».
La
sua esperienza?
«Non
c’è mai mancato nulla, avevamo
acqua e cibo in abbondanza, l’organizzazione
dell’Eni è senza alcun dubbio
di rilievo, peraltro eravamo in
costante contatto con l’ambasciata,
in attesa di sapere quando avremmo
potuto lasciare il paese, perché
paradossalmente se da una parte è
vero che non abbiamo assistito ad
alcune
scena
di violenza è pur vero che la
nostra era una posizione molto
isolata, e per questo anche rischiosa,
qualora fosse accaduto l’imponderabile».
Pensa
di poter tornare?
«Me
lo auguro, se il progetto, fortemente
voluto sia dal Ministero degli
Affari Esteri Italiano che dal
Dipartimento Libico che gestisce
il patrimonio archeologico nazionale
andrà avanti, cercheremo di
riprendere il lavoro abbandonato e
di portarlo a compimento ».
 Via
gli autovelox dalla 156
Eliminati
ieri i due dispositivi: il Comune anticipa la decisione del Prefetto
24
febbraio
2011, Elisa
Fiore
Disinstallati
gli autovelox in funzione dal
27 maggio del 2009 nel Comune di
Sezze sulla Sr 156 dei Monti
Lepini. Erano trascorse da poco le
14.30 quando una squadra di operai
armata di argano a motore ha
iniziato a fasciare i pali gialli,
sormontati dalle macchinette
Traffifot Speed e Reed che molto
probabilmente erano già stati
disattivati all’indomani della
cessazione del contratto di
fornitura di servizi siglato da un
raggruppamento
temporaneo
d’imprese. Un contratto di
servizi di fornitura di «prodotti»
relativi alla gestione ed
installazione di due autovelox che
all’indomani della sentenza n.10620
della VI sezione penale della
Corte di Cassazione del 17
marzo
2010, veniva inspiegabilmente rescisso
anticipatamente, a meno di un mese
da quella sentenza. Con determina
dirigenziale del comandante del
corpo di Polizia locale, Lidano
Caldarozzi, che aveva istruito
l’intero procedimento. Così un contratto
della durata di tre anni, per un
presunto valore di 200.000 euro,
veniva rescisso anticipatamente a
soli 11 mesi dalla sua firma. I
due autovelox avevano generato una
sentenza, quella emessa dal
Giudice di pace di Sezze, Adelaide
Ferrante, con cui attraverso una
consulenza tecnica d’ufficio, il
perito Mario
Carlo
Tesei, rilevava una serie di gravi
incongruenze, alcune delle quali
ben oltre i limiti della liceità. La
sentenza, con cui la Ferrante accoglieva
un ricorso-pilota, era fondata su
un unico elemento di giudizio,
ritenuto assorbente:
l’assenza
di un’ordinanza o di un verbale
che certificasse l’autorizzazione dell’Astral all’installazione
dei due autovelox da parte del
Comune di Sezze.
Nel
frattempo anche la Procura di
Latina apriva un’inchiesta. L’accertamento
di oltre 40.000 verbali, con
una percentuale molto bassa di
ricorsi, pari al 10%, nel giro di poco
tempo ha sollevato una vera e
propria indignazione collettiva, tanto
da essere riportata anche nella
sentenza del Giudice di pace che
motivava la sua decisione di
ricorrere ad una consulenza tecnica:
«Anche tenuto conto del forte
impatto sociale derivato dalla
presenza di predetti autovelox, fonte
di migliaia di sanzioni amministrative».
Dopo i primi annullamenti il
Comune ha tentato di resistere,
nominando un pool di avvocati.
Pagati con i soldi dei
contribuenti. Scelta improvvida che
solo di recente è stata
abbandonata per fare posto ad più
ragionevole tentativo di accordo
bonario che l’ente in questo
momento starebbe proponendo ai
cittadini ricorrenti. Nel
frattempo, anche la trasmissione «Ballarò»
ha puntato gli occhi sullo strano
modo di fare cassa da parte dei
comuni a rischio default, e da
Sezze ha cercato di capire come
nella provincia di Latina
venissero utilizzate le
macchinette. Ed è stato così che,
a sole 12 ore dalla registrazione della
trasmissione, veniva diramata la
notizia di un imminente provvedimento
prefettizio che intimava la disinstallazione
degli autovelox sull’intera provincia
di Latina, incluso anche quelle
macchinette installate proprio nei
comuni di Sezze e Pontinia. L’impellenza
di fatti di cronaca
nazionale ha impedito, martedì
sera, la messa in onda di quel
servizio, così la solerte squadra
di operai ingaggiata all’occorrenza
del Comune di Sezze ha avuto l’onere
di procedere all’eliminazione.
Un giocherello, quello degli
autovelox temporanei, fruttato al
Comune di Sezze un bel mucchio di
quattrini che ha permesso alle
società d’incassare un aggio
proporzionale alla tipologia delle
multe elevate. Con aggravio di
spese, per i cittadini; e d’incassi
certi, per il privato, come per l’ente
pubblico. Come dire: la legge non
è mai uguale per tutti.
 Selezioni
provinciali Marte
Live
Giovani
Leoni cerca giovani talenti
18
febbraio
2011, comunicato
L’
Associazione Giovani Leoni cerca giovani talenti della provincia di
Latina da far partecipare per le selezioni del festival Marte Live, il
festival giovanile più importante italiano con più di 16 sezioni
artistiche. Marte
live si tiene ogni anno da aprile a giugno in location
uniche dove si esibiscono oltre 150 artisti nelle
diverse sezioni. Si
tratta quindi di uno spettacolo in grado di regalare
forti emozioni, grazie alle continue "sorprese culturali" che
vengono dalle giovani e giovanissime proposte. Ha più di 150 partner
istituzionali,commerciali,organi di stampa e altro. Questo ha fatto
diventare questo festival il palco artistico giovani più importante
italiano, con selezioni in tutte le regione italiane. Le sezioni
proposte da Giovani Leoni per i giovani talenti sono la
danza,canto,corti,teatro,dj,videoclip musicali, poesia, pittura,
fotografia.
Per
info contattare
ass.giovanileoni@libero.it
oppure il numero 3407267041
 Il
parco "fantasma" Intervista
a Maurizio Calvi, presidente di «Amo l’Italia»
Perché
il progetto per i Lepini è finito nel dimenticatoio
2
febbraio
2011, di
Elisa Fiore
Dal 1979 si tenta, senza alcun successo,
l’istituzione del parco dei
Lepini. Un parco che avrebbe dovuto
contrastare il degrado sub-urbano
giunto a livelli sempre più
crescenti. Lo ricorda il presidente
dell’associazione Amo L’Italia,
Maurizio Calvi che
ripropone con ineludibili riflessioni un
tema assai caro solo ad una parte
del mondo ambientalista locale, le
cui aspirazioni, nei decenni, sono
cadute sistematicamente nel
vuoto.
Ma
cos’è accaduto
nel tempo?
«Se
è vero che il sistema dei Parchi
nel Lazio è uno dei più importanti
d’Italia in quanto a numero di
aree protette effettivamente istituite,
assistiamo ad un degrado sempre
più progressivo di aree
formalmente protette come nel caso
di un area di grande pregio
ambientale quale quella dell’area
dei Monti Lepini che, senza una
tutela di carattere istituzionale, rischia
una grave crisi per l’intensità
dell’aumento del cemento, dell’inquinamento
ma soprattutto per la presenza
massiccia di cave e torbiere che
stanno erodendo e che hanno eroso
nel tempo fasce di territorio di grande
pregio ambientale».
Cosa
ha impedito la crescita di un sistema produttivo
che valorizzasse un comprensorio ricco solo
di potenzialità ambientali?
«Quello
che abbiamo notato negli anni è stata
ed è una forte resistenza da parte
di alcuni importanti settori della
politica provinciale all’istituzione del progetto del Parco e della
Riserva dei Monti Lepini, area
fomentata dalla speculazione e da
una mancanza di una forte sensibilità
delle forze politiche per una
cultura ecologica e soprattutto una
forte sottovalutazione delle
risorse turistiche del nostro
territorio. L’area dei Monti Lepini
non è solo natura, ma è anche
soprattutto cultura, storia e tradizione».
Cosa
non è stato compreso fino in fondo,
cavalcando per scopi elettorali, la tigre
del cosiddetto abusivismo di necessità?
«Quello
che non hanno compreso e non
comprendono i nostri
amministratori delle più importanti
città lungo l’area dei Monti
Lepini è quella indispensabile sensibilità
ambientale nei confronti di
argomenti come la tutela dei beni
artistici ambientali che invece è
presente in altre realtà del
nostro paese. Quello che dobbiamo
sottolineare è che la
biodiversità degli ecosistemi dei
Monti Lepini è un tema delicato e
complesso - spiega il senatore Maurizio
Calvi che ricorda come -
valorizzare questa sintesi significa
non soltanto difendere le risorse
naturali e ambientali di questo
straordinario parco naturale, ma
soprattutto rilanciare politiche di
flussi turistici in termini di
valorizzazione, di sviluppo socio-economico e occupazione».
Dunque
la costituzione di un parco naturale
dei Monti Lepini è e rappresenta
uno strumento fondamentale che
consente di contemperare politiche
diverse quali la conservazione del
territorio bloccando manovre
speculative con danni ambientali
irreversibili e dall’altro
avviare politiche di sviluppo
socio-economico.
In
conclusione il presidente dell’associazione
Amo L’Italia mette in guardia
su un fattore apparentemente incontrollato
«la ‘conurbazione’ crescente dei più importanti comuni
dell’area dei Monti Lepini in
particolare Sezze e Priverno -
spiega - rappresenta la maggiore
minaccia del nostro territorio che
ha subito profonde trasformazioni
in conseguenza di un abusivismo
sempre più crescente e senza
precedenti della storia del nostro
territorio, ma soprattutto anche
per alcuni piani regolatori che
hanno consentito la urbanizzazione
di vaste aree del territorio fuori
dalla traccia dei centri
storici».
 Comitato
difesa acqua pubblica di Sezze
26
gennaio 2011,
comunicato
stampa
Al Sindaco di Sezze
Al Consiglio comunale
Alle Associazioni setine
Ai Comitati civici setini
Ai Partiti politici
Ai movimenti civici
Alle rappresentanze sindacali
Ai Cittadini di sezze
In attesa delle decisioni del Consiglio di Stato in merito al ricorso presentato dalla Concessionaria contro la sentenza del TAR di Latina, riferita agli aumenti delle tariffe idriche che il privato ha applicato e sta applicando dal 01 Gennaio 1997 in violazione ai limiti stabiliti dal
CIPE, i cittadini di Sezze in collaborazione con il COMITATO DIFESA ACQUA PUBBLICA di SEZZE hanno inoltrato specifiche lettere di diffida alla Concessionaria al fine di ottenere la restituzione delle somme indebitamente corrisposte. Per dare forza a queste vertenze il Comitato
indice
una manifestazione pubblica per il giorno 19 Febbraio 2011 a Sezze per sostenere i seguenti punti:
ACQUA
1. Contrarietà a qualsiasi forma di chiusura della fornitura del flusso idrico agli utenti: No all’asporto del contatore; SI alla riduzione del flusso idrico;
2. Garantire la fornitura minima agli utenti di 60 litri di acqua al giorno, come previsto dalla legislazione nazionale, europea e dall’ONU;
3. Riduzione del 50% del costo a carico degli utenti in merito alle volture del contatore;
4. Riduzione del 50% del costo a carico degli utenti per la sostituzione contatore; (costo attuale € 75,00);
5. Lettura periodica del contatore su base quadrimestrale; No a bollette con consumi presunti!
6. Definizione contenzioso relativo al debito della Concessionaria nei confronti del comune di Sezze e della Regione Lazio per la fornitura d’acqua;
7. Applicazione immediata delle agevolazioni per le utenze di fascia debole(fornitura gratuita di 110 m³ annui) come previsto da convenzione sottoscritta nel giugno 2010 tra comune di Sezze, provincia di Latina e Concessionaria;
8. Contrarietà a probabili futuri aumenti delle tariffe acqua, fognatura e depurazione;
DEPURAZIONE
9. Istallazione immediata del depuratore mobile approvato all’unanimità dal consiglio comunale il 13 settembre 2010, su proposta del comitato difesa acqua pubblica di Sezze;
10. Qualora il punto 9 non venisse realizzato entro il mese di Febbraio 2011, per rispondere alle emergenze ambientali e all’inadeguatezza depurativa degli impianti Casali e Sezze Scalo, si propone di attivare “l’azione sostitutiva” con il versamento delle somme della depurazione presso le casse comunali anziché alla Concessionaria, fino alla realizzazione del depuratore centralizzato;
Il COMITATO DIFESA ACQUA PUBBLICA di SEZZE chiede il sostegno ai quesiti della CAMPAGNA REFERENDARIA per L’ACQUA PUBBLICA ammessa dalla Corte Costituzionale nel Gennaio 2011 ed invita i soggetti in indirizzo e tutta la cittadinanza a partecipare attivamente alla manifestazione per esprimere il proprio dissenso nei confronti della gestione del servizio idrico integrato del nostro paese.
Si prega di inviare
risposta (adesione) entro il 5 Febbraio 2011.
DIRETTIVO COMITATO
DIFESA ACQUA PUBBLICA di SEZZE
Per Contatti:
Paolo – Tel. 3477595135
Vincenzo – Tel. 3384172080
Patrizio – Tel. 3470536148
E-mail: acquasezze@gmail.com
Concerto
degli alunni del "Valerio Flacco"
21
gennaio 2011, comunicato
stampa
Sabato
22 gennaio alle ore 17.30 si terrà, presso il Teatro Ponchielli di
Latina, il concerto del coro degli alunni della Scuola Primaria
dell’Istituto Comprensivo “Valerio Flacco” di Sezze Scalo.
“L’evento , afferma il
Dirigente Scolastico prof.ssa Anna Giorgi, è l’espressione dei
percorsi didattici e progettuali che caratterizzano la nostra
Istituzione Scolastica. Da anni portiamo avanti il progetto “La voce,
parole e musica” con l’ausilio dell’esperto esterno Pietro
Cipolla. Tale attività è inteso come veicolo per potenziare
l’espressione comunicativa e l’interazione fra i diversi linguaggi:
gestuale- corporeo, iconico, musicale
e verbale potenziando il benessere psicofisico”.
Il concerto è offerto in
beneficenza a favore della L.I.L.T. di Latina.
Consulta
delle associazioni parcheggiata da un anno
12
gennaio 2011, di
Elisa Fiore
Consulta
delle associazioni, anno zero.
Altro che «soddisfazione per il
lavoro certosino teso a ricucire
lo strappo del tessuto sociale» volendo parafrasare Campoli: qui
si riparte dalla presentazione di
un questionario che possa
fornire
il polso della situazione in cui
versano le associazioni. Come dire
che Sezze, con le sue 120 associazioni,
nell’arco dei decenni non è
stata in grado di sviluppare un’autonomia
degna di pensiero. Così per il
portavoce del referente politico
di turno, diventano un inutile
fardello agganciato alla misera
prebenda elargita dagli stessi
amministratori. Incapacità manifesta
di fondare un rapporto paritetico,
ma solo subordinato. Al rimpallo
delle responsabilità che non si
giocano mai sul terreno del
confronto. Perché? «Le elezioni di
rinnovo della Consulta delle
associazioni, un organismo creato
per rendere attivo il confronto sul
territorio, dal 2009 non si
svolgono più». Ricorda Fabrizio Angeletti,
nel consiglio di amministrazione per
Terra Setina. «Peraltro - spiega
- la Consulta faceva parte del
programma di Campoli, ed era stata
istituita per avere un controllo
reale sulle attività dell’associazionismo,
al fine di indirizzarne, ma anche
di sollecitarne le collaborazioni.
Ma rendere autonomo il pensiero
può generare grandi conflitti,
quindi si è preferito far morire
la Consulta, mentre l’assessore
Grenga dovrebbe spiegare a chi
vengono date le somme di cui
qualcuno parla, e quali sono le
associazioni che ne godono, da
sempre: perché molte altre non
hanno cercato né ottenuto
fortuna politica. Diciamo un
valore elettorale».
Toni
compassati ma non per questo meno
indignati, vengono utilizzati dall’ex
presidente della Consulta, Ignazio
Romano: «L’attività della
Consulta è stata molto intensa, per
alcuni anni, e sinceramente abbiamo
creduto che qualcosa si potesse
fare perché rientrava nelle nostre
aspettative riconosciute per
regolamento. Ma le cose non sono
andate così. Personalmente ho
lavorato a sostegno del “bilancio partecipato” ma alla fine della
giostra ci ritrovavamo ad essere in
pochi a confrontarci. I motivi? Di
diversa natura - continua Romano -
certo, l’ex assessore al Bilancio, Di
Raimo, aveva stanziato 500 euro
per la Consulta, ma quella somma
noi non l’abbiamo mai veduta,
tant’è che abbiamo sempre provveduto
in proprio alla realizzazione dei
manifesti e stampati. E nessun’altra
somma c’è mai stata data per
coprire le spese di gestione. E va
da se che sullo spirito
volontaristico ci si può contare,
ma se poi non porta da nessuna
parte perché, faccio un esempio,
in occasione di momenti cultural-popolari
come la sagra dei Carciofi, ad
esempio, si ripercorrono sempre
gli stessi clichè. La Consulta -
specifica Romano - potrebbe
lavorare al coordinamento di
alcune manifestazioni che le
potrebbero essere delegate, come
prevede lo stesso Statuto, ma
questo non accade, perché nessuno
è pronto a tirarsi indietro, per
far crescere la città, e chi gestisce,
ahimè, ha sempre la stessa faccia.»
Ma dicono che l’hanno
ricercata,
che hanno bisogno di lei, non le
sembra una mossa tattica, in vista
della necessità di ricreare
condizioni favorevoli al controllo
delle opzioni e dei sogni elettorali?
«Sì, mi hanno cercato - ho redatto
il questionario che verrà sottoposto
alle associazioni, abbiamo un
appuntamento fissato a fine gennaio.
Non mi piace pensare che qualcosa
che potrebbe contribuire alla
crescita di questo paese venga
strapazzata a piacimento, ma credo
comunque che sia più giusto
essere presenti».
 Il
nuovo libro di don Massimiliano
4
gennaio 2011, di
Fabrizio Agostini
Trafitto
dall'eucarestia
San
Carlo da Sezze e i suoi scritti
Giovedì
6 gennaio 2011 sarà presentato al pubblico “Trafitto dall’eucarestia,
San Carlo da Sezze e i
suoi scritti”, il libro scritto da
don Massimiliano Di
Pastina.
L’evento inizierà a
partire dalle ore 17,00 nella cattedrale
di Santa Maria a Sezze.
Si tratta di un testo della collana
“I santi” edita dalla
Shalom ed è figlio di una
accuratissima ricerca da
parte del sacerdote setino
non nuovo a eccellenti prodotti
editoriali. La presentazione
sarà curata da don
Felice Accrocca, docente
presso la Pontificia
Università Gregoriana di
Roma.
A seguire ci sarà la
celebrazione eucaristica officiata
dal vescovo di Latina,
monsignor Giuseppe
Petrocchi ed animata dalla
corale “San Carlo”. La data
di presentazione del libro di
don Massimiliano non è stata
scelta a caso. Infatti il 6 gennaio
oltre alla classica epifania
c’è la ricorrenza dell’anniversario
della morte di San
Carlo da Sezze avvenuta nel
1670. Tutti gli appassionati
di letteratura, di San Carlo e
semplici curiosi possono
partecipare ad un evento di
sicuro spessore culturale e
religioso in un giorno speciale
per i cattolici ma anche per
chi desidera conoscere San
Carlo da un’ottica diversa.
Don
Massimiliano Di Pastina
 Cantiere
delle idee, nuovo polo
MAS
e Altra Faccia della Politica accanto a PdL, PS e Udeur per un’alternativa
amministrativa ancora più forte e credibile
3
gennaio 2011, comunicato
stampa del coordinatore Lidano Lucidi
Il
Cantiere delle Idee amplia i suoi orizzonti. Adesso, le tesi del
movimento politico di alternanza amministrativa per Sezze, accanto a PdL,
PS ed Udeur, annovera anche MAS, Nuovo Polo e Altra Faccia della
Politica. A spiegare la convergenza è il coordinatore Lidano Lucidi:
"Nei giorni scorsi gli esponenti setini di PSI, Nuovo Polo, PDL,
Altra Faccia della Politica, MAS e Udeur, hanno convenuto sul giudizio
negativo sull’amministrazione Campoli e di come, in spregio alle
regole democratiche, sia stata gestita la crisi politica aperta con le
dimissioni fasulle del Sindaco. Il primo cittadino prima dice di non
poter governare nell’interesse generale e poi ritira le dimissioni non
cambiando nulla, e peggio, non dando nessuna spiegazione. Se non vuole
rendere conto ai propri consiglieri o partiti della coalizione problemi
suoi, ma i cittadini di Sezze devono sapere perché a pochi giorni dai
concorsi il sindaco si dimette e poi ritorna in sella senza dare
spiegazioni. Deve dire chi non gli permetteva di governare per l’esclusivo
interesse della collettività, invece di parlare uno sbiadito
politichese degno della peggiore prima repubblica.
Queste
forze politiche hanno anche convenuto che Sezze non merita di essere
amministrata in questo modo, da una maggioranza pasticciata e senza
bussola, in mano ai dirigenti, e che fa degli slogan l’unica azione
politica. Ma non bisogna di certo comportarsi come l’attuale
amministrazione di centro-sinistra-destra, che sta insieme perché è
contro qualcosa. È contro la Polverini ma elemosina un accordo con l’UDC
che è determinante in Regione e in Provincia, e poi chiede i voti
contro Cusani o la Polverini stessa. Sezze ha bisogno di un programma
riformista ed innovativo, che sappia mettere al centro lo sviluppo
economico e sociale, la sicurezza dei cittadini, la cultura, la
questione giovanile. Sezze ha bisogno di un’opposizione seria ed unita
che sappia rispondere alle sfide future. Per questa ragione i movimenti
cominciano un percorso di confronto per cercare di far uscire dalla
secche un paese che non può essere più governato in questo modo. Un
confronto limpido e tra pari, aperto a quanti non si riconoscono nell’amministrazione
Campoli, e che hanno voglia di lavorare per un programma dove Sezze sia
la protagonista assoluta, e che sappia valorizzarla per quello che è,
ovvero un grande paese che merita molto di più".
NOTA:
in specificazione del precedente comunicato altrimenti fraintendibile
rispetto al futuro del Cantiere delle Idee che quindi termina il suo
cammino per convergere in un nuovo soggetto più ampio che verrà
ufficializzato nei prossimi giorni.
Il
Cantiere delle Idee, un’aggregazione in cui fa parte il PDL, l’Udeur
e il PSI, vista la nascita di un nuovo percorso politico con altre forze
politiche della città (Nuovo Polo, MAS, e l’Altra faccia della
politica), ritiene di aver adempiuto il suo lavoro. L’inizio della
collaborazione fattiva con altre forze politiche teso a migliorare il
volto della città, è un fatto molto positivo. Il confronto intrapreso
è un rapporto tra pari, senza padri e padroni. Si sta costruendo un
progetto nuovo che sappia trovare la sintesi dei tanti saperi mai
coinvolti nella vita politica, dei tanti movimenti politici, civici ed
associazionistici. Un progetto che sia non contro qualcosa, ma per
qualcosa. Proprio per questo da oggi il Cantiere
delle Idee si scioglie dentro un progetto ambizioso, i cui connotati
genetici sono quelli di cambiare a fondo un paese tenuto immobile da una
maggioranza che guarda più agli interessi di qualcuno che a quelli
della collettività, come affermato dallo stesso Sindaco. Lanciamo
l’appello a tutte le forze sane della città affinché ci aiutino a
far in modo che Sezze sappia vincere le sfide future. Nei prossimi
incontri con le altre forze politiche verrà data vita alla nuova
struttura che è aperta, inclusiva e non esclusiva di qualcuno.
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