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Il sindaco ieri ha ritirato le dimissioni e oggi in consiglio spiega le motivazioni 28
dicembre, Sergio
Corsetti Andrea Campoli rilancia la sfida. Ritira le dimissioni. Il sindaco di Sezze ha ufficializzato la scelta che già era nell’aria da giorni, decisione che oggi verrà ratificata in consiglio comunale. Nel corso di una conferenza stampa ha ripercorso le tappe della vicenda e ha cercato di fare chiarezza sugli accadimenti che lo avevano portato il 7 dicembre scorso a rassegnare le dimissioni da sindaco di Sezze. «L'ho fatto per ridare slancio alla nostra azione e per la cittadinanza, che attende risposte sui grandi problemi aperti. – dice Campoli - Voglio sgomberare il campo da ogni illazione: è stata una mia decisione personale, esclusivamente frutto di una riflessione politica. Essendo stato io eletto direttamente dai cittadini, ho ritenuto di prendermi in prima persona la responsabilità delle cose che non andavano, certo che le forze politiche avrebbero capito». Tra i problemi che lo hanno spinto alle dimissioni il sindaco ha citato la «coesione» persa dall'amministrazione e «un processo decisionale meno farraginoso e meno legato ad alchimie incomprensibili». Poi con il confronto interno al Pd e con gli alleati «si è aperta una fase in cui si è presa consapevolezza delle cose che non andavano. Ora alberga la certezza di lavorare con maggiore lena». Il tutto sancito da un documento unitario sottoscritto da tutta la maggioranza che «dà risposte positive ai temi che erano alla base della mia decisione e ridanno slancio al programma di mandato». Poi Campoli si lancia nel futuro: «La mia ricandidatura nel 2012 è legata al raggiungimento degli obiettivi fissati dal documento sottoscritto dalla maggioranza, tra cui soprattutto l'approvazione del nuovo piano regolatore generale e l'avvio a compimento dei lavori pubblici avviati, come il depuratore e la nuova piscina comunale». Sul piano politico, poi, «l'accordo strategico con l'Udc (in realtà con il Partito della Nazione) può rafforzare il progetto del centrosinistra e può diventare un laboratorio politico anche in chiave provinciale. – dice Campoli - Con l'Udc vi era una situazione anomala, vista la presenza di due assessori e di un consigliere di maggioranza e uno di opposizione che si rispecchiano in quel partito. Perciò è un'operazione politica che nasce da un dato di fatto». Scelta che dovrebbe portare all’ingresso del consigliere Claudio Casalini in maggioranza, si tratterebbe di un allargamento «condiviso da tutte le forze politiche della maggioranza». Infine sul rapporto con Reginaldi, Vitelli, Di Palma e Cerrone il sindaco dice che «il Pd, avendo constatato una convergenza nelle scelte assunte dalla maggioranza negli ultimi mesi, ha voluto vagliare la loro disponibilità al dialogo amministrativo su alcuni temi che ci trovino d'accordo in consiglio comunale, ferma restando la netta distinzione tra i ruoli di maggioranza e minoranza».
Consiglieri di maggioranza pronti ad un "Campoli bis" 27
dicembre, Elisa
Fiore Riparte dalla condivisione delle scelte operate, la maggioranza Campoli, che in 7 punti programmatici racchiude i temi che da domani dovranno rappresentare, i punti di partenza sui quali rifondare il rapporto con i cittadini e con le stesse forze politiche interne alla colazione. Nel documento di maggioranza che dovrà costituire: «il vincolo programmatico di fine mandato, nell’interesse esclusivo della città», assumono primaria importanza: «l’adozione del Piano Regolatore Generale; il potenziamento delle Politiche Culturali e Sociali; una maggiore capacità di verifica dei risultati conseguiti dalla macchina amministrativa in relazione alla programmazione politica degli obiettivi; la realizzazione di tutte le opere e gli interventi programmati e finanziati; la prosecuzione delle attività volte a dirimere le criticità nel rapporto con la concessionaria Dondi; la prosecuzione dell’azione politica ed istituzionale a difesa dell’Ospedale San Carlo ed il potenziamento delle politiche per la sicurezza». Sia le forze politiche che i loro diretti rappresentanti istituzionali della maggioranza che sostiene la Giunta Campoli: «hanno ritenuto le dimissioni del Sindaco un gesto necessario per aprire una fase di verifica e riflessione sugli elementi che stavano frenando l’azione amministrativa, determinando rallentamenti e contraddizioni che rischiavano di mettere in ombra i risultati notevoli raggiunti nei primi tre anni e mezzo di amministrazione». Una maggioranza che rivendica con orgoglio la bontà dell’operato finora svolto e dei traguardi raggiunti. Proprio per questo motivo la maggioranza dichiara pronta a proseguire con Campoli, concendendo al primo cittadino la fiducia per la prosecuzione del mandato.
"La crisi setina è più profonda di quel che sembra 16
dicembre, comunicato
stampa Le dimissioni di Campoli, rientrino o no, hanno smosso le reazioni della realtà politica setina suscitando commenti da più parti. Adesso arriva quello del Cantiere delle Idee a nome del quale parla Lidano Lucidi: “Non è dato sapere se chi oggi guida la macchina amministrativa si renda conto fino in fondo della profonda crisi che vive il paese. Di fronte ai mille problemi della città, alle grandi sfide che Sezze deve saper affrontare, non ci resta che assistere basiti ad un tira e molla sulle dimissioni del primo cittadino. Dimissioni che avvengono non per un conflitto programmatico, ma perché il Sindaco dice di essere ricattato. Di fronte ad un’accusa così grave è lecito sapere chi è il puparo ricattatore? E soprattutto, in questi tre anni si è pensato al bene comune o al bene di qualche singolo? E dov’è quel paese delle meraviglie che appena qualche settimana fa veniva descritto da 16 consiglieri di maggioranza che avallavano il bilancio perfetto? Le sfide che il paese ha di fronte sono tante e non ci si può permettere una stasi di questo genere. Invece di confrontarsi sul nuovo regolamento dei servizi pubblici locali, sul piano regolatore, su come gestire e programmare il federalismo fiscale, su come affrontare le tante questioni sociali, su come affrontare i problemi legati alla sicurezza dei cittadini, si resta inchiodati ad assistere ad un balletto di palazzo. L’involuzione del progetto originario è stato determinato sia dal fatto che la coalizione vincente nell’ultime elezioni non aveva un programma di governo, ma solo un programma di potere, sia dal fatto che scientificamente si è voluto uccidere i gruppi politici organizzati per soddisfare le brame di singoli consiglieri. E chi è l’artefice di ciò? Un detto va a pennello: chi è causa del suo mal pianga se stesso. Sezze ha bisogno di essere governata, ha bisogno di ridisegnare il proprio sviluppo economico e sociale, ha bisogno di un piano regolatore, di una SPL che crei un plusvalore alla città, di sicurezza per le famiglie, e non di un teatrino politico fine a se stesso”.
Ci si interroga sulle possibili motivazioni alla base delle dimissioni 10 dicembre, Elisa Fiore Afferma Sergio Di Raimo, assessore alle Attività Produttive ed ex assessore al Bilancio "La macchina politicoburocratica è ingessata, il potere delle dirigenze limita l’azione politica e questa è una delle regioni che continua a vederci in dissenso con alcune scelte finora operate." Mentre scorrono le ore e il telefono del sindaco Andrea Campoli resta inesorabilmente spento, il paese continua ad interrogarsi. Le questioni poste sul tavolo della discussione politica appaiono di vario ordine. Sembra venir meno la versione secondo cui «nessuno», all’interno del Pd e della maggioranza, sapesse delle annunciate dimissioni avvenute proprio a cavallo di una giornata di festa. Certo le cause, probabilmente condivise da una minoranza ristretta, restano appese ad un comunicato stampa al quale il sindaco non ha dato un seguito tale da permettere una chiara valutazione anche da parte dell’opinione pubblica. Per i chiarimenti occorrerà attendere la direzione di lunedì sera. Al contempo rimangono interrogativi diffusi sul perché le comunicazioni dirette alla presidenza del Consiglio, non abbiano interessato ad esempio il capogruppo ed il segretario del Pd. Soggetti che sarebbero rimasti all’oscuro del gesto, fino all’atto del protocollo della lettera di dimissioni. Non si spiegano inoltre le motivazioni di una simile scelta in concomitanza con un concorso bandito per l’assunzione di otto dipendenti pubblici; l’imminente scadenza del rinnovo del CdA dell’SpL; l’imminente esecutività del decreto Polverini per l’Ospedale di Sezze e la sanità distrettuale; la sentenza del Consiglio di Statoì in ordine all’appello presentato dalla Dondi spa sulla condanna del Tar in relazione al presunto illegittimo aumento tariffario; le richieste avanzate della stessa concessionaria, in ordine a somme pari 1.200.000,00 euro per consumi idrici e lavori straordinari pregressi che l’amministrazione pubblica non avrebbe inserito nel Bilancio 2010; la partita del dare-avere, tutta giocata sulle ingenti somme che la concessionaria avrebbe dovuto dare al Comune di Sezze e che il Comune a sua volta avrebbe dovuto ‘girare ’ alla Regione Lazio, somme in parte già percepite dall’ente di via Diaz ed in parte non ricevute dalla concessionaria. Tutto mentre i lavori pubblici sono fermi, le strade centrali e periferiche disastrate e la Regione Lazio sembrerebbe aver deciso di chiudere i rubinetti dei finanziamenti pubblici, lasciando in panne l’amministrazione di centro- sinistra.
Il primo cittadino di Sezze ieri ha ufficializzato l'inattesa decisione 8 dicembre, Fabrizio Agostini
Ora Campoli avrà venti giorni di tempo per confermare le sue dimissioni. Nel caso in cui le confermasse allora si aprirebbe la strada al commissariamento mentre se dovesse ritirare le sue dimissioni per un sopraggiunto ricompattamento della maggioranza allora tornerebbe in carica per un Campoli bis. Dai banchi dell’opposizione Roberto Reginaldi di Nuova Area evidenzia la discrasia tra il voto in aula e gli ultimi sviluppi.«Il voto sul bilancio e le relative dichiarazioni - ha spiegato Reginaldi - nel quale veniva disegnata una Sezze fantastica si sono rivelate tutte falsità proprio come sostenevamo noi». Andrea Campoli fu eletto sindaco al primo turno nelle amministrative del 27 maggio 2007 sostenuto da una coalizione di centro sinistra e varie liste civiche. Campoli con i suoi 34 anni è stato il più giovane sindaco di Sezze dopo Mario Berti, salito a Palazzo De Magistris nel dopoguerra. In questi giorni partiranno chiarimenti e trattative per comprendere le ragioni politiche delle dimissioni e ragionare sul futuro immediato.
8 dicembre, Sergio Corsetti Mi dispiace ma so’ contento. Questo il pensiero del cittadino medio setino a proposito delle dimissioni del sindaco Campoli. La sensazione di disagio nasce dal fatto che Andrea Campoli in questi tre anni e passa di governo ha dimostrato di essere un bravo ragazzo. Ma questa è una qualità che non attiene alla politica. Non è sufficiente essere buoni o bravi. Occorre governare. E questo Campoli lo ha fatto poco e con molte difficoltà. Probabilmente per responsabilità altrui. Per ultimo il documento interno al Pd, di critica all’operato, che si voleva far firmare a consiglieri esterni. Sin dall’inizio la coalizione uscita vincente si è caratterizzata per le forti fibrillazioni interne, come se la vittoria al primo turno fosse frutto solo di un progetto anti-Zarra. Le promesse preelettorali sono rimaste tali: ritorno alla politica, piano regolatore e piano regolatore sociale sono rimaste enunciazioni di principio. Soprattutto il ritorno alla politica è tuttora latitante. Consiglieri rappresentativi di se stessi, legati a richieste spicce da sottobosco governativo, assenza di collegialità, azione amministrativa slegata e assegnata alla singola capacità degli assessori o dei dirigenti. Ciò ha generato una sensazione di sfiducia da parte dei cittadini. Eppure le condizioni per Campoli e soci erano delle migliori vista la perenne spaccatura dell’opposizione. Pur non avendo contrasto in consiglio l’azione politica non è mai decollata anche se il sindaco ha molte volte rivendicato la capacità di portare finanziamenti a Sezze. Incomprensibile e sconosciuta, poi, la mossa che ha fatto traboccare il vaso. Fino alle 10,00 il sindaco parlava di azioni future, iniziative, appuntamenti, dopo all’improvviso le dimissioni. Ora? La manovra di Campoli potrebbe essere la mossa estrema per invitare i suoi a governare veramente in questo scampolo di legislatura. Una sorta di ultimatum ad abbandonare il pressappochismo mostrato e presentarsi alle elezioni con qualche medaglia da esibire. In questo caso questi giorni dovrebbero servire a ricomporre la maggioranza e indicare alcuni punti programmatici su cui puntare. Se le motivazioni fossero più profonde e traumatiche Sezze andrebbe, per la seconda volta in pochi anni, verso il commissariamento e verso le elezioni anticipate. L’auspicio è quello che ogni decisione sia presa non per il semplice esercizio del potere ma per gli interessi collettivi della città.
"Papà, ci sono troppe automobili e vorrei una piscina di quelle con il tetto" 1 dicembre, Elisa Fiore È iniziato con un minuto di silenzio in memoria del regista Mario Monicelli il Consiglio comunale di Sezze che ha visto in prima battuta l’intervento del sindaco Andrea Campoli che nel corso delle comunicazioni ufficiali ha assicurato l’imminente avvio di due importanti opere pubbliche per il paese. La piscina comunale e la messa in sicurezza dello svincolo «Coccia» sulla strada provinciale via Ninfina. Campoli ha dato notizia che l’Amministrazione Provinciale di Latina ha inserito nel piano annuale delle opere pubbliche il finanziamento per lo svincolo di accesso al paese, conosciuto come l’incrocio «Coccia». Il finanziamento di 500mila euro stanziato per l’avviamento di uno degli incroci più pericolosi del territorio setino, da decenni posto all’attenzione delle pubbliche amministrazioni locali, sarà supportato da un piano di fattibilità da sottoporre alla Sovrintendenza. La seconda buona notizia riguarda il finanziamento di un milione e mezzo di euro concesso sempre dall’Amministrazione Provinciale per la realizzazione di una piscina comunale a Sezze Scalo. «Cusani - ha dichiarato Campoli - ha dato la propria disponibilità al finanziamento della piscina comunale di Sezze che coprirà le esigenze dell’intero territorio». Commento
di Ignazio Romano "Quando ero piccolo mi piaceva il mio paese e sognavo di migliorarlo, magari costruendo parchi e zone verdi. Oggi ho chiesto a mio figlio, Riccardo di nove anni, quale è il suo sogno per Sezze e lui mi ha risposto: "Papà, ci sono troppe automobili e vorrei una piscina di quelle con il tetto". Bello sapere che ora si stanziano dei soldi per realizzare una piscina (anche se un ragazzino di nove anni ne aveva intuita la necessità molto tempo fa), ma forse oggi ai cittadini di Sezze preme di più la costruzione di un parcheggio, oppure la realizzazione del marciapiede che da Ferro di Cavallo arriva fino alla scuola superiore. Sicuramente preme di più che vengano ultimate le opere iniziate e mai consegnate. Comunque, sempre quel cittadino di Sezze che da piccolo sognava, oggi si augura di riuscire a far vedere ai nipoti un paese ancora vivibile e con qualche albero superstite. Per tutti quelli che mi vogliono più "cattivo".
Sabato 4 dicembre presso l'Istituto Comprensivo Valerio Flacco 30 novembre, comunicato stampa Data: 04/12/2010 Città: Sezze Scalo Luogo: Scuola Secondaria di 1° grado- via Bari Orario: dalle ore 9.00 alle ore 13.00 Sabato 04 dicembre 2010 si terrà presso l’Istituto Comprensivo di Sezze Scalo di via Bari il secondo campus provinciale di Orientamento per i giovani, realizzato nell’ambito del “Progetto Bussola-Percorso orientativo per definire il proprio progetto di vita”. L’evento, fortemente voluto dal Dirigente Scolastico prof.ssa Anna Giorgi, , intende fornire tutte le informazioni necessarie per operare una scelta consapevole rivolgendosi alle famiglie e agli alunni che frequentano l’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado e che, a breve, dovranno scegliere la scuola superiore. Il progetto è realizzato in rete con la scuola secondaria di primo grado “Pacifici e De Magistris”, con l’Istituto comprensivo “Piagge Marine+Bassiano”, con la scuola secondaria di I grado “G. Verga” di Pontinia, in collaborazione con il Comune di Sezze, la Provincia, la S.P.L. e con l’Università “La Sapienza” di Roma. L’iniziativa è l’unico esempio in Italia di collaborazione Scuola-Università-Enti locali. Il campus ospiterà i rappresentanti delle scuole superiori presenti sul territorio, i quali forniranno le informazioni riguardanti i piani di studio dei loro istituti. I ragazzi e i genitori, inoltre, avranno la possibilità di confrontarsi con gli psicologi dell’Università degli Studi “La Sapienza”.
L'ex Accademia degli Abbozzazi al centro di una inchiesta 28 novembre, Elisa Fiore Sottoposto a sequestro giudiziario l’ex sede dell’Accademia degli Abbozzati, sita in vicolo Ariosto a Sezze. L’ immobile storico, risalente della metà del ’700 e oggi di proprietà di due privati, alcuni giorni fa era stato ispezionato dagli agenti del Nipaf di Latina. Ad una prima verifica il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale avrebbe riscontrato una serie di anomalie. L’immobile, attualmente di proprietà di Evelina Del Monte (già consigliere comunale) e F l av i o Egidi (denunciati a piede libero per abuso edilizio e violazione dell’art.180 del decreto legislativo 92/2004) sarebbe stato ristrutturato internamente senza le previe autorizzazioni rilasciate della Soprintendenza.Al
momento, secondo le indagini del Nipaf, all’ultimo piano sarebbe stata
realizzata una mansarda, rialzando il muro perimetrale e così
modificando il profilo esterno dell’edificio. Al contempo sarebbe
stato realizzato un bagno in luogo di un ambiente aperto. Il restauro conservativo infatti in ogni caso sarebbe dovuto passare al vaglio degli uffici della Soprintendenza che avrebbero dovuto rilasciare un nulla osta, ma anche degli uffici tecnici comunali, ai quali non sarebbe stata nemmeno sottoposta una richiesta autorizzatoria. Il sequestro disposto dal sostituto procuratore Maria Eleonora Tortora, dietro richiesta degli ufficiali del comandante Luciano Perotto, nel corso della prossima settimana dovrà passare al vaglio del giudice per le indagini preliminari che avrà il compito di decidere se convalidare o meno la decisione operata ai fini probatori e preventivi. L’edificio del 1700, le cui volte sono ancora magistralemente affrescate, fu sede dell’Accade - mia degli Abbozzati, una delle congregazioni letterarie più antiche d’Italia, nata sul finire del ‘600 che ebbe la sua espansione grazie alla collaborazione con i Gesuiti setini che al suo interno vi impartivano lezioni di «umanità, retorica, fisica scienza», lezioni alle quali si aggiunsero poi quelle di filosofia e di teologia.
Nell'assise di martedì si affronteranno l’assestamento di bilancio e l’urbanistica 25 novembre, Fabrizio Agostini Sarà un consiglio comunale multidisciplinare quello che andrà in scena martedì prossimo nella sala “Di Trapano”. Al centro del dibattito ci saranno diversi temi, tutti di un certo rilievo politico. Il primo è senza dubbio l’assestamento di bilancio da discutere e votare. Ma non sarà l’unico punto scottante perché il dibattito verterà in particolar modo sull’area dell’ex aeroporto di Sezze e sul Monte Amiata. Si tratta di terreni sul quale l’amministrazione comunale dovrebbe intervenire per acquisirli e trasformare un’area agricola della pianura setina in un centro abitato con tanto di servizi. Almeno questo è quello che hanno chiesto le opposizioni. La maggioranza sembra già essere di questa idea ma durante il consiglio comunale verranno trattati i temi nello specifico. Il sindaco Andrea Campoli e gli assessori competenti potranno illustrare se e come il Comune vorrà affrontare l’argomento. I terreni dell’ex Monte Amiata sono di proprietà dell’Arsial (l’ente regionale per lo sviluppo e l’innovazione dell’agricoltura) e l’amministrazione può intervenire sui circa 6 mila metri quadrati di area da unificare proprio ai circa 44 ettari dell’ex aeroporto militare. Infatti anche quest’area non è di proprietà del Comune ma dell’ente Patrimonio dello Stato s.p.a. che metterà in vendita i terreni. Ovviamente se l’amministrazione comunale volesse intervenire il prezzo sarebbe assolutamente più vantaggioso rispetto alle tariffe proposte ai privati. I progetti da impiantare su quell’area sono già molti ma tutti condizionati, ovviamente, all’acquisto dei terreni. Un processo che non sarà ne semplice ne tantomeno breve. L’amministrazione comunale ha già attivato le prime pratiche ma il consiglio comunale potrà dare un impulso decisivo in questo senso. Le forze politiche si confronteranno su come agire per acquisire l’area anche se vista la sostanziale convergenza di gran parte dell’opposizione con la maggioranza le polemiche, verosimilmente, non emergeranno in modo particolare da questo tema. Durante l’assise comunale dovrebbe essere votato anche uno stanziamento di 730 mila euro destinate alla risistemazione delle arterie stradali della pianura setina. Questo verrà compreso all’interno dell’assestamento di bilancio anche perché attualmente i 680 mila euro stanziati dall’amministrazione regionale a favore delle opere pubbliche di Sezze sono stati sostanzialmente bloccati. Così sarà il Comune a farsi carico di questa impellenza. Di grande interesse culturale è anche il punto riguardante il progetto Polo culturale della musica popolare. Un argomento che interessa le numerose associazioni presenti sul territorio sul quale il Comune conta su sinergie anche a livello regionale. Un altro punto interessante che verrà trattato nel consiglio comunale di martedì sarà l’approvazione del regolamento sull’occupazione temporanee degli spazi pubblici.
Sabato 13 novembre, ore 17,00 presso l'auditorium comunale 10 novembre, comunicato stampa
29 ottobre, una giornata di studio organizzata dal comune di Bassiano 27 ottobre, comunicato stampa
Quello di Bassiano, suo paese natale, lo realizzò nel 1673. Furono gli stessi Bassianesi a chiederglielo. Undici anni dopo fra Vincenzo scolpì il suo quinto crocifisso donandolo alla chiesa di San Rocco a Farnese, in provincia di Viterbo. Per i crocifissi custoditi nella chiesa del Sacro Ritiro di San Francesco a Bellagra, in provincia di Viterbo e per quello custodito presso la basilica romana di Santa Maria dell’Aracoeli non si hanno datazioni certe ma l’analisi delle fonti di archivio ha permesso agli studiosi di attribuire le opere al frate e di datarle con una certa precisione. Date riconducibili all’ultimo periodo della vita di fra Vincenzo. Sembra che il frate scolpisse i suoi crocifissi solamente nei giorni di venerdì dopo aver digiunato e dopo aver flagellato il suo corpo. Le sculture mostrano chiaramente i segni della sofferenza: Cristo è rappresentato nella drammaticità della morte di croce, con rivoli di sangue a volte ancora vividi oppure rappresi (nei casi di morte sopraggiunta da tempo). L’incontro si terrà presso il Santuario del crocifisso di Bassiano. L’appuntamento è alle 9 per la colazione;. Seguirà alle 10 la celebrazione della santa messa al termine della quale si terrà il dibattito sulla figura di fra Vincenzo Pietrosanti.
22 ottobre, comunicato stampa Il 29 ottobre esce per la prima volta in edicola “Corriere Pontino”. Il un nuovo quotidiano cartaceo sarà diretto da Fabio Benvenuti e fa capo al gruppo editoriale di “Lazio Tv” della famiglia Sciscione. Dopo Latina Oggi, il Messaggero, il Tempo, la Provincia e il Territorio, da venerdì 29 ottobre 2010 il Corriere Pontino, che nella sua testata riporta la figura di Ermes, è il sesto quotidiano ad occuparsi della provincia di Latina.
Il
“Corriere Pontino” si configura come una proposta innovativa
nel quadro delle attività
editoriali locali che caratterizzano il mercato dei quotidiani.
L’investimento iniziale è sostenuto da un gruppo di imprenditori,
alcuni dei quali già operano in questo settore, mentre il corpo
redazionale è composto da giornalisti di provata esperienza e
competenza nonostante la relativa giovane età. Sotto
il profilo dei contenuti il prodotto vuole caratterizzarsi per una
informazione autorevole e quanto più vicina alla oggettività,
veicolata attraverso una scrittura sintetica che tende a privilegiare il
cuore della notizia, con i relativi approfondimenti, senza perdersi
nelle pastoie di un linguaggio burocratizzato con i caratteri di
“velina”. Una
linea editoriale precisa, sostenuta da una grafica di grande qualità
che pone attenzione al dettaglio e consente alle notizie di poter essere
fruite con facilità in virtù di una impaginazione divisa per aree
geografiche territoriali e di un impianto complessivo interamente a
colori che, dal punto di vista della forma e dei contenuti, si avvicina
a quanto espresso dai nuovi media.
I sindaci dei comuni laziali sotto le finestre del ministero dell'economia 14 ottobre, Sergio Corsetti Alzare il tiro della protesta contro la manovra sanitaria Polverini. In sunto è questa la posizione dei sindaci laziali che ieri hanno manifestato sotto il ministero dell’economia in via XX settembre a Roma. Presenti meno di duemila cittadini, la strada è stata bloccata e allestito un palco dal quale i sindaci hanno potuto esprimere la loro posizione contro la riorganizzazione sanitaria. «Ora bisogna continuare con le iniziative di protesta popolare - afferma il sindaco di Sezze, Andrea Campoli - ma non come singole città e paesi, tutti insieme perché la riorganizzazione paventata dalla Polverini mina alle radici il servizio sanitario regionale. Quindi, la risposta deve essere unitaria». «La forza della battaglia - prosegue Campoli - sta nell’unità. La Polverini dice e non dice, promette e non mantiene, vorrebbe ascoltarci ma non lo fa». «Ora – conclude il sindaco - bisogna aumentare la pressione sulla questione. Le manifestazioni devono coinvolgere maggiormente i cittadini. Per far questo abbiamo previsto come sindaci di raccordarci e stabilire di comune accordo il da farsi». Solo così immaginano di poter portare a casa un risultato derivante da un margine di intermediazione ancora auspicabile. La cosa che maggiormente ha turbato, e per certi versi feriti, i primi cittadini laziali, è che il presidente del Lazio ha consegnato in anticipo, nel pomeriggio dell’altro ieri (12 ottobre), il documento al Governo. «Quasi a volersi sottrarre al confronto». I sindaci lamentano “a bassa voce”, per rispetto del ruolo, che anche le comunicazioni hanno una forma istituzionale. Tradotto: non hanno ancora digerito l’accusa di avere i telefonini staccati quando nel frattempo sono stati “inventati” fax, mail, linee telefoniche fisse e quant’altro per poter comunicare un eventuale appuntamento. Anche dal Pdl si levano proteste contro la Polverini. Una per tutte quella del consigliere comunale di Formia Giuseppe Simeone a proposito dell’ospedale di Gaeta. «Una “diminutio”, insomma, che porterebbe la sanità pontina indietro nella lotta alla malattia tumorale, vanificando lustri di lavoro tenacemente condotto dall’Azienda Asl, dalle associazioni di Volontariato che tanto hanno contribuito alla nascita ed al mantenimento della struttura di Gaeta e di questa amministrazione provinciale che ha contribuito alla realizzazione del progetto sanitario».
Ufficializzato il piano di riorganizzazione sanitario del Lazio 1 ottobre, Sergio Corsetti «La decisione della Polverini è inaccettabile». Con queste parole il sindaco di Sezze, Andrea Campoli, commenta la notizia della riconversione dell’ospedale San Carlo. Ieri il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, nel corso di una conferenza stampa ha comunicato le decisioni adottate per quanto riguarda la riorganizzazione della sanità laziale per dar vita al piano di rientro finanziario da presentare al Governo. 2.500 posti letto per malati acuti, tra pubblici e privati, dell'intera regione saranno riconvertiti in posti di degenza infermieristica. Per il sindaco di Sezze, invece, «la provincia di Latina ha bisogno di posti letto, ma una scelta del genere con l’ospedale di Latina che
scoppia
è intollerabile». «Contro questa
manovra
– conclude Campoli - prenderemo tutte
le iniziative istituzionali e popolari idonee
alla salvaguardia del nostro ospedale».
Al contrario il sub commissario alla sanità regionale, Mario Morlacco, parla di «ventiquattro micro strutture, piccolissimi ospedali pubblici di provincia che cambieranno faccia. Diciamo che riapriranno visto che sono i cittadini che li hanno già chiusi non frequentandoli». Per Morlacco gli ospedali in questione presentano caratteristiche come occupazione dei posti letto inferiore all'80%, tassi di ricoveri inappropriati superiori al 25%, tassi di rifiuto superiori al 30% e indici di fuga superiori al 50%. Gli ospedali interessati dal piano di riconversione sono: Monterotondo, Palombara Sabina, Subiaco, Zagarolo, Anagni, Ceccano, Pontecorvo, Ceprano, Ferentino, Arpino, Isola Liri, Atina, Rocca Priora, Ariccia, Anzio, Sezze, Gaeta, Minturno, Bracciano, Acquapendente, Montefiascone, Ronciglione, Magliano Sabino, Amatrice.Diventeranno ospedali di territorio che risponderanno a tutte le esigenze quotidiane del cittadino: dal punto di primo soccorso, alla postazione del 118, alla specialistica ambulatoriale, alla diagnostica di base, fino all'assistenza domiciliare integrata, alla continuità assistenziale alla guardia medica. Per il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, «non tratta di tagli ma di posti letto in esubero che cambieranno funzione». «Tutte le province del Lazio – ha rassicurato poi il presidente - avranno un Dea di secondo livello, una cosa importante che prima non c'era». «Il piano di riordino della rete ospedaliera è legge. – conclude la Polverini - Può bloccare l'innalzamento automatico delle addizionali Irap e Irpef in caso di via libera da parte del Governo al piano di rientro sanitario approvato». Per la provincia di Latina il piano prevede l’impegno a realizzare il promesso ospedale del Golfo che dovrebbe servire le città di Formia e Gaeta con relativo comprensorio.
"Manca il coraggio di mettersi in gioco e di essere competitivi" 26 settembre, Alessia Tomasini
Lo scenario su cui ci si muove è quello di territori in cui le multinazionali preferiscono chiudere i siti di produzione e le grandi industrie delocalizzano. «Il ruolo delle istituzioni è stimolare e creare i presupposti per lo sviluppo. Il resto lo devono mettere le imprese. Faccio alcuni esempi. A Valmontone sta sorgendo un parco divertimenti che darà lavoro a 2000 persone e che farà concorrenza a Disneyland a Parigi. A Roma nasce l’acquario, ci sono le vele di Fuksas, a Torvaianica lo Zoomarine. Tutte realtà che nascono dalla volontà di imprenditori che si sono uniti ed hanno investito. Nelle province questo non accade». Quindi il pubblico non può sostituirsi al privato ma come si fa ad invertire questa tendenza che sembra essere strutturale. «La crisi c’è ma i suoi effetti sono stati meno devastanti di quanto si fosse immaginato all’inizio. Le imprese devono smettere di guardare a se stesse e cominciare a pensarsi grandi tutte insieme creando progetti, mettendoli in cantiere senza cercare scuse che di fatto non reggono. Solo in questo modo potranno essere davvero competitive. La libertà economica, quella vera, va a vantaggio di tutti. Non devono più esistere categorie privilegiate e settori protetti. Per fare economia, creare sviluppo e occupazione non servono gli annunci, ci vuole coraggio». Ogni Paese, ogni provincia, proietta una sua immagine. Viene rappresentato, nel sentire collettivo, in un modo che dipende, in buona parte dalla sua proiezione culturale e imprenditoriale. Resta da capire se le imprese hanno ricevuto e compreso il messaggio.
Il più grande parco fotovoltaico della provincia 22
settembre, comunicato
stampa
Nella pianura pontina, Comune di Sezze
Romano (antica 'Setia'), sabato 25 settembre alle ore 9,30 in via Roana
sarà inaugurato uno dei più grandi parchi solari fotovoltaici
della provincia di Latina: 2,5 MWp. Il progetto, autorizzato nel mese di
Giugno 2009, è stato interamente curato da INGAETA, che sarà
anche EPC Contractor e proprietaria dell'impianto.
Principali dati caratteristici:
> Informazioni e foto tratti dal sito ufficiale del produttore www.inggaeta.it
La questione spinosa della sanità 20
settembre, comunicato
stampa “In risposta al documento del PD di Sezze ci preme fare più di qualche precisazione. In primo luogo il tema della sanità deve essere analizzato alla luce dei conti disastrosi che le varie amministrazioni regionali hanno creato, e a quanto ci risulta nessuno si può dichiarare verginella illibata visto che fino a pochissimi mesi fa era Marrazzo a tenere le fila della Regione. In secondo luogo noi stiamo lavorando alla proposta e non alla protesta. Troppo facile additare le responsabilità, troppo facile dire è colpa degli altri. Noi ci stiamo rivolgendo alle persone per capire di cosa la gente ha bisogno, di come immaginano la sanità, di cosa pensano dei servizi che l’ospedale offre loro. E su questo cercheremo di aprire un dibattito. A noi non interessa metterci un manifesto in collo e gridare contro qualcuno. Ci viene poi il sospetto che la segreteria democratica forse non ha letto bene il documento provinciale, in quanto il documento critica la Polverini perché sta facendo le stesse cose di Marrazzo. Si potrebbe dire al limite che tutti, compreso il PD, censurano se stessi. Sul tema poi dell’assessore alla sanità ribadiamo che sia grottesco come una città come Sezze non abbia una persona competente che quotidianamente si occupi del tema sanitario. Certo si dirà che se manca da quasi due anni un assessore al bilancio, può mancare pure uno alla sanità. Su questo conveniamo. Infatti o le cose si fanno bene o non si fanno per niente. Il federalismo fiscale sta ridisegnando la sanità nazionale e i bilanci comunali, e giustamente Sezze non ha nessuno dei due assessori, o meglio c’è l’interim. Lo stesso PD dimentica poi che è stato anche il presidente del consiglio Zeppieri, nonché primo dei eletti dello stesso PD, a sollevare qualche giorno fa in consiglio comunale la questione sanitaria, quasi a voler spezzare il silenzio che era caduto sulla questione. Per quanto ci riguarda noi le persone vorremmo coinvolgerle per fare una sorta di primarie delle idee, e non per fare le primarie per votare questo o quel candidato. È questa l’idea del sondaggio, e dalle risposte che stanno emergendo, soprattutto sulla capacità politica che le varie amministrazioni hanno avuto di difendere l’ospedale e sul giudizio che le persone stesse danno dell’ospedale, starei molto attento ad additare responsabilità ad altri senza prima essersi fatti un esame di coscienza”.
Giovedì 23 settembre presso il Centro Sociale U.Calabresi 10
settembre, comunicato
stampa Cos’è l’equinozio d’autunno? Perché si chiama così? Quali sono le attività e le tradizioni contadine legate a questa stagione? Quanto influiscono i grandi fenomeni astrali sulla vita quotidiana di ognuno di noi? La Cooperativa di Servizi per i Beni Culturali Poièo, nell’ambito delle attività didattiche del Museo Etnografico del Giocattolo di Sezze, cercherà di rispondere a queste e ad altre domande nel corso dell’evento “Festeggiamo l’equinozio d’autunno”, che si svolgerà il 23 settembre 2010, giorno dell’equinozio d’autunno, presso il Centro Calabresi di Sezze dalle ore 9.30 alle ore 12.30. Il Maggiore Andrea Miccoli, dell'Associazione Pontina di Astronomia, con l’ausilio di alcuni strumenti didattici elettro-meccanici, spiegherà in modo chiaro e gradevole ad alcune scolaresche i complessi fenomeni astronomici che determinano l’alternarsi delle stagioni. A seguire, Aldo Orsini, un agricoltore di lunga esperienza, illustrerà le tradizioni, i proverbi, i giochi e le attività agricole autunnali. Gli interventi saranno intervallati da letture, immagini e musica, e saranno conclusi da un’attività di laboratorio sul tema dell’autunno. Chiunque sia interessato potrà partecipare liberamente all’incontro; per ulteriori informazioni sull’evento e sulle attività didattiche del Museo Etnografico del Giocattolo di Sezze, chiamare il numero 0773.804454. Il Museo è aperto dal mercoledì alla domenica dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e il sabato pomeriggio dalle ore 15.00 alle ore 19.00; si effettuano aperture straordinarie su prenotazione, laboratori, visite guidate e progetti didattici per le scuole di ogni ordine e grado.
L'alternativa all'amministrazione Campoli 11
agosto
2010, comunicato
stampa Nei giorni scorsi il PDL, il PSI, l’Udeur, varie associazioni, rappresentanti di comitati e semplici cittadini, hanno deciso di intraprendere insieme un percorso politico ed amministrativo per le prossime elezioni comunali. L’alternativa all’amministrazione Campoli è sempre più concreta ed organizzata. Un progetto che mette al centro gli interessi dei cittadini di Sezze, e non di una parte di essi. Un percorso aperto e non esclusivo. Un progetto in cui si possano riconoscere quanti non hanno mai sostenuto l’amministrazione di quella che fu l’Unione, e di quanti in quella amministrazione ci hanno creduto ma che ora sono rimasti delusi. Le promesse fatte qualche anno fa si sono dimostrate una pura e semplice chimera. La trasparenza amministrativa, il piano regolatore, la città dei giovani, il rinnovamento nelle persone e nei modi di amministrare, la Dondi e tanto altro, sono rimasti solo puri e semplici enunciati. Sezze deve ritrovare il suo orgoglio, e non deve farsi trovare impreparata alle prossime sfide amministrative. Il federalismo fiscale è un’opportunità da cogliere, e siccome manca pochissimo, oggi l’amministrazione risulta essere impreparata alla sfida, anzi i problemi li aggrava amministrando allegramente le casse comunali. La vicenda dell’autovelox è l’emblema di superficialità politica ed amministrativa, che porta da una parte il Presidente del Consiglio a chiedere scusa ai cittadini, dall’altra un sindaco che tace cercando di mantenere quella cappa di piombo che copre Sezze da molti anni. Ben consci delle sfide future, l’alternativa a questa amministrazione non può che partire da un programma chiaro, fatto di pochi e qualificati punti: rilancio economico, piano regolatore, SPL, lotta agli sprechi, sicurezza, vivibilità, politiche sociali e cultura. Su questi temi vogliamo confrontarci con chi ha a cuore il bene del paese. Auspichiamo l’incontro con altre forze politiche, con le associazioni e i cittadini tutti. Una coalizione aperta, che sappia trovare la giusta sintesi dei tanti saperi mai coinvolti nella vita politica, dei tanti movimenti politici, civici ed associazionistici che albergano nel nostro paese. Quello che ci muove è la voglia di cambiare a fondo il paese, di ridargli il lustro che merita, di evitare che i nostri figli lascino Sezze non per scelta ma per necessità. A coordinare l’attività della coalizione sono stati chiamati Lidano Lucidi, Pino Zaccheo e Felice Agostini.
Sezze discute di viabilità, proteste a Camposanto Vecchio 12
luglio
2010, Elisa
Fiore La missiva del comitato civico di Camposanto Vecchio, inviata nei primi giorni di giugno all’indirizzo del sindaco di Sezze, degli assessorati di competenza e dell ’Ufficio tecnico, sembra non aver sortito alcun effetto. Il comitato aveva posto alcuni interrogativi in merito al progetto che «al di là delle buone intenzioni, non è consono alla zona. In quanto questo spazio urbano – si legge nel documento – da luogo di sosta per i numerosi abitanti e per le attività commerciali che vi insistono, è divenuto un luogo di passaggio caotico e irrazionale. In un paese privo di parcheggi, se ne sopprimono per i residenti delle case popolari come di quelle private. La soppressione crea indubbio disagio tra i residenti. E’ possibile tutto questo? Ed in base a quale criterio è stata stabilita la soppressione dei posti auto?» «Forse – suggerisce il comitato – sarebbe più utile realizzare un marciapiede meno ingombrante, e riqualificare l’arredo urbano. Un secondo aspetto riguarda ciò che è previsto in quella zona: la sosta di circolari e pullman, visto che la zona da sempre è servita di mezzi pubblici: quali disagi si creeranno alla circolazione negli orari di punta? Sul Largo Giovanni XXIII non si comprende come mai sia stata prevista l’entrata e non l’uscita dallo stesso. Nel punto d’entrata infatti confluiranno sia chi vuole accedere all’area (tra cui molti pendolari che possono fermarsi solo lì, visto che i posti al lato sono diminuiti) sia chi vuole accedere alla stessa. Il luogo di accesso, ed uscita, è vicino la rotonda su cui converge il traffico da Monte Trevi (un altro quartiere molto popoloso) ed i Colli. Uno spazio esiguo. Non sarebbe allora il caso di prevedere un punto di uscita diverso? L’area inoltre viene ristretta con meno parcheggi ma anche meno aree per il gioco dei bambini e degli anziani. L’unico punto di forza di questo quartiere era la possibilità di disporre di un ampio spazio su cui vedersi, socializzare, organizzare anche feste di quartiere; ora questi punti vengono soppressi o depotenziati enormemente, quando invece sarebbe stato forse il caso di sfruttare quella vocazione e di implementare con un adeguato arredo urbano quella piazza naturale, come punto d’incontro per i nuovi residenti. Anche per quelli della zona ex Melograno». Questioni che invece l’amministrazione pubblica avrebbe affrontato con la decisione di realizzare due rotatorie a cento metri l’una dall’altra, congestionando uno spazio esiguo all’interno di uno snodo viario in prossimità di una strada di collegamento provinciale. Non tenendo conto inoltre di come, a pochi metri di distanza, vi sia un’area deputata al mercato settimanale, in origine pensata come un vero e proprio terminal, oggi ridotto a poco più di una spianata di asfalto con parcheggi senza strisce, aree mercato prive d’ indicazioni, viabilità confusa, dove non si capisce chi va, da dove viene e in quale senso di marcia procede, con i rischi insiti, tra questi quello di vederla trasformare, alla sera, in una vera e propria pista automobilistica, una roulette russa. Comportamenti rischiosi per molti figli di famiglie che vivono il disagio urbano di questo paese. Ma com’è noto, Sezze progetta un terminal fuori porta, a ridosso di un’area in cui un anno fa vennero ritrovate inumazioni di epoca Repubblicana. Un’area poco studiata e che, secondo la relazione conclusiva della Sovraintendenza ai beni Archeologici del Lazio. «Si può considerare che in questo luogo si sviluppasse un’area funeraria la cui estensione non è stato possibile indagare a causa della limitata estensione del saggio e - a chiosa - sarebbe auspicabile che l’amministrazione comunale reperisse i fondi utili alla conclusione delle indagini consentendo almeno il completamento della parte messa in luce». Oggi ombreggiata e occultata da tre cipressi.
Incontro con il ministro delle "Pari opportunità" per la "Giornata mondiale del rifugiato" 19 giugno 2010, Alessandro Di Norma Mara Carfagna ministro delle «Pari opportunità» lunedì prossimo sarà a Sezze. L’occasione è quella della «Giornata mondiale del rifugiato». La ministra incontrerà i responsabili e gli ospiti della Cooperativa sociale Karibu. La «Giornata mondiale del rifugiato», organizzata dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) è dedicata quest’anno al tema «Home – un luogo sicuro per ricominciare». Sezze, grazie alla Cooperativa Karibu da qualche tempo è divenuto proprio «un luogo per ricominciare». Accoglie da anni molti rifugiati politici scappati dai propri paesi di origine a causa di guerre e di persecuzioni. I rifugiati accolti – in prevalenza donne – vengono messi nella condizione di ricostruirsi una vita in piena sicurezza e dignità. «Karibu» (in lingua swahili significa «benvenuto») nasce nel 2001 come un progetto ideato e poi sviluppato da Marie Terese Mukamitsindo con la collaborazione del comune di Sezze, del Consiglio italiano per i rifugiati (Cir), sezione Anolf-Cisl di Sezze (Associazione nazionale oltre le frontiere, la Cisl per gli stranieri). Tale iniziativa rientrava nella rete di progetti coordinata e finanziata dal Ministero dell’Interno finalizzata a istituire centri di accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo politico. Nel giro di qualche anno il progetto «Karibu» riuscì a coinvolgere altri soggetti istituzionali pubblici e privati come amministrazioni comunali e associazioni del terzo settore impegnate in diversi ambiti sociali. Si decise per questo di aumentare il personale con esperti in grado di attuare, con maggiore efficienza e competenza, le misure fondamentali previste dal progetto, vale a dire l’accoglienza, la tutela e l’integrazione. Per facilitare il raggiungimento di tali obiettivi fu costituita una cooperativa sociale di donne rifugiate che prese lo stesso nome del progetto. La Cooperativa sociale, che affonda le sue radici nel 2004, ha il fine di accogliere, tutelare e integrare le donne richiedenti asilo politico e rifugiate. Per fare ciò
l’ente ha attivato due centri di
accoglienza di cui uno destinato alle
donne vittime di torture. Una
cooperativa che in brevissimo tempo
si è attestata come modello di
gestione innovativo e unico in
Italia, poiché per la prima volta
le attività di assistenza ai
rifugiati sono messe in atto da
operatori anch'essi rifugiati e,
soprattutto, donne. La visita del
ministro Carfagna non è altro che
l’ennesimo riconoscimento per un’attività
che da qualche anno ha fatto di
Sezze, il fulcro dell’accoglienza e dell’integra zio ne delle
straniere della provincia di Latina.
Seconda fumata nera: Di Resta favorito alla presidenza
30 maggio 2010, Elisa
Fiore
volta, si conta il peso di defezioni di rango. Perché tra coloro che venerdì sera hanno deciso di disertare l’assemblea, rinviata a data da destinarsi, vi era, prima tra tutti, la Camera di Commercio di Latina. Titolare del 5,98% delle quote, infastidita dalle macroscopiche ingerenze politiche con cui era stata definita la rosa dei candidati alla guida di una società destinata alla promozione del territorio attraverso sinergie pubblico-privato. Sullo stesso crinale l’Amministrazione provinciale di Latina (6.84% quote). Ma questa volta i venti di guerra sembrano aver percorso l’intera dorsale dei Lepini, scuotendola. Infatti sabato pomeriggio erano dodici i comuni assenti dei sedici che compongono la spa, per un totale di 33.31% di quote «non presenti», contro le 23,50% di quote possedute dai comuni di Sezze, Maenza, Prossedi. E Cori, che ad un certo punto ha abbandonato la sessione. Presenti assieme ai tre comuni a favore dell’elezione designata, i rappresentanti delle due Comunità montane (XVIII e XIII con il 23.51% di quote) e la Bic Lazio spa (6,84%). Una percentuale di consensi totali, pari a meno della metà (47.01%) della quota di maggioranza a favore della nomina del nuovo cda - la cui presidenza si dava come ormai per certa, all’ex consigliere regionale del Pd, Domenico Di Resta - mentre lo scontro più duro si consumava prima nei corridoi e poi palesemente, veniva ratificato con la decisione di soprassedere, attraverso un provvidenziale rinvio. Suggerito all’occorrenza proprio dal sindaco del Comune di Sezze, Andrea Campoli. Il Comune che da solo detiene il 14.10% delle quote e che, attraverso una brusca manovra compiuta all’insaputa del resto della Compagnia, si sarebbe fatto paladino della designazione, prima di condividerla. Avendo prima incassato l’accordo di alcuni comuni minori, quali Roccagorga e Prossedi, sul fronte pontino, e Gorga, su quello romano. Comuni dove il risultato appariva,fino a giovedì, dall’esito scontato. Ma le cose non sono andate così. La rivolta dei piccoli, e soprattutto la mancanza di una visione d’insieme che ricucisse istituzionalmente i rapporti che sembravano essere stati compromessi già nella fase pre-assembleare del 13 maggio scorso, non hanno fatto che accrescere il malcontento. E proprio dall’attuale presidente pro-tempore, l’ex sindaco di Sezze, Giancarlo Siddera, sarebbe arrivato il monito al dialogo interistituzionale, facendo breccia tra chi, obtorto collo, era presente in rappresentanza di un mandato non condiviso.
A Sezze non c'è traccia di politiche per l'abitazione
16 maggio 2010, Elisa
Fiore A.A.A. politiche abitative cercansi. Scendono i redditi, aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, si assottiglia il potere di acquisto, mentre a Sezze le politiche abitative a sostegno dell’housing sociale sembrano non trovare ancora asilo all’interno del nuovo Piano regolatore generale. Alcuni comuni d’Italia hanno capito che «locare» può essere economicamente più vantaggioso, permette il restyling dei centri storici ed il loro ripopolamento e non sacrifica sull’altare dell’affarismo politico il territorio. Ma occorre una strategia capace di valutare in ogni suo aspetto il fenomeno sociale. Non concorre a questo la mancanza di «glasnost», quella trasparenza nell’informazione che dal 13 maggio sarebbe dovuta scattare, attraverso comunicati stampa e manifesti pubblici per diffondere tra i cittadini meno abbienti l’esistenza di un fondo regionale, rivolto proprio a loro, esteso dal 2008 a tutti i comuni della nostra Regione. Ma i cittadini che non hanno un potere di acquisto tale da consentirgli di acquistare una casa, ne sono a conoscenza? È la domanda che si pone la segreteria della Cgil dei Monti Lepini avendo ad oggi, sui dati del 2009, potuto constatare come solo 200 richieste sono arrivate presso gli uffici competenti, in riferimento ai contributi per il 2008. Il dato appare leggermente viziato. Tant’è che se da solo venisse rapportato al numero di cittadini comunitari residenti a Sezze, ci si accorgerebbe che sui circa 2.800 censiti, 700 nuclei potrebbero richiedere il sostegno al canone di locazione. E gli italiani? Accade anche che i cittadini provenienti da altri paesi spesso conoscano a menadito i propri diritti sociali, essendo abituati a paragonare tra loro, il sistema italiano a quello dei loro paesi di origine. Scelto anche in funzione del nostro welfare, sebbene le differenze tra nord e sud del paese siano ormai anche ai nuovi europei assai evidenti. Infatti qui può accadere di essere un genitore, e per sbarcare il lunario, alla stregua di un cittadino straniero, si sia costretti a lavorare in nero, (non tutti i giorni) nell’edilizia e, nonostante il «diritto» gli consentirebbe di avere accesso al fondo per la «concessione per i contributi integrativi per il canone di locazione» e sia sotto sfratto per morosità, si rivolga ripetutamente al sindaco per avere una casa popolare, che non potrà mai avere, per ovvi e risapute ragioni, ma che lo stesso amministratore non si ricordi dell’esistenza di un fondo, che potrebbe ausiliario nel suo rinvio ad altre soluzioni. Ed al contempo l’assessore ai Servizi sociali ed il presidente della omonima commissione si attivino per elargire, facendoli pesare, 25 euro al mese di contributo-spesa (per generi alimentari) ma non si preoccupino delle somme che da due anni giacciono nel fondo della tesoreria perché destinate agli ausili previsti dallo Stato per il terzo e quarto figlio. Gli stessi infine dimenticano di fare comunicati stampa e di divulgare qualcosa che permetterebbe alle poche decine di famiglie italiane e non, di godere di un diritto reale, loro riconosciuto dal nostro Stato, un diritto che non può essere barattato, attraverso una lista degli indigenti.
Settimana nazionale della musica a scuola 3
maggio 2010, comunicato
stampa Anche
quest’anno
il Ministero della Pubblica Istruzione ha istituito la Settimana
nazionale della musica a Scuola.
L’Istituto Comprensivo “Valerio Flacco” ha colto immediatamente questa
opportunità offrendo ai ragazzi e alle loro famiglie quattro incontri
con la buona musica all’interno
della scuola.
<<Il
mio intento - afferma la Dirigente prof.ssa Anna Giorgi, sempre
sensibile ad eventi formativi di eccellenza - è quello di fare del
nostro Istituto un punto di riferimento per il territorio, un luogo in
cui fare esperienze che vadano al di là della didattica tradizionale.
La scelta degli eventi non è stata casuale: sono state organizzate una
serie di manifestazioni volte alla sensibilizzazione alla musica delle
giovani leve, i protagonisti cercheranno, infatti, di rispondere alle
varie esigenze dei ragazzi, proponendo diversi generi musicali>>. L’aula
magna “Giovanna Carocci”, dell’istituto comprensivo “Valerio
Flacco” sarà ancora una volta teatro di iniziative che trovano in
essa il punto di approdo di ordinari percorsi di apprendimento
caratterizzati, sia da sviluppo continuo, sia da stabile sedimentazione
nel curricolo e, di conseguenza, di tutti gli allievi. Il
3 maggio gli amici della Scuola Media “Pacifici e De Magistris”,
alunni della sezione sperimentale di musica, si esibiranno in un
concerto, consolidando così il rapporto di collaborazione iniziato con
la condivisione del progetto Bussola, quello di educazione stradale e
quello di iniziazione allo sport della vela. Il 4 maggio sarà la volta
dei bambini della scuola primaria per i quali l’associazione Europe
Center terrà una lezione concerto mostrando ai più piccoli gli
strumenti musicali ed i loro diversi suoni con un approccio operativo.
Il 6 maggio l’associazione “La Torretta” proporrà un medley dei
più rappresentativi brani dei migliori cantautori italiani; il 7 maggio
Marco Tasciotti si esibirà in un concerto nel quale, assecondando i
gusti dei ragazzi, offrirà loro un costruttivo momento di aggregazione.
540 mila euro per il consolidamento e restauro dell'edificio comunale 26
aprile 2010, Alessandro
Di Norma È stato approvato dalla Giunta comunale di Sezze il progetto esecutivo per i “Lavori di consolidamento e restauro conservativo di una porzione di fabbricato del Comune di Sezze, ad uso uffici, sito in Via Roma”. Si tratta dell’edificio identificato dai setini come “Palazzo Roma”, in quanto sorge sull’omonima via, all’altezza di Piazza IV Novembre. Un intervento importante che costerà 540mila euro. 162mila – circa il 30 percento dell’importo complessivo – sono a carico del Comune di Sezze, i restanti 378 mila invece, sono stati finanziati dalla Regione Lazio nel novembre 2008 con delibera n. 824. Tale finanziamento è pervenuto nelle casse comunali grazie ad una politica che l’allora assessore regionale ai Lavori pubblici Bruno Astorre mise in campo per favorire il recupero degli edifici storici del Lazio. Grazie
a tale politica Sezze ha beneficiato di una serie di finanziamenti
regionali per il restauro di altri edifici storici come Palazzo Pitti e
Palzzzo Rappini. Va detto, inoltre, che merito di questi finanziamenti
va dato anche all’on. Giovan Battista Giorgi che se ne è sempre
occupato in prima persona. “Palazzo Roma” oggi ospita l’Ufficio
Commercio del Comune di Sezze ma, fino a qualche tempo fa, era sede
dell’esattoria. L’antico palazzo, tuttavia, ha ospitato importanti
personaggi della storia italiana poiché, per anni, le sue stanze sono
state adibite a dormitorio. Una di queste il 30 dicembre 1886 ha
ospitato il generale Ricciotti Garibaldi, figlio di Giuseppe. Per
ricordare l’evento fu affissa una targa epigrafica proprio
all’entrata della stanza. All’ingresso del palazzo nel 1982 fu
affissa un’altra targa commemorativa, oggi poco leggibile, dedicata
oltre al generale Ricciotti Garibali anche al Menotti Graibaldi
primogenito di Giuseppe. “Nel centenario della morte di Giuseppe
Garibaldi – recita l’epigrafe – a ricordo di Menotti Garibaldi deputato del Parlamento
italiano dal 1876 al 1900 grazie anche al largo suffragio del popolo di
Sezze e del Gen. Ricciotti Garibaldi che dimorò più volte in questa
casa figli dell’eroe dei due mondi protagonisti delle lotte per
l’emancipazione e la libertà dei popoli”. Alla cerimonia partecipò
anche la pronipote di Garibaldi, Anita.
Il 22 aprile la tappa di Sezze con la conferenza al Museo Archeologico 8
aprile 2010, invito
di Fabrizio Palladinelli per Il Gruppo dei Dodici - info 333
44 22 605 Il
22 aprile 2010 un gruppo di pellegrini, che stanno percorrendo la Via
Francigena del Sud da Benevento fino a Roma (5-28 aprile 2010), faranno
tappa a Sezze. Al
fine di promuovere e valorizzare questo cammino vi chiediamo di voler
partecipare il giorno 22 di aprile alle ore 18,00
all’accoglienza dei pellegrini presso la sala conferenze del Museo
Archeologico di Sezze messaci a disposizione dal comune che ha
concesso il suo patrocinio all'evento. Il
Gruppo dei Dodici è l’associazione che ha riscoperto la Via
Francigena del Sud. Quest’anno la percorreremo da Benevento fino a
Roma collegandola alla Via dell’Angelo, che dalla città campana
arriva fino a Brindisi. Per la prima volta siamo riusciti a rendere
percorribile l'intero percorso da Brindisi fino alla capitale. Tutto
questo però non basta. E’ necessario che la Francigena del Sud
rimanga viva, e questo lo possono fare solo le comunità che sono parte
di questo percorso. La
Via Francigena del Sud può diventare un mezzo per far veicolare la
nostra cultura nel mondo. In questi cinque anni è stata percorsa da
centinaia di persone soprattutto stranieri.
Approvato
dalla giunta il progetto definitivo 6 aprile 2010, Alessandro Di Norma E’ stato approvato il progetto definitivo per il recupero della chiesa di Santa Maria delle Grazie a Sezze. Lavori annunciati da tempo che per cause di natura tecnica hanno subito rallentamenti nella partenza. In sostanza la richiesta economica del progetto iniziale differiva rispetto a quella del progetto definitivo, tanto che la Regione Lazio per erogare la somma richiesta ha preteso una rimodulazione del quadro economico dell'intervento in quanto tra il primo progetto e l'ultimo è stato riscontrato un aumento di spesa. Tutto pienamente legittimo dovuto solamente alla necessità riscontrata dall'ente di dover ricorrere alla progettazione esterna dell'intervento. Il progetto definitivo approvato dalla giunta comunale lo scorso 23 marzo prevede una spesa di 573.350 euro, di cui 357.476 finanziati dalla Regione Lazio e i restanti 215.874 erogati dal Comune di Sezze. La Chiesa di Santa Maria delle Grazie con annesso convento si trova all'interno del cimitero di Sezze. Si tratta di un edificio dall'elevato valore storico, artistico e architettonico. Infatti, i lavori partiranno solo quando la Soprintendenza per i Beni archeologici e paesaggistici del Lazio darà il suo parere favorevole. Il sopralluogo per il rilascio di tale parere è stato effettuato qualche mese fa dall'architetto Armandina Antobenedetto del Centro operativo di Latina della Soprintendenza per i Beni archeologici e paesaggistici del Lazio. Mentre l'incarico professionale per «la progettazione definitiva ed esecutiva - direzione dei lavori» è stato conferito all'architetto Giampaolo Carlesimo. La chiesa e il convento di Santa Maria delle Grazie costituiscono un patrimonio storico di notevole importanza non solo per Sezze. La struttura poco conosciuta, soprattutto, dalle ultime generazioni, negli anni passati è stata custode di un pezzo eccezionale della cultura e della storia lepina. Basti ricordare la tela di Orazio Borgianni, caravaggesco di chiara fama, trafugata verso la fine degli anni Settanta, smembrata in tre parti e venduta. Una di queste parti, la più grande, si trova conservata nell'antiquarium di Sezze. La chiesa, inoltre, ha conservato fino al 2000 le spoglie di fra' Bonifacio da Sezze. Frate per cui è in corso il processo di beatificazione. La chiesa fu costruita nel 1567. Da allora fino al 1612 fu gestita dai frati Cappuccini i quali l'abbandonarono per via dell'ambiente ostile. Passò poi in mano ai frati riformati di San Francesco a Ripa che vi restarono sino al decadimento del convento nel 1873. La chiesa e il terreno circostante, dopo la soppressione dei ritiri religiosi e la chiusura del convento, fu acquistata dal Comune di Sezze il quale vi collocò quello che oggi è ancora il cimitero comunale.
la
Passione di Sezze, il Canto delle Donne di Giulianello 10 marzo 2010, Comunicato stampa del Comune
La cultura dei Lepini sarà protagonista a
Santiago di Compostela. Questo l'oggetto dell'incontro pubblico "La
cultura popolare dei Lepini a Santiago de Compostela: la Passione di
Sezze, il Canto delle Donne", tenutosi ieri presso l'Auditorium
"S. Michele Arcangelo". All'evento sono intervenuti: il
Consigliere Regionale Domenico Di Resta, presidente della Commissione
"Sviluppo economico, ricerca, innovazione e turismo"; il
direttore dell'ATLazio, Bruno Manzi; i Sindaci dei Comuni di Sezze e
Cori, Andrea Campoli e Tommaso Conti; il presidente dell'Astral Giovan
Battista Giorgi; il presidente e il direttore della Compagnia dei Lepini,
Giancarlo Siddera e Fabrizio Di Sauro; il presidente ed il direttore
artistico nonché regista dell'Ass.ne della Passione di Cristo, Elio
Magagnoli e Piero Formicuccia; lo storico Raffaele Manzi. Tale iniziativa è stata resa possibile grazie al lavoro sinergico realizzato dalle diverse istituzioni coinvolte, dalla Regione Lazio alla Compagnia dei Lepini. "In questi anni - ha dichiarato il Sindaco Andrea Campoli- sul nostro territorio è stato compiuto un lavoro importante. L'aver costruito una visione comprensoriale, unendo diverse realtà, è stata un'intuzione di qualche anno fa. E' un lavoro di lungo periodo che ora sta dando dei frutti. Abbiamo creato un nuovo modello di sviluppo fondato sulle tradizioni e sulle peculiarità del territorio.
La Sacra Rappresentazione della Passione di
Cristo, è un punto di forza della nostra tradizione culturale. Intorno
a questo ambizioso progetto di Santiago hanno lavorato sinergicamente
tutte le istituzioni, in particolar modo la Regione Lazio con il
Consigliere Domenico Di Resta, presidente della Commissione Turismo, l'ATLazio
e la Compagnia dei Lepini. Sono certo che i risultati che trarremo da
questa esperienza saranno sicuramente positivi". Abbiamo voluto esprimere in questo modo lo spirito di collaborazione tra i popoli. E' prevista la partecipazione straordinaria del famoso attore Franco Oppini". L'evento sarà trasmesso in eurovisione (diretta satellitare e televisiva) sabato 13 marzo a partire dalle ore 20.40 sulle reti di Lazio Tv. Le frequenze dei canali su cui andrà in onda la Passione di Sezze sono consultabili sul sito www.passionedisezze.it.
Le
lamentele di chi ha deciso di restare a vivere in centro 3 marzo 2010, Alessandro Di Norma Peggiora di giorno in giorno la situazione parcheggi a Sezze. Ormai il centro storico è diventato un ammasso di automobili disordinate che invadono ogni spazio. La situazione è seria e rischia di precipitare paurosamente. «Ogni sera è la stessa storia - dice un automobilista residente nel centro storico - sono costretto a girare per almeno mezz’ora pur di trovare un posto per la mia auto». Il problema è peggiorato con l'installazione di alcuni paletti che impediscono alle auto di sostare nel centro storico. «Sono pochi i posti che hanno tolto con i paletti - continua l'automobilista - ma almeno prima c'erano. Quello che io contesto e con me buona parte dei cittadini è il messaggio che questa amministrazione ha lanciato. Cioè quello di non creare parcheggi. Perché, per logica, prima di vietare la sosta nel centro storico, una buona amministrazione avrebbe realizzato un parcheggio. Invece a Sezze non è così». A Sezze, tra un po', non sarà possibile neanche più camminare a piedi. Basti guardare come è ridotta via del Mattatoio, divenuta ormai ad una sola corsia grazie alle auto parcheggiate su entrambi i lati o Porta Pascibella, dove tra un po' le auto le metteranno una sull'altra. In una situazione così è facile che si verificano situazioni al limite dell'assurdo, come accessi ai negozi o alle case bloccati dalle automobili. Sezze ha bisogno di parcheggi e occorre pure realizzarli alla svelta prima che l'intera viabilità collassi. Non c'è navetta che trasporti i cittadini da una parte all'altra. Ci vogliono gli spazi. Bisognerà in qualche modo trovarli. Ritornando magari all'idea impopolare, del parcheggio sotterraneo al Parco della Rimembranza che tra l'altro è stata rispolverata recentemente dal documento di indirizzo per la Variante generale al Prg. Ma a corredo di tutto ciò, occorrerà ripensare pure la mobilità generale.
L'Amministrazione comunale festeggia la concittadina più anziana 1 marzo 2010, comunicato stampa
La città di Sezze si appresta a festeggiare Laura
Iacovacci, la concittadina più anziana del territorio comunale.
La Biblioteca Comunale di Sezze Scalo ospita "Un cesto di libri per tutti" 19 febbraio 2010, comunicato stampa Si
è tenuta stamane, presso la Biblioteca Comunale di Sezze Scalo sita in
Via Bari, la presentazione del progetto
Venerdì
19 febbraio, ore 10,30 presso la Biblioteca Comunale di Sezze Scalo
16 febbraio 2010, comunicato stampa II Edizione della Festa dei Musei, delle Biblioteche e degli Archivi Storici del Lazio: presentazione del progetto "Un cesto di libri per tutti" della Biblioteca Comunale di Sezze Scalo. Venerdì
19 febbraio, alle ore 10.30 presso la Biblioteca Comunale di Sezze Scalo
sita in Via Bari, sarà presentato il progetto "Un cesto
di libri per tutti". L'evento rientra nell'ambito della II Edizione
della
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Scuola
di Formazione Politica “Varlam Tichonovič Šalamov”
9 febbraio 2010, comunicato stampa
Domenica 14
febbraio, alle ore 17,30 presso la Sezione del Partito Democratico di
Sezze sita in via Matteotti, verrà inaugurata la Scuola di Formazione Politica, dei Giovani Democratici di Sezze
“Varlam Tichonovič Šalamov”.
Incontro
con il Consigliere Regionale Domenico Di Resta 1 febbraio 2010, comunicato stampa Il
vademecum con le indicazioni utili per accedere ai provvedimenti assunti MERCOLEDI
3 febbraio 2010 ORE 17.00 SEZZE
BIBLIOTECA COMUNALE INCONTRO
CON IL CONSIGLIERE REGIONALE DOMENICO
DI RESTA
Soddisfazione
per le iniziative a favore dell'agricoltura 30 gennaio 2010, comunicato stampa CSAP
Il comitato spontaneo agricoltori pontini esprime soddisfazione sulla proposta elaborata dall’amministrazione locale riguardo la concessione di incentivi agli agricoltori, per la coltivazione del carciofo setino e ci dichiariamo disponibili ad una attiva e proficua collaborazione affinché questa proposta diventi strumento di partecipazione dei soggetti attivi del comparto e trasparenza, ma soprattutto strumento per combattere la gravità della crisi globale che ossessiona le nostre aziende. L’amministrazione comunale dichiara di voler mettere a disposizione una somma pari a 1.000,00 euro da erogare ad ogni agricoltore che nella prossima stagione (2010/2011) si impegnerà a coltivare almeno 1.500 piante di carciofi e a partecipare alla Sagra del Carciofo, che si terrà nell'aprile 2011, per la vendita del prodotto. Riteniamo questa proposta interessante dal punto di vista politico, in quanto rappresenta l’uscita da una fase di immobilismo amministrativo sui temi dell’agricoltura, dove sforzo più alto si consumava solo per rispondere alla politica degli “stradoni”, ossia quale strada sterrata bonificare per rispondere alle promesse elettorali. Tali polemiche avevano definitivamente surclassato ogni tentativo di riportare al centro dell’agenda politica, le necessarie azioni politiche per il rilancio del settore. Probabilmente l’amministrazione ha dovuto cambiare rotta perché per la prima volta in questo paese, il nostro comitato spontaneo di agricoltori è sceso in piazza manifestando il proprio dissenso contro questa incapacità della politica locale di rispondere ai problemi delle nostre aziende, ma soprattutto proponendo una strategia di rilancio che passa attraverso la realizzazione di un mercato per la vendita dei prodotti di alta qualità delle nostre terre. Questo probabilmente ha provocato un senso di vergogna nella nostra classe politica, la consapevolezza di non essere più rappresentativi di una parte del mondo produttivo di questo paese, ha portato a trovare idee apprezzabili che rappresentano un piccolo passo in avanti. Questo da ancora più forza a noi agricoltori e al nostro comitato, testimoniando che quando le cose si vogliono, si possono ottenere solo se si è uniti. Sono finiti i tempi in cui gli agricoltori erano considerati mero strumento elettorale, oggi rilanciamo e rivendichiamo proposte di crescita e di sviluppo e pretendiamo di essere ascoltati: per esempio, abbiamo notato dei lavori in corso all’interno della struttura della Monte Amiata. Di che lavori si tratta? Che cosa si sta realizzando? L’amministrazione ha progetti per tale struttura? Questo sito non può essere assolutamente gestito per soli fini privati in quanto si tratta di un bene storico patrimoniale collettivo che rappresenta il luogo in cui le nostre tradizioni agricole si sono sviluppate, dando lustro al nostro territorio e ai nostri prodotti locali. Per tali ragioni il CSAP rilancia la proposta di realizzare all’interno di essa un grande mercato a servizio della cittadinanza.
L'opera
rischia di diventare una cattedrale nel deserto 25 gennaio 2010, Alessandro Di Norma Una
struttura alla mercé di tutti. Questo è il destino che ha
inesorabilmente colpito la nuova costruzione che sta nascendo a Sezze al
posto del Teatro Sacro. Lo ha certificato lo scenario visto da alcuni
amministratori durante un recente sopralluogo. I soliti ignoti,
indisturbati, hanno potuto compiere le proprie razzìe. Quello arrecato,
tuttavia, è un danno relativamente trascurabile poiché la struttura
non ancora ultimata, contiene poco o niente al Prima
di essere inaugurato, dopo un’ultra decennale fase realizzativa, fu
preda per ben due volte dei soliti vandali che arrecarono danni
considerevoli. Dopo il sopralluogo effettuato presso l’Anfiteatro dai
consiglieri Gianni Orlandi, Paolo Rizzo, Salvatore Leggeri, Serafino Di
Palma, Antonio Vitelli, Claudio Casalini; dagli assessori Remo Grenga,
Marcello Ciocca e da alcuni tecnici comunali, è emersa chiara la
volontà di accelerare i tempi affinché l'opera sia messa a
disposizione dei cittadini. «Occorre che maggioranza ed opposizione
lavorino insieme - ha dichiarato il consigliere di maggioranza Gianni
Orlandi - per evitare che la struttura diventi una cattedrale nel
deserto». Ma la via imboccata purtroppo sembra essere questa. I lavori
per la costruzione dell'opera sono cominciati nel 2005 e più volte si
sono arenati. Quello realizzato è un «casermone» in cemento,
costruito all'interno della vecchia cavea del Teatro Sacro Italiano,
costruito negli anni Sessanta in un'ampia area per accogliere le
rappresentazione della Passione di Cristo. La monumentale struttura ha
conosciuto poi un miserabile declino. Si decise per questo di
ristrutturarla e nel 2005 cominciarono i lavori. Sabato
23 gennaio all'Istituto Comprensivo "Valerio Flacco" Primo
Campus Provinciale Orientamento Giovani a Sezze Scalo 21
gennaio 2010, comunicato
stampa Sabato 23 gennaio, dalle ore nove alle tredici, si terrà presso l'Istituto Comprensivo “Valerio Flacco” di via Bari a Sezze Scalo il primo campus provinciale di orientamento per i giovani realizzato grazie al progetto Bussola-Percorso
orientativo per definire il proprio progetto di vita L'evento è rivolto agli studenti e alle rispettive famiglie, che si trovano nell’ultimo anno della scuola media e che a breve dovranno iscriversi alle superiori. L’obiettivo primario della scuola secondaria di primo grado è quello di dare agli alunni, al termine del primo ciclo di istruzione, la possibilità di scegliere al meglio come proseguire il proprio percorso di studi, condizione essenziale per la giusta crescita dei giovani che rappresentano il nostro futuro. E’ stato verificato che, anche tra gli studenti con punteggi molto alti nei test attitudinali, vi siano casi di abbandono scolastico o di difficoltà nel terminare il corso di studi prescelto. Il Dirigente Scolastico, professoressa Anna Giorgi, prendendo atto che le attitudini non sono l'unico indicatore in grado di garantire ai giovani una scelta scolastica ponderata e consapevole, ha voluto mettere in atto delle strategie educative con l’obiettivo di potenziare le competenze di auto-orientamento dei ragazzi. A questo scopo l’ Istituto Comprensivo “Valerio Flacco” di Sezze Scalo, in rete con la Scuola Secondaria “Pacifici e De Magistris, con l’Istituto Comprensivo “Piagge Marine + Bassiano” in partenariato con il comune di Sezze, la provincia, la società SPL e con l’università “La Sapienza” di Roma, si è fatto promotore del progetto Bussola attraverso il quale si è riusciti ad organizzare il Primo Campus Provinciale Orientamento Giovani. Il 15 gennaio gli alunni e gli studenti hanno avuto la possibilità di incontrare lo psicologo prof. Fiorenzo Laghi, dell’università “La Sapienza” di Roma il quale, dopo aver illustrato il progetto, si è messo a disposizione degli alunni e delle famiglie per guidarli in un momento di riflessione sulla scelta che dovranno operare. Il Campus ospiterà i rappresentanti delle scuole superiori presenti sul territorio (docenti, referenti orientamento e studenti) i quali forniranno le informazioni riguardanti i piani di studio dei loro istituti. All'interno del Campus, inoltre, offriranno la propria consulenza il Dirigente Scolastico prof. Mario Fiorillo, esperto riforma secondaria di secondo grado, il Dott. Alessandro Grossi, consulente psicologo alunni scuole secondarie. Parteciperanno:
Anche
l'Italia di Mezzo ritira il sostegno al primo cittadino 18 gennaio 2010, Alessandro Di Norma Altra defezione all'interno della coalizione che nel 2007 diede la possibilità ad Andrea Campoli di diventare sindaco di Sezze. A togliere il proprio appoggio al primo cittadino e alla maggioranza, una parte consistente della lista civica «Italia di Mezzo ». Lista nata nel 2007 come coalizione, cioè dall'unione programmatica tra la stessa Idm e «Progetto Sezze 2000». «Ritiriamo il nostro sostegno - dicono i rappresentanti di ‘Progetto Sezze 2000’ e di una parte dell'Idm - perché sono venute meno le condizioni che erano state poste alla base del progetto politico proposto da Campoli. Si parlava di rinnovamento, di trasparenza, di concorsi, di rilancio dell'agricoltura, di attenzione al sociale. Ma di questo non si è visto nulla. Dovevamo essere i garanti, gli attenti controllori affinché venissero rispettati i patti. Ma appena insediata l'amministrazione ha continuato a percorrere la vecchia strada. Nessuna nuova proposta. Pochi progetti e nessun concorso: solo benedizioni politiche a qualche dirigente. Per questo motivo io, e alcuni altri esponenti della lista Idm ci tiriamo fuori». Una decisione che è stata assunta dopo una riunione a tavolino in cui Polo Casadei, Franco Zocca, Giovanni Cerroni, Ignazio Molinari, Antonio Colozzi, Antonio Tasciotti, Emiliano Marchetti, Romina Marchionne, Ettore Marcoccio, Enzo Trombini e Christian Bottoni, tutti esponenti della lista Idm presentata nel 2007 hanno espresso la loro volontà di non sostenere più l'azione di governo. «Non ci sono più i presupposti per sostenere questa maggioranza - continuano -. E' ormai piena di battitori liberi, l'assessore Idm Pietro Bernabei ne è l'esempio. Troppi poi i consiglieri che rappresentano solo se stessi che hanno tradito il mandato elettorale. La coalizione che permise la vittoria ad Andrea Campoli è praticamente sparita. Sia in consiglio sia fuori sono spariti molti dei partiti che permisero la sua vittoria ». Nel 2007 Campoli vinse al primo turno grazie ad una coalizione formata dalle liste dei Ds, Margherita, Idv, Sdi, Pdci, Verdi-Rc, Idm, Udeur e la civica Tutti per Sezze. A conclusione dell'intervento i centristi fuoriusciti tirano pure una stoccata alla neonata costituente di centro. Nata nel dicembre scorso dopo la fusione dell'Udc e dell'Italia di Mezzo. «E' un soggetto politico che nasce già con una forte contraddizione. Non si può sostenere la nascita di un nuovo soggetto politico mentre ancora si fa parte amministrativamente del vecchio. L'assessore Pietro Bernabei e il consigliere Lino de Angelis non possono avere due piedi in una scarpa. Per questo motivo - concludono - non aderiremo neanche a questo progetto che già sa di vecchio » Comitato
Spontaneo Agricoltori Pontini Sabato 16 gennaio manifestazione a Porta Pascibella 13 gennaio 2010, Comunicato stampa
Il comparto agroalimentare in Italia e in Europa è fortemente esposto alla concorrenza internazionale, ma è soprattutto penalizzato dalla forbice, sempre più ampia, fra prezzi all’origine e prezzi al consumo, con rapporti di filiera che strangolano l’agricoltura e l’artigianato alimentare, mentre cresce il controllo sul valore aggiunto da parte della grande distribuzione. Nel nostro paese cinque centrali d’acquisto, in maggioranza in mani estere, controllano oltre il 70% della spesa alimentare.
Questo stato generale di disagio è aggravato dall’inerzia di un governo non solo incapace di formulare un programma per fronteggiare la crisi del settore, ma anzi impegnato a sottrargli risorse vitali, come si riscontra dalla legge finanziaria per il 2010. Inoltre, secondo un recente rapporto dell’OMS, sei dei sette principali fattori di rischio per la salute sono riconducibili alla alimentazione e agli stili di vita. Il cambiamento delle abitudini alimentari e l’emergere di patologie collegate è un problema che coinvolge con evidenza il nostro Paese. Il C.S.A.P. promuove la presente manifestazione per sollevare l’attenzione dell’opinione pubblica sullo stato drammatico in cui versa l'agricoltura di tutto l'agro pontino e per tutelare la salute dei cittadini attraverso la difesa del prodotto di qualità. Scendiamo in piazza per chiedere interventi concreti a favore del comparto agricolo da parte delle istituzioni, per dare una risposta forte ai drammi della crisi economica che sta colpendo duramente le nostre aziende.
Riproponiamo
la realizzazione di un grande mercato di vendita dei prodotti
locali di alta qualità (in tempi in cui si parla sempre piu' di caro
prezzi e famiglie in crisi c'e' ancora la possibilita' di acquistare
frutta e verdura ad un prezzo accessibile, basta rivolgersi ai
produttori locali ) e la realizzazione di progetti che permettano l’insediamento
sul nostro territorio di competenze di elevato spessore tecnico come
le università agrarie, per investire in termini di ricerca,
biorisanamento delle nostre terre e in nuovi campi di sperimentazione
colturale. Durante la manifestazione sarà allestito un bacchetto per firmare a favore della realizzazione del mercato locale tramite la petizione popolare "SALVIAMO L'AGRICOLTURA CONTADINA SETINA"
Sant'Antonio, opere d'arte consegnate ai laboratori per i restauri
4 gennaio 2010, Elisa Fiore Crolla e trasuda umidità, l'antico tetto della chiesa di Sant'Antonio a Sezze. La chiesa attualmente di proprietà del Fec (fondo ecclesiastico per il culto) sotto la tutela del Ministero dell’Interno da secoli rappresenta per i sezzesi devoti al santo di origine portoghese, un punto di riferimento religioso, come testimoniano le centinaia di ex voto affissi lungo le navate laterali della bella chiesa d'impianto romanico, rimaneggiata in epoca più recente, adornata in stile barocco con una pala d'altare monumentale che, assieme ai cinque grandi quadri ad olio che ornano le due navate laterali, costituiscono il vero tesoro custodito da qualche secolo. Il motivo di tanta devozione forse risiede nel fatto che si trovasse a ridosso dell'antico ospedale di San Carlo e forse i malati ed i sofferenti vi si rivolgessero in attesa di una guarigione. Ma da alcuni giorni, dall'antica chiesa è stata prelevata una delle statue di Sant'Antonio che, assieme ad un'altra tela sarebbero state consegnate dal delegato della Curia ai laboratori di restauro affinché la stessa non venga esposta a danni inimmaginabili. Un'altra statua, quella che i devoti portavano ogni anno in processione, ancora per poco tempo troverà albergo nella chiesa dei Cappuccini, da cui dovrà essere trasferita per il programmato restauro della chiesa di San Francesco. «Siamo al paradosso - spiega una fedele - la chiesa di Sant'Antonio rischia di crollare, e nell'attesa, per evitare che le opere rimangano vittime di un crollo, iniziano ad essere asportate, ma del restauro delle mura nessuno parla più». La chiesa infatti sembra finita nel dimenticatoio. Si mormora che qualcuno abbia chiesto al Comune di Sezze, più di un anno fa, di decretarne lo stato d'inagibilità per permettere un intervento d'urgenza prima del crollo. Ci si chiede perché la richiesta d'inagibilità non sia stata avanzata ai Vigili del Fuoco? E la Prefettura è stata informata del rischio incipiente? Da allora, solo nel corso della processione del 13 di giugno si ha l'opportunità di poterla visitare. «Ma - apre le braccia un testimone sconsolato - in Italia, si sa come vanno queste cose…». L'appello del Pontefice a Sezze non è ancora arrivato. Qui per il restauro basterebbero 500-600 mila euro. Cosa si attende? L'esterno della chiesa è profanato dai vandali, le antiche pietre coperte da scritte inutili di adolescenti annoiati e da anni, nessuno impone una video sorveglianza per scoraggiare i più testardi, né chiede pubblicamente di astenersi da gesti simili, magari offrendo altre pareti pubbliche per esprimere il proprio disagio a quella tribù che ha fatto del cortile della chiesa di Sant'Antonio il luogo delle privato del proprio disagio. Una chiesa nel centro del paese, può essere lasciata nel pieno degrado strutturale ambientale e visivo? |