QUESTIONI DI STILe

       Setina Civitas lancia l'allarme Setina Civitas

Sezze, 16 ottobre 2004

a cura di Setina Civitas

La Compagnia dei Lepini dice NO

alle associazioni di volontariato

Secondo gli aderenti al Circolo Culturale Setina Civitas, impegnati in progetti di riqualificazione dei tesori ambientali e storici,  alla Compagnia dei Lepini non hanno alcuna stima delle associazioni di volontariato presenti sul nostro territorio, e non intendono renderle partecipi del piano di rilancio turistico. Questo contravvenendo lo spirito del Progetto STILe e i dettami del DOCUP che invece privilegia il Bottom-up, ovvero un approccio dal basso verso l’alto delle iniziative. Questo permetterebbe il cambiamento di mentalità necessario al rilancio del turismo, in stretta relazione con lo sviluppo dell’artigianato e del settore agro-alimentare. Ed il cambiamento di mentalità, affermano a Setina Civitas, non può che passare per la componente sociale più sensibile: ovvero le associazioni del volontariato che detengono molto della storia e della cultura di questi luoghi.

Ricordiamo che La Compagnia dei Lepini è nata per gestire le risorse pubbliche messe a disposizione della Comunità Europea (circa 40 milioni di euro da investire tra il 2000 e il 2006), e che STILe è il progetto di riferimento grazie al quale la Regione Lazio ha ottenuto i finanziamenti. Primo compito della Compagnia era quello di far conoscere il progetto, secondo le direttive comunitarie, instaurando un rapporto di cooperazione con tutte le realtà sociali esistenti nel comprensorio dei Monti Lepini.

Era: infatti, dopo l’approvazione del progetto STILe avvenuta nel gennaio del 2000, si è costituito il gestore denominato “Compagnia dei Lepini”. Il gestore, conoscendo i tempi di attuazione progettuali riferiti al quinquennio 2001 - 2005, avrebbe dovuto instaurare presto un rapporto di fiducia con la popolazione, avviando una serie di azioni per preparare il campo alle forme di turismo da sviluppare. Tutto questo non è stato fatto, -STILe, secondo Setina Civitas, resterà nei sogni di pochi appassionati. - Ed è un vero peccato che peserà sulle coscienze di chi non ha saputo cogliere una importante occasione di rivincita sociale e storica per il territorio dei Lepini. Si, solo un peso sulla coscienza per tutti gli amministratori pubblici, infatti: il team di esperti che ha redatto STILe, nell’elaborare le ipotesi finali, al “Terzo Scenario  conclude scrivendo:

 

  La Compagnia dei Lepini non affronta professionalmente il cambiamento. Le divisioni politiche , le tentazioni autonome costringerebbero la Compagnia ad adattare questo programma alle normali attività municipali senza implementazioni. Il Programma finirebbe per mettere in difficoltà la Compagnia. In questo scenario viene meno la fiducia e quindi non si rinnova l’offerta, mentre la comunicazione rimane debole e frammentata. Senza risorse e accordi neppure l’accoglienza fa passi avanti. L’area rimane passiva, guarda l’evolversi del sistema turistico nazionale, ottiene qualche beneficio drenando turisti dal serbatoio romano, ma non accetta le sfide e si chiude su vecchie posizioni. In pochi anni le 3 o 4 località leader all’interno del sistema si rafforzano, mentre le altre si appannano. (paragrafo  riportato integralmente dal progetto STILe)

Non è la prima volta che Setina Civitas denuncia ritardi ed incongruenze nella gestione del Progetto STIle e, in più di un’occasione è stato detto che si è perso molto tempo, ma c’è ancora più di un anno per tentare un recupero. Così è alla coscienza civica degli abitanti dei monti Lepini e a quella di chiunque possa dare il proprio contributo sociale che Setina Civitas rivolge il suo appello, per non lasciare che una grande occasione non diventi l’ennesimo rimpianto.

Il CIRCOLO CULTURALE SETINA CIVITAS parla in definitiva di Cultura negata e di sviluppo sociale compromesso. Un messaggio chiaro, terso, limpido, pulito, candido e senza giri di parole, logico e senza strane storie da dover spiegare, solo fatti,  eppure qui non basta.

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