Il Visciolo

progetto per la riscoperta e valorizzazione

 

Venerdì 23 gennaio 2009, alle ore 17.30 presso la Scuola Elementare di Via Melogrosso, si è tenuto il convegno dal titolo “Un progetto per la riscoperta e valorizzazione del visciolo”, promosso dall’Assessorato ai Settori Produttivi del Comune di Sezze.

"La valorizzazione del territorio parte dal rilancio delle tipicità". E’ con questo obiettivo che parte il progetto per la riscoperta e la valorizzazione del visciolo, frutto che è alla base delle tipiche paste della tradizione setina.

All’incontro hanno partecipato: il Sindaco Andrea Campoli, l’Assessore ai Settori Produttivi Sergio Di Raimo, il Presidente della Commissione Agricoltura Luciana Lombardi, i Consiglieri regionali Domenico Di Resta e Claudio Moscardelli, il Presidente dell’Astral Titta Giorgi ed il Biologo - Ricercatore Sergio Tresca. Assente per impegni l’Assessore all’Agricoltura della Regione Lazio Daniela Valentini.

L’iniziativa, voluta fortemente dal Consigliere Enzo Eramo, è finalizzata a rivalorizzare questo prodotto tipico locale. Aprendo l'incontro  il Sindaco Andrea Campoli ha dichiarato: "Si tratta del primo passo verso iniziative di rilancio delle vocazioni e tradizioni del nostro paese in un ottica di sviluppo economico ambientalmente compatibile con le caretteristiche del territorio stesso".
"L’obiettivo che ci prefiggiamo di raggiungere - ha dichiarato l’Assessore Di Raimo - è di interessare i cittadini e gli imprenditori locali ad attivare nuove coltivazioni del visciolo. Nel territorio setino, infatti, vi è una gran quantità di terreni incolti, in particolare nella Conca di Suso, su cui un albero come il visciolo, di temperamento selvatico e molto resistente, potrebbe attecchire e dare i suoi frutti. Pensiamo alla possibilità di creare un consorzio che possa gestire la commercializzazione di questo prodotto intorno al quale si potrebbe creare anche un evento, così come è accaduto per il carciofo romanesco, che possa avere una ricaduta socioeconomica positiva sia in termini di immagine che di possibilità di lavoro. Dopo l’incontro di venerdì è nostra intenzione attuare, anche con l’ausilio dell’Ente Regionale, degli interventi volti a sostenere dal punto di vista economico e professionale coloro che saranno interessati al progetto".

Sul senso del progetto è intervenuto anche il Consigliere regionale Di Resta: "Si tratta di una iniziativa importante per riscoprire un prodotto tipico e costruire le condizioni dello sviluppo delle realtà locali. Dal punto di vista produttivo - continua Di Resta - e più importante perché intorno si possono creare le condizioni di riappropriazione del proprio territorio. Lo sviluppo fondato sulle tipicità va sostenuto - conclude Di Resta - e come Regione lo sosterremo, anche attraverso un progetto più organico per il rilancio turistico del territorio".

L'Amareno (Prunus cerasus), detto anche Visciolo o Amarasco, è un arbusto o albero alto dai 2 agli 8 metri con chioma piramidale e foglie dalla lamina di 5-8 cm e picciolo più piccolo rispetto al Ciliegio, solo 3 cm.
Il tronco è eretto e con corteccia liscia caratterizzata da striature orizzontali. Fiorisce poco prima del Pesco, solitamente in zone collinari o pianeggianti ciò si verifica intorno al mese di aprile, mentre in zone montane avviene più tardi, verso maggio-giugno.I fiori sono del diametro di 2-3 cm con petali bianchi, in piccole ombrelle di 2-4 elementi su peduncoli di 3-4 cm. I frutti sono retti da un peduncolo corto e sottile e hanno forma sferica di 10-15 mm. Sono di colore rosso vivo che scurisce con la maturazione. La buccia è sottile e racchiude una polpa molto succosa di sapore acido-amarognolo che si addolcisce a maturazione avanzata. Al centro del frutto vi è un nòcciolo di forma sferica e di colore chiaro che racchiude una mandorla dal sapore amarognolo.