>>> 22 dicembre 2014 comunicato stampa LE SCAMPAGNATE ATTO 6 D'altronde lui stesso si definisce nel sottotitolo ‘no lavannaro, ossia uno che non si fa gli affari suoi, uno che ascolta, dice la sua, spettegola, parla di tutto filosofeggiando con sconfinamenti nella psicanalisi. Le trentasette «scampagnate» - così chiamate anche perché ricordano il cognome dell’autore - stavolta sono tutte inedite e anche se lo stile e la struttura sono simili a quelle dei precedenti volumi, in questo nuovo lavoro l’autore ha privilegiato le questioni politiche rispetto a quelle economiche. Come sempre le ha riportate in ordine cronologico, raggruppandole per argomenti. Sono quattro i capitoli presentati con le consuete tredici righe ciascuno. Il primo ne contiene tredici: partono da una curiosità (i vincoli di parentela di alcuni politici) e si soffermano sulle vicende dei maggiori partiti locali e i successi e gli insuccessi di alcuni loro rappresentanti. Le nove del secondo sono dedicate allo scandalo dei fondi ai gruppi politici del Consiglio regionale e al voto locale delle Regionali e Politiche del 2013 e a quello delle Europee del 2014. Mentre le dieci del terzo sono incentrare tutte sulle ultime tre tornate delle Comunali. Infine, come nelle precedenti raccolte, le cinque dell’ultimo capitolo trattano i temi dell’economia pontina: in particolare, il perdurare della crisi in cui versa e la mancanza di prospettive. Oltre che raccontare fatti, Campagna allo stesso tempo fornisce una chiave di lettura degli stessi. Va oltre la cronaca per entrare nella testa dei protagonisti, per capire perché si fanno detreminate mosse o scelte. Il libro, infine, è zeppo anche di previsioni risultate poi tutte azzeccate. 21 novembre 2014 comunicato stampa Mostra Fotografica Antologica di Franco Fontana La mostra rimarrà visibile presso i locali di Factory10 fino al 07 Gennaio 2015. L’Associazione
Fotografica Factory10 porta per la prima volta nel territorio pontino l’evento
dedicato al grande fotografo italiano. L’associazione Fotografica Factory10 è onorata di ospitare la Mostra Antologica di Franco Fontana, riuscendo a portare per la prima volta nel territorio pontino un evento dedicato al grande fotografo.
Definito
il “Maestro
del colore”,
Fontana ha cominciato a dedicarsi alla fotografia negli anni Sessanta
divenendo prestissimo un affermato autore del colore. La sua è stata
una scelta controcorrente: il colore vivo, passionale e popolare in una
contrapposizione ideale con la fotografia "alta" in bianco e
nero. Una
scelta che lo ha portato alla notorietà internazionale:
i colori squillanti, vivi, reali e astratti nello stesso tempo, l’esaltazione
di strutture geometriche essenziali sono ormai una firma inconfondibile
del Maestro. Nella
sua fotografia ha inventato un proprio linguaggio, diventando sempre più
un
mago di quel colore che, senza artifici e filtri, senza alcun processo
alterante, sconvolge e cattura lo spettatore lasciandolo inerme e rapito. Franco
Fontana si è così
affermato
in un contesto internazionale che lo ha adottato come esempio di stile e
di ricerca artistica. Nella sua carriera ha partecipato a più di
400 mostre personali e di gruppo, le sue opere sono esposte in tutto il
mondo (Stati Uniti d’America,
Europa, Medio Oriente, Giappone, Australia, Cina, America Latina, Russia…)
in collezioni pubbliche e private. Collabora con riviste di tiratura
internazionale realizzando campagne pubblicitarie per marchi di assoluto
rilievo. Workshop e conferenze in ogni angolo del mondo, collaborazioni
con i Ministeri della Cultura francesi e giapponesi completano un
curriculum che lo rende, senza alcun dubbio, uno dei più grandi
Maestri della Fotografia Italiana ed Internazionale. Nella
Mostra antologia, delle serie fotografiche più
rappresentative
della carriera del grande fotografo, saranno presenti i temi più
cari
al maestro: i paesaggi agresti e marini con i profili e le linee
orizzontali che tagliano in due il fotogramma - gli scorci di Praga, New
York e delle altre città
in
cui il fotografo ha vissuto, estraniati dal contesto e resi fulminee
esplosioni di colore. Un
evento imperdibile non solo per gli appassionati di fotografia; l’opera
di Fontana è trasversale,
prescinde gli schemi e le regole diventando universale. E’ design,
pittura, ricerca, sperimentazione, fotografia, comunicazione e molto altro
ancora. E’ Arte! L’appuntamento
è quindi
per Domenica 23 novembre, alle ore 18.00, presso l’Associazione
Factory10 (Via dei Boi, 10 - 04100 Latina) per la serata inaugurale dell’evento. La
mostra rimarrà visibile
presso i locali di Factory10 fino al 07 Gennaio 2015. Franco
Fontana
- (Modena, 9 dicembre 1933) è un
fotografo e scrittore italiano. Comincia a fotografare nel 1961 svolgendo
ricerche estetiche su diversi temi. Molto rilevanti saranno quelle
dedicate all'espressione astratta del colore. Nel 1963 espone alla Terza
Biennale Internazionale del Colore a Vienna; l'anno dopo Popular
Photography gli pubblica, per la prima volta, un portfolio. La sua
complessa attività e
il rilievo internazionale della sua produzione possono essere riassunti in
alcune cifre: Gli sono stati dedicati oltre 40 libri pubblicati da editori
italiani ed internazionali; ha esposto in musei pubblici e gallerie
private con oltre 400 mostre personali e di gruppo; le sue opere figurano
in importanti collezioni pubbliche e private in tutto il mondo. Nel 2006
ha ricevuto la laurea honoris causa in design dal Politecnico di Torino. FACTORY10
è un’associazione
culturale che nasce a Latina a gennaio 2010 con l’obiettivo
di diffondere la fotografia come forma d’espressione
artistica e ricerca personale. Dalla sua fondazione Factory10 è sempre
cresciuta mettendo a disposizione dei propri soci ampi spazi per attività
formative,
seminari, incontri con autori affermati ed emergenti, mostre ed
esposizioni, eventi legati al mondo della fotografia, del cinema e delle
arti visive, stampe Fine-Art di incredibile bellezza, noleggio sala pose
con attrezzature professionali e molto altro. Tutto questo grazie all’impegno
ed al sostegno dei soci che contribuiscono, ogni giorno, a rendere
Factory10 sempre più grande!
Info www.factory10.it
Factory10
si trova a Latina in via Boi,10 Ufficio
stampa Factory10 Associazione Culturale Daniele
Del Vecchio 346-5399023 email: info@factory10.it 24 ottobre 2014 comunicato stampa I° Festa per Graziella Di Prospero Domenica 26 ottobre dalle 19.00 - con concerto dalle 20.30 presso S.Cu.P.! Sport e Cultura Popolare, via Nola 5 (San Giovanni), Roma BAR attivo dalle 19.00 Hosteria (dedicata alla cucina laziale) attiva dalle 20.00 Ingresso a sottoscrizione (min. tre euro) in sostegno di S.Cu.P. La serata è dedicata alla figura e all'opera di Graziella Di Prospero, importante cantante, ricercatrice e testimone della musica tradizionale del Lazio, in particolare dell' area dei Monti Lepini di cui era originaria; proprio in questi giorni ricorre il primo anniversario della sua scomparsa.
Femminista, militante, compagna fuori dagli schemi, Graziella Di Prospero resta attiva fino agli anni ottanta, realizzando in collaborazione con il compagno Giorgio Pedrazzi tre registrazioni per la Cetra Folk, edite ad oggi solo in vinile, che restano quali pietre miliari per coloro che proseguono sulla sua scia di ricerca e di esecuzione. Si sta lavorando, in collaborazione con Squilibri Edizioni, alla pubblicazione di una sua biografia con Cd allegato con brani sia editi che inediti, oltre alla pubblicazione di una tra le più importanti ricerche sulle musiche tradizionali del Lazio svolta negli anni ’70 da Graziella Di Prospero e Giorgio Pedrazzi. La Rai Regione all'inizio degli anni ottanta realizzò alcuni video su Graziella e sulla sua ricerca con interviste ad alcuni testimoni, musicisti e poeti di un mondo rurale che ora non c'è più. Il suo lavoro ha ispirato moltissime formazioni musicali di folk revival, oltre a vari artisti a livello nazionale, e gode oggi di un rinnovato interesse da parte di musicisti e gruppi di musica folk e rock legati alla cultura romana e ad un nuovo approccio al dialetto romanesco, anche a seguito del rinnovato interesse verso la musica popolare e le sue attuali nuove evoluzioni. L’ evento in programmazione oltre a rendere omaggio a Graziella, auspica la creazione di un archivio e riedizione digitale sia del materiale di ricerca originale sia dei suoi lavori artistici, ma nasce anche per sottolineare l'importanza della conservazione, valorizzazione e fruizione di un pregiato patrimonio culturale, sottolineandone la sua "biodiversità", sia rispetto all'ambito urbano che regionale. DOMENICA 26 ottobre dalle 19.00 - concerto dalle 20.30, presso S.Cu.P.! Sport e Cultura Popolare, via Nola 5 (San Giovanni), Roma, in un clima conviviale e festoso, con musica e memorie di musicisti, amici ed operatori del settore, con il concerto improntato all'esecuzione di brani esclusivamente tratti dal meraviglioso repertorio della stessa Graziella Di Prospero. La Sala Quattro Colonne di Scup verrà allestita con panche e tavoli, con servizio dell' Hosteria e del BARricata. La cucina sarà ispirata ai piatti tipici popolari del Lazio. In esposizione materiale fotografico su pannelli, banchetti di libri, cd, vinili, e strumenti musicali in esposizione ed in vendita. Nella sala Parquet di Scup verrà proiettato dalle ore 19.00 il video “ITINERARIO DELLA MEMORIA” (durata 60 minuti circa), di difficile reperimento, con Graziella Di Prospero quale voce guida in uno scorcio fra paesaggi ed interviste a personaggi di Sezze ed aree limitrofe, con esecuzione di brani del suo repertorio e tradizionali. Dalle 20.30 in sala Quattro Colonne Partecipano: Sara
Modigliani accompagnata da
Pino Pontuali, Felice Zaccheo e Gabriele Modigliani I
Canusìa - Sezze Il
Mantice - Latina BandaJorona Alessandro
Mazziotti alla zampogna Enzo
Lucarelli - Segni Pino
Pontuali all'organetto Gli
improvvisatori in ottava rima - Bacugno Donato De Acutis e Giampiero
Giamogante Piero
Brega e Oretta Orengo Inoltre
sono invitati: Luigi
Zaccheo, ex sindaco di Sezze; Vincenzo
Santoro, responsabile settore cultura dell'ANCI - Associazione Nazionale
Comuni Italiani; Giorgio Pedrazzi, il compagno; Claudio Vedovati, Scuola Popolare di Musica di Testaccio; Domenico Ferraro, Squilibri Edizioni. S.Cu.P.! Sport e Cultura Popolare, via Nola 5 (San Giovanni), Roma SCUP, acronimo di sport e cultura popolare, è uno spazio liberato a San Giovanni da istruttori qualificati e precari che credono nello sport popolare, cioè nello sport fatto al di fuori delle logiche del profitto. Continua dopo due lunghi anni la battaglia in favore della difesa degli spazi comuni e del patrimonio condiviso. SCUP è una palestra, biblioteca, sala studio, hosteria, bar, uno spazio bimbi, una radio, uno sportello psicologico, un laboratorio culturale sempre in fermento. Lo spazio è facilmente raggiungibile con la metro da Re di Roma o San Giovanni, o con i mezzi da Santa Croce/Porta Maggiore - o via La Spezia/via Taranto. 4 ottobre 2014 comunicato stampa Associazione Powerfriends presenta:
Latina Comics 2014
Quindi cosa aspettate?
Viaggiate nel tempo insieme a noi… PROGRAMMA 22 settembre 2014 comunicato stampa Dario
Petti vince, ex equo, il premio Fiuggi Storia Lazio Meridionale 2014 Dario
Petti, giornalista e appassionato ricercatore di storia del territorio
pontino, con la nuova edizione de “La Palude Rossa”, di Annales
edizioni, si è aggiudicato la V^ edizione del premio Fiuggi Storia
sezione Lazio meridionale, vinto ex aequo con Giuseppe D’Onorio,
professore di storia e filosofia, già sindaco di Veroli, autore del libro
“Hoc Opus” sulla storia delle campane e dei campanili di Ferentino. Il
premio, voluto dal compianto professor Piero Melograni, è una sezione del
Premio Fiuggi Storia nazionale che quest’anno verrà consegnato con una
solenne cerimonia in Campidoglio alla fine di ottobre. Queste
le motivazione della giuria, presieduta dal giornalista e storico Pino
Pelloni: “Il lavoro di Dario Petti ci offre l’importante racconto della
storia del movimento operaio e delle lotte contadine nel territorio dei
Monti Lepini e dell’Agro Pontino attraverso la biografia del professor
Temistocle Velletri (1868-1940) primo sindaco socialista di Sezze e
pioniere del socialismo Lepino e di sua moglie, la maestra Clementina
Caligaris originaria di Vercelli che nel 1945 sarebbe stata una tra le
prime tredici donne italiane ad entrare nella Consulta nazionale per la
Costituente. La sua è stata una ricerca accurata delle fonti
bibliografiche attraverso archivi ed emeroteche, che ha restituito la storia di un periodo della nostra Italia da pochi
conosciuto e per anni tenuto nell’oblio”.
Un riconoscimento è andato anche all’Associazione Antares di Piedimonte San Germano per il documentario “Dopo Cassino, Piedimonte San Germano”, realizzato in collaborazione dello Studio Joker Image di Udine. Il filmato verrà presentato in anteprima a Piedimonte il prossimo 28 settembre. La cerimonia di premiazione, tenutasi sabato 20 settembre nella Sala Consiliare del Comune di Fiuggi alla presenza dell’Assessore alla cultura Alessandro Terrinoni, è stata preceduta dalla commemorazione del 144° anniversario della Breccia di Porta Pia tenuta da Pino Pelloni, Marco Cecili e Pietro Benezzi e dalla proiezione di un estratto della videointervista “La mia guerra” di Erio Alessandri. Cronaca di un'Utopia I
primi quindici anni di attività della Cooperativa Bassiano 1/ 2 agosto 2014 29 luglio 2014 Ufficio Stampa Utopia 2000 Da Sezze a Gualdo Cattaneo e Spello passando per Roccagorga, Cori e Bassiano. Eccolo il cammino dei primi quindici anni di attività della Cooperativa Utopia 2000onlus. Alla “cronaca” di questo cammino la stessa Cooperativa dedica la due giorni che si svolgerà a Bassiano il 1 e 2 agosto (si allega il programma della manifestazione). Da ricordare che a Sezze Utopia2000 ha ancora la sua sede legale, mentre a Cori gestisce l’asilo comunale “Il Bruco Verde” e la scuola per l’infanzia e a Bassiano opera con il Gruppo appartamento per minori ospitato nell’ex Ostello della Gioventù e la gestione del Parco “Achille Salvagni”, al cui interno è stata realizzata la Locanda dell’Utopia, uno dei primi locali “etici” sorti in Italia. Invece a Gualdo Cattaneo e a Spello, in provincia di Perugia, a dicembre dell’anno passato la Cooperativa ha aperto due nuove strutture: la Comunità educativa per minori e la Comunità per bambini con genitori. E proprio da qui, dall’Umbria, è già ripreso il “viaggio” che ha consentito alla stessa Cooperativa di conquistare i vertici dell’imprese italiane del Terzo settore: in autunno è prevista l’apertura di un’altra struttura a Todi e prima della fine dell’anno sbarcherà a Vimodrone, in provincia di Milano, con un progetto che coinvolgerà l’Amministrazione comunale in una serie di interventi socio-educativi-ricreativi-culturali. Infine, per quanto riguarda i Monti Lepini, Utopia2000 mira ad allagare le sue attività sul territorio partendo dall’esperienza del “Borgo Solidale” di Bassiano, il progetto di un nuovo modello di sviluppo locale basato sull’economia sociale che in questi anni ha richiamato l’attenzione degli esperti del settore, dei vertici nazionali della LegaCoop e di parecchi amministratori locali che si sono dichiarati pronti a replicarlo, il progetto, nei propri comuni. Progetto - è bene sottolineare - che oltre alla ridistribuzione della ricchezza e del lavoro e al superamento così delle disuguaglianze, punta attraverso il confronto, la condivisione, la contaminazione e il coinvolgimento della collettività, alla costruzione del bene comune. Proprio per raggiungere quest’obiettivo, la Cooperativa ha sposato il for benefit - tra le prime a farlo in Italia - e ha iniziato così a produrre benefici e vantaggi per tutta la collettività. Quindi ha promosso da una parte una serie di iniziative (le Notti dell’Utopia, Stradaria, il Laboratorio di scrittura e stampa, la casa editrice Nuove edizione aldine, il Premio letterario Del Cortegiano dedicato ad Aldo Manuzio, la Fiera dei piccoli editori, il progetto della Cesa dei frutti dimenticati, la rivista Noi/Altri, i convegni nazionali sul Terzo Settore, i corsi formativi, la Festa dello sport sociale, il progetto del Centro documentazione sulla musica popolare dei Monti Lepini dedicato a Graziella di Prospero, Solidarium e Parole&Pentole) e dall’altra parte si è aperta alla collaborazione con altri soggetti territoriali (associazioni, onlus, cooperative, imprese, enti, attività commerciali e gruppi sportivi e culturali) mettendo a disposizione le proprie strutture e canalizzando proprie risorse per la realizzazione degli interventi concordati. Diversi rappresentanti di questi soggetti territoriali parteciperanno “Alla Tavola della solidarietà” in programma domenica 2 agosto alle 13. A proposito poi di alcuni eventi sopra riportati, come le Notti dell’Utopia, la Festa dello sport sociale e il convegno sul Terzo settore, queste ultime due si sono già svolte a Spello, ad aprile, nella splendida cornice di Villa Fidelia, durante Solidarium, la rassegna ideata, pensata e realizzata per le comunità di quei territori. Mentre le Notti dell’Utopia si terranno, ad ottobre, sempre in Umbria per tornare il prossimo anno nei luoghi dove sono nate insieme a Stradaria, al Premio letterario Del Cortegiano e alla Fiera dei piccoli editori. Probabilmente poi emigreranno un’altra volta in base agli obiettivi imprenditoriali da raggiunge e per rafforzare l’azione complessiva della stessa Cooperativa. Circa la musica popolare invece, per il prossimo autunno Utopia2000 ha programmato una grande manifestazione che si terrà a Sezze e sarà l’occasione per avviare la realizzazione dello stesso Centro di documentazione. E sempre in autunno, partirà poi il Laboratorio teatrale nel Teatro comunale di Gualdo Cattaneo. Infine Cronaca di un’Utopia, questa nuova rassegna, si ripeterà ogni anno allo scopo non solo di raccontare il cammino del passato, ma soprattutto di indicare il percorso del futuro, così come verrà fatto con la presentazione, la mattina del 2 agosto, del progetto “Dal borgo solidale all’isole solidali”. Ma anche per continuare a contribuire alla crescita del territorio, per cercare di liberarne le energie e favorire il cambiamento, con appuntamenti che vanno dai dibattiti sui temi dello sviluppo locale agli spettacoli, dalla presentazione di libri agli incontri enogastronomici, dalle mostre alla musica. Comune di Carpineto: approvato il bilancio di previsione 11 luglio 2014 Ufficio Stampa
Comune di Carpineto Romano - foto di Vincenzo Polidori
Entrando
nel dettaglio, vista la particolare crisi economica, non sono state
aumentate le tasse e le tariffe comunali, ad esclusione di un lieve
adeguamento al tasso d’inflazione registrato nell’ anno 2013; per
quanto riguarda le tariffe TASI, è stato approvato un apposito
regolamento che prevede esenzioni e detrazioni per le famiglie con redditi
più bassi e la totale esenzione per le attività produttive.
Il Bilancio ha previsto una serie di investimenti nel campo delle
opere pubbliche, delle politiche sociali, formative, culturali ed
ambientali ed è stato riconfermato il livello dei servizi erogati alla
cittadinanza. L’Amministrazione comunale ha scelto di sostenere le
giovani coppie con servizi, come l'asilo nido, mensa scolastica e lo
scuolabus ed ha attivato il bonus bebè per i nati nel 2014. Il
Comune è capofila del Piano di Zona per l’integrazione socio-sanitaria,
impegnato ad erogare importanti servizi come il Centro Diurno
socio-educativo per persone diversamente abili, il Servizio Integrato
disabili gravi, l’Assistenza Domiciliare Integrata, il trasporto per
anziani e disabili, i progetti per la prevenzione sanitaria, per
l’integrazione sociale e per la tutela dei minori ed anziani in
difficoltà. Anche i servizi a carattere socio-culturale (Musei, sostegni
alla scuola, Biblioteca, Ludoteca Impiantistica sportiva etc.), compreso
un rapporto consolidato con il mondo del volontariato, continuano ad
essere assicurati e sono ormai patrimonio dell’intera comunità. “Il Comune di Carpineto Romano nonostante la situazione difficile per la
finanza locale ha approvato un Bilancio sano, redatto nell’osservanza
delle norme di Legge, che rispetta i principi di coerenza, attendibilità
e congruità” conclude il Sindaco Battisti “Crediamo
che questo Bilancio di Previsione, così presentato, offra una prospettiva
d’insieme, nella quale emerge la nostra volontà di continuare a puntare
sul valore delle nostre forze presenti sul territorio, sul volontariato;
di promuovere la cultura, il turismo, la sostenibilità dell’azione
rivolta verso l’economia, il rigore nel rispetto dei conti, un rigore
che sa però mostrare anche il suo lato umano nella difesa del più
debole. Voglio ringraziare l’Assessore al bilancio Enrico Battisti e il
dott. Massimo Santucci con tutto l’Ufficio ragioneria per il lavoro
fatto. Penso che, in questa delicata fase storica, l’impostazione data a
questo documento economico sia una buona base di partenza per il futuro
del nostro paese”. 4 luglio 2014 Ufficio Stampa
Comune di Carpineto Romano Estate
Carpinetana, eventi del mese di luglio Con
il ricordo di due amici, si apre domani l’ “Estate carpinetana” che
animerà le vie e le piazze di Carpineto Romano fino alla fine di Agosto.
“Quest’anno abbiamo puntato molto sul senso della comunità, sulla
cultura e sullo sport” dice il neo assessore alle politiche
culturali e turismo Noemi Campagna nel corso della presentazione della
manifestazione “coinvolgendo i giovani e le Associazioni culturali di
Carpineto Romano e dell’area lepina in misura ancora maggiore rispetto
al passato anno. Abbiamo cercato di coinvolgere negli eventi ogni fascia
della popolazione, partendo dai più piccoli con la Caccia al tesoro nelle
vie del centro storico”. La
prima iniziativa “RicordandoCì” si svolge oggi 5 luglio
con giochi, premiazione di un concorso letterario che ha coinvolto i
ragazzi delle scuole medie e il concerto degli Exile, cover
band dei Rolling Stones. Sempre presso il campo sportivo, domani 6
luglio, ci sarà la gara equestre di qualifica al Pallio 2014. La
settimana prossima è la volta della VIII° edizione del “Festival
Internazionale del Folklore” con gruppi provenienti dalla
Polonia, dal Senegal e dall’Italia. Nella seconda parte del mese si
svolgerà “Summer edition 2014”, torneo di calcio a 5,
partirà il primo concorso fotografico amatoriale “scatti
d’estate carpinetana” e grande spazio sarà dedicato
alla musica con il V° “Jazz Fest”, al teatro e
all’arte con le installazioni di Katia Briganti e la personale
del maestro Bruno Donzelli, autore dell’arazzo del Pallio 2014
presso la “Bottega d’Arte La Girandola” che la notte del 26 luglio
sarà svelato alla cittadinanza e ai turisti nel corso della cerimonia
dell’imbussolamento. Con i primi di agosto ecco la Festa della
Montagna e l’inizio delle Feste Propiziatorie per
i rioni. “Arte,
musica, teatro e sport si uniscono alla tradizione e alle radici storiche
del nostro territorio e del nostro paese” conclude il sindaco Matteo
Battisti “il mix che abbiamo proposto per l’estate 2014 tende ad
elevare lo spessore della nostra manifestazione, ponendo Carpineto come un
punto di riferimento per chi abbia desiderio di trascorrere un estate in
modo nuovo e coinvolgente. Ringrazio tutte le Associazioni culturali e i
giovani che hanno aderito alla manifestazione, offrendo proposte culturali
di notevole spessore ed il loro impegno affinché l’Estate carpine tana
ed il Pallio della Carriera ricevano sempre nuova linfa vitale. E
soprattutto ringrazio il maestro Bruno Donzelli che, accettando di
dipingere l’arazzo del Pallio 2014, ha impreziosito con la sua opera la
collezione dei Palli, una raccolta d’arte contemporanea veramente unica
in Italia”. 20 maggio 2014 comunicato stampa “DOPO DI NOI” VERSO LA FONDAZIONE L'amministrazione di Bassiano sta lavorando per il conseguimento di strutture da donare a tale scopo, come conferma il sindaco Guidi: "La forma giuridica di Fondazione, nel contesto sociale ed economico attuale, è quella che permette di essere più competitivi a livello economico per poter interagire sia con le istituzione che con gli istituti di credito per far si che si possano conseguire queste missioni filantropiche dettate sia dalla professionalità di esperti nel settore dell'assistenza sociale ma principalmente dalla passione che è quella che consente di affrontare questo problema, il "dopo di noi" inteso come vita dopo i genitori che nella nostra provincia attualmente non è tutelato a dovere". L'incontro, durato più di 2 ore e svoltosi con uno scambio di idee e progetti, è solo il primo e ne seguiranno a breve altri per la definizione e la costituzione della Fondazione. 17 maggio 2014 a cura del prof. Michele Santulli Giuseppe
Mazzini e la migrazione ciociara a Londra Entrare nel Museo Naz. Emigrazione al Vittoriano a Roma è come entrare in una sala da ballo: luci psichedeliche, musichette, macchinette video: cioè vi trovi tutto e in sostanza non vi trovi nulla o quasi: un museo ’nazionale’ dove curiosamente si fa iniziare la emigrazione solo dopo il 1870: emigrazione certamente, quella postunitaria, ma ancora di più un esodo, una diaspora, e non solo italiana, massimamente al di là dell’oceano, quasi una invasione, come è successo e sta succedendo oggi. La molla è sempre la medesima: fame e miseria. Ma emigrazione può essere ed è anche qualcosa di altro: non solo ricerca del pane ma anche, e a volte solamente, avventura, pionierismo, volontà di scoperta, una nuova patria, col sussidio di sacrifici enormi, di rinunce, pericoli: è il lontano occidente americano, il Far West, divenuto un mito e un paradigma, è la Terra Promessa degli Ebrei che fuggono dall’Egitto: molte motivazioni e impulsi. L’emigrazione autentica è quella che inizia cento anni prima del 1870. E questo fu la emigrazione dalla Valcomino: è vero, fame, miseria, aumento delle bocche da sfamare, soprusi e violenze dei signorotti e non solo, situazione non più sopportabile ma anche avventura, spirito libertario, aspirazione e nostalgia di una patria nuova e di un mondo nuovo e migliore: un flusso continuo iniziato alla fine del 1700 e riversatosi nell’altra parte del territorio cioè verso le Paludi Pontine, verso Terracina, Anzio, Nettuno e le cittadine sulla Via Appia, in particolare Velletri e, allo stesso tempo, verso Roma e verso le Alpi. E di questa autentica epopea vogliamo rammentare una componente, la più terribile, quella della vera e propria “tratta dei bambini”: i genitori che, in cambio di un po’ di soldi, affittavano, o vendevano, i loro figli, normalmente per un periodo di tre anni, a dei personaggi, i cosiddetti ‘padroni’, che si industriavano per portarli nelle grandi città e maggiormente in Francia ed Inghilterra dove li obbligavano ai mestieri più umili e duri: lustrascarpe, venditori per le strade di statuette di gesso e di santini o di altre immagini o di fiammiferi, sguatteri, facchini, mendicanti, suonatori di organetto, spazzacamini, in certe fabbriche, senza cure, senza pulizia, alloggiati in tuguri infimi, nella promiscuità e abiezione più ripugnanti. Un diplomatico italiano, del quale abbiamo parlato in un passato contributo, calcolò che di cento di questi infelici bambini, che verso la metà dell’Ottocento nella sola Inghilterra ammontavano a circa tremila, un cinquanta per cento moriva per le privazioni e gli stenti, un trenta per cento riusciva a fuggire e a liberarsi e un venti per cento proseguiva l’attività di sfruttamento appresa dai padroni. E questi bimbi malfamati sporchi e laceri per le vie di Londra rappresentavano un motivo di continua umiliazione e cruccio per i benpensanti e anche per gli organi dello Stato: Londra a quell’epoca, come anche oggi, era, come si dice, l’ombelico del mondo, la capitale del Commonwealth, una città ricca e perciò tale contingenza umana saltava particolarmente agli occhi: le età di questi sfortunati bimbi andavano dagli otto ai quattordici anni circa. Già Londra si era occupata di tale problema dei propri bambini alcuni anni prima grazie alle denunce puntuali di Charles Dickens attraverso i suoi famosi articoli e libri, ed aveva provveduto alla eliminazione della piaga ma ora si trovava di fronte quella rappresentata dai giovanissimi immigrati italiani, provenienti in quantità maggiore da alcuni paesini sperduti sulle montagne della Valcomino e in particolare da certe frazioni di Picinisco e di Villalatina o delle Mainarde oggi molisane. A quell’epoca nessuno conosceva la Valcomino, questo territorio appartato di Alta Terra di Lavoro che veniva confuso regolarmente con il concetto di ‘Abruzzi’. E fu un personaggio della Storia d’Italia, ancora non compreso pienamente nel suo alto valore e nel suo significato a seguito di una storiografia non di rado parziale e partigiana, stiamo parlando di Giuseppe Mazzini, che unico e solo e per primo si occupò fattivamente di questa infelice umanità abbandonata, preda dello sfruttamento e della disperazione. Tutti sanno che il patriota fu costretto all’esilio a Londra già dal 1837 e vi rimase per oltre trenta anni, fino al 1868, quattro anni prima della fine. E guardandosi attorno a poco a poco capì e si rese conto del fenomeno dello sfruttamento e della violenza cui venivano sottoposti questi bimbi abbandonati. E perciò decise di offrire loro l’unica arma possibile per un riscatto autentico e per l’affrancamento: l’istruzione, la cultura. E quindi a costo di ulteriori rinunce personali e con il sostegno di personaggi inglesi della cultura e dell’arte coi quali nel frattempo era entrato in contatto quali lo storico Thomas Carlyle, i poeti Rob. Browning e Algernon Swinburne, la vedova del poeta George Byron, il filosofo John Stuart Mill ed altri, fondò una scuola per questi bambini che venne aperta il 10 novembre1841, data anche questa da non dimenticare nella storia della emigrazione italiana soprattutto e principalmente ciociara, data che tra l’altro documenta e prova l’anacronisma dei motivi ispiratori del suddetto Museo Naz. della emigrazione. La scuola sorse in una zona a quell’epoca tra le più degradate di Londra a Hatton Garden, poi trasferita in una strada vicina, a contatto con il quartiere di Clerkenwell, abitato quasi esclusivamente da Italiani specie ciociari, dove in quegli anni sorse anche una chiesa italiana, la chiesa di San Pietro (1869-71), oggi ancora sul posto. La
scuola fondata da Giuseppe Mazzini si svolgeva solo la sera e vi si
insegnavano le discipline indispensabili all’apprendimento basilare. Le
lezioni si svolgevano anche la domenica e in questo giorno impartiva le
sue lezioni di cultura italiana lo stesso Giuseppe Mazzini. La scuola fu
seguita e patrocinata anche da Charles Dickens che ben conosceva i luoghi
dove aveva ambientato anche qualche sua opera quale per esempio ‘Oliver
Twist’: non è escluso che frequentassero la scuola anche i modelli che
a quell’epoca iniziavano ad arrivare a Londra quali
Angelo Colarossi e Alessandro De Marco, entrambi di Picinisco. La
scuola ebbe una lunga vita, sempre frequentata e seguita sia dagli alunni
sia dai promotori, durò venti anni. Ogni ricorrenza del dieci novembre
gli alunni e i promotori e gli insegnanti si riunivano e festeggiavano
lavvenimento. Se si desidera conoscere più approfonditamente questa
pagina di storia anche ciociara, allora raccomando la lettura di un
libretto scritto nel 1999 da un ricercatore della Unv. di Pisa, il Prof.
Michele Finelli: “Il prezioso elemento. Giuseppe Mazzini e gli emigranti
italiani nella esperienza della scuola italiana a Londra”. E dire che nella Ciociaria frusinate, a riprova ulteriore del degrado culturale e morale che l’attanaglia, non mi pare che vi sia un qualcosa, una via o una piazza, che ricordi gli emigranti ciociari e la loro lunga epopea per le vie del mondo. sotto- il prof. Michele Santulli
12 maggio 2014 comunicato stampa PER UNA CULTURA DEL “DOPO DI NOI” E LA REALIZZAZIONE DI STRUTTURE E SERVIZI 17 maggio 2014 ore 17:30 Auditorium Comunale di Bassiano
DOPO DI NOI 3 marzo 2014 a cura del prof. Michele Santulli Ciociaria: situazione storica eccezionale Con la scomparsa delle province questa regione storica italiana si trova
ora davanti ad un bivio di portata come suol dirsi storica, prima
inimmaginabile. Salvo le solite eccezioni alla regola,
quello che le province hanno rappresentato per il destino
dell’Italia si vede in giro, basta aprire gli occhi, se ancora si sa
leggere: quello che hanno rappresentato per la Ciociaria in particolare è
una catastrofe e uno sfacelo, in ogni settore della vita pubblica: ma la
sciagura più grande e il disastro maggiore sono stati la cementificazione
arrembaggistica e più che selvaggia dell’ambiente e del paesaggio,
togliendo e tagliando al futuro gran parte delle possibilità di
evoluzione attrattiva e
civile e produttiva. Chiediamoci:
l’edilizia scolastica, le strade, il turismo, la cultura che
più direttamente dipendono dalla provincia, si citi una sola
scuola, una sola iniziativa culturale
o turistica, una sola strada che non sia un immondezzaio o una pista
africana, esiste un solo punto di richiamo e di gratificazione? Zero
totale. Per non soffermarci sulla corruzione e sullo sperpero delle
risorse pubbliche. I dis-amministratori delle province ciociare
hanno tolto le spiagge, hanno tolto i pochi fiumi, hanno, e
continuano, a togliere le
poche campagne, hanno mandato in rovina o ignorato e negletto l‘ambiente
e il territorio, le antiche architetture. Hanno avvelenato le campagne. E
depravato gli animi; un disastro e
un massacro criminali perpetrati nella
indifferenza generale dei cittadini pur personalmente interessati e per
iniziativa beneaugurante, salvo le immancabili eccezioni, di politici
sciagurati e scellerati. Se si ha coraggio e responsabilità, ora il potere decisionale è in mano ai sindaci, sono loro che ora hanno l’onere della gestione del territorio e della vita pubblica, il loro ruolo si è grandemente qualificato e allo stesso tempo, ancora più determinante e risolutivo è divenuto il suffragio motivato dell’elettorato. Che cosa è dunque la Ciociaria? E’ l’immenso territorio che si estende a Sud dei Castelli Romani e partendo dai Monti Ruffi e Simbruini è racchiuso tra gli Appennini e il Tirreno e a Sud delimitato dal fiume Garigliano. Ai tempi di Augusto Imperatore era tutto un territorio fino a Napoli e si chiamava Campania, nel corso dei secoli si divide in due: Campania vera e propria e Campagna di Roma. Quest’ultima si innestava, sostituendolo, sull’antico concetto di Lazio o Latium che fino alla fine del 1800 non andava oltre la linea Tevere-Aniene. Poi nel 1927 e anni successivi tutto questo territorio fu ripartito tra le neo-costituite province di Frosinone e di Latina e della provincia di Roma: venne frantumata e sbriciolata una regione che per secoli e secoli, salvo che per la Terra di Lavoro settentrionale, era stata una e unica sotto una medesima autorità. Destini comuni e radici comuni secolari. La decomposizione completa è avvenuta in queste ultime decadi. Eppure è incredibile quante e quali
sono le prove e tracce, pur se non convissute, presenti sul territorio a
testimoniare e a provare questi secolari legami e vicinanze. Ora con la scomparsa delle province si
apre lo scenario della ricompattazione e riunificazione. I
tre Sindaci, di FR di LT e di Roma, se consapevoli e consci della
incredibile e inimmaginabile occasione
-nonché responsabilità- nelle loro mani, hanno la facoltà di
rimettere assieme e di ricostituire una unità
col nome di: Ciociaria che, si badi bene, non equivale a
un tornare indietro come se S.Pietroburgo la si volesse richiamare
Leningrado o l’Iran tornasse a essere Persia o la Thailandia il
Siam: infatti ’Ciociaria’
è una proiezione del passato nel futuro: essa non è mai esistita come
entità amministrativa o politica o geografica o di altra natura però è
stata la regione ideale che dagli
Appennini al Garigliano all’antica Via Appia ha tenuto assieme e
contraddistinto folkloricamente e,
pare incredibile, culturalmente tutto il territorio, anche grazie
agli apporti di vario genere causati e arrecati
dalla persistente e continua immigrazione stagionale o stanziale
soprattutto dalle località della Valcomino e del Cassinate, unificante e
omologante: ‘Ciociaria’
concetto ideale e spirituale, al di sopra delle parti, suscettibile
di spegnere sul nascere tutte
quelle discussioni e amenità e insensatezze e diatribe che si andrebbero
inevitabilmente ad innestare e innescare a proposito della preminenza
o del ruolo di prima donna -perché di ciò si tratta- di LT o di
FR o anche di Roma: si immagini, inoltre, che cosa sarebbero capaci di
ingarbugliare i politici
nostrani dei quali per decenza non facciamo nemmeno i nomi. Chiamare
col nome di ‘Ciociaria’ l’antica compagine territoriale oggi
smembrata in tre province
non si farebbe che ripristinare quanto la Storia ha
tenuto assieme per secoli e secoli in perfetta armonia e simbiosi. Si
aggiunga altresì che
probabilmente questo è il solo territorio in Italia ad essere sprovvisto
di un connotato storico, una
denominazione propria: le Langhe, la Capitanata, il Salento, la Lunigiana,
il Cilento ecc. e qui da noi? Senza identità e senza storia: il
nome Ciociaria,
“questa nobile regione matrice di Roma”, darebbe finalmente un
connotato uniforme e storico e conosciuto al territorio oggi anonimo e impersonale. Quindi un solo passato comune, un solo
avvenire comune, un solo obbiettivo comune. L’appartenenza
amministrativa di oggi è un dettaglio che
non è in grado di cancellare la realtà secolare sancita dalla storia e, non si
dimentichi, documentata e
continuamente ricordata, tra l’altro, da migliaia di opere d’arte
pittoriche che confermano la omologazione di cui fin qui, senza menzionare
Libero de Libero, Giuseppe De Santis, Alberto Moravia, Anton Giulio
Bragaglia, e tanti altri, cantori della Ciociaria e senza menzionare
altresì le centinaia e centinaia di libri di viaggio su questi territori
scritti nel corso dei secoli e anche la presenza su tutto il territorio di
nomi e maggiormente di cognomi che provano e attestano una simbiosi e
comunanza inimmaginabili. E’
stata solo la insipienza e la improntitudine dei ciociari stessi e delle
loro istituzioni a non saper appropriarsi dovutamente del significato e a
onorarlo e a dargli dignità. Epperciò il termine Ciociaria è rimasto
solamente un concetto folklorico, a sottolineare le affinità delle vestiture
che accomunavano, dove più dove meno, tutta la popolazione dagli
Appennini alla Via Appia. Ora è la grande occasione o la grande illusione.
sopra- una cartina della Ciociaria 25 febbraio 2014 comunicato stampa Il
Sindaco Quirino Briganti annuncia il termine “Si
conclude la lunga, originale ed appassionata esperienza istituzionale
Il
percorso sin qui sviluppato ha determinato una serie importante di
risultati contenuti in una complessa programmazione di interventi ed
azioni a carattere socio-culturale ed infrastrutturale. Ciò che mi ha più
coinvolto è stata, però, l’idea di una continua contaminazione con
pezzi importanti della nostra comunità che hanno certamente contribuito
alla maturazione personale e ad arricchire la mia capacità di proposta.
Il
mondo delle istituzioni non può, infatti, essere disgiunto dalla società
e, soprattutto, in un clima percepito di antipolitica è, ancora, più
necessario ed impellente ridurre il divario e la sfiducia crescente verso
la politica. A
Carpineto Romano, in questi ultimi anni, abbiamo intensamente lavorato per
ricostruire un rapporto storico con la rete fitta dell’associazionismo
che caratterizza, da quasi venticinque anni, il tessuto sociale della
nostra comunità individuando in questo aspetto un elemento importante
dello sviluppo. Così come abbiamo sempre riservato, grande, importanza
alle politiche territoriali di sistema convinti che solo processi
realmente integrati possano far crescere l’intera area dei Monti Lepini. Siamo
partiti dal rafforzamento del livello di coesione sociale perché siamo
fermamente convinti che ogni azione di sviluppo in un territorio non può
prescindere dalla capacità di promuovere una cultura dell’aggregazione,
dell’inclusione e della solidarietà. Ciò è stato possibile grazie ad
un clima politico sostanzialmente unitario e favorevole ed al contributo
di numerosi collaboratori, consiglieri ed assessori che hanno partecipato
alla costruzione ed alla realizzazione di un programma di governo locale
davvero entusiasmante. Per
calare sulle diverse tematiche concrete nell’ambito delle quali si è
contraddistinto il mio particolare impegno istituzionale vorrei citare
alcune aree di lavoro che andrò in seguito a circostanziare nel Rapporto
di fine mandato: l’integrazione socio-sanitaria, il rapporto tra cultura
e turismo, lo sviluppo sostenibile e le infrastrutture. L’esperienza
di questi anni - includo anche il periodo in cui ho svolto il mandato da
Sindaco tra il 1995 ed il 2004 e, precedentemente, l’attività
istituzionale come Assessore alle Politiche Culturali (1990/1995) -
rappresenta un ciclo amministrativo che ritengo sia giunto alla sua fase
finale. I motivi di questa scelta sono molteplici tra i quali il
sempre maggiore impegno temporale, protratto per troppi anni, da
condividere tra istituzioni, famiglia, lavoro ed impegni personali. Pur se
la passione per la politica ed il consenso, che sento ancora ampio e
diffuso, mi trascinerebbero e tenderebbero a coinvolgermi, nel continuare
nell’esperienza istituzionale, al fine di concludere gli interventi ed i
progetti avviati credo, però, sia arrivato il momento di creare le
condizioni di un avvicendamento alla guida della città. Dopo
un periodo ponderato di riflessione, sciolgo le riserve, dunque, ed
ufficializzo la mia volontà a non ricandidarmi alle prossime elezioni
amministrative. Rimane
l’orgoglio di aver rappresentato, con onestà, dirittura morale e,
spero, con lungimiranza, la nostra antica comunità, compresi i
carpinetani nel mondo, in un periodo storico in cui è stato
oggettivamente molto difficile amministrare gli enti locali a causa della
violenta crisi economica che ha investito l’Europa e la nostra nazione.
Ciò ha provocato nuovi disagi e nuove povertà che abbiamo dovuto
fronteggiare con meno mezzi a disposizione del passato. Le stesse
istituzioni sovracomunali non hanno certo accompagnato questo momento
delicato sostenendo i Comuni, anzi hanno praticato politiche di tagli
lineari che hanno lacerato, invece di incoraggiare, i processi di coesione
sociale e di incentivo allo sviluppo socio-economico. Sembra
che questo scorcio di inizio 2014 ci stia facendo scorgere una, se pur
timida, inversione di tendenza nei dati della crescita economica
dell’Italia. Auspichiamo che si giunga presto a ridefinire una
prospettiva ed un progetto di futuro possibile soprattutto per le giovani
generazioni. Noi
a Carpineto Romano in questi anni, nonostante la congiuntura ed il
contesto sociale nazionale non favorevole, abbiamo fatto la nostra parte
nel mantenere gli standard nei servizi sociali, culturali e formativi
implementandone alcuni di essi e creandone anche di nuovi (es. Asilo nido,
Musei etc.). Noi
a Carpineto Romano, anche, sugli investimenti infrastrutturali abbiamo
mantenuto un livello, quantitativo e qualitativo, nella realizzazione di
opere pubbliche volto a migliorare la qualità della vita della nostra
comunità. Noi
a Carpineto Romano, abbiamo sostanzialmente lavorato per restituire una
vocazione turistica ed ambientale alla nostra terra recuperando i tipici
caratteri identitari che caratterizzano, nelle tradizioni, nei sentimenti,
nella storia e nella cultura, il nostro essere comunità. Questo
sguardo, non retorico, al passato, a mio avviso, ci da più forza per
affrontare e programmare le sfide del futuro. In
conclusione, credo di avere sempre cercato, in funzione del mio ruolo
istituzionale, di rappresentare tutti i cittadini, senza distinzioni,
mettendo a disposizione le mie migliori energie e la mia esperienza
amministrativa. Ho
dedicato un pezzo importante della mia vita al servizio delle istituzioni
e della nostra comunità. Spero, con i complessi ed articolati interventi
messi in campo in questi anni, di essere stato utile allo sviluppo di
Carpineto Romano. Grazie
a tutti. 10 febbraio 2014 articolo pubblicato da Mondo Re@le Il 1 Marzo su Rai Uno, a Linea Verde c’è Cisterna con Sermoneta e Sezze Si sono concluse ieri le tre giornate di riprese programmate su Cisterna dalla troupe di Rai Uno per realizzare altrettanti servizi che andranno in onda nel corso della puntata di “Linea Verde Orizzonti” prevista per il prossimo 1° marzo. Il giornalista e conduttore del programma Federico Quaranta, impegnato ogni lunedì e martedì alla “Prova del Cuoco” come giurato e co-conduttore del seguito programma di Radio2 RAI “Decanter” per il quale ha tenuto dei collegamenti in diretta da una locale piantagione di actinidia, ha iniziato la tre-giorni cisternese giovedì scorso visitando il Giardino di Ninfa. In compagnia del direttore Lauro Marchetti, Quaranta si è immerso in una Ninfa alquanto inedita e quasi segreta: quella invernale quando non è solitamente accessibile al pubblico. Venerdì, invece, è stata la volta del kiwi le cui caratteristiche sono state illustrate dal presidente provinciale della Confagricoltura Adelino Lesti. Intervenuta anche la nutrizionista Sara Farnetti, spesso ospite del programma “La Prova del Cuoco”, che ha proposto come esaltare le virtù nutrizionali e salutari del kiwi a tavola attraverso vari accostamenti alimentari. Infine sabato, presso la magnifica tenuta di Torrecchia Nuova dei fratelli Filippo e Gabriele Sbardella, la troupe guidata dalla regista Caterina Congia ha dedicato un’intera mattinata alla storia, cultura e tecnica dei butteri. Nelle vesti di un perfetto buttero a cavallo, Quaranta ha sbrancato vacche maremmane dalla possenti corna, ha intervistato il giornalista Mauro Nasi sulla celebre sfida tra i cowboys di Buffalo Bill ed i butteri al seguito di Augusto Imperiali, ha appreso la vita e le abilità dei cavalcanti cisternesi dai racconti di Filippo Sbardella. I tre servizi realizzati a Cisterna, saranno intervallati con quelli realizzati a Sermoneta ed a Sezze ed andranno in onda sui canali televisivi e streaming di Rai Uno sabato 1° marzo alle ore 10,20. 2 febbraio 2014 comunicato stampa “Buongiorno
Regione” a Gorga martedì 4 febbraio Info: www.gorga.rm.gov.it mail: nadia.cipriani@gorga.rm.gov.it Le telecamere di Rai3 “Buongiorno Regione” a Gorga martedì 4 febbraio. Su iniziativa della Consigliera Regionale, Cristiana Avenali, Membro Commissione “Enti Locali” e della Commissione “Ambiente” e già Direttrice di Legambiente Lazio, da sempre attenta al valore ed alla importanza dei Piccoli Comuni della nostra Regione, inizia il prossimo 4 febbraio una campagna di informazione del TGR/Lazio - “Buongiorno Regione”, dedicata alla promozione, alla visita ed all’ascolto dei 278 borghi del Lazio con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti. Il primo appuntamento è con Gorga, il piccolo comune arroccato sui Monti Lepini: “Si tratta - dice il Sindaco, l’ing. Nadia Cipriani – di una importante iniziativa per i Piccoli Comuni, depositari di tradizione, storie, patrimonio paesaggistico, naturale, storico, architettonico, sociale, ma soprattutto sentinelle dei bisogni della propria Comunità, al fine di sottolineare come essi veramente, e senza retorica, costituiscano la ricchezza autentica della nostra Nazione. Ringrazio la consigliera Cristiana Avenali non solo per questa iniziativa, ma soprattutto per la proposta di legge regionale sulla valorizzazione dei piccoli comuni che ha presentato e sta portando avanti in Consiglio Regionale”. Elevato a circa 766 metri sul livello del mare, Gorga si affaccia dalla sommità del monte Volpinara, dominando tutta la valle del fiume Sacco. La sensazione di "riservatezza" che si percepisce guardando il paese dalla vallata coincide proprio con la motivazione della sua nascita, poiché i primi abitanti del "burgus" scelsero questo territorio in località "Portaballe" per difendersi dalla malaria, dai venti freddi di tramontana e dalle invasioni nemiche. L'impianto urbanistico è caratterizzato soprattutto dalla presenza di resti di antiche ville romane nate soprattutto alle pendici dei Monti Lepini: tra di esse la più celebre è quella di Villamagna, residenza di caccia di Pompeo Magno e dell'imperatore Marco Aurelio. Gorga, come cittadina medievale con la tipica struttura "a fuso", è sorta invece a ridosso dell' XI secolo e la sua esistenza è documentata con una bolla di papa Urbano II nell'anno 1088, in cui specificherà la sua appartenenza alla diocesi di Anagni. L’appuntamento, cui presenzieranno anche la Consigliera Avenali, l’Assessore Regionale agli Enti Locali Concetta Ciminiello ed il Direttore di Legambiente Lazio, è con “Buongiorno Regione” martedì 4 febbraio dalle 7.30 alle 8,00. 16 gennaio 2014 comunicato stampa Factory10
presenta i nuovi Corsi di Cinema L’Associazione
Fotografica Factory10 annuncia la partenza dei nuovi corsi dedicati al
mondo del CINEMA: •
CORSO DI
CINEMATOGRAFIA BASE – Lunedì 20 Gennaio •
CORSO DI
ANALISI FILMICA – Martedì 21 Gennaio Entrambi
i corsi si terranno dalle ore 20:00 alle ore 23:00 con frequenza di una
volta a settimana. I
due percorsi formativi sono pensati per accontentare sia il neofita che il
pubblico più esigente, e presentano quindi differenti obiettivi e livelli
di approfondimento. Il
corso di CINEMATOGRAFIA BASE è pensato per sviluppare una prima
conoscenza del linguaggio cinematografico in tutte le sue componenti,
dalla comprensione delle diverse tecniche di ripresa fino alla
realizzazione di un vero e proprio cortometraggio. Si partirà dallo
studio del linguaggio e delle diverse inquadrature, passando attraverso
l’insegnamento delle tecniche di scrittura cinematografica
(soggetto,sceneggiatura e decoupage tecnico), fino ad arrivare allo studio
della fotografia, del montaggio e della direzione artistico/tecnica. Un
corso soprattutto di carattere pratico che si concluderà con
l’ideazione e costruzione di uno o più cortometraggi ponendo
particolare attenzione alla fotografia e al linguaggio cinematografico. Il
corso di ANALISI FILMICA potrà fornire ai partecipanti un metodo di
analisi basato sulla conoscenza del linguaggio del cinema, della sua
storia, delle nozioni teoriche di base e delle sue possibilità
espressive. Un percorso formativo dedicato all’approfondimento di alcuni
temi essenziali per affrontare con più consapevolezza il cinema,
“attraversando” diversi luoghi del mondo e generi cinematografici. Il
docente di entrambi i corsi, LUCA LARDIERI, nonostante la giovane età si
è ritagliato una posizione di tutto rispetto nel mondo del cinema:
attualmente è dottore di ricerca in Cinema presso l’Università degli
Studi di Roma Tor Vergata, lavora con la casa di produzione Kimera
Film e collabora con le riviste Close Up e Positif Cinema. Autore e
coautore di libri sul cinema con la casa editrice Sovera Edizioni, conta
nel suo curriculum diverse produzioni cinematografiche e pubblicitarie,
numerose sceneggiature, saggi, articoli per il cinema. La
sua grande esperienza va di pari passo con la passione per il magico modo
del cinema e con la sua capacità di trasmettere, in modo chiaro e
semplice, le nozioni che risulterebbero in altri casi noiose ai più. Per informazioni su costi, modalità e programma dei corsi è possibile visitare la sezione “corsi” del sito www.factory10.it FACTORY10
è un’associazione culturale che nasce a Latina a gennaio 2010 con
l’obiettivo di diffondere la fotografia come forma d’espressione
artistica e ricerca personale. La creazione di uno spazio con uso
esclusivo ed attrezzato per mostre, video-proiezioni, lezioni in aula,
sala di posa, permette la realizzazione di eventi con lo scopo unico di
trasmettere la passione della fotografia e la curiosità che, giorno dopo
giorno, sollecita la voglia di migliorarsi. Factory10 mette a disposizione
ampi spazi per la promozione di ogni forma culturale: l’intento quello
di ascoltare sempre le proposte e i suggerimenti di tutti. Il socio ideale
colui che vuole arricchire il proprio bagaglio personale nell’ambito
della fotografia con il desiderio di migliorarsi e dare un concreto
supporto alla crescita dell’associazione. Info www.factory10.it Factory10
si trova a Latina in via Boi,10 11 gennaio 2014 a cura del prof. Michele Santulli Settantesimo anniversario della distruzione di Cassino e l'importante lezione di civiltà, dove anche il platano superstite rappresenta un monito imperituro per le future generazioni Giustamente fervono i preparativi per commemorare questo ulteriore anniversario, ora il settantesimo, della distruzione di Cassino in quel fatale 15 febbraio 1944 allorché circa settecentocinquanta bombardieri rovesciarono sulla città e sulla sacra Abbazia il loro veleno: furono tre ondate, iniziata la prima alle 9,45 e la terza alle 15,00 e l’apocalisse fu realizzata. La storia ha dimostrato in maniera inequivocabile che la distruzione dell’Abbazia in particolare fu voluta e perseguita e ottenuta dal generale delle truppe neozelandesi, con l’avallo del generale inglese e che la riduzione in polvere del sacro Cenobio fu un macroscopico errore, disastroso nelle conseguenze e che peggiorò ancora di più le sorti e la conclusione della guerra per almeno altri tre mesi. Non
vogliamo ricordare quanto dimostrato da uno studioso
pochi anni fa e che cioè la scintilla alla base
dell’annientamento dell’abbazia fu un banale errore di traduzione. Ma
ciò che vogliamo raccomandare alla amministrazione comunale nella persona
del proprio sindaco è di invitare le autorità
della Nuova Zelanda e del Regno Unito a
cogliere questa occasione così solenne,
per pubblicamente dichiarare la loro volontà e propensione a farsi
promotrici, fortunate, della decorazione,
a Montecassino, della Basilica e delle sue cappelle, ancora oggi
in gran parte vuote e bianche: in effetti tutto lascia ritenere che
ci troviamo di fronte ad una occasione storica che certamente
l’Amministrazione non mancherà onorare. Nel centro della rotonda nella cosiddetta piazza Zeppieri, è stata collocata un’opera di Umberto Mastroianni, della quale pure abbiamo parlato in passato, bozzetto al ’Monumento alla Pace’ dello stesso artista che si ammira sotto la rocca. Anche a Frosinone si leva una maestosa scultura dello stesso artista dedicata ai Caduti ma da anni in totale e completo abbandono e degrado, inavvicinabile, tra l’altro, grazie a orribili pannelli di plastica sbrindellata che rendono lo spettacolo ancora più quartomondista. Ma a Cassino, ancora più avanti del capoluogo per civiltà e cultura, si è pervenuti giustamente al massimo: a Frosinone lasciano andare in degrado i monumenti d’arte, qui a Cassino al contrario li si nobilitano e addirittura vi si aggiungono parti e elementi nuovi cioè al Davide di Donatello mettono le mutande e alla Olimpia di Manet il reggiseno! In effetti se si osserva la scultura al centro della rotonda si noterà come qualche benpensante/buontempone ha avuto la incredibile intuizione di far saldare due o tre elementi alla base, degradando e deturpando l’opera originaria, oltre che falsificarla, creando tra l’altro i presupposti per richieste di danni da parte degli eredi dell’artista: sono almeno due anni che si attira l’attenzione su tale misfatto ma o non si legge o si ignora!
Come pure è certo che in una società civile al platano di Cassino sopravvissuto alla distruzione avrebbero realizzato attorno un parco e un’oasi e fatto divenire veramente simbolo ed emblema civili della città e della Storia, non invece una risibile cementificazione da quarto mondo. Per chiudere tale tristissima pagina si osservi come si presentava un mese addietro tale ‘monumento alla città’: luogo di ricovero di immondizia, di abbandono e perfino di sgabuzzino di ramazze, scope e di bidoni! Triste però e senza speranza risolutiva se gli abitanti di Cassino, non dico i cittadini, persistono a non voler vedere e a non voler sentirsi offesi e mortificati di tali situazioni e quindi non far sentire la propria voce e umiliazione per tali oltraggi e insulti, ora che sta per avvicinarsi la solenne e fatale ricorrenza del settantesimo della distruzione. |