Stazione Ferroviaria

                                  Sezze Romano

Storia della stazione di Sezze Romano
Foto e descrizioni sono statate raccolte in rete da vari autori che ringraziamo, tra questi Mirko Caselli, Enrico Nardini

Sopra una cartolina celebrativa della STAZIONE DI SEZZE ROMANO ripresa in uno scatto fotografico del 27 maggio 1892, giorno dell'inaugurazione dello scalo ferroviario di Sezze e dell'intero tratto ferroviario Velletri-Terracina a cura della "Società italiana per le strade ferrate del Mediterraneo", detta anche Mediterranea.

Rappresentava un'opera ingegneristica notevole per l'epoca, concepita per collegare Roma al litorale meridionale del Lazio, aggirando le Paludi Pontine lungo la fascia pedemontana dei Monti Lepini.
La stazione di Sezze nasce sulla linea Velletri-Terracina con questo trenino
a vapore, la locomotive del gruppo 625 FS, che trovò moltissimo favore popolare tanto che venne soprannominato affettuosamente "Tuppitto" per il suo stantuffare che annunciava il suo arrivo.

Il 28 ottobre del 1927 lo scalo di Sezze viene allacciato alla direttissima Roma - Napoli acquistando notevole importanza e diventando anche stazione di interscambio per Terracina e Priverno. 

L'inaugurazione del 28 ottobre 1927, con la realizzazione delle ultime tratte mancanti (tra cui Sezze–Priverno e Formia–Villa Literno–Pozzuoli), rappresentano il completamento della Direttissima Roma - Napoli. Da quel momento, tutti i treni diretti a Formia e Napoli furono instradati via Sezze Romano, che mutò radicalmente la sua importanza strategica diventando anche un nodo di interscambio. 

La denominazione Sezze Romano, con cui anche il paese si trovò ad essere impropriamente rinominato, fu aggiunta successivamente all'inaugurazione della stazione stessa e non per il nome del Comune, ma il termine "Romano" fu reso necessario per evitare disguidi telegrafici con il paese di Sezzè in Piemonte. 

Nel 1916 Sezzè cambiò nome in Sezzadio ma il nome della stazione di Sezze Romano rimase tale anche quando nel 1934 nacque la Provincia di Littoria, che in seguito prese l'attuale nome di Latina. 

Alla stazione di Sezze, tra la fine dell'ottocento e i primi del novecento, vennero collegati anche i binari Decauville, un sistema di ferrovie portatili a scartamento ridotto (spesso 60 cm) perlopiù carrelli trainati da cavalli, che si snodavano nella Palude Pontina per la raccolta del legname e del carbone che qui si produceva, del pescato ed anche per il trasporto di residenti, lavoratori e personale sanitario.

Parte degli edifici della stazione originaria di Sezze, che si vedono nelle foto in bianco e nero, sono stati danneggiati e ricostriuti nel primo dopoguerra.

Sotto una foto del 1910 che mostra come nelle paludi Pontine si produceva il carbone

Sotto una foto dei primi del '900 che mostra la raccolta di legname nelle paludi Pontine

Sotto una foto dei primi del '900 che mostra lo spurgo dei canali con i bufali

Nella foto sopra "Tuppitto, l'Espresso della Palude"
Il Treno che portava a Velletri, ma senza Fretta.
LOCOMOTIVA GRUPPO 625
Le locomotive a vapore del gruppo 625 FS sono macchine a vapore destinate ad impiego misto merci/viaggiatori su linee con acclività, prodotte per conto delle Ferrovie dello Stato all'inizio del XX secolo. Venivano soprannominate
"Signorine", per la linea aggraziata e le dimensioni compatte.

Sotto sono riportate due foto a colori represe nel 2000, dove la stazione di Sezze R. si presenta, in perfetto ordine, ancora con i suoi sei binari e tutte le funzioni che ha avuto per più di cento anni, dai primi del novecento fino a qualche anno fa. 

Dal 1° marzo 2025 lo scalo ferroviario di Sezze è ridotto a due soli binari, quelli di corsa, e pur se servito da ampio parcheggio auto, autobus di linea, navette che lo collegano ai centri collinari limitrofi, ha perso molte delle sue peculiarità anche di natura sociale, come le sale di aspetto, la biglietteria e il Bar-Tabacchi- Edicola che, tutte insieme, per la frazione di Sezze Scalo rappresentavano un presidio importante ed un deterrente al degrado che oggi si respira. 

Definita da RFI "stazione senza servizio alle persone con disabilità e a ridotta mobilità", il destino dello scalo ferroviario di Sezze è quello dell''ennesimo luogo storico del nostro territorio che improvvisamente perde di importanza e scompare nell'indifferenza di tutti. Che tristezza.

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