3
dicembre 2015
comunicato
stampa
"Insieme
dalla Parte del Futuro"

1
novembre 2015
Nu’
gli chiamat'eroe
(Franco
Abbenda)
L'ha ditto i’ Re, anzi l'ha scritto:
i’ ricordo di chi n’ha mai raddùtto,
degli surdati partiti mammòcci,
teta rimani’ pe’ sempre ‘n gloria.
Tutto i paéso ha cacciato i bòcchi
pe fa' i monumento piú béglio,
nu fante co’ la bandiera abbassata
‘n meso agl'alberi, drète a Pascibella.
Teneva schitto quiglio di maschio,
marìtimo se n’era ito in America.
“Nun si po’ dice no alla Patria, ma’.
Che sarà mai ‘ssa guera? Arivéngo”.
Nun la so' mai voluta guarda’,
quella statua è 'na spada agli còro.
Diciannov’agni, èssela la croce ‘gli Re.
Era fìglimo! Nu’ gli chiamat’eroe !!

“Ma
lei che lo amava aspettava il ritorno
d'un soldato vivo, d'un eroe morto che ne farà…”
(La ballata dell’eroe – F. De André – 1961)
9
ottobre 2015
comunicato
stampa
Nasce
una nuova associazione, gli "Amici del Centro Diurno Carla
Tamantini "
La
nuova associazione, formata dai genitori dei ragazzi disabili che
frequentano il Centro Diurno "Carla Tamantini", invita tutta
la cittadinanza alla presentazione del nuovo sodalizio che si terrà venerdì
9 ottobre 2015 alle ore 18,00 nella Sala Polifunzionale "Le Colonne
di Tito" in via Roma
1
luglio 2015
comunicato
stampa Utopia2000
Per
far risorgere il vecchio campo di basket alla “Macchia” di Sezze
Fino a una decina d’anni fa era uno degli attrattori della “Macchia”
e la “Macchia” era ed è tuttora uno dei luoghi simbolo di Sezze.
Adesso il vecchio campo di basket è pieno di sterpi, erbacce e arbusti.
A guardarlo, tutto sembra fuorché un campo di basket per l’appunto.
Sono stati l’incuria, l’abbandono e il degrado a ridurlo così. Di
chi la colpa? Di tutti e di nessuno. E proprio perché la colpa è di
tutti e di nessuno che la Cooperativa Utopia 2000 onlus ha invitato le
forze più sensibili, solidali e aperte a partecipare all’intervento
di bonifica dell’area necessaria per valutare l’eventuale recupero
della struttura sportiva. L’intervento, in programma per sabato 4
luglio, oltre ad autorizzarlo, l’Amministrazione comunale lo ha anche
patrocinato. E la stessa cosa ha fatto la Provincia. Lì, in quel campo
di basket, è partita quindici anni fa l’avventura imprenditoriale
della stessa Utopia 2000. Un’avventura che il suo storico presidente,
Massimiliano Porcelli, ha raccontato nel libro “La Mia Utopia”. Sì,
prima di diventare un’impresa sociale, Utopia2000, con un nome
diverso, era stata una piccola società sportiva. Ecco come Porcelli
ricorda la nascita di quella squadra di basket: “Pur avendo smesso di
giocare, continuavamo a organizzare con alcuni amici ed ex compagni di
squadra delle partitelle serali, durante le quali ci accorgevamo di
conoscerci ancora, cestisticamente parlando, a memoria. In quell’inizio
d’autunno, ci venne in mente un’idea strampalata: costituire una
società sportiva tutta nostra, finalizzata esclusivamente al nostro
ritorno in campo, per poi iscriversi al Campionato di Promozione e
tornare a giocare ufficialmente al campetto all’aperto dove avevamo
cominciato tantissimi anni prima e dove eravamo cresciuti come cestisti
e come persone.
Ospitare
le partite casalinghe di un campionato federale, soprattutto d’inverno,
in un posto come quello, quando tutti ormai giocavano in attrezzati
palazzetti sportivi, era un’idea folle quanto estremamente suggestiva,
tanto più che a Sezze esisteva giù un’altra squadra di basket che
militava in serie C e che giocava nel palazzetto a 150 metri dal nostro
vecchio, fatiscente e romantico playground. Ma siccome follia e
suggestione sono come musica a parole di una bella canzone, il progetto
andò avanti sul serio”. All’iniziativa di Utopia 2000 hanno aderito
la Coop. Impulso di Bassiano, la Coop Iacs Scuola Lavoro di Sezze, La
Cooperativa “La Città del Divertimento” di Sezze la Coop. Livecom
di Padova, La Cooperativa Kayros di Vimodrone (Mi )Asd Nuova Pallavolo
di Sezze, l’Associazione Sportiva A.c.Picchia di Sezze, La Bull Basket
di Latina, il Centro Musicale Orfeo di Norma, l’Obiettivo Musica di
Latina, l’Associazione musicale culturale “Parnassius” di Sezze, l’Associazione
Mantice di Latina, Associazione culturale “La Macchia” di Sezze, l’Associazione
Mountain Freedom di Sezze Associazione “L’Araba Fenice” di Sezze,
l’Atelier Angelus Novus di Sezze, il Gruppo Scout Agesci di Sezze, la
Protezione civile di Sezze, la Pro Loco di San Terenziano-Gualdo
Cattaneo (Pg), il Comitato per Acquatino di Spello (Pg), la società
Plasmedia di Foligno (Pg) e l’Isis Pacifici e De Magistris di Sezze.
Obiettivo dell’intervento: contribuire a far risorgere la struttura
sportiva per metterla a disposizione di tutta la collettività. L’idea
è venuta ai dirigenti di Utopia 2000 mentre lavoravano all’organizzazione
del concerto-spettacolo “La Mia Utopia – Il Racconto di un Viaggio”
tratto dal libro scritto da Massimiliano Porcelli. Lo spettacolo si
terrà la sera del 25 luglio proprio alla “Macchia”, dietro la
chiesa, nel piazzale antistante allo stesso campo di basket. “L’evento
è un modo anche per rendere omaggio a un luogo – ha sottolineano il
presidente della Cooperativa Utopia 2000 - che ci ha visto nascere”.
28
giugno 2015
di
Vittorio Accapezzato
Lo
sfogo di una scala

foto
di Laura Giusti
E’ già passato più di qualche mese che sto qua, inginocchiata
per terra quasi a pregare di essere notata. Passa tanta gente, che
invece di scendere o salire si allontana.
Ma che “stonco a fa”, che fatica sprecata a costruirmi. Sono
amareggiata e stanca. Sono stata messa a mostra a prendere sole e acqua
senza servire a nulla. Eppure non sono una scala da battaglia, costo
trentacinquemila euro e non è uno scherzo. Con detta somma si poteva
asfaltare un chilometro e mezzo di strada larga quattro metri. Mi sento
come una gondola legata sempre al palo senza navigare nella laguna.
Soffro di solitudine per la mancanza di legami con la gente. Pensate,
non conosco il perché, non mi hanno nemmeno inaugurato.
L’emarginazione è una sofferenza credetemi. E’ un prendere atto di
non esistere e di essere inadeguati, il che significa di sentirsi a
disagio, inferiori e non all’altezza delle situazioni. La malattia
più grave per me non è il cancro, ma la sofferenza dovuta a sentirsi
trascurati, abbandonati e soli.
Aiutatemi a guarire. Non lasciatemi sola a morire di nullità.
12
giugno 2015
Dona
un sorriso... centro socio educativo Carla Tamantini

30
maggio 2015
Concerto:
Sistema Solare & Le Formule

23
maggio 2015
comunicato
stampa
13
giugno: Partita di Beneficenza - Comunale di Sezze ore 20,00
Da
giovedì 21 maggio sono in vendita i biglietti d'ingresso per la partita
di beneficenza in programma sabato 13 giugno allo stadio Comunale di
Sezze "A. Tasciotti". Ospite della manifestazione sarà il
noto attore Luca Zingaretti e la squadra "Gli amici di Luca
Zingaretti".
Chi
è interessato può rivolgersi al 340
72 67 041

9
maggio 2015
comunicato
stampa Agesci Sezze
Risposta
all'articolo: "Ecomostro, soccorso AGESCI per i responsabili"
pubblicato da MILS il 6 maggio 2015
1)
Prima di tutto una precisazione: la petizione contro cui si scaglia
il MLIS nel suo articolo è opera del solo Clan del gruppo Scout di
Sezze, che è quindi l’unico responsabile del contenuto dello
stesso e delle successive precisazioni. Il Clan è formato da ragazzi/e
di età tra i 18 e i 22 anni e da un capo responsabile adulto. Il gruppo
Scout è molto più ampio e comprende ragazzi e ragazze e capi adulti
che non necessariamente condividono il contenuto della petizione, e che
quindi non dovrebbero essere impropriamente chiamati a risponderne.
Crediamo però che da parte degli altri capi del gruppo ci sia una
totale condivisione con il metodo che ha portato a stilare la petizione
e con il tono scelto per diffonderla.
2)
Poi, una questione di metodo. Per cultura, per scelta, per stile, noi
scout siamo abituati a discutere e a confrontarci, anche animatamente a
volte, ma conservando sempre il rispetto reciproco, nell’idea che l’interlocutore
è semplicemente una persona che, sull’argomento specifico, la pensa
in maniera diversa da me. Diceva Dom Helder Camara “Aprirsi alle idee,
anche quando queste sono contrarie alle nostre, è come possedere il
fiato di un buon camminatore. Beato chi comprende e fa suo questo
pensiero: "Quando non sei d'accordo con me, mi arricchisci".
Avere al proprio fianco qualcuno che sa dire soltanto "va
bene", che è sempre d'accordo, incondizionatamente fin
dall'inizio, non vuol dire avere un compagno, ma piuttosto un'ombra.
Quando il disaccordo non è sistematico e voluto, ma viene da una
visione differente delle cose, allora può soltanto arricchire”.
Voi
non conoscete niente di noi. Non sapete chi siamo, non conoscete la
nostra storia personale e associativa, non conoscete i nostri valori di
riferimento. Eppure, nel vostro articolo, ci avete qualificati come “omertosi”,
con “modi di fare da Ponzio Pilato”, che “intervengono a
sproposito”, che “accarezzano per il verso giusto il pelo dei
tecnici e degli amministratori”, che “non si sa chi vogliono
proteggere”, che “hanno posizioni di comodo”. Quindi, secondo voi,
nella migliore delle ipotesi siamo degli stupidi, che si mettono a
parlare di cose che non capiscono e, nella peggiore delle ipotesi, siamo
dei corrotti, servi del potere, venduti al miglior offerente.
Ma
non vi è venuto in mente che potevamo “semplicemente” pensarla in
maniera diversa da voi? Che avendo considerato le stesse cose che avete
considerato voi, siamo “semplicemente” giunti a conclusioni diverse?
Noi avremmo pensato questo di voi, e magari ci sarebbe anche piaciuto
confrontarci con voi.
Noi
non siamo una associazione “politica” ma ci permettiamo di pensare
che il vostro è un modo vecchio di fare politica, il cui vero scopo non
è quello di risolvere i problemi ma, piuttosto, di colpire l’avversario,
non contestando le sue posizioni (cosa assolutamente legittima) ma
insinuando chissà quali connivenze e interessi personali (che, per chi
ci conosce anche un poco, se tali insinuazioni non fossero infamanti e
offensive, ci sarebbe solo da ridere).
3)
E infine entriamo nel merito. Noi, prima di esprimere la nostra
posizione nella petizione, ci siamo documentati al meglio che potevamo
sulla vicenda Anfiteatro, abbiamo ascoltato diverse persone coinvolte a
vario titolo nel problema (peraltro abbiamo anche raccolto informazioni
da un esponente del MLIS), e infine ci siamo confrontati a lungo fra di
noi, come è nostra abitudine. E tutti noi siamo convinti che, fino al
2006, la scelta largamente più auspicabile sarebbe stata di restaurare
il vecchio Anfiteatro (per ragioni culturali, storiche, paesaggistiche o
anche di semplice fattibilità). Purtroppo sono passati 10 anni e sono
successe cose che rendono a nostro avviso il ritorno alla situazione
ante 2006 assolutamente improponibile. La demolizione del nuovo
manufatto, il ripristino delle gradinate del vecchio anfiteatro e la
restituzione (a quel punto inevitabile) dei circa 2.000.000 di euro alla
comunità europea per i lotti già finanziati graverebbero non sui
singoli amministratori (non c’è a nostra conoscenza alcun
provvedimento penale o civile nei confronti della passata o attuale
amministrazione) ma sull’intera cittadinanza.
Oggi
bisogna cercare una soluzione fattibile, che indichi in maniera il più
possibile chiara la questione in gioco. A nostro avviso il completamento
di quello che è stato iniziato è una prospettiva possibile, con costi
comunque elevati , ma che non dovrebbero ricadere completamente sulle
spalle della popolazione di Sezze, se fosse accettata la richiesta
(presente nella nostra petizione) di un’ulteriore finanziamento da
parte della regione. In alternativa, con una spesa minore, l’amministrazione
comunale si dovrebbe far carico di una sistemazione provvisoria che
renderebbe comunque agibile il teatro (cosa che peraltro tale
amministrazione si era impegnata a fare nel 2012, nella replica alla
richiesta di risarcimento avanzata dalla Commissione Europea).
A
nostro avviso, di questo si dovrebbe parlare se non si vuole ridurre il
problema Anfiteatro alla solita, scontata occasione di polemica
politica, ma si vuole indicare una qualche possibile via d’uscita ad
una situazione che da 10 anni ha ulteriormente impoverito il nostro
vivere civile.
2
maggio 2015
comunicato
stampa
Gruppo
Medievale - Famiglie Nobili di Sezze
Idea,
testo e costumi di Pietro Sanguigni
L’idea
di dar vita ad un gruppo medievale capace di riportare in vita le gesta
delle famiglie nobili di Sezze è di Pietro Sanguigni, un artista a
tutto tondo ben conosciuto e amato da noi tutti per la sua affabilità e
amore per l’arte.
Da due anni Pietro porta avanti la sua visione drammaturgica,
conducendo ricerche su famiglie setine, stemmi di casati, costumi d’epoca
e lavorando su di un testo che raccoglie tutte queste informazioni e le
restituisce in forma di emozioni.
Per dar vita a questo semplice spettacolo, che rappresenta solo l’inizio
di un probabile percorso, Pietro si è impegnato con cuore anima e
tasche.
I
costumi, le armature gli sono state vendute da costumisti della
capitale, le armi le ha costruite con i suoi amici utilizzando del ferro
da costruzione. I suoi amici, disoccupati come lui che lo hanno
supportato come attori durante lo spettacolo tenutosi alla sagra del
carciofo 2015.
Un’impresa
ardua ed ambiziosa che conferma il suo talento artistico visionario e la
sua veemenza.
La proposta di Pietro è aperta a tutti. La sua intenzione è
quella di arricchire sempre più il guardaroba dello spettacolo creando
un laboratorio di cucito rivolto alle persone anziane capace di produrre
abiti di scena da esporre in luogo pubblico. Abiti decorativi e di
scena, da poter utilizzare come decoro della sua amata città e durante
gli spettacoli. Un’esperienza che riporta in vita un sano “fare
insieme” forza e caratteristica di altre epoche.
La ricchezza che l’arte offre è di dare pienezza alle nostre
esistenze. Questo sembra sussurraci Pietro con la sua umanità.
21
aprile 2015
comunicato
stampa
La
Ludopatia è una malattia, non un gioco!

7
aprile 2015
comunicato
stampa
Rassegna
Musicale

25
marzo 2015
articolo pubblicato da Mondo
Re@le
Salta il nuovo piano regolatore di
Sezze
Dopo tre anni di vana attesa si torna al 1972
Viaggio
indietro nel tempo per Sezze che torna al piano regolatore redatto nel
1972. Il cavallo di battaglia dell’amministrazione Campoli Bis, il
nuovo piano regolatore presentato in piena campagna elettorale nel marzo
del 2012, non è stato inoltrato alla Regione Lazio nei tempi utili,
ovvero tre anni.
A
certificarlo è stato il dirigente del settore tecnico del Comune,
Mauro Vona, che con firma autografa, ha risposto all’interrogazione
di Serafino Di Palma. Di Palma, testualmente chiedeva copia di ogni atto
attestante la trasmissione del nuovo piano adottato dal consiglio
comunale nel 2012. La risposta, laconica:
“Il piano regolatore (PUCG) ad oggi (16 marzo 2015) non è stato
inoltrato alla Regione Lazio".
In
pratica, tutto quanto deliberato il 16 marzo del 2012, con tanto di
seduta del consiglio comunale all’auditorium costa, reclamizzata con
manifesti e volantini considerata l’opera epocale che si andava a
svolgere, davanti ad un pubblico delle grandi occasioni, è di fatto
invalidata. Nonostante le decine di migliaia di euro spese per
commissionare il progetto , il plico è rimasto giacente nei cassetti
degli uffici comunali, senza nemmeno iniziare l’iter previsto per
arrivare all’approvazione. Con tutte le conseguenze nefaste correlate,
oltre alle spese a vuoto sostenute fino ad ora dall’ente.
12
marzo
2015
articolo
di Daniele G. Piccinella - daniele.piccinella@gmail.com
Il
futuro è oggi
Da qualche anno sono diventato setino acquisito, di sangue
partenopeo.
Tutti i giorni, o quasi tutti, do un occhiata al sito istituzionale del
Comune e lì trovo le delibere, gli atti e le disposizioni fatte dalla
giunta o dagli organi comunali. In questi giorni l’argomento ICI e
TARSU sono dominanti, in altri periodi lo è stato il problema Dondi, in
altri ancora il rifacimento delle strade dissestate. L’albo pretorio
è pieno, giustamente, di concessioni per lavori vari, problemi legati
ai loculi del cimitero, dei vari “divieti” per questo o per quell’’evento.
Consulto spesso il sito latina,ogginotizie.it (ex latina oggi) e mi
imbatto nelle pagine dedicate al Comune di Sezze che riferiscono di
scontri politici su temi svariati come la sanità, la gestione dei
rifiuti etc….
Non voglio entrare nel merito, non ne ho le competenze , e credo
che amministrare un comune sia sicuramente un lavoro complesso. Per gli
amministratori pubblici il bene della collettività dovrebbe venire
prima di ogni interesse personale, e capire quale sia questo ”bene”
non è cosa da poco.
La mia domanda oggi però è questa: è mai possibile che nel
2015, nell’era ella digitalizzazione o meglio dell’ anti digital
divide, dove tutto scorre sulla rete ultra broad band, nell’era dell’
e-commerce dove le aziende sono legate alla rete come la vita umana all’acqua………dove
i giovani che devono scegliere il loro futuro universitario attraverso
test e contest fatti in rete, il Comune di Sezze non dà nessun cenno di
vita o di interesse per far portare sul suo territorio la rete in Fibra
Ottica (FTTCab o FTTH), dando così la possibilità ai propri cittadini
di navigare ad una velocità nettamente superiore a quella esistente,
legata all’attuale (ma ormai vecchia) Adsl su doppino in rame????
Tra i tanti argomenti dibattuti nella giunta comunale, nel
consiglio comunale (nella sua totalità tra maggioranza e opposizione)
nessuno sente come “prioritario” e “urgente” l’argomento
UltraBroadBand??
Nessuno dei rappresentati dei nostri organi istituzionali ha la
lungimiranza di capire che oggi se non sei Connesso con la “C”
maiuscola sei fuori dal futuro?
La tecnologia non bussa alla porta di nessuno. La tecnologia, la
rete, sono Tsunami che quando arrivano, se non sei pronto a gestirli e a
prevederli, ti devastano. Se non sei capace di cavalcare le opportunità
offerte dalla digitalizzazione sei fuori da ogni schema di mercato
economico, politico e sociale. La rete offre opportunità uniche, cambia
il DNA delle aziende, delle attività commerciali. Internet è la porta
per il mondo del lavoro per i nostri figli.
Non capire l’urgenza di questi argomenti significa essere “vecchi”,
significa auto espellersi dal futuro.
Sono più urgenti le rotatorie per togliere qualche “segnale
di dare precedenza” o forse è molto più urgente creare una rete ad
altissima velocità?
L’informazione, la cultura, l’ entertainment viaggiano sulla nuova
rete (vedi Sky, Mediaset, Netflix ecc..).
Le scuole, la biblioteca comunale, le varie associazioni sul
territorio, le aziende, i tanti piccoli imprenditori hanno un impellente
bisogno di essere connessi con la rete in Fibra Ottica.
Sono mesi che su tutti i quotidiani nazionali si legge di accordi tra i
più importanti gestori di reti internet e le varie amministrazioni
pubbliche sull’argomento UltraBroadBand.
La Commissione Europea sta stanziando somme ingenti per le reti ad alta
velocità; purtroppo l’ Italia è una nazione molto indietro rispetto
alle sue compagne di classe ma adesso si cominciano a vedere piccoli
sforzi.
La Puglia, la Calabria, la Campania hanno fatto accordi importanti per
le reti in Fibra Ottica. Il comune di Saronno ha fatto un progetto per
realizzare una rete UltraBroadBand. Ma possiamo citare decine di comuni
sotto i 20.000 abitanti che in questi giorni si stanno “collegando”
al futuro.
Latina ha una rete in fibra, anche Minturno e tanti altri vicino a noi.
E Sezze?
5
marzo 2015
comunicato
Le
grandi sfide: "Cena delle Buone Idee" con Filippo
Simeoni

18
febbraio 2015
comunicato
Uno
sguardo sul paese: "Cena delle Buone Idee" con Ignazio
Romano
I
giovani della parrocchia San Carlo di Sezze Scalo, guidati dal
parroco Don Nello, stanno portando avanti uno speciale progetto a cui
è stato dato il titolo "Cena delle buone Idee".
Sei
appuntamenti conviviali per trattare alcuni dei temi di attualità con
riferimento particolare al territorio di Sezze.
Dopo
aver ospitato il Sindaco Andrea Campoli e il professore Giancarlo
Loffarelli, la terza cena è in programma martedì prossimo, 3
marzo, insieme a Ignazio Romano ed ha come titolo "Un
nuovo sguardo sul paese" in riferimento alle attività
sociali svolte negli ultimi 15 anni a Sezze; in generale il progetto
è volto a comprendere, conoscere e approfondire tematiche che
riguardano il nostro territorio che appartiene fondamentalmente e
soprattutto ai GIOVANI.

7
febbraio 2015
articolo pubblicato da Mondo
Re@le
Bollette
errate annullate, quelle inesatte riviste. Così parlò il Consiglio
Salvo
il riscontro di violazioni tali che possano permettere al Comune di
rescindere il contratto con A&G chiedendo i danni, il contratto con
la ditta di Lucca scadrà a Novembre 2015 con la consegna del database
tributario al costo pattuito di 38mila euro. Niente rescissione
immediata e niente annullamento indistinto e niente teste di dirigente e
assessore come chiesto dall’opposizione. La delibera adottata dalla
maggioranza è più soft.Ma la maggioranza, per primo il sindaco Andrea
Campoli riconosce l’errore e chiede scusa.
Si
scusa con i cittadini infastiditi e gettati nell’ansia da bollette
frutto di errori dell’A&G e anche della banca dati della macchina
comunale. Abbiamo individuato la natura degli errori, alcuni grandi come
colpire possessori di prima casa come possessori di altre abitazioni.
Queste bollette verranno annullate in autotutela e verrà comunicato a
casa. Ci sono altre tipologie di errori e tipologie di ingiustizie.
Ingiustizie che sono l’arrivo di interessi di rateizzazioni
precedentemente contrattate. Altra ingiustizia la richiesta di interessi
su somme irrilevanti. Altro errore, aver indicato come edificabili
terreni utilizzati come agricoli. Altre tipologie dovranno essere
chiarite con un percorso tra cittadini e front office.
Ai
consiglieri di minoranza, Reginaldi, Brandolini, Di Palma e Zarra la
consapevolezza di aver ottenuto comunque una vittoria politica per aver
portato tanta gente nell’aula Di Trapano. Per aver riportato
tantissime persone a parlare di politica, ad interessarsi dei meccanismi
che stanno alla base del governo del paese. Per essersi scoperta un
gruppo coeso nonostante dalle elezioni erano uno indipendente rispetto
all’altro. E poi restano i giudizi della COrte dei Conti, del PRefetto
e dell’organo anticorruzione rappresentato dal dottor Raffaele
Cantone.
1
febbraio 2015
di
Lucia Fusco, dicembre 2014
Un
altro diluvio
Sentimenti, emozioni comportamenti umani giungono dalla preistoria
e sembra non trovino la strada dell’evoluzione. Nonostante l’Amore e
l’Educazione alcuni vivono da sempre negli abissi della violenza,
della prepotenza, della bugia, e non riescono a cambiare, nonostante in
passato ci sia stato un Intervento Divino col Diluvio Universale…
Medea uccise i suoi figli amati, partoriti nelle doglie, pur di
addolorare il marito fedifrago, felice accanto a un’altra. Anche oggi
brutalità e omicidi nell’ambito familiare distruggono vita, speranza,
futuro…
Nei primi anni del Secondo Dopoguerra l’Italia veniva fuori dal baratro della povertà
e della distruzione ma lo stesso un padre negò la scuola al figlioletto
primogenito settenne e lo volle portare con sé perché imparasse il
mestiere di bovaro, per arare con lui le terre con le vacche…
Benito era un bambino volenteroso e ubbidiente ma gracile. Per tutta la
mattina suo padre, ‘Ndrea, cercò di insegnargli a condurre le bestie.
Per il bimbo quel lavoro era fisicamente impossibile perché non
arrivava nemmeno a impugnare l’aratro; si limitava a trotterellare
accanto al padre e alle bestie, innervosite dai loro traffici.
L’uomo, deluso ed indispettito, sfumato il suo progetto di continuare la giornata all’osteria
dopo aver delegato il lavoro a Benito, dette una spinta al bambino che
cadde battendo violentemente la testa sui sassi. La Vita fuggì in un
battito di ciglia e in un lago di sangue. ‘Ndrea, violento e
prepotente, si mise le mani nei capelli senza versare una lacrima.
Pensò alle parole che la moglie, Adele, gli aveva detto quella mattina
a casa. Era incinta con tre figli piccoli: <<’Ndrè, gnì purtà
i mammoccio a lauorà. E’ dilicato e n’ariua all’aratro, ma è ‘ntelliggente
e po’ studià: addiventa dottoro e fa ricchi puro a nu!>>, lui
non l’aveva degnata d’uno sguardo e si era portato il figlio
appresso come un canuccio.
Prese il corpicino che sembrava ormai uno straccio tra le braccia
e, a piedi a piedi, arrivò fino ai binari del treno: adagiò Benito
sulle traversine. Poco dopo Tuppitto passò dilaniando il bimbo. Il
padre omicida raccontò che il bambino, disobbedendogli, si era
allontanato per giocare… Adele fece costruire una tomba tutta bianca
al cimitero e promise al piccolo innocente, tra i singhiozzi, che
avrebbe chiamato la creatura che sarebbe nata a poco col suo nome.
Pochi giorni dopo i Carabinieri chiamarono ‘Ndrea in caserma: non era
stato un incidente, come lui aveva raccontato! Un testimone da lontano
aveva assistito al delitto, senza poter riconoscere, per la lontananza,
l’assassino. Visto il silenzio impaurito di ‘Ndrea, decisero d’arrestarlo.
Cominciò per Adele un periodo terribile: addolorata come la Madonna,
incinta, stava a letto tutto il tempo per le minacce d’aborto. Capì
che doveva attivarsi per salvare il marito assassino e garantire la
sopravvivenza della famiglia.
Finse la pazzia:
<<Commà, io lo so chi h’acciso figlimo: ha stato Ulderico! Isso
uoleua i quatrini da maritemo ma ‘n ci ha uoluti pristà! Ulderico gli
h’acciso!>> e i Carabinieri allertati arrestavano Ulderico. Il
giorno dopo a una vicina: <<Ha stato Tummaso a accide Benito: mi
uoleua e i nun lo so spusato!>> e arrestavano pure Tommaso. E
ancora, a un’altra: <<Ha stato Mimmotto a fa’ l’assassinio:
c’ha sempre odiati perché era ‘nvidioso de le tere e de la robba ca
m’ha lassato patremo…>> dentro Mimmotto! E poi: <<So’
sicura c’ha stato Lino a accide i mammoccio meo! Perché isso i figli
gni te’!>>
Adele trovò qualche motivo a tutta la Contrada per avere
ucciso il piccolo Benito e i Carabinieri ebbero il loro daffare per mesi
per interrogare decine d’uomini. Chiacchiere molte ma fatti pochi.
Così, senza prove, senza testimonianze, senza un movente serio, senza
confessione, i Carabinieri lasciarono libero ‘Ndrea.
Uscito di galera si attardò all’osteria. Tornò a casa
ubriaco, umido dalla pioggia che lo aveva tormentato, reso cieco dalla
luna nuova. Era tardi. Adele lo abbracciò con disperazione e paura. Lui
la tirò giù dal letto, la violentò e la picchiò con tutta la
violenza di cui era capace. Le percosse la testa, le mammelle, le
braccia… calci in pancia e sulle gambe. Adele chiedeva solo:
<<Perché?>>. Sfogava su di lei la paura di quelle
settimane, l’invidia per la furbizia della sua donna, l’autocontrollo
che lo aveva sfiancato, la rabbia d’aver perso quel bambino che in
fondo, a modo suo, aveva amato.
La mattina Adele partorì una creatura minuscola, priva di vita.
Lei stessa era quasi morta. Per tutta la vita portò su di sé i postumi
di quelle botte ingiuste, inutili che la lasciarono storpia. Solo quando
si addormentava si fermava il tremito incessante della testa, delle
braccia e delle mani. ‘Ndrea non le chiese mai perdono. Nella famiglia
s’era insediato l’Angelo della Morte: ‘Ndrea una mattina dell’inverno
successivo lo abbracciò per sempre impiccandosi ad un albero dell’orto
dietro casa.
26
gennaio 2015
articolo
pubblicato da Mondo
Re@le
Ici a Sezze, la posizione di Federconsumatori e sindacati
La
Federconsumatori di Latina, insieme alla CGIL e Lega SPI della zona
Monti Lepini, hanno messo a disposizione le loro professionalità per
assistere i cittadini nelle pratiche relative agli avvisi di
accertamento emessi dal comune di Sezze, per l’ICI 2008, 2009 e ne
richiedono l’annullamento seduta stante per le pratiche relative alla
prima abitazione e pertinenze. In questi giorni molti contribuenti
stanno ricevendo accertamenti per presunti mancati pagamenti dell’ICI,
relativa agli anni 2008 e 2009, sebbene l’imposta comunale sugli
immobili sia stata abolita con decreto fiscale 93/2008.
“Un’altra
richiesta di pagamento non dovuta – si legge in una nota firmata da
Federconsumatori, Cgil e Lega Spi – e trasmessa arbitrariamente a
migliaia dei cittadini di Sezze ,che sono sempre più al collasso, molti
senza lavoro e tartassati dalle imposte, anche quelle che sembravano
oramai prescritte”. A tal fine chi ne avesse necessità può
rivolgersi allo sportello della Federconsumatori di Sezze (via Piagge
Marine 5), tutti i lunedì e mercoledì dalle ore 9.30, per verificare
la legittimità o meno dei singoli avvisi e predisporrà, su delega dell’interessato,
richieste di incontro al Comune, per l’annullamento dei provvedimenti
evitando che l’avviso di accertamento ricevuto, passati i 60 giorni,
venga trasmesso ad Equitalia per l’incasso delle somme non dovute. Lo
SPI e la CGIL comunicano che le sedi sindacali di Sezze via Piagge
Marine 5, tel. 0773 887364 e Sezze scalo Corso Repubblica 3 tel. 0773
877308, sono aperte tutti i giorni a disposizione dei pensionati,
lavoratori e cittadini che hanno bisogno di consulenza ed assistenza.
21
gennaio 2015
di
Vittorio Accapezzato
AVVISI ICI IN CONTRASTO CON LA DELIBERA DI GIUNTA N:164/2014
Posto che tutta l’attività di accertamento messa in essere dal Comune
di Sezze per tramite della
Soc. A&G inerente alle aree edificabili del territorio,
inserite nel PRG presenta forti criticità circa il valore venale
alquanto eccessivo che non risponde all'attuale valore di mercato delle
aree industriali fabbricabili di Sezze, per cui si dovrà poi affrontare
il problema sotto ogni aspetto circa la rispondenza reale di
edificabilità.
Per quanto invece concerne i terreni agricoli condotti in proprio dai
coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali stanno
arrivando avvisi di accertamento in contrasto con delibera di giunta
Comunale n. 164/2014.
Numerosi cittadini hanno ricevuto, in questi giorni, l’avviso di
accertamento in rettifica e/o d’ufficio ai fini ICI (imposta comunale
sugli immobili) relativa all’anno 2009.
Una marea di avvisi concernenti il recupero dei pagamenti I.C.I. sono
stati notificati in questi giorni nelle case dei nostri concittadini.
Tra questi accertamenti tra l’altro, vi sono quelli nei quali si
richiede il pagamento di Ici su terreni edificabili.
Non si possano creare falsi allarmismi che colpiscono la serenità della
gente perché la gran parte di essi sono coltivatori diretti o
imprenditori agricoli proprietari di aree condotte direttamente e
divenute a seguito di adozione del PRG aree edificabili, non tenuti al
pagamento a norma di legge
C’è dato a sapere che i cittadini interessati, tra gli altri, sono i
coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali proprietari,
iscritti nella previdenza di settore, che conducono direttamente tali
aree ai soli fini agricoli.
Ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera b), D. Lgs. n° 504/1992,
nonché sulla base di quanto disposto dall'articolo 4, comma 5, lettera
a), d.l. 02 marzo 2012, n° 16, convertito, con modificazioni, dalla
Legge 26 aprile 2012, n° 44, i terreni posseduti e condotti da
coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali (IAP),
iscritti alla previdenza agricola, sui quali persiste l'utilizzo
agro-silvo-pastorale, non si considerano edificabili ai fini IMU,
pertanto la base imponibile potrà essere calcolata prendendo a
riferimento il reddito dominicale catastale come previsto per i terreni
agricoli anziché il valore di mercato.
L’introduzione di tale finzione di non edificabilità è tesa a
salvaguardare l’utilizzo agricolo dei terreni a prescindere dalla loro
qualificazione urbanistica.
La giunta Comunale, infatti, con delibera n.164 del 09/12/2014 a norma
dell’Art.2 D.L. 30/12/1992 n.504 ai fini dell’imposta di cui all’art.1
del citato decreto al punto b recita :”Sono considerati, tuttavia, non
inedificabili i terreni posseduti e condotti dai soggetti indicati nel
comma 1 dell’art.9,sui quali persiste l’utilizzazione
agro-Silvo-pastorale mediante l’esercizio di attività dirette alla
coltivazione del fondo, alla silvicoltura, alla funghi coltura,
ed allevamento di animali. Il comune su richiesta del contribuente,
attesta se un’area sita nel proprio territorio è fabbricabile in base
ai criteri stabiliti dalla presente lettera.”
Malgrado, la volontà politica espressa dall’amministrazione comunale
con la delibera di giunta, di dichiarare non edificabili i terreni
posseduti e/o condotti, indipendentemente dalla destinazione d’uso, a
tutti i coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali sono
stati ugualmente inviati gli avvisi di accertamento.
Come se ciò non bastasse, l’aliquota applicata per l’’anno 2009
nell’avviso è pari a 10,60 per mille contro il 7,00 per mille vigenti
all’epoca di cui all’accertamento.
Tra l’altro in un avviso di accertamento riguardante un’area resa
fabbricabile ricadente in zona D del PRG adottato di mq. 11.512 condotta
da un coltivatore diretto, è stato dato un valore venale di €.690.737,00
pari d €.60,00 a mq. contro €/mq.54,00 stabiliti dalla delibera di
giunta comunale n.164/2014.
Alla luce di quanto sta avvenendo con gli avvisi di accertamento emessi
dal nostro comune, si è procurato allarmismo, disagio, angustia e
irritazione di svariati cittadini agricoltori.
E’ il caso che L’amministrazione intervenga a impartire specifiche
disposizioni per annullare gli avvisi di accertamento emessi bloccando
così ogni altro seguito, affinché gli agricoltori non paghino
indebitamente l’Ici non dovuta.
5
gennaio 2015
di
Vittorio Accapezzato
Il COMUNE
RINNOVA LA NOSTRA CARTA D'IDENTITA'
L’anno che è appena finito non è
stato un buon anno. E’ stato un anno pieno di ogni genere di tasse e
la crisi economica ha continuato a corrodere i risparmi degli anni
passati.
I
disagi fra la nostra popolazione sono gravi e mettono in difficoltà
molte famiglie. Disparate imprese sono in serie situazioni economiche,
parecchi lavoratori non trovano lavoro, quasi tutti i giovani sono
inoccupati, l’attività commerciale chiude i battenti di giorno in
giorno e l’attività agricola sta scomparendo. Il nostro paese ormai
ha la carta d’identità scaduta.
Sezze, non è quasi più un paese agricolo, non è industriale, non è
turistico, non è artigianale. E’ un paese che ha bisogno di
riprendersi la sua identità altrimenti il suo futuro è segnato.
La nostra identità cittadina, è stata snaturata e danneggiata da
scelte amministrative che non hanno mirato su una politica di scelta
economica di sviluppo per un futuro diverso.
Tale situazione si è ripercossa col passare degli anni, sull’aspetto
turistico, agricolo, commerciale e artigianale. I frequentatori che
vogliono visitare la nostra cittadina si ritrovano a dover combattere un’accessibilità
difficoltosa per poi passeggiare tra le vie e i vicoli di una città
dissestata e indecorosa, quasi priva di attività commerciali e vita
sociale, scomoda e stracolma di auto, senza iniziative di interesse. Il
Centro Commerciale Naturale che fine ha fatto? Perché non è mai
decollato?
La risposta è semplice. E’ mancato un modesto progetto per restituire
maggiore vivibilità al paese. La ricetta, per far recuperare al centro
la sua naturale vocazione di polo di attrazione economica, culturale,
turistica, sociale e residenziale si articola in una serie d’interventi:
arredo urbano- ripristino identità centro storico come luogo
privilegiato, dove preservare la memoria (segnaletica d’informazione
dei percorsi culturali, indicazioni turistiche.)
- recupero residenzialità - rilancio attività artigianali-
valorizzazione attività commerciali e pubblici esercizi-
turismo-sicurezza e vivibilità.
I nuovi modi fruitivi, oggi attesi dai cittadini e dai consumatori, si
assorbono nel Centro Urbano come luogo dello shopping rilassato, idoneo
a un godimento pedonale, in una situazione salubre, accogliente e
vivibile. Solo così
Il commercio potrà uscire dall’annosa cura dimagrante.
Ora è la volta del 2015. Quasi in tutta Italia le Amministrazioni
Comunali
hanno trasmesso alla popolazione il messaggio di auguri di buon anno e l’impegno
politico di dare una risposta ai problemi che attanagliano ancora le
proprie città.
Questo non ancora è avvenuto. E come l’anno scorso, di mia iniziativa
da cittadino mi è gradito inviare al Sindaco, all’intero Consiglio
comunale e giunta i più sinceri auguri di Buon Anno con la speranza che
nel governare il paese si metta da parte l’immobilismo spaurito nel
quale il “non fare” elimina pericoli amministrativi, ma paralizza
definitivamente, per svalutazione, piani, programmi e progetti in attesa
a Sezze da troppi anni. I cittadini, infatti, chiedono una buona
politica, servizi più curati, vivibilità, strade accessibili e scuole
sicure. E cosa hanno avuto l’anno scorso come risposta? L'aumento dei
parcheggi a pagamento che ripercuotano sul portafoglio, strade
rattoppate, scuole piene di problemi, cantieri stradali privi di
programmazione e che senz’altro porteranno altra crisi tra gli
operatori commerciali.
Auguro un buon lavoro a tutte le Commissioni Consiliari perché
affrontino i temi riguardanti il rinnovamento, lo sviluppo agricolo, il
commercio, l’impresa, l’artigianato, il turismo e la vivibilità.
Solo così potremmo riavere la nostra carta d’identità, documento
indispensabile per viaggiare in avanti e non a marcia indietro.