12
febbraio 2012
Le
regole per una alleanza a sinistra
di
Patrizio Lisi Segretario
locale Sinistra Ecologia Libertà
Se
il partito democratico pensa di poter dettare le regole per la
costruzione di una alleanza di centro-sinistra per le prossime
elezioni comunali, senza un minimo confronto con le forze della
sinistra, abbia il chiaro coraggio di spiegare alla città, quale
mostro politico ha intenzione di creare e con questa trasparenza si
presenti agli elettori. Ad oggi nel progetto autoreferenziato e
autogestito dal PD, non vi è alcuna traccia che confermarmi che si
sta lavorando alla costruzione di una coalizione basata su sani valori
di centro-sinistra. L'apertura all'UDC, partito investito nello
scandalo profughi, dopo aver coinvolto una serie di personaggi
provenienti da destra, è l'esempio di tali intenzioni e genera
instabilità in una coalizione che non ha mai avuto la possibilità di
un minimo confronto politico per ragionare su una idea di paese. Il PD
vuole decide per tutti.
Accecati
dalla paura della sconfitta, probabilmente dovuta alla scarsa qualità
politica che ha messo in piedi negli ultimi cinque anni, a nostro
parere il sindaco Campoli sta commettendo gli stessi errori fatti 5
anni fa durante la costruzione dell'unione setina, che lo ha portato
alla vittoria politica ma non gli ha permesso di governare nella più
assoluta tranquillità, elemento che sicuramente ha influito
tantissimo sulle "performance" di questa amministrazione, più
volte costretta ad assecondare il primo consigliere che alzava la voce
su singole richieste personali. Di solito l'esperienza dovrebbe
rendere le persone più sagge, più consapevoli e mature per
affrontare meglio i propri percorsi, ma purtroppo il PD di Sezze non
ha orecchie per ascoltare i consigli dei cittadini, orami stanchi dei
giochi di potere. A oggi il PD ha dimostrato ancora una volta poca
lungimiranza politica, optando per la costruzione di un carrozzone
rispetto alla saggia scelta di costruire una coalizione che abbia in
grembo il principio della governabilità ed i valori del
centro-sinistra.
Siamo
curiosi di capire su quali elementi programmatici stanno tentando di
mettere in piedi questa accozzaglia politica oppure con la riduzione
del numero dei consiglieri si stanno giocando le postazioni?? Noi
vogliamo dare un volto nuovo al paese, vogliamo confrontarci per
capire se ci sono idee in campo per creare lavoro per i giovani in
questo paese, come si pensa di tutelare il territorio setino oramai
devastato dalla cementificazione selvaggia, se è possibile rilanciare
l'agricoltura della pianura, e come si pensa di gestire l'eclatante
risultato referendario con il quale i cittadini hanno voltato per
mandare a casa la Dondi e chiedere che la gestione dell’acqua deve
essere pubblica.
CONTATTI:
Tel. 3470536148
patrizio.lisi@gmail.com
4
agosto 2011
Accoglienza
profughi sui Monti Lepini
di
Patrizio Lisi Segretario
locale Sinistra Ecologia Libertà
Dopo aver rischiato di morire sotto la bombe, dopo aver rischiato la vita nell’affrontare il fatidico “viaggio della speranza”, dopo aver subito sulla propria pelle la durezza delle procedure dei centri di accoglienza, nel destino di un profugo, dovrebbe arrivare quella tanto sperata e ricercata “libertà”, per poter ricominciare a vivere dignitosamente una nuova vita in un paese democratico. Invece di colpo, ci si trova ammassati in fatiscenti casolari alle pendici dei Monti
Lepini, senza nemmeno un letto per riposare, con servizi igienici non adeguati, e magari con cibo a singhiozzo. E’ la storia che si ripete, e in questo nostro paese c’è sempre qualcuno che riesce a fare business sfruttando il più debole, lucrando sul dolore altrui. Ed in un solo colpo, alcuni “signori del business” hanno provato a cancellare la nostra storia, quella che ha sempre parlato della straordinaria pratica dell’accoglienza e dell’ospitalità che ha caratterizzato i popoli dei monti
Lepini. Ma il malaffare non può estinguere i valori, e seppur balzati sulla cronaca nera, vogliamo sottolineare ancora una volta la silenziosa solidarietà dei nostri cittadini nei confronti dei migranti offrendo loro cibo, acqua e vestiario differenziandosi rispetto a chi dovrebbe legalmente farlo perche sovvenzionato.
Le scadenti condizioni igienico-sanitari di alcune strutture site nei comuni di Sezze, Bassiano e Roccagorga che ospitano i migranti provenienti dal centro di accoglienza di
Manduria, lasciano seri dubbi sulla qualità delle politiche regionali riguardo l’accoglienza. Sinistra Ecologia e Libertà di Sezze in collaborazione con consigliere Filiberto
Zaratti(SeL), presidente della commissione regionale Sicurezza, Integrazione sociale e lotta alla
criminalita', ha presentato una interrogazione urgente alla presidente della regione Lazio, Renata
Polverini, per una verifica dettagliata delle strutture di accoglienza site nel territorio del Lazio. La Procura di Latina ha aperto un'inchiesta sull'idoneità e i requisiti di queste strutture, a seguito della quale risulterebbe iscritta nel registro degli indagati l'amministratrice della società cooperativa “Casa Fantasie”. Va ricordato che questa cooperativa sociale risulta inclusa nella graduatoria delle 51 proposte ritenute ammissibili per l'attuazione del progetto regionale di accoglienza qualificata in attuazione del progetto pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione Lazio (numero 19 del 21 maggio 2011 sezione
III)". A fronte di questi gravi fatti abbiamo richiesto alla regione:
a) se non si ritiene di dover disporre l’immediata esclusione della Fantasie Società Coop. Soc. Onlus dalla graduatoria pubblicata sulle sezioni “Pubblicità Legale” e “Politiche Sociali”del sito della Regione Lazio;
b) quali criteri di valutazione hanno determinato l’ammissibilità dei progetti e l’idoneità delle strutture di accoglienza qualificata dei Richiedenti/Titolari Protezione Internazionale
(PRIR) e la relativa formazione della graduatoria;
c) quali sistemi di verifica e controllo si intendono adottare su tutto il territorio regionale per garantire adeguati ed efficienti servizi di accoglienza dei Richiedenti/Titolari Protezione Internazionale da parte dei titolari dei progetti.
Inoltre questa brutta e orribile vicenda riporta alla luce con fermezza il conflitto di interesse generato tra la politica e gli interessi personali dei consiglieri comunali, degli apparati comunali e di chi utilizza i proprio potere per trarne vantaggio. E’ arrivato il tempo in cui la politica locale debba mettere in agenda la discussione di questi temi, Sinistra Ecologia e Libertà di Sezze chiederà al popolo del centro-sinistra per le prossime elezioni comunali, di invadere la sfera del conflitto di interesse perche questo cancro limita lo sviluppo del nostro territorio e delle nostre aziende sane e accumula la ricchezza solo nelle mani di poche persone.
21
giugno 2011
Analisi
del voto referendario di Sinistra Ecologia Libertà
di
Patrizio Lisi
Segretario
locale Sinistra Ecologia Libertà
Con
il referendum del 12 e 13 giugno scorso il popolo italiano porta a
casa una straordinaria vittoria, dopo 16 anni viene superato il quorum
a favore dell'acqua pubblica, dell’abolizione del nucleare e per una
giustizia uguale per tutti. Si tratta di una vittoria straordinaria
perché è stata costruita dal basso dove i protagonisti sono
stati i territori e la grande partecipazione di donne e uomini che
hanno espresso una forte volontà di cambiamento, delle associazioni,
dei comitati e dei sindacati ma soprattutto è la vittoria dei giovani
di questo paese che si sono mobilitati in massa chiedendo un futuro
migliore e prassi di buona politica e addirittura tramite
la rete internet sono
riusciti a fronteggiare i tentativi di oscuramento dei quesiti
referendari da parte dei media e del governo Berlusconi. Si è cercato
ancora una volta, di confondere le persone, di far passare messaggi
devianti e di salvaguardare interessi di pochi, ma questa volta gli
italiani non hanno delegato alla politica la possibilità di decidere
su questioni importanti che riguardavano la loro vita, il loro
territorio e il loro futuro.
Anche
Sezze ha risposto positivamente confermando una grande partecipazione
alle urne intorno al 52% con una stracciante vittoria dei SI,
dimostrando ancora una volta particolare sensibilità per la tutela
dei beni comuni soprattutto per quanto riguardo il tema acqua,
considerato che da più di 10 anni i cittadini continuano a subire
sulla propria pelle le inefficienze della Dondi. Riteniamo che con
questo voto i cittadini di Sezze abbiamo espresso formalmente non solo
la loro volontà di ritornare alla gestione pubblica delle risorse
idriche togliendole definitivamente dalle mani del privato e del
mercato, ma anche un forte dissenso nei confronti dell’attuale
amministrazione, che in 5 anni di governo non ha intrapreso alcuna
azione politica per richiedere alla Dondi maggiore efficienza
nell’erogazione del servizio ma soprattutto il rispetto delle
normative europee e delle clausole contrattuali da entrambe le parti
sottoscritte. Inoltre, la volontà popolare ridimensiona le scelte
politiche messe in piedi fin d’ora dall’assessore Bernabei, volte
più a tutelare il rapporto tra l’ente e la concessionaria che al
rispetto delle regole. Vengono respinte al mittente anche le posizioni
neoliberiste del consigliere Vitelli, che ipotizzavano uno scellerato
passaggio verso Acqualatina, e per raggiungere i suoi obbiettivi si è
distinto con rozzi tentativi di delegittimazione delle iniziative a
favore del referendum promosse dal comitato acqua pubblica di Sezze e
dai partiti, tra i quali anche Sinistra Ecologia e Liberta. Per quanto
riguarda noi di Sinistra Ecologia e Liberta la vittoria del SI
rappresenta, non soltanto una vittoria politica ma si tratta della
vittoria di una vita su questioni che ci hanno visto largamente
minoranza per decenni in questo paese ma oggi finalmente i cittadini
ci hanno dato ragione.
10
giugno 2011
Appello
al voto per il referendum del 12 e 13 giugno
Coordinamento locale di Sinistra Ecologia e Liberta di Sezze - Patrizio Lisi
Come
sottolineato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,
“tutti dobbiamo esprimere la nostra idea attraverso il voto”.
Attraverso questa dichiarazione, rivolgiamo un appello a tutti i
cittadini di Sezze per richiamare l’attenzione sull’importanza di
andare a votare al referendum del 12 e 13 giugno in quanto siamo
chiamati ad esprimerci su delicate questioni strettamente legate alla
vita, alla nostra idea di sviluppo e di società. Non è mai
abbastanza il lavoro svolto in termini di “appello al voto”
rispetto ai più diversi tentativi di boicottaggio che questo
referendum ha subito da parte dei media nazionali e locali. Si è
cercato ancora una volta, di confondere le persone, di far passare
messaggi devianti e di salvaguardare interessi di pochi.
Sinistra
Ecologia e Libertà di Sezze invita tutti i cittadini e tutte le
cittadine a votare in massa quattro SI: un SI per assicurare l’acqua
come bene gestito collettivamente e non che sia lasciato nelle mani di
affaristi, evitando il saccheggio di un bene comune da parte di società
private; un SI per
evitare che l’acqua, bene collegato alla tutela dei diritti
fondamentali, sia messa sul mercato con la possibilità, da parte di
lobby, di ricavare profitto da essa; Un SI per abolire la
costruzione di centrali nucleari, perché non garantiscono sicurezza,
non garantiscono indipendenza energetica, rappresentano una tecnologia
vecchia e ancora mai applicata con tempi lunghissimi, costi enormi e
incerti e pongono il problema impellente dello smaltimento delle
scorie nucleari, in un Paese in cui è ancora da risolvere il problema
dello smaltimento dei rifiuti; ed in fine un SI per garantire
l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge; non è lecito che
un Premier o un Ministro possano avere l’opportunità di evitare i
processi in cui sono imputati a differenza del semplice cittadino che
non potrà godere mai di questo artificio
Affinché
il referendum sia valido è necessario raggiungere il Quorum fissato
nel 50% più uno degli aventi diritto al voto.
È
importante quindi attivare la partecipazione, far comprendere
l’importanza del voto, comunicare a tutti che la vittoria del Sì
non basta se non si recherà alle urne almeno la metà degli elettori
più uno! Oggi il referendum resta l’ultimo strumento di democrazia
popolare attraverso il quale i cittadini possono prendere decisioni
fondamentali su temi importantissimi, per esempio la vittoria del SI
sui quesiti in materia di acqua pubblica consentirebbe a livello
locale la decadenza definitiva del rapporto con tra comune di Sezze e
concessionaria DONDI, per un ritorno alla gestione pubblica delle
nostre risorse idriche e della depurazione, obbiettivo che nessun
amministratore non è mai riuscito a concretizzare nonostante una
forte richiesta popolare in tema di efficienza e qualità del servizio
e riduzione dei costi in bolletta. Non perdiamo questa occasione, il
referendum ci da la possibilità di mandare a casa il privato
Segretario
Sinistra Ecologia LIbertà Sezze
23
settembre 2010
Acqua
pubblica, atto impositivo
Coordinamento locale di Sinistra Ecologia e Liberta di Sezze - Patrizio Lisi
Quello che si è consumato la settimana scorsa durante l’ultimo consiglio comunale rappresenta l’ennesimo atto impositivo della classe politica setina, privo di qualsiasi concertazione e gradimento da parte della cittadinanza. La votazione unanime della maggioranza e della minoranza su due dei punti più delicati all’ordine del giorno, come la questione acqua e agricoltura, va in netta controtendenza rispetto alle esigenze del territorio. E’ stata respinta la mozione presentata dal comitato acqua pubblica di Sezze, con la quale veniva richiesto l’inserimento nello statuto comunale di alcuni principi per la tutela delle nostre risorse idriche, ossia il riconoscimento dell’acqua come bene comune, come diritto inalienabile di ogni essere vivente, e che il servizio idrico è un servizio di interesse generale, deve essere esercitato salvaguardando l’accesso a tutti e privo di rilevanza economica. Questi sacrosanti principi, sui quali già moltissimi comuni italiani si sono espressi favorevolmente, non hanno trovato il consenso dei nostri amministratori, segnando ancora una volta la palese volontà di tutta la classe politica setina di continuare a collaborare e difendere la società Dondi per la gestione del servizio idrico. Durante il consiglio abbiamo il dovere di evidenziare: da una parte, che la destra setina riesce indisturbata a scavalcare “a sinistra” la maggioranza, facendosi portavoce della mozione del comitato presentata da circa un anno(l’acqua pubblica è una cosa di
sinista) e che sulla questione acqua, nel PD non vi è una visione unitaria(in alcune comuni si sta con il privato in altri con il pubblico). Dall’altra invece abbiamo notato la grande difficoltà di molti consiglieri di rispondere alle richieste presentate dal comitato, probabilmente a causa di una scarsa familiarità e conoscenza sulle problematiche legate al tema, cosicché né è scaturita una discussione di basso livello. Sostanzialmente siamo alle solite, scarso interesse della politica sul tema acqua, estensione delle garanzie per il privato che gestisce il nostro servizio idrico rispetto alle esigenze e alla volontà dei nostri cittadini. La Dondi rafforza ancor di più la sua posizione all’interno del consiglio comunale, potendo contare su alleati di un certo peso politico locale e provinciale, come l’assessore Bernabei e il gruppo dell’UDC, basti pensare al terzo pozzo, come ultimo regalo “immorale”, passato tra l’indifferenza di tutti.
Per quanto riguarda la questione agricoltura, maggioranza e opposizione hanno unitariamente votato per l’estensione di terreni a favore di grande azienda agricola locale, investimento che permetterebbe il rilancio dell’azienda sul settore della quarta gamma con nuove assunzioni. Fin qui, nulla da replicare sulle opportunità di crescita di una nostra azienda, ma mettiamo in discussione le scelte di indirizzo politico che stanno caratterizzando l’azione amministrativa in merito ai problemi del mondo agricolo, dove per l’ennesima volta si vanno a tutelare gli interessi economici dei grandi imprenditori locali a discapito dei veri soggetti attivi del comparto quali coltivatori diretti, contadini e piccole e medie imprese, che rappresentano il cuore produttivo della nostra pianura. L’amministrazione locale, dopo aver contribuito a “regalare” la centrale Monte Amiata ai privati, continua a perseguite scelte, secondo il nostro avviso, volte più allo smantellamento del comparto agricolo che al suo rilancio. Sarebbe interessante comprendere la loro idea sulla polo agricolo della quarta gamma, sponsorizzato da Sonia Ricci. O addirittura, tramite una sorta di compromesso tra maggioranza e minoranza, vengono fuori proposte scellerate quali la realizzazione di un eliporto che va a togliere terreni di alta qualità all’agricoltura a favore di pura cementificazione, proprio in una zona ritenuta dalla regione Lazio di alta rilevanza per le sue caratteristiche rurali, ma soprattutto non assicura alcun margine di sviluppo territoriale. A tali proposte rilanciamo con forza la nostra idea di realizzazione di un mercato degli agricoltori per vendita diretta del prodotto setino di alta qualità e la valorizzazioni di strutture per portare sul territorio competenze di elevato spessore tecnico come le università agrarie, per investire in termini di ricerca, biorisanamento delle nostre terre e in nuovi campi di sperimentazione colturale. Per gli agricoltori questi due elementi rappresentano i due punti cardine sui quali far ripartire il comparto agricolo locale e dare una risposta forte e concreta ai drammi della crisi economica che sta colpendo le loro aziende…..ma evidentemente la politica non ha orecchie per ascoltare.