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Centro Studi San Carlo Da Sezze |
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Quaderni del Centro Studi San Carlo da Sezze San Carlo a Sezze
il corpo di San Carlo in occasione della sua permanenza nel duomo di Santa Maria nel 1998 (foto A.Danieli) Testi:
Massimiliano Di Pastina Traduzioni
dal latino: Modestino Cerra Fotografie:
Archivio Postulazione generale della provincia romana dei frati minori -
Roma Antonio
Danieli
- Sezze Luciano
Maretto
- Latina Pubblicazione
anno 1999 a titolo gratuito - Tipografia Grafica ’87 di Claudio
Vari - Pontinia Digitalizzazione e riorganizzazione testi e foto a cura di Ignazio Romano - Setino.it - 2025
“Vera
Effiggie del Servo di Dio Frà Carlo Marchionne da Sezza” Roma, Museo francescano dell’Istituto storico dei cappuccini Presentazione Il rapporto tra san Carlo da Sezze e la nostra comunità, da sempre, è stato molto intenso: profonda la devozione, sincera la fede, genuina l'ammirazione che Sezze gli ha continuamente riservato. In modo particolare, san Carlo è stato l'esempio di una santità fattasi uomo, un modello di riferimento per intere genera zioni. Ecco, quindi, perché il ritorno delle sue reliquie a Sezze, nello scorso autunno, in occasione del 350° anniversario della sua stimmatizzazione, ha rappresentato qualcosa di oltremodo significativo per i fedeli. Un momento molto profondo, in cui il popolo della Chiesa di Sezze si è potuto ricongiungere anche "fisicamente" con il suo san Carlo, rinnovando quell'impegno di vita ispirata ai principi della carità di cui fr. Carlo è stato un esempio continuo. È parso quindi opportuno al Centro studi "S. Carlo da Sezze" offrire un modestissimo contributo perché questo momento venga consegnato alla memoria storica della nostra città; una pubblicazione senza pretese, ma che intende ripercorrere le tappe delle varie presenze delle reliquie di san Carlo a Sezze, dalla canonizzazione ad oggi. Probabilmente non potranno essere le parole, forse neanche questo stesso fascicolo, a descrivere i sentimenti, i vissuti, le emozioni delle centinaia di persone che, nel mese ed oltre in cui san Carlo è tornato ad "abitare" a Sezze, sono passati davanti all'urna che ne conserva le reliquie; per questo si è dato anche spazio alle immagini, fedeli di una realtà unica ed intensissima. Ma anche questo è un
tentativo parziale; in fondo, i volti che gli sono passati davanti li ha
bene impressi solo san Carlo. Volti semplici, fatti di fede sincera o di
religiosità superficiale, ma volti autentici, come autentiche sono
state le parole e la vita di fr. Carlo da Sezze. Sezze, 6 gennaio 1999 Giuseppe Oppo - presidente del Centro studi "S. Carlo da Sezze” 1.
PERCHÈ TORNA SAN CARLO "La mattina, prestissimo, dopo essere stato alla chiesa maggiore a pregare davanti il Crocifisso che ho già ricordato, con la benedizione di mio padre e di mia madre uscii per l'ultima volta da quella città dove tanto avevo offeso il Signore, e mi trasferii a Roma"; [M. Di Pastina, La forza dell'umiltà. Dagli scritti di san Carlo da Sezze, S. Maria degli Angeli-Assisi 1998, p. 76.] era il 9 maggio del 1635, e Giancarlo Marchionne andava a Roma per essere ricevuto tra i frati minori. Altre volte tomerà a Sezze: a questuare, a mettere pace tra famiglie, a venerare il corpo del patrono san Lidano d'Antena. E vi è tomato dopo la sua morte; è rimasta memorabile la visita di san Carlo subito dopo la sua canonizzazione, nel 1959: il ritorno è stato un trionfo, di quelli che raramente Sezze riserva ai suoi figli. Nel 1970, ricorrendo il 300° anniversario della morte, la reliquia del cuore di san Carlo è tomata nella sua città per una breve peregrinatio, che ha toccato altri centri della dio cesi e delle zone limitrofe. L'ultima volta san Carlo è tomato a Sezze nel 1982, dal 3 al 12 luglio; le celebrazioni di quell'anno avevano preso occasione dal primo centenario della sua beatificazione, decretata da Leone XIII nel 1882. Dopo quasi vent'anni da quella data, ecco un altro centenario a rendere presente di nuovo le reliquie di san Carlo a casa: nel 1998 cadeva il 350° anniversario della sua stimmatizzazione. Don Anselmo Mazzer, arciprete-parroco della cattedrale, non si è lasciata scappare l'occasione, e ha dato il via a tutte le pratiche necessarie per rendere possibile questo nuovo ritorno del corpo di san Carlo a Sezze. Un ritorno che, come sempre, è capace di svuotare le case dei sezzesi; san Carlo trascina, e lo fa in una maniera sorprendente. San Carlo non vive di clamore. di continue grida al mira colo, come purtroppo accade intorno a tanti servi di Dio, con il rischio di ingenerare grandi storture nella visione di fede di molti cristiani; non è il santo dei santuari mastodontici, delle poche preghiere sbiascicate per una guarigione fisica, per vincere al totocalcio... San Carlo è il santo del quotidiano, il santo di chi trova nel Signore l'unica ragione della propria vita e, appunto per questo, sceglie di nutrirsi ogni giorno di lui, abbraccia quotidianamente la sua volontà, è contento di ciò che il Signore gli dona. si sente infinitamente piccolo davanti alla sua grandezza. Ad oggi, anno 2025, con questa pubblicazione in rete, il Corpo di San Carlo è tornato a Sezze in altre due occasioni, come riportato di seguito: 50° della Canonizzazione - 2009 IV Centenario della Nascita - 2013 2.
1959,
L'ANNO DELLA CANONIZZAZIONE Inizialmente fissata per il 23 novembre del 1958, la canonizzazione del beato Carlo da Sezze era stata rinviata a data da destinarsi, [Preziosa, per ricostruire questo aspetto, la corrispondenza conservata in Archivio Capitolare della Cattedrale - Sezze, Sezione S. Carlo da Sezze, busta Canonizzazione di. S. Carlo, 2/D; interessanti, in particolare, i biglietti inviati da don Titta Zarra che dal suo posto alla Radio Vaticana era in grado di fornire notizie attendibili: grazie a lui, fra l'altro, Alberico Vitalini compose l'inno ufficiale di san Carlo, "popolare e assai bello". La corrispondenza intercorsa tra don Vincenzo Venditti e il postulatore della causa p. Fortunato Scipioni è stata già pubblicata in M. Di PASTINA, La causa di canonizzazione di S. Carlo da Sezze O.F.M. (1613-1670) nelle lettere inedite Scipioni-Venditti (1956-1957), in Archivum franciscanum historicum 84 (1991) pp. 45 1 -486] dopo
un frenetico rincorrersi di conferme e di smentite, per l'improvvisa
morte di Pio XII. Un estremo tentativo per mantenere la data del 23
novembre, esperito da don Vincenzo Venditti insieme al provinciale dei
frati minori presso il nuovo pontefice Giovanni XXIII, non ebbe
risultati positivi: don Venditti, con il suo stile inconfondibile, lo
comunica il 1° novembre al vescovo diocesano mons. Emilio Pizzoni in
questi termini: Roma locuta est. Mentre in
commissione, presieduta dal Rev.mo P. Provinciale, ci si attendeva di
essere introdotti da Monsignor Dante, secondo il convenuto, siamo stati
chiamati dal Signor Cardinale Cicognani, che ha detto: essere espressa
intenzione del Santo Padre che la canonizzazione di S. Carlo e della
Vedruna avvengano durante le festc Pasquali, ai primi di Maggio. Non c'è
quindi altro da pensare. È questa la volontà del Signore. [Archivio
Capitolare della Cattedrale - Sezze, Sezione S. Carlo da Sezze, busta
Canonizzazione di S. Carlo, 2/D: Lettera di don V. Venditti al Vescovo
diocesano (1 novembre 1958).] Il 26 gennaio del 1959 don Vincenzo Venditti era finalmente in grado di annunciare la data definitiva dell'attesa canonizzazione: è pervenuta, da parte della
Sacra Congregazione dei Riti, la data della canonizzazione del nostro
Beato Carlo: sarà il 12 Aprile, seconda Domenica dopo Pasqua, festa del
Buon Pastore. [Archivio
Capitolare della Cattedrale - Sezze, Sezione S. Carlo da Sezze, busta
Canonizzazione di S. Carlo 2/D. Lettera di don V. Venditti al vescovo
diocesano (26 gennaio 1959)]
12 aprile 1959. Foto b/n, ricolorata per l'occasione, della cerimonia che si tenne nella basilica di San Pietro a Roma. Il nuovo papa, Giovanni XXIIl, sta per proclamare San Carlo da Sezze Il vescovo di Terracina,
Sezze e Priverno mons. Emilio Pizzoni, si trovò a dover organizzare una
serie di attività, a livello cittadino e diocesano, che avrebbero avuto
lo scopo di interessare i sezzesi e gli altri fedeli delle tre diocesi
al significato propriamente spirituale della canonizzazione. Come
avviene in occasioni del genere, vennero costituiti due comitati, uno
d'onore ed uno esecutivo: la presidenza del primo venne affidata al
card. Clemente Micara, vescovo di Velletri e vicario del papa per la
diocesi di Roma; ne facevano inoltre parte l'on. Giulio Andreotti,
ministro della difesa; p. Agostino Sepinski, ministro generale
dell'ordine dei frati minori; mons. Ferdinando Baldelli, presidente
della Pontificia opera di assistenza; l’on. Pietro Campilli,
presidente del CNEL; l'on. Augusto Fanelli, sottosegretario di stato ai
trasporti; il sen. Emilio Battista; l’on. Paolo Bonomi; l'on. Vittorio
Cervone; l'on. Pietro Romani, alto commissario per il turismo; il dr.
Guido Di Napoli, prefetto di Latina e commissario della Camera di
commercio della provincia; il comm. Giacinto Santoro, presidente
onorario della Suprema corte di cassazione; p. Luigi Cefaloni, ministro
provinciale dei frati minori conventuali; p. Giovanni Battista da
Famese, ministro provinciale dei frati minori cappuccini; l'avv. Gaetano
Loffredo, presidente dell'Amministrazione provinciale di Latina; l'avv.
Filippo Lombardini; il dr. Giovanni Tosti-Croce; l'avv. Guido Bernardi;
il dr. Filippo Ranieri, commissario di Pubblica sicurezza di Sezze. Presidente del comitato
esecutivo, invece, era il vescovo diocesano, coadiuvato dai due vice
presidenti mons. Giovanni Battista Carissimo, arciprete della cattedrale
di Sezze, e avv. Giuseppe Mercuri. A fame parte erano stati designati
mons. Mario Pemarella, rettore del seminario interdiocesano di Sezze;
gli arcipreti delle cattedrali di Terracina (mons. Vincenzo Natalini) e
di Privemo (don Tommaso D'Alessio); i canonici don Giovanni Tufo, don
Antonio Tassi e don Giovanni Battista Di Nottia, in rappresentanza del
Capitolo della cattedrale di Sezze; i parroci della città don Francesco
Pontecorvi, don Vincenzo Venditti, don Titta Zarra e don Umberto
Ascenzi; il cappuccino p. Bartolomeo Maria da Chiesa, superiore del
Centro missiona rio della Pontificia opera di assistenza di Sezze; il p.
Gino Talone, superiore della Colonia pontina maschile di Sezze; Benito
Forte, presidente della Giunta interdiocesana di Azione cattolica;
Lamberto Venturi, presidente dei Comitati civici delle diocesi;
Bemardino Bemardi, insegnante nel seminario di Sezze; l'avv. Giuseppe
Boffi; Eugenio Caciari e Ubaldo Leonoro, diret tori di banca; il prof.
Sandro Cassoni, l'avv. Felice Coluzzi, il prof. Livio Coluzzi, il cav.
Giuseppe Di Trapano, Ferdinando Di Veroli, il prof. Luigi Marchionne,
Ruggero Mele, Giuseppe Meschini, il prof. Enrico Orsini, il comin.
Pietro Pietrosanti, il comm. Alfredo Pontecorvi, il segretario comunale
Pietro Marchionne, Tommaso Santoro, l'avv. Raimondo Tulli e il prof.
Antonio Valleriani. Mons. Pizzoni intese
preparare la venuta del corpo di san Carlo con una missione popolare, la
cui organizzazione e dire zione venne affidata alla Pontificia
commissione di assistenza, che la organizzò dividendola in tre corsi
separati per le varie zone della diocesi di Sezze: in otto località di
Suso fu tenuta dal 3 al 12 luglio, dal 16 al 26 luglio in altrettante
località della Pianura pontina ed infine in città dal 22 luglio al 2
agosto.
Il pomeriggio di domenica 2
agosto una rappresentanza del comitato esecutivo scese a "La
Storta" per accogliere l'urna che era partita da Roma; quindi, con
un corteo di automobili, venne raggiunto il centro storico dove, a porta
Pascibella c'erano a ricevere l'urna delle reliquie di san Carlo
-nell'ultimo tratto por tata a spalla da un gruppo di universitari- non
meno di 10.000 persone, strette intorno al vescovo diocesano e ai
parroci della città e delle tre diocesi. Dopo che il provinciale dei
frati minori, p. Ludovico Marcelletti, circondato da uno stuolo di
confratelli francescani, ebbe consegnato ufficialmente l'urna -sistemata
su un apposito altare eretto per l'occasione vicino alla chiesa di S.
Parasceve e dopo le parole di ringraziamento del vice presidente del
comitato avv. Giuseppe Mercuri [San
Carlo è tornato a Sezze, in L’Osservatore romano, 9 agosto 1959], venne
celebrata da mons. Pizzoni l'Eucaristia, durante la quale il vescovo
diede lettura della lettera inviata per la circostanza dal card.
Domenico Tardini, a nome di Giovanni XXIII: A
Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor
Emilio Pizzoni Vescovo
di Terracina, Priverno e Sezze Con viva soddisfazione e con soave ricordo dei solenni riti della Canonizzazione svoltisi nei fulgori de]la Basilica Vaticana l'Augusto Pontefice accompagna in spirito le sacre spoglie di San Carlo da Sezze traslate alla Città natale, che le accoglie tra le sue mura sotto le volte della Cattedrale, mentre un popolo devoto tributa in preghiera e in armonia di sentimenti l'omaggio di venerazione all'umile e glorioso Concittadino, la cui figura e vita, irradiando luce e fascino di preclare virtù. stimolano a generosa imitazione e muovono a lode e gratitudine al Signore. Auspicando nel fausto
avvenimento il lieto presagio di rinnovato fervore nella fede e nella
pietà cristiana, ed invocando il celeste patrocinio del mite e serafico
Religioso Francescano su quanti lo onorano come fulgida gemma della loro
nobile terra e ne custodiscono il prezioso retaggio di edificanti
esempi. Sua Santità imparte di cuore a Vostra Eccellenza Reverendissima
e al diletto mistico gregge. avvaloratrice di voti e propositi,
propiziatrice di copiosi divini favori l’implorata speciale
Benedizione Apostolica. Dal Vaticano,16 Luglio 1959 -
D. Card. Tardin
Giovanni
XXIIl riceve il definitorio generale dei frati minori all'indomani
della canonizzazione di san Carlo da Sezze; tra di essi si
riconosce anche don Vincenzo Venditti. Dopo la messa di mons.
Pizzoni prese la parola, per un discorso di saluto, il presidente
nazionale dei Comitati civici prof. Luigi Gedda, discorso rimasto famoso
e ampiamente riportato sulla stampa nazionale, in cui il prof. Gedda
tratteggiò efficacemente la biografia di san Carlo e parlò del suo
intenso amore per la fede, il lavoro e la carità: [Il
passaggio del discorso di Gedda che riguardava alcune vicende politiche
italiane ebbe vasta eco sui quotidiani nazionali; scrive, ad esempio,
l’articolista de Il Tempo, 3 agosto 1959. p. 2 (Per l'attività
politica italiana si iniziano ufficialmente le vacanze): "Nel
quadro delle polemiche sollevate sia dalla situazione siciliana, sia
dalle controversie interne che stanno caratterizzando la preparazione
del congresso democristiano` va registrato un impor tante discorso
pronunciato ieri a Sezze dal prof. Gedda, presidente dei «Comitati
Civici» nazionali. Gedda ha preso la parola durante la cerimonia per la
traslazione nella cittadina laziale, del corpo di San Carlo da Sezze. «La
manifestazione che la popolazione di Sezze ha dedicato al suo Santo - ha
detto Gedda - è un trionfo della fede cristiana e della Chiesa
cattolica. Perché i Santi appartengono alla Chiesa e non ha senso
considerarli separati da questa Madre che li ha educati, li pone sugli
Altari e li addita come esempio di fede eroica. Approfittare di un
Santo, come abbiamo inteso nei giorni scorsi` anzi di una gloriosa Santa
siciliana per avallare una palese disobbedienza alla Chiesa cattolica è
un gesto che non significa culto, ma profanazione e che pro duce in noi
cattolici dolorosa meraviglia, disgusto ed offesa. Questo senti mento di
amarezza è recente ma pure antico ed ha suggerito al nostro popolo un
proverbio che dice: «Scherza coi fanti e lascia stare i santi». Di
fronte a questi e ad altri fenomeni politici che creano grave confusione
nell'opinione pubblica, pericolo per l'ordine civile e la civiltà
cristiana della nostra Patria e perfino crisi di fiducia nelle
istituzioni, sapendo di interpretare i Comitati Civici, desideriamo
rivolgere una parola serena agli uomini politici che li inviti a
considerare le loro gravissime e inalienabili responsabilità con le
quali, come per i Santi, non è lecito scherzare. Essi furono eletti dal
popolo non
per creare delle situazioni incomprensibili, insolubili e
personalistiche, ma per confrontare e conciliare le proprie idee con
quelle degli altri nell'ambito della giustizia e della libertà.
L'azione dei politici ha senso e valore solamente se è rivolta a
interpretare con intransigenza non il loro personale interesse, bensì
la volontà e le intenzioni del corpo elettorale che li ha scelti con il
voto perché essi siano una diga di pietra e non di sabbia contro il
comunismo ed i suoi alleati. Ogni altra condotta non è democratica e
ogni altra prassi non solo è da condannare, ma non può essere
considerata durevole»"] quindi l’urna venne recata in L'8 e il 9 agosto videro
presenze numerosissime di fedeli: dopo la messa celebrata da mons.
Gasbarri, si snodò per le strade di Sezze una processione che resterà
memorabile nella nostra storia per la strabiliante ed imponente
partecipazione di almeno 18.000 setini e di circa 8.000 pellegrini
venuti dai paesi vicini e dalle diocesi di Priverno e Terracina (...).
Al termine della storica processione S.E. mons. Gasbarri (...) ha
pronunciato, con grande e persuadente eloquenza, un ampio ed elevato
discorso. Dopo la calda ed avvincente parola del prelato di Velletri,
S.E. mons. Emilio Pizzoni, vescovo di Sezze, Privemo e Terracina, ha
letto l'atto di consacrazione delle tre diocesi al Cuore lmmacolato di
Maria Santissima ed ha impartito a tutti i Presenti la Santa
Benedizione. Domenica 9 agosto venne
accolto in cattedrale per la cele brazione eucaristica conclusiva il
card. Benedetto Aloisi Masella, camerlengo di santa romana Chiesa,
invitato a chiudere le celebrazioni religiose dell'anno della
canonizzazione. Quella stessa sera, in piazza De Magistris, si tenne un
concerto esegui to da 107 elementi della banda nazionale dei
carabinieri, diretti dal maestro cap. Domenico Fantini. 11 giorno
seguente, lunedì 10 agosto, il corpo di san Carlo da Sezze ripartì
alla volta di Roma. 3.
1970,
TERZO CENTENARIO DELLA MORTE Nel 1970 vennero organizzate le
celebrazioni per il terzo centenario della morte di san Carlo da Sezze:
il suo cuore, dal convento di S. Francesco a Ripa dove era conservato,
venne recato in pellegrinaggio in varie località del Lazio, nei
conventi dove san Carlo era stato di famiglia durante gli anni della sua
vita religiosa. A Sezze il reliquiario con il cuore giunse giovedì 14 maggio e fu accolto a porta Pascibella "dal Clero, dai Religiosi di Roma, di Latina, di Sezze, Confratelli del Santo, dalle Suore, dalle Associazioni Cattoliche e dalla Cittadinanza"; [Cfr. Sezze Romano 11-18 maggio 1970. Solenni festeggiamenti per il terzo centenario della morte di S. Carlo da Sezze 1670-1970. Chiesa di S. Chiara –Clarisse] trasportato processionalmente nella chiesa delle monache clarisse, rimase esposto alla venerazione dei fedeli a S. Chiara fino a domenica 17 maggio. In quei giorni, la predicazione e le altre attività furono curate da p. Raimondo Sbardella ofm. Nel
pomeriggio del 17 maggio mons. Arrigo Pintonello, arcivescovo-vescovo di
Terracina-Latina, Priverno e Sezze, nella chiesa di S. Chiara
presiedette una solenne concelebrazione eucaristica, al termine della
quale il reliquiario con il cuore venne recato in processione fino alla
chiesa di S. Lorenzo, parrocchia di san Carlo, dove rimase esposto alla
venerazione dei fedeli fino al giorno successivo,18 maggio.
Mons.
Pintonello, vescovo diocesano, nel 1970 accolse le reliquie di san
Carlo (in questa foto, eseguita nei locali del Conservatorio
"Corradini", è insieme ad un gruppo di appartenenti
all'Azione cattolica).
Casa
natale di san Carlo, in piazza S. Lorenzo (anno 1959). Era stato Leone XIII a beatificare fr.
Carlo da Sezze, il 22 gennaio 1882: nel 1982, quindi, cadeva il primo
centenario della beatificazione. Il p. Tito Szabò, uno dei francescani
rimasti a Sezze dal 3 al 12 luglio di quell'anno, ci ha lasciato una
cronaca accurata di quei giorni. [Cfr.
Tito Szabò, Visita di S. Carlo da Sezze alla sua città natale, in Acta
Provinciae Romcmae SS. Apostolorum Petri et Pauli Ordinis Fratrum
Minorum 36 (1982), pp. 85-88] La città di Sezze ha vissuto recentemente una settimana che non potrà facilmente dimenticare: è stata la settimana fra il 3 e l'11 1uglio 1982, intesa a ricordare il Primo Centenario della Beatificazione di S. Carlo. Il giovanissimo Arciprete-Parroco della Cattedrale, Rev.mo Don Anselmo Mazzer, ha preso l'iniziativa per un corso di Missioni al popolo, curando per quel periodo la traslazione del corpo del Santo nella medesima cattedrale. Nel grande manifesto programmatico era stato scritto: "Eliminando l'aria di sufficienza, il rispetto umano e la pigrizia, S. Carlo invita tutti i cittadini di Sezze a vedere nelle missioni un grande e meraviglioso momento di grazia da non sprecare". Ecco una breve cronaca della settimana. Dal 30 giugno al 2 luglio, si è svolto in Cattedrale un Triduo di preparazione. Sabato 3 luglio, alle ore 17, il corpo di S. Carlo è partito dalla chiesa del nostro convento di S. Francesco a Ripa in Roma per raggiungere la Cattedrale della sua città natale. Hanno accompagnato le venerate spoglie il M.R.P. Provinciale, P. Nicola Cerasa, il Rev.mo Arciprete Don Anselmo Mazzer, il R.P. Adolfo Porfido, Guardiano di S. Francesco a Ripa, il R.P. Germano Cerafogli, il R.P. Ludovico Fazzone e il R.P. Tito Szabò. Gli ultimi due Padri sono poi rimasti a Sezze, al servizio dei fedeli durante la Santa Missione. A Borgo S. Michele, nei
pressi di Sezze, il coipo del Santo è stato accolto solennemente
dall'Eccell.mo Vescovo Diocesano, Mons. Enrico Romolo Compagnone, al
quale si è unito un lungo corteo di macchine per accompagnarlo fino
alle soglie della Cattedrale. Qui ha avuto luogo una solenne
Concelebrazione dell'Eucaristia, presieduta dal Vescovo, il quale in una
elevata omelia ha illustrato il significato della straordinaria visita e
della Missione in programma.
Mons.
Compagnone, vescovo diocesano. nel 1982 accolse il corpo di san Carlo
(questa foto del 1978 lo ritrae nella cattedrale di Monreale insieme
all'arcivescovo della città mons. Corrado Mingo). Al termine della S. Messa, si è snodata per le vie della città una Processione con la reliquia di S. Lidano, compatrono, e con il corpo di S. Carlo: prestava servizio la Banda Musicale di Roccagorga. La manifestazione ha avuto termine intorno alla mezzanotte: è stato il primo incontro con l'enorme folla assiepatasi ovunque per salutare, dopo 22 anni di assenza, l'illustre concittadino. Domenica 4 luglio è stata la giornata delle Prime Comunioni e delle Cresime: l'urna del Santo era stata collocata davanti l'altare maggiore e quindi ben visibile da ogni punto della chiesa. Il susseguente lunedì è stato dedicato ai ragazzi che frequentano le elementari e le medie. La mattina alle ore 10 vi è stato un incontro con i primi, la sera alle ore 17 un incontro con gli altri: alle ore 19 la S. Messa per tutti. È doveroso sottolineare che, nonostante le partite di calcio del ‘Mundial’ di Spagna che hanno elettrizzato ragazzi, giovani e meno giovani durante la settimana, un bel numero ha saputo dare la preferenza all'incontro con S. Carlo!... Martedì è stata celebrata la giornata degli anziani. Dopo i nipotini, i nonni e le nonne hanno gremito la Casa del Signore, ritrovando sollievo ai loro mali e l'entusiasmo della prima giovinezza. Alle 17 ha avuto luogo un incontro, in cui è stato presentato il tema: «La vecchiaia: verso una soluzione drammatica o umana del problema». Alle ore 18 si è svolto un incontro di preghiera e alle 19 la S. Messa. Al termine della S. Messa, è stato offerto agli anziani un rinfresco nel cortile della Cattedrale. Il mercoledì è stato dedicato ai giovani. Alle 16,30 è stato proiettato il film «Il diavolo probabilmente» di Bresson, incentrato sui danni provocati dalla droga. Alle ore 19 è stata
celebrata la S. Messa e alle 20 è stata offerta una cena. Alle ore 21
ha avuto luogo un incontro-dibattito con Don Pierino Gelmini, fondatore
di comunità terapeutiche per tossicodipendenti, sul tema: «I giovani
di oggi: [verso] l'impegno o verso il disimpegno»? Don Pierino è un sacerdote di fiamma: convinto come è, convince anche noi che dobbiamo salvare a tutti i costi i giovani dalla peste della droga. Giovedì è stata la volta dei Sacerdoti e delle Religiose. Alle ore 10 ha avuto luogo un incontro per le religiose presso il Monastero delle Clarisse, sul tema: «S. Carlo modello di perfezione religiosa». Alle ore 17,30 ha avuto luogo il ritiro per il Clero diocesano, con riflessioni sul tema: «La spiritualità francescana e il sacerdozio ministeriale». Alle 19 la giornata si è conclusa con una solenne Concelebrazione Eucaristica, presieduta dal Rev.mo Arciprete. Il venerdì è stato dedicato ai malati: mattina e pomeriggio visita ai malati nelle case e nell'ospedale. Alle ore 19 è stata celebrata la S. Messa, con l'Unzione comunitaria degli infermi. La giornata è stata coronata dalla grandiosa `Via Crucis' per le vie della città: la partecipazione del popolo ha superato ogni aspettativa. Una processione con le fiaccole quale raramente si può vedere: le singole stazioni sono state commentate dai sacerdoti, dai giovani e dalle suore. La manifestazione si è protratta fino alla mezzanotte e abbiamo dovuto constatare che la Croce attira ancora le folle più che qualsiasi altra rappresentazione teatrale. La giornata di sabato è stata dedicata alla famiglia, più precisamente ai coniugi e ai fidanzati. Alle ore 17 ha avuto luogo un incontro sul tema: «La spiritualità francescana e la vita della coppia». Alle ore 19 S. Messa. Ricorrendo il sesto
anniversario dell'Ordinazione Presbiterale del Parroco, dopo la S. Messa
il medesimo ha ricevuto le felicitazioni dei suoi fedeli ed è stato
offerto nei locali della canonica un modesto rinfresco. Domenica 11
luglio doveva essere la giornata del ritorno di S. Carlo alla sua sede
di `residenza', cioè a S. Francesco a Ripa; ma la finalissima del
`Mundial' (Italia-Germania!) ha consigliato di rivedere il programma e
di rimandare la partenza al lunedì sera. La popolazione ha accolto con
particolare soddisfazione la decisione, coronata poi dalla vittoria
italiana (che anche S. Carlo vi abbia messo un dito?...). Certo è che
il Santo ha potuto trascorrere una giornata oltre il previsto in mezzo
ai suoi concittadini.
Mons.
Bella, officiale del Tribunale diocesano di Roma, mons. Di Veroli,
vicario generale di Latina, mons. Tasciotti, vicario giudiziale aggiunto
del Tribunale ordinario di Roma e don D'Alonzo, promotore di giustizia,
presiedono alla ricognizione del corpo di san Carlo da Sezze (Roma,
chiesa di S. Francesco a Ripa -16 settembre 1998) Pertanto lunedì 12 luglio, alle ore 17, vi è stata in Cattedrale un'Ora di Adorazione al SS. Sacramento, nello spirito di S. Carlo. Alle ore 18 è stata celebrata la S. Messa, alla quale ha fatto seguito la cerimonia del commiato. È stato formulato il voto che il concittadino santo torni ogni tre anni, o almeno ogni cinque anni, nella sua patria, per rivivere ancora queste stupende giornate. L'augurio è stato accolto da uno scrosciante applauso. Mentre negli occhi di tutti brillavano le lacrime, le venerate spoglie del Santo lasciavano la Cattedrale, accompagnate da Don Anselmo, dal Padre Porfido e da un gruppo di giovani di Sezze. Alle ore 21 Fra Carlo
riprendeva possesso della sua abituale dimora nella Chiesa di S.
Francesco a Ripa in Roma. Per dare un senso di completezza, dobbiamo
aggiungere che dall'11 al 18 luglio si sono svolte [sic] a Sezze i
festeggiamenti civili in onore del Santo. Un grazie fraterno dobbiamo
esprimere alle Suore del Bambin Gesù e alle nostre Sorelle Clarisse che
hanno offerto disinteressatamente il necessario ristoro ai missionari.
Un grazie poi a tutta la popolazione, che ha risposto con entusiasmo
all'appello di S. Carlo e ha costituito per noi il migliore ristoro
spirituale. Nel momento di salutare san
Carlo, in una cattedrale stipata di gente fino all'inverosimile, don
Anselmo Mazzer ha rivolto al nostro figlio più illustre queste parole: Caro san Carlo, dolce, forte
e incantevole come la tua terra, è venuto il momento della tua
partenza: momento in cui se da una parte sperimentiamo il distacco
fisico dai tuoi resti mortali, dall'altra parte sappiamo che questo
distacco non esiste perché tu permani glorioso accanto a Cristo
risorto. E poi Gesù-Eucarestia, l'amore più grande della tua vita, lo
abbiamo sempre con noi. Ti preghiamo: fa che Gesù-Eucaristia
sia anche per noi il più grande amore. Tu sai quanti altri amori ci
distraggono dal regno dei cieli, diminuiscono la nostra capacità di far
fruttificare i talenti, smorzano in noi la tensione al servizio, ci
rendono opachi nel testimoniare il Vangelo. Ti ringraziamo per tutto
quello che hai fatto per noi in questi giorni e per tutto quello che
farai. Ti preghiamo di aiutarci: il male ci tenta da tutte le parti.
Siamo perseguitati dalla pornografia, dal menefreghismo,
dall'ingratitudine magari delle persone più care, della stanchezza nel
fare il bene, dalla sottile, ovattata, implicita ma continua e reale
diffamazione della fede cristiana, presentata come realtà ormai
superata o come qualcosa di cui si può benissimo fare a meno. Ti preghiamo: continua a
rivolgere verso la tua Chiesa le tue attenzioni. Noi vogliamo continuare
a seguire il Signore con slancio e con fiducia, con amore e con fede,
con forza e con speranza, sicuri che tu mai potrai dimenticarti della
tua Sezze. Ciao e prega per noi, perché sempre possiamo essere tuoi
degni concittadini su questa terra, nell'attesa della patria definitiva
dove tu stai con il Padre, il Figlio e lo Spirito santo. Amen.
5.
1998,
350° ANNIVERSARIO DELLA STIMMATIZZAZI0NE Le celebrazioni
anniversarie del 1998 hanno preso l'avvio per il 350° della
stimmatizzazione di san Carlo. Ad atti vare la procedura necessaria per
ottenere i prescritti permessi per la traslazione dell'urna contenente
il corpo di san Carlo a Sezze, ha pensato il postulatore generale della
provincia romana dei frati minori, p. Paolo Lombardo. P. Lombardo, il 7
luglio, ha inoltrato al card. vicario di Roma Camillo Ruini la richiesta
ufficiale affinchè "l'urna contenente le reliquie del corpo di San
Carlo da Sezze, professo dell'Ordine dei Frati Minori, custodite nella
chiesa di San Francesco a Ripa, venga temporaneamente traslata a Sezze,
diocesi di Latina, dal 26 settembre al 1° novembre, in occasione del
350° anniversario della transverberazione del santo"; [Cfr.
ARCHIVIO DELLA POSTULAZIONE GENERALE DEI FRATI MINORI DELLA PROVINCIA
ROMANA: -Roma, Richiesta del postulatore generale al card. Camillo
Ruini.] alla sua richiesta ha unito
la lettera di mons. Domenico Pecile, vescovo di
Latina-Terracina-Sezze-Priverno, e il nulla osta del p. Ugo Stefàni,
ministro provinciale dei frati minori. Il 23 luglio mons. Giuseppe
Saraiva Martins, arcivescovo titolare di Tuburnica e prefetto della
Congregazione per le cause dei santi, dava il proprio assenso alla
traslazione, imponendo comunque il rispetto delle norme contenute in una
apposita instructio emanata
dal dicastero vaticano il 29 luglio seguente. Anche il card. Ruini, con
suo decreto del 15 settembre, data risposta favorevole, ha delegato i
membri del Tribunale diocesano di Roma perché in suo nome e con la sua
autorità eseguano "tutti gli atti prescritti nell'Istruzione della
stessa Congregazione" e ha nominato "custode-portatore"
delle reliquie il P. Lombardo. [Cfr.
ARCHIVIO DELLA POSTULAZIONE GENERALE DEI FRATI MINORI DELLA PROVINCIA
ROMANA: -Roma, Decreto del card. vicario di Roma per il trasporto a
Sezze delle reliquie di san Carlo, in Appendice, n. 2] Ugualmente per sua
iniziativa si è pensato di rinnovare completamente la tappezzeria
interna dell'urna, realizzata nel 1958, in occasione della
canonizzazione; e in effetti, apertala, ci si è resi conto della
necessità di questa operazione di restauro, poiché l'urna aveva
lasciato passare per trent'anni la polvere che, depositandosi sulla
tappezzeria e sull'abito di san Carlo, li aveva resi irriconoscibili. All'operazione di apertura dell'urna si è proceduto nella mattinata del 16 settembre, in ottemperanza al rescritto e alla instructio della Congregazione per le cause dei santi, che ha accolto l'istanza della Postulazione; sono convenuti presso la chiesa parrocchiale di S. Francesco a Ripa di Roma mons. Gianfranco Bella, officiale del Tribunale diocesano del Vicariato di Roma e delegato del card. Camillo Ruini, vicario del papa per la sua diocesi; don Giuseppe D'Alonzo, promotore di giustizia e il cav. Giuseppe Gobbi, con funzioni di notaio. Erano anche presenti mons.
Francesco Maria Tasciotti, vicario giudiziale aggiunto del Tribunale
ordinario di Roma; il postulatore p. Paolo Lombardo; mons. Renato Di
Veroli, vicario generale della dioc si di
Latina-Terracina-Sezze-Priverno; don Giovanni Toni, arci prete-parroco
della collegiata dei S.S. Pietro e Paolo di Cori; don Massimiliano Di
Pastina, vice archivista diocesano di Latina Terracina-Sezze-Privemo; p.
Carlo D'Andrea, parroco di S. Francesco a Ripa; p. Antonio del Vasto,
vicario parrocchiale di S. Francesco a Ripa e Felice De Santis,
coadiutore parrocchiale e membro dell'Ordine francescano secolare. I membri del Tribunale, dopo
una breve preghiera nella cappella che conserva le Specie eucaristiche,
si sono diretti nella cappella di S. Michele Arcangelo, lungo la navata
laterale di sinistra della chiesa, dove si trova l'urna contenente le
reliquie di san Carlo. All'assenso di mons. Bella
sei operai, scelti all'uopo dal parroco, hanno estratto l'urna e l'hanno
trasportata in una sala a piano terra, sede dell'Ordine francescano
secolare, attigua alla parrocchia di S. Francesco a Ripa. Rimossi i due
lucchetti che assicuravano l'urna dalla parte posteriore, alcuni tra i presenti,
rimossa la parete esterna di legno, estraggono dall'Urna il simulacro
del Santo e lo appoggiano su un altro tavolo, dignitosamente preparato
in un'altra stanza attigua alla precedente. Il simulacro è rivestito
del saio francescano, con cordone bianco alla vita e corona del S.
Rosario; la mano destra è distesa lungo il corpo, mentre la mano
sinistra, appoggiata sul petto, stringe un Crocifisso ligneo,
sovrastante ad un simulacro di libro. Spogliato del saio, il simulacro
risulta costituito da una struttura in rete metallica, al cui interno,
all'altezza del torace, si intravedono i venerati resti mortali del
Santo, rinchiusi in una cassetta metallica sigillata con nastro dorato
sul quale si nota un sigillo in ceralacca rossa.
[Cfr. ARCHIVIO DELLA POSTULAZIONE GENERALE DEI FRATI MINORI DELLA
PROVINCIA ROMANA: -Roma, Sessioni del Tribunale diocesano di Roma per il
trasporto a Sezze delle reliquie di san Carlo, in Appendice, n. 3] Le complicate operazioni di
rinnovamento dell'urna e di sostituzione dell'abito e della tappezzeria
sono state eseguite da Agostino Battistella, esperto tappezziere di
Frascati: il vecchio saio francescano, che ricopriva il corpo dall'anno
della canonizzazione, è stato sostituito da un altro, confezionato
dalle monache clarisse di Latina; tra le mani di san Carlo è stato
fissato un nuovo libro, finemente rilegato in pelle con fregi in oro
dalla perizia del restauratore Michele Sillitti di Latina. Terminati questi lavori, dopo aver provveduto ad una generale opera di pulizia delle parti metalliche e dei cristalli dell'urna i membri del Tribunale diocesano di Roma sono tomati nella chiesa di S. Francesco a Ripa il pomeriggio del 27 settembre. Constatata e descritta nell'apposito verbale l'opera di restauro dell'urna, il delegato mons. Bella ha consegnato al postulatore dei frati minori p. Lombardo il decreto emesso il 15 settembre dal cardinale vicario di Roma con cui è stato nominato custode e portitore delle reliquie di san Carlo da Sezze durante la traslazione dell'urna nella cattedrale di Sezze. Espletate le formalità giuridiche, il corpo di san Carlo ha lasciato la chiesa di S. Francesco a Ripa, prelevato dall'arciprete di Sezze don Anselmo Mazzer e da alcuni membri del Centro studi "S. Carlo da Sezze"; in una automobile era il postulatore generale della provincia romana dei frati minori p. Paolo Lombardo. Il tempo non prometteva nulla di buono e non ha risparmiato, proprio mentre san Carlo raggiungeva la cattedrale, qualche goccia d'acqua, niente al confronto della pioggia torrenziale che per tutta la mattinata aveva battuto le vie del centro storico. Arrivati a Borgo San Michele, al suono delle campane della chiesa parrocchiale di S. Michele Arcangelo, san Carlo ha ricevuto il primo omaggio, spontaneo ed inaspettato, di numero si fedeli, che erano radunati nella piazza della chiesa per la festa del patrono della comunità, san Michele. Tra i primi a rendere
omaggio a san Carlo, il parroco del borgo don Fabio Massimo Fiorini e il
vicario parrocchiale mons. Odoardo Felici. Trasferita l'urna su un
furgoncino aperto, la comitiva ha intrapreso la via di Sezze, scortata
da altri membri del Centro studi, da alcuni motociclisti e da altri
fedeli. Giunti a Sezze Scalo, la prevista sosta presso la parrocchia di
S. Carlo da Sezze, dove era ad attendere l'urna numeroso popolo insieme
all'amministratore parrocchiale don Henrik Laba, non si è potuta
effettuare. stante il tempo cattivo. Di lì a poco, in effetti, è
iniziato a piovere. A Sezze è stato un tripudio
di folla: la piazza della cattedrale era gremita all'inverosimile, come
gremitissima era la chiesa che accoglieva san Carlo dopo sedici anni di
assenza. La celebrazione eucaristica, presieduta dall'arciprete don
Anselmo Mazzer, è stata concelebrata dai parroci della città don
Raffaele D'Elia e don Giorgio Montagna; c'era anche il vicario foraneo
di Priverno don Luigi Libertini, arciprete di Roccagorga. Custode delle
reliquie a Sezze è stato nominato, dal postulatore generale p.
Lombardo, don Massimiliano Di Pastina. Il programma delle celebrazioni
si è svolto sotto la sapiente regia dell'arciprete di Sezze, coadiuvato
dal Consiglio pastorale parrocchiale della cattedrale, dal Centro studi
"S. Carlo da Sezze" e dall'Opera "S. Carlo"; intenso
ed articolato, il programma ha inteso coinvolgere la comunità cristiana
di Sezze e l’intera diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno,
offrendo inoltre opportuni incontri di preghiera e di formazione
spirituale e culturale.
Mons. Petrocchi, vescovo diocesano, durante l'Eucarestia presieduta nella
cattedrale di Sezze il 1° novembre 1998, accoglie i doni per la
celebrazione eucaristica presentati da suor Elide Moroni, asc. In questa ottica, si sono avuti vari interventi su
aspetti della vita spirituale cristiana e della particolare prospettiva
con cui ne ha fatto esperienza san Carlo: è servito a porre le basi
l'incontro di preghiera tenuto da don Anselmo Mazzer il 29 settembre, su
L'Eucarestia, fonte e culmine di
tutta la vita cristiana; al tavolo dei relatori si sono poi
succeduti il prof. Luigi Mantuano, docente presso l'Università degli
studi di Cassino, che ha parlato, il 2 ottobre, de L'esperienza
spirituale di san Carlo da Sezze; il 9 ottobre p. Alvaro Cacciotti
ofm, preside dell'istituto di studi medioevali del Pontificio ateneo
Antonianum di Roma, ha sviluppato il tema relativo a La
mistica francescana di S.Carlo da Sezze e nel suo tempo; il prof.
Emilio Baccarini, docente di antropologia filosofica presso l'Università
degli studi di Tor Vergata, ha introdotto alla comprensione di Esperienza
mistica e il quotidiano; don Anselmo ha concluso il ciclo degli
incontri, il 23 ottobre, con una conferenza su La
spiritualità cristocentrica ed eucaristica di S. Carlo da Sezze. Due altri appuntamenti hanno caratterizzato questa
sezione propriamente spirituale e culturale di incontri: domenica 4
ottobre don Anselmo Mazzer ha presentato il libro di don Massimiliano Di
Pastina, La forza dell'umiltà.
Dagli scritti di san Carlo da
Sezze, edito dalle Edizioni Porziuncola di Assisi, mentre domenica
11 ottobre è stato messo in scena un itinerario teatrale e musicale con
testi di san Carlo, intitolato Le
grandezze delle misericordie di Dio, a cura del prof. Giancarlo
Loffarelli. A turno, poi, le comunità parrocchiali di Sezze
hanno animato l'Eucaristia serale con proprie celebrazioni eucaristiche:
ha iniziato la parrocchia di S. Lucia, guidata dal proprio parroco don
Raffaele D'Elia (9 ottobre); il 17 ottobre è stata la volta della
parrocchia di S. Carlo da Sezze (i cui giovani hanno “replicato” con
una veglia di preghiera la sera del 30 ottobre), mentre a S. Pietro è
toccato il 19 ottobre e il 23 a S. Francesco Saverio.
Particolare dell'urna con il corpo di san Carlo da Sezze. Una grandiosa via
crucis notturna per le strade di Sezze ha poi coinvolto tutti i
fedeli della città, nella meditazione del grande mistero con cui il
Signore, obbediente in tutto alla volontà del Padre, ha compiuto il
gesto estremo e totale della donazione, un mistero tanto caro a san
Carlo che vi ha dedicato alcuni suoi scritti. Sentiti in particolare
altri due appuntamenti: l'8 ottobre sono saliti a Sezze i preti di tutta
la diocesi per un incontro di preghiera e di spiritualità su san Carlo,
introdotto da una breve presentazione del prof. Luigi Mantuano; si sono
recati poi in cattedrale per l'adorazione eucaristica e una preghiera
davanti alle spoglie di san Carlo: una mattinata particolarmente
significativa, che ha assunto una valenza "storica" perché
mons. Domenico Pecile, vescovo dimissionario per raggiunti limiti di età,
ha voluto con questo incontro accomiatarsi dal presbiterio diocesano. Il 1° novembre, solennità di Tutti i santi, Sezze
ha salutato san Carlo; è salito a presiedere l'Eucaristia nell'antica
cattedrale della città il nuovo vescovo di
Latina-Tenacina-Sezze-Privemo, in diocesi da poco più di dieci giorni,
mons. Giuseppe Petrocchi; anche lui, nel suo primo incontro
"ufficiale" [Ma la prima visita a Sezze, in tono quasi
"privato", mons. Petrocchi l'aveva già compiuta sabato 23
ottobre, per assistere al concerto che ha tenuto nella cattedrale la
banda nazionale dei carabinieri.] con questa antica comunità cristiana, ha vissuto
con emozione e stupore ciò che era accaduto il 27 settembre: la
cattedrale stipata fino all'inverosimile. incapace di contenere i
sezzesi che si erano dati appuntamento per questo solenne rendimento di
grazie al Cristo risorto. Celebrata l'Eucaristia, san Carlo ha fatto un
ultimo dono alla sua città: ne ha ripercorso le strade, ricalcando le
vie che lo avevano visto ragazzo, come ogni ragazzo di oggi, e poi
religioso francescano tomato a confortare, donare pace, ad indicare
l'unica salvezza del mondo. Poi, verso mezzogiorno, le reliquie sono scese a
Sezze Stazione, accolte nella chiesa parrocchiale da don Henrik Laba con
un breve momento di preghiera; nel pomeriggio il p. Paolo Lombardo,
insieme a don Henrik e a don Giovanni Toni, ha concelebrato l'Eucaristia
con la quale la comunità parrocchiale che ne porta il nome ha voluto
rendere omaggio al suo san Carlo. Sul far della sera il corpo ha ripreso
il viaggio verso Roma, ma con un gradito "fuori programma":
accogliendo il desiderio delle monache clarisse di S. Chiara di Latina,
san Carlo ha fatto una breve visita alla comunità radunata nel giardino
del monastero: anche qui lacrime, una preghiera affidata a san Carlo
perché la "raccomandi" al Signore, un saluto che sa di
"arrivederci". Poi, il ritorno a Roma. Ma il più bel "arrivederci" a san Carlo
lo ha dato don Anselmo Mazzer, con le parole che lui solo sa trovare in
certi momenti: a porta Romana, dinanzi all'urna delle reliquie di san
Carlo, davanti ai sezzesi con cui da quasi vent'anni condivide gioie e
dolori, ha aperto il suo cuore, fattosi voce del "grazie" di
tutti: Ciao, san Carlo! Dirti grazie è il minimo che possiamo fare in questo momento. Quante, quante persone in questo periodo sono venute a trovarti! Diciamo la verità: di alcune neanche speravamo. Eppure sono venute in chiesa, si sono fermate, si sono fermate a pregare, ad intuire, forse, con il tuo aiuto, quanto deve essere meraviglioso il nostro Dio, se rende così meravigliose le persone che lo accolgono sul serio, come hai fatto tu, come hanno fatto tutti i santi che oggi contempliamo. Ci siamo accorti che il Dio dei cristiani, forse, era un tempo molto meno vivo di quanto si credesse, e oggi è molto meno morto di quanto si dica. Merito tuo, san Carlo! Tu, ferito dall'Eucarestia, sei venuto a scuoterci dall'indolenza, dall'indifferenza religiosa, dalla difficoltà ad accorgerci dell'amore di Dio, dall'incapacità a vivere la vita di ogni giorno da persone mistiche, cioè da persone che gustano tutta la fecondità battesimale. Tu, segno della carità senza limiti, hai saputo così innamorarti del Corpo dato e del Sangue versato da diventare tu stesso Eucarestia, ci hai donato la gioia di condividere la tua stessa passione per l'Eucarestia, perché camminiamo sempre con fiducia e speranza. Tu,
ricolmo della sapienza che lo Spirito dona solo ai piccoli al di là di
ogni misura, ci hai insegnato che la sola cosa che rende bello il nostro
vivere, è offrirci, noi spesso impantanati nelle nostre miserie, alle
grandezze della misericordia di Dio (per usare una espressione a te
cara), è lasciarci affascinare dalla grazia divina che, anche
attraverso aridità spirituali, ci fa innamorare della preghiera e della
possibilità di essere per i fratelli i canali dell'amore di Dio.
Grazie, san Carlo! Entrando in chiesa, ora che ci eravamo abituati alla
tua incantevole presenza, ci mancherà qualcosa. Ma tu ancora ci
spingerai verso ciò che in chiesa è più importante: il tabernacolo, lì
dove c'è Gesù, lì dove c'è il Tutto, il Tutto della tua vita, il
Tutto della nostra vita. Aiutaci a seguire i tuoi esempi, perché anche
oggi, ricchi della vera sapienza che viene dall'alto, possiamo anche noi
incantare tanti fratelli certamente non cattivi, ma sbandati sì, o
comunque impossibilitati a trovare quello che i tuoi contemporanei hanno
trovato in te, san Carlo. Benedici il nuovo vescovo, benedici la tua
Sezze, benedici noi tutti, specialmente coloro che soffrono per
qualsiasi motivo, perché la tua venuta lasci un segno indelebile nel
nostro cuore, come il segno che 350 anni fa hai avuto tu nel tuo cuore,
affinché nelle vicissitudini della vita. possiamo vivere sempre la
comunione con Cristo, nostra unica speranza. Ciao, san Carlo!
Don Anselmo Mazzer (foto del 2013 di Ignazio Romano)
Mons Petrocchi a Sezze saluta l’urna contenente le reliquie di san Carlo dopo la processione - 1° novembre 1998. 1.
Decreto della Congregazione per le cause dei santi per il trasporto a
Sezze delle reliquie di san Carlo CONGREGAZIONE PER LE CAUSE
DEI SANTI Prot. N. 564-14/98 Romana
seu Setina Il Rev.mo P. Paolo Lombardo,
Postulatore Generale della Provincia Romana dell'Ordine dei Frati
Minori, chiede a questa Congregazione per le Cause dei Santi che l'urna
contenente le sacre reliquie di S. Carlo da Sezze, Laico professo dello
stesso Ordine, con servata a Roma nella Chiesa di S. Francesco a Ripa,
possa essere tra sportata alla Chiesa Cattedrale di Sezze e venire
esposta alla venera zione dei fedeli dal 26 di settembre fino al 1° di
novembre di quest'anno 1998. Questa Congregazione, vagliato quanto
esposto e l'assenso scritto dell'Em.mo e Rev.mo Signore Camillo
Cardinale Ruini, Vicario Generale di Roma, e dell'Ecc.mo e Rev.mo
Signore Domenico Pecile, Vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno,
benignamente approva conformemente alle richieste: salva tuttavia la
particolare lstruzione di questa Congregazione. Riguardo poi agli
indulti liturgici da ottenere in questa medesima
occasione,1'Intercessore ricorra alla Congregazione per il Culto Divino
e la Disciplina dei Sacramenti. Nonostante qualunque altra cosa in
contrario. Dato a Roma, dal palazzo
della medesima Congregazione, il giorno 23 Luglio, nell'anno del Signore
1998. Giuseppe Saraiva Martins
Arcivescovo titolare di Tubumica Prefetto Michele Di Ruberto
Sottosegretari 2.
Decreto del card. vicario di Roma per il trasporto a Sezze delle
reliquie di san Carlo CAMILLO DEL TITOLO DI S.
AGNESE FUORI LE MURA DI SANTA ROMANA CHIESA CARDINALE RUINI VICARIO
GENERALE DEL SS.MO SIGNORE NOSTRO IL PAPA PER LA DIOCESI DI ROMA DECRETO Mentre volge l'anno
trecentocinquantesimo dalla transverberazione di San Carlo da Sezze
Laico professo dell'Ordine dei Frati Minori, il Rev.mo P. Paolo
Lombardo, Postulatore Generale della Provincia Romana del medesimo
Ordine, domanda che l'urna contenente le sacre reliquie di San Carlo
conservata nella Chiesa di S. Francesco a Ripa, in Roma, possa essere
trasferita nella Chiesa Cattedrale di Sezze ed esposta alla venerazione
dei fedeli dal giorno 26 del mese di Settembre al giorno 1° del mese di
Novembre di quest'an no 1998. La Congregazione per le Cause dei Santi,
con il Rescritto del 23 Luglio 1998, ha dato l'assenso, conforme alla
sua competenza, al trasferimento dell'urna predetta, e Noi, per eseguire
tutti gli atti prescritti nell'Istruzione della stessa Congregazione,
deleghiamo, affinché adempia tutto l'incarico in Nostro nome e autorità,
il R.P. Signore Giovanni-Francesco Bella, Officiale del Tribunale
Diocesano del Vicariato di Roma, che proceda a norma del diritto,
insieme al Promotore di Giustizia Rev.do Signore Giuseppe D'Alonzo e al
Notaio Signor Giuseppe Gobbi. Con la presente lettera,
inoltre, deputiamo custode-portatore lo stesso Rev.mo P. Paolo Lombardo,
O.F.M., il quale d'ufficio si prenda cura dell'urna contenente le sacre
reliquie per tutto il tempo del pellegrinaggio e rediga una relazione
adatta su tutti i fatti, da inviare con gli altri atti alla
Congregazione. Roma, 15 settembre 1998.
Camillo Card. Ruini 3.
Sessioni del Tribunale diocesano di Roma per il trasporto a Sezze delle
reliquie di san Carlo VICARIATO DI ROMA TRIBUNALE
DIOCESANO TRASPORTO DELLE RELIQUIE DI S. CARLO DA SEZZE PRIMA SESSIONE Oggi,16 Settembre, alle ore
12.00, in ottemperanza al Rescritto e alla "Instructio" della
Congregazione delle Cause dei Santi (All. 1, 2), che ha accolto
l'istanza della Postulazione (Al1. 3), sono convenuti presso la Chiesa
di S. Francesco a Ripa, sita in Roma, Piazza S. Francesco d'Assisi 88,
il Rev.mo Mons. Gianfranco Bella, Officiale del Tribunale Diocesano e
Delegato dell'Em.mo Cardinale Vicario, il Rev.do don Giuseppe D'Alonzo,
Promotore di Giustizia, il Cav. Giuseppe Gobbi, con funzioni di Notaio,
come da Decreto dell'Ordinario datato 15 settembre 1998 (All. 4), onde
procedere alla ispezione dell'Urna contenente i venerati resti mortali
di San Carlo da Sezze, laico professo dell'Ordine dei Frati Minori, in
vista del pellegrinaggio delle sue Reliquie nella Concattedrale di
Sezze. Sono presenti all'atto il Rev.mo P. Paolo Lombardo, Postulatore
Generale della Provincia Romana dell'Ordine dei Frati Minori, il P.
Carlo D'Andrea, O.F.M., Parroco della Parrocchia di S. Francesco a Ripa
in Roma, il Rev.mo Mons. Renato Di Veroli, Vicario Generale della
Diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, il Rev.mo Mons. Francesco Maria Tasciotti,
Vicario Giudiziale Aggiunto del Tribunale Ordinario di Roma, il Rev.do
don Giovanni Toni, parroco di Cori (LT), il Rev.do don Massimiliano Di
Pastina, vice archivista della Curia di Latina-Terracina-Sezze-Priverno,
il P. Antonio del Vasto, vicario parrocchiale della Parrocchia di S.
Francesco a Ripa, e il Sig. Felice De Santis, coadiutore parrocchiale e
membro dell' O.F.S. I membri del Tribunale, seguiti dai presenti, dopo
una breve adorazione del Santissimo Sacramento, si dirigono nella terza
cappella, dedicata a S. Michele Arcangelo, ubicata lungo la navata
laterale di sinistra della Chiesa, dove sotto 1'Altare si trova 1'Uma
contenente le venerate Reliquie del Santo. All'assenso di Mons.
Delegato, sei operai, scelti all'uopo dal già citato Parroco del 1uogo,
estraggono l'Uma contenente i resti mortali del Santo, che viene
trasportata, con la dovuta solennità, in una sala, a piano terra,
appartenente all'Ordine Francescano Secolare (O.F.S.), attigua alla
Parrocchia stessa, e convenientemente appoggiata su un tavolo
dignitosamente preparato. La struttura portante di detta Urna, in bronzo
dorato, costruita in occasione della canonizzazione del Santo nel 1959,
ha sulla facciata anteriore una lastra di vetro trasparente, dalla quale
si scorge il simulacro del Santo. 11 riquadro della parete posteriore è
costituita da una tavola di legno, rivestito internamente da una tela
bianca, sulla quale è disegna to lo stemma francescano e la seguente
scritta "Pax et bonum". Detta tavola è fissata esternamente
all'Urna da tre staffe metal 1iche in basso e sigillata da due serrature
a lucchetto in alto. Poiché il Postulatore Generale della Provincia
Romana dei Frati Minori ritiene opportuno rinnovare la tappezzeria
interna dell'Urna, Mons. Delegato, dopo aver constatata l'integrità
della stessa, dispone che venga rimossa la parete posteriore esterna di
legno. All'assenso di Mons.
Delegato, alcuni tra i presenti, rimossa la parete esterna di legno,
estraggono dall'Urna il simulacro del Santo e lo appoggiano su un altro
tavolo, dignitosamente preparato in un'altra stanza attigua alla
precedente. 11 simulacro è rivestito del saio francescano, con cordone
bianco alla vita e corona del S. Rosario; la mano destra è distesa
lungo il corpo, mentre la mano sinistra, appoggiata sul petto, stringe
un Crocifisso ligneo, sovrastante ad un simulacro di libro. Spogliato
del saio, il simulacro risulta costituito da una struttura in rete
metallica, al cui interno, all'altezza del torace, si intravedono i
venerati resti mortali del Santo, rinchiusi in una cassetta metallica
sigillata con nastro dorato sul quale si nota un sigillo in ceralacca
rossa. Poiché l'Urna necessita di un restauro e la Postulazione ritiene
di dover confezionare un nuovo saio, il simulacro contenente le vene
rate Reliquie del Santo viene conservato nella stessa stanza
dell'O.F.S., alla cui sorveglianza presiederanno i già citati P. Carlo
D'Andrea e P. Antonio Del Vasto, nominati Custodi da Mons. Delegato, i
quali prestano giuramento di adempiere fedelmente al compito loro
affidato (All. 5). Mons. Delegato dispone altresì la chiusura della
presente Sessione, riservandosi di convocarne una successiva in data da
destinarsi. Letto, approvato e
sottoscritto. Gianfranco Bella, Giudice
Delegato Giuseppe D'Alonzo, Promotore
di Giustizia Josephus Gobbi, Notaro
Attuario ALTRA SESSIONE Oggi, 27 Settembre 1998,
alle ore 16.00, Mons. Delegato e gli altri componenti il Tribunale, come
sopra specificato, sono nuovamente convenuti presso la Chiesa di San
Francesco a Ripa, per presenziare alla partenza delle venerate Reliquie
di San Carlo da Sezze in pellegrinaggio nella Concattedrale di Sezze.
Alla cerimonia sono presenti le stesse persone della precedente
sessione. Dopo il giuramento di rito dei Custodi di aver adempiuto
fedelmente al compito loro affidato (All. 6), Mons. Delegato prende
visione del simulacro del Santo rivestito del nuovo abito francescano,
cinto dal cordone bianco da cui pende la corona del Rosario; esso è
adagiato e fissato sopra un materassino foderato di tessuto damascato
color champagne; parimenti sono stati collocati nella precedente
posizione, trattenuti dalla mano sinistra appoggiata sul petto il
simulacro del libro e il Crocifisso originali. L'urna, foderata nel suo
interno dal medesimo tessuto damascato color champagne del materassino,
sulla cui parete di fondo è stato ripristinato lo stesso stemma
francescano con la scritta "Pax et bonum" viene richiusa,
fissando la parete posteriore con due nuove serrature a lucchetto. Mons.
Delegato consegna a P. Paolo Lombardo, Postulatore della Provincia
Romana dell'Ordine dei Frati Minori, il Decreto del Cardinale Vicario
emesso in data 15 Settembre 1998 (vedi All. 4), con il quale lo stesso
viene nominato Custode e Portitore delle Reliquie di San Carlo da Sezze
durante il pellegrinaggio delle medesime nella con cattedrale di Sezze.
P. Paolo Lombardo, con gratitudine, accetta l'incarico affidato gli e si
impegna ad assolverlo fedelmente. Mons. Delegato dispone, pertanto, che
si proceda alla traslazione dell'Urna sull'automezzo privato
"Ducato FIAT" targato RE 409283 per il suo trasporto alla città
di Sezze. Dopo la partenza del sopra descritto automezzo, Mons. Delegato
dichiara chiusa la presente sessione. Letto, approvato e
sottoscritto. Gianfranco Bella, Giudice
Delegato Giuseppe D'Alonzo, Promotore
di Giustizia Josephus Gobbi, Notaro Attuari
La
confraternita dei Sacconi durante la processione del 1° novembre 1998
La
confraternita della Madonna del Rosario durante la processione del 1°
novembre 1998
La
confraternita della Buona morte durante la processione del 1° novembre
1998
La
sera del 1° novembre l’urna di san Carlo è stata ricollocata nella
chiesa di S. Francesco a Ripa
Il Gonfalone comunale durante la processione del 1° novembre 1998 ----------------------------------------------------- Grazie a Don Massimiliano Di Pastina per la collaborazione e l'autorizzazione alla pubblicazione in rete SEZZE, giugno 2025 - Ignazio Romano |