La Passione 2026  2  

 secondo parte

Sacra Rappresentazione

Paolo di Tarso al Forum Appii
Il suo amico Luca racconta l’arrivo di Paolo in Italia nel libro degli Atti degli Apostoli: Approdammo a Siracusa, dove rimanemmo tre giorni. Salpati di qui, giungemmo a Reggio. Il giorno seguente si levò lo scirocco e così l’indomani arrivammo a Pozzuoli. Qui trovammo alcuni fratelli, i quali ci invitarono a restare con loro una settimana. Quindi arrivammo a Roma. I fratelli di là, avendo avuto notizie di noi, ci vennero incontro fino al Foro di Appio e alle Tre Taverne. Paolo, al vederli, rese grazie a Dio e prese coraggio. (Atti 28, 12-15).

Paolo di Tarso, nato con il nome di Saul e conosciuto anche come san Paolo per il culto tributatogli (Tarso, 4 d.C. – Roma, 64 o 67 d.C.), è stato uno dei primi santi e martiri della Chiesa cristiana, venendo equiparato agli apostoli. Il passaggio di San Paolo a Foro Appio (Forum Appii), situato lungo la via Appia nei pressi dell'odierna Borgo Faiti (Latina) a 73 Km da Roma, è un episodio storico-religioso fondamentale del 60-61 d.C. descritto negli Atti degli Apostoli. Qui, l'apostolo, diretto a Roma in catene, fu accolto e incoraggiato dai cristiani romani.

San Paolo si era imbarcato a Cesarea per uno sfortunato viaggio in mare funestato da un naufragio sulle coste di Malta. Era detenuto in attesa di giudizio. Un centurione lo conduceva al tribunale dell’imperatore a Roma dove lo attendeva il processo per l’accusa di aver provocato gravi disordini a Gerusalemme. Con una seconda nave erano poi ripartiti da Malta, avevano sostato a Siracusa e Reggio ed erano sbarcati nel porto di Pozzuoli. 

Dopo una settimana di sosta si erano rimessi in viaggio, questa volta via terra. Avevano percorso la Via Campana fino a Capua e lì avevano imboccato la Via Appia. La comunità cristiana di Roma aveva saputo in anticipo dell’arrivo di Paolo e gli aveva mandato incontro una delegazione che lo accogliesse, gli desse il benvenuto e gli testimoniasse l’affetto che il grande apostolo meritava, anche se egli giungeva incatenato e scortato dai soldati. 

I christifideles romani si spinsero fino a cinquanta chilometri dalla città, alla stazione della Via Appia chiamata Tres Tabernae. Qualcuno arrivò anche più lontano, al Forum Appii. San Paolo ne fu commosso e confortato e si persuase che il messaggio cristiano aveva ormai in Roma radici profonde. 

Lidano d'Antena a 1000 anni dalla nascita

Lidano d'Antena, noto anche come san Lidano da Sezze (Antena, 1026 – Sezze, 2 luglio 1118), fu un religioso ed abate benedettino italiano; è venerato come santo dalla Chiesa cattolica.
I suoi genitori lo offrirono come oblato a san Benedetto, nel Monastero di Montecassino.
Morti i genitori e venduto la parte del patrimonio che gli spettava, Lidano chiese all'abate di Montecassino - al cui monastero oramai apparteneva come monaco - di potersi recare nelle Paludi pontine per fondarvi una comunità. Costruito così il monastero di Santa Cecilia ad tres arcus presso Sezze, del quale divenne abate, provvide all'opera di bonifica di larga parte del territorio circostante, ancor oggi chiamato "Quarto S. Lidano".
Alla sua morte il suo corpo venne trasferito a cura del vescovo di Sezze nella cattedrale di Santa Maria, dove riposa tuttora (nel nuovo altare maggiore eretto nel 1606): celebrata la sua canonizzazione dal vescovo di Sezze, secondo la normativa allora in uso, a partire da quella data venne eletto patrono della città e della diocesi, sostituendo in questo San Luca, tradizionale evangelizzatore di Sezze. A Civita d'Antino gli è dedicata la chiesa parrocchiale di Pero dei Santi. San Lidano è compatrono di Sezze assieme a San Carlo da Sezze. 

Francesco d'Assisi a 800 anni dalla morte

Francesco d'Assisi, nato Giovanni di Pietro di Bernardone (Assisi, 1181/1182 – Assisi, 3 ottobre 1226), è stato un religioso, mistico e poeta italiano. Fondatore dell'Ordine francescano, fu proclamato santo da papa Gregorio IX nel 1228. Ispirato a condurre una vita cristiana di povertà, divenne un mendicante e un predicatore itinerante. È comunemente raffigurato con un saio marrone e una corda legata in vita, con tre nodi che simboleggiano i consigli evangelici di povertà, castità e obbedienza.
Una delle figure più venerate della Cristianità, Francesco fu dichiarato, assieme a santa Caterina da Siena, patrono d'Italia il 18 giugno 1939 da papa Pio XII: il 4 ottobre ne viene celebrata la memoria liturgica in tutta la Chiesa cattolica (festa in Italia; solennità per la Famiglia francescana). La festa della sua stigmatizzazione ricorre il 17 settembre.

Carlo da Sezze, celebratore della Passione nel 1600 

Carlo da Sezze, al secolo Giancarlo Marchionne (Sezze, 22 ottobre 1613 – Roma, 6 gennaio 1670), è stato un religioso italiano dell'Ordine dei Frati Minori Riformati.
Nel 1959 è stato dichiarato santo da papa Giovanni XXIII.
Figlio di Ruggero e Antonia Maccioni, dopo una istruzione di base, sicuramente elementare, Giancarlo si rifiutò di proseguire gli studi a causa di un non meglio specificato incidente con il maestro ed allora venne avviato dai genitori al lavoro dei campi.
Pronunciato il voto di castità, nel 1636 chiese ed ottenne di entrare nella provincia romana dei Frati minori riformati (dal 1897 confluiti nella famiglia francescana dei Frati minori, grazie all'unione operata da Papa Leone XIII); nel 1637 emise la professione religiosa con il nome di fr. Carlo da Sezze.
Ai lavori consueti del suo stato (era religioso laico, e dunque fu addetto alla cucina, al refettorio, alla portineria, al giardino, alla "cerca") unì una insospettabile attività letteraria, con scritti che vanno dall'autobiografia alla teologia mistica; fu consigliere di prelati e di membri dell'aristocrazia romana.
Fr. Carlo da Sezze morì a Roma, circondato da una notevole fama di santità ed i processi per la definizione canonica della sua santità iniziarono abbastanza presto ma subirono poi una battuta d'arresto a causa della condanna di sua sorella, monaca clarissa a Sezze, emessa dalla congregazione del S. Uffizio.
Per questo la sua beatificazione venne proclamata solo nel 1882 da Leone XIII, mentre per la canonizzazione si dovette attendere il 12 aprile 1959, ad opera di papa Giovanni XXIII. San Carlo da Sezze è l'unico santo canonizzato ad avere ricevuto, in vita, durante l'adorazione dell'Eucaristia, una ferita al cuore causatagli da un "raggio" proveniente dall'ostia consacrata.
Insieme a san Lidano d'Antena (1026-1118) è patrono della città di Sezze e della diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno.

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