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La Risurrezione di Lazzaro è un miracolo attribuito a Gesù. Il miracolo, avvenuto in Betania in favore di Lazzaro, è raccontato dal solo Vangelo secondo Giovanni: 11,1-44.
Nel Vangelo si racconta che Gesù viene avvertito che il suo amico Lazzaro è malato. Siccome Gesù non si reca immediatamente a Betania, Lazzaro nel frattempo muore. Gesù arriva a Betania quando Lazzaro è ormai morto da quattro giorni.
Incontra dapprima le sorelle di Lazzaro: Marta e Maria. Marta esprimendo la sua fiducia in Gesù dice:
«Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la concederà» (Giovanni 11,21-22)
e Gesù le risponde che il suo fratello sarebbe risorto e dice in riferimento a se stesso:
«Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno.» (Giovanni 11,25-26)
Poi Gesù si reca sul luogo dove Lazzaro è sepolto e piange nel ricordo dell'amico.
Infine ordina di togliere la pietra che chiude la grotta della sepoltura. Tolta la pietra, grida a Lazzaro:
«Lazzaro, vieni fuori!» (Giovanni 11,43)
e l'evangelista conclude il racconto dicendo:
«Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti in bende, e il volto coperto da un sudario.» (Giovanni 11,44)
Il miracolo è al culmine del Vangelo di Giovanni: da una parte molti indecisi credono in Gesù [1]; dall'altra i sommi sacerdoti ed i farisei decidono di farlo morire [2].
Il miracolo viene dal Vangelo presentato come uno dei maggiori miracoli compiuti da Gesù e viene direttamente collegato con la Risurrezione di
Gesù: infatti è l'ultimo dei segni che Gesù compie prima della sua passione ed il segno successivo sarà la sua risurrezione.
La Resurrezione di
Lazzaro - Giotto - Cappella degli Scrovegni, Padova.

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