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La Fuga in Egitto è un episodio dell'infanzia di Gesù riferito dal Vangelo di Matteo.
Il fatto ci dice che Giuseppe, Maria e il piccolo Gesù lasciarono la Giudea per sfuggire al re Erode, che voleva uccidere il bambino e trovarono rifugio in Egitto.
Questo episodio è narrato unicamente dal Vangelo secondo Matteo (2,13-15;2,19-23), insieme a quelli dell'Epifania e della Strage degli innocenti.
L'evangelista ci racconta che, dopo la visita dei Magi, Giuseppe ebbe in sogno la visione di un angelo che gli ordinò di fuggire subito da Betlemme verso l'Egitto. Erode infatti, volendo eliminare Gesù, ma non sapendo come riconoscerlo, aveva dato l'ordine di uccidere tutti i bambini di Betlemme di età inferiore ai due anni. Gesù scampò alla strage grazie alla pronta fuga.
Dopo la morte di Erode (4 a.C.), l'angelo apparve di nuovo in sogno a Giuseppe per dirgli che potevano ritornare: egli quindi ricondusse Maria e Gesù a Nazaret, dove abitavano in precedenza, e dove si ristabilirono.
Una
leggenda popolare racconta che Giuseppe, Maria e Gesù, nell'uscire da
Betlemme, furono fermati da una pattuglia di soldati di Erode: Maria
nascose Gesù sotto il proprio mantello, e quando i soldati la obbligarono
a sollevarlo, trovarono al di sotto solo dei fiori che emanavano un soave
profumo. Alcune
tradizioni dei cristiani copti dell'Egitto identificano alcuni luoghi dove
Maria e Gesù avrebbero soggiornato durante il periodo trascorso in
Egitto; qui il piccolo Gesù sarebbe stato istruito da saggi egiziani.
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