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La Passione 2006 |
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Vanessa Gravina e Edoardo Siravo recitano nella Passione di Sezze
13
aprile 2006 - Comunicato stampa dell'Associazione della
Passione di Cristo Storicamente nella Rappresentazione di Sezze hanno sempre recitato attori noti, tra cui, negli ultimi anni, Franco Oppini, Nadia Rinaldi e Marina Tagliaferri. "Vanessa ed Edoardo si sono mostrati molto disponibili a collaborare con noi - dice il regista e direttore artistico della Sacra Rappresentazione, Piero Formicuccia -In questa edizione avremo nuovi quadri, molto curati dal punto di vista artistico e scenografico. Uno spettacolo da non perdere". L'evento è molto atteso anche per la grande partecipazione di attori e figuranti di Sezze, mentre a due quadri parteciperanno anche gli allievi dell'Accademia Nazionale di Arte Drammatica "Silvio D'Amico" di Roma e gli allievi della Scuola di Teatro "Menandro" di Roma. Lungo il percorso processionale ci saranno, inolte, particolari effetti speciali. "Devo ringraziare tutti i partecipanti ed i collaboratori - dice il presidente dell'Associazione della Passione di Cristo di Sezze, Elio Magagnoli - Un ringraziamento particolare va alla Regione Lazio, che sponsorizza l'evento, e soprattutto al Presidente della Commissione Cultura della Regione, l'On. Domenico Di Resta, che crede nello spessore culturale della nostra rappresentazione e ci ha testimoniato tutta la sua sensibilità nella valorizzazione di tradizioni di carattere locale". La Rappresentazione di Sezze gode, tra l'altro, del Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
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dietro le quinte
Indice dei quadri
foto di Ignazio Romano 360 foto in 18 pagine |
Dramma e Passionedel Venerdì Santo a Sezze Un
elemento di crescita economica buttato al vento 20
marzo 2006
di
Ignazio Romano Sono tre anni, oramai, che alla vigilia dell’evento più popolare del paese, quello per cui Sezze è conosciuto anche oltre i confini nazionali, monta indecorosamente la polemica sulla Rappresentazione Sacra del Venerdì Santo, fino ad arrivare sui quotidiani locali quasi come una minaccia: “La Passione di Sezze è a rischio!” E sul paese cala il dramma di una comunità allo sbando. Alla base di tutto c’è il dichiarato rapporto di ostilità fra l’Ente Comunale e l’Associazione della Passione di Cristo, cosa assurda ed incomprensibile per i più. Da una parte il Sindaco Lidano Zarra intende avere un controllo diretto della manifestazione, dall’altra il Presidente Elio Magagnoli ne rivendica l’autonomia di gestione. Così, mentre in Germania, in Spagna ed in Francia la Sacra Rappresentazione è diventata un elemento di crescita economica legata al turismo religioso, grazie alle numerose repliche tenute durante l’intero arco dell’anno, a Sezze resta incerto addirittura il tradizionale appuntamento del Venerdì Santo che affonda le sue origini nel medioevo. Eppure, nel tentativo di seguire la strada intrapresa dai “cugini” europei, nel 1998 il Presidente dell’Associazione della Passione di Cristo, Elio Magagnoli, presentò all’amministrazione Siddera un progetto turistico da realizzarsi al Teatro Sacro Italiano, meglio conosciuto a Sezze come Anfiteatro. Proprio
nello stesso momento nasceva il progetto STILe che ne
prevedeva la riqualificazione, ed in attesa che i lavori ci
restituissero il grande teatro all’aperto, appositamente nato
negli anni ’50 per promuovere la Passione, si è giunti sino ad
oggi. Proprio nell’estate scorsa (luglio 2005) la ruspa
è entrata in azione sulle gradinate dell’Anfiteatro, ma del
progetto di Magagnoli non si parla più, e con i fondi della
comunità europea si sta realizzando un nuovo teatro che ha perso
le caratteristiche originarie del Teatro Sacro Italiano. Anche su
questa vicenda i più a Sezze non ne capiscono i motivi, ma
soprattutto non capiscono perché ridurre la capienza delle
tribune dai 15.000 posti originari, ai 2.000 della nuova struttura
sopraelevata. Nel concludere questa breve analisi, che tuttavia può essere estesa ad altri eventi pubblici di cui Sezze è teatro, non è possibile ignorare la forte contrapposizione sociale e l’abisso che oramai separano i cittadini dall’amministrazione Zarra. A riguardo si
può dire che, più di tutto, in ogni vicenda in cui questa
amministrazione si è trovata a confrontarsi con le altre realtà
del paese, si è sentita la mancanza di chiarezza, l’assenza
di dialogo e l’incapacità di condividere linee guida per lo
sviluppo del paese. Ammesso che concepire progetti pubblici
partendo dal basso è una operazione utopistica, quando invece
resta la strada migliore da percorrere se le intenzioni sono
quelle buone, è inaccettabile, per quei cittadini attivi,
rinunciare alla partecipazione per delegare ciecamente tutto nelle
mani del primo cittadino.
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