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La Passione 2005 |
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" E morì come tutti si muore, come tutti cambiando colore, non si può dire che sia servito a molto perché il male dalla terra non fu tolto. Ebbe forse un po' troppe virtù, ebbe un volto ed un nome:Gesù Di Maria dicono fosse il figlio sulla croce sbianco come un giglio " Fabrizio De André
Una "Passione" tormentata Valori
inalterati per la “Passione 2005” 31 aprile 2005 di Ignazio Romano La Processione del Venerdì Santo è sfilata regolarmente per le vie ed i vicoli di Sezze con la solita atmosfera di sacralità ed avvolta da una leggera nebbia che ne ha enfatizzato il fascino. Di tutto ciò dobbiamo darne merito a quanti si sono impegnati alla realizzazione, dagli organizzatori a tutti i figuranti che come ogni anno mettono il loro impegno senza il quale l’evento stesso non avrebbe senso. Questo per sottolineare che l’aspetto economico, che tanto ha fatto parlare nei giorni precedenti, non è quello fondamentale per rappresentazioni, come la Passione di Sezze, legate alla tradizione popolare. Certamente l’Associazione della Passione di Cristo dovrà rivederne la gestione e garantirne l’immagine, anche alla luce dei danni causati da notizie come quelle che volevano interrotta la tradizione setina.
Tornando alla serata di venerdì 27 marzo, c’è da annotare la presenza tra gli spettatori di Piero Marrazzo che, accompagnato da Titta Giorgi, ha assistito all’evento dalla tribuna d’onore installata appositamente in piazza IV Novembre. Mentre l’attesa per il governatore del Lazio Francesco Storace è andata delusa.
Sempre in Piazza IV Novembre si è fatto ricorso, come non era mai accaduto in precedenza, ad un sofisticato sistema di luci, fumi e musiche allo scopo di ricreare atmosfere suggestive. Graditissimo il ritorno, per il secondo anno, di Franco Oppini che ha interpretato Pilato affiancato dalla bravissima Olga, mentre molto apprezzata la presenza di Sara Zanier, modella e attrice di Latina, nei panni di Maria di Magdala. Tra i figuranti, che quest’anno hanno dato vita alla Sacra Rappresentazione, mi sembra opportuno segnalare la presenza di 10 romeni. Un segno dei tempi di inequivocabile integrazione. Un naturale processo sociale che sfugge alle facili analisi di recente pubblicate sul settimanale Panorama.
Detto questo torno a sottolineare, come faccio oramai ogni anno, la scarsa attenzione verso alcuni aspetti “estetici” di facile correzione, che darebbero risalto alla sensibilità dei cittadini di Sezze nei confronti dell’evento “Sacro” e lo renderebbero ancora più godibile ed apprezzabile da parte degli escursionisti: mi riferisco alla copertura temporanea di tutti quegli elementi di disturbo come insegne, vetrine e cartelli stradali. A quelli fissi, poi, nella giornata del Venerdì Santo, si aggiungono i cartelli di rimozione forzata, disseminati per il paese come fossero margherite in un prato. Attaccati sui muri, del tracciato della processione, dove passerà San Carlo da Sezze, il carro di Abramo e Gesù Nazzareno sotto la sua croce. Gigli nel 1933 non aveva di questi problemi, ma sono convinto che avrebbe detto le stesse cose che io sostengo da anni.
La tradizione è stata rispettata. Grazie ai patrocini della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Regione Lazio, della Provincia di Latina e del Comune di Sezze. In attesa di conoscere eventuali sviluppi su come gestire in futuro l’evento, l’appuntamento per tutti è al prossimo anno. |
dietro le quinte
Indice quadri
foto di Ignazio Romano 300 foto in 23 pagine
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