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Sezze - 20, 27 e 28 febbraio 2021 foto di Ignazio Romano Le foto, pubblicate in sequenza cronologica, seguono la lavorazione delle riprese e della realizzazione del film documentario Sacra Rappresentazione della Passione di Sezze VALORIZZAZIONE DI UN PATRIMONIO CULTURALE DELLA REGIONE LAZIO girato a Sezze nei giorni 20, 27 e 28 febbraio 2021
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prima giornata di riprese -
sabato
20 febbraio 2021 >
seconda giornata di riprese -
sabato
27 febbraio 2021 >
terza giornata di riprese -
domenica
28 febbraio 2021 Programma della Sacra Rappresentazione – film documentario 2021
LA PASSIONE DI SEZZE DIVENTA UN DOCUFILM: TERMINATE LE RIPRESE NEI LUOGHI PIU’ SUGGESTIVI DEL PAESE comunicato stampa A rendere le ambientazioni ancora più affascinanti, l’utilizzo di alcuni angoli dello storico Teatro Sacro Italiano (noto anche come Anfiteatro), il sito realizzato negli anni cinquanta proprio per ospitare le edizioni estive della rappresentazione e non più utilizzato a tale scopo dal lontano 1957. Per l’occasione sono state ristrutturate le tre croci poste in cima ad una collinetta che funge da Golgota, con il ripristino del vecchio camminamento, e sono state inoltre ripulite e riportate al loro splendore le due grandi grotte carsiche naturali, all’interno delle quali sono state girate diverse scene. L’intero progetto è curato dell’Associazione della Passione di Cristo di Sezze, che dal 1933 organizza la Sacra Rappresentazione del venerdì santo, che per dare continuità a questa straordinaria tradizione ha deciso di realizzare il docufilm, vista anche l’impossibilità di poter realizzare la tradizionale Passione di Cristo in forma processionale. Sono stati
circa 150 gli attori che, in varie giornate e nel rispetto dei protocolli previsti dalle disposizioni anti Covid, sono stati protagonisti delle varie scene del vecchio e nuovo testamento. È una occasione ricca di significato, un messaggio che proviene da Sezze e dalla sua gente, che ha consentito di poter girare le scene in alcuni dei luoghi più suggestivi di Sezze, in particolare nel Teatro Sacro Italiano. Tutto questo conferma come la nostra comunità si identifichi in questa storica tradizione, nota in tutta Italia e a livello internazionale e che merita di essere valorizzata e tramandata”. Per il regista e direttore artistico della Sacra Rappresentazione, Piero Formicuccia, “il docufilm realizzato rappresenta uno spaccato interessante della Passione di Sezze, con la presentazione di 30 scene del vecchio e nuovo testamento. Rispetto alla tradizionale rappresentazione del venerdì santo di Sezze, che si svolge in forma processionale, abbiamo voluto curare molto le ambientazioni e alcuni particolari scenografici e recitativi che meglio si prestano da essere valorizzati da un lavoro di tipo cinematografico. Per questo, oltre a tutti coloro che hanno lavorato alla riuscita di questa attività, ringrazio il gruppo di tecnici video (Studio 4D) che ha curato le riprese ed il montaggio. Ritengo abbiamo realizzato un film documentario che merita di essere visto e che per molti versi sorprenderà gli spettatori”.
LA
PASSIONE DI CRISTO DI SEZZE articolo di Piero Formicuccia Da più di un anno il mondo intero ha dovuto organizzarsi per approntare piani di emergenza sanitaria, favorire ed organizzare azioni di sostegno finanziario per fronteggiare la grave crisi economica. La confusione ha preso il sopravvento sulla chiarezza e sulle abitudini cui eravamo abituati ormai da una vita vissuta. Tutto ciò, e non solo, forse a causa di un virus contenuto in due piccoli animali, il pipistrello e il pangolino, o arrivato per vie traverse in un mercato di Wuhan (Cina) dove si macellano animali vivi e lì, è entrato in contatto con l’uomo, generando questa pandemia, quella del Covid-19, di cui ancora non ne siamo venuti fuori. Le
misure prese a livello nazionale e locale hanno imposto alle
persone di ridisegnare i propri comportamenti e le proprie attività,
lavorative, sociali e culturali. Non solo le persone, anche le
organizzazioni che annualmente promuovevano, nell’ambito delle
proprie città,
eventi culturali, sociali, sportivi e di altro genere, hanno
dovuto adattarsi ai limiti imposti dai diversi DPCM promulgati di
volta in volta dal Presidente del Consiglio per evitare il
propagarsi della pandemia. L’anno
2020 ha assorbito tutta l’attenzione delle istituzioni per
dare risposte concrete alle diverse crisi che si sono generate. Ogni
comunità locale,
in tutto il mondo, ha dovuto adattarsi alle norme imposte dai vari
governi e annullare di conseguenza quegli eventi, di una certa
importanza, che coinvolgevano centinaia di persone e che
richiamavano migliaia di spettatori. È stato questo il caso
dell’Associazione
della Passine di Cristo di Sezze
che storicamente, a partire dal 1933, organizza ogni anno nel
giorno del Venerdì Santo, la "Sacra
Rappresentazione della Passione di Cristo".
Evento
realizzato con più di 700 attori figuranti, alla presenza di
migliaia di persone che negli ultimi anni ha registrata picchi di
circa 40.000 spettatori. L’anno scorso già
dal mese di gennaio fervevano i preparativi per
l’edizione 2020, quando invece, per motivi che tutti conosciamo,
con grande dispiacere dell’Associazione e delle persone che già
avevano confermato la propria partecipazione, è stato
annullato e rinviato a data indefinita. La Settimana Santa vissuta
in tempo di Covid, a Sezze, come in tante altre parte d’Italia,
non è stata la stessa degli altri anni, quando le organizzazioni
religiose e culturali, ognuna per la propria competenza, si
impegnavano a far rivivere il dramma della Passione di Cristo. L’Associazione della Passione di Cristo di Sezze, per ovviare almeno in parte a questo vuoto, in collaborazione con l’emittente televisiva Lazio TV, ha mandato in onda le rappresentazioni degli anni precedenti, riscuotendo anche consensi unanimi da parte di migliaia di spettatori, non solo di Sezze ma anche di altre città del Lazio. La speranza da parte dei diretti partecipanti era quella che nell’anno 2021 tutto potesse svolgersi regolarmente. Ma così non è stato! Anche
quest’anno la tradizionale Rappresentazione della Passione di
Cristo, nella sua forma itinerante e scenica, con i suoi 44 quadri
rappresentanti scene del Vecchio e del Nuovo Testamento, non potrà
avere luogo. Constatato
ciò, i massimi organismi dell’Associazione, con a capo il
presidente Elio Magagnoli, insieme al sottoscritto,
direttore artistico e ai più stretti collaboratori, per non
cedere alle delusioni del momento, e per non rendere vane le
attese della popolazione, degli attori e di tutti i simpatizzanti,
hanno redatto un progetto che già
in questi giorni si sta realizzando, nel rispetto delle
normative vigenti anti-Covid e dei decreti regionali e nazionali. Il progetto prevede la realizzazione di un film-documentario sulla Sacra Rappresentazione le cui scene, in parte si stanno già girando e registrando secondo un programma ben definito. Gli attori coinvolti sono circa 150 che rappresenteranno i quadri della Passione. Le riprese sono state definite secondo un calendario con orari scaglionati, in modo da non creare nessun tipo di assembramento. Il film-documentario sulla Sacra Rappresentazione della Passione di Sezze, realizzato in collaborazione con il Comune di Sezze e con la Regione Lazio, è interamente girato sul territorio comunale, dalla pianura alla città, e le riprese in parte sono state previste nel centro storico e in modo preponderante all’interno dell'area del Teatro Sacro Italiano (detto Anfiteatro) al fine di poter ricongiungere la città tutta, dopo ben 64 anni di interruzione per cause disparate, con questo sito così importante nato appositamente per la Sacra Rappresentazione, su cui gran parte della popolazione setina, a partire dagli anni ’50, aveva investito per il rilancio dell’attività culturale ed economica del territorio. È
questo senz’altro un modo anche per valorizzare alcuni angoli e
siti caratteristici del centro storico di Sezze, cortili e palazzi
cinquecenteschi ma anche angoli di epoca romana, parte delle mura ciclopiche di via Cavour e di via dei
Templi, importanti reperti del Museo Archeologico e del Museo
Lepino della Civiltà
Contadina di Sezze Scalo e così tanti altri siti. Le scene
previste sono 30 con recitazione, narrazione e descrizione delle
stesse. All’interno della produzione ci saranno interventi
istituzionali e commenti di alto profilo per un prodotto della
durata di circa 1 ora e 40 minuti che verrà
trasmesso dai canali del gruppo Lazio TV con copertura del
digitale terrestre del Lazio e dell’Italia, tramite canale Sky
dedicato con copertura nazionale Italia, tramite canale
satellitare con copertura Europa (Eurovisione), tramite streaming
sul sito della Passione di Sezze con copertura web in
mondovisione, la sera del Venerdì Santo a partire dalle ore
21.00. Sono già previste repliche per la domenica di Pasqua. Tale
produzione verrà promossa
tramite pubblicazioni di articoli su stampa regionale e
provinciale, servizi TV regionali e sul sito
associativo www.passionedisezze.it oltre che sui canali social
dell’Associazione della Passione di Cristo. Nel mese di febbraio
diverse persone sono state impegnate presso il Teatro Sacro
Italiano, per restituire ad alcuni spazi di questo luogo come la
collina del Golgota, le tre croci, le grotte adiacenti alla nuova
struttura costruita sulle gradinate esistenti, la possibilità
di essere agibili e fruibili per questa circostanza ed
auspicabili future esigenze artistiche e culturali. Speriamo che questa nuova esperienza, tanto attesa e partecipata in questi giorni di febbrili attività per le riprese del film, possa restituire ai cittadini di Sezze, e non solo, quelle emozioni e stati d’animo che ogni anno in occasione del Venerdì Santo si provono. E proprio partendo da questo slancio, è palese l'intento di ridare nuova vita allo straordinario sito dell’Anfiteatro riconsiderando tutta l'area ala luce delle modifiche avvenute. Una volta che le istituzioni hanno ripristinato l'agibilità della struttura incompiuta, sarà finalmente possibile riproporre la Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo in quel luogo storico dove il fondatore, l'avvocato Filiberto Gigli, l'ha pensata, ma anche realizzare molte altre forme di spettacolo in modo da riportare il sito ad essere il centro della cultura per l'intera provincia. Tutto ciò a beneficio dei
cittadini ed in particolare per il rilancio turistico di Sezze.
in queste due foto l'area dell'anfiteatro prima che venisse stravolta
RIPORTATI ALL’ANTICO SPLENDORE ALCUNI LUOGHI CARATTERISTICI DEL TEATRO SACRO ITALIANO (ANFITEATRO) comunicato stampa Dopo 64 anni di buio e di polvere, la città di Sezze è tornata a riappropriarsi e ad ammirare alcuni dei luoghi storici e più caratteristici di un sito che da sempre appartiene alla memoria, alla storia e alla cultura del centro lepino: il Teatro Sacro Italiano, comunemente chiamato “Anfiteatro”. Grazie, infatti, all’opera dell’Associazione della Passione di Cristo di Sezze, che dal 1933 organizza la Sacra Rappresentazione del venerdì santo, evento noto in tutta Italia e anche a livello internazionale, nei giorni scorsi è stata ripulita e riportata alla luce, è proprio il caso di dirlo, la collina che negli anni cinquanta fungeva da Golgota per le scene della Passione di Cristo di Sezze. Inoltre, i lavori di questi giorni hanno consentito il recupero e la ristrutturazione delle tre imponenti croci poste in cima a questa collinetta simbolo del calvario dei Gesù e dove, sempre negli anni cinquanta, veniva realizzata la maestosa scena della crocifissione. Le croci sono state ricoperte in legno e messe in sicurezza, mentre è stato rintracciato ed evidenziato il vecchio camminamento che dalla base del Golgota porta in cima alle croci. Infine, sono state ripulite e riportate al loro splendore le due grandi grotte carsiche naturali, poste lungo la strada che conduce all’interno del Teatro Sacro Italiano. Quest’opera di pulizia e valorizzazione del sito ha come obiettivo di riportare l’attenzione su un sito straordinario, a cui i cittadini di Sezze sono da sempre molto legati, che merita una giusta valorizzazione in senso storico e turistico. Il complesso fu realizzato negli anni cinquanta del secolo scorso per iniziativa dell’allora presidente dell’Associazione della Passione di Cristo di Sezze, l’avvocato Filiberto Gigli, per destinarlo ad ospitare le repliche estive della Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo. Allo scopo venne realizzata una magnifica struttura, con gradinate in grado di contenere fino a 12mila spettatori e la riproposizione del Golgota in cima ad una collinetta naturale.
L’ultima edizione di questo grande evento fu realizzata nel
1957, prima che il complesso fosse adibito a campo di calcio e, successivamente, reso inutilizzabile da lunghi lavori di ampliamento mai portati a termine.
ORIGINI
DI SEZZE La fondazione della colonia di Setia rientra nella strategia dei Romani di creare una fortezza (come già Norba nel secolo precedente e Circei pochi anni prima) che fosse un baluardo contro la crescente potenza dei Volsci, colmando, come dice lo storico Gaetano De Sanctis, la lacuna delle fortezze tra Signa e Circei. Sezze fu tra le colonie latine fondata a partire dal V secolo a.C. in territorio volsco, le cui condizioni furono lasciate immutate per molti anni, potendo esse conservare la loro autonomia, rinunciando però ad esercitare alcuni diritti, lo “Ius connubi” e lo “Ius commercii” tra di loro mentre gli stessi diritti rimanevano validi tra ciascuna delle colonie e Roma.
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