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La
Passione di Sezze a Montecassino
Per la Passione di Sezze,
dopo Santiago di Compostela, Roma, Assisi, Latina e San Giovanni
Rotondo arriva la trasferta di prestigio a Montecassino.
La sera del 12
aprile 2014 sono due le celebrazioni di cui faranno parte i
cinquecento figuranti di Sezze: settant'anni dal
bombardamento del 19 febbraio del 1944 e cinquant’anni dalla proclamazione di San Benedetto a Patrono d’Europa da parte di papa Paolo VI il 24 ottobre 1964.

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO
del 02/04/2014
L’Associazione della Passione di Cristo, il Comune di Sezze
in collaborazione con la
Comunità Monastica Benedettina dell’Abbazia di Montecassino
presentano
L’EVENTO STRAORDINARIO:
SACRA RAPPRESENTAZIONE DELLA PASSIONE DI CRISTO DI SEZZE
Presso l’Abbazia di Montecassino
SABATO 12 APRILE 2014 ORE 20.30
Con una nota di Palazzo Chigi del 01/04/2014 è stato comunicato che a presenziare alla Sacra Rappresentazione sarà presente ufficialmente il GOVERNO ITALIANO rappresentato dal Sottosegretario alle Riforme Costituzionali e rapporti con il Parlamento
On.Maria Teresa Amici.
Il pellegrinaggio della Sacra Rappresentazione della Passione di Sezze, che negli anni passati ha toccato Roma , Santiago de Compostela, Assisi , Latina e San Giovanni Rotondo, approda quest’anno a Montecassino .
L’ evento , fissato per il 12 aprile 2014, è il prosieguo di un pellegrinaggio che vuole approdare sui luoghi religiosi più importanti d’Italia e d’Europa con la speranza , in un non lunghissimo futuro di poter giungere in Terra Santa a Gerusalemme. L’evento a Montecassino è previsto per il 70° anniversario della distruzione dell’Abbazia e il 50° della proclamazione di San Benedetto Patrono d’Europa da parte di Papa Paolo VI .
L’ evento è realizzato in collaborazione con la Comunità Monastica Benedettina dell’Abbazia di Montecassino e gode del patrocinio e del finanziamento della Regione Lazio, del patrocinio della Provincia di Latina, della Provincia di Frosinone, del Comune di Latina e del Comune di Cassino al quale va il nostro ringraziamento per l’ospitalità mostrata.
La Sacra Rappresentazione si terrà presso l’Abbazia di Montecassino il 12 Aprile 2014 alle ore 20.30 per la durata di circa un’ora e mezza. La Sacra Rappresentazione ripercorre la storia del Vecchio e Nuovo Testamento con forma processionale suddivisa in circa 39 scene dove gli spettatori fermi potranno assistere al passaggio della stessa
.
L’evento verrà trasmesso in Eurovisione con un’importante produzione televisiva che verrà trasmessa a reti unificate sui canali digitali terrestri ,per la copertura del Centro Italia:
Lazio Tv, Teleuniverso e Rete sole ; sul canale digitale terrestre con copertura nazionale Italia+ 132; sul canale sattellitare Eursat bouquet SKY 892 e 925 a partire dalle ore 20,30 di Sabato 12 Aprile 2014.
L’Associazione della Passione di Cristo e il Comune di Sezze ringraziano tutte le istituzioni civili e in particolar modo la Comunità Monastica Benedettina dell’Abbazia di Montecassino, che con il loro straordinario apporto permetteranno la realizzazione dell’evento.
Tutte le informazioni relative alla storia e tradizione della Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo di Sezze si possono trovare sui siti web:
www.passionedisezze.it,
www.setino.it .
Per ulteriori informazioni: 0773/803002-328/1222009














La
storia dell'Abbazia di Montecassino
Fondata nel 529 da san Benedetto da Norcia sul luogo di un'antica torre e di un tempio dedicato ad Apollo, situato a 519 metri sul livello del mare, ha subito nel corso della sua storia un'alterna vicenda di distruzioni, saccheggi, terremoti e successive ricostruzioni.
Nel 577, durante l'invasione dei Longobardi, il monastero venne distrutto per la prima volta e la comunità dei monaci, con le spoglie del santo fondatore, dovette ripararsi a Roma. Poi, dal 643 i monaci trovarono ospitalità dalla comunità di San Colombano a Bobbio e in seguito nei vari monasteri ed abbazie colombaniane in Italia ed in Europa, diffondendo enormemente le comunità benedettine.
Ricostruita intorno al 717 sotto l'impulso di Petronace di Montecassino, l'abbazia venne distrutta una seconda volta dai Saraceni nel 883, venendo riedificata per volere di papa Agapito II solo nel 949.
Per tutto il medioevo, l'abbazia fu un centro vivissimo di cultura attraverso i suoi abati, le sue biblioteche, i suoi archivi, le scuole scrittorie e miniaturistiche, che trascrissero e conservarono molte opere dell'antichità. Testimonianze storiche del più alto interesse e di sicura validità sono state raccolte e tramandate a Montecassino: dai primi preziosi documenti in lingua volgare ai famosi codici miniati cassinesi, ai preziosi e rarissimi incunaboli.
Il più illustre dei suoi abati fu forse Desiderio - il futuro papa Vittore III (sepolto nell'abbazia stessa) - che alla fine dell'XI secolo fece ricostruire completamente l'abbazia ed ornò la chiesa di preziosissimi affreschi e mosaici, il cui riflesso si può ancora oggi scorgere in quelli che lo stesso abate fece eseguire in Sant'Angelo in Formis. Dalla Chronica Monasterii Casinensis sappiamo che l'abate Desiderio impiegò sforzi e capitali notevoli per la ricostruzione della chiesa abbaziale, compiuta nei soli cinque anni dal 1066 al 1071, utilizzando materiali lapidei provenienti da Roma e facendo venire da Bisanzio anche mosaicisti e artefici vari.
La maggior parte delle decorazioni - della chiesa e dei nuovi ambienti del monastero successivamente riedificati - erano costituite da pitture, oggi in maggior parte perdute e delle cui conosciamo soltanto alcuni soggetti, come le Storie dell'Antico e Nuovo Testamento nell'atrio, di cui si conservano interamente i tituli scritti dall'arcivescovo di Salerno Alfano. Il ricorso a mosaicisti bizantini era motivato, come si legge nella Chronica, poiché: «da più di cinquecento anni i maestri latini avevano tralasciato la pratica di tali arti e per l'impegno di quest'uomo ispirato ed aiutato da Dio esse furono rimesse in vigore in questo nostro tempo», inoltre, «affinché la loro conoscenza non cadesse ancora oltre in oblio in Italia, quell'uomo pieno di sapienza decise che molti giovani del monastero fossero con ogni diligenza iniziati in tali arti. Tuttavia non solo in questo campo, ma anche per tutti i lavori artistici che si possono compiere con oro, argento, bronzo, ferro, vetro, avorio, legno, gesso o pietra, fece venire i migliori artisti selezionati dai suoi monaci».
Distrutta da un terremoto nel 1349 e nuovamente ricostruita nel 1366, l'abbazia assunse nel XVII secolo l'aspetto tipico di un monumento barocco napoletano, grazie anche alle decorazioni pittoriche di numerosi artisti tra i quali Luca Giordano, Francesco Solimena, Francesco de Mura, Giovanni de
Matteis.
In queste forme era giunto fino a noi l'antico monastero prima che nel 18 febbraio del 1944, durante la seconda fase della battaglia di Monte Cassino, un bombardamento massiccio delle forze alleate, che vi sospettavano
erroneamente la presenza di reparti tedeschi, lo distruggesse nuovamente. Il bombardamento cominciò la mattina del 15 febbraio e ben 142 bombardieri pesanti e 114 bombardieri medi rasero al suolo l'abbazia. Nel corso di questo trovarono la morte numerosi civili che avevano trovato rifugio all'interno dell'edificio, mentre all'esterno furono uccisi dalle bombe diversi soldati tedeschi e anche quaranta soldati della divisione
indiana.
Al bombardamento partecipò il soldato Walter M. Miller, futuro scrittore, che proprio da questa sua esperienza trasse l'ispirazione per la sua opera più importante, Un cantico per Leibowitz.
Per merito dell'allora arciabate Gregorio Diamare, e del colonnello Julius
Schlegel ]della Divisione corazzata Hermann Goring, l'archivio ed i più preziosi documenti bibliografici furono posti in salvo. La ricostruzione, iniziata subito dopo la fine della guerra, ha mirato ad una riproduzione esatta delle architetture distrutte.
Il restauro fu realizzato dal 1948 al 1956, sotto la direzione dell'ingegner Giuseppe Breccia Fratadocchi, che realizzò una ricostruzione dell'interno dell'abbazia con spazi ciechi e muti tra le cornici delle volte, osteggiato da alcuni storici dell'arte[senza fonte]. Il compito di fondere le campane dell'abbazia fu assegnato nel 1949 alla Pontificia Fonderia di Campane Marinelli di Agnone. Negli anni ottanta furono commissionati una serie di affreschi a Pietro Annigoni dall'abate Bernardo D'Onorio. Alla realizzazione del ciclo pittorico parteciparono vari allievi del maestro fra cui Romano Stefanelli, Ben Long e Silvestro Pistolesi.
Papa Benedetto XVI si è recato in visita a Montecassino il 24 maggio 2009, nel 65º anniversario della distruzione dell'abbazia. Il pontefice - che al momento della sua elezione sul trono di Pietro aveva scelto il proprio nome anche ispirandosi alla figura di san Benedetto da Norcia - ha pregato sulla tomba del santo, ricordandone l'importanza nella formazione culturale europea.
sopra
l'Abbazia in un disegno del 1734
- sotto in un disegno del 1685
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Apertura
1-
San Benedetto
2-
San Padre Pio
3-
Santa Maria Goretti
4-
San Francesco
5-
San Carlo da Sezze
6-
Abramo
7-
Mosé
8-
Giuditta
9
- David
10-
I Profeti
11-
Le Sibille
12-
Annunciazione a Maria
13-
Maria ed Elisabetta
14-
Re Magi
15-
Fuga in Egitto
16-
Rachele e madri piangenti
17-
Maria e Gesù dodicenne
18-
Giovanni Battista
19-
Gesù e i primi discepoli
20-
Gesù con gli Apostoli
21-
Racconto di un miracolo
22-
Schiavi in catene
23-
Lazzaro resuscitato
24-
Preparativi ultima cena
25-
Prologo della Passione
26-
Pilato e Procula
27-
Sinedrio e Nicodemo
28-
Pilato, Littori e Centurione
29-
Flagellazione
30-
Gesù condotto al Calvario
31-
Donne della Pasqua
32-
Danza degli scheletri
33-
Centurione pentito
34-
La Resurezione
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Preparativi 1
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Preparativi 2
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Conclusioni










foto
di Ignazio Romano
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