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MATUTA
TEATRO presenta:
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Fra Mosca e Berlino
dal
progetto Materiali Müller
uno
spettacolo ideato, interpretato e diretto da
Julia
Borretti e Titta Ceccano
scene
e disegno luci di
Jessica
Fabrizi
suoni
di
Laura
Fabriani
collaborazione
artistica di
Ignazio
Gori

Nell’estate
del 1941 la Germania di Hitler invade l’Unione Sovietica.
La
chiamano Operazione Barbarossa, coinvolge tre milioni di uomini,
seicentoventicinquemila cavalli, seicentomila veicoli, duemila
aereoplani, tremilatrecentocinquanta carri armati, circa i due
terzi dell’intera Wehrmacht.
E’ l’avanzata dei panzer che in tempi brevi dovrebbe
impadronirsi di tutto l’immenso territorio russo, è
l’ultimo atto della Blitzkrieg.
Stalin
viene colto di sorpresa, l’Armata Rossa sembra impreparata.
I panzer
germanici avanzano con successo, in pochi giorni con una manovra
a tenaglia le divisioni corazzate penetrano per centinaia di
chilometri, formando numerose sacche dentro le quali decine di
divisioni sovietiche rimangono circondate.
Da
qui si apre lo spettacolo.
È
l’ottobre del ’41, una bambina tedesca gioca tra le macerie
della guerra e aspetta il rientro di suo padre dal fronte, un
comandante russo teme che la paura si impadronisca dei suoi
uomini e ordina la fucilazione di un disertore, nella steppa
gelata risuonano canzoni d’amore.
Il
lavoro parte da un brano mülleriano, Ouverture
Russa, primo capitolo de La
strada dei panzer, per contaminarsi con la letteratura di
guerra (Malaparte, Rigoni Stern) e i materiali biografici (diari
e lettere dal fronte, testimonianze dirette); è una riflessione
sulla Storia e sull’Uomo.
La
compagnia “Matutateatro” ha voluto dedicare un progetto ad
Heiner Müller, drammaturgo e regista tedesco,
per la forza e la persistenza con cui la parola mülleriana
ormai da anni torna a visitarci.
Considerato
l’erede eretico e postmoderno di Bertolt Brecht, Müller
vedeva nella rappresentazione scenica una inesauribile riserva
di utopia e speranza di riscatto, per andare dentro e oltre le
tragedie del quotidiano.
Il suo
teatro ebbe quali caratteristiche primarie la dialettica e la
provocazione anticonvenzionale, grazie anche ad uno scambio e ad
un confronto tra passato letterario e mondo attuale, tra mito e
realtà.
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