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LA
NOTTE PIU' BELLA DELLA MIA VITA
di
Friedrich Dürrenmatt
con
Gian
Marco Tognazzi
Bruno
Armando
Roberto
Tesconi
Franz
Cantalupo
Lidia
Giordano
e
con la partecipazione di
Lombardo
Fornara
adattamento
Edoardo Erba
regia
Armando Pugliese
scene
Andrea Taddei
costumi
Silvia Polidori
disegno
luci Angelo Ugazzi
Un
banale incidente, l’automobile in panne, costringe Alfredo Traps-
rappresentante di tessuti ad una sosta indesiderata. Cercando aiuto trova
ospitalità a casa di un vecchio giudice in
compagnia
di due amici, un pubblico ministero e un avvocato in pensione che gli
spiegano, con l’intento di coinvolgerlo, il loro unico passatempo:
ricelebrare alcuni importanti processi storici come quello a Socrate, a
Gesù e a Federico di Prussia. Tra una bottiglia di vino e l'altra, Traps
si ritrova imputato in un vero e proprio processo e, in un'atmosfera
sempre più inquietante, il gioco si fa realtà: il protagonista parla, si
confessa, la sua vita mediocre sembra acquistare improvvisamente risvolti
inaspettati; si scopre che Traps ha effettivamente compiuto un delitto
divenendo l’amante della giovane moglie del suo principale che,
avvertito anonimamente dell’accaduto dallo stesso Traps, è morto a
causa di un infarto. Il delitto di Traps è il frutto di una mente
assolutamente innocente e inconsapevole; la sua cattiveria è originaria
e, come tale, esente da sensi di colpa a meno che qualcuno non intervenga
a fargli notare che ha compiuto un delitto, a fare emergere i ricordi
dalla nebbia di un passato neppure così tanto remoto, come hanno fatto i
suoi commensali che lo hanno ospitato processandolo, come fanno con tutti
gli ospiti che si trovano ad avere.
E
così raccontando le vicende della propria vita, rivelando il mistero del
suo successo economico, Traps si trova di fronte alla prova della sua
colpevolezza e si autoinfligge la condanna a morte che gli era stata
sanzionata per gioco. Per Dürrenmatt, quindi, siamo tutti colpevoli: il
racconto ne è soltanto la dimostrazione attraverso il paradosso. La
panne. Una storia ancora possibile (1956) di Friedrich Dürrenmatt è uno
dei romanzi brevi più significativi in cui lo scrittore svizzero indaga
le passioni e i sentimenti umani . Il testo, riproposto in teatro con la
sapiente regia di Armando Pugliese, assume contemporaneamente i toni
cangianti del leggero, del comico, dell'angosciante, del tragico e
coinvolge lo spettatore nello stesso modo in cui cattura il protagonista.
Il tema dominante è il conflitto dell'individuo con un mondo intimo,
mostruoso ed ignoto, comune a tutti noi. Friedrich Dürrenmatt fu
scrittore, drammaturgo e pittore. Dopo la Seconda guerra mondiale,
ispirato dalla lettura
di Lessing, Kafka e Brecht, iniziò a scrivere racconti brevi e pièces
teatrali.
Le sue prime opere
sono ricche di elementi macabri e oscuri, trattano di omicidi, torture e
morte.
Insieme al
connazionale Max Frisch è stato protagonista del rinnovamento del teatro
di lingua
tedesca, trattando in
chiave grottesca i problemi della società contemporanea e smascherando
le meschinità
nascoste dalla facciata perbenista e borghese della società svizzera.
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