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Franco
di Mare
AMIRA
memorie di guerra
di
Franco Di Mare e Giancarlo Loffarelli

con:
Franco Di Mare, Giancarlo Loffarelli
musiche eseguite dal vivo da: Antonio Di Raimo, Paolo Giusti, Vincenzo
Balestrieri, Gianluca Biondi, Daniele Iacomini, Romeo Terella, Giancarlo
Di Toppa, Giampiero Bottoni.
assistente di scena: Emiliano Campoli
tecnico luci: Armando Di Lenola;
tecnico audio: Fabio Di Lenola
scene e costumi: Mario Tasciotti
Le guerre hanno tante cause: economiche,
politiche, religiose… Nessuna di queste cause è, però, sufficiente a
spiegare perché la guerra si sia dimostrata, sin qui, ineliminabile e
perché essa, anche per chi la vede soltanto al cinema o in televisione,
susciti una terribile attrazione. Questo spettacolo si articola lungo un
percorso che cerca d’indagare sulla guerra come manifestazione di una
dimensione connaturata all’uomo. La scelta di strutturare lo spettacolo
come affabulazione da parte di un vero inviato di guerra e non di un
attore che ne recita la parte, intende cogliere uno specifico della guerra
nell’attuale contesto mediatico: il cronista di guerra è il primo
medium che avvicina la realtà della guerra alla quotidianità
dell’esistenza di ognuno, dunque egli è testimone privilegiato della
modalità con cui la guerra si dà nella contemporaneità.
Lo spettacolo si presenta come un flusso narrativo ininterrotto in cui
vengono fusi: la narrazione di esperienze realmente vissute dal cronista
di guerra; le testimonianze dirette di persone che hanno vissuto la guerra
in prima persona; la lettura e la drammatizzazione di brani di opere
letterarie (Omero, la Bibbia, il Corano, Shakespeare, Tolstoj, Mark Twain,
Celine, Fenoglio…) che raccolgono il sedimentato della riflessione
dell’uomo sull’esperienza della guerra; musiche eseguite dal vivo
evocanti atmosfere di epoche belliche; filmati che testimoniano per
immagine la crudeltà di ogni guerra. Tutto questo è pensato al servizio
di uno spettacolo che sappia coniugare la profondità e precisione dei
contenuti con la loro fruibilità per un largo pubblico.
Lo spettacolo vuole evitare, cioè, di presentarsi come una dotta
dissertazione sul tema della guerra per assumere pienamente la dimensione
dello spettacolo teatrale, volto a suscitare nel pubblico una molteplicità
di sensazioni che oscillano dalla commozione all’indignazione senza
disdegnare il sorriso, poiché anche l’ironia è stata spesso un valido
strumento per difendersi dalla brutalità della guerra. Lo spettacolo (spectaculum)
intende dunque presentarsi come uno speculum, vale a dire uno specchio,
nel senso che non si presenta come l’illustrazione di un problema con la
relativa soluzione, ma come uno strumento per stimolare nel pubblico una
riflessione, cioè un ri-flettere, un guardare in se stessi per
interrogarsi sulla propria corresponsabilità rispetto al fenomeno della
guerra.
Giancarlo Loffarelli
Autoitalia
spa è sponsor della
manifestazione
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