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Conoscere Amare Conservare |
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Liceo Classico "Pacifici & De Magistris" Notizie storiche dal X al XIV sec. |
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Notizie Storiche |
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Conoscere Amare Conservare seconda parte
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CARTINA DI SEZZE MEDIOEVALE Sulle
vestigia della "Setia" Romana preme la Sezze "
Medioevale" infatti non è difficile cogliere l'avvicendarsi delle
diverse epoche nella struttura muraria. Sia di edifici pubblici e
nobiliariche nelle più umili case esistenti nel tessuto urbano, che
nella cinta muraria che si snoda da porta Romana a porta Pascibella. Nel
956 Sezze si organizzò come libero Comune. Notizie storiche attendibili
per il periodo antecedente al 956, sono molto scarse. Il Cointe riporta:
" SETIA IN DUCATO ROMANO DOMINATIONEM GRAECORUM EXCUSSIT SEQUE
FRANCIS DEDIT A.D. 796. PER INSIGNEM DONATIONEM A LUDOVICO PIO FRANCORUM
REGE DATA EST IN PERPETUUM ROMANO PONTIFICI CUM RELIQUO DUCATO ROMANO
INSULISQUECORSICAET SARDINIAA. 817". Nel
1073 il Papa Gregorio VII, dopo l'elezione, abitò a Sezze per alcuni
mesi e da qui scrisse una lettera alla Marchesa di Susa. Nel
1099 viene eletto Papa Pasquale 11, sotto il quale i territori esterni
alla giurisdizione vaticana vennero affidati a Tolomeo Conte Tuscolano
il quale nel Il 12 si impadronì dei territori di S ezze, Sermoneta,
Ninfa, Tiberia, Acquapuzza e Terracina, ma fu mandato via dopo poco
tempo. Tra
la fine dell'XI sec. e l'inizio del XII i Ceccano diventano signori di
Sezze; Landolfo da Ceccano riconosce i diritti sui beni di S. Maria e
nel 1201 Innocenzo III infeuda la città a Giovanni di Ceccano. In
questo periodo, forte della signoria dei Ceccanesi, il Comune ( che è
sempre legato al potere temporale della Chiesa) estende ì suoi confini
fino al mare. Nel
1266 morto il Papa Innocenzo, il suo successore Alessandro IV ordinò
alle località pontine di non fornire armi ai "reggitori del popolo
romano", considerato che avrebbero dovuto usarle contro lui stesso. Nel
1271 i Setini interruppero di inviare derrate alimentari nella capitale,
i Romani inviarono una squadra di cavalleria che devastò ed incendiò i
campi biondeggianti di messi. Per tutta risposta i contadini per
l'immenso duolo e per l'incapacità di vendicarsi di un tale avversario,
inviarono ambasciatori ad Orvieto per incontrare il Papa Gregorio X,
affinché cessassero le ostilità. Appartiene
allo stesso anno una lettera del Papa Gregorio X nella quale ammoniva il
vicario di Roma, che voleva costringere i comuni di Terracina, Piperno,
Acquapuzza e Sezze, ad inviare giovani forti per i giuochi di Agone e
Testaccio. Ma le minacce dei‑Papi non ottennero il successo
sperato, in quanto i Romani volevano far valere ad ogni modo il loro
diritto sovrano. Dopo
qualche anno il Senatore impose che ai comuni di Terracina, Piperno, e
Sezze di spedire ambasciatori a Roma per offrire in segno di sudditanza
prodotti alimentari, minacciandoli di guerra nel caso non avessero
accondisceso. Nel
1309 nella piazza di Sezze, dopo anni di dure lotte, fu stipulato un
atto di pace fra i Setini e gli abitanti di Priverno che, almeno per
poco tempo, fece cessare le distruzioni e le scorrerie reciproche. Nel
1331 Ludovico il Bavaro nominò come antipapa a lui favorevole Niccolò
V e iniziò ad occupare i possedimenti della Santa Sede. Riuscì a
prendere Velletri e Cisterna, ma non riuscì ad occupare Sezze poiché i
suoi abitanti si difesero con molto valore e con coraggio meritandosi
inseguito, per questa loro lotta, la riconoscenza e i ringraziamenti del
Papa. Nel
1407 Ladislao re di Napoli occupò Sezze e il castello di Trevi
tenendovi stabilmente una guarnigione di soldati. I Setini furono
dispensati dal pagare la tassa sul sale sul fuoco. Quando vi fu lapace
fra il Papa Giovanni XXIII e il Re Ladislao, questi non volle restituire
Sezze e il Castello diTrevi, molto importanti strategicamente,
senondietro il pagamento di 2500 fiorini d'oro. In
questo periodo storico la popolazione di Sezze continuò ad abitare
nell'interno della cinta murariaromana, utilizzando e gradualmente
trasformando le abitazioni preesistenti. Nel
1279 il centro abitato fu diviso in sei decarcie: Cisternis, Codarda,
Gulletto, Strumilo, S. Pietro, S. Angelo ( il termine decarcia è
bizantino ed indicava una ben delimitata parte della città che doveva
fornire un certo contingente di soldati in base al numero di abitanti);
ogni decarcia comprendeva otto vintane, cioè otto gruppi di venti case. Non
essendo ben definiti i confini con i vicini comuni( Serinoneta,
Priverno etc.) spesso sorgevano liti che provocavano pure omicidi fra i
cittadini che reclamavano le stesse terre sia per il pascolo, siaper
lapesca, siaper la coltivazione. Gli
abitanti di Sezze, circa 6000, infatti vivevano di agricoltura, di
pastorizia e di pesca, che allora era abbondante a causa delle molte
peschiere esistenti. La popolazione era divisa in due gruppi: i "milites"
ed i "pedites". 1 milites, proprietari dei terreni e delle
peschiere, partecipavano alla vita pubblica e militare; i pedites, la
quasi totalità della popolazione, non avevano proprietà e vivevano
lavorando i terreni dei milites e quelli del Comune. Essi erano esclusi
dalla vita politica ed amministrativa del paese e tutto il potere,
quello esecutivo, quello giuridico e finanziario era esercitato dai
rettori, dal podestà e dal giudice, sempre scelti fra i milites. La
distinzione sociale si riflette anche nell'urbanistica : alle case dei
signori si affiancavano edifici semplici, destinati alla maggiorparte
della popolazione. Importanti famiglie del tempo sono i Taccone, gli
Strommili, i Sanguini, i Valletta, i Macocii, i De Montelungo etc.
Essenziale nella configurazione dei milites era la carriera nella curia
romana (scrittori papali, giudici, notai‑fine XII sec.): infatti
essa aveva una notevole ricaduta sulla crescita e sul consolidamento di
fortune famiglíari ed era il canale per ottenere benefici e canonicati
per sé e per altri familiari. Va
però notato che dalla seconda metà del XIII sec. il ceto superiore si
articolava su un doppio livello. La società setina esprime chiaramente
questa articolazione: in essa compongono il ceto superiore i gruppi
famigliari dei " di Trevi, di Norma, Annibaldi". Trevi faceva
parte del territorio setino, che era circondato da esso per tre quarti.
1 rapporti con i DOMINI CASTRI TREBARUM risalgono alla prima metà del
XIII sec.: Guido fu signore del "castrum" almeno dal 1227.
Imparentatisi con gli Annibaldi e i Taccone, iniziano una decisa ascesa
verso una preminenza politica ed economica fino alla metà del XIV sec.
. Le altre due famiglie, degli Annibaldi e di Norma, balzano invece in
primo piano nella vita politica ed economica di Sezze durante il periodo
del pontificato di Bonifacio VIII. Il lignaggio dei Normisini o di
Normis era insidiato a Sezze nel Duecento. Resta
poco anche dei toponimi medioevali: Vicolo della Tinta o Vicolo dei
Chiavari sono cosiddetti
perché nel primo vi si trovava la corporazione dei pittori, nel secondo
operavano appunto i fabbri costruttori di chiavi; Vicolo della Torretta
o Vicolo della Torricella sono legati alla presenza di torri . Sono
scomparsi invece i nomi fioreali legati alla flora locale; l'antica Via
Melangola (pianta di arancio, che produceva frutti amari a scopo
medico‑curativo) è stata sostituita con Via Fulvia, in omaggio
alla nobile famiglia romana imparentata con Marco |
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