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Conoscere Amare Conservare |
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Liceo Classico "Pacifici & De Magistris" Dalla preistoria all'epoca romana |
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Notizie Storiche |
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Conoscere Amare Conservare prima parte
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Le
origini della città di Sezze, situata nella parte meridionale dei Monti
Lepini, sono immerse in un'aura di leggende. Lo stesso nome antico
" SETIA " si fa
risalire etimologicamente a " SETIS
le setole del manto del leone Nemeo di cui si gloriava Ercole.
Questo eroe, infatti, è considerato il mitico fondatore della città; dopo aver vinto i Lestrigoni, che abitavano presso Formia, sarebbe giunto sul colle di Sezze, che già, secondo la tradizione, aveva offerto asilo ospitale al dio Saturno quando cercava di sfuggire al figlio Giove. Ancora
oggi la città ha come insegna il leone Nemeo, in campo azzurro che
regge una cornucopia ricolma di frutti con intorno la scritta: " SETIA
PLENA BONIS Secondo
un'altra leggenda i primi abitanti di Sezze sarebbero stati i Pelasgi,
mitico popolo originario Alcuni,
infatti, ritengono Sezze una città dei Volsci, conquistata poi dai
Romani, che vi dedussero una
colonia: questa ipotesi deriva dalla considerazione che la città antica
si trova in pieno territorio E'
forse più probabile la tesi che Sezze sia stato un antico centro di
origine latina, fondato forse già Sulla
lista di Dionigi vi sono pareri discordi: il De Sanctis nega che essa
possa essere stata attinta alla Il
Pareti , invece, afferma che la lista corrisponde ad un elenco completo
dei membri sacri " ab initio
" della lega Ferentina , anteriore anche al Foedus Cassianum:
allora è chiaro che la presenza nella
lista di Setia ( come quella
di Norba, Signa e Circei ) vada interpretata non per la colonia latina
di tale nome, fondata solo in epoca posteriore, ma per un precedente
centro latino, già esistente. Il
Mommsen considera Sezze soltanto come colonia latina fondata nel 382
a.C.; pertanto ritiene assurdo Quindi,
persistendo vari dubbi circa il valore della lista citata, resta anche
l'incertezza intorno Setia veniva
a trovarsi ai confini tra il " Latium Vetus " e la zona
occupata dai Volsci. La fondazione della colonia Setina di diritto
latino è da mettersi in rapporto con un allargamento da parte della
lega Romano-Latina nel territorio occupato dai Volsci, del quale
evento si ha una conferma in un passo di Livio, che si riferisce
all'anno 383 a. C., in cui si legge: " Quinqueviri (creati sunt)
Pomptino agro dividendo ", in quanto buona parte dell'Agro Pontino
apparteneva ai Setini. Il
territorio setino aveva una grande importanza strategica per Roma, in
quanto il suo completo possesso avrebbe dato all'Urbe sicurezza contro
le minacce dei Volsci, che Livio dice " essere stati Nel
343 a. C. Setia venne attaccata dai Volsci Privernati, ma, essendo
fedele a Roma, fu difesa da Roma stessa nel 340 a. C. Anche Setia fu tra
tutti gli altri popoli latini che parteciparono alla sollevazione contro
Roma: si venne a battaglia a Trifeno ed in seguito alla vittoria
riportata i Romani sciolsero definitivamente la lega; Sezze fu tra le
colonie latine, fondate a partire dal V secolo in territorio Volsco, le
cui condizioni furono lasciate immutate, potendo esse conservare la loro
autonomia, ma rinunciando ad esercitare alcuni diritti, lo IUS CONNUBII
e lo IUS COMMERCII tra loro, mentre gli stessi diritti rimanevano validi
tra ciascuna delle colonie a Roma. Durante la seconda guerra punica Setia si rifiutò di fornire uomini e denaro a Roma, onde, a guerra conclusa, fu da questa severamente punita. Per la sua posizione isolata e ben fortificata fu scelta a custodire parte degli ostaggi cartaginesi e nel 198 a. C. proprio da Sezze partì la rivolta degli schiavi che minacciò il prestigio di Roma. Livio, infatti, racconta che gli schiavi stabilirono di assalire i Setini mentre assistevano ad uno spettacolo in onore di Ercole nell'anfiteatro, ma il tentativo fallì per il tempestivo intervento di Lucio Cornelio Lentulo, avvertito a Roma il giorno prima. Nella
lotta tra Mario, e Silla, Sezze parteggiò per il primo e per questo
venne assediata e conquistata da Silla, subendo gravi danni, in seguito
ai quali vennero fatti restauri alle mura e un ampliamento al grande
bastione poligonale, a cui venne annessa un'opera idraulica. Dal
LIBER COLONIARUM risulta che nel secondo triumvirato, tra Antonio,
Ottaviano, e Lepido nel 43 a. C. a Sezze fu condotta una nuova colonia:
questa notizia non trova però confronto con nessun altro autore. Oltre
che nel citato Liber, si rileva solo in una tarda iscrizione dedicatoria
ad un C. Oppius, " patrono della colonia setina ". Pertanto
si nutrono su di essa molti dubbi: infatti, anche se insieme con il PAIS
si può ritenere probabile che nel territorio di Setia abbiano avuto
luogo assegnazioni a coloni militari da parte dei triumviri, si hanno
delle prove che la città si conservò Municipio romano, in cui era
stata costituita dopo la guerra sociale. Le
prove consistono in un'asserzione di Plinio, che pone Setia tra gli
" oppida ", (cioè " Municipia" Latini) ed in due
iscrizioni in cui sono nominati ì " quattuorviri ",
magistrati peculiari dei municipi mentre non si trovano mai citati,
almeno nelle epigrafi a noi pervenute, i " duumviri ", cioè i
magistrati che avrebbero retto la città, qualora fosse divenuta una
colonia. Setia fu
resa illustre da antichissime famiglie romane consolari ed imperiali.
Livio ( Ab u.c. 1.8 ) attesta che era dì Sezze la nobilissima gens
Annia, che ha dato innumerevoli consoli romani, insigni prefetti della
città e personaggi imperiali; anzi le monete, riportate da Ligorio nel
Libro delle antichità di Roma, mostrano che questa gens ha sempre
riconosciuto come fondatore della famiglia L. Annio Setino, pretore dei
Latini, ucciso sui gradini del Campidoglio mentre cercava di far
riconoscere la parità dei diritti fra Setini e Romani. Da Sezze traggono origine anche la gens FuIvia, Ponteia, Irpinia, Timpsania, Catia, Meturgia, Ulpia, Barbia ed altre. |
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