Domenica
23 ottobre 2011
ore
18.00
Auditorium "Mario Costa" INGRESSO €
5 Quella
Notte nel Bosco
liberamente
tratto da"Sogno
di una notte di mezz'estate di W. Shakespeare
con
il Patrocinio del Comune di Sezze e la collaborazione dell'Ass.Leonardo
Onlus e dell’Ass.Culturale Noi di Suso
SPETTACOLO
REALIZZATO DAL LABORATORIO DI TEATROTERAPIA
A CURA DEL DIPARTIMENTO DI SALUTE MENTALE DELLAASL
DI LATINA
Dicono che c'è un tempo per seminare e uno, più lungo, per aspettare.
Io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare - Ivano Fossati
Comunicato
stampa a cura diAnna
Maria De Blasio
Dopo
il successo ottenuto la scorsa stagione al Teatro Ponchielli di Latina e
all’interno della rassegna estiva di Villa Fogliano, torna sul palco del
Teatro Costa di Sezze la compagnia teatrale formata dagli
utenti del Centro Diurno e della Struttura Residenziale Psichiatrica
Socio Riabilitativa Santa Fecitola.
In scena la commedia liberamente tratta da “Sogno di una
notte di mezza estate” di William Shakespeare dal titolo “Quella notte
nel bosco”. Una
trama brillante rivisitata per l’occasione dagli stessi interpreti,
sospesa tra mondo reale e fantastico, in grado di commuovere e far
sorridere. La regia è di Dario
Lavermicocca con la supervisione della dottoressa Maria Carfagna
responsabile dellaStruttura
Residenziale Psichiatrica Socio Riabilitativa Santa Fecitola, e la preziosa
collaborazione delle attrici Donatella Galeotti e Rosanna Di Nunno, degli
operatori sanitari, dei volontari e degli assistenti sociali delDsm.
Lo
spettacolo teatrale, patrocinato dal Comune di Sezze, è realizzato grazie
all’attiva collaborazione dell’Associazione Leonardo di Sezze e
dell’Associazione culturale “Noi di Suso”. “Quella
notte nel bosco” rientra
infatti, nel più ampio percorso di integrazione sociale e individuale
portato avanti dal direttore del Dipartimento Salute Mentale della Asl di
Latina, Lino Carfagna. Un progetto che dal 2004 utilizza il laboratorio
teatrale come mezzo riabilitativo e dove il palco diventa lo strumento per
sensibilizzare il mondo esterno e abbattere le paure che spesso si celano
dietro le patologie psichiche.
La
commedia coinvolge circa 25 pazienti psichiatrici nel ruolo di attori e
assistenti, tra cui anche ex utenti del Dipartimento di Salute Mentale,
molti dei quali già reinseriti professionalmente nel territorio. «Il
teatro - spiega
la dottoressa Carfagna – è un mezzo per avvicinarsi alla realtà dei
pazienti psichiatrici, è un mezzo di integrazione vero. In passato è stato
riconosciuto il valore di questi spettacoli non solo da un punto di vista
terapeutico ma anche per le capacità attoriali dimostrate da molti
pazienti.
L’obiettivo
– continua la dottoressa Carfagna – è infatti, quello di abbattere le
barriere e la paura nei confronti del paziente psichiatrico, e allo stesso
tempo puntare attraverso i laboratori teatrali e artistici al reinserimento
lavorativo. Basti
pensare che anche i costumi dello spettacolo per la prima volta sono stati
ideati, disegnati e realizzati dai pazienti».
«Lavorare
con queste persone è stata un’esperienza bellissima e molto forte–
racconta il regista Dario Lavermicocca con una lunga esperienza alle spalle
di clown terapia – la soddisfazione più grande è vederli recitare
liberamente, ballare, cantare, osservare il loro impegno e vedere come il
teatro abbia fatto di loro un gruppo solido e affiatato anche fuori dalle
scene. Abbiamo utilizzato il gioco per familiarizzare con il teatro vero e
proprio, con prove di testo che hanno permesso di individuare prima la
storia, sospesa tra mondo onirico e reale, e in seguito i personaggi. Personaggi
che in questo caso non dovevano proprio “calzare” nel senso di esaltare
aspetti caratteriali già presenti nei pazienti ma permettere loro di
sperimentare caratteristiche nuove, per alcuni ad esempio la forza, per
altri la dolcezza».