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L’ass.
Adem in collaborazione con l’ass. Terra Setina presenta :
“Laboratorio
Diritto a Comunicare”
“
Oggi per instaurare un regime, non c’è più bisogno di una marcia su
Roma né di un incendio del Reichstag, né di un golpe sul palazzo
d’Inverno. Bastano i cosiddetti mezzi di comunicazione di massa: e fra
essi, sovrana e irresistibile, la televisione “. I. Montanelli
Nasce
in questi giorni, dalla collaborazione tra l’ass. Adem e l’ass.
Terra Setina, il “laboratorio Diritto a Comunicare” nella stessa
prospettiva di autoproduzione e auto-organizzazione dell’attività
associazionistica da cui sono nati gli altri “Laboratori” Adem .
Si
è arrivati alla creazione di questo nuovo percorso partendo dalla
riflessione e dall’analisi intorno alla nozione del “Diritto a
comunicare” sancita dall’Unesco nel 1984 come diritto
internazionale, dei riferimenti e dei principi espressi in proposito
dalla Carta costituzionale Repubblicana e dalla Carta Internazionale sul
Diritto a comunicare.
Il
Laboratorio si pone innanzitutto come gruppo di ricerca sulle questioni
relative alla comunicazione, all’informazione e sul diritto ad
esercitarle (nelle diverse forme d’espressione), all’interno della
“rivoluzione” mediatica in atto nella società contemporanea e delle
sue implicazioni e relazioni tra informazione e mass-media; per cercare
soluzioni per un diritto spesso negato o influenzato ad informare e ad
essere informati.
All’interno
quindi della crisi del sistema informativo documentata e manifesta, di
una disinformazione a volte imperante ( dai processi globali sino a
quelli locali ) e disarticolata da valori umani, sociali e ambientali di
riferimento si cercano vie nuove, inesplorate, inedite (ma con fonti
sicuramente più certe e giuste) per una conoscenza critica e
scientifica, nel metodo e nei contenuti, dei problemi. Per cercare di
dare una risposta alla domanda su cosa possa fare l’individuo, da solo
o collettivamente, per liberarsi dalla mistificazione mediatica
dominante, conoscere la realtà e poi agire di conseguenza. Per cercare
di dare una scossa alla passività ed alla indifferenza indotte in primo
luogo dagli organi di informazione “glocali” che diffondono, perché
legati ad interessi poco chiari(?) e poco trasparenti, inganno, falsità
ignoranza dei problemi e delle soluzioni possibili. Per contrastare una
tendenza ( radical-popolare) e una manipolazione continua dello stesso
linguaggio e dei suoi significati che si disperdono in un conflitto che
si allontana da quello reale.
Perché
i media e le risorse che utilizzano (radiofrequenze, reti, pubblicità,
canoni, vendite ) in controtendenza ai principi espressi e riconosciuti,
anche costituzionalmente, sul Diritto a comunicare, sono ormai monopolio
(o quasi?) di pochi privati. E all’interno della rivoluzione digitale
che portano con essi (e che entrano sempre più negli aspetti della vita
quotidiana), occorre essere attenti per avere una padronanza degli
avvenimenti e dell’informazione, a non confondere il fine con i mezzi.
Perché le nuove tecnologie, anche nella comunicazione e nel diritto
attivo e passivo a fruirne e ad usufruirne, non dovrebbero arrecare
danni, anzi generare ulteriori libertà; ma la questione purtroppo si
pone sull’utilizzo che ne fa l’uomo.
L’attività
del Laboratorio si basa molto su una prima fase di ricerca e studio
sulle dinamiche della comunicazione e sul Diritto ad esercitarla.
Quindi
“gruppi di ricerca” diversificati secondo i diversi aspetti:
-
Legislativo,
burocratico
-
Ricerca
-
Promozione
e diffusione
Operativamente:
a)
Ricerca di fonti d’informazione e di conoscenza “giuste”,
coerenti cioè con i riferimenti sopra citati e sulla creazione di
canali informativi e comunicativi con e tra varie realtà, sia sul
territorio nazionale che internazionale, creando inoltre collaborazioni
attive con le stesse nello spirito della cooperazione e della mutualità
nell’intento di una rete trasversale ed orizzontale di nodi
informativi e di comunicazione;
b)
Raccolta materiale cartaceo, multimediale, video, ecc. e
creazione di un archivio multimediale per la promozione diffusione e
condivisione dello stesso;
c)
Serie di incontri per proiezioni sociali (film, documentari e
altro materiale video), serate di ascolto, presentazione libri e serate
di lettura ( reading ), conferenze;
d)
Pubblicazione di un aperiodico di libera espressione artistica e
sociale denominato “Pensiero Periferico”
Il
Laboratorio si pone inoltre come strumento di diffusione, promozione e
comunicazione delle attività dell’associazione e del circuito della
rete di associazioni a cui l’ass. Adem ha aderito da tempo.
“Non
si nasconderà nel buio delle foreste primitive il seme della nuova
società?”
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