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I Sacconi |
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novembre 2017 articolo a
cura di Vittorio Del Duca - confratello Nel 150° anniversario della canonizzazione di San Leonardo
Anche
quest’anno, per il terzo anno consecutivo, una delegazione di sette
fratelli della Confraternita del Sacro Cuore di Gesù di Sezze si
è recata a pregare davanti l’urna del suo fondatore, San Leonardo
da Porto Maurizio, patrono della città di Imperia e dei Missionari
cattolici nel mondo. La
Città di Imperia ha infatti celebrato il 26 novembre il suo patrono,
San Leonardo da Porto Maurizio, a 150 dalla sua canonizzazione avvenuta
su decisione di papa Pio IX il 29 giugno 1867. Il
vescovo diocesano Guglielmo
Borghetti, nella sua Omelia, ha voluto ricordare San Leonardo
attraverso le parole di papa San Giovanni Paolo II
“francescano
dalla parola bruciante, che percorse l’Italia per ammonire e
convertire folle immense, richiamando alla penitenza ed alla pietà, pur
vivendo egli un’intima unione con Dio
(Ascoli Piceno, visita apostolica del 30/11/1980). “Eremita missionario -
ha continuato il vescovo Borghetti - sta in
questa (apparente) contraddizione tutta la vita di San Leonardo da Porto
Maurizio (1676-1751). Il Papa Pio XI, il 17 marzo 1923, lo
nominò patrono
dei missionari nei paesi cattolici,
cioè dei
sacerdoti che si occupano di tenere le sacre missioni al popolo nelle
regioni cattoliche di tutto il mondo; Sant’Alfonso Maria dei
Liguori diceva di lui: “E’ il
più grande missionario del nostro secolo”. Padre Agostino Gemelli
nella sua opera Il francescanesimo, dichiara che si deve
principalmente all’opera di San Leonardo da Porto Maurizio,
fiancheggiata e proseguita da altri francescani, se le popolazioni
italiane, ridestate nella fede e nei buoni costumi, poterono resistere
alle idee rivoluzionarie che verso la fine del secolo XVIII causarono
altrove disastrose conseguenze”. La
processione, sempre molto partecipata, ha attraversato le vie del
Parasio e dopo le tradizionali preghiere davanti la casa natale del
Santo è tornata nuovamente nella chiesa Concattedrale di San Maurizio e
Compagni Martiri. Quattro
confratelli del Sacro Cuore di Gesù si sono avvicendati con la
Compagnia di San Leonardo nel portare a spalla l’urna
del Santo. E’ la seconda volta, dopo 26 anni, che in luogo della
statua viene portata la pesantissima urna con le reliquie di San
Leonardo, dono di Pio IX, per il cui trasporto sono necessarie ben
dodici persone e altrettante ne necessitano per il
cambio lungo il tragitto. Durante
i Vespri che hanno preceduto la processione, ha emesso l’oblazione il
confratello Gian Lorenzo Giorgi
che, avendo terminato l’anno di noviziato, ha ricevuto la tradizionale
croce di colore rosso dei Sacconi, benedetta
dal vescovo Guglelmo Borghetti, iniziando
così, da oblato, il suo percorso di fede. Ringraziamo
il Sacro Cuore di Gesù e il nostro fondatore San Leonardo da Porto
Maurizio per le grazie
ricevute da questo pellegrinaggio di cui beneficeranno tutti i nostri
confratelli. Siamo
stati fraternamente ed amorevolmente accolti dalla comunità dei fedeli
di Imperia e dalle confraternite del luogo, in modo particolare dalla
Compagnia di San Leonardo, che ringraziamo
per questo grande ed emozionante tributo di fratellanza e di amicizia
nel nome del nostro Santo comune. Ringraziamo
anche le Sorelle Povere di Santa Chiara che hanno voluto, come vere
sorelle, ospitarci nel loro monastero, dove è sempre avvertita la
presenza del Signore. Le ricorderemo nelle nostre preghiere come ci
ricorderanno nelle loro insieme al nostro San Carlo, che alcune già
conoscevano ed amavano. 8 gennaio 2017 articolo a cura di Vittorio Del Duca - confratello Padre Joseph De Gallifet (1663 -1749) e il Culto del Sacro Cuore Padre Joseph De Gallifet fu il principale artefice della festa del Sacro Cuore nella Chiesa cattolica e uno dei fondatori a Roma nel1729 della Confraternita del Sacro Cuore di Gesù detta dei Sacconi , alla quale fu esemplata la nostra di Sezze ad opera di San Leonardo da Porto Maurizio e poi aggregata nel 1767. In seguito alle visioni del Sacro Cuore di suor Santa Maria Margherita d’Alacoque (1647 – 1690) avvenute nel Monastero della Visitazione di Paray - Le Monial, il culto del Sacro Cuore di Gesù si diffuse rapidamente in tutta l’Europa. Il
gesuita San
Claude de la Colombière (1641 – 1682), confessore della veggente,
ritenne autentiche le sue rivelazioni e divenne il principale
propagatore della devozione al Sacro Cuore di Gesù, ma dopo qualche
anno, nel 1676, fu inviato in Inghilterra dove, incarcerato a causa di
false accuse, si ammalò gravemente. Ritornato in Francia nel 1679,
l’infermità gli impedì di diffondere il culto del Sacro Cuore, ma vi
riuscì a mezzo di alcuni studenti gesuiti, dei quali era il direttore
spirituale. A
Roma, fu l’artefice principale nell’istituire la Confraternita del
Sacro Cuore di Gesù, alla quale delegò il compito di proseguire nella
sua opera. Giuseppe
De Gallifet nacque nel 1663 ad Aix, in Provenza, studiò nel collegio
gesuitico della Trinità di Lione dove poi divenne rettore. Si racconta
che quando uno dei suoi compagni cadde infermo ed in pericolo di vita,
fece voto di consacrazione al Sacro Cuore
di Gesù, qualora l’amico si fosse salvato dal male. Difatti,
quando fu dichiarato fuori pericolo, mantenne la promessa ed iniziò ad
interessarsi alle meraviglie che si narravano intorno alla vita di suor
Maria Margherita d’Alacoque. Passato
a Roma nel 1723, come assistente del suo generale, vi pubblicò il
trattato: De cultu
sacro-sancti cordis domini N.J.C:, in variis christiani orbis provinciis
iam propagato – Stamperia Salvioni - 1726,
che fu la base della fondazione della Confraternita del Sacro Cuore di
Gesù. La
partecipazione del Gallifet alla prima riunione della Confraternita, il
10 febbraio 1729 è infatti accuratamente registrata nel primo libro
delle congregazioni[1]:
“Non è fuor di proposito far
qui menzione del padre Giuseppe Gallifet della Compagnia di Gesù,
assistente di Francia in Curia, non solo per le ottime qualità che lo
adornano, ma sopra tutto per esser egli affezionato assai al culto del
Sacratissimo Cuore di Cristo, avendone proposto con ardentissimo zelo in
Congregazione dé Riti l’ufficio e la messa, et avendo sopra il
medesimo culto dato alla luce un dottissimo libro stampato in Roma
l’anno 1726 dal Salvioni” Il
Gallifet non si limitò ad una presenza passiva nella confraternita.
Dopo aver amministrato il sacramento della penitenza ai confratelli che
ne facevano richiesta e aver assistito alla messa
per la vestizione dei primi
confratelli, celebrata il
10 febbraio 1729 da Mons. Baccari, Vicegerente [2] fu proprio lui che “ diede il sacco alli (….) signori fondatori et immediatamente doppo
lì ammise alla professione, ponendo loro la croce al petto, et facendo
tutto secondo il rito stabilito dalle nostre regole“ [3]
assumendo di fatto il ruolo di patrocinatore dell’iniziativa. Alla
vestizione dei primi dieci confratelli [4], P. Giuseppe De Gallifet,
pronunciò un fervente discorso che commosse gli astanti.
Non
poteva essere altrimenti, perché il culto del Sacro Cuore era stato per
quarant’anni al centro della sua vita, e se anche il libro che scrisse
su questo culto [5] non ebbe dalla Congregazione dei Sacri Riti
l’approvazione che sognava, per l’inflessibile opposizione del
Promotore della fede, Prospero Lambertini, futuro Papa Benedetto XIV, questo non bastò a
scoraggiarlo. Nel
1734 se ne tornò in Francia e tradusse in francese il suo trattato, che
sin dal primo apparire, era stato argomento di gravi discussioni.
Mise alla luce le Memorie della
madre Margherita Alacoque,
alle quali però negò l’approvazione il dottore e professore della
Sorbona, Delorme, come
contenenti “molte puerilità, incredibili conversazioni con Gesù
Cristo, e proposizioni erronee”, anche se quel libro fu stampato più
volte. Compose la Messa in onore
del Sacro Cuore: Venite, exultemus
e l'Ufficio corrispondente. Le
sue opere furono indispensabili all’affermazione della festa liturgica
del Sacro Cuore di Gesù nella Chiesa universale, ma dovettero
trascorrere molti anni e si resero necessarie ben quattro ponenze alla
Sacra Congregazione dei Riti, prima che nel 1765 fossero definitivamente
approvate da Clemente XIII (al
secolo Carlo Rezzonico).
Il
Papa, era ascritto alla Confraternita del Sacro Cuore di Gesù della
chiesa di San Teodoro con il nome di Fr.
Carlo di S. Ignazio sin da quando era in
minoribus. Una volta assiso alla Cattedra di S. Pietro, approvò con
pontificia autorità il culto del Sacro Cuore, facendo suo il decreto
della Congregazione dei Riti del 6 febbraio 1765 [7]
ed accordò nuove indulgenze per il giorno della festa, stabilita nel
venerdì successivo al Corpus Domini, anche se limitata “per il Regno di Polonia, per i cattolici dei regni della Spagna, nonché
per l’Arciconfraternita che a Roma porta il titolo del Santisssimo
Cuore”. Da questo momento si può dire che inizia
per la Chiesa il culto pubblico canonico al Sacro Cuore. Era
questo il giorno che P. de Gallifet aveva sempre sognato ed erano
trascorsi quasi quarant’anni dal giorno dell’inflessibile
opposizione del cardinale Prospero Lambertini alle sue ponenze sul
culto, mentre ne erano passati sedici dal giorno della sua scomparsa. Grande
fu la gioia con cui i confratelli del
Sacro Cuore accolsero il decreto pontificio e a
ricordo vollero collocare un quadro nella chiesa di San Teodoro,
sull’altare consacrato a San Crescentino martire. Oggi quel quadro si
trova invece collocato nell’altare della parete opposta, quello
dedicato a S. Giuliano martire Alessandrino. Il
disegno, approvato dallo stesso Clemente XIII e realizzato dal rinomato
pittore Manno Siciliano, raffigura
il Cuore di Gesù, raggiante di gioia, che riceve gli omaggi degli
angeli che l’adorano e quelli che gli offrono, in estasi d’amore,
Ranieri da Pisa e Giacinta Mariscotti, [8]
patroni della confraternita.
[1] ARCHIVIO STORICO VICARIATO
DI ROMA , Arciconfraternita del Sacro Cuore di Gesù in San Teodoro,
1. Memorie delle attività
religiose della confraternita (dal 1729 al 1932), f.5r. [2] LA CIVILTA’CATTOLICA – Anno 69° -1918- Vol.III – La prima Confraternita del S.Cuore di Gesù in Roma – pag. 418 [3] Alessandro Serra - LE “SACRE STIMMATE DE SANTO FRANCESCO”. UNA CONFRATERNITA E UN CULTO NELLA ROMA DI CINQUE – SEICENTO – nota 13- in RIVISTA DI STORIA E LETTERATURA RELIGIOSA, Anno XLVIII, n° 2, 2012 – pag. 310 . [4]
Di seguito si riportano i nominativi dei primi confratelli con il
nome assunto all’atto della vestizione: Marchese
Filippo Stefanori
Fr. Filippo di S. Gio. Nepomuceno Simonetti
Gio. Pietro
Fr.
Gio. Pietro di S. Onofrio Cav.
Pietro Dalmazzoni
Fr. Francesco di S.
Francesco Matteo
Brunelli
Fr. Gio. Matteo di S.
Ranieri Vanni
Ferd. degli Onesti
Fr. Ferdinando di S. Teresa Domenico
Brunelli Fr.
Domenico di S. Giacinta Mariscotti De
Rossi Ponziani, medico
Fr. Francesco di San Cirillo Pietro
Legnaioli
Fr. Pietro di S. Margherita da Cortona Francesco
Fracassi, can.co
Fr. Francesco di S. Giovanni Evang. Paolo
Galassi, farmacista
Fr. Paolo dei S.S. Pietro e Paolo. [5] De cultus sagratissimi Cordis Dei ac Domini nostri Jesu Christi in variis christianis orbis provincia jam propagato [6] LA CIVILTA’ CATTOLICA, anno 69, 1918, vol. 3, pag 420 – Roma 1918 [7] Compendio storico istruttivo e pratico della divozione al SS. Cuor di Gesù – Edizione Quarta- Roma 1841 [8] Memorie Enciclopediche Romane, Tomo III - Roma 1807 – pag 49, 50. [9] Pio IX fu il papa che portò
l’acqua a Sezze nella fontana monumentale di Piazza De Magistris,
progetto dell’architetto Armellini [10] – Padre Amedeo Paolino – L’istituzione della Festa Liturgica del Sacro Cuore di Gesù – I – 1
dicembre 2016 articolo a
cura di Vittorio Del Duca - confratello Lampada
per i miei passi è la tua parola. Luce sul mio cammino Siamo partiti da Sezze di buon mattino con previsioni di “allerta rossa” sulle zone della Liguria dove eravamo attesi per la serata. Conoscevamo bene i rischi a cui andavamo incontro e che avrebbero scoraggiato chiunque dal compiere il viaggio, ma non noi confratelli, sempre sorretti da una grandissima fede nel Sacro Cuore di Gesù, in San Leonardo e San Carlo, fiduciosi nella loro protezione che invochiamo costantemente nelle nostre preghiere. Siamo giunti a Porto Maurizio che era già buio, avevamo viaggiato in treno per l’intera giornata, fatte diverse soste per le coincidenze, senza aver mai avuto bisogno dell’ombrello, che anzi ci eravamo dimenticati di avere. Purtroppo appena arrivati, ci sono giunte notizie di esondazioni, alluvioni e frane, avvenute a pochi chilometri di distanza da noi e che avevano interessato l’intera regione, si parlava di case distrutte e persino di sfollati e dispersi. Le
previsioni per la giornata successiva non promettevano nulla di buono,
maggiormente in Piemonte e nella Liguria, dove infatti è piovuto più
che altrove. Non però a Porto Maurizio! Qui
il sole ha fatto capolino tra le nuvole per l’intera giornata,
regalandoci paesaggi di straordinaria bellezza. Come interpretare tutto ciò? Miracolo o semplice coincidenza? E’ assai difficile al giorno d’oggi parlare di miracoli, ma che dire quando davanti l’urna di San Leonardo abbiamo trovato una grossa lampada ad olio ed una pergamena con un messaggio chiaro e significativo: Lampada per i miei passi è la tua parola. Luce sul mio cammino. Non c’erano dubbi, San Leonardo da Porto Maurizio aveva protetto i nostri passi perché potessimo ritrovarlo nella sua chiesa, pregarlo e festeggiarlo in un clima di serenità insieme agli amici di Imperia e del Centro Studi San Carlo, giunti da Sezze la sera dopo noi, tra tante difficoltà per lo sciopero dei treni. Guidati da Ernesto Di Pastina, che per l’occasione rappresentava anche il Comune di Sezze, si sono uniti a noi nella preghiera, ma anche per rendere visita al Centro Studi Leonardiani, dopo il gemellaggio tra i due Centri della scorsa primavera a Sezze. Nella stessa serata, insieme al Centro Studi San Carlo, ci ha raggiunto da Roma p. Andrea David dell’I.V.E. (Istituto Verbo Encarnado), che in questo pellegrinaggio ha sostituito il nostro padre spirituale Damiano Grecu, impossibilitato ad accompagnarci per i gravosi impegni del suo ministero a Sezze.
Il 26 novembre, San Leonardo ha voluto regalarci per la sua festa persino una splendida giornata di sole, come lo scorso anno. Abbiamo partecipato incappucciati, come vuole la Regola, alla processione serale in suo onore per le strade del Parasio, la parte alta della città, seguendo la statua de Santo e soffermandoci in preghiera davanti alla sua casa natale. Abbiamo ricevuto, per il secondo anno consecutivo, un'accoglienza meravigliosa della quale ringraziamo tutti, in modo particolare la Compagnia di San Leonardo di cui siamo stati ospiti, Il Centro Studi Leonardiani, le varie Confraternite del luogo tra cui la Confraternita di San Pietro Apostolo, cui appartenne il padre di San Leonardo, la Confraternita della S.S. Trinità con l’Oratorio e il Museo sul Monte Calvario, al quale abbiamo donato un nostro abito. Ringraziamo il nuovo parroco della Chiesa Concattedrale di S. Maurizio e Compagni Martiri, d. Lucio Fabbris, il vice parroco d. Alberto Casella che ci ha guidato, quasi tenendoci per mano, a visitare le bellezze architettoniche e paesaggistiche di Porto Maurizio, persino sul campanile del Duomo, da dove si gode un magnifico panorama della città. Sempre accompagnati da d. Alberto abbiamo pregato alla casa natale di San Leonardo, quindi ci siamo recati per un saluto al Monastero delle Sorelle Clarisse, devote di San Carlo da Sezze, che sono rimaste molto felici per averci rivisto.
Perché
fossero a tutti chiare le ragioni del nostro pellegrinaggio abbiamo
distribuito a tutti i fedeli una copia dell’opuscolo “San
Leonardo da Porto Maurizio e la Confraternita del Sacro Cuore di Gesù
“ realizzato da me per l’occasione. Il vescovo Guglielmo Borghetti, nella sua omelia ci ha più volte ringraziati per la nostra presenza che è una testimonianza del messaggio di fede e di pace che San Leonardo ha lasciato nelle sue missioni, nel suo lungo peregrinare nel “giardino dell’Italia”. Per questo, al termine della processione, durante il rientro in chiesa, la folla dei fedeli ci ha tributato un lungo applauso di ringraziamento che ci ha profondamente commossi. Al vescovo Borghetti abbiamo donato una stola di raso bianco con impresso uno dei simboli della confraternita: il Sacro Cuore di Gesù quale si trova nel nostro altare nella chiesa di S. Pietro, oltre ad un quadro raffigurante S. Leonardo da Porto Maurizio in un momento delle sue predicazioni, assistito dai Sacconi e dal fedele compagno frà Diego da Firenze. La stola è stata magistralmente realizzata per la confraternita dalle Suore Contemplative Serve del Signore e della Vergine di Matarà dell’ I.V.E. che ringraziamo per l’impegno e la passione che vi hanno profuso. Numerose le affinità con la nostra città, riscontrate dalla prof. Sara Riello del Centro studi Leonardiani e da Roberto Principe presidente della Compagnia di San Leonardo, riportate nel bollettino parrocchiale “Ascoltami”: Entrambe sorgono su un promontorio, pertanto il Centro storico dell’uno e dell’altra ha vie concentriche culminanti su una piazza, entrambe hanno resti di bastioni, mura e porte medioevali poiché entrambe furono costrette a difendersi, Sezze dai barbari e paesi vicini, Porto Maurizio dai Saraceni. Sezze ha un monastero a lungo custodito dalle sorelle Clarisse, ora chiuso, Porto Maurizio ha tuttora il monastero delle sorelle Clarisse che si affaccia sul mare e domina dall’alto il promontorio portorino. Entrambe le città, aggiungiamo noi, hanno avuto un santo francescano che hanno fatto del comune tema della Croce e della Passione di Gesù un mezzo per la conversione delle anime e costruito sentieri di fede e di pace. Sono queste comuni particolarità e soprattutto l’ammirazione che ha suscitato la nostra confraternita nel popolo di Imperia, ad ispirare il primo cittadino Carlo Capacci, che nel suo discorso di commiato ha auspicato un gemellaggio tra la sua e la nostra città.
20 novembre 2016 articolo a cura di Vittorio Del Duca - confratello La Confraternita di Sezze torna a Porto Maurizio
nella foto - Il Parasio, cuore di Porto Maurizio - Ritorniamo
a Porto Maurizio, per pregare davanti l’urna di S. Leonardo nel
giorno della sua festa patronale, il 26 novembre, per instaurare con
Lui una sintonia spirituale, per avvertirne in maniera più completa ed
efficace la presenza e
perché il nostro incontro con il Santo sia ancora più devoto e
spiritualmente fecondo. San
Leonardo da Porto Maurizio non è solamente il fondatore della nostra
confraternita, ma un esempio per tutti. Nelle sue predicazioni c’è
sempre una parola per ognuno di noi, un richiamo alla penitenza e alla
pietà cristiana, soprattutto un invito alla “conversione”, attuale
ancora oggi, perché vuole essere una totale riconquista culturale delle
certezze della Fede che muovono la vita, e che rappresentano anche per
noi confratelli il nostro modo di essere nella società.
San
Leonardo fu il banditore del Vangelo: inesorabile nel bollare il vizio
proiettava sui peccati degli uomini, con parole infuocate, la luce
dell’incombente giudizio di Dio;
invitava a cercare il perdono nel Cristo crocifisso, che
stringeva costantemente nella mano e la cui Passione e Morte rievocava
con la Via Crucis, quale scuola di compunzione e rinnovato fervore
religioso; invitando ad affidarsi con fiducia alla materna protezione
della SS. Vergine. Quante
analogie con San Carlo da Sezze, l’altro santo della Confraternita!
Non solo perché entrambi seguaci del poverello di Assisi ma anche per
il comune tema della Croce e della Passione di Gesù, inteso come mezzo
per la conversione delle anime e come sentieri di fede e di pace. E’
con questo spirito che la Confraternita promosse nell’aprile scorso il
gemellaggio tra il Centro Studi
Leonardiani e il Centro Studi S. Carlo, per stabilire un rapporto
permanente ispirato a promuovere e divulgare la conoscenza delle figure
ed opere spirituali dei due santi. Per questo ad Imperia verrà con noi
una delegazione del Centro Studi San Carlo guidata da Ernesto Di Pastina, che rappresenterà per l’occasione
l’amministrazione comunale di Sezze. Quest’anno, come accade solo ogni venti anni, l’urna con le sacre spoglie di S. Leonardo verrà portata a spalla in processione per le vie del Parasio, al posto della sua statua. La
Compagnia di San Leonardo, il
Centro Studi Leonardiani di
Imperia, unitamente alle confraternite locali hanno annunciato di
volerci investire di sì grande onore, che accetteremo ringraziando, ma
solo per un breve tratto di strada, perché sia concesso anche ai suoi
concittadini di provare la nostra identica emozione. Come
dono ai prelati di Imperia, abbiamo preparato alcune stole, dalle quali
risalta l’immagine del Sacro Cuore di Gesù, opera del Turchi, situata
nell’altare della nostra confraternita nella chiesa di San Pietro. Sarà
offerta a tutti una copia dell’opuscolo “San
Leonardo da Porto Maurizio e la Confraternita del Sacro Cuore di Gesù
“ scritto per l’occasione da me, ma anche l’Annuario 2016 della
Confraternita, curato dal confratello Dante Ciotti. Al
Centro Studi Leonardiani doneremo un abito
della nostra confraternita, che in seguito verrà esposto al Museo
della Confraternita della S.S. Trinità di Imperia. San
Leonardo da Porto Maurizio è anche patrono dei missionari nel mondo, lo
pregheremo affinché protegga il nostro confratello p. Giorgio Montagna, ieri con noi ad Imperia, oggi
missionario in Ecuador
e tutti i padri dell’I.V.E.
dal cui ordine provengono da molti anni i padri spirituali della nostra
confraternita. Sarà infatti uno di questi, p.
Andrea David, ad accompagnarci a Porto Maurizio in sostituzione del
nostro padre spirituale ufficiale, p.
Damiano Grecu, impossibilitato dal suo ministero pastorale nelle
chiese di Sezze. Pregheremo
S. Leonardo nella sua città natale e presso l’urna perché dia sempre
alla sua e nostra confraternita la forza di operare nel bene, perché ci
aiuti nelle opere pie, a gloria perenne del Padre Celeste, del Sacro
Cuore di Gesù e di tutta la Santa Chiesa. 24 aprile 2016 articolo a cura di Vittorio Del Duca - confratello Gemellaggio tra il "Centro Studi San Carlo Da Sezze" e il "Centro Studi Leonardiani di Imperia".
Grazie
alla Confraternita del Sacro Cuore di Gesù, le spiritualità di
San Carlo da Sezze e di San Leonardo da Porto Maurizio si incrociano in un gemellaggio, proprio come le strade che la stessa Confraternita gli dedicò nel paese. Programma e foto della giornata del 24 aprile
seguono le foto della giornata del 23 aprile a Roma
30 novembre 2015 articolo a cura di Vittorio Del Duca - confratello La Confraternita del "Sacro Cuore di Gesù" in pellegrinaggio ad Imperia per pregare il suo "santo fondatore" - San Leonardo 26 novembre 2015- Resterà per sempre indelebile nella memoria dei confratelli l’indescrivibile commozione provata nel pregare San Leonardo da Porto Maurizio dinanzi alla sua urna, nella Basilica Concattedrale di S. Maurizio e Compagni Martiri di Imperia.
La devozione della Confraternita per San Leonardo, le ricerche storiche sul nostro antico passato, ci hanno condotti nel giorno della sua festa, il 26 novembre, ad un pellegrinaggio nella sua città natale della quale è patrono, per partecipare alle sacre funzioni ed alla processione in suo onore per le strade del Parasio. Siamo stati fraternamente accolti dal Centro Studi Leonardiani, dalla Compagnia di S. Leonardo, dalle altre confraternite del luogo, da d. Ivo Raimondo, Vicario Generale della curia vescovile di Albenga e parroco del Capitolo Collegiale presso la basilica stessa, nonché dal vescovo della diocesi di Albenga- Imperia, mons. Mario Olivieri, dal vescovo coadiutore della stessa diocesi, mons. Guglelmo Borghetti, che hanno impartito alla nostra Confraternita la loro santa e apostolica benedizione. Ad entrambi abbiamo donato due quadri, raffigurante l’uno il Sacro Cuore di Gesù, così come si trova nel nostro altare della chiesa di San Pietro e l’altro l’immagine inedita di San Leonardo assistito dalla nostra confraternita alle missioni nella Città Eterna, tratta dall’Archivio Storico del Vicariato di Roma. Abbiamo
ricevuto un'accoglienza meravigliosa, della quale ringraziamo tutti,
particolarmente il Centro Studi
Leonardiani e la
signora Maria Sara che ci ha accompagnato per l’intero percorso. E'
stato un momento di intensa spiritualità e di grande fraternità, siamo
certi che San Leonardo ha voluto ricambiare, anche con una magnifica giornata
di sole, quel senso di calore e di sincera fratellanza che ricevette
dalla nostra Confraternita, quando nel 1730 giunse missionario scalzo a
Roma. È stata l’occasione anche per un fervido scambio culturale, abbiamo consegnato al Centro Studi Leonardiani, un dvd con documenti d’archivio inediti, aggiungendo un tassello in più alla storia di S. Leonardo che non conoscevano: la fondazione della nostra confraternita ad opera del Santo. “Finalmente si è capito chi sono quelle figure incappucciate che appaiono accanto a San Leonardo nelle immagini che lo ritraggono nelle missioni a Roma” - ha esclamato soddisfatto don Ivo Raimondo. Il nome della nostra venerabile confraternita ha travalicato i confini di Sezze e trasmesso l’immagine più bella e pura della nostra città, facendo conoscere San Carlo con cinque volumi delle Opere Complete, numerosi libri e dvd forniti dal Centro Studi S. Carlo. Abbiamo a lungo illustrato la Processione del Venerdì Santo e della Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo, senza trascurare le tipicità gastronomiche della nostra terra. E non poteva essere altrimenti con me presente! Come veri ambasciatori abbiamo tenuto alto il nome della confraternita e del nostro paese accendendo in tutti il desiderio di visitarlo. Il Centro Studi Leonardiani, a sua volta, si è fatto carico di farci pervenire una copia dell’introvabile manoscritto del “Diario di Fra’Diego”, in cui l’umile fraticello, compagno di S. Leonardo, trascrisse tutte le missioni del Santo e le sue impressioni, compreso le missioni a Sezze. Questa preziosissima copia andrà ad arricchire la collezione dei manoscritti della nostra confraternita di recente restaurati, che sono custoditi nell’Archivio Capitolare della Cattedrale. Abbiamo auspicato un gemellaggio tra il Centro Studi Leonardiani ed il Centro Studi San Carlo da Sezze, che speriamo possa avvenire entro la fine del prossimo anno. Attraverso le pagine del Setino, che abbiamo segnalato perché occupano un posto rilevante nella conoscenza di Sezze, della sua storia e delle tradizioni, ringraziamo gli amici di Imperia per la calorosa accoglienza. Ringraziamo il nostro confratello padre Jorge Montagna, che ci ha accompagnato per assisterci spiritualmente e don Massimiliano Di Pastina, direttore dell’Ufficio Confraternite della Diocesi di Latina e dell’Archivio Capitolare della Cattedrale di Sezze che ci ha spronato a compiere questo fantastico e meraviglioso pellegrinaggio.
11 novembre 2015 articolo a cura di Vittorio Del Duca - confratello "San Leonardo e la Sua Via a Sezze" San Leonardo da Porto Maurizio, celebre predicatore francescano, durante le sue missioni a Sezze, eresse la Confraternita del Sacro Cuore di Gesù detta dei Sacconi, che in occasione della canonizzazione gli intitolò la strada che tutti conosciamo. Il prossimo 26 novembre, giorno della sua festa, la Confraternita si recherà ad onorarlo a Imperia, dove il Santo è patrono della città. Accolta dal Centro Studi Leonardiani ed ospite del Convento delle Clarisse di S. Chiara, parteciperà alle funzioni religiose nella Cattedrale di S. Maurizio, dove si trova l’urna di San Leonardo, che verrà portata in processione per le vie della città.
Note 1
G. Ciammarucone – Descrittione della città di Sezza Colonia Latina di Romani - Roma 1641 - pag. 66 - 69 Via San Leonardo in una foto del 1909
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