|
La
Virtus espugna il palazzetto delle Forze Armate
Sullo
scenario incantevole del lago di Bracciano, eccomi, insieme a
una cinquantina di sostenitori rosso-blu pronti a soffrire per
la Virtus. Dopo aver visitato le bellezze del posto e il museo
dell’aviazione, ci siamo recati nel complesso sportivo.
All’ingresso, le foto di Claudio Vandoni con la sua mitica
nazionale campione 1984-85 a Dakar, è stata la prima cosa che
abbiamo notata. Il mister è orgoglioso delle sue imprese in
azzurro ed è rimasto lusingato della nostra attenzione. Tutto
questo per dire “Noi c’eravamo“ ed il nostro apporto è
stato determinante ai fini del morale, e della prestazione
complessivamente positiva della Virtus in quel di Bracciano.
L’incontro è cominciato bene ed i rosso-blu hanno condotto in
vantaggio i primi due quarti, raggiunti solo prima del riposo.
Bruttissimo il terzo/quarto. Al rientro dagli spogliatoi la
Virus è andata sotto di otto punti senza che le Forze Armate
mostrassero nulla di bello. In effetti si è trattato solo di un
calo di concentrazione dei nostri, e la domanda ricorrente sugli
spalti era “Ma questi (le Forze Armate) come fanno a
stare quarti in classifica?” Mentre i sostenitori dei locali
(circa sessanta avieri di leva, motivati più da una promessa di
licenza premio che da vera passione) hanno creduto di aver
chiuso l’incontro, continuando il tifo assordante ma corretto
(approfitto, a nome di tutti i sostenitori rosso-blu, per un
saluto ai simpaticissimi avieri presenti all’incontro).

Nella
foto Francesco Veneri
La
parte più interessante della partita è tutta raccolta nel
quarto/quarto. Pavan, Ancilli e compagni si sono svegliati e la
grande prestazione di Veneri è stata decisiva. Pulizia di gioco
e realizzazione sono i punti di forza di questo campione che
abbiamo visto in campo molto motivato ma a volte non compreso
nel gioco. I coraggiosi canestri da tre, del giovanissimo
Forzelin, hanno fatto il resto, e le Forze Armate sono rimaste
schiacciate, oltre che da un attacco micidiale, da una
attentissima difesa che non ha concesso nulla e che è da
elogiare.
|