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Uno
spettacolo che non avremmo mai voluto vedere
Fare
un commento sportivo e assai difficile. Sembra più opportuno
tentare una analisi della situazione in cui la Virtus Basket
Sezze, e l’ambiente vicino, viene a trovarsi. Ricordiamo i
fatti principali: All’inizio del 2001 il presidente Franco
Paesante decide di portare a Sezze la serie B2 di basket. In
Luglio la società si presenta al paese con importanti
obbiettivi e capacità riconosciute.

Momenti
concitati dell'incontro
Si
preparano a fatica tutte le strutture per rendere possibile
questa avventura, in un paese dove tutto sembra andare via, il
ritorno del basket è un miraggio. Le prime difficoltà non
tardano a venire. Il pallone pretensionato che ospita gli
incontri non è ancora dotato di areazione, ed il pavimento,
scivoloso, non permette di giocare con la dovuta sicurezza.
Intanto arrivano le prime sconfitte, ed affiora un evidente
ritardo nella preparazione atletica dei giocatori. Si arriva, in
questo modo, prima all'esonero di qualche giocatore, e poi alla
sostituzione del tecnico Ranieri con il più quotato Vandoni.
Ma
intanto la Virtus continua a collezionare sconfitte e la
posizione in classifica si fa insostenibile. Anche dopo
l’arrivo in squadra dei rinforzi previsti, i risultati non
cambiano. Sono veramente tanti gli incontri persi solo negli
ultimi secondi di gioco. I falli tecnici, che li hanno
determinati, lasciano pensare a una eccessiva leggerezza
dell'arbitraggio, che a lungo andare ha generato un clima
insostenibile. Quello che è accaduto sabato a Sezze deve far
riflettere tutti. Certo il Campli merita la vittoria ottenuta.
Non si può dire la stessa cosa nel valutare il comportamento
poco corretto di alcuni giocatori della squadra umbra.
A
complicare le cose si è inserito anche l'atteggiamento,
quantomeno inopportuno, di certi addetti stampa, che non hanno
capito la delicatezza della situazione. Morale della storia: una
realtà importante, per un paese come Sezze, che attira
centinaia di giovani e giovanissimi, rischia di perdere
l'aspetto educativo e di aggregazione in cui tutti speravano. Un
danno per tutta la comunità, una ennesima sconfitta sociale per
il territorio. Moderazione, cautela e senso della misura
sarebbero auspicabili, per riportare sui giusti binari le
manifestazioni sportive.
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