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La
Virtus vince ma resta fuori dai play off
E
il futuro? Paesante: "Ho bisogno di tempo per
riflettere"

di
Ignazio Romano
La
Virtus Basket Sezze
non
ce la fa. Ci
speravano tutti a Sezze, ma si sapeva benissimo che la vittoria
contro il Catanzaro non sarebbe bastata a garantire l’accesso
ai play off, mentre dagl’altri campi non è giunto l’aiuto
sperato. Così la Virtus Sezze chiude la travagliata stagione
2003-2004 con uno strepitoso girone di ritorno di cui bisogna
andar fieri e renderne merito al tecnico Provinzano ed al suo
quintetto spettacolare. Il coach non fa nomi ma quel Bruni ha
rivoluzionato il modo di giocare dei rossoblu mettendo a
disposizione della squadra tutta la grinta e voglia di fare,
andando a strappare non pochi applausi al pubblico setino.
Ed
è proprio a loro che ora occorre pensare, per dare una risposta
agli interrogativi sul futuro della società.
Mentre
in tanti già si affannano a prevedere i più disparati scenari
basandosi su
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“scientifici”
teoremi, io ho creduto che la cosa più giusta da fare
fosse quella di ascoltare Franco
Paesante:
“In
molti a Sezze ancora non hanno capito il mio
attaccamento per questa città.” Così esordisce il
Presidente che, andando oltre le valutazioni della
stagione e l’esclusione dai play off di ieri sera, si
rivolge all’ambiente setino per stimolarne
l’impegno. “Per me il basket, come tutto lo spot, è
una passione e un impegno sociale; per questo motivo non
ho nessuna intenzione di vendere il titolo, anche se non
posso negare che le offerte sono giunte numerose; più
tosto mi ritiro in buon ordine. Ma -continua il
Presidente- anche gli impegni per sostenere un
campionato di B2 sono altrettanto numerosi e pressanti,
e questo deve essere ben chiaro a tutti.” |
Paesante
si riferisce alla scarsa sensibilità di amministratori ed
imprenditori nei confronti dello sport a Sezze. “Voglio che il
basket resti in questa città -continua il Presidente-
indipendentemente se ci sarà o meno la B2, per favorire lo
sport tra i giovani dando seguito al mio impegno. Ricordo che a
dieci anni mi trovavo nella colonia agricola dei Cappuccini, da
allora sono passati 47 anni ma non ho mai dimenticato quelli
trascorsi a Sezze durante la mia infanzia, e sono sempre rimasto
particolare attaccato a questa città.” Forse le risposte
promesse ai tifosi ancora non ci sono, ma Franco Paesante si è
riservato un comprensivo periodo di riflessione prima di
decidere del futuro della Virtus; riflessione che farà bene
anche a tutto l’ambiente di Sezze che in qualche modo può ed
ha il dovere di favorire lo sport.
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l'analisi di Feliciano
Iudicone
Quest'anno
la Virtus Sezze ha disputato il girone D del campionato di B2.
Il girone, come annunciato ad inizio stagione dagli addetti ai
lavori, si è rivelato molto competitivo con la maggior parte
delle squadre raccolta in un fazzoletto di punti.
La Virtus Sezze ha chiuso il campionato con 30 punti perdendo, a
causa dei risultati negativi di alcuni scontri diretti,
l'opportunità di disputare i play-off.
L'obiettivo dichiarato era quello di conquistare la promozione
in B1 ma le prime grane non hanno tardato ad arrivare. La prima
doccia fredda è arrivata quando il roster setino è stato
inserito a sorpresa nel girone del sud Italia e costretto dunque
a trasferte molto più lontane e dispendiose rispetto a quelle
che avrebbe dovuto affrontare nel girone C. I primi incontri
ufficiali evidenziano una mancanza di continuità nel
rendimento; la squadra, priva di Montuori, soffre la mancanza di
un play, esprime un gioco poco convincente ed ha difficoltà al
canestro, mentre i cugini dell'Aprilia volano in testa alla
classifica. Nel match di andata contro il Catania (dodicesima
giornata) fa il suo esordio nelle fila dei rossoblu l'ottimo
playmaker Giovanni Bruni, ma la Virtus Sezze non riesce a dare
una svolta alla classifica. Il turno successivo subisce un
pesante stop ad Aprilia dove i padroni di casa, pur non
disputando un ottimo incontro, vincono senza troppi affanni,
gestendo un modesto vantaggio negli ultimi minuti di gioco. La
Virtus Sezze accusa il colpo e perde gli ultimi due incontri
rimanenti nel girone di andata. La squadra arranca nella parte
destra della classifica e al giro di boa il presidente cerca di
dare una sterzata dapprima chiamando sulla panchina rossoblu un
nuovo tecnico: Mario Provinzano (che sostituisce Claudio
Vandoni), poi acquistando dall'Aprilia la guardia Roselli. Il
nuovo coach esordisce nella prima giornata di ritorno, la
squadra perde di misura a Maddaloni, ma dal match successivo i
rossoblu, migliorano costantemente il proprio gioco e
collezionano ben 7 vittorie consecutive. L'incantesimo si spezza
però proprio sul più bello: nella venticinquesima giornata di
campionato i setini perdono sull'ostico campo di Nola e, pur
mantenendo l'imbattibilità casalinga per tutto il girone di
ritorno, rimediano a Catania e a San Severo due sconfitte che
risulteranno pesantissime. I play-off sfuggono così per un
pelo, e i rossoblu si devono
accontentare di una nona posizione, che li estromette sia dai
play-off che dai play-out.
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