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Ancilli
guida una Virtus dai due volti
A
tratti incontenibile, a volte incomprensibile

Ma
tutto si spiega con le parole del coach rossoblu, Caludio
Vandoni, che ci dice di essere alle prese con continue
situazioni di emergenza, e nonostante i duri allenamenti, la sua
squadra non può fare a meno del capitano Ancilli, neppure per
un quarto d'incontro. Quello che è accaduto oggi.
Dopo
un inizio blando e pieno di errori da entrambe le parti (1°
quarto 14 - 13), la Virtus è partita a razzo trascinata da un
grande Ancilli e da un ammirabile Focardi che, nonostante
risente ancora di un acciacco al piede, a fatto pesare la sua
presenza ( 2° quarto 35 - 21). Si va al riposo con il
netto vantaggio della Virtus sul Nola di 14 punti.
Ma
a questa Virtus Basket
Sezze il
terzo quarto non piace proprio. Fuori Focardi e il capitano
Ancilli, i locali in cinque minuti perdono tutto il vantaggio
accumulato, e vanno addirittura sotto di due punti. Vandoni si
affretta a rimetter dentro i due eroi della partita, che
riescono a fatica a riportare in vantaggio la squadra (3°
quarto 46 - 44 ).
Un
Nola trasformato, quello del finale di partita, non più
remissivo e sciupone, ma preciso e convinto dei propri mezzi. E
si, perché la squadra pugliese era reduce da tre vittorie
consecutive, e non era certo disposta a cedere l'incontro ai
locali a buon mercato.
Si
è assistito così ad un finale incandescente, con le due
formazioni che si sono contese la vittoria su ogni canestro, ed
ai tanti tifosi accorsi è toccato soffrire sino all'ultimo
secondo di gara.
Il
commento di Orlandi
Dr
Jekyll e Mr
Hyde.
Ovvero: come gli stessi giocatori possono trasformarsi in altri
infinitamente più scarsi ogni volta che si torna in campo dagli
spogliatoi. Per l’ennesima volta quest’anno, infatti, la DSA
Peugeot Sezze
gioca una gran bella pallacanestro per due tempi, i primi,
diventa inguardabile nel terzo per poi riprendersi alla fine
facendo leva sulla grande esperienza dei suoi giocatori.
La
regola non è andata disattesa neanche contro il Nola. Il 35 –
21 con il quale si era andati al riposo dopo i primi due tempi
(minimo stagionale di punti subiti, 21 appunto, in venti minuti
di gioco) e con gli avversari fermi al palo, ad esempio, per i
primi 4 minuti della seconda frazione, tutto lasciava presagire
tranne quello che poi è effettivamente accaduto.
Come
al solito, e ci ripetiamo per l’ennesima volta perché la cosa
è così puntuale ad ogni partita da sembrare diabolica, nei
primi cinque minuti del terzo tempo la DSA si scioglie: nulla in
attacco (a marcare punti è il solo Carbone con una tripla che
rimane figlia unica a lungo…), Forzellin non tiene il pelato
Marino, autore di 10 punti nel solo terzo periodo, ed il tiro da
fuori dei campani non lascia scampo. Nonostante tutto, il
vantaggio DSA rimane anche all’ultimo intervallo (46 – 44).
Quando
il Nola passa avanti all’inizio dell’ultimo quarto, il
destino della gara sembra segnato ma qui, come a volte accade,
arriva la sorpresa: il sonnacchioso Nocioni di questo primo
terzo di stagione, si ricorda di che pasta è fatto e mette otto
punti in faccia a La Torre proprio all’ultimo periodo. Si
arriva all’epilogo con l’arbitro che fischia a Forzellin due
falli consecutivi su tentativo di Romao da tre punti; sei tiro
liberi in totale che il numero sete giallo blu trasforma a metà
(3 su 6). Dall’altra parte fallo su Ancili, finalmente
decisivo coi suoi 11 punti, che realizza portando i suoi a più
tre a nove secondi dalla fine. Il disperato tentativo del solito
Marino non va e la DSA può festeggiare una vittoria sudata ma
importantissima.
di Lidano
Orlandi

Giovanni
Focardi grande protagonista assieme al capitano Andrea Ancilli
della vittoria di questa sera
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