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ore
17,30 Auditorium Mario Costa
ingresso
libero
10a
RASSEGNA MUSICALE ANNI '60 e '70
RASSEGNA
DI ARCHEOLOGIA MUSICALE SETINA
La musica continua
di Piero Formicuccia
Sembra uno scherzo ma già sono trascorsi dieci anni quando, con un gruppo di amici musicisti, abbiamo pensato di ricordare i famosi anni ’60 con una Rassegna musicale dove i gruppi locali e provinciali, sorti proprio in quegli anni o appena su di lì, potessero esibirsi su di un palco dedicato proprio a loro ed eseguire i brani più belli di quegli anni, davanti ad un pubblico sempre attento ed interessato alle melodie che non muoiono mai.
Questa volta, per presentare la decima edizione voglio raccontarvi un episodio, la storia di una canzone, dal titolo “Palllina”, scritta da Gianni Viggi, perché, in qualche modo essa ha segnato quello che poteva essere l’inizio della nostra carriera artistica , quella del gruppo musicale “Sistema Solare”, quella con la A maiuscola, ma che in realtà firmò la fine di un sogno.
Ma andiamo con ordine… 1976, eravamo già un gruppo affermato che si esibiva nelle piazze della provincia senza sapere di essere “osservati da due talent scouts : il giornalista Gianni Viggi e il regista Enzo De Pasquale. Gli piacemmo e ci contattarono. Il loro intento era quello di renderci famosi per cui iniziammo un periodo di intensa preparazione e di studio.
Dopo mesi di studio, nel 1978 Gianni Viggi , ci chiese di arrangiare, di armonizzare e di incidere “Pallina”. Facemmo tutto, ognuno di noi studiò per bene la sua parte, anche se non esisteva una parte musicale specifica già trascritta, insomma ognuno ci mise del suo. Dopo settimane di prove nei locali attigui alla chiesa cattedrale di Sezze, Santa Maria, registrammo il brano “Pallina” e quello che doveva essere il retro o lato B, così allora si chiamava, negli studi di Radio Latina 1 ed il tecnico che era alla consolle era Gianfranco Iaccarino, famoso batterista di tanti gruppi musicali di Latina.
Quel nastro ancora è rimasto chiuso nel mio archivio musicale. Dopo 36 anni mi sono deciso a versarlo in un CD insieme all’altra canzone sempre dello stesso autore “A Latina”. Dopo la registrazione fatta negli studi della radio l’autore prese appuntamento con uno dei più grandi maestri d’orchestra dell’epoca Gianfranco Reverberi a Roma, nella sua sala d’incisione. Quella fu una giornata ricca di emozioni per tutti noi, poco più che ventenni, un pomeriggio trascorso in sala d’incisione e la sera, prima al Teatro delle Muse ed a cena dai “Fratelli Toscani”.
Li incontrammo tanti artisti del mondo dello spettacolo tra cui anche il “ nostro” Martufello con cui già precedentemente avevamo condiviso momenti di spettacolo nelle piazze provinciali e regionali. Era un giorno freddo, aprile forse, perché ricordo un episodio triste purtroppo per la storia della nostra nazione e della nostra Repubblica. Erano i giorni in cui tutta l’Italia era in ansia per il sequestro di Aldo Moro.
Al ritorno all’EUR, proprio al centro dell’Obelisco, alle due di notte ci fermarono i carabinieri che con il mitra spianato ci intimarono di aprire il portabagagli. Nel vedere le custodie degli strumenti, si innervosirono, la loro azione diventò più insistente, ci fecero scendere tutti dalle macchine e noi impauriti provammo a dire qualche cosa ma loro, avendo visto quelle custodie nere pretesero di aprirle, per nostra fortuna, perché quando videro che si trattava di strumenti musicali ci lasciarono andar via con tanto di scuse.
Tirammo tutti un sospiro di sollievo e pian piano tornammo nelle nostre case un po’ provati per quanto in quella giornata ognuno di noi aveva vissuto. I momenti di studio con Gianni Viggi e con il regista televisivo, Enzo De Pasquale, continuarono ancora per qualche mese, ma poi per motivi che ancora oggi non sappiamo spiegarci, tutto svanì nel nulla, Pallina, così come “A Latina” fu incisa da Luca Sardella e noi continuammo a suonare nelle piazze o nelle sale da ballo.
L’unica spiegazione che posso darmi è che forse non eravamo preparati mentalmente ad affrontare una vita diversa , ricca di emozioni e non solo, ma piena anche di rischi che ci avrebbero portati lontano dal nostro vivere quotidiano, fatto di cose concrete più tranquille e più consone allo stile di figli di famiglie contadine e di studenti prossimi alla laurea, o alcuni già lavoratori. Tutto ciò lo ricordiamo con un pizzico di orgoglio, ma senza alcun rimpianto.
A titolo di cronaca il primo disco lo abbiamo inciso qualche anno dopo grazie al presidente della Vis Sezze, Ezio Giorgi, ed il disco era l’inno “Forza Sezze”. Oggi, raccontandovi quest’ esperienza vogliamo arricchire questa manifestazione che in dieci anni ha visto la partecipazione di tanti gruppi musicali che con il loro sound hanno degnamente riproposto le tante canzoni su cui tutti abbiamo ballato, trascorso momenti belli della nostra giovinezza e vissuto emozioni indimenticabili.
L’appuntamento è allora per l’undici gennaio, alle ore 17,30 presso l’Auditorium “M. Costa “ di Sezze per rivivere insieme l’indimenticabile magia degli anni ’60 e ’70 attraverso la musica dei ‘ragazzi’ di allora.


PROGRAMMA
condotto da
Piero Formicuccia e
Vincenzo Danieli
con
la partecipazione straordinaria di Maurizio Maturani, in arte Martufello
















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