ASSOCIAZIONE TIBBO TABBO

2016 - 2026

Antonio Campoli

Sabato 24 ottobre 2026 - ore 17,30                               Auditorium S.Michele Arcangelo

Ricordo di Antonio Campoli a dieci anni dalla scomparsa

Il 27 ottobre 2016, all’età di 86 anni, circondato dall’affetto dei suoi cari, Antonio Campoli muore serenamente nella sua Sezze, luogo dove ha sempre vissuto, che ha amato, narrato ed esaltato attraverso un’eccezionale opera letteraria entrata a pieno titolo nel vasto patrimonio artistico e culturale della città lepina che annovera altri personaggi illustri. 

Un'opera, quella di Campoli, che resterà per sempre a testimonianza della memoria e della storia millenaria del popolo setino che, a dieci anni dalla sua scomparsa, intende ricordare il poeta con una serie di letture e memorie personali di chi lo avrà per sempre nel cuore.  

BIOGRAFIA: 

Antonio Campoli nasce a Sezze il 4 agosto 1930. 

Secondogenito di Luca e Matilde Ondicia Fattorini, ha due sorelle: Lucia (1927-2013) e Caterina (1934-2017), ed un fratello più piccolo, Vincenzo (1937-1942). Terminato il Liceo Classico, frequenta l'Università degli Studi di Roma “La Sapienza” dove si laurea in Giurisprudenza. Durante il periodo degli studi universitari frequenta i corsi di recitazione che si tengono presso l’Accademia “Silvio D’Amico”. In una di queste occasioni conosce e stringe amicizia con l’attore Nino Manfredi. Nel 1950, in occasione delle celebrazioni dell’Anno Santo, recita la parte di Lazzaro nella Processione del Venerdì Santo diretta da Filiberto Gigli e rappresentata a Roma, in via dei Fori Imperiali, dall’Associazione della Passione di Cristo di Sezze. 

Dal 1950 al 1954, come componente e autore di ballate, stornelli, serenate, canti alla poeta e canti a dispetto in dialetto setino, partecipa alle numerose esibizioni del Gruppo Folkloristico di Sezze che, in rappresentanza del Lazio, gareggerà alla Festa Nazionale della Montagna di Arcinazzo ottenendo il 1° posto in classifica. I testi delle canzoni scritte all’epoca da Campoli sono oggi raccolte nel volume Ripicchiozzo (2009), scritto a quattro mani con il Maestro di musica Giuseppe (Pino) Di Prospero. Nel 1959 si iscrive all'Albo Professionale dell'Ordine degli Avvocati di Latina. Conseguita l’abilitazione all'insegnamento di Lingua e Letteratura Francese nelle scuole medie inferiori, inizia a svolgere l’attività di docenza che manterrà ininterrottamente dal 1960 fino al pensionamento raggiunto nel 1983. Nel 1962 sposa Maria Teresa Tasciotti, maestra elementare, dalla quale avrà tre figli: Laura Matilde e i gemelli Luca e Paola, quest’ultima morta prematuramente all’età di 36 anni. In qualità di Pubblicista collabora con diverse testate giornalistiche tra le quali ricordiamo: Il Travaso, Gioventù, Il Lavoratore Comasco, Corriere dello Sport-Stadio, Il Comune Oggi, Nuova Informazione . Nello stesso periodo, sviluppa anche un certo interesse per la fotografia, passione questa che poi manterrà e curerà nel corso degli anni, con risultati interessanti e soddisfacenti. 

Dal 1969 al 1979 ricoprirà la carica di Pretore onorario presso gli uffici mandamentali della Pretura di Sezze (competente anche per il territorio di Bassiano), operando attivamente ed instancabilmente contro la delinquenza comune e contro gli abusi edilizi, al punto da meritarsi l’appellativo di "Pretore d’Assalto". Sarà lui, la sera del 28 maggio 1976, ha svolgere le prime indagine e ad emettere l’ordine di fermo immediato nei confronti del deputato missino Sandro Saccucci, autore di una violenta sparatoria durante un comizio elettorale in piazza IV Novembre, al termine del quale resterà ucciso il giovane setino Luigi Di Rosa, mentre un altro giovane, Antonio Spirito, riporterà gravi ferite a una gamba. Dopo le prime indagini condotte da Campoli, i fascicoli dell’inchiesta passeranno all’Ufficio Istruttoria della Procura della Repubblica di Latina.
Nel 1970, due poesie di Campoli, Mietitura e Calci di mulo, compaiono per la prima volta in pubblico, riportate nella brochure della rassegna canora Allora…canto anch’io che si svolge per 5 serate consecutive, dal 22 al 26 luglio, presso l’Anfiteatro di Sezze. Alla manifestazione canora, organizzata dall’Amministrazione comunale setina e dall’Ente Provinciale per il Turismo di Latina, partecipano artisti che rispondo ai nomi di Claudio Villa, Sergio Endrigo, Iva Zanicchi, Bobby Solo, I Ricchi e Poveri, Al Bano, Orietta Berti, Fausto Leali, Bruno Lauzi, Tony Renis, Marisa Sannia, Tony Del Monaco, Gli Alunni del Sole, Aprhodite’s Child e tanti altri ancora. A condurre la rassegna di spettacoli serali saranno Carla Maria Puccini e Daniele Piombi. Nella veste di coautore, pubblica altre poesie in dialetto setino sui libri di Luigi Zaccheo e Flavia Pasquali: Sezze che scompare (1974) e Il Dialetto di Sezze (1976). 

In questa occasione, i versi di Campoli ricevono l’enorme apprezzamento da parte del linguista Tullio De Mauro, che rimane estremamente colpito dalla frase <<ti dòngo na sirgiata ‘n ‘ fronte>> riportata nel finale della poesia Il progresso. Nel mese di aprile 1979, sul n. 2 (Anno I), della rivista Comune Oggi, edito dall’Amministrazione comunale di Sezze, inizia a curare la rubrica Storie di paese, pubblicando il suo primo articolo, Il caffè di Manuela, sulla Sezze che “C’era una volta…”. Usando la “sublime arte della scrittura”, Campoli inizia a condurre la sua battaglia solitaria contro i cambiamenti apportati dal progresso tecnologico che avanza distruggendo quelli che erano i ritmi, le usanze, gli odori, i sapori, i suoni, le voci, i nomi e i personaggi della Civiltà contadina di Sezze; quella dei butteri, dei camperi dei massari, delle cariatòre, mostrando sempre una vena poetica che, senza nascondere la nostalgia per i tempi passati, riesce infine a ironizzare e a smontare i modelli culturali proposti dalla nuova Civiltà dei consumi. Negli anni, seguiranno altri articoli dello stesso taglio, pubblicati sempre su riviste locali ed oggi raccolti nel volume C’era una volta … Sezze – Storie di paese (2013). Nel 1981, Campoli dà alle stampa la sua prima raccolta di poesie sezzesi: La Fontana di Pio IX, alla quale seguirà la raccolta di sonetti sezzesi Tibbo Tabbo (1986). La pubblicazione del libro La Calandrella (1999) completerà quella che è la sua trilogia di poesie e sonetti in dialetto di Sezze. 

Dal 1980, dopo essersi iscritto all'Albo Professionale degli Avvocati Cassazionisti, indossa definitivamente la toga di avvocato diventando un professionista stimato da tutti per la sua serietà, lucidità, risolutezza e preparazione nell’uso dei Codici e degli atti giudiziari che gli vengono dall’esperienza maturata nelle aule di Tribunale, quand’era Pretore onorario. Un’esperienza, questa, che troviamo ampiamente riportata e descritta – sempre con lo stesso estro pungente che tende a sdrammatizzare i conflitti che emergono dai rapporti umani – nei suoi testi poetici (si veda l’intero capitolo Affari di giustizia riportato nella raccolta La fontana di Pio IX; la poesia Difensore di fiducia, in Tibbo Tabbo; Demolizione e ricostruzione, Generalità, Davanti al Gippì, Nuova procedura, Tutarella e i pentiti pubblicate nel libro La calandrella) e attraverso una importante e si-gnificativa produzione teatrale, sempre in dialetto setino: Un giorno in Pretura, Studio Legale a cui si aggiungono le opere: Livio va in pensione, I due compari, Una vincita al totocalcio, Una pelliccia per Tutarella, Il forno, Due anime in libera uscita, tutte andate in scena in diverse occasioni riportando un enorme successo di pubblico e con riscontri altrettanto positivi da parte della critica. Tra le altre cariche ricoperte è stato componente del direttivo dell’Associazione della Passione di Cristo di Sezze, presidente della Banda Comunale di Sezze, Presidente del Centro Studi Titta Zarra, vice presidente del Bonsai Club di Sezze, vice presidente del Distretto Scolastico n. 47 Sezze-Bassiano. Il 20 giugno del 1994, presso la sala "Protomoteca del Campidoglio", a Roma, riceve dalle mani del Sindaco Francesco Rutelli il Premio Simpatia, assegnatogli da una giuria composta, tra l’altro, da Gianni Borgna, Remo Croce, Alessandro Curzi, Micol Fontana, Maria Mercader-De Sica, Donatella Pecci Blunt, Alberto Sordi e che annoverava come presidente onorario Antonio Maccanico. Nel 2001, l'Amministrazione Comunale di Sezze gli ha conferito l'onorificenza di Cittadino Benemerito. Nel corso della sua lunga carriera, Campoli ha collezionato una infinità di premi e riconoscimenti. 

Il 27 ottobre 2016, all’età di 86 anni, circondato dall’affetto dei suoi cari, Antonio Campoli muore serenamente nella sua Sezze, luogo dove ha sempre vissuto, che ha amato, narrato ed esaltato attraverso un’eccezionale opera letteraria entrata a pieno titolo nel vasto patrimonio artistico e culturale della città lepina che annovera altri personaggi illustri. Un'opera, quella di Campoli, che resterà per sempre a testimonianza della memoria e della storia millenaria del popolo setino.


PREMI E RICONOSCIMENTI OTTENUTI DA ANTONIO CAMPOLI
Componente e autore testi e canzoni del Gruppo Folkloristico Città di Sezze che, in qualità di Rappresentante del Lazio, 1° Classificato alla Festa Nazionale della Montagna – Arcinazzo. 

1° Classificato Premio Internazionale della Poesia dialettale – Sgurgola 1972. 

1° Classificato Premio Internazionale della Poesia dialettale – Segni 1974. 

1° Classificato Premio Internazionale della Poesia dialettale – Sezze 1975. 

1° Classificato Premio Nazionale di Poesia dialettale Leone XIII Carpineto Romano -1978. 

Trofeo dei Lepini Premio biennale di Norma Premio Simpatia Comune di Roma -1994. 

Premio Nazionale Latina Tascabile – 1999. 

Conferimento della Cittadinanza Benemerita dell’Amministrazione Comunale di Sezze – 2001. 

1° Classificato Biennale della Poesia dialettale inedita , Premio Attilio Taggi – Sgurgola 2003. 

1° Classificato Concorso “Il Percorso dei Giusti” – Gerusalemme 2010 – Comune di Sezze.

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