notizie dal territorio

provincia di Latina

 

anno 2014

 

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22 dicembre 2014

comunicato stampa

LE SCAMPAGNATE ATTO 6
E’ uscito il nuovo volume della fortunata serie scritta da Roberto Campagna 
Nuovo capitolo de «Le Scampagnate». È uscito il sesto volume per i tipi, come sempre, delle Edizioni di Mannoccio, della fortunata serie che dal 2006 vede il giornalista e scrittore Roberto Campagna alle prese con politici, politicanti e amministratori della provincia di Latina. Le elezioni, gli accordi tra partiti, i congressi, le idee per il rilancio dell’economia, sono raccontati dall’autore con il suo solito linguaggio diretto e senza peli sulla lingua. 

D'altronde lui stesso si definisce nel sottotitolo ‘no lavannaro, ossia uno che non si fa gli affari suoi, uno che ascolta, dice la sua, spettegola, parla di tutto filosofeggiando con sconfinamenti nella psicanalisi. Le trentasette «scampagnate» - così chiamate anche perché ricordano il cognome dell’autore - stavolta sono tutte inedite e anche se lo stile e la struttura sono simili a quelle dei precedenti volumi, in questo nuovo lavoro l’autore ha privilegiato le questioni politiche rispetto a quelle economiche. 

Come sempre le ha riportate in ordine cronologico, raggruppandole per argomenti. Sono quattro i capitoli presentati con le consuete tredici righe ciascuno. Il primo ne contiene tredici: partono da una curiosità (i vincoli di parentela di alcuni politici) e si soffermano sulle vicende dei maggiori partiti locali e i successi e gli insuccessi di alcuni loro rappresentanti. 

Le nove del secondo sono dedicate allo scandalo dei fondi ai gruppi politici del Consiglio regionale e al voto locale delle Regionali e Politiche del 2013 e a quello delle Europee del 2014. Mentre le dieci del terzo sono incentrare tutte sulle ultime tre tornate delle Comunali. Infine, come nelle precedenti raccolte, le cinque dell’ultimo capitolo trattano i temi dell’economia pontina: in particolare, il perdurare della crisi in cui versa e la mancanza di prospettive. Oltre che raccontare fatti, Campagna allo stesso tempo fornisce una chiave di lettura degli stessi. Va oltre la cronaca per entrare nella testa dei protagonisti, per capire perché si fanno detreminate mosse o scelte. Il libro, infine, è zeppo anche di previsioni risultate poi tutte azzeccate.


21 novembre 2014

comunicato stampa

Mostra Fotografica Antologica di Franco Fontana

La mostra rimarrà visibile presso i locali di Factory10 fino al 07 Gennaio 2015.

LAssociazione Fotografica Factory10 porta per la prima volta nel territorio pontino levento dedicato al grande fotografo italiano.

Lassociazione Fotografica Factory10 è onorata di ospitare la Mostra Antologica di Franco Fontana, riuscendo a portare per la prima volta nel territorio pontino un evento dedicato al grande fotografo.

Definito il Maestro del colore, Fontana ha cominciato a dedicarsi alla fotografia negli anni Sessanta divenendo prestissimo un affermato autore del colore. La sua è stata una scelta controcorrente: il colore vivo, passionale e popolare in una contrapposizione ideale con la fotografia "alta" in bianco e nero.

Una scelta che lo ha portato alla notorietà internazionale: i colori squillanti, vivi, reali e astratti nello stesso tempo, lesaltazione di strutture geometriche essenziali sono ormai una firma inconfondibile del Maestro.

Nella sua fotografia ha inventato un proprio linguaggio, diventando sempre più un mago di quel colore che, senza artifici e filtri, senza alcun processo alterante, sconvolge e cattura lo spettatore lasciandolo inerme e rapito.

Franco Fontana si è così affermato in un contesto internazionale che lo ha adottato come esempio di stile e di ricerca artistica. Nella sua carriera ha partecipato a più di 400 mostre personali e di gruppo, le sue opere sono esposte in tutto il mondo (Stati Uniti dAmerica, Europa, Medio Oriente, Giappone, Australia, Cina, America Latina, Russia) in collezioni pubbliche e private. Collabora con riviste di tiratura internazionale realizzando campagne pubblicitarie per marchi di assoluto rilievo. Workshop e conferenze in ogni angolo del mondo, collaborazioni con i Ministeri della Cultura francesi e giapponesi completano un curriculum che lo rende, senza alcun dubbio, uno dei più grandi Maestri della Fotografia Italiana ed Internazionale.

Nella Mostra antologia, delle serie fotografiche più rappresentative della carriera del grande fotografo, saranno presenti i temi più cari al maestro: i paesaggi agresti e marini con i profili e le linee orizzontali che tagliano in due il fotogramma - gli scorci di Praga, New York e delle altre città in cui il fotografo ha vissuto, estraniati dal contesto e resi fulminee esplosioni di colore.

Un evento imperdibile non solo per gli appassionati di fotografia; lopera di Fontana è trasversale, prescinde gli schemi e le regole diventando universale. Edesign, pittura, ricerca, sperimentazione, fotografia, comunicazione e molto altro ancora. EArte!

Lappuntamento è quindi per Domenica 23 novembre, alle ore 18.00, presso lAssociazione Factory10 (Via dei Boi, 10 - 04100 Latina) per la serata inaugurale dellevento.

La mostra rimarrà visibile presso i locali di Factory10 fino al 07 Gennaio 2015.

 

Franco Fontana - (Modena, 9 dicembre 1933) è un fotografo e scrittore italiano. Comincia a fotografare nel 1961 svolgendo ricerche estetiche su diversi temi. Molto rilevanti saranno quelle dedicate all'espressione astratta del colore. Nel 1963 espone alla Terza Biennale Internazionale del Colore a Vienna; l'anno dopo Popular Photography gli pubblica, per la prima volta, un portfolio. La sua complessa attività e il rilievo internazionale della sua produzione possono essere riassunti in alcune cifre: Gli sono stati dedicati oltre 40 libri pubblicati da editori italiani ed internazionali; ha esposto in musei pubblici e gallerie private con oltre 400 mostre personali e di gruppo; le sue opere figurano in importanti collezioni pubbliche e private in tutto il mondo. Nel 2006 ha ricevuto la laurea honoris causa in design dal Politecnico di Torino.

 

FACTORY10 è unassociazione culturale che nasce a Latina a gennaio 2010 con lobiettivo di diffondere la fotografia come forma despressione artistica e ricerca personale. Dalla sua fondazione Factory10 è sempre cresciuta mettendo a disposizione dei propri soci ampi spazi per attività formative, seminari, incontri con autori affermati ed emergenti, mostre ed esposizioni, eventi legati al mondo della fotografia, del cinema e delle arti visive, stampe Fine-Art di incredibile bellezza, noleggio sala pose con attrezzature professionali e molto altro. Tutto questo grazie allimpegno ed al sostegno dei soci che contribuiscono, ogni giorno, a rendere Factory10 sempre più grande! Info www.factory10.it

Factory10 si trova a Latina in via Boi,10

Ufficio stampa Factory10 Associazione Culturale

Daniele Del Vecchio  346-5399023

email:  info@factory10.it


24 ottobre 2014

comunicato stampa

I° Festa per Graziella Di Prospero

Domenica 26 ottobre dalle 19.00 - con concerto dalle 20.30

presso S.Cu.P.! Sport e Cultura Popolare, via Nola 5 (San Giovanni), Roma

BAR attivo dalle 19.00

Hosteria (dedicata alla cucina laziale) attiva dalle 20.00

Ingresso a sottoscrizione (min. tre euro) in sostegno di S.Cu.P.

La serata è dedicata alla figura e all'opera di Graziella Di Prospero, importante cantante, ricercatrice e testimone della musica tradizionale del Lazio, in particolare dell' area dei Monti Lepini di cui era originaria; proprio in questi giorni ricorre il primo anniversario della sua scomparsa.

Femminista, militante, compagna fuori dagli schemi, Graziella Di Prospero resta attiva fino agli anni ottanta, realizzando in collaborazione con il compagno Giorgio Pedrazzi tre registrazioni per la Cetra Folk, edite ad oggi solo in vinile, che restano quali pietre miliari per coloro che proseguono sulla sua scia di ricerca e di esecuzione. Si sta lavorando, in collaborazione con Squilibri Edizioni, alla pubblicazione di una sua biografia con Cd allegato con brani sia editi che inediti, oltre alla pubblicazione di una tra le più importanti ricerche sulle musiche tradizionali del Lazio svolta negli anni ’70 da Graziella Di Prospero e Giorgio Pedrazzi.

La Rai Regione all'inizio degli anni ottanta realizzò alcuni video su Graziella e sulla sua ricerca con interviste ad alcuni testimoni, musicisti e poeti di un mondo rurale che ora non c'è più.

Il suo lavoro ha ispirato moltissime formazioni musicali di folk revival, oltre a vari artisti a livello nazionale, e gode oggi di un rinnovato interesse da parte di musicisti e gruppi di musica folk e rock legati alla cultura romana e ad un nuovo approccio al dialetto romanesco, anche a seguito del rinnovato interesse verso la musica popolare e le sue attuali nuove evoluzioni.

L’ evento in programmazione oltre a rendere omaggio a Graziella, auspica la creazione di un archivio e riedizione digitale sia del materiale di ricerca originale sia dei suoi lavori artistici, ma nasce anche per sottolineare l'importanza della conservazione, valorizzazione e fruizione di un pregiato patrimonio culturale, sottolineandone la sua "biodiversità", sia rispetto all'ambito urbano che regionale.

 

DOMENICA 26 ottobre dalle 19.00 - concerto dalle 20.30, presso  S.Cu.P.! Sport e Cultura Popolare, via Nola 5 (San Giovanni), Roma, in un clima conviviale e festoso, con musica e memorie di musicisti, amici ed operatori del settore, con il concerto improntato all'esecuzione di brani esclusivamente tratti dal meraviglioso repertorio della stessa Graziella Di Prospero.

La Sala Quattro Colonne di Scup verrà allestita con panche e tavoli, con servizio dell' Hosteria e del BARricata. La cucina sarà ispirata ai piatti tipici popolari del Lazio. In esposizione materiale fotografico su pannelli, banchetti di libri, cd, vinili, e strumenti musicali in esposizione ed in vendita.

Nella sala Parquet di Scup verrà proiettato dalle ore 19.00 il video “ITINERARIO DELLA MEMORIA” (durata 60 minuti circa), di difficile reperimento, con Graziella Di Prospero quale voce guida in uno scorcio fra paesaggi ed interviste a personaggi di Sezze ed aree limitrofe, con esecuzione di brani del suo repertorio e tradizionali.

 

Dalle 20.30 in sala Quattro Colonne

Partecipano:

Sara Modigliani  accompagnata da Pino Pontuali, Felice Zaccheo e Gabriele Modigliani

I Canusìa - Sezze

Il Mantice - Latina

BandaJorona

Alessandro Mazziotti alla zampogna

Enzo Lucarelli - Segni

Pino Pontuali all'organetto

Gli improvvisatori in ottava rima - Bacugno Donato De Acutis e Giampiero Giamogante

Piero Brega e Oretta Orengo

 

Inoltre sono invitati:

Luigi Zaccheo, ex sindaco di Sezze;

Vincenzo Santoro, responsabile settore cultura dell'ANCI - Associazione Nazionale Comuni Italiani; Giorgio Pedrazzi, il compagno;

Claudio Vedovati, Scuola Popolare di Musica di Testaccio; Domenico Ferraro, Squilibri Edizioni.

 

S.Cu.P.! Sport e Cultura Popolare, via Nola 5 (San Giovanni), Roma

SCUP, acronimo di sport e cultura popolare, è uno spazio liberato a San Giovanni da istruttori qualificati e precari che credono nello sport popolare, cioè nello sport fatto al di fuori delle logiche del profitto. Continua dopo due lunghi anni la battaglia in favore della difesa degli spazi comuni e del patrimonio condiviso. SCUP è una palestra, biblioteca, sala studio, hosteria, bar, uno spazio bimbi, una radio, uno sportello psicologico, un laboratorio culturale sempre in fermento.

Lo spazio è facilmente raggiungibile con la metro da Re di Roma o San Giovanni, o con i mezzi da Santa Croce/Porta Maggiore - o via La Spezia/via Taranto.


4 ottobre 2014

comunicato stampa

Associazione Powerfriends presenta: Latina Comics 2014
DIVERTIMENTO - NOSTALGIA DEGLI ANNI ‘80 - FUMETTI - DISEGNATORI E DOPPIATORI
CONTEST COSPLAY A PREMI - FAN CLUB FANTASY - LE AUTO DI SUPERCAR E RITORNO AL FUTURO

                        
17 e 18 OTTOBRE 2014   -   Piazza del Popolo - Latina
Quando si è bambini ogni cosa sembra avere un colore, un profumo diverso, tutto o poco ci stupisce, perché vuoi l’età, vuoi il momento della propria vita in cui si cresce e ci si confronta, diventa un connubio di emozioni e divertimento che solo un gioco, un film od una avventura sanno trasmetterci…. Noi in qualche modo vogliamo poter ritrovare e riscoprire quella magia di un tempo… BENVENUTI AL LATINA COMICS 2014

 


· LOCANDINA
La locandina di un evento è il manifesto principale che presenta ed illustra a pieno l’idea ed il pensiero in una immagine di ciò che si intende realizzare. Il fantasy, il fumetto, il mondo del cinema e quel sapore tipicamente anni ’80 sono qui racchiusi in un contesto che lascia emergere, quelle memorie fatte di ricordi ed emozioni attraverso la riproduzione a fumetto del simbolo del nostro Municipio, in quanto location principale dell’evento. Una straordinaria realizzazione grafica concepita e realizzata da Federica Manfredi, la quale, ha immesso su carta quelle emozioni e colori che desideravamo trasmettere da parte della nostra Associazione, la “Powerfriends” promotrice dell’evento!
· LE AUTO PROTAGONISTE
Immaginate di poter viaggiare nel tempo, andando avanti ed indietro, per rivedere il vostro passato o scoprire qualcosa del vostro futuro, per rivivere un momento preciso della propria vita… Suo malgrado, se ne rese conto il simpaticissimo Marty Mc. Fly, protagonista della più celebre trilogia del cinema.
· La DMC-12 di Ritorno al futuro
La De Lorean DMC-12 divenne celebre in tutto il mondo proprio per la sua apparizione nella trilogia cinematografica Ritorno al futuro di Robert Zemeckis, nella quale veniva usata dal dottor Emmett "Doc" Brown come base per la macchina del tempo da lui ideata. Per la prima volta a Latina, l’auto più famosa ad aver viaggiato nel tempo, celebre con la trilogia di Ritorno al Futuro con una incredibile riproduzione realistica. L’area di Piazza del Popolo diverrà la location ideale per far rivivere la magia del film a tutti i presenti. 
· La Pontiac Trans Am di Supercar, nome in codice K.I.T.T.
La riproduzione dettagliatissima della più famosa auto parlante della TV è una splendida Pontiac Trans Am in arte K.I.T.T. (Knight Industries Two Thousand) resa celebre dalla serie TV “Supercar” e del suo pilota Michael Knight, alias David Hasselhoff. Una realtà concepita e realizzata dal mago ed “artista” Marco Valleggi, in collaborazione con i maghi di American Garage, presenteranno in scala 1:1 all’originale, un’auto incredibile, che parla ed agisce come il celebre modello originale.
· ARTISTI, CANTANTI E CABARETTISTI
La musica, la risata, il divertimento, un connubio magico di due elementi che arricchiscono e riempiono al meglio la bellezza di un evento.
· Spino Live Band
Una realtà tutta locale, uno straordinario gruppo musicale latinense, affermato e conosciuto, sapranno riproporci con incredibile talento, successi di ieri e di oggi.
Grandi voci per straordinarie interpretazioni.
Come recita il loro motto: Fare Spettacolo è il nostro mestiere!
· Cabarettista Alberto Alivernini
Spettacolare, irriverente, originale, è difficile trovare un aggettivo che descriva al meglio questo incredibile e poliedrico artista della risata e della magia. “Il Magico Alivernini” è un talento straordinario, capace di realizzare uno spettacolo di puro intrattenimento, per grandi e piccoli, coinvolgendo lo stesso pubblico nei suoi bizzarri numeri di prestigio, per un mix vincente fra numeri di magia e comicità assoluta. Un successo affermato in tutta Italia ed in numerose e prestigiose trasmissioni televisive a cui ha partecipato. Magnetico e coinvolgente. Da vedere assolutamente…
· La Mente di Tetsuya
Possono i cartoni animati, trasformarsi in persone reali? Forse si… Un gruppo di ragazzi carismatici ed incredibili, fanno dello spettacolo visivo il loro punto di forza. Cantano, interpretano e coinvolgono il pubblico a ritmo delle più belle canzoni dei cartoni animati e serie televisive, andando in scena vestiti proprio come i loro miti della TV. Divertimento puro per tutti coloro che sono cresciuti con miti intramontabili come Gundam, Mazinga e Goldrake, solo per fare qualche esempio.
Una esperienza musicale quindicinale, li ha portati a creare un gruppo musicale fuori dal Comune, ovunque si siano esibiti è stato un successo senza eguali, un gruppo di ragazzi magnetici come i tanti robot di cui cantano le sigle più belle… Una esperienza che sarà difficile da dimenticare… Semplicemente geniali!
· Sweet Weapons
Realtà musicale tutta latinense, la quale, aprirà la serata del sabato sera, quattro ragazzi adrenalinici, che sapranno scatenare e far divertire i presenti con la loro musica… Vi sorprenderanno! Esplosivi! 
· FAN CLUB di STAR TREK
Spazio ultima frontiera…Questi i viaggi della astronave Enterprise…
Quante volte avrete sentito questa celebre frase, tratto da una saga di fantascienza che dura da ormai 45 anni: STAR TREK! Al Latina Comics, potremo vantare su una delegazione di Star Trek, con appassionati e Fan pronti a farci viaggiare a curvatura…
· FAN CLUB di GUNDAM
Se siete stati bambini fra la fine degli anni ’70 ed inizio ’80, non potrete non ricordare di un ragazzino, alias Peter Ray, al comando di un potente Mobil Suit, chiamato GUNDAM!
Al Latina Comics, sarà presente il FAN CLUB originale di questo mitico e leggendario cartone animato: il Gundam Italian Club, il quale, ci farà rivivere le magiche atmosfere di questo celebre classico della animazione! 
· FAN CLUB di BATTLESTAR GALACTICA
Arriva al Latina Comics, un’altra leggenda della fantascienza, il Fan Club di Battlestar Galactica, se siete al corrente della eterna battaglia fra siloni ed umani, avrete compreso di cosa stiamo parlando, Battlestar Galactica, vanta ben due serie TV distinte, quella dei primi anni ’80 e la nuova del 2003, oltre lo spin off di “Caprica”! Preparatevi ad accoglierli…
· Fumettisti, disegnatori e doppiatori
Chissà quanti di noi nella propria vita hanno maturato il desiderio di disegnare un fumetto per un grande editore o dare la propria voce ad un celebre attore o personaggio della TV…
Al Latina Comics, saranno presenti numerosi fumettisti, coloristi e disegnatori, i quali, fanno della propria matita, lo strumento magico per imprimere su carta le avventure dei nostri eroi preferiti, Batman, L’uomo ragno, Superman e tanti altri, potremo scoprire come funziona il loro mondo, le loro conquiste fatte di sacrifici e talento, se amate i fumetti venite a scoprirne il mondo…
La lista completa dei disegnatori la troverete su nostro sito www.latinacomics.it
Un altro celebre ospite, sarà un celebre doppiatore della televisione, una voce autorevole e famosa, autore di tanti film e cartoni animati: ALESSIO CIGLIANO!
Famoso per aver dato voce giovanissimo al mitico Ken il guerriero!
Ma il suo curriculum è vastissimo, ha dato voce a: Star Trek, Yattaman, E.R. medici in prima linea, X-Files, Digimon, Squadra Speciale Cobra 11 e tanti altri, venite insieme a noi a scoprire le tante sfaccettature del mondo del doppiaggio.
· Contest Cosplay a premi
Al Latina Comics, non poteva mancare un Contest Cosplay a premi, quindi ci aspettiamo una vera e propria invasione di costumi, colore ed un pizzico di sana follia per tutti coloro che vorranno “invadere” Latina con le loro rappresentazioni… Ricchi premi per i migliori classificati eletti da una giuria!
Radio Immagine, sarà la radio promotrice in esclusiva dell’evento.
Le due serate saranno presentate dalla autorevole voce di ALESSIO CAMPANELLI

Quindi cosa aspettate?  Viaggiate nel tempo insieme a noi…
E per farlo vi basterà farsi trovare a Latina, presso Piazza Del Popolo
i prossimi 17 e 18 Ottobre 2014
Un evento proposto ed organizzato dalla  Ass. di Promozione Sociale “Powerfriends”
www.powerfriends.it                           www.latinacomics.it 

PROGRAMMA
· VENERDI’ 17 OTTOBRE 2014
Ore 17:00 Inaugurazione, apertura degli stand e inizio delle attività
Ore 18:00 Conferenza con i disegnatori/fumettisti
Ore 18:30 Conferenza di Doctor Who - Proiezioni mentali
Ore 19:00 Lezione di giapponese gratuita a cura di Advena
Ore 19:30 Conferenza del gruppo “In Cerca di Avventura”
Ore 20:00 Conferenza con i disegnatori/fumettisti
Ore 21:00 Esibizione del gruppo musicale “Spino Live Band”
Ore 21:30 Esibizione del Mago/Cabarettista Alberto Alivernini
Ore 23:00 Esibizione del gruppo musicale “Spino Live Band” – Reprise – 

· SABATO 18 OTTOBRE 2014
Ore 10:00 Riapertura della attività e degli stand
Ore 10:30 Apertura delle registrazioni per contest cosplay
Ore 11:00 Conferenza Fan club Battlestar Galactica
Ore 11:30 Conferenza di “Orgoglio Nerd”
Ore 12:00 Lezione di giapponese gratuita a cura di Advena
Ore 15:00 Conferenza disegnatori/fumettisti
Ore 15:30 Conferenza dell’editore di “Splatter”
Ore 16:00 Conferenza Fan Club Doctor Who – Proiezioni mentali
Ore 16:30 Conferenza de “La Vipera sul tubo”
Ore 17:00 Conferenza Fan Club Gundam Italian Club
Ore 17:30 Conferenza delegazione Fan Club Star Trek – STIC – “Alberto Lisiero”
Ore 18:00 Conferenza della Associazione Advena/Anime Click Presentazione esclusiva di “Eri Chyan” della Azienda Giapponese Good Luck
Ore 18:30 Conferenza del doppiatore Alessio Cigliano (Ken il guerriero)
Ore 19:00 Esibizione del gruppo musicale “Sweet Weapons”
Ore 20:00 Inizio sfilata contest cosplay e premiazioni
I premi saranno di quattro tipologie:
MIGLIOR COSPLAY GRUPPO MASCHILE
MIGLIOR COSPLAY GRUPPO FEMMINILE
MIGLIOR COSPLAY SINGOLO MASCHILE
MIGLIOR COSPLAY SINGOLO FEMMINILE
Ore 22:00 Esibizione musicale della Cover Band Cartoons “La Mente di Tetsuya”

Gli orari del programma sono suscettibili di modifica.


22 settembre 2014

comunicato stampa

Dario Petti vince, ex equo, il premio Fiuggi Storia Lazio Meridionale 2014  

Dario Petti, giornalista e appassionato ricercatore di storia del territorio pontino, con la nuova edizione de “La Palude Rossa”, di Annales edizioni, si è aggiudicato la V^ edizione del premio Fiuggi Storia sezione Lazio meridionale, vinto ex aequo con Giuseppe D’Onorio, professore di storia e filosofia, già sindaco di Veroli, autore del libro “Hoc Opus” sulla storia delle campane e dei campanili di Ferentino.

Il premio, voluto dal compianto professor Piero Melograni, è una sezione del Premio Fiuggi Storia nazionale che quest’anno verrà consegnato con una solenne cerimonia in Campidoglio alla fine di ottobre.

Queste le motivazione della giuria, presieduta dal giornalista e storico Pino Pelloni: 

“Il lavoro di Dario Petti ci offre l’importante racconto della storia del movimento operaio e delle lotte contadine nel territorio dei Monti Lepini e dell’Agro Pontino attraverso la biografia del professor Temistocle Velletri (1868-1940) primo sindaco socialista di Sezze e pioniere del socialismo Lepino e di sua moglie, la maestra Clementina Caligaris originaria di Vercelli che nel 1945 sarebbe stata una tra le prime tredici donne italiane ad entrare nella Consulta nazionale per la Costituente. La sua è stata una ricerca accurata delle fonti bibliografiche attraverso archivi ed emeroteche, che ha restituito  la storia di un periodo della nostra Italia da pochi conosciuto e per anni tenuto nell’oblio”.

Un riconoscimento è andato anche all’Associazione Antares di Piedimonte San Germano per il documentario “Dopo Cassino, Piedimonte San Germano”, realizzato in collaborazione dello Studio Joker Image di Udine. Il filmato verrà presentato in anteprima a Piedimonte il prossimo 28 settembre. La cerimonia di premiazione, tenutasi sabato 20 settembre nella Sala Consiliare del Comune di Fiuggi alla presenza dell’Assessore alla cultura Alessandro Terrinoni, è stata preceduta  dalla commemorazione del 144° anniversario della Breccia di Porta Pia tenuta da Pino Pelloni, Marco Cecili e Pietro Benezzi e dalla proiezione di un estratto della videointervista “La mia guerra” di Erio Alessandri.


Cronaca di un'Utopia

I primi quindici anni di attività della Cooperativa

Bassiano 1/ 2 agosto 2014

29 luglio 2014

Ufficio Stampa Utopia 2000

Da Sezze a Gualdo Cattaneo e Spello passando per Roccagorga, Cori e Bassiano. Eccolo il cammino dei primi quindici anni di attività della Cooperativa Utopia 2000onlus. Alla “cronaca” di questo cammino la stessa Cooperativa dedica la due giorni che si svolgerà a Bassiano il 1 e 2 agosto (si allega il programma della manifestazione). Da ricordare che a Sezze Utopia2000 ha ancora la sua sede legale, mentre a Cori gestisce l’asilo comunale “Il Bruco Verde” e la scuola per l’infanzia e a Bassiano opera con il Gruppo appartamento per minori ospitato nell’ex Ostello della Gioventù e la gestione del Parco “Achille Salvagni”, al cui interno è stata realizzata la Locanda dell’Utopia, uno dei primi locali “etici” sorti in Italia. Invece a Gualdo Cattaneo e a Spello, in provincia di Perugia, a dicembre dell’anno passato la Cooperativa ha aperto due nuove strutture: la Comunità educativa per minori e la Comunità per bambini con genitori. E proprio da qui, dall’Umbria, è già ripreso il “viaggio” che ha consentito alla stessa Cooperativa di conquistare i vertici dell’imprese italiane del Terzo settore: in autunno è prevista l’apertura di un’altra struttura a Todi e prima della fine dell’anno sbarcherà a Vimodrone, in provincia di Milano, con un progetto che coinvolgerà l’Amministrazione comunale in una serie di interventi socio-educativi-ricreativi-culturali. Infine, per quanto riguarda i Monti Lepini, Utopia2000 mira ad allagare le sue attività sul territorio partendo dall’esperienza del “Borgo Solidale” di Bassiano, il progetto di un nuovo modello di sviluppo locale basato sull’economia sociale che in questi anni ha richiamato l’attenzione degli esperti del settore, dei vertici nazionali della LegaCoop e di parecchi amministratori locali che si sono dichiarati pronti a replicarlo, il progetto, nei propri comuni. Progetto - è bene sottolineare - che oltre alla ridistribuzione della ricchezza e del lavoro e al superamento così delle disuguaglianze, punta attraverso il confronto, la condivisione, la contaminazione e il coinvolgimento della collettività, alla costruzione del bene comune. Proprio per raggiungere quest’obiettivo, la Cooperativa ha sposato il for benefit - tra le prime a farlo in Italia -  e ha iniziato così a produrre benefici e vantaggi per tutta la collettività. Quindi ha promosso da una parte una serie di iniziative (le Notti dell’Utopia, Stradaria, il Laboratorio di scrittura e stampa, la casa editrice Nuove edizione aldine, il Premio letterario Del Cortegiano dedicato ad Aldo Manuzio, la Fiera dei piccoli editori, il progetto della Cesa dei frutti dimenticati, la rivista Noi/Altri, i convegni nazionali sul Terzo Settore, i corsi formativi, la Festa dello sport sociale, il progetto del Centro  documentazione sulla musica popolare dei Monti Lepini dedicato a Graziella di Prospero, Solidarium  e Parole&Pentole) e dall’altra parte si è aperta alla collaborazione con altri soggetti territoriali (associazioni, onlus, cooperative, imprese, enti, attività commerciali e gruppi sportivi e culturali) mettendo a disposizione le proprie strutture e canalizzando proprie risorse per la realizzazione degli interventi concordati. Diversi rappresentanti di  questi soggetti territoriali parteciperanno “Alla Tavola della solidarietà” in programma domenica 2 agosto alle 13.  A proposito poi di alcuni eventi sopra riportati, come le Notti dell’Utopia, la Festa dello sport sociale e il convegno sul Terzo settore, queste ultime due si sono già svolte a Spello, ad aprile, nella splendida cornice di Villa Fidelia, durante Solidarium, la rassegna  ideata, pensata e realizzata per le comunità di quei territori. Mentre le Notti dell’Utopia si terranno, ad ottobre, sempre in Umbria per tornare il prossimo anno nei luoghi dove sono nate insieme a Stradaria, al Premio letterario Del Cortegiano e alla Fiera dei piccoli editori. Probabilmente poi emigreranno un’altra volta in base agli obiettivi imprenditoriali da raggiunge e per rafforzare l’azione complessiva della stessa Cooperativa.  Circa la musica popolare invece, per il prossimo autunno Utopia2000 ha programmato una grande manifestazione che si terrà a Sezze e sarà l’occasione per avviare la realizzazione dello stesso Centro di documentazione. E sempre in autunno, partirà poi il Laboratorio teatrale nel Teatro comunale di Gualdo Cattaneo. Infine Cronaca di un’Utopia, questa nuova rassegna, si ripeterà ogni anno allo scopo non solo di raccontare il cammino del passato, ma soprattutto di indicare il percorso del futuro, così come verrà fatto con la presentazione, la mattina del 2 agosto, del progetto “Dal borgo solidale all’isole solidali”. Ma anche per continuare a contribuire alla crescita del territorio, per cercare di liberarne le energie e favorire il cambiamento, con appuntamenti che vanno dai dibattiti sui temi dello sviluppo locale agli spettacoli, dalla presentazione di libri agli incontri enogastronomici, dalle mostre alla musica.


Comune di Carpineto: approvato il bilancio di previsione

11 luglio 2014

Ufficio Stampa Comune di Carpineto Romano - foto di Vincenzo Polidori
www.carpinetoromano.it   e-mail: ufficiostampa@carpinetoromano.it 
tel. 0697180044 cell. 3204390014

Approvato il Bilancio di previsione 2014: il neo Sindaco Matteo Battisti con la sua Giunta scrivono il futuro di Carpineto Romano: puntare sulla cultura, sul contenimento della pressione fiscale per la popolazione sempre con una particolare attenzione alle problematiche del sociale. “Il Bilancio approvato” afferma l’Assessore al Bilancio, Enrico Battisti “si  caratterizza per i seguenti obiettivi prioritari: massimo contenimento possibile della pressione fiscale, massima equità del prelievo, sostegno alle imprese locali, interventi sullo stato sociale per tutelare le famiglie in difficoltà a causa della crisi economica, mantenimento della qualità dei servizi sociali, educativi, culturali, realizzazione di un significativo piano degli investimenti per la cura e la manutenzione del territorio”.

Entrando nel dettaglio, vista la particolare crisi economica, non sono state aumentate le tasse e le tariffe comunali, ad esclusione di un lieve adeguamento al tasso d’inflazione registrato nell’ anno 2013; per quanto riguarda le tariffe TASI, è stato approvato un apposito regolamento che prevede esenzioni e detrazioni per le famiglie con redditi più bassi e la totale esenzione per le attività produttive.  Il Bilancio ha previsto una serie di investimenti nel campo delle opere pubbliche, delle politiche sociali, formative, culturali ed ambientali ed è stato riconfermato il livello dei servizi erogati alla cittadinanza. L’Amministrazione comunale ha scelto di sostenere le giovani coppie con servizi, come l'asilo nido, mensa scolastica e lo scuolabus ed ha attivato il bonus bebè per i nati nel 2014.

Il Comune è capofila del Piano di Zona per l’integrazione socio-sanitaria, impegnato ad erogare importanti servizi come il Centro Diurno socio-educativo per persone diversamente abili, il Servizio Integrato disabili gravi, l’Assistenza Domiciliare Integrata, il trasporto per anziani e disabili, i progetti per la prevenzione sanitaria, per l’integrazione sociale e per la tutela dei minori ed anziani in difficoltà. Anche i servizi a carattere socio-culturale (Musei, sostegni alla scuola, Biblioteca, Ludoteca Impiantistica sportiva etc.), compreso un rapporto consolidato con il mondo del volontariato, continuano ad essere assicurati e sono ormai patrimonio dell’intera comunità.

Il Comune di Carpineto Romano nonostante la situazione difficile per la finanza locale ha approvato un Bilancio sano, redatto nell’osservanza delle norme di Legge, che rispetta i principi di coerenza, attendibilità e congruità” conclude il Sindaco Battisti “Crediamo che questo Bilancio di Previsione, così presentato, offra una prospettiva d’insieme, nella quale emerge la nostra volontà di continuare a puntare sul valore delle nostre forze presenti sul territorio, sul volontariato; di promuovere la cultura, il turismo, la sostenibilità dell’azione rivolta verso l’economia, il rigore nel rispetto dei conti, un rigore che sa però mostrare anche il suo lato umano nella difesa del più debole. Voglio ringraziare l’Assessore al bilancio Enrico Battisti e il dott. Massimo Santucci con tutto l’Ufficio ragioneria per il lavoro fatto. Penso che, in questa delicata fase storica, l’impostazione data a questo documento economico sia una buona base di partenza per il futuro del nostro paese”.


4 luglio 2014

Ufficio Stampa Comune di Carpineto Romano
www.carpinetoromano.it   e-mail: ufficiostampa@carpinetoromano.it 
tel. 0697180044 cell. 3204390014

Estate Carpinetana, eventi del mese di luglio  

Con il ricordo di due amici, si apre domani l’ “Estate carpinetana” che animerà le vie e le piazze di Carpineto Romano fino alla fine di Agosto. “Quest’anno abbiamo puntato molto sul senso della comunità, sulla cultura e sullo sport” dice il neo assessore alle politiche culturali e turismo Noemi Campagna nel corso della presentazione della manifestazione “coinvolgendo i giovani e le Associazioni culturali di Carpineto Romano e dell’area lepina in misura ancora maggiore rispetto al passato anno. Abbiamo cercato di coinvolgere negli eventi ogni fascia della popolazione, partendo dai più piccoli con la Caccia al tesoro nelle vie del centro storico”.

La prima iniziativa “RicordandoCì” si svolge oggi 5 luglio con giochi, premiazione di un concorso letterario che ha coinvolto i ragazzi delle scuole medie e il concerto degli Exile, cover band dei Rolling Stones. Sempre  presso il campo sportivo, domani 6 luglio, ci sarà la gara equestre di qualifica al Pallio 2014.

La settimana prossima è la volta della VIII° edizione del “Festival Internazionale del Folklore” con gruppi provenienti dalla Polonia, dal Senegal e dall’Italia. Nella seconda parte del mese si svolgerà “Summer edition 2014”, torneo di calcio a 5, partirà il primo concorso fotografico amatoriale “scatti d’estate carpinetana”  e grande spazio sarà dedicato alla musica con il V° “Jazz Fest”, al teatro e all’arte con le installazioni di Katia Briganti e la personale del maestro Bruno Donzelli, autore dell’arazzo del Pallio 2014 presso la “Bottega d’Arte La Girandola” che la notte del 26 luglio sarà svelato alla cittadinanza e ai turisti nel corso della cerimonia dell’imbussolamento. Con i primi di agosto ecco la Festa della Montagna e l’inizio delle Feste Propiziatorie per i rioni.

Arte, musica, teatro e sport si uniscono alla tradizione e alle radici storiche del nostro territorio e del nostro paese” conclude il sindaco Matteo Battisti “il mix che abbiamo proposto per l’estate 2014 tende ad elevare lo spessore della nostra manifestazione, ponendo Carpineto come un punto di riferimento per chi abbia desiderio di trascorrere un estate in modo nuovo e coinvolgente. Ringrazio tutte le Associazioni culturali e i giovani che hanno aderito alla manifestazione, offrendo proposte culturali di notevole spessore ed il loro impegno affinché l’Estate carpine tana ed il Pallio della Carriera ricevano sempre nuova linfa vitale. E soprattutto ringrazio il maestro Bruno Donzelli che, accettando di dipingere l’arazzo del Pallio 2014, ha impreziosito con la sua opera la collezione dei Palli, una raccolta d’arte contemporanea veramente unica in Italia”.


20 maggio 2014

comunicato stampa

“DOPO DI NOI” VERSO LA FONDAZIONE

Sabato scorso presso l'auditorium del Comune di Bassiano si é svolto il primo incontro aperto al pubblico "Verso la Fondazione" organizzato dall'associazione culturale "Dopo di Noi" in collaborazione con il Comune di Bassiano per la costituzione di una Fondazione che si prefigge di tutelare la disabilità nella provincia. L'incontro, presenziato dal sindaco Domenico Guidi, ha visto la partecipazione attiva anche degli assessori Giovanna Coluzzi e Domenico Sulpizi, oltre alle testimonianze di alcuni genitori di ragazzi disabili. "La vocazione della Fondazione senza scopo di lucro ha l'obiettivo di assistere i ragazzi affetti da disabilità durante la propria vita - sottolinea il dott. Francesco Cardarello Presidente dell'associazione promotrice - soprattutto quando verrà a mancare la famiglia a sostegno; fin dal principio però la scelta di una gestione condivisa e partecipativa tra i fondatori permetterà ad ogni genitore di poter valutarne l'operato ed essere sicuro sul futuro dei propri figli". 

L'amministrazione di Bassiano sta lavorando per il conseguimento di strutture da donare a tale scopo, come conferma il sindaco Guidi: "La forma giuridica di Fondazione, nel contesto sociale ed economico attuale, è quella che permette di essere più competitivi a livello economico per poter interagire sia con le istituzione che con gli istituti di credito per far si che si possano conseguire queste missioni filantropiche dettate sia dalla professionalità di esperti nel settore dell'assistenza sociale ma principalmente dalla passione che è quella che consente di affrontare questo problema, il "dopo di noi" inteso come vita dopo i genitori che nella nostra provincia attualmente non è tutelato a dovere". L'incontro, durato più di 2 ore e svoltosi con uno scambio di idee e progetti, è solo il primo e ne seguiranno a breve altri per la definizione e la costituzione della Fondazione.


17 maggio 2014

a cura del prof. Michele Santulli

Giuseppe Mazzini e la migrazione ciociara a Londra

Entrare nel  Museo Naz. Emigrazione al Vittoriano a Roma è come entrare in una sala da ballo: luci psichedeliche, musichette, macchinette video: cioè vi trovi tutto e in sostanza non vi trovi nulla o quasi: un museo ’nazionale’ dove curiosamente si fa iniziare la emigrazione solo dopo il 1870: emigrazione certamente, quella postunitaria, ma ancora di più un esodo, una diaspora, e non solo italiana, massimamente al di là dell’oceano, quasi una invasione, come è successo e sta succedendo oggi. La molla è sempre la medesima: fame e miseria. 

Ma emigrazione può essere ed è anche qualcosa di altro: non solo ricerca del pane ma anche, e a volte solamente, avventura, pionierismo, volontà di scoperta, una nuova patria, col sussidio di sacrifici enormi, di rinunce, pericoli: è il lontano occidente americano, il Far West, divenuto un mito e un paradigma, è la Terra Promessa degli Ebrei che fuggono dall’Egitto: molte motivazioni e impulsi. L’emigrazione autentica è quella che inizia cento anni prima del 1870

E questo fu la emigrazione dalla Valcomino: è vero, fame, miseria, aumento delle bocche da sfamare, soprusi e violenze dei signorotti e non solo, situazione non più sopportabile ma anche avventura, spirito libertario, aspirazione e nostalgia di una patria nuova e di un mondo nuovo e migliore: un flusso continuo iniziato alla fine del 1700 e riversatosi nell’altra parte del territorio cioè verso le Paludi Pontine, verso Terracina, Anzio, Nettuno e le  cittadine sulla Via Appia, in particolare Velletri e, allo stesso tempo, verso Roma e verso le Alpi. 

E di questa autentica epopea vogliamo rammentare una componente, la più terribile, quella della vera e propria “tratta dei bambini”: i genitori che, in cambio di un po’ di soldi, affittavano, o vendevano, i loro figli, normalmente per un periodo di tre anni, a dei personaggi, i cosiddetti ‘padroni’, che si industriavano per portarli nelle grandi città e maggiormente in Francia ed Inghilterra dove li obbligavano ai mestieri più umili e duri: lustrascarpe, venditori per le strade di statuette di gesso e di santini o di altre immagini o di fiammiferi, sguatteri, facchini, mendicanti, suonatori di organetto, spazzacamini, in certe fabbriche, senza cure, senza pulizia, alloggiati in tuguri infimi, nella promiscuità e abiezione più ripugnanti. 

Un diplomatico italiano, del quale abbiamo parlato in un passato contributo, calcolò che di cento di questi infelici bambini, che verso la metà dell’Ottocento nella sola Inghilterra ammontavano a circa tremila, un cinquanta per cento moriva per le privazioni e gli stenti, un trenta per cento riusciva a fuggire e a liberarsi e un venti per cento proseguiva l’attività di sfruttamento appresa dai padroni. E questi bimbi malfamati sporchi e laceri per le vie di Londra rappresentavano un motivo di continua umiliazione e cruccio per i benpensanti e anche per gli organi dello Stato: Londra a quell’epoca, come anche oggi, era, come si dice, l’ombelico del mondo, la capitale del Commonwealth, una città ricca e perciò tale contingenza umana  saltava particolarmente agli occhi: le età di questi sfortunati bimbi andavano dagli otto ai quattordici anni circa. 

Già Londra si era occupata di tale problema dei propri bambini  alcuni anni prima grazie alle denunce puntuali di Charles Dickens attraverso i suoi famosi articoli e libri, ed aveva provveduto alla eliminazione della piaga ma ora si trovava di fronte quella rappresentata dai giovanissimi immigrati italiani, provenienti in quantità maggiore da alcuni paesini sperduti sulle montagne della Valcomino e in particolare da certe frazioni di Picinisco e di Villalatina o delle Mainarde oggi molisane. A quell’epoca nessuno conosceva la Valcomino, questo territorio appartato di Alta Terra di Lavoro che veniva confuso regolarmente con il concetto di ‘Abruzzi’. E fu un personaggio della Storia d’Italia, ancora non compreso pienamente nel suo alto valore e nel suo significato a seguito di una storiografia non di rado parziale e partigiana,  stiamo parlando di Giuseppe Mazzini, che unico e solo e per primo si occupò fattivamente di questa infelice umanità abbandonata, preda dello sfruttamento e della disperazione. Tutti sanno che il patriota  fu costretto all’esilio a Londra già dal 1837 e vi rimase per oltre trenta anni, fino al 1868, quattro anni prima della fine. E guardandosi attorno a poco a poco capì e si rese conto del fenomeno dello sfruttamento e della violenza cui venivano sottoposti questi bimbi abbandonati.  

E perciò decise di offrire loro l’unica arma possibile per un riscatto autentico e  per l’affrancamento: l’istruzione, la cultura. E quindi a costo di ulteriori rinunce personali  e  con il sostegno di personaggi inglesi della cultura e dell’arte coi quali nel frattempo era entrato in contatto quali lo storico Thomas Carlyle, i poeti Rob. Browning e Algernon Swinburne, la vedova del poeta George Byron, il filosofo John Stuart Mill ed altri, fondò una scuola per questi bambini che venne aperta il 10 novembre1841, data anche questa da non dimenticare nella storia della emigrazione italiana soprattutto e principalmente ciociara, data che tra l’altro documenta e prova l’anacronisma dei motivi ispiratori del suddetto Museo Naz. della emigrazione. La scuola sorse in una zona a quell’epoca tra le più degradate di Londra a Hatton Garden, poi trasferita in una strada vicina, a contatto con il quartiere di Clerkenwell, abitato quasi esclusivamente da Italiani specie ciociari, dove in quegli anni sorse anche una chiesa italiana, la chiesa di San Pietro (1869-71), oggi ancora sul posto. 

La scuola fondata da Giuseppe Mazzini si svolgeva solo la sera e vi si insegnavano le discipline indispensabili all’apprendimento basilare. Le lezioni si svolgevano anche la domenica e in questo giorno impartiva le sue lezioni di cultura italiana lo stesso Giuseppe Mazzini. La scuola fu seguita e patrocinata anche da Charles Dickens che ben conosceva i luoghi dove aveva ambientato anche qualche sua opera quale per esempio ‘Oliver Twist’: non è escluso che frequentassero la scuola anche i modelli che a quell’epoca iniziavano ad arrivare a Londra quali  Angelo Colarossi e Alessandro De Marco, entrambi di Picinisco. La scuola ebbe una lunga vita, sempre frequentata e seguita sia dagli alunni sia dai promotori, durò venti anni. Ogni ricorrenza del dieci novembre gli alunni e i promotori e gli insegnanti si riunivano e festeggiavano lavvenimento. Se si desidera conoscere più approfonditamente questa pagina di storia anche ciociara, allora raccomando la lettura di un libretto scritto nel 1999 da un ricercatore della Unv. di Pisa, il Prof. Michele Finelli: “Il prezioso elemento. Giuseppe Mazzini e gli emigranti italiani nella esperienza della scuola italiana a Londra”.

E dire che nella Ciociaria frusinate, a riprova ulteriore del degrado culturale e morale che l’attanaglia, non mi pare che vi sia un qualcosa, una via o una piazza, che ricordi gli emigranti ciociari e la loro lunga epopea per le vie del mondo. 

sotto-  il prof. Michele Santulli


12 maggio 2014

comunicato stampa

PER UNA CULTURA DEL “DOPO DI NOI” E LA REALIZZAZIONE DI STRUTTURE E SERVIZI

17 maggio 2014 ore 17:30                                                       Auditorium Comunale di Bassiano 

DOPO DI NOI
Tutti i genitori si preoccupano del futuro dei propri figli, nelle varie fasi della propria vita, con la speranza che una volta divenuti adulti divengano autonomi ed a loro volta possano prendersene cura.
I genitori di una persona con disabilità, invece, hanno la piena consapevolezza che dovranno prendersi cura del proprio figlio per tutta la vita.
Tuttavia, quando si svolge il pensiero al Dopo di Noi, l’impegnativo sforzo di attuare ogni opportunità di crescita ed integrazione si trasforma in angoscia.
L’interrogativo è: chi si prenderà cura di mio figlio quando io non ci sarò più o non potrò più assisterlo? I fratelli, le sorelle o i familiari potranno farsene carico?
Il termine Dopo di Noi è stato coniato proprio da questi genitori che, consapevoli di tale destino, hanno cercato e cercano di trovare adeguate risposte agli interrogativi ed ai problemi da questo evocati.
Proprio a tal fine hanno dato vita in tutta Italia a Fondazioni Dopo di Noi alle quali hanno affidato il compito di promuovere la cultura del “Dopo di Noi” e la realizzazione di adeguate strutture e servizi.
PERCHE’ UNA FONDAZIONE
La costituenda Fondazione opererà per il raggiungimento degli scopi sociali nel rispetto della volontà delle famiglie che vi parteciperanno. 
L’idea è che a costituirla siano le famiglie e i comuni interessati facenti parte della Provincia di Latina (Patto di Cittadinanza) mossi dalla necessità di rafforzare le politiche volte ad assicurare alla persona con disabilità nuovi percorsi di vita.
L’obiettivo è quello di rappresentare una nuova frontiera dell’integrazione fra pubblico e privato dedicata alle persone disabili e alle loro famiglie.
La forma giuridica della fondazione dovrà consentire dal punto di vista operativo di gestire i patrimoni necessari non solo alla promozione/realizzazione di progetti finalizzati all’integrazione e all’autonomia, ma anche alla costruzione o gestione di patrimoni immobiliari destinati al “Dopo di Noi”.
La Fondazione potrà gestire, da statuto, lasciti testamentari, donazioni e contratti di mantenimento, beni immobili e capitali da destinare alla cura e all’assistenza delle persone con disabilità e costituire in via accessoria e strumentale attività anche commerciali finalizzate al perseguimento degli scopi statutari.
Sarà altresì impegnata affinché il percorso di “Presa in carico” possa divenire realtà. “Presa in carico” che significa: assunzione di responsabilità da parte degli enti pubblici; progetto globale di vita; personalizzazione ed umanizzazione degli interventi; mantenimento e sviluppo della persona con disabilità nel proprio contesto familiare e sociale; garanzia dei diritti civili ed umani; qualità di vita e Bene Essere.
In tale contesto si collocheranno le iniziative della Fondazione e tutti i servizi (residenziali, semi-residenziali, ambulatoriali) che si riuscirà a realizzare.
DURANTE NOI
La Fondazione porrà attenzione, oltre che al Dopo di Noi, al “Durante Noi” offrendo soluzioni che vedranno la possibilità di prendere in carico, in un ambiente protetto, sia la persona con disabilità che, eventualmente, i suoi genitori.
Infatti, si deve considerare che oggi le persone con disabilità, a differenza di quanto accadeva in passato, grazie al miglioramento delle condizioni di salute e conseguente allungamento della vita, vivono non solo l’età adulta, ma anche il delicato momento della terza età e sopravvivono sempre più ai propri genitori o questi, divenuti anziani, sono a loro volta bisognosi, accanto ai figli, di cure e di assistenza.
Contattaci
Associazione Culturale “Dopo di Noi”
Via della Libertà,18
04018 Sezze (Lt)  -  C.F.: 91131800590
e-mail:  info@dopodinoi.com    www.dopodinoi.com 


3 marzo 2014

a cura del prof. Michele Santulli

Ciociaria: situazione storica eccezionale

Con la scomparsa delle province questa regione storica italiana si trova ora davanti ad un bivio di portata come suol dirsi storica, prima inimmaginabile. Salvo le solite eccezioni alla regola,  quello che le province hanno rappresentato per il destino dell’Italia si vede in giro, basta aprire gli occhi, se ancora si sa leggere: quello che hanno rappresentato per la Ciociaria in particolare è una catastrofe e uno sfacelo, in ogni settore della vita pubblica: ma la sciagura più grande e il disastro maggiore sono stati la cementificazione arrembaggistica e più che selvaggia dell’ambiente e del paesaggio,  togliendo e tagliando al futuro gran parte delle possibilità di evoluzione attrattiva  e civile e produttiva.  Chiediamoci: l’edilizia scolastica, le strade, il turismo, la cultura che  più direttamente dipendono dalla provincia, si citi una sola scuola, una sola iniziativa  culturale o turistica, una sola strada che non sia un immondezzaio o una pista africana, esiste un solo punto di richiamo e di gratificazione? Zero totale. Per non soffermarci sulla corruzione e sullo sperpero delle risorse pubbliche. I dis-amministratori delle province ciociare  hanno tolto le spiagge, hanno tolto i pochi fiumi, hanno, e continuano, a togliere  le poche campagne, hanno mandato in rovina o ignorato e negletto l‘ambiente e il territorio, le antiche architetture. Hanno avvelenato le campagne. E depravato gli animi; un disastro e un massacro criminali perpetrati  nella indifferenza generale dei cittadini pur personalmente interessati e per iniziativa beneaugurante, salvo le immancabili eccezioni, di politici sciagurati e scellerati.

Se si ha coraggio e responsabilità, ora il potere decisionale è in mano ai sindaci, sono loro che ora hanno l’onere  della gestione del territorio e della vita pubblica, il loro ruolo si è grandemente  qualificato  e allo stesso tempo, ancora più determinante e risolutivo è divenuto il suffragio motivato dell’elettorato. Che cosa è dunque la Ciociaria? E’ l’immenso territorio che si estende a Sud dei Castelli Romani e partendo dai Monti Ruffi e Simbruini è racchiuso tra gli Appennini e il Tirreno e a Sud delimitato dal fiume Garigliano. Ai tempi di Augusto Imperatore era tutto un territorio  fino a Napoli e si chiamava Campania, nel corso dei secoli si divide in due: Campania vera e propria e Campagna di Roma. Quest’ultima si innestava, sostituendolo, sull’antico concetto di Lazio o Latium che fino alla fine del 1800 non andava oltre la linea Tevere-Aniene. Poi nel 1927 e anni successivi tutto questo territorio fu ripartito tra le neo-costituite province di Frosinone e di Latina e  della provincia di Roma: venne  frantumata e sbriciolata una regione che per secoli e secoli, salvo che per la Terra di Lavoro settentrionale, era stata una e unica sotto una medesima autorità. Destini comuni e radici comuni  secolari. La decomposizione completa è avvenuta in queste ultime decadi. 

Eppure è incredibile quante e quali sono le prove e tracce, pur se non convissute, presenti sul territorio a testimoniare e a provare questi secolari legami e vicinanze.

Ora con la scomparsa delle province si apre lo scenario della ricompattazione e riunificazione.

I tre Sindaci, di FR di LT e di Roma, se consapevoli e consci della incredibile e inimmaginabile occasione  -nonché responsabilità- nelle loro mani, hanno la facoltà di rimettere assieme e di ricostituire una unità  col nome di: Ciociaria che, si badi bene, non equivale a  un tornare indietro come se S.Pietroburgo la si volesse richiamare  Leningrado o l’Iran tornasse a essere Persia o la Thailandia il Siam: infatti  ’Ciociaria’ è una proiezione del passato nel futuro: essa non è mai esistita come entità amministrativa o politica o geografica o di altra natura però è stata la regione ideale che  dagli Appennini al Garigliano all’antica Via Appia ha tenuto assieme e contraddistinto folkloricamente e, pare incredibile, culturalmente tutto il territorio, anche grazie  agli apporti di vario genere causati e arrecati  dalla persistente e continua immigrazione stagionale o stanziale soprattutto dalle località della Valcomino e del Cassinate, unificante e omologante: ‘Ciociaria’  concetto ideale e spirituale, al di sopra delle parti, suscettibile di spegnere  sul nascere tutte quelle discussioni e amenità e insensatezze e diatribe che si andrebbero inevitabilmente ad innestare e innescare a proposito della preminenza  o del ruolo di prima donna -perché di ciò si tratta- di LT o di FR o anche di Roma: si immagini, inoltre, che cosa sarebbero capaci di ingarbugliare i  politici  nostrani dei quali per decenza non facciamo nemmeno i nomi.

Chiamare col nome di ‘Ciociaria’ l’antica compagine territoriale oggi smembrata in tre province    non si farebbe che ripristinare quanto la Storia ha tenuto assieme per secoli e secoli in perfetta armonia e simbiosi. Si aggiunga altresì  che probabilmente questo è il solo territorio in Italia ad essere sprovvisto di un connotato storico,  una denominazione propria: le Langhe, la Capitanata, il Salento, la Lunigiana, il Cilento ecc. e qui da noi? Senza identità e senza storia: il  nome Ciociaria, “questa nobile regione matrice di Roma”, darebbe finalmente un connotato uniforme e storico e conosciuto al territorio oggi anonimo e impersonale. Quindi un solo passato comune, un solo avvenire comune, un solo obbiettivo comune.

 L’appartenenza amministrativa di oggi è un dettaglio che  non è in grado di  cancellare la realtà secolare sancita dalla storia e, non si dimentichi, documentata e continuamente ricordata, tra l’altro, da migliaia di opere d’arte pittoriche che confermano la omologazione di cui fin qui, senza menzionare Libero de Libero, Giuseppe De Santis, Alberto Moravia, Anton Giulio Bragaglia, e tanti altri, cantori della Ciociaria e senza menzionare altresì le centinaia e centinaia di libri di viaggio su questi territori scritti nel corso dei secoli e anche la presenza su tutto il territorio di nomi e maggiormente di cognomi che provano e attestano una simbiosi e comunanza inimmaginabili. E’ stata solo la insipienza e la improntitudine dei ciociari stessi e delle loro istituzioni a non saper appropriarsi dovutamente del significato e a onorarlo e a dargli dignità. Epperciò il termine Ciociaria è rimasto  solamente un concetto folklorico, a sottolineare le affinità delle vestiture che accomunavano, dove più dove meno, tutta la popolazione dagli Appennini alla Via Appia.      

Ora è la grande occasione o la grande illusione.

sopra-  una cartina della Ciociaria                                


25 febbraio 2014

comunicato stampa

Il Sindaco Quirino Briganti annuncia il termine della sua esperienza istituzionale ed amministrativa in Comune:

“Si conclude la lunga, originale ed appassionata esperienza istituzionale alla guida della città di Carpineto Romano”.

Con l’approssimarsi della fine del mio mandato da Sindaco è giunto il momento di verificare le condizioni se continuare nell’esperienza amministrativa o se terminare un ciclo di intensa ed appassionata attività politico-istituzionale.

Il percorso sin qui sviluppato ha determinato una serie importante di risultati contenuti in una complessa programmazione di interventi ed azioni a carattere socio-culturale ed infrastrutturale. Ciò che mi ha più coinvolto è stata, però, l’idea di una continua contaminazione con pezzi importanti della nostra comunità che hanno certamente contribuito alla maturazione personale e ad arricchire la mia capacità di proposta. 

Il mondo delle istituzioni non può, infatti, essere disgiunto dalla società e, soprattutto, in un clima percepito di antipolitica è, ancora, più necessario ed impellente ridurre il divario e la sfiducia crescente verso la politica.

A Carpineto Romano, in questi ultimi anni, abbiamo intensamente lavorato per ricostruire un rapporto storico con la rete fitta dell’associazionismo che caratterizza, da quasi venticinque anni, il tessuto sociale della nostra comunità individuando in questo aspetto un elemento importante dello sviluppo. Così come abbiamo sempre riservato, grande, importanza alle politiche territoriali di sistema convinti che solo processi realmente integrati possano far crescere l’intera area dei Monti Lepini.

Siamo partiti dal rafforzamento del livello di coesione sociale perché siamo fermamente convinti che ogni azione di sviluppo in un territorio non può prescindere dalla capacità di promuovere una cultura dell’aggregazione, dell’inclusione e della solidarietà. Ciò è stato possibile grazie ad un clima politico sostanzialmente unitario e favorevole ed al contributo di numerosi collaboratori, consiglieri ed assessori che hanno partecipato alla costruzione ed alla realizzazione di un programma di governo locale davvero entusiasmante.

Per calare sulle diverse tematiche concrete nell’ambito delle quali si è contraddistinto il mio particolare impegno istituzionale vorrei citare alcune aree di lavoro che andrò in seguito a circostanziare nel Rapporto di fine mandato: l’integrazione socio-sanitaria, il rapporto tra cultura e turismo, lo sviluppo sostenibile e le infrastrutture.

L’esperienza di questi anni - includo anche il periodo in cui ho svolto il mandato da Sindaco tra il 1995 ed il 2004 e, precedentemente, l’attività istituzionale come Assessore alle Politiche Culturali (1990/1995) - rappresenta un ciclo amministrativo che ritengo sia giunto alla sua fase finale.  I motivi di questa scelta sono molteplici tra i quali il sempre maggiore impegno temporale, protratto per troppi anni, da condividere tra istituzioni, famiglia, lavoro ed impegni personali. Pur se la passione per la politica ed il consenso, che sento ancora ampio e diffuso, mi trascinerebbero e tenderebbero a coinvolgermi, nel continuare nell’esperienza istituzionale, al fine di concludere gli interventi ed i progetti avviati credo, però, sia arrivato il momento di creare le condizioni di un avvicendamento alla guida della città.

Dopo un periodo ponderato di riflessione, sciolgo  le riserve, dunque, ed ufficializzo la mia volontà a non ricandidarmi alle prossime elezioni amministrative.

Rimane l’orgoglio di aver rappresentato, con onestà, dirittura morale e, spero, con lungimiranza, la nostra antica comunità, compresi i carpinetani nel mondo, in un periodo storico in cui è stato oggettivamente molto difficile amministrare gli enti locali a causa della violenta crisi economica che ha investito l’Europa e la nostra nazione. Ciò ha provocato nuovi disagi e nuove povertà che abbiamo dovuto fronteggiare con meno mezzi a disposizione del passato. Le stesse istituzioni sovracomunali non hanno certo accompagnato questo momento delicato sostenendo i Comuni, anzi hanno praticato politiche di tagli lineari che hanno lacerato, invece di incoraggiare, i processi di coesione sociale e di incentivo allo sviluppo socio-economico.

Sembra che questo scorcio di inizio 2014 ci stia facendo scorgere una, se pur timida, inversione di tendenza nei dati della crescita economica dell’Italia. Auspichiamo che si giunga presto a ridefinire una prospettiva ed un progetto di futuro possibile soprattutto per le giovani generazioni.

Noi a Carpineto Romano in questi anni, nonostante la congiuntura ed il contesto sociale nazionale non favorevole, abbiamo fatto la nostra parte nel mantenere gli standard nei servizi sociali, culturali e formativi implementandone alcuni di essi e creandone anche di nuovi (es. Asilo nido, Musei etc.).

Noi a Carpineto Romano, anche, sugli investimenti infrastrutturali abbiamo mantenuto un livello, quantitativo e qualitativo, nella realizzazione di opere pubbliche volto a migliorare la qualità della vita della nostra comunità.

Noi a Carpineto Romano, abbiamo sostanzialmente lavorato per restituire una vocazione turistica ed ambientale alla nostra terra recuperando i tipici caratteri identitari che caratterizzano, nelle tradizioni, nei sentimenti, nella storia e nella cultura,  il nostro essere comunità. Questo sguardo, non retorico, al passato, a mio avviso, ci da più forza per affrontare e programmare le sfide del futuro.

In conclusione, credo di avere sempre cercato, in funzione del mio ruolo istituzionale, di rappresentare tutti i cittadini, senza distinzioni, mettendo a disposizione le mie migliori energie e la mia esperienza amministrativa.

Ho dedicato un pezzo importante della mia vita al servizio delle istituzioni e della nostra comunità. Spero, con i complessi ed articolati interventi messi in campo in questi anni, di essere stato utile allo sviluppo di Carpineto Romano.

Grazie a tutti.


10 febbraio 2014

articolo pubblicato da Mondo Re@le

Il 1 Marzo su Rai Uno, a Linea Verde c’è Cisterna con Sermoneta e Sezze

Si sono concluse ieri le tre giornate di riprese programmate su Cisterna dalla troupe di Rai Uno per realizzare altrettanti servizi che andranno in onda nel corso della puntata di “Linea Verde Orizzonti” prevista per il prossimo 1° marzo. Il giornalista e conduttore del programma Federico Quaranta, impegnato ogni lunedì e martedì alla “Prova del Cuoco” come giurato e co-conduttore del seguito programma di Radio2 RAI “Decanter” per il quale ha tenuto dei collegamenti in diretta da una locale piantagione di actinidia, ha iniziato la tre-giorni cisternese giovedì scorso visitando il Giardino di Ninfa. In compagnia del direttore Lauro Marchetti, Quaranta si è immerso in una Ninfa alquanto inedita e quasi segreta: quella invernale quando non è solitamente accessibile al pubblico. Venerdì, invece, è stata la volta del kiwi le cui caratteristiche sono state illustrate dal presidente provinciale della Confagricoltura Adelino Lesti. Intervenuta anche la nutrizionista Sara Farnetti, spesso ospite del programma “La Prova del Cuoco”, che ha proposto come esaltare le virtù nutrizionali e salutari del kiwi a tavola attraverso vari accostamenti alimentari. Infine sabato, presso la magnifica tenuta di Torrecchia Nuova dei fratelli Filippo e Gabriele Sbardella, la troupe guidata dalla regista Caterina Congia ha dedicato un’intera mattinata alla storia, cultura e tecnica dei butteri. Nelle vesti di un perfetto buttero a cavallo, Quaranta ha sbrancato vacche maremmane dalla possenti corna, ha intervistato il giornalista Mauro Nasi sulla celebre sfida tra i cowboys di Buffalo Bill ed i butteri al seguito di Augusto Imperiali, ha appreso la vita e le abilità dei cavalcanti cisternesi dai racconti di Filippo Sbardella. I tre servizi realizzati a Cisterna, saranno intervallati con quelli realizzati a Sermoneta ed a Sezze ed andranno in onda sui canali televisivi e streaming di Rai Uno sabato 1° marzo alle ore 10,20.


2 febbraio 2014

comunicato stampa

“Buongiorno Regione” a Gorga martedì 4 febbraio

Info: www.gorga.rm.gov.it   mail: nadia.cipriani@gorga.rm.gov.it 

Le telecamere di Rai3 “Buongiorno Regione” a Gorga martedì 4 febbraio. Su iniziativa della Consigliera Regionale, Cristiana Avenali, Membro Commissione “Enti Locali” e della Commissione “Ambiente” e già Direttrice di Legambiente Lazio, da sempre attenta al valore ed alla importanza dei Piccoli Comuni della nostra Regione, inizia il prossimo 4 febbraio una campagna di informazione del TGR/Lazio - “Buongiorno Regione”, dedicata alla promozione, alla visita ed all’ascolto dei 278 borghi del Lazio con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti.

Il primo appuntamento è con Gorga, il piccolo comune arroccato sui Monti Lepini: “Si tratta  - dice il Sindaco, l’ing. Nadia Cipriani – di una importante iniziativa per i Piccoli Comuni, depositari di tradizione, storie, patrimonio paesaggistico, naturale, storico, architettonico, sociale, ma soprattutto sentinelle dei bisogni della propria Comunità, al fine di sottolineare come essi veramente, e senza retorica, costituiscano la ricchezza autentica della nostra Nazione. Ringrazio la consigliera Cristiana Avenali non solo per questa iniziativa, ma soprattutto per la proposta di legge regionale sulla valorizzazione dei piccoli comuni che ha presentato e sta portando avanti in Consiglio Regionale”.

Elevato a circa 766 metri sul livello del mare, Gorga si affaccia dalla sommità del monte Volpinara, dominando tutta la valle del fiume Sacco. La sensazione di "riservatezza" che si percepisce guardando il paese dalla vallata coincide proprio con la motivazione della sua nascita, poiché i primi abitanti del "burgus" scelsero questo territorio in località "Portaballe" per difendersi dalla malaria, dai venti freddi di tramontana e dalle invasioni nemiche. L'impianto urbanistico è caratterizzato soprattutto dalla presenza di resti di antiche ville romane nate soprattutto alle pendici dei Monti Lepini: tra di esse la più celebre è quella di Villamagna, residenza di caccia di Pompeo Magno e dell'imperatore Marco Aurelio. Gorga, come cittadina medievale con la tipica struttura "a fuso", è sorta invece a ridosso dell' XI secolo e la sua esistenza è documentata con una bolla di papa Urbano II nell'anno 1088, in cui specificherà la sua appartenenza alla diocesi di Anagni.

L’appuntamento, cui presenzieranno anche la Consigliera Avenali, l’Assessore Regionale agli Enti Locali Concetta Ciminiello ed il Direttore di Legambiente Lazio, è con “Buongiorno Regione” martedì 4 febbraio dalle 7.30 alle 8,00.


16 gennaio 2014

comunicato stampa

Factory10 presenta i nuovi Corsi di Cinema

L’Associazione Fotografica Factory10 annuncia la partenza dei nuovi corsi dedicati al mondo del CINEMA:

              CORSO DI CINEMATOGRAFIA BASE – Lunedì 20 Gennaio

              CORSO DI ANALISI FILMICA – Martedì 21  Gennaio

Entrambi i corsi si terranno dalle ore 20:00 alle ore 23:00 con frequenza di una volta a settimana.

I due percorsi formativi sono pensati per accontentare sia il neofita che il pubblico più esigente, e presentano quindi differenti obiettivi e livelli di approfondimento.

Il corso di CINEMATOGRAFIA BASE è pensato per sviluppare una prima conoscenza del linguaggio cinematografico in tutte le sue componenti, dalla comprensione delle diverse tecniche di ripresa fino alla realizzazione di un vero e proprio cortometraggio. Si partirà dallo studio del linguaggio e delle diverse inquadrature, passando attraverso l’insegnamento delle tecniche di scrittura cinematografica (soggetto,sceneggiatura e decoupage tecnico), fino ad arrivare allo studio della fotografia, del montaggio e della direzione artistico/tecnica. Un corso soprattutto di carattere pratico che si concluderà con l’ideazione e costruzione di uno o più cortometraggi ponendo particolare attenzione alla fotografia e al linguaggio cinematografico.

Il corso di ANALISI FILMICA potrà fornire ai partecipanti un metodo di analisi basato sulla conoscenza del linguaggio del cinema, della sua storia, delle nozioni teoriche di base e delle sue possibilità espressive. Un percorso formativo dedicato all’approfondimento di alcuni temi essenziali per affrontare con più consapevolezza il cinema, “attraversando” diversi luoghi del mondo e generi cinematografici.

Il docente di entrambi i corsi, LUCA LARDIERI, nonostante la giovane età si è ritagliato una posizione di tutto rispetto nel mondo del cinema: attualmente è dottore di ricerca in Cinema presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, lavora con la casa di produzione Kimera Film e collabora con le riviste Close Up e Positif Cinema. Autore e coautore di libri sul cinema con la casa editrice Sovera Edizioni, conta nel suo curriculum diverse produzioni cinematografiche e pubblicitarie, numerose sceneggiature, saggi, articoli per il cinema.

La sua grande esperienza va di pari passo con la passione per il magico modo del cinema e con la sua capacità di trasmettere, in modo chiaro e semplice, le nozioni che risulterebbero in altri casi noiose ai più.

Per informazioni su costi, modalità e programma dei corsi è possibile visitare la sezione “corsi” del sito www.factory10.it

oppure recarsi direttamente presso la sede dell’associazione, in Via dei Boi, 10 a Latina (zona Piccarello).

FACTORY10 è un’associazione culturale che nasce a Latina a gennaio 2010 con l’obiettivo di diffondere la fotografia come forma d’espressione artistica e ricerca personale. La creazione di uno spazio con uso esclusivo ed attrezzato per mostre, video-proiezioni, lezioni in aula, sala di posa, permette la realizzazione di eventi con lo scopo unico di trasmettere la passione della fotografia e la curiosità che, giorno dopo giorno, sollecita la voglia di migliorarsi. Factory10 mette a disposizione ampi spazi per la promozione di ogni forma culturale: l’intento quello di ascoltare sempre le proposte e i suggerimenti di tutti. Il socio ideale colui che vuole arricchire il proprio bagaglio personale nell’ambito della fotografia con il desiderio di migliorarsi e dare un concreto supporto alla crescita dell’associazione. Info www.factory10.it

Factory10 si trova a Latina in via Boi,10


11 gennaio 2014

a cura del prof. Michele Santulli

Settantesimo anniversario della distruzione di Cassino 

e l'importante lezione di civiltà, dove anche il platano superstite  rappresenta un monito imperituro per le future generazioni

>>> noi a Sezze, invece

Giustamente fervono i preparativi per commemorare questo ulteriore anniversario,  ora il settantesimo, della distruzione di Cassino in quel fatale 15 febbraio 1944 allorché circa settecentocinquanta bombardieri rovesciarono sulla città e sulla sacra Abbazia il loro veleno: furono tre ondate, iniziata la prima alle 9,45 e la terza alle 15,00  e l’apocalisse  fu realizzata.  La storia ha dimostrato in maniera inequivocabile che la distruzione dell’Abbazia in particolare fu voluta e perseguita e ottenuta dal generale delle truppe neozelandesi, con l’avallo del generale inglese e che la riduzione in polvere del sacro Cenobio fu un macroscopico  errore, disastroso nelle conseguenze e che peggiorò ancora di più le sorti e la conclusione della guerra per almeno altri tre mesi. 

Non vogliamo ricordare quanto dimostrato da uno studioso  pochi anni fa e che cioè la scintilla alla base dell’annientamento dell’abbazia fu un banale errore di traduzione. Ma ciò che vogliamo raccomandare alla amministrazione comunale nella persona del proprio sindaco è di invitare le autorità  della Nuova Zelanda e del Regno Unito a cogliere questa occasione così solenne,  per pubblicamente dichiarare la loro volontà e propensione a farsi promotrici,  fortunate, della decorazione, a Montecassino, della Basilica e delle sue cappelle, ancora oggi  in gran parte vuote e bianche: in effetti tutto lascia ritenere che  ci troviamo di fronte ad una occasione storica che certamente l’Amministrazione non mancherà onorare.

Nel centro della rotonda nella cosiddetta piazza Zeppieri, è stata collocata  un’opera di Umberto Mastroianni, della quale pure abbiamo parlato in passato, bozzetto al ’Monumento alla Pace’ dello stesso artista che si ammira sotto la rocca. Anche a Frosinone si leva una maestosa scultura dello stesso artista dedicata ai Caduti ma da anni in totale e completo abbandono e degrado, inavvicinabile, tra l’altro, grazie a orribili pannelli di plastica sbrindellata  che rendono lo spettacolo ancora più quartomondista. Ma a Cassino, ancora più avanti del capoluogo per civiltà e  cultura, si è pervenuti giustamente al massimo: a Frosinone lasciano andare in degrado i monumenti d’arte, qui a Cassino al contrario li si nobilitano e addirittura vi si aggiungono parti e elementi nuovi cioè al Davide di Donatello mettono le mutande e alla Olimpia di Manet  il reggiseno! In effetti se si osserva la scultura al centro della rotonda  si noterà come qualche benpensante/buontempone ha avuto la incredibile intuizione di far saldare due o tre elementi alla base, degradando e deturpando l’opera originaria, oltre che falsificarla, creando tra l’altro i presupposti per richieste di danni da parte degli eredi dell’artista: sono almeno due anni che si attira l’attenzione su tale misfatto ma o non si legge o si ignora!

A proposito della immane distruzione di Cassino, i cittadini avranno appreso grazie all’impegno e alla sensibilità di alcuni appassionati cultori e studiosi locali che non corrisponde al vero che non ci furono superstiti: in verità si salvò, pur se malconcio, una pianta, un platano! E’ quello che si leva maestoso in piazza Abruzzi, all’incrocio tra Via Marconi e Via XX settembre. Nel 2003 il sindaco dell’epoca ben fece, dopo sessanta anni di ignoranza, a far collocare una inferriata attorno al cimelio e a collocarvi una scritta esplicativa e dichiararlo ‘monumento della città’. Nel frattempo  si osservi che cosa ha fatto realizzare  il Comune per onorare e salvaguardare tale monumento che, tra l’altro, pur se ridotto alla sola corteccia, ha il primato di connotare una circonferenza  eccezionale, ritengo unica in Italia: il Comune gli ha tolto l’aria, ha cementificato il pavimento a un metro di distanza,  ha fatto realizzare un ingresso di condominio quasi a ridosso, ha fatto costruire palazzoni orribili che gradualmente gli stanno togliendo l’aria e quindi deformandone la chioma, sta mettendo gli inquilini e condomini di detti palazzoni nella condizione di lamentarsene e perfino di richiederne la eliminazione …. Certi uffici comunali continuano imperterriti a far  rimpiangere amaramente la gogna e la berlina.  

Come pure è certo che in una società civile al platano di Cassino  sopravvissuto alla distruzione avrebbero realizzato attorno un parco e un’oasi  e fatto divenire veramente simbolo ed emblema civili della città e della Storia, non invece una  risibile cementificazione da quarto mondo. Per chiudere tale tristissima pagina si osservi come si presentava un mese addietro tale ‘monumento alla città’: luogo di ricovero di immondizia, di abbandono e perfino di sgabuzzino  di ramazze, scope e di bidoni! Triste però e  senza speranza risolutiva se gli abitanti di Cassino, non dico i cittadini, persistono a non voler vedere e a non voler sentirsi offesi e mortificati di tali situazioni e quindi non far sentire la propria voce e umiliazione per tali oltraggi e insulti, ora che sta per avvicinarsi la solenne e fatale ricorrenza del settantesimo della distruzione.

anno 2014